L’appuntamento è per venerdì 16 gennaio a Belluno. Un’analisi profonda che mette a confronto le voci di Tina Merlin e Dino Buzzati a sessant’anni dalla tragedia.
Belluno, 13 gennaio 2026 – Come si racconta una tragedia che ha segnato per sempre il volto di un territorio e la coscienza di un intero Paese? La risposta cerca di darla l’Associazione Culturale Villa Buzzati attraverso un evento di grande rilievo storiografico e letterario: la presentazione del volume “Raccontare la tragedia del Vajont. Da Tina Merlin a Dino Buzzati, tra inchieste, polemiche e memoria”.
L’incontro si terrà venerdì 16 gennaio 2026, alle ore 18:30, nella suggestiva cornice del Centro Culturale “Il Granaio” presso Villa Buzzati a Belluno.
Il libro raccoglie gli atti del prestigioso convegno organizzato nel 2023 e si focalizza sul contrasto, talvolta aspro ma sempre fecondo di riflessioni, tra due modi opposti di narrare il disastro: da un lato l’impegno civile e giornalistico di Tina Merlin, che per anni denunciò l’imminenza del pericolo restando inascoltata, e dall’altro la sensibilità metafisica di Dino Buzzati, che raccontò lo strazio dell’evento sulle colonne del Corriere della Sera.
Gli interventi
L’evento, che rientra nell’ambito della rassegna “Oltre le Vette”, vedrà la partecipazione di due studiose di primo piano: Adriana Lotto e Patrizia Dalla Rosa, che approfondiranno i temi della memoria collettiva e della responsabilità della parola scritta. Il coordinamento del dibattito sarà affidato alla giornalista Antonella Giacomini.
A rendere la serata ancora più coinvolgente saranno le letture curate da Antonella Morassutti e Piero Bolzan, che daranno voce alle pagine più intense dedicate alla catastrofe, trasformando la presentazione in un momento di autentica commozione e riflessione.
Informazioni
L’invito è rivolto a tutta la cittadinanza e agli appassionati di storia locale e letteratura. Per agevolare l’afflusso, l’organizzazione segnala che è possibile usufruire del parcheggio presso il ristorante “Al Borgo”, situato a soli tre minuti a piedi dalla villa.
Un’occasione imperdibile per tornare a riflettere su una ferita ancora aperta, attraverso la lente della grande scrittura e della ricerca storica rigorosa.