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sabato, Gennaio 16, 2021
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Hub for Africa chiude la rassegna Auronzo-InConTra

Si è conclusa sabato scorso con“Hub for Africa” la rassegna culturale Auronzo-Incontra, ideata e condotta da Iole Cisnetto in collaborazione con l’assessore alla Cultura Tatiana Pais Becher. La serata è stata un’occasione importante per mettere a confronto realtà locali come l’ONG Insieme Si Può con progetti umanitari come quelli promossi dalla Fondazione Rita Levi Montalcini, dal Cuamm Medici con l’Africa, da Amnesty International e Amici di Cortina. Un dibattito iniziato con le immagini della catena umana attorno alle Tre Cime di Lavaredo, un’azione simbolica che ha riunito circa 6000 persone ai piedi della montagna emblema delle Dolomiti Patrimonio dell’Umanità per compiere un grande atto di amore nei confronti del pianeta terra e di coloro che hanno la sfortuna di essere nati nei cosiddetti Paesi del Terzo Mondo. I vari relatori hanno più volte evidenziato il significato altamente simbolico delle Dolomiti: Tatiana Pais Becher ha affermato come sia necessario smettere di lamentarsi della marginalità della Provincia di Belluno poiché le Dolomiti, come asserito ad Auronzo da Giorgio Napolitano, da zona di frontiera sono ora luogo di incontro tra culture e popoli del mondo e possiedono le potenzialità per riacquisire una posizione centrale in Europa, ponendosi come anima e spirito della cerniera delle Alpi; Tommaso Dal Bosco dell’Uncem ha evidenziato l’importanza della consapevolezza della propria identità e del ritornare ad essere padroni delle risorse dei territori montani, come acqua aria e suolo, per garantire uno sviluppo sostenibile alle generazioni future; l’alpinista Fausto De Stefani ha affermato in modo deciso la necessità di riempire di contenuti quel contenitore ancora vuoto che è la Fondazione Unesco, ponendo ambiente, cultura e storia al centro della programmazione futura delle Dolomiti; Piergiorgio Da Rold ha parlato dell’Africa che da tanti anni conosce ed ama come di un’opportunità per tutti noi, rilevando la necessità che “ognuno faccia la propria parte” e auspicando una seconda edizione della catena umana attorno alle Tre Cime di Lavaredo, evento umanitario che ha trasmesso ai 6000 partecipanti il peso della responsabilità, che deve rimanere vivo nei nostri cuori per 365 giorni.
L’incontro si è concluso con la disponibilità, da parte di tutte le associazioni presenti, a partecipare in modo ancora più attivo nell’organizzazione di una nuova catena di uomini, donne e bambini di ogni nazionalità, età e religione, consapevoli che il 5 luglio è stato posto solo un primo sasso per costruire una grande montagna di solidarietà e valori che, grazie ad internet e alla tecnologia, da un piccolo territorio di montagna può raggiungere il mondo intero, coniugando così il locale con il globale.

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