
“Latte sceso a quotazioni inaccettabili: abbiamo bisogno di certezze”
Belluno, 19 gennaio 2026 – Prestigioso incarico per Diego Donazzolo, numero uno di Confagricoltura Belluno e vicepresidente di Lattebusche. Nei giorni scorsi, a Mestre, è fioccata infatti la nomina a presidente regionale della sezione lattiero-casearia dell’organizzazione agricola. Ad affiancarlo ci saranno due giovani vicepresidenti: Matteo Marcolin della provincia di Vicenza e Luca Pegoraro della provincia di Padova.
“C’è bisogno di tenere alta l’attenzione perché il settore sta vivendo un momento di forte crisi di mercato, probabilmente a causa di un’offerta di prodotto importante, ma anche a causa di speculazioni in atto – sottolinea Donazzolo -. Le quotazioni del latte crudo “spot” nazionale sono precipitate, fino ad arrivare a cifre appena sopra i 26 centesimi al litro, a fronte di un costo di produzione almeno doppio. Se si pensa che i prezzi, nel luglio scorso, si aggiravano intorno a 70 centesimi al litro, si capisce il livello di preoccupazione che circola nel mondo della produzione. Fortunatamente nel Bellunese e in Veneto oltre il 60% della produzione viene trattata dal sistema delle cooperative, come Lattebusche, Soligo e Latterie vicentine, che trasforma gran parte del prodotto in formaggi dop, il cui prezzo, per ora, regge. Ma è chiaro che i nostri allevamenti non possono accettare abbassamenti del prezzo oltre certi limiti: già scendere sotto i 50 centesimi vuol dire mettere a rischio tutto il sistema”.
Gli allevatori chiedono controlli sull’origine del prodotto che viene etichettato come latte italiano e mettono in discussione la legalità di contratti di vendita con prezzi assolutamente sotto costo, come quelli che stanno proponendo alcuni acquirenti, quando non inviano la disdetta unilaterale senza preavviso. “Le nostre aziende hanno compiuto investimenti importanti – rimarca il presidente -, sia per ammodernare le stalle, sia per adeguarsi alle normative sul benessere animale. Le strutture medio-piccole rischiano di non reggere il colpo e di non chiudere i bilanci. La politica deve rendersi conto che il settore ha bisogno di certezze e intervenire per riequilibrare la filiera: gli allevatori perdono redditività e per contro i consumatori non assistono a ribassi di prezzo. Occorre trovare soluzioni a livello nazionale ed europeo, in modo che non si creino eccedenze di latte, che creano squilibri sul mercato”.
E a proposito di Europa, Confagricoltura aderisce alla manifestazione promossa dall’organizzazione degli agricoltori francesi (Fnsea) per domani, 20 gennaio, davanti alla sede del Parlamento europeo a Strasburgo contro l’attuale accordo di libero scambio con i Paesi del Mercosur. “La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato l’aggiunta di 45 miliardi di euro alla Pac, anche per compensare eventuali perdite che possono derivare dall’accordo con il Mercosur – dice Donazzolo -. In realtà non ci risulta che siano state aggiunte risorse in più, ma che siano state trasferite alla Pac risorse già previste. Per quanto riguarda l’accordo con i Paesi del Sudamerica, senza garanzie per il principio di reciprocità il settore agricolo europeo si troverà ad affrontare la concorrenza sleale di produzioni sottoposte a standard qualitativi e ambientali molto meno rigorosi. In questi accordi internazionali a rimetterci è sempre l’agricoltura: a rischio saranno i seminativi, già in crisi, ma anche molte nostre dop”.
Il Veneto conta 2.300 aziende da latte, con circa 200 mila capi e un fatturato annuo del comparto superiore ai 600 milioni di euro. Gli allevamenti italiani producono il 95% del latte richiesto dal mercato interno e buona parte dei prodotti trasformati viene esportato.
