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Nel Bellunese la vendemmia è sempre più biologica: +141% in un anno

Marco De Bacco – presidente del Consorzio Coste del Feltrino

Belluno, 11 ottobre 2022 – Nel Bellunese la vendemmia è sempre più bio. Sono in crescita, infatti, le superfici di vigneti coltivati con metodi naturali: secondo un’elaborazione di Veneto Agricoltura su dati Sinab (Sistema nazionale agricoltura biologica) e dell’agenzia regionale Avepa, i vigneti biologici sono passati da 9,83 ettari del 2020 a 24,31 ettari del 2021, con un incremento del 141,31%. In percentuale, su circa 200 ettari complessivi di vigneti nel Bellunese, si tratta del 12%. Una percentuale in continua crescita grazie allo sviluppo delle varietà resistenti che, grazie al via libera dell’Ue nel dicembre 2021, potranno essere utilizzate sia nelle doc esistenti, sia nelle future doc specificatamente dedicate a linee di vini resistenti.

“In provincia di Belluno c’è uno sviluppo più spiccato delle varietà resistenti, che portano inevitabilmente a questo percorso biologico – spiega Enzo Guarnieri, vicepresidente di Confagricoltura Belluno e presidente dei viticoltori dell’associazione agricola -. Nelle zone di montagna come la nostra, che possiedono tra l’altro varietà autoctone già di per sé resistenti, si tende a sposare questo tipo di viticoltura sia perché le pendenze fortissime impediscono l’utilizzo della meccanizzazione, sia perché le condizioni climatiche impongono la scelta di viti in grado di sopravvivere anche al gelo. Ci sono due varietà in particolare, il Solaris e il Souvigner Gris, che stanno incontrando crescenti favori tra i viticoltori, perché stanno funzionando bene e consentono di produrre vini di qualità. Siamo ancora nei primi anni di sperimentazione, ma confidiamo in un’ulteriore crescita di questo interessante fronte vitivinicolo”.

Secondo Marco De Bacco, presidente del Consorzio Coste del Feltrino, che conta 15 aziende per un totale di 50 ettari, non tutto il territorio bellunese può permettersi, comunque, una scelta totalmente bio: “Nelle zone più soggette a umidità e piovosità, come nel fondovalle, c’è un proliferare maggiore di malattie fungine e perciò è preferibile un sistema di difesa integrata come il Sqnpi (sistema di qualità nazionale di produzione integrata), che sul piano della sostenibilità è di pari livello. Sono limitati, infatti, sia i trattamenti, sia il numero dei principi attivi a disposizione, con linee guida rigide dettate dalla Regione. Nelle zone della viticoltura storica, invece, come quelle delle rive esposte a Sud nei Comuni di Feltre e Fonzaso, le condizioni meteo climatiche migliori consentono di lavorare anche con metodi totalmente biologici. Così si va incontro alle richieste di un mercato che è sempre più orientato verso coltivazioni sostenibili, con trattamenti ridotti o addirittura inesistenti come nel caso del nostro Solaris”.

In provincia di Belluno avanza anche il latte bio con 27 allevamenti, di cui 15 di bovini. Ben 12, secondo un report di Veneto Agricoltura, sono gli allevamenti biologici di capre, che vedono il Bellunese primo in Veneto per tipologia. Nella regione, in generale, Veneto Agricoltura segnala anche la forte avanzata degli ulivi, che segnano un +15% dal 2020 al 2021 e delle colture proteiche, come leguminose e da granella, che rimarcano un buon +25%. Un settore in continua crescita in estensione dei terreni e in produttività, sia sulla spinta degli obiettivi fissati dall’Unione Europea sulla sostenibilità, sia per i favori dei consumatori nei confronti di tutto ciò che è coltivato con metodi più naturali.

 

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