
L’assessore regionale incontra i vertici dei Servizi Integrati Bellunesi. Al centro del confronto il PNRR idrico, le grandi derivazioni del 2029 e un piano da 100 milioni per la depurazione.
Venezia/Belluno, 20 gennaio 2026 – «Belluno non è una periferia, ma un laboratorio di buone pratiche». Con questo messaggio di forte rilancio per le terre alte, l’assessore regionale alla Montagna, Dario Bond, ha incontrato oggi a Venezia il presidente di SIB (Servizi Integrati Bellunesi), Attilio Sommavilla, per fare il punto sulle infrastrutture strategiche della provincia. All’incontro, segnato dalla volontà di fare sistema, hanno partecipato anche il vicesindaco di Belluno, Paolo Gamba, e il sindaco di Chies d’Alpago, Gianluca Dal Borgo.
Addio alla “maglia nera” delle perdite idriche
Il tema centrale è stato il governo dell’acqua, risorsa che nel Bellunese sta vivendo una vera rivoluzione gestionale. Se fino a pochi anni fa la provincia scontava il primato negativo per la dispersione idrica, oggi il paradigma è ribaltato grazie a un massiccio piano di investimenti.
Il presidente Sommavilla ha illustrato lo stato d’avanzamento del progetto PNRR da 20 milioni di euro: un intervento d’avanguardia che prevede la distrettualizzazione di 1.600 chilometri di rete.
«Non rattoppiamo più le tubazioni, ma le sostituiamo sulla base di dati misurati costantemente», ha spiegato Sommavilla. «L’obiettivo è passare dalla gestione dell’emergenza a un sistema previsionale capace di garantire efficienza per i prossimi dieci anni, dando priorità a siti sensibili come scuole e ospedali».
Sicurezza e qualità: la sfida delle 600 sorgenti
Con circa 600 sorgenti sparse su un territorio vasto e complesso, la sfida è anche qualitativa. L’assessore Bond ha sottolineato l’importanza dei nuovi sistemi automatizzati di clorazione realizzati da SIB, che permettono interventi tempestivi per garantire acqua sicura sia ai residenti che ai turisti. «Ridurre le perdite significa garantire sicurezza alle comunità e rispettare una ricchezza straordinaria che i cambiamenti climatici ci impongono di gestire con estrema responsabilità», ha ribadito Bond.
Energia e futuro: l’orizzonte 2029
Non solo acqua, ma anche autonomia energetica. Il confronto si è spostato sulle grandi derivazioni idroelettriche, le cui concessioni andranno a gara nel 2029. Per Bond, la montagna deve smettere di essere solo produttrice passiva: «È fondamentale avere soggetti forti e radicati sul territorio per difendere le specificità bellunesi».
In quest’ottica si inserisce la collaborazione tra SIB, la Comunità Energetica Rinnovabile (CER) Dolomiti e il Consorzio BIM per la realizzazione di impianti fotovoltaici, un passo deciso verso la sostenibilità e l’abbattimento dei costi energetici per i comuni montani.
Un piano da 100 milioni per l’ambiente
Infine, lo sguardo si è allargato alla tutela ambientale con un ambizioso piano triennale da 100 milioni di euro destinato alla depurazione. L’obiettivo è il superamento dei piccoli impianti obsoleti a favore di strutture moderne e centralizzate.
«Questa è la strada giusta», ha concluso l’assessore Bond. «Prendersi cura della montagna significa investirci concretamente. Acqua ed energia sono le leve strategiche per tenere vivi i territori: se gestite con visione, trasformeranno Belluno in un modello di sviluppo sostenibile per l’intera nazione».
I punti chiave dell’incontro
| Settore | Investimento / Obiettivo |
| Reti Idriche | 20 milioni di euro (PNRR) per 1.600 km di distrettualizzazione |
| Depurazione | 100 milioni di euro in tre anni per nuovi impianti |
| Energia | Fotovoltaico con CER Dolomiti e difesa delle grandi derivazioni (2029) |
| Sicurezza | Automazione della clorazione per le 600 sorgenti bellunesi |

