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Fertilità del suolo, il compost al centro della formazione per gli associati di Coldiretti Belluno

Si è svolta ieri 26 febbraio una formazione intensiva rivolta agli associati di Coldiretti Belluno, dedicata a un tema sempre più centrale per l’agricoltura del territorio: il miglioramento della fertilità del suolo attraverso l’utilizzo del compost. Docente dr. Luca Conte.

L’incontro ha posto l’attenzione su un dato significativo: rispetto al secolo scorso, oggi è necessaria molta più energia per lavorare i terreni agricoli. Le cause sono note agli operatori del settore: suoli più aridi, più impoveriti di sostanza organica e più secchi. Una condizione che incide non solo sulla produttività, ma anche sulla sostenibilità economica delle aziende agricole.

Secondo quanto emerso durante la formazione, ogni anno il terreno perde mediamente circa il 2% di humus, la componente organica fondamentale per garantire struttura, capacità di trattenere acqua e nutrienti, e vitalità biologica. Un processo graduale ma costante che, se non contrastato, porta a una progressiva perdita di fertilità. Da qui la necessità non solo di reintegrare l’humus perso, ma di creare nel tempo una riserva stabile nel suolo.

Tra i diversi metodi di fertilizzazione analizzati, particolare attenzione è stata dedicata al compost. Dal confronto tecnico è emerso che, a parità di efficacia nel migliorare la sostanza organica, è sufficiente circa la metà della quantità di compost rispetto al letame tradizionalmente utilizzato. Il letame, infatti, contiene un’elevata percentuale di acqua e una quota inferiore di sostanza organica stabile.

È stato inoltre evidenziato come lo stallatico, oltre a non risultare particolarmente conveniente dal punto di vista economico, non contribuisca in modo significativo alla formazione di una riserva duratura di humus nel terreno.

Un’opportunità concreta per le aziende agricole del territorio arriva dal progetto Al.Pe.S Ambiente di Fondazione progetto Uomo, che mette a disposizione compost prodotto localmente da La Dolomiti Ambiente presso l’impianto di Santa Giustina. Un materiale che, oltre a garantire qualità e tracciabilità, è disponibile gratuitamente per gli agricoltori.

La formazione ha quindi rappresentato non solo un momento di aggiornamento tecnico, ma anche un’occasione per riflettere su un cambio di paradigma: rigenerare il suolo non è più un’opzione, ma una necessità per assicurare competitività, resilienza ai cambiamenti climatici e tutela del territorio bellunese.

Investire nella sostanza organica significa investire nel futuro dell’agricoltura di montagna.

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