Sabato 28 febbraio, davanti al Duomo di Feltre, una manifestazione per la Palestina. In piazza il “sudario” della Carnia con migliaia di nomi di bambini e la maxi bandiera cucita a Castel Tesino.
Feltre, 26/02/2026– Centinaia di nomi scritti sulla stoffa per restituire identità a chi è diventato solo un numero nelle statistiche di guerra. Sotto lo slogan “Non dimenticare un solo nome!”, la città di Feltre si prepara a ospitare, sabato 28 febbraio, una mobilitazione di forte impatto emotivo per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tragedia del popolo palestinese e, in particolare, sul massacro dei minori nella Striscia di Gaza.
Il sudario della memoria
Il momento centrale della manifestazione, che avrà inizio alle ore 16.00 davanti al Duomo di Feltre, sarà la stesura di un imponente sudario. Si tratta di un’opera civile realizzata in Friuli dal gruppo “Carnia per la Pace”: un lungo telo bianco dove sono stati impressi, uno ad uno, i nomi delle migliaia di bambini che hanno perso la vita sotto i bombardamenti o a causa delle violenze in Medio Oriente.
Durante il presidio, i nomi verranno letti ad alta voce. Un gesto simbolico, spiegano gli organizzatori, «per farli rivivere nei nostri cuori e restituire loro quella dignità che la violenza ha provato a strappare via».
Solidarietà “cucita” a mano
Accanto al sudario friulano, la piazza feltrina sarà colorata da un altro simbolo di solidarietà artigianale e comunitaria: la maxi bandiera palestinese realizzata interamente all’uncinetto dalle donne di Castel Tesino. Un pezzo unico che testimonia come la mobilitazione per la pace stia unendo diverse vallate e comunità, dal Trentino al Veneto, passando per il Friuli.
L’appello degli organizzatori
L’iniziativa nasce dalla volontà di rompere quello che gli attivisti definiscono «l’indifferenza di gran parte dei governi del mondo».
«Il genocidio non è finito – si legge nella nota diffusa dagli organizzatori – e vogliamo ricordare che non esiste nessuna pace finché il popolo palestinese è colpito dalle bombe dell’esercito e dalle violenze dei coloni israeliani».
L’appuntamento è dunque aperto a tutta la cittadinanza, alle associazioni e a chiunque voglia testimoniare la propria vicinanza alle vittime civili del conflitto, trasformando il sagrato del Duomo in uno spazio di riflessione e memoria collettiva.
