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mercoledì, Settembre 30, 2020
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Liberalizzazione dei lavori in casa: ora serve un chiarimento della Regione

E’ entrato in vigore in questi giorni il decreto incentivi, che contiene anche la c.d. liberalizzazione dei lavori in casa. Oltre alla manutenzione ordinaria e agli interventi volti all’eliminazione delle barriere architettoniche diventano, infatti, libere altre tipologie di lavori, tra cui la manutenzione straordinaria degli edifici, l’installazione dei pannelli solari e fotovoltaici, le pavimentazioni e gli arredi esterni. “E’ una semplificazione importante – dice Paolo Tramontin, Presidente degli edili dell’Unione Artigiani e Piccola Industria- che potrebbe contribuire a dare un po’ di ossigeno al settore, mettendo i proprietari di case nella condizione di avviare le manutenzioni senza lungaggini burocratiche e inutili oneri aggiuntivi. Il fatto che le  manutenzioni straordinarie non possano pregiudicare le parti strutturali dell’edificio, né determinare un aumento delle volumetrie e delle superfici è un elemento di garanzia per tutti, ma nello stesso tempo consente di liberalizzare moltissime opere finora vincolate alla presentazione di una DIA.” Tra i lavori che non richiedono più formalità e autorizzazioni ci sono, infatti, la sostituzione di infissi esterni e di serramenti, la realizzazione di canne fumarie, l’integrazione di servizi igienici, il rifacimento di scale e rampe, la realizzazione di recinzioni e gli interventi finalizzati al risparmio energetico e alla messa a norma degli edifici. Tutti interventi che restano, comunque, assoggettati al rispetto della legislazione antisismica e antincendio, così come della normativa che tutela il paesaggio. “Dobbiamo anche ricordare – precisa Tramontin-  che prima dell’inizio degli interventi bisognerà comunque informare il Comune e che, per gli interventi di manutenzione straordinaria, bisognerà anche indicare  l’impresa che eseguirà i lavori. Ciò renderà difficile il fai da te, così come il ricorso a soggetti abusivi, che in questo periodo di crisi si sono moltiplicati a dismisura.” Resta da capire, però, se tutto questo sia o meno possibile anche in Veneto, così come lo è già  in Puglia, Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata e Calabria. Infatti, la normativa veneta prevederebbe l’obbligo della DIA per tutte le manutenzioni straordinarie: senonchè la legge regionale è precedente al 2001 e, quindi, anche nella nostra regione dovrebbe trovare applicazione il nuovo decreto governativo. “E’ urgente sapere, con certezza, in quale regime normativo possiamo operare – conclude il Presidente degli edili dell’UAPI-  Adesso che la campagna elettorale è finita, serve un via libera chiaro e definitivo della Regione, senza il quale rischiamo di rimanere paralizzati in una situazione di incertezza. Voglio sperare che il Presidente Zaia se ne occupi subito e che i nostri neo consiglieri regionali facciano la loro parte.” Chiarezza che è nelle attese non solo degli imprenditori, ma anche dei Comuni e dei proprietari di case.

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