Setteville, 27/02/2026 – Nonostante il braccio ingessato, ha opposto una violenta resistenza ai militari che lo avevano sorpreso a breve distanza dalla sua vittima. È finito in manette un giovane di 20 anni, di origine marocchina e residente a Setteville, accusato di aver violato le misure cautelari a cui era sottoposto e di resistenza a Pubblico Ufficiale.
L’intervento a Quero
I fatti risalgono al tardo pomeriggio di venerdì 20 febbraio. Intorno alle 17:15, durante un servizio di controllo del territorio in località Quero, i Carabinieri hanno notato il giovane nei pressi di un esercizio pubblico. Il ventenne era già noto alle forze dell’ordine: su di lui pendeva infatti un divieto assoluto di avvicinamento a meno di 500 metri dalla persona offesa (a cui in passato aveva tentato di estorcere denaro), dalla sua abitazione e dal posto di lavoro.
Dalle misurazioni effettuate dai militari, l’indagato si trovava a soli 350 metri dai luoghi vietati, violando palesemente le prescrizioni imposte dall’Autorità Giudiziaria.
La colluttazione e l’arresto
Al momento dell’identificazione, la situazione è degenerata. Il giovane, nel tentativo di sfuggire al fermo, ha iniziato a divincolarsi con violenza. Approfittando di un’ingessatura al braccio e al polso destro che rendeva impossibile l’uso delle manette, il ventenne ha sferrato colpi contro i Carabinieri nel tentativo di guadagnarsi la fuga.
Per contenere l’aggressività del soggetto e riportare la calma, è stato necessario l’intervento di una pattuglia di supporto dell’Aliquota Radiomobile di Feltre.
Il provvedimento giudiziario
Dopo le formalità di rito e su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura di Belluno, il giovane è stato inizialmente trasferito presso la Casa Circondariale di Belluno. Nelle ore successive, il Tribunale ha convalidato l’arresto, disponendo per il ventenne la misura dei voti domiciliari.
L’operazione ribadisce la linea di fermezza adottata dall’Arma e dalla Magistratura nel monitoraggio dei reati di violenza e nel garantire la sicurezza delle vittime attraverso il rispetto rigoroso delle misure cautelari.
il procedimento penale non è ancora concluso e che la colpevolezza dell’indagato dovrà essere accertata con sentenza irrevocabile.
