{"id":99246,"date":"2018-11-03T17:53:13","date_gmt":"2018-11-03T16:53:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bellunopress.it\/?p=99246"},"modified":"2018-11-03T17:53:14","modified_gmt":"2018-11-03T16:53:14","slug":"il-grande-massacro-di-francesco-cecchini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2018\/11\/03\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\/","title":{"rendered":"Il grande massacro   * di Francesco Cecchini"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2018\/11\/03\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\/i-guerra-mondiale-grande-guerra\/\" rel=\"attachment wp-att-99247\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-99247\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/I-guerra-mondiale-grande-guerra.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"232\" \/><\/a>Il Grande Massacro termin\u00f2 il 3 novembre 1918 a villa Giusti di Padova con la firma dell\u2019armistizio tra Italia e Austria. Il 3 novembre 2018 sar\u00e0 aperto a Villa Correr Pisani di Montebelluna il Memoriale di quel tragico evento. Con questo orrendo mattatoio inizi\u00f2 il secolo che avrebbe dovuto essere del progresso, ma invece fu di catastrofi. Dal 2015 al 2018 in Italia vi sono state molte celebrazioni retoriche, adunate, discorsi, etc.,etc., ma nessun intento celebrativo nella realizzazione del Memoriale di Montebelluna. Niente di quanto \u00e8 gi\u00e0 conservato nei numerosi musei e sacrari che nel solo nord est italiano, ovvero lungo l\u2019area del fronte orientale del conflitto, ricordano degnamente la tragica, straordinaria quotidianit\u00e0 del conflitto. Nessun sacrario se non quello, doveroso, alla memoria di una tragedia che cancell\u00f2, sui diversi fronti, circa 17 milioni di vite. Non sar\u00e0 un museo con i cimeli esposti nelle teche, anche se qualche cimelio ci sar\u00e0, ma tante postazioni interattive, manifesti e foto a raccontare il Grande Massacro.<\/p>\n<p>Ideatore del Memoriale \u00e8 il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero, antifascista e antimilitarista. La parte museale \u00e8 curata da Monica Celi, direttrice del Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna.<\/p>\n<p><strong>Grande guerra, grande massacro\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il 4 novembre 1918 sanc\u00ec ufficialmente la vittoria di alcuni eserciti su altri. Il giorno prima a villa Giusti, a Padova, era stata firmato l\u2019armistizio fra l\u2019Italia e i suoi alleati con l\u2019impero austro-ungarico. La battaglia di Vittorio Veneto esistette solo sulla carta in quanto non ci fu nessun assalto, nessuno sfondamento. L\u2019esercito italiano avanz\u00f2 perch\u00e9 quello austriaco si stava ritirando, impossibilitato a continuare una guerra irrimediabilmente perduta. Il generale Armando Diaz informato di un\u2019avanzata che non aveva n\u00e9 previsto, n\u00e9 ordinato e neppure sapeva come si stava sviluppando, dovette esaminare le carte geografiche per sapere dov\u2019era Vittorio Veneto. Ferruccio Parri, allora ufficiale nell\u2019Alto Comando testimoni\u00f2 che Diaz esclam\u00f2 in dialetto napoletano: \u201cAdd\u00f2 sta stu cazzo \u2018e Vittorio Veneto?\u201d. I popoli che uscirono dal Grande Massacro furono i veri sconfitti, tutti. Per quello italiano la disfatta fu feroce per i morti in battaglia, la prigionia, le malattie, la vita tremenda delle donne e dei bambini, la fame, l\u2019esodo, il saccheggio e gli stupri dopo Caporetto, le fucilazioni e le decimazioni. Il 4 novembre dovrebbe essere decretato giorno di lutto nazionale per rispetto di un\u2019intera generazione di giovani che sono stati trucidati senza sapere bene il perch\u00e9 nelle nevi delle Alpi, nelle pietre del Carso e nella pianura del Piave.<\/p>\n<p>Le morti. Su un totale di 63 milioni di uomini mobilitati, 8 milioni e mezzo furono i soldati morti. I civili furono circa un milione. Il contributo di sangue dell\u2019Italia in 3 anni di guerra fu di quasi 700.000 soldati morti \u2013 ma non esiste una contabilit\u00e0 precisa- e oltre un milione e mezzo di mutilati e feriti. Centinaia di morti quindi per ogni giorno di guerra. Un\u2019intera generazione fu distrutta. L\u2019impatto sulle comunit\u00e0 locali fu devastante sconvolgendo le famiglie e la demografia stessa. La battaglia di Gorizia, un massacro particolarmente assurdo in una guerra assurda, pu\u00f2 essere considerata il simbolo di quanto accadde. La battaglia avvenne fra il 9 e il 10 agosto 1916: in poche ore cost\u00f2 la vita a 1.759 ufficiali e 50.000 soldati italiani e a 862 ufficiali e 40.000 soldati austriaci. La canzone \u00abGorizia tu sei maledetta\u00bb venne cantata per la prima volta da fanti che entrarono in citt\u00e0 dopo l\u2019immenso prezzo di sangue. Esprimeva un forte sentimento antimilitarista: chi veniva sorpreso a cantarla rischiava la fucilazione. Ecco un paio di versi. O Gorizia tu sei maledetta per ogni cuore che sente coscienza dolorosa ci la partenza E il ritorno per molti non fu.<\/p>\n<p>ll 4 novembre dovrebbe essere decretato giorno di lutto nazionale per rispetto di un\u2019intera generazione di giovani che sono stati trucidati senza sapere bene il perch\u00e9 nelle nevi delle Alpi, nelle pietre del Carso e nella pianura del Piave.<\/p>\n<p><strong>Prigionia<\/strong>. Una delle pagine meno conosciute del Grande Massacro riguarda i prigionieri italiani, le cui sofferenze furono e sono un\u2019infamia per l\u2019Italia. Gabriele D\u2019Annunzio li chiam\u00f2 con una frase oltraggiosa: \u00abImboscati d\u2019Oltralpe\u00bb. Nei campi di prigionia finirono circa 600.000 italiani, la met\u00e0 dei quali catturati dopo Caporetto. Ne morirono 100mila ma anche in questo caso la contabilit\u00e0 \u00e8 approssimativa. Le cause delle morti furono la fame, il freddo e le malattie, principalmente la tubercolosi. I campi di prigionia furono Mathauesen Sigmundsheberg, Theresiendat, Rastat e Celle. In questi due ultimi visse lo scrittore Carlo Emilio Gadda che raccont\u00f2 la sua esperienza nel \u00abGiornale di guerra e prigionia\u00bb e in \u00abTaccuino di Caporetto\u00bb, descrivendo la fame, le condizioni terribili dei prigionieri, la tubercolosi, la morte di tanti. In pratica i Comandi Supremi assimilarono di fatto i prigionieri ai disertori e con l\u2019 accordo del governo fecero mancare qualsiasi aiuto, sabotando anche le iniziative della Croce Rossa.<\/p>\n<p><strong>Malattie<\/strong>. Mi sono accoccolato vicino ai miei panni sudici di guerra \u2026 (da \u00abI fiumi\u00bb di Giuseppe Ungaretti). Il Grande Massacro fu innanzitutto una guerra di trincea. Vere e proprie ecatombi a cielo aperto che si ricorrevano per centinaia di chilometri, tane dove i soldati vissero per 4 anni ammassati uno addosso agli altri. Oltre la guerra poco distante, uomini con diverse uniformi dovevano combattere fame e sete, pioggia e melma, la pazzia sempre in agguato, topi, cimici e scarafaggi. Alcuni erano presi da cancrene che mangiavano i corpi. La trincea produceva malattie e poi epidemie che colpivano sia i militari che i civili. Poi arriv\u00f2 la \u201cspagnola\u201d che nel 1918 fece strage su una popolazione indebolita ma gi\u00e0 dal 1915 si erano diffusi tifo, polmoniti, febbri ed altro.<\/p>\n<p><strong>Fame<\/strong>. Un esempio. A Valdobbiadene, cittadina della Marca trevigiana, in una lapide che ricorda il tributo di sangue si pu\u00f2 leggere: \u00abCittadini uccisi da proiettili n. 51 \u2013 Cittadini morti per fame n. 484\u00bb. Da dati ufficiali sappiamo che i soldati di Valdobbiaadene morti in combattimento furono 214 e durante l\u2019esodo per cause varie, malattie in genere altri 129. I numeri quindi dicono che la causa maggiore di morte fu la mancanza di cibo. 874 morti su un totale di 8.800 abitanti, 10% quindi. I pi\u00f9 uccisi da una miseria che non permise loro di mangiare. La fame durante il Grande Massacro \u00e8 raccontata in dettaglio da Francesco Jori nel libro \u00abNe uccise pi\u00f9 la fame. La Guerra della gente comune nel Triveneto.<\/p>\n<p><strong>Donne e bambini<\/strong>. La guerra sconvolse anche la vita delle donne che pagarono un alto prezzo durante il Grande Massacro. Dovettero rimpiazzare in molte funzioni gli uomini partiti per il fronte, soprattutto operaie nelle fabbriche a produrre per lo pi\u00f9 materiali bellici. Ma andarono anche al fronte come crocerossine o portatrici. Nelle retrovie furono prostitute per \u201cconsolare\u201d i combattenti. Dopo Caporetto furono profughe. Vale la pena sottolineare la vicenda delle donne italiane internate in quel periodo. Fra le migliaia di civili e italiani internati, soprattutto nel Sud, dall\u2019esercito italiano durante il Grande Massacro molte furono le donne. Come gli uomini, furono accusate di spionaggio o di sentimenti anti-patriottici. Dopo la prima fase della guerra, caratterizzata da un gran numero di internamenti femminili, soprattutto nei territori occupati dall\u2019esercito italiano, la caccia al nemico interno crebbe durante il periodo 1917-1918, al fine di garantire la sicurezza di fronte a un gran numero di donne sospettate e internate come spie nemiche pur senza indizi di colpevolezza. E analizzando le cause di internamento femminile troviamo innanzitutto stereotipi anti-femminili. Le memorie di un maestra di Grado, Antonia Fonzari, hanno il titolo \u00abRicordi amari\u00bb. Bambini e ragazzi, sotto i 14 anni, erano 12 milioni, vissero la guerra come figlie e figli, sorelle e fratelli di quei soldati che combattevano. Soffrirono in tutte le situazioni: famiglia, scuola e luoghi di lavoro. Fra i civili che morirono vi furono molti bambini.<\/p>\n<p>Dopo Caporetto, esodo, saccheggio e stupri. Indubbiamente dietro il disastro di Caporetto vi furono incapacit\u00e0 militare dell\u2019Alto Comando e rigetto collettivo dei soldati a farsi assurdamente uccidere. Dopo la rotta di Caporetto circa 600.000 civili, provenienti prevalentemente dalle provincie di Treviso, Venezia e Udine, furono costretti ad abbandonare improvvisamente il territorio invaso o minacciato da vicino dall\u2019esercito austro-ungarico dando vita alla pi\u00f9 grande tragedia civile collettiva che interess\u00f2 la popolazione durante il Grande Massacro. Fu la Caporetto delle famiglie. Ci furono ovviamente atti di vandalismo e la devastazione aument\u00f2 a causa dei saccheggi perpetrati dai soldati di von Below, che entrarono vincitori in citt\u00e0 e paesi presentandosi talora con il volto pi\u00f9 crudele e violento dei saccheggiatori. Il sito \u00abVecchia Conegliano e dintorni\u00bb racconta l\u2019occupazione di Castel Roganzuolo, una frazione del comune di San Fior in provincia di Treviso: \u00abI soldati germanici e austro-ungarici non si accontentavano di dare sfogo alla fame repressa: uccidevano il bestiame, ne consumavano una parte e lasciavano l\u2019altra marcire nella strada; gettavano il grano sotto le zampe dei cavalli; si ubriacavano direttamente alle botti e non si davano nemmeno il disturbo di tapparle dopo essersene serviti, sicch\u00e9 il vino scorreva per le cantine. Il saccheggio metodico non lasci\u00f2 intatta alcuna casa e la popolazione venne ridotta alla fame. Si racconta che in certi paesi la gente raccattava perfino gli escrementi dei cavalli, nella affannosa ricerca di qualche chicco di granoturco per sfamarsi. I pochi beni e la vita stessa degli abitanti erano quotidianamente appesi ad un esile filo. Ogni notte c\u2019era il rischio che un gruppo di soldati penetrasse a forza in casa: alla ricerca di cibo o per violentare le donne che vi abitavano. Oltre allo stupro notturno, le donne erano spesso oggetto di forme di violenza pi\u00f9 \u201cmeditate\u201d. Povere madri, spesso profughe, che si recavano presso qualche comando locale allo scopo di ottenere un lasciapassare o una tessera annonaria, venivano costrette dagli ufficiali a subire lo sfogo delle loro basse passioni per ottenere ci\u00f2 di cui avevano assoluto bisogno\u00bb. Lo \u00abstupro del Belgio\u00bb fu all\u2019inizio uno slogan per raccontare l\u2019invasione tedesca, nel 1914, di quel Paese neutrale ma le atrocit\u00e0 \u2013 compresi gli stupri commessi dall\u2019esercito del Kaiser \u2013 gli hanno dato un significato letterale, reale. Dopo Caporetto anche le donne dei territori invasi dagli austroungarici divennero bottino di guerra; come del resto accade per tutti gli eserciti vittoriosi. Ecco una fonte d\u2019informazione diciamo \u201cufficiale\u201d: si form\u00f2in Italia, dopo il Grande Massacro, una Commissione d\u2019inchiesta sui crimini compiuti dall\u2019invasore dopo Caporetto. I suoi lavori si conclusero con la pubblicazione del volume \u00abIl martirio delle terre invase\u00bb, nel quale si parlava anche dei numerosi stupri subiti da donne italiane. In seguito, la \u201cReale Commissione d\u2019Inchiesta\u201d pubblic\u00f2 ben sette volumi fra il 1920 e il 1921: si tratta delle \u00abRelazioni della Reale Commissione d\u2019inchiesta sulle violazioni dei diritti delle genti commesse dal nemico\u00bb. Il IV volume dedicava un intero capitolo alla ricostruzione delle violenze carnali inflitte a donne italiane da parte dei militari dell\u2019esercito austroungarico: si tratta del capitolo \u201cDelitti contro l\u2019onore femminile.\u201d L\u2019argomento era ripreso nel VI volume, al cui interno si riportavano documenti, testimonianze, aneddoti. I soli casi accertati di stupro da parte degli invasori furono 735 ma la relazione medesima ammetteva che ve ne erano stati moltissimi altri che erano \u201csfuggiti\u201d anzitutto per vergogna delle vittime e delle loro famiglie. Gli stupri erano sovente accompagnati da violenze d\u2019altro tipo. Spesso i mariti o i padri vennero assassinati durante le aggressioni sessuali, specie se cercavano di difendere le donne ma perfino in assenza di reazione. In altri casi furono le donne a venire uccise dopo lo stupro: 53 subito dopo, mentre altre 40 morirono giorni od anche mesi dopo, in conseguenza delle violenze. Molte altre furono contagiate da malattie veneree. Le violenze avvenivano abitualmente a mano armata e in gruppo e riguardarono donne d\u2019ogni et\u00e0: dalle bambine sino a vecchie ottuagenarie. Sovente le madri furono violentate davanti ai propri figli.<\/p>\n<p>Italiani che combatterono con un\u2019altra divisa, sotto un\u2019altra bandiera. Nell\u2019 agosto del 1914, pi\u00f9 di centomila trentini, triestini e goriziani andarono a combattere per l\u2019Impero austrungarico di cui erano sudditi. Furono inviati al fronte russo, alla frontiera di quell\u2019 Impero. Molti morirono nelle carneficine nelle pianure polacche, in Bucovina ed in Galizia. E\u2019 un fatto che sembra censurato, annegato nella retorica delle celebrazioni del centenario, come se per questi italiani fosse negato il diritto alla memoria. Una guerra ancora sconosciuta dove si cantava in dialetto trentino o giuliano, ma anche in italiano, canti malinconici ed inquieti:<\/p>\n<p>Quando fui sui Monti Scarpazi<\/p>\n<p>miserere sentivo cantar<\/p>\n<p>ti ho cercato tra il vento e i crepazi<\/p>\n<p>ma una croce soltanto ho trov\u00e0\u2026<\/p>\n<p>I I prigionieri italiani furono portati in un campo di prigionia ad Isernia e trattati in condizioni disumane. Poi durante la dittatura fascista, considerati \u201c austriacanti\u201d subirono epurazioni ed esclusioni da benefici assistenziali per mutilati di guerra ed altro. La vicenda \u00e8 ben raccontata in un libro di Paolo Rumiz, Come cavalli che dormono in piedi.<\/p>\n<p><strong>Francesco Cecchini\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Grande Massacro termin\u00f2 il 3 novembre 1918 a villa Giusti di Padova con la firma dell\u2019armistizio tra Italia e Austria. Il 3 novembre 2018 sar\u00e0 aperto a Villa Correr Pisani di Montebelluna il Memoriale di quel tragico evento. Con questo orrendo mattatoio inizi\u00f2 il secolo che avrebbe dovuto essere del progresso, ma invece fu [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,26],"tags":[],"class_list":["post-99246","post","type-post","status-publish","format-standard","category-arte-cultura-spettacoli-scienza-archivi","category-prima-pagina"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il grande massacro  * di Francesco Cecchini - Bellunopress - Dolomiti<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2018\/11\/03\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"fr_FR\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il grande massacro  * di Francesco Cecchini - Bellunopress - Dolomiti\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Il Grande Massacro termin\u00f2 il 3 novembre 1918 a villa Giusti di Padova con la firma dell\u2019armistizio tra Italia e Austria. Il 3 novembre 2018 sar\u00e0 aperto a Villa Correr Pisani di Montebelluna il Memoriale di quel tragico evento. Con questo orrendo mattatoio inizi\u00f2 il secolo che avrebbe dovuto essere del progresso, ma invece fu [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2018\/11\/03\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Bellunopress - Dolomiti\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=100008943462799\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2018-11-03T16:53:13+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2018-11-03T16:53:14+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/I-guerra-mondiale-grande-guerra.jpg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"redazione\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@bellunopress\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@bellunopress\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"\u00c9crit par\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"redazione\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Dur\u00e9e de lecture estim\u00e9e\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"11 minutes\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2018\\\/11\\\/03\\\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2018\\\/11\\\/03\\\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"redazione\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/79bb06722b37ece1c03d3e94beb30d73\"},\"headline\":\"Il grande massacro * di Francesco Cecchini\",\"datePublished\":\"2018-11-03T16:53:13+00:00\",\"dateModified\":\"2018-11-03T16:53:14+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2018\\\/11\\\/03\\\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\\\/\"},\"wordCount\":2117,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2018\\\/11\\\/03\\\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/11\\\/I-guerra-mondiale-grande-guerra.jpg\",\"articleSection\":[\"Arte, Cultura, Spettacoli, Scienza\",\"Prima Pagina\"],\"inLanguage\":\"fr-FR\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2018\\\/11\\\/03\\\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2018\\\/11\\\/03\\\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\\\/\",\"name\":\"Il grande massacro * di Francesco Cecchini - Bellunopress - Dolomiti\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2018\\\/11\\\/03\\\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2018\\\/11\\\/03\\\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/11\\\/I-guerra-mondiale-grande-guerra.jpg\",\"datePublished\":\"2018-11-03T16:53:13+00:00\",\"dateModified\":\"2018-11-03T16:53:14+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2018\\\/11\\\/03\\\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"fr-FR\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2018\\\/11\\\/03\\\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"fr-FR\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2018\\\/11\\\/03\\\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\\\/#primaryimage\",\"url\":\"http:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/11\\\/I-guerra-mondiale-grande-guerra.jpg\",\"contentUrl\":\"http:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/11\\\/I-guerra-mondiale-grande-guerra.jpg\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2018\\\/11\\\/03\\\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Il grande massacro * di Francesco Cecchini\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/\",\"name\":\"Bellunopress - Dolomiti\",\"description\":\"e-mail: redazione@bellunopress.it\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"fr-FR\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#organization\",\"name\":\"Bellunopress\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"fr-FR\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/05\\\/cropped-logo-bellunopress-.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/05\\\/cropped-logo-bellunopress-.jpg\",\"width\":512,\"height\":512,\"caption\":\"Bellunopress\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/profile.php?id=100008943462799\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/bellunopress\",\"https:\\\/\\\/www.linkedin.com\\\/hp\\\/?dnr=JBzUWaJfMUw8vbXJJ2tVW5-I3jZKvC4wsoxE&amp;amp;amp;amp;amp;amp;trk=nav_responsive_tab_home\",\"https:\\\/\\\/www.youtube.com\\\/channel\\\/UCxL0wu1uN0_3_7hGG0306cw\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/79bb06722b37ece1c03d3e94beb30d73\",\"name\":\"redazione\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"fr-FR\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/37d968a2e67a6fd04c169c4bdef102d0bc5d31b2546345219e348575eb80e9a0?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/37d968a2e67a6fd04c169c4bdef102d0bc5d31b2546345219e348575eb80e9a0?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/37d968a2e67a6fd04c169c4bdef102d0bc5d31b2546345219e348575eb80e9a0?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"redazione\"},\"sameAs\":[\"http:\\\/\\\/www.bellunopress.it\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/bellunopress\"],\"url\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/fr\\\/author\\\/redazione\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Il grande massacro  * di Francesco Cecchini - Bellunopress - Dolomiti","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2018\/11\/03\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\/","og_locale":"fr_FR","og_type":"article","og_title":"Il grande massacro  * di Francesco Cecchini - Bellunopress - Dolomiti","og_description":"Il Grande Massacro termin\u00f2 il 3 novembre 1918 a villa Giusti di Padova con la firma dell\u2019armistizio tra Italia e Austria. Il 3 novembre 2018 sar\u00e0 aperto a Villa Correr Pisani di Montebelluna il Memoriale di quel tragico evento. Con questo orrendo mattatoio inizi\u00f2 il secolo che avrebbe dovuto essere del progresso, ma invece fu [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2018\/11\/03\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\/","og_site_name":"Bellunopress - Dolomiti","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=100008943462799","article_published_time":"2018-11-03T16:53:13+00:00","article_modified_time":"2018-11-03T16:53:14+00:00","og_image":[{"url":"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/I-guerra-mondiale-grande-guerra.jpg","type":"","width":"","height":""}],"author":"redazione","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@bellunopress","twitter_site":"@bellunopress","twitter_misc":{"\u00c9crit par":"redazione","Dur\u00e9e de lecture estim\u00e9e":"11 minutes"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2018\/11\/03\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2018\/11\/03\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\/"},"author":{"name":"redazione","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#\/schema\/person\/79bb06722b37ece1c03d3e94beb30d73"},"headline":"Il grande massacro * di Francesco Cecchini","datePublished":"2018-11-03T16:53:13+00:00","dateModified":"2018-11-03T16:53:14+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2018\/11\/03\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\/"},"wordCount":2117,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2018\/11\/03\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/I-guerra-mondiale-grande-guerra.jpg","articleSection":["Arte, Cultura, Spettacoli, Scienza","Prima Pagina"],"inLanguage":"fr-FR"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2018\/11\/03\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\/","url":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2018\/11\/03\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\/","name":"Il grande massacro * di Francesco Cecchini - Bellunopress - Dolomiti","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2018\/11\/03\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2018\/11\/03\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/I-guerra-mondiale-grande-guerra.jpg","datePublished":"2018-11-03T16:53:13+00:00","dateModified":"2018-11-03T16:53:14+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2018\/11\/03\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\/#breadcrumb"},"inLanguage":"fr-FR","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.bellunopress.it\/2018\/11\/03\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"fr-FR","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2018\/11\/03\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\/#primaryimage","url":"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/I-guerra-mondiale-grande-guerra.jpg","contentUrl":"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/I-guerra-mondiale-grande-guerra.jpg"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2018\/11\/03\/il-grande-massacro-di-francesco-cecchini\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.bellunopress.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Il grande massacro * di Francesco Cecchini"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#website","url":"https:\/\/www.bellunopress.it\/","name":"Bellunopress - Dolomiti","description":"e-mail: redazione@bellunopress.it","publisher":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.bellunopress.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"fr-FR"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#organization","name":"Bellunopress","url":"https:\/\/www.bellunopress.it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"fr-FR","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/cropped-logo-bellunopress-.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/cropped-logo-bellunopress-.jpg","width":512,"height":512,"caption":"Bellunopress"},"image":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=100008943462799","https:\/\/x.com\/bellunopress","https:\/\/www.linkedin.com\/hp\/?dnr=JBzUWaJfMUw8vbXJJ2tVW5-I3jZKvC4wsoxE&amp;amp;amp;amp;amp;amp;trk=nav_responsive_tab_home","https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCxL0wu1uN0_3_7hGG0306cw"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#\/schema\/person\/79bb06722b37ece1c03d3e94beb30d73","name":"r\u00e9daction","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"fr-FR","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/37d968a2e67a6fd04c169c4bdef102d0bc5d31b2546345219e348575eb80e9a0?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/37d968a2e67a6fd04c169c4bdef102d0bc5d31b2546345219e348575eb80e9a0?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/37d968a2e67a6fd04c169c4bdef102d0bc5d31b2546345219e348575eb80e9a0?s=96&d=mm&r=g","caption":"redazione"},"sameAs":["http:\/\/www.bellunopress.it","https:\/\/x.com\/bellunopress"],"url":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/author\/redazione\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99246","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=99246"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99246\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":99249,"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99246\/revisions\/99249"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=99246"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=99246"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=99246"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}