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martedì, Aprile 16, 2024
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Riforma scolastica epocale sì, ma solo per i tagli: 8 miliardi in 3 anni

Il futuro di milioni di famiglie tra studenti, genitori, insegnanti e personale scolastico è stato sconvolto. Razionalizzare è giusto, ma considerare 800.000 insegnanti della scuola italiana come un corpo docente colpevole di succhiare il 97% delle risorse a disposizione, è distruggere una categoria fondamentale della crescita della nostra società. Gli insegnati nel nostro paese hanno gli stipendi più bassi d’Europa, persino della Grecia. Tutta l’Europa vive la crisi, ma nessuna nazione ha tagliato sulla scuola come l’Italia, che già le destinava, secondo i dati dell’OCSE, la percentuale del PIL più bassa. Se non si investe nella cultura non si investe nel futuro.Si apportano tagli indiscriminati, mentre la corruzione e l’evasione fiscale tolgono alla collettività cifre pari a diverse finanziarie. Sarebbe bastato rinunciare alla commessa di 131 cacciabombardieri che ci costerà 14 miliardi di Euro. Continuiamo a spendere cifre folli per le strategie militari: qui sì siamo perfettamente in linea con il nostro ruolo nel G8 e sopra alla media OCSE.  Nel frattempo le scuole cadono a pezzi e le classi arrivano anche a 37 alunni. Perché un paese come il nostro, trova i soldi per Alitalia, per le banche, per le armi e non per la scuola? Come ci manterremo tra gli stati leader dell’innovazione, se rinunciamo alla formazione e alla ricerca? Stiamo davvero sacrificando i nostri giovani sull’altare di tagli fatti al buio! La protesta di chi si trova senza futuro può anche essere dura e drammatica: Norman Zarcone, giovane dottorando si è lanciato dal settimo piano dell’Università di Palermo. E’ compito tuttavia a chi pensa e governa capire perché questo accade. Se non lo fa, non troverà né i mezzi né le parole dell’azione autorevole ed efficace. 
Francesco Masut – Circolo PD di Cavarzano

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