
Bruxelles, 9 gennaio 2026 – Con il cambio di posizione del Governo Meloni arriva la firma dell’accordo UE-Mercosur. Una scelta politica grave, che apre alla liberalizzazione delle importazioni agricole senza garanzie reali per agricoltori e consumatori europei, mentre cresce il rischio di un’applicazione anticipata dell’accordo prima del voto del Parlamento europeo – un atto antidemocratico gravissimo.
Cristina Guarda, eurodeputata dei Verdi eletta nelle liste di AVS e membro della Commissione AGRI, dichiara che “è pura ipocrisia: il governo si riempie la bocca di Made in Italy e di “sovranità alimentare”, ma poi svende l’agricoltura italiana ed europea sostenendo un accordo che apre le porte a importazioni prodotte con standard ambientali, sanitari e sociali molto più bassi dei nostri. L’Italia ha avuto un peso determinante in questa decisione e se ne assumerà la responsabilità politica”.
La firma arriva dopo le proteste degli agricoltori del mese scorso, che avevano animato le strade di tutta Europa contro l’accordo e in difesa delle regole sulla sostenibilità e sulla qualità del prodotto di cui è dotata l’Unione.
Secondo Guarda, “la Commissione ha cercato di comprare il consenso di alcuni governi, Italia per primo, annunciando l’anticipo di 45 miliardi di euro della PAC. Una manovra puramente contabile e ingannevole: non c’è un euro in più e le cosiddette clausole di salvaguardia agricole sono deboli, non proteggono né i produttori né i consumatori.”
Guarda ricorda inoltre il recente scandalo delle tonnellate di carne marcia importata dall’Uruguay e finite sul mercato italiano: “questa è la realtà dei controlli quando si liberalizzano i mercati senza garanzie vincolanti”.
“L’Europa non ha bisogno di accordi-vetrina da celebrare con una firma. Ha bisogno di politiche coerenti che difendano chi produce il nostro cibo e la salute dei cittadini” conclude Guarda.
