Malattie invisibili, Bruxelles apre il dossier: la svolta europea parte da Belluno

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Thomas Menia Corbanese e Luca Frescura
Thomas Menia Corbanese e Luca Frescura

La Commissione Europea risponde al Manifesto dell’associazione Giovani&Futuro. Il Presidente Frescura: «Il tema entra nei palazzi che contano». Menia Corbanese: «Scelta vincente puntare sull’Europa»

Belluno/Bruxelles, 17 gennaio 2026 – Il grido d’aiuto di migliaia di pazienti affetti da malattie croniche e invalidanti, ma spesso ignorate dal sistema sanitario, è arrivato ufficialmente sui tavoli di Bruxelles. Mercoledì 14 gennaio, la Commissione Europea ha risposto formalmente a Giovani&Futuro, l’associazione nata nel Bellunese e oggi attiva a livello nazionale, in merito al “Manifesto per la cura e la diagnosi delle malattie invisibili”.

Il documento, trasmesso nei giorni scorsi al Commissario europeo Olivér Várhelyi, è stato ufficialmente inoltrato alla Direzione Generale SANTE, l’organo responsabile delle politiche europee sulla salute. Un passaggio che trasforma una battaglia di sensibilizzazione in un iter istituzionale concreto.

Il documento non è solo una denuncia, ma una vera e propria proposta legislativa. Nato durante la conferenza di Napoli dello scorso novembre (inserita nel programma EURegionsWeek), il Manifesto chiede l’istituzione di standard minimi europei per la diagnosi e la cura di patologie spesso “orfane” di tutele, tra cui:

Vulvodinia e neuropatia del pudendo;

Endometriosi e adenomiosi.

«Non è un segnale simbolico, ma un passaggio rilevante», dichiara con soddisfazione Luca Frescura, Presidente nazionale di Giovani&Futuro. «Il tema delle malattie invisibili entra finalmente nel circuito istituzionale europeo. Continueremo a lavorare perché questo si traduca in misure concrete sulla presa in carico dei pazienti. La concretezza apre le porte delle istituzioni: noi portiamo soluzioni, non solo proteste».

Sulla stessa linea il Vicepresidente nazionale e Sindaco di Danta di Cadore, Thomas Menia Corbanese, che rivendica con orgoglio le radici del progetto: «La nostra associazione ha il cuore pulsante in provincia di Belluno. La scelta di rivolgerci direttamente all’Europa è stata azzeccata: il legislatore italiano è spesso troppo lento e queste persone rischiavano di rimanere in un limbo infinito. Anche nel nostro territorio tante persone convivono con dolori che non si vedono, ma che pesano enormemente sul lavoro e sulla vita privata».

Dietro le carte burocratiche ci sono storie di sofferenza quotidiana. Frescura ricorda come molti pazienti debbano scegliere tra i beni di prima necessità e le medicine, affrontando ritardi diagnostici inaccettabili. «Mi ha colpito la storia di una ragazza che soffre da 10 anni e ancora non ha una diagnosi certa», sottolinea il Presidente. «Parliamo di dolori lancinanti vissuti nel silenzio. Ora, grazie al lavoro di squadra, quel silenzio è stato rotto».

L’associazione, forte di questo riconoscimento europeo, lancia un appello finale a chiunque si trovi in una situazione di difficoltà legata a queste patologie: “Giovani&Futuro c’è, fatevi avanti”.