È finito, e presto sarà pubblicato, il quarto libro di Elsa Zambonini Durul, bellunese di nascita, che da quarant’anni vive a Istanbul: da quando si è sposata con un residente dell’antica Costantinopoli. È autrice di una trilogia di genere soft thriller, che ad ottobre verrà ampliata con l’ultima vicenda che ritroverà la protagonista Lisa. Parliamo de: Lo stivale d’oro di Istanbul, Istanbul: il viaggio sospeso e Acque del Bosforo Acque del Piave: un thriller sullo sfondo del Vajont. A essi presto si aggiungerà Andrea & Andrea, per cui l’acquarellista bellunese Silvia Da Rold ha già disegnato una bella copertina raffigurante un ragazzo e una ragazza abbracciati sullo sfondo di un caldo paesaggio siciliano. Chi ha già avuto modo di affezionarsi alla protagonista di questi libri non potrà che acquistare anche la quarta creazione della Zambonini Durul, il cui terzo libro è andato a ruba: basti pensare che in un giorno su Amazon vennero vendute oltre mille copie.
«All’inizio della trilogia Lisa ha 28 anni, è una ragazza dal carattere abbastanza deciso, essenziale e restia a esagerate manifestazioni emotive» sintetizza Zambonini. «È molto leale, fedele nelle amicizie, anche se rifugge dalle smancerie; è anche voce narrante in prima persona di ogni libro, che è leggibile anche singolarmente. Ha lasciato l’Italia dove è cresciuta ed è andata a Istanbul in cerca di notizie sulla madre morta di cui non sa nulla. Per trovarle eserciterà le sue doti di investigatrice, che affinerà nei libri successivi. Nel frattempo intraprende anche un rapporto sentimentale col turco Emre. In Andrea & Andrea si occuperà anche di mafia». Dopo Lo stivale d’oro con cui ha esordito, dopo la storia ambientata nel periodo della seconda guerra mondiale, in cui entra in gioco la figura di Angelo Rocalli (che rilasciò oltre 20.000 certificati di battesimo falsi per salvare la vita ad ebrei in fuga) e, dopo la vicenda ambientata sui luoghi della tragedia del Vajont, le indagini di Lisa si spingono in Sicilia. La vicenda riecheggia quella di Renzo e Lucia, di manzoniana memoria.
«La coprotagonista, Andrea, viene notata da un boss mafioso che fa sparire Andrea, il suo omonimo amore, e la costringe alla fuga. Arriva a Istanbul nell’appartamento sottostante a quello di Lisa che è incinta e condivide il periodo della gravidanza con Andrea, incinta a sua volta». Come finirà? In ogni romanzo della Zambonini c’è una coprotagonista diversa che rende i romanzi indipendenti gli uni dagli altri », spiega Elsa Zambonini Durul, la cui vita è divisa tra la sua città d’origine alla quale fa ritorno due, tre volte all’anno e Istanbul. Ama i viaggi, soprattutto quelli esotici, da cui talvolta trae ispirazione per le sue descrizioni. Laureata all’università di lingue di Feltre, ha insegnato inglese nelle scuole medie della provincia, dall’agordino a Pieve di Cadore, da Longarone al capoluogo, fino al suo matrimonio con un cittadino turco. Si trasferisce allora a Istanbul e presta servizio presso il Liceo Italiano della città. Questa esperienza ha alimentato il suo primo romanzo Lo stivale d’oro di Istanbul dove descriverà il proprio incontro con una cultura e delle abitudini sconosciute, viste con gli occhi di un’italiana. Ciò che ama di questa città è il rapporto con le persone che la abitano: non solo turchi ma anche levantini. E nell’ambiente turco e levantino (italiani nati e vissuti in Turchia) si muove l’autrice bellunese, prima nella scuola e più tardi nell’ambiente del Circolo Roma, la più antica associazione culturale e ricreativa italiana a Istanbul, dove si dedica a diversi interessi tenendo corsi di decorazione su legno, astrologia, altra sua passione, un club librario, e attualmente corsi di conversazione in italiano per allieve-amiche turche, ma soprattutto alla scrittura, raccontando i suoi lunghi viaggi in terre lontane e curando la correzione delle bozze della Gazzetta di Istanbul, organo del Circolo, unico periodico finanziato dal governo italiano in Turchia.
