Smontare l’orrore: “AH”, il Mein Kampf di Massini diventa un atto civile tra musica e immagini

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Il 27 gennaio  alle ore 21 all’ Auditorium “Battistella-Moccia” di Pieve di Soligo (Treviso)

Il 13 febbraio al Teatro San Gaetano di Castion (Belluno) alle ore 21

Un trio di artisti bellunesi porta in scena “AH – Frammenti per non dimenticare”. Non una celebrazione, ma un’anatomia della propaganda per riconoscere i segnali dell’odio nel presente.

DI REDAZIONE CULTURA

C’è un momento preciso, durante la rappresentazione, in cui delle geometrie rosse iniziano a comporsi sullo schermo. Fluttuano, cambiano forma, finché non assumono quel profilo che il DNA della storia ha imparato a temere: la svastica. È in quel momento che il suono, fino ad allora stratificato e ipnotico, diventa un rombo insopportabile. È il punto di non ritorno, l’abisso che si spalanca sotto i piedi dello spettatore.

Si intitola “AH – Frammenti per non dimenticare” lo spettacolo che sta scuotendo le coscienze, una lettura scenica tratta dal testo di Stefano Massini (Mein Kampf. Da Adolf Hitler, Einaudi). Un’opera necessaria che vede protagonisti tre artisti bellunesi: Fabio Sala alla voce recitante, Roberto Mares alle musiche dal vivo e Alberto Montresor alle video-proiezioni.

Anatomia di un dittatore

L’operazione non è un azzardo, ma un atto di estremo rigore critico. Basandosi sulla drammaturgia di Massini, lo spettacolo non punta ad amplificare il delirio hitleriano, ma a “smascherarlo”. Seguiamo un Hitler ancora in formazione, nel 1924, mentre “lima” le sue parole in una sorta di bottega dell’odio, trasformando il risentimento privato in uno strumento di manipolazione di massa.

Fabio Sala presta la voce a questo processo con una lucidità tagliente. La sua non è un’imitazione, ma un’indagine: la voce diventa il battito di un’ideologia che cresce, che ammalia i presenti nelle birrerie e li trascina nel fango delle trincee, fino a trasformarli in carnefici.

Un paesaggio sonoro e visivo

A rendere l’esperienza un’immersione totale è l’intreccio multimediale. Roberto Mares, reduce dal successo del suo secondo album No Place on Earth (2025), costruisce un tappeto sonoro dove il pianoforte dialoga con l’elettronica. La musica qui non accompagna: interroga il silenzio, crea tensioni, segue il delirio fin dentro l’antro in cui viene concepito.

Parallelamente, il lavoro visuale di Alberto Montresor trasforma l’astratto in visione. La sua regia, fatta di colori evocativi e composizioni rigorose, spinge lo spettatore in un “non luogo” dove il tempo si ferma per essere narrato. È un’esperienza sensoriale che obbliga a guardare in faccia l’orrore, impedendo all’indifferenza di farsi scudo.

Un allarme per il presente

Durata: 75 minuti di tensione civile. Lo spettacolo nasce con una missione precisa: educare alla responsabilità. Come suggerisce il critico Mirco Salvadori, questo reading non è semplice didattica, ma un allarme. In un’epoca in cui la memoria sembra sbiadire, “AH” si propone come una “ferita necessaria”.

“Si porti questo spettacolo nelle scuole”, è l’appello che emerge dalla platea. Non per addestrare alla paura, ma per fornire alle nuove generazioni gli strumenti per riconoscere i segnali del presente. Perché, come recita il monito finale del progetto, se si spegne la luce della consapevolezza, l’abisso tornerà a chiamarci per nome.

Resta solo, alla fine, un silenzio denso e il dovere di vedere.

Scheda dello Spettacolo

  • Titolo: AH – Frammenti per non dimenticare

  • Testo: Tratto da “Mein Kampf” di Stefano Massini

  • Voce: Fabio Sala

  • Musiche: Roberto Mares (Pianoforte ed elettronica)

  • Video: Alberto Montresor

  • Durata: 1h 15’