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Gli indipendentisti veneti ci riprovano, pronto il Venexit, la proposta di legge per il referendum consultivo sull’autonomia

Giu 23rd, 2016 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Marino Finozzi

Marino Finozzi

Gli indipendentisti veneti ci riprovano, con una nuova proposta di legge per un referendum consultivo sull’indipendenza del Veneto. Lo annunciano i consiglieri di maggioranza Marino Finozzi, Roberto Ciambetti, Luciano Sandonà e Alessandro Montagnoli, firmatari della pdl. Un referendum sull”indipendenza era stato gia” proposto nel 2014, quando la Corte costituzionale bocciò la richiesta, approvando però il referendum sull’autonomia del Veneto. E proprio questa concessione, sostengono i consiglieri leghisti, lascerebbe uno spiraglio al quesito sull”indipendenza. Anche perché nel frattempo altri paesi hanno dato il via libera a consultazioni di questo tipo, spiega Finozzi, e l’Italia è alla vigilia di una svolta importante, con il referendum sulla riforma costituzionale “che e” il male assoluto”, perché vuole accentrare tutto il potere a Roma, andando “in direzione contraria a quella dell”autonomia”. Un’autonomia che non è in contrasto con l”indipendenza”, ma anzi, è il primo passo nel percorso verso l’indipendenza, che rimane l’obiettivo finale. “In questi due anni il debito pubblico ha continuato ad aumentare” denuncia Finozzi, mentre “il Veneto non ha beneficiato di questi soldi”. Tanto e” vero che la Regione “ha un residuo fiscale di 20 miliardi l”anno”, fa eco Montagnoli, evidenziando che cionostante “i servizi risentono dei tagli imposti da Roma”. Ma nel mirino degli indipendentisti non c’è solo Roma, anche l’Europa è infatti al centro delle critiche. “Il voto serve a far capire a Roma e a Bruxelles che l’aria deve cambiare” spiega Finozzi, che porta dati concreti a sostegno dello “Stato Veneto”.

Secondo il consigliere leghista, infatti, guardando all’Unione europea “il Veneto è al 19esimo posto su 27 per Pil” e “10 paesi dell’Unione hanno meno popolazione del Veneto”. La Regione, insomma, avrebbe le carte in regola per giocare alla pari degli altri Stati membri anche se si dovesse separare dal resto d”Italia. Del resto, il Veneto è stato annesso all’Italia nel 1866, quindi è possibile immaginarlo separato dal Paese”, anche perché “il referendum del 1866 è stato una truffa”, in quanto si votava sotto il controllo militare e il voto non era segreto, sostiene Palmerino Locatelli, del comitato Veneto Indipendente.

Roberto Ciambetti

Roberto Ciambetti

“Una Venexit sarebbe possibile se vivessimo in un paese con una democrazia degna di questo nome”, dichiara secco il presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti. La proposta di legge, concludono i consiglieri, non si discosta molto dalla legge 16, ovvero la richiesta di una consultazione popolare sull”indipendenza bocciata dalla Corte costituzionale nel 2014. Ma ad essere cambiato, è il contesto. E quindi lo Stato potrebbe decidere di non impugnare la legge, oppure la Corte costituzionale potrebbe bocciare l”eventuale ricorso. E se la richiesta dovesse essere nuovamente bocciata, “la riproporremo nuovamente”, perché “abbiamo il diritto di esprimerci su questo punto”.

Il consigliere indipendentista Antonio Guadagnini, unico esponente del gruppo Siamo Veneto, cerca di ammorbidire la situazione, che lo vede escluso dalla maggioranza di cui fa parte, su un provvedimento che riguarda il tema a lui più caro: l’indipendenza del Veneto. Questa mattina a palazzo Ferro Fini, i consiglieri di maggioranza Roberto Ciambetti, Marino Finozzi, Alessandro Montagnoli e Luciano Sandona’, hanno infatti presentato la proposta di legge 149, con cui intendono chiedere nuovamente che si svolga un referendum sull’indipendenza del Veneto. Una legge analoga era già stata approvata nel 2014, ma lo stato l’aveva impugnata e la Corte costituzionale l”aveva bocciata. Ora pero” le cose sono cambiate, sostengono i consiglieri leghisti, convinti che ci siano i presupposti perche” il referendum si faccia. “Non faccio alcuna polemica, anzi: piu” sostengono l”ideale e il percorso dell”Indipendenza veneta meglio e”, per cui saluto con convinzione sincera l”iniziativa dei colleghi leghisti” commenta Guadagnini, che giudica però assurdo il suo mancato coinvolgimento. “Un po’ come se facessero una legge sulla caccia senza interpellare Berlato (Sergio, consigliere di Fratelli d’Italia che si vanta di essere stato eletto con i voti dei cacciatori e di occuparsi esclusivamente dei loro interessi, ndr)”.

Polemiche o no, Guadagnini annuncia una sua Proposta di legge, la 154, che ricalca nella sostanza la 149 presentata dalla Lega, tranne un piccolo passaggio, due frasi contenute nell”articolo 2 comma 3, secondo cui la possibilità di fare un election day che unisca il referendum sull’autonomia del Veneto e quello sull’indipendenza (che in questo modo costerebbe appena 200.000 euro), sarebbe subordinata all”approvazione dello Stato. “Un po’ come chiedere al carceriere di aprire la cella” commenta Guadagnini, senza evidentemente sapere che la versione definitiva della legge 149 pone già rimedio alla questione, in quanto la frase incriminata è stata cancellata. (Fat/ Dire)

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