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sabato, Settembre 19, 2020
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Emozioni e colori, le opere dei disabili gravi in Crepadona. Dino Maraga: “Emozioni, pensieri, stati d’animo non desrivibili sono lì, dipinti di fronte a noi”

Dino Maraga
Dino Maraga

C’è un raggio di luce, al di là del lurido ciarpame dei comitati d’affari della politica centrale, che quotidianamente dobbiamo sopportare. E’ il lavoro di chi si occupa dei portatori di gravi disabilità, ospiti del Centro diurno dell’Ulss n.1 di Belluno con sede a Cusighe. Ieri mattina (sabato 20) è stata inaugurata nel Cubo di Botta, la rassegna di opere realizzate dalle persone disabili ospiti del Centro diurno di Cusighe. “Il colore ha una sua forza, arriva dove nessuna altro è mai andato – ha detto Dino Maraga, educatore di didattica creativa e scolastica da 15 anni, oltre che autore ed editore – il colore arriva diretto e per vie traverse scoperchiando macigni che intralciano il suo passaggio. E riporta alla luce tutto ciò che ha trovato e individuato a livello caratteriale, emotivo e umano. Il segreto del colore è che riesce a catturare le emozioni che noi non riusciamo a rivelare. Ogni tratto, ogni pennellata, può rappresentare tristezza, rabbia, paura. Noi non siamo solo ciò che appare, ma molto di più”.

Walter Marcer
Walter Marcer

L’apertura della rassegna è stata introdotta da Walter Marcer, dirigente dell’Unità operativa disabilità adulta. E’ intervenuto l’assessore alla Cultura del Comune di Belluno Maria Grazia Passuello.

Marzia Rossi
Marzia Rossi

Marzia Rossi, responsabile del Centro diurno persone con gravi disabilità di Cusighe, ha parlato di come si è evoluto il progetto avviato tre anni fa con Dino Maraga. “Ogni giorno proponevamo un tema nuovo da interpretare con i colori, e quando abbiamo visto la forza di questi dipinti abbiamo deciso di riunirli in una mostra”. Giorno, notte, finestre, primavera, autunno, freddo, caldo. La mostra “Emozioni e colori”si snoda nel Cubo della Crepadona e termina con “le casette”, create da Oris Dal Pont e il falegname Vladi Savi assemblando le tavolette colorate dai disabili nelle varie giornate di laboratorio. Ad ogni colore corrisponde un’emozione, un sentimento, un tema. La casetta diventa così l’insieme delle diverse sfaccettature della persona e va a rappresentare l’essenza di chi l’ha composta, pezzo dopo pezzo unendo le varie emozioni.

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