Irregolari, da una decina d’anni agivano nel Nord Italia muovendosi in auto e mezzi pubblici con in tasca documenti falsi
Professionisti del furto, traditi dal segnale GPS di un paio di cuffiette e da uno zaino troppo vistoso. Due uomini fermati a Resana: viaggiavano in treno per colpire tra il Bellunese e il Trevigiano.
Belluno, 17 gennaio 2026 – Entravano nelle case mentre i proprietari dormivano, con la precisione chirurgica di chi sa dove mettere le mani. Una serie di colpi messi a segno tra Natale e l’Epifania che aveva seminato il panico tra i comuni di Santa Giustina, Cesiomaggiore e Feltre. Ma la fuga di due cittadini albanesi di 44 e 43 anni, senza fissa dimora e con precedenti specifici, si è interrotta lo scorso 13 gennaio a Resana (TV), dove i Carabinieri della Compagnia di Feltre hanno stretto le manette ai loro polsi.
La tecnica e i colpi
Il modus operandi era sempre lo stesso: la cosiddetta “tecnica del forellino”. I malviventi praticavano un piccolo foro nell’infisso per ruotare la maniglia dall’esterno e penetrare nelle abitazioni senza svegliare nessuno.
L’escalation criminale è iniziata nella notte tra il 22 e il 23 dicembre, con sei colpi tra Formegan e Bivai di Santa Giustina e Cesiomaggiore, fruttati migliaia di euro e gioielli. Proprio a Cesiomaggiore, però, i ladri hanno commesso l’errore fatale: hanno rubato un giubbino contenente un paio di cuffie auricolari dotate di localizzatore GPS.
Le indagini: traditi dalla tecnologia e dal treno
Le indagini, condotte dai militari di Feltre, si sono avvalse di un mix di tecnologia e analisi certosina delle immagini di videosorveglianza. Incrociando il segnale GPS delle cuffiette con i filmati delle telecamere nelle zone dei furti a Villapaiera (Feltre) e Castagnole di Paese (TV), i Carabinieri hanno notato un dettaglio ricorrente: uno zaino scuro dalla forma particolare, sempre in spalla a uno dei due sospettati.
Non solo: analizzando i tracciati, è emerso che i due “pendolari del crimine” raggiungevano spesso le zone dei raid utilizzando il treno. Le telecamere installate sui vagoni ferroviari hanno fornito ai militari immagini nitide dei volti e dello zaino, permettendo di ricostruire i loro spostamenti fino al covo di Resana.
Il blitz e l’arresto
Il blitz è scattato il 13 gennaio, quando i militari hanno atteso che i due rientrassero nell’abitazione dopo l’ultimo raid nel Trevigiano. All’interno dello zaino è stata rinvenuta la refurtiva appena sottratta, insieme agli arnesi da scasso.
Durante l’identificazione, è emerso che entrambi utilizzavano documenti falsi per apparire incensurati in caso di controlli. Su uno dei due, inoltre, pendeva un ordine di carcerazione: deve scontare sei anni di reclusione per reati commessi a Monza.
Il provvedimento
La refurtiva sequestrata è ora in fase di restituzione ai legittimi proprietari. I due fermati sono stati portati nel carcere di Treviso; il GIP ha già convalidato il fermo, disponendo la custodia cautelare in carcere per entrambi.
