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mercoledì, Maggio 12, 2021
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Tardivi versamenti: accolta la protesta di Confindustria Belluno Dolomiti

Valentino Vascellari presidente Confindustria Belluno Dolomiti
Valentino Vascellari presidente Confindustria Belluno Dolomiti

“La decisione presa dall’Agenzia delle Entrate dimostra che avevamo tutte le ragioni per protestare” – afferma Valentino Vascellari Presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, all’indomani della dichiarazione ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, resa nota a conclusione dell’incontro di ieri a Roma con le categorie economiche, secondo la quale saranno i potenziali evasori ad essere oggetto di controllo fiscale, non le imprese che stanno ritardando i pagamenti delle imposte, su dichiarazione dei redditi correttamente depositata, accettando di pagare un’ammenda del 3% come previsto dal Decreto Anticrisi. “L’Agenzia ha tutto il nostro appoggio nella lotta contro l’evasione fiscale” – continua il Presidente di Confindustria Belluno Dolomiti – “che penalizza duramente i lavoratori e le imprese, che pagano le tasse fino all’ultimo centesimo. Corretta quindi la posizione assunta dall’Amministrazione Finanziaria, dopo il confronto con la Confindustria e con le categorie, contro un provvedimento che, se fosse stato portato avanti, avrebbe rischiato di lacerare ingiustamente il tessuto produttivo che ci caratterizza e che noi difendiamo: le piccole e medie imprese” – sottolinea Vascellari. A seguito della presa di posizione di Confindustria Belluno Dolomiti, che ha portato il tema all’attenzione di Confindustria Veneto e della Presidente nazionale Emma Marcegaglia e che è stata sostenuta da altre Associazioni Industriali, dalla CGIA di Mestre e da autorevoli esponenti delle imprese, l’Agenzia delle Entrate ha deciso di avviare un tavolo di confronto con le categorie economiche, al fine di individuare soluzioni condivise. L’incontro di ieri ha aperto un confronto costruttivo fra l’Agenzia e i rappresentanti della Associazioni di categoria e degli Ordini professionali, al fine di individuare azioni per contrastare i fenomeni veramente fraudolenti connessi agli omessi versamenti, senza danneggiare le imprese in difficoltà finanziaria. A tal fine si è deciso che l’Agenzia delle Entrate invierà un avviso solo a quei contribuenti che già nel 2006 e nel 2007 hanno tenuto comportamenti ritenuti sospetti, e a quanti negli anni successivi hanno tenuto condotte tali da far ritenere che si tratta più di comportamenti fraudolenti, che di ritardi dovuti alla scarsa liquidità di cassa. “Un nuovo incontro è stato fissato per gennaio del nuovo anno: sarà importante in quella sede definire nel modo migliore i criteri di selezione delle imprese soggette ai controlli, che dovranno perciò partire una volta prese e adeguatamente comunicate alle imprese queste decisioni” – conclude Vascellari.
 
Gli antefatti
La protesta contro la decisione dell’Agenzia delle Entrate, annunciata il 30 novembre, di iniziare una nuova campagna di controlli finalizzata a intercettare i contribuenti in ritardo nel pagamento delle imposte nell’anno in corso, partì proprio dalla Belluno operosa, rappresentata dall’Associazione Industriali, che normalmente sgobba e non protesta, ma che di fronte ad un provvedimento definito da Vascellari “contrario allo spirito dei tempi” vide alzarsi un coro di focose preoccupazioni e di proteste da parte degli imprenditori locali. Infatti, il decreto Anticrisi del novembre 2008 aveva introdotto una riduzione della misura delle sanzioni per le imprese che, in ritardo nel pagamento delle imposte, si ravvedessero spontaneamente. Le sanzioni sono in effetti state ridotte, passando dal 30% al 3%: un modo chiaro per venire incontro proprio all’ossatura primaria del manifatturiero italiano, fatto di piccole e medie aziende che la crisi economica internazionale ha messo a dura prova, con fortissime riduzioni della liquidità finanziaria. Se non ci fosse stata la protesta delle imprese e la decisione dell’Agenzia delle Entrate fosse rimasta tale, le aziende che negli ultimi mesi ritardano il pagamento delle imposte, e che calcolano di pagarle ravvedendosi spontaneamente con una sanzione del 3%, avrebbero subìto il controllo dell’Agenzia delle Entrate che, in tale situazione, avrebbe applicato la sanzione ordinaria del 30%.

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