

Già tre i casi dall’inizio del 2026. La Questura: «Le donne hanno più coraggio di denunciare, venite da noi anche solo per un colloquio».
Belluno, 14 gennaio 2026 – L’inizio del 2026 segna una preoccupante continuità con i dati dello scorso anno sul fronte della violenza di genere in provincia di Belluno. In soli quattordici giorni, la Questura ha già gestito tre casi da “Codice Rosso”, due dei quali avvenuti a brevissima distanza l’uno dall’altro e che hanno visto come vittime due donne straniere.
I due episodi recenti
Il primo caso riguarda un bellunese di 53 anni, già noto alle forze dell’ordine per reati contro la persona e con una precedente condanna per stalking alle spalle. L’uomo è finito sotto indagine per violenze ai danni di una donna di nazionalità georgiana.
«Trattandosi di recidiva – ha spiegato il commissario Giovanna Cafaro della Divisione Anticrimine – la Polizia procede d’ufficio, senza che sia necessaria la querela della vittima».
Il secondo episodio, più recente, ha coinvolto un cittadino moldavo accusato di reiterate violenze fisiche e verbali nei confronti della moglie (sua connazionale) e della figlia maggiore. Per l’uomo è scattato immediatamente il provvedimento di allontanamento dalla casa familiare con l’applicazione del braccialetto elettronico e il divieto assoluto di avvicinamento alle persone offese.
I dati presentati dalla Questura tracciano un quadro complesso. Nel corso del 2025, in provincia di Belluno, sono stati 40 gli interventi riconducibili al “Codice Rosso”. Il trend di questo primo scorcio di 2026 (3 casi in due settimane) conferma quanto il fenomeno sia radicato, ma anche quanto stia emergendo dal “sommerso”.
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2025: 40 casi totali.
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Gennaio 2026 (al 14/01): 3 casi già registrati.
L’appello della Questura
Dietro l’aumento delle segnalazioni c’è però anche un segnale positivo: una maggiore consapevolezza delle vittime. «Oggi le donne hanno il coraggio di denunciare e raccontare episodi che in passato rimanevano invisibili», ha sottolineato il commissario Cristina Rizzo, dirigente della Squadra Mobile.
Il Questore di Belluno, Roberto Della Rocca, ha voluto altresì lanciare un appello diretto a tutte le donne che vivono situazioni di pericolo o disagio: l’invito è quello di recarsi in Questura non solo per sporgere denuncia, ma anche per un semplice colloquio informativo e di orientamento, volto a valutare insieme al personale specializzato le strade possibili per uscire dalla spirale della violenza.