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lunedì, Luglio 6, 2020
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Inquinamento Pfas: dopo il danno, la beffa. La contaminazione riguarda 1/5 della popolazione veneta

Da un ultimo monitoraggio, risulta che la contaminazione da PFAS nel Veneto non sia più circoscritta al basso vicentino e veronese ma, come temevamo, riguardi circa 800 mila cittadini, circa un quinto dell’intera popolazione della regione. E’ un inquinamento che porta nell’organismo sostanze chimiche classificate dalla convenzione di Stoccolma del 2009 come inquinanti con portata cancerogena 2B e che diversi studi associano a malattie croniche pericolose.
Ci chiediamo quindi perché chi governa questa regione e da anni è a conoscenza di questo inquinamento e di ciò che causa, non intervenga in modo serio e definitivo per salvaguardare la salute dei cittadini. Crediamo che sarebbe stato meglio se tutte le energie spese per il recente referendum farsa, sia dal punto di vista economico che organizzativo, fossero state invece usate per trovare soluzioni e arginare questo disastro ambientale le cui conseguenze, sulla nostra salute e su quella dei nostri figli negli anni a venire, sono ancora sconosciute o meglio non è possibile valutarne, ora, la possibile dirompente portata.
Non si è provveduto, infatti, a pianificare un intervento permanente, ma solo a installare nuovi costosissimi filtri negli acquedotti più colpiti i cui costi sono stati addebitati agli utenti.

Come dire: dopo il danno alla salute, la beffa del rincaro delle bollette!!!

All’assessore regionale era stata posta la questione relativa allo screening del sangue della popolazione colpita dopo l’infausta suddivisione del territorio in zone rossa, arancione e gialla. La richiesta era che a tutti i cittadini, indipendentemente dalla zona abitata, fosse riservato lo stesso trattamento da parte delle autorità politiche e sanitarie, ma dopo una prima promessa che così sarebbe stato, si è passati a prendere in considerazione l’ipotesi di estendere l’analisi del sangue ai soli abitanti della zona arancione.

A nostro avviso è forte il rischio che si stia usando i cittadini della zona più colpita (quella rossa) come cavie, prelevando loro delle campionature di sangue utili solo per registrare il livello di intossicazione e per redigere, successivamente, delle statistiche sulle malattie contratte e sulle loro conseguenze.
Abbiamo bisogno di molto di più ed occorre evitare, nella maniera più assoluta, che quelli attuati siano gli unici interventi messi in atto.

Al Governatore Zaia e al Centro-destra, da anni al governo della Regione, (ricordiamo che prima di Zaia c’era Galan – FI) che irresponsabilmente non hanno visto o peggio hanno fatto finta di non vedere la gravità di ciò che stava accadendo, chiediamo quindi:
1) di intervenire subito e seriamente per far in modo che, da subito, ai cittadini sia fornita acqua a ZEROPFAS;
2) di avviare, senza esitazione, il puntuale screening di tutta la popolazione colpita;
3) di pianificare l’intervento definitivo a risoluzione del problema, anche con un nuovo acquedotto che non peschi più dai pozzi inquinati, con costi a carico della Regione e degli inquinatori e non degli utenti;
4) di bloccare immediatamente tutti gli scarichi industriali che mettono in circolo questi veleni inquinando ulteriormente falde e corsi d’acqua utilizzati, tra l’altro, per irrigare colture ed abbeverare gli animali contaminando, così, il cibo che ogni giorno consumiamo.
Tutto questo, ovviamente, a zero euro per i cittadini, che hanno avuto già fin troppa pazienza.

Partito della Rifondazione Comunista – Regione Veneto
PRC – Federazione di Vicenza / PRC – Federazione di Verona / PRC – Federazione di Padova / PRC – Federazione di Belluno / PRC – Federazione di Treviso / PRC – Federazione di Venezia / PRC – Federazione di Rovigo

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