Sabato 11 aprile alle ore 18:00 a Belluno in Sala Bianchi, un incontro per analizzare le dinamiche invisibili che muovono la società contemporanea. Protagonisti il dottor Dal Molin, la professoressa Lotto e il professor Trabucco.
Cosa si nasconde dietro l’atto, apparentemente banale, dell’acquisto? È possibile che il mercato, nella sua veste più materiale, nasconda in realtà delle strutture metafisiche capaci di influenzare la nostra percezione del mondo? Sono queste le domande provocatorie al centro della conferenza dal titolo “Le realtà metafisiche della società dei consumi”, con sottotitolo “16 domande all’intelligenza artificiale” che si terrà sabato 11 aprile 2026 in città.
L’evento vedrà come relatore il dottor Filiberto Dal Molin, studioso noto per la profondità delle sue analisi sociali, che guiderà il pubblico in un percorso di decostruzione dei miti del consumismo moderno. La tesi di fondo promette di essere stimolante: l’idea che il consumo non sia solo un fatto economico, ma una vera e propria “liturgia” laica con i suoi dogmi e le sue astrazioni.
Ad aprire la serata sarà la professoressa Adriana Lotto, ricercatrice storica, figura di riferimento del panorama culturale locale, che curerà la presentazione dell’incontro contestualizzando il tema all’interno delle sfide educative e storiche del nostro tempo.
La gestione del dibattito e il coordinamento degli interventi saranno invece affidati al professor Daniele Trabucco, costituzionalista e saggista, il cui ruolo di moderatore garantirà un confronto serrato e multidisciplinare, capace di spaziare dal diritto alla filosofia.
L’incontro non sarà soltanto un’occasione di riflessione intellettuale, ma anche un momento di aggregazione per la cittadinanza. Al termine della conferenza, infatti, gli organizzatori hanno previsto un buffet di saluto, durante il quale i partecipanti potranno proseguire il dialogo con i relatori in un clima più informale e conviviale.
“Le realtà metafisiche della società dei consumi, sulla base dei dati obiettivi che fornisce la stessa intelligenza artificiale, riguardano alcuni dei parametri più importanti che caratterizzano la qualità e le prospettive dei rapporti che abbiamo con l’ambiente. – osserva il dottor Dal Molin – Tutti ormai sanno che la nostra civiltà ha contribuito a cambiare significativamente tali rapporti e la ricerca scientifica ha documentato negli ultimi 200 anni le cause di questa situazione, tanto che oggi l’epoca che viviamo vene identificata semplicemente col termine di antropocene. Nel nostro mondo occidentale la qualità della vita è mediamente migliore che nel restante pianeta: siamo quindi dei privilegiati e nessuno è proprio favorevole a mettere in discussione tale privilegio. Il fatto è – conclude Dal Molin – che oggi lo squilibrio dell’antropocene interessa ormai gran parte della popolazione vivente con prospettive di problematiche ambientali ed economiche tali che come sapiens-sapiens non abbiamo mai affrontato”.
L’incontro di sabato sera intende evidenziare una soluzione ormai drammaticamente comprovata e che dovrebbe essere interesse di tutti adottare.
Nota sul relatore
Il dottor Filiberto Dal Molin, noto medico radiologo bellunese, è stato recentemente protagonista a Lugano per il successo del suo saggio intitolato Delitti e castighi. Post-verità in medicina, proibizionismo e Pil (edito da Byoblu, 2024). Il libro ha ricevuto il Premio Internazionale di Letteratura “La Parola che Unisce” (spesso citato anche come premio all’interno del contesto del Festival della Letteratura e della Cultura della Svizzera Italiana).
I punti chiave dell’opera
Il saggio è un’analisi critica e multidisciplinare che intreccia medicina, filosofia ed economia. Ecco i temi principali trattati:
Il concetto di Post-verità: Dal Molin analizza come, nel dibattito pubblico contemporaneo (soprattutto in ambito scientifico e sanitario), la verità dei fatti sia stata spesso subordinata a narrazioni politiche o economiche.
Critica alla gestione pandemica: Una parte significativa del volume è dedicata a una “cronistoria” degli anni del Covid-19, in cui l’autore solleva dubbi sull’efficacia e la legittimità costituzionale di alcune misure, come l’obbligo vaccinale.
Economia e PIL: Il libro mette in discussione il Prodotto Interno Lordo come unico indicatore di benessere, evidenziando il conflitto tra la crescita economica e la tutela dei beni comuni.
Radici filosofiche: L’autore parte dalla medicina antica (Ippocrate, Galeno) per arrivare alla modernità, citando figure come George Orwell, Julian Assange e Albert Einstein per sostenere la necessità di un pensiero critico e indipendente.
Oltre alla sua attività di radiologo, Filiberto Dal Molin è noto per il suo impegno civile e la sua partecipazione a conferenze dove promuove una visione della medicina più olistica e meno legata alle logiche di mercato delle grandi case farmaceutiche. Il dottor Filiberto Dal Molin è stato premiato a Lugano nell’ambito del “Premio Internazionale della Svizzera Italiana” (spesso associato ad eventi culturali di rilievo nel Canton Ticino), ricevendo un riconoscimento che sottolinea il valore civile e scientifico della sua opera. Le motivazioni principali che hanno portato al conferimento del premio per il libro Delitti e Castighi si possono riassumere in tre pilastri fondamentali:
1. Il rigore dell’analisi multidisciplinare
Il premio ha riconosciuto la capacità dell’autore di far dialogare discipline apparentemente distanti come la medicina, l’economia e la filosofia. La giuria ha apprezzato il recupero delle radici classiche (Ippocrate, Galeno) per interpretare le storture della sanità moderna, offrendo una visione “olistica” che mette al centro l’essere umano anziché il profitto.
2. Il coraggio della contro-narrazione sulla “Post-Verità”
Una motivazione centrale riguarda l’indagine sul concetto di post-verità. Dal Molin è stato premiato per aver documentato con precisione (la cosiddetta “cronistoria dei fatti”) come, durante l’emergenza sanitaria, i dati scientifici siano stati talvolta piegati a interessi politici o economici. Il premio celebra dunque la libertà di pensiero e l’indipendenza intellettuale del medico-scrittore.
3. La denuncia del conflitto tra PIL e Salute
Il comitato scientifico ha sottolineato il merito di aver sollevato una questione etica cruciale: il limite del PIL (Prodotto Interno Lordo) come parametro di benessere. La motivazione cita l’efficacia con cui l’autore dimostra come la mercificazione della salute e il proibizionismo finiscano per danneggiare i “beni comuni”, invitando a un modello sociale più sostenibile e trasparente.
Il premio a Lugano, dunque, non è stato solo un riconoscimento letterario, ma un’attestazione di stima per il valore civile di un’opera che spinge il lettore a non accettare passivamente le verità ufficiali, ma a cercare i fatti “sepolti sotto una montagna di opinioni”.
