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La Polizia stradale e il “Progetto Icaro 2011”

Polizia Stradale Belluno

Da anni, il Servizio Polizia Stradale sta svolgendo una capillare opera di informazione a livello nazionale, nelle scuole di ogni ordine e grado, al fine di avvicinare gli studenti alla complessa materia della circolazione stradale. Il giusto approccio alla realtà della strada, come pedoni prima e come conducenti di veicoli poi, è condizione fondamentale affinché il percorso di conoscenza, soprattutto per i più giovani, non avvenga in modo traumatico se non pericoloso. E’ notorio infatti, sotto il profilo dell’incidentalità stradale, che la maggior parte delle vicende infortunistiche si verifica principalmente non già per avarie meccaniche dei mezzi o anomalie nella costruzione e manutenzione delle arterie stradali ma per inosservanza negligente e colposa delle norme di legge. L’elemento “uomo” si pone in “positio princeps” e con le sue azioni e/o omissioni influisce sull’ordinato svolgersi della circolazione.
Tale attività di informazione/educazione, nel nostro Paese, all’avanguardia in tale materia, ha trovato la sua più significativa espressione nel cosiddetto “PROGETTO ICARO” frutto di un connubio tra la Polizia Stradale ed i docenti dell’Università “SAPIENZA” di Roma che danno una validità scientifica al progetto. Le esperienze maturate nei rispettivi ambiti, è stata condizione essenziale affinché coloro che sono stati deputati agli incontri con gli studenti adottassero l’atteggiamento ritenuto più idoneo e fattivo. La nostra provincia, ed in particolare il capoluogo, è già stato interessato da questa manifestazione nell’anno 2008 ed ha visto la partecipazione attiva di centinaia di studenti provenienti dalle più svariate realtà locali. Anche quest’anno, la Sezione Polizia Stradale di Belluno ed i dipendenti Distaccamenti di Feltre e Valle di Cadore, attraverso proprio personale, effettuerà degli incontri in alcune scuole dell’infanzia. Importantissimo, al fine della riuscita, sarà il coinvolgimento degli insegnanti e dei genitori al fine di generare nei piccoli utenti il concetto di “obbedienza coinvolta”, il rispetto cioè delle più elementari norme di comportamento non per mero timore di rimproveri e/o punizioni ma per comprensione e condivisione delle norme stesse. Tale compito, considerata la tenera età dell’utenza cui ci si rivolge, non appare facile, eppure il personale a ciò preposto porrà in essere tutti gli accorgimenti per instaurare un rapporto gioviale e rilassato. Si servirà di numerosi supporti ideati dai docenti dell’Università e, con la presenza costante degli insegnati, proporrà alcuni giochi ed attività che sicuramente risulteranno gradite ai piccoli allievi.-

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