{"id":89119,"date":"2017-09-11T14:39:06","date_gmt":"2017-09-11T12:39:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bellunopress.it\/?p=89119"},"modified":"2017-09-11T14:39:06","modified_gmt":"2017-09-11T12:39:06","slug":"robero-padrin-presidente-della-provincia-ecco-il-mio-programma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2017\/09\/11\/robero-padrin-presidente-della-provincia-ecco-il-mio-programma\/","title":{"rendered":"Robero Padrin, presidente della Provincia: ecco il mio programma"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_43231\" aria-describedby=\"caption-attachment-43231\" style=\"width: 201px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2012\/10\/20\/longarone-cittadinanza-onoraria-al-corpo-forestale-dello-stato\/roberto-padrin-2\/\" rel=\"attachment wp-att-43231\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-43231\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/roberto-padrin-2.jpg\" alt=\"\" width=\"201\" height=\"237\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-43231\" class=\"wp-caption-text\">Roberto Padrin,<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>PREMESSE<\/strong><\/p>\n<p>La legge 56\/2014, cd. &#8220;Delrio&#8221;, l&#8217;art. 15 dello Statuto Regionale, la L.R. 25\/2014 sulla specificit\u00e0 montana, la L.R. 40\/2012 sulle Unioni Montane, la L.R. 11\/2013 sul turismo e la programmazione dei fondi europei 2014\/2020 hanno ridisegnato profondamente competenze e strumenti per il governo del territorio aprendo per gli Enti Locali ampi spazi decisionali. Tali spazi decisionali sono tutt\u2019ora pi\u00f9 teorici che pratici vista la non ancora attuazione concreta dei principi e delle direttive previste dallo Statuto e dalla legge 25\/2014. Anche la legge 56\/2014, cd. &#8220;Delrio&#8221;, riconosce al comma 3: \u201calle province con territorio interamente montano e confinanti con Paesi stranieri sono riconosciute le specificit\u00e0 di cui ai commi da 51 a 57 e da 85 a 97. Certo \u00e8 possibile condividere tra Istituzioni e Categorie Economiche una visione unitaria che superi la fragilit\u00e0 del nostro territorio legata a logiche localistische e frammentazione politica, e attivi una logica di sistema nell&#8217;interesse di tutta la comunit\u00e0 locale, per questo deve essere riportata la forza dell\u2019ente provincia.<br \/>\nLa finalit\u00e0 \u00e8 dunque di impegnare politicamente la Provincia di Belluno, i Comuni, le Unioni Montane, il Consorzio BIM, i rappresentanti provinciali in seno a Parlamento e Regione del Veneto, le Categorie Economiche ed i Sindacati a lavorare sinergicamente, ciascuno per quanto di propria competenza, perseguendo gli obiettivi qui di seguito indicati nella consapevolezza che solo un intenso e strutturato gioco di squadra \u00e8 in grado di ri-collocare il Bellunese in un\u2019avanzata prospettiva di crescita a livello veneto, alpino ed europeo, nonostante il difficile quotidiano confronto con le vicine autonomie speciali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il ruolo della Provincia ente di \u00abarea vasta\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>La nuova Provincia, quale Ente di raccordo e sintesi tra i Comuni del territorio, dovr\u00e0 esercitare la funzione di guida e di coordinamento assicurando l&#8217;omogeneit\u00e0 nella individuazione e nell&#8217;attuazione delle scelte strategiche da parte degli Enti cui la Legge attribuisce specifiche competenze. Serve una visione territoriale della Provincia che metta il nesso &#8220;unit\u00e0 della provincia\/pluralit\u00e0 delle comunit\u00e0 che la compongono&#8221; al centro della discussione, della progettazione e dell\u2019attuazione delle linee politiche fondamentali.<br \/>\nCi\u00f2 che qui si vuole costruire non \u00e8 un ente accentratore, che riprenda banalmente il &#8220;sistema-Venezia&#8221; o il &#8220;sistema-Roma&#8221;, bens\u00ec un ente che, nel garantire l&#8217;unitariet\u00e0 del territorio, rispetti e valorizzi le importanti differenze delle aree che lo compongono nell&#8217;ottica, sostenuta e promossa anche dall&#8217;Unione Europea, della unitariet\u00e0 nel riconoscimento delle diversit\u00e0, con la piena valorizzazione del principio di sussidiariet\u00e0 sia verticale (fra Enti) che orizzontale (fra i corpi intermedi).<br \/>\nSulla base della visione qui esposta e considerando lo scenario offerto dalla possibilit\u00e0 di applicare contemporaneamente le competenze rafforzate della legge 56\/2014 per le Provincie montane di confine e le ulteriori funzioni prefigurate dalla L.R. 25, risulta strategico dare grande impulso ad almeno tre prospettive di metodo tra loro interdipendenti:<br \/>\navere del Bellunese una visione strategica di sistema e di area vasta, esente da fratture ed orientata ad un approccio &#8220;a rete&#8221; che ne sappia valorizzare tutti i nodi senza smagliature;<br \/>\nsviluppare sul territorio una strategia amministrativa capace di esprimere la visione di cui al punto precedente concretizzando unit\u00e0 di indirizzi, di intenti e una sempre pi\u00f9 ampia coesione sociale;<br \/>\nvalorizzare il principio della cooperazione quale modalit\u00e0 per evitare sovrapposizioni di ruoli e carenza di lungimiranza al punto da auspicare che la Provincia e gli altri enti locali bellunesi siano in grado di muoversi, nei confronti dello Stato, della Regione e dei territori contermini, con questa cornice strategica, da declinare secondo le rispettive competenze: vale a dire un territorio che si muove con vista lunga, senza sovrapposizioni, consapevole che le sue gracili dimensioni demografiche possono essere superate facendo massa critica con poche decisive priorit\u00e0 d\u2019azione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il referendum consultivo e alcuni nodi politici<\/strong><\/p>\n<p>Fin da subito &#8211; prima di entrare nel merito dei contenuti programmatici &#8211; vanno trattati tre nodi politici, che il candidato Presidente dichiara non solo di stringente attualit\u00e0, ma anche di fondamentale importanza a medio termine.<\/p>\n<p>1) In primo luogo il Parlamento deve elaborare una nuova disciplina delle Province come enti di area vasta con adeguate risorse che la metodologia dei \u201cfabbisogni standard\u201d non riesce a misurare almeno per quanto riguarda il differenziale montagna.<br \/>\n2) In questa sede, o nell\u2019ambito della legge elettorale per le Citt\u00e0 metropolitane, il Parlamento deve riconoscere la possibilit\u00e0 (almeno) per le Province montane di confine di procedere all\u2019elezione diretta del Consiglio provinciale, raccomandando la formazione di collegi elettorali adeguati alla dimensione geo-politica dell\u2019area vasta.<br \/>\n3) La Regione Veneto deve dare piena attuazione alla L.R, 25, attuativa dello Statuto, secondo i princ\u00ecpi dalla stessa fissati, innanzitutto formulando l\u2019atto ricognitivo delle (poche) funzioni amministrative di carattere unitario che le rimarrebbero assegnate e individuando tutte le funzioni proprie della Provincia di Belluno con le relative risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie al loro pieno esercizio (tenendo conto dell\u2019art. 119 della Costituzione e di quanto storicamente destinato dalla Regione stessa a tali funzioni).<\/p>\n<p>In questo contesto, si inserisce la volont\u00e0 largamente condivisa dall\u2019opinione pubblica, di richiedere, in occasione del referendum consultivo per l\u2019autonomia del Veneto, l\u2019indizione di un referendum incentrato sulla specificit\u00e0 bellunese. A scanso di malintesi, va chiarito che l\u2019attribuzione alla Provincia di Belluno di forme e condizioni particolari di autonomia esclude ogni potest\u00e0 legislativa, ma \u00e8 finalizzata a maggiori competenze amministrative e regolamentari e a favorire, pur nell\u2019ambito del coordinamento della finanza pubblica, il trasferimento alla Provincia di tutte le risorse finanziarie necessarie al pieno e integrale esercizio delle funzioni attribuitele. L\u2019obiettivo del referendum provinciale non \u00e8 certo quello di consolidare l&#8217;autonomia potenziale gi\u00e0 riconosciuta dalla legge regionale 25 e dalla legge statale 56, quanto invece di \u201cvincolare politicamente\u201d la Regione a concretare contenuti di autogoverno per la Provincia totalmente montana di Belluno con le connesse risorse finanziarie anche nelle materie del \u201cregionalismo differenziato\u201d di cui all\u2019art. 116 della Costituzione, rispetto al quale intende aprire il negoziato con lo Stato.<\/p>\n<p><strong>OBIETTIVI PROGRAMMATICI<\/strong><\/p>\n<p>Gli obiettivi programmatici da condividere, il pi\u00f9 possibile, con il Consiglio provinciale e con l\u2019Assemblea dei sindaci vanno riordinati (e letti in stretta connessione tra loro) alla luce dell\u2019esperienza portata avanti nella fase di transizione tuttora in atto nell\u2019operativit\u00e0 dell\u2019Ente (iniziata nel 2014) e soprattutto sulla base delle funzioni fondamentali riconosciute alla Provincia montana di confine dalla legge Delrio e, in ambito veneto, delle specifiche funzioni assegnatele dalla L.R. 25, di cui \u00e8 sempre opportuno richiamare la natura di legge attuativa dello Statuto del Veneto.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto, le funzioni fondamentali della legge Delrio sono, come \u00e8 noto, le seguenti: pianificazione territoriale provinciale di coordinamento; tutela e valorizzazione dell&#8217;ambiente, per gli aspetti di competenza; pianificazione dei servizi di trasporto in ambito provinciale, autorizzazione e controllo in materia di trasporto privato; costruzione e gestione delle strade provinciali e regolazione della circolazione stradale ad esse inerente; programmazione provinciale della rete scolastica; raccolta ed elaborazione di dati, assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali; gestione dell&#8217;edilizia scolastica; controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e promozione delle pari opportunit\u00e0 sul territorio provinciale; cura dello sviluppo strategico del territorio e gestione di servizi in forma associata in base alle specificit\u00e0 del territorio montano; cura delle relazioni istituzionali con Province, Province autonome, Regioni, Regioni a statuto speciale ed enti territoriali di Stati confinanti e il cui territorio abbia caratteristiche montane.<\/p>\n<p>A loro volta, le funzioni amministrative conferite alla Provincia dalla L.R. 25 sono le seguenti: politiche transfrontaliere, minoranze linguistiche, governo del territorio e tutela del paesaggio, risorse idriche ed energetiche, viabilit\u00e0 e trasporti, foreste, caccia e pesca, sostegno e promozione delle attivit\u00e0 economiche, dell\u2019agricoltura e del turismo.<\/p>\n<p>\u00c8 questo, quindi, il principale perimetro di attivit\u00e0 che il presente programma di governo intende sviluppare e consolidare, soprattutto se a livello statale verranno meno i pesanti vincoli, in termini di dotazione di risorse finanziarie ed umane, oggi prevalenti e se contestualmente a livello regionale verr\u00e0 messo in moto il processo attuativo previsto dalla L.R. 25, per il quale il budget derivante dai proventi del demanio idrico appare insufficiente e inadeguato.<\/p>\n<p>Oltre alle suddette incognite, sussistono incertezze, che non si possono tacere, per quanto riguarda la fondamentale attivit\u00e0 dei centri per l\u2019impiego e le c.d. \u201cfunzioni non fondamentali\u201d disciplinate in via transitoria dalla L.R. 19, alcune delle quali, di indubbia importanza strategica, rientrano nelle materie della L.R. 25, a cominciare dal turismo e dal demanio idrico nel suo complesso. Di recente il Consiglio provinciale, nella seduta del 1\u00b0 agosto, si \u00e8 visto costretto ad assumere una delibera nella quale, per l\u2019organizzazione degli uffici e dei servizi, ha dato indicazioni di garantire innanzitutto \u00abla soddisfazione di livelli sufficienti di erogazione dei servizi\u00bb limitatamente alle funzioni fondamentali, ma \u00e8 evidente che tale situazione va superata al pi\u00f9 presto mettendo la Provincia montana di confine, riconosciuta dallo Statuto della propria Regione, al centro di un processo che le consenta di svolgere a pieno tutte le funzioni che le spettano, nell\u2019interesse del territorio e di un equilibrato esercizio di rappresentanza della comunit\u00e0 ivi stabilita.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 impegno personale e collegiale del candidato Presidente favorire la ricerca di tutte le condizioni utili sia a consentire alla popolazione bellunese di poter \u201cvivere in montagna&#8221; in condizioni di pari opportunit\u00e0, sia a valorizzare, con l\u2019ascolto e il confronto che in talune recenti occasioni hanno gi\u00e0 registrato positivi risultati, lo sforzo dell&#8217;intero territorio (istituzioni, categorie economiche, mondo del lavoro e delle professioni) verso il perseguimento di alcune prioritarie progettualit\u00e0, in grado di fare crescere la competitivit\u00e0 e l\u2019attrattivit\u00e0 del territorio bellunese, caratterizzato da sempre pi\u00f9 preoccupanti indici di spopolamento ed invecchiamento, che la politica nazionale non potr\u00e0 certo continuare a ignorare senza avviare appropriate misure di contrasto attraverso anche la leva fiscale rivolta alle imprese e alle famiglie soprattutto delle zone pi\u00f9 disagiate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Principali priorit\u00e0 su cui indirizzare l\u2019attivit\u00e0 di governo nel rispetto del principio di distinzione tra funzioni di \u201carea vasta\u201d (proprie della Provincia) e funzioni di prossimit\u00e0 proprie degli enti locali e delle forme associative.<\/strong><\/p>\n<p>1. Pianificazione territoriale provinciale di coordinamento e valorizzazione dell\u2019ambiente<\/p>\n<p>L\u2019evoluzione della pianificazione comunale e intercomunale, le semplificazioni normative introdotte a livello nazionale pur in materie di legislazione concorrente suggeriscono di valutare il modo pi\u00f9 efficace per dare spessore alla previsioni del Piano territoriale provinciale di coordinamento, con l\u2019obiettivo di raggiungere il prima possibile l\u2019azzeramento del consumo di nuovo suolo.<br \/>\nOccorre altres\u00ec valorizzare le enormi potenzialit\u00e0 del patrimonio naturale e di biodiversit\u00e0 del nostro territorio, il cui 54% rientra in Parchi, Aree Protette, Convenzioni Internazionali, SIC e ZPS, e su cui insiste quasi la met\u00e0 (45%) del Patrimonio Dolomiti Unesco.<br \/>\nIn tale ottica occorre costruire un modello convincente di sviluppo sostenibile e la partecipazione della Provincia di Belluno alla Fondazione Dolomiti Unesco rappresenta l\u2019occasione pi\u00f9 proficua per un concreto dialogo di carattere interregionale.<\/p>\n<p>2. Governo del territorio e tutela del paesaggio<\/p>\n<p>Un forte indirizzo \u00e8 quello di intervenire in modo deciso sulla prevenzione e sugli investimenti conseguenti in tutto il settore legato al dissesto idrogeologico del nostro territorio, che sta rendendo la nostra provincia e le nostre comunit\u00e0 sempre pi\u00f9 fragili e sottoposte a rischi importanti. La delineazione di una road-map delle emergenze\/interventi attuali e di quelle oggettivamente presenti deve diventare azione per richiedere al Governo e alla Regione Veneto risorse certe per un territorio interamente montano.<br \/>\nOccorre coniugare preservazione delle potenzialit\u00e0 del territorio col suo utilizzo sostenibile e col rilancio del settore dell&#8217;edilizia:<br \/>\nabbandonando la logica del &#8220;consumo del territorio&#8221; orientandoci verso il recupero del patrimonio edilizio esistente ed il suo efficientamento energetico;<br \/>\nrafforzando la cura del territorio, la prevenzione del dissesto idrogeologico attraverso un piano straordinario per le aree pi\u00f9 esposte e il rilancio dell\u2019attivit\u00e0 di minuta manutenzione del territorio su cui alcune Unioni montane in particolare hanno dato prova di capacit\u00e0 operativa e di lungimiranza pianificatoria.<\/p>\n<p>3. Gestione dell\u2019edilizia scolastica<\/p>\n<p>Gli esiti delle perizie sismiche sugli edifici scolastici indicano l\u2019urgenza e la necessit\u00e0 di corposi interventi di miglioramento\/adeguamento sismico. Le pur scarse risorse disponibili &#8211; oltre che sulla difesa del suolo &#8211; continueranno pertanto ad essere destinate ad interventi di miglioramento sismico e di efficientamento energetico degli immobili scolastici di propriet\u00e0 della Provincia. Anche in questo modo (come per esempio con lo strumento \u201cInvestiscuola\u201d, ex Unico studenti) si garantiscono alle giovani generazioni di poter raggiungere i migliori risultati formativi nel proprio contesto di vita e nel quadro di rapporti sociali che le facciano crescere senza eccessivi sacrifici in termini di mobilit\u00e0.<\/p>\n<p>4. Viabilit\u00e0 e trasporti<\/p>\n<p>Il tema della viabilit\u00e0 e trasporti \u00e8 centrale per il futuro della nostra provincia. La conformazione del territorio e gli indici di densit\u00e0 abitativa impongono il ripensamento del sistema della mobilit\u00e0 provinciale non solo nell&#8217;ottica di &#8220;ridurre le distanze&#8221; del vasto territorio provinciale, ma anche come opportunit\u00e0 di sviluppo socioeconomico. La rete ferroviaria rappresenta oggi una infrastruttura che ha bisogno di esser adeguata. Il Treno delle Dolomiti resta un\u2019opportunit\u00e0, ma pu\u00f2 essere sviluppato solo con un intervento strutturale sulla tratta Ponte nelle Alpi-Calalzo in grado di assicurare un valido livello competitivo con la gomma. Parimenti, la realizzazione del collegamento Feltre-Primolano \u00e8 fondamentale per il completamento dell\u2019anello delle Dolomiti; questo intervento appare anzi prioritario alla luce della realizzazione del tunnel ferroviario del Brennero, in quanto la linea Bolzano-Trento-Feltre-Treviso-Venezia appare il collegamento pi\u00f9 veloce per collegare l\u2019Europa centrale con Venezia. In quest\u2019ottica, altrettanto strategica \u00e8 l\u2019elettrificazione della linea Montebelluna-Feltre-Belluno-Ponte nelle Alpi-Conegliano, per evitare l\u2019isolamento della linea ferroviaria dal sistema di mobilit\u00e0 ferroviaria regionale ed eliminare le rotture di carico di Montebelluna e Conegliano che creano disagi e allungano i tempi di percorrenza. Da valutare attraverso uno studio di fattibilit\u00e0 anche il progetto ferroviario Belluno-Bribano-Caprile. Altro obiettivo \u00e8 legato all\u2019integrazione gomma-rotaia. Esperienze non lontane (come ad esempio il &#8220;trenino della Val Venosta&#8221;) ed interessanti studi (Confindustria) dimostrano come l&#8217;integrazione gomma-rotaia rappresenti una leva per il superamento della anti-economicit\u00e0 e lo sviluppo del tessuto socioeconomico del territorio. In attesa di definire in questo senso i termini della gara relativa al TPL in provincia di Belluno, l\u2019impegno \u00e8 di assicurare un sempre pi\u00f9 veloce collegamento su ferrovia con la pianura e di porre rimedio al gap di costo degli abbonamenti per il trasporto su gomma per chi abita nelle zone pi\u00f9 lontane dai centri maggiori. La gara del TPL sar\u00e0 inoltre l\u2019occasione per rivedere complessivamente le modalit\u00e0 di erogazione del servizio, introducendo almeno nei centri maggiori il servizio di Prontobus nelle fasce di morbida, in luogo delle corse di linea e creando un sistema di trasporto pubblico urbano ancor pi\u00f9 efficace.<br \/>\nPer superare la marginalit\u00e0 della provincia con i territori confinanti e la marginalit\u00e0 delle aree interne, occorre inoltre completare la viabilit\u00e0 strategica provinciale. Gli investimenti del Piano Anas legati ai campionati mondiali di sci alpino di Cortina 2021 permetteranno di migliorare la sicurezza e il flusso di traffico sulla statale 51 di Alemagna. Interventi di messa in sicurezza riguarderanno anche la 51 bis (soluzione Coltrondo in particolare) e la ss 52 Carnica, ma l\u2019obiettivo \u00e8 una politica volta al completamento di tutta la viabilit\u00e0 provinciale:<br \/>\nfavorendo i collegamenti intervallivi rapidi e sviluppando e completando i progetti di circonvallazione dei centri urbani completamento della variante di Feltre con la prosecuzione della Fenadora-Anz\u00f9, variante di Mel, collegamento su fiume Piave Mel-Santa Giustina, completamento viabilit\u00e0 tra Lentiai e Busche, collegamento con la Pedemontana veneta e miglioramento SR 348 Feltrina);<br \/>\navvicinando Agordino, Feltrino, Belluno e Valbelluna all&#8217;autostrada mediante il tunnel Sagrogna-Cadola o altri interventi per avvicinare la destra Piave e l\u2019Agordino<br \/>\naffrontando in modo deciso il nodo delle strade esistenti mediante un piano straordinario di manutenzioni;<br \/>\nconcretizzando interventi migliorativi e di messa in sicurezza in Agordino (tangenziale di Cencenighe e Alleghe, strada Valle del Mis), dove servono interventi urgenti e improcrastinabili.<\/p>\n<p>Di rilevante importanza resta il futuro della partecipata Veneto Strade, sulla quale dovranno essere prese decisioni condivise per garantire la manutenzione delle strade provinciali ed ex Anas e investimenti strategici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>5. Cura dello sviluppo strategico del territorio<\/p>\n<p>La fondamentale funzione individuata dalla legge Delrio per la Provincia montana di confine merita di essere coltivata e portata avanti secondo la visione di sistema descritta in apertura del presente documento. E\u2019 avvilente notare che tale particolare \u201cstatus\u201d non trova riscontro nell\u2019assegnazione delle risorse da parte dello Stato. Ci\u00f2 comunque non impedisce alla Provincia di esercitare un ruolo positivo sulle principali progettualit\u00e0 strategiche attualmente in cantiere (dalla banda larga alla grande viabilit\u00e0, dallo sviluppo della rete ferroviaria alla diffusione di servizi di eccellenza di rango elevato, alle grandi infrastrutture di rete, ecc.).<\/p>\n<p>6. Sostegno e promozione delle attivit\u00e0 economiche<\/p>\n<p>Con la legge regionale n. 18 sulle aree di confine, la Provincia di Belluno ha maturato un\u2019importante esperienza di accompagnamento delle PMI nei loro programmi di investimento e merita di ampliare ancor di pi\u00f9 tali competenze. In ogni caso la Provincia, d\u2019intesa con la Camera di commercio e le associazioni di categoria, favorir\u00e0 ogni utile iniziativa volta a rafforzare e diffondere il modello di sviluppo intersettoriale, che con risultati significativi l\u2019ha contraddistinta negli ultimi cinquant\u2019anni.<\/p>\n<p>7. Turismo<\/p>\n<p>Il turismo \u00e8 una parte consistente dell&#8217;economia di tutta provincia di Belluno che ha capacit\u00e0 di offerta diverse, ma tutte da valorizzare e da promuovere. Che il nostro territorio abbia delle potenzialit\u00e0 enormi \u00e8 notorio come noto \u00e8 anche il fatto che la nostra offerta turistica non sia oggi adeguata alle esigenze del comparto e che la nostra capacit\u00e0 di promozione anche attraverso i canali regionali non sia efficace. E&#8217; sufficiente prendere visione dei numeri relativi al comparto turistico e confrontarli con quelli delle Province limitrofe per renderci conto che a questa Provincia manca strategia, organizzazione, marketing e mezzi per migliorare.<br \/>\nL&#8217;obiettivo deve essere quello di potenziare l&#8217;offerta turistica e soprattutto di costruire prodotti turistici partendo da una strategia condivisa a livello provinciale che tenga conto delle diverse particolarit\u00e0 del territorio, come l\u2019esperienza del cicloturismo sta cominciando a far emergere. Senza dubbio, la Provincia deve caratterizzarsi per una strategia turistica improntata alla sostenibilit\u00e0 ambientale; in particolare, il turismo sostenibile e slow, incentrato sulle potenzialit\u00e0 culturali, artistiche, architettoniche, storiche, e sulla fruizione del paesaggio e degli itinerari naturali, deve caratterizzare la strategia turistica della Valbelluna, intesa come sottosistema turistico coerente e differenziato, nell\u2019ambito dell\u2019offerta turistica generale della Provincia.<br \/>\nLa costituzione della DMO &#8211; da molti ritenuta una chiave di volta per lo sviluppo auto propulsivo del settore turistico &#8211; ha fatto emergere ampi margini di miglioramento su cui concentrare i programmi di lavoro. L\u2019intervento straordinario a cura del Fondo dei Comuni di confine per una nuova politica di marketing e le aspettative legate all\u2019evento di Cortina 2021 devono essere occasioni vincenti per realizzare un salto di qualit\u00e0 a livello di sistema, che l\u2019ente Provincia cercher\u00e0 di accompagnare con condizioni di contorno e di contesto adeguate alla globalizzazione del mercato turistico. In questa prospettiva, si pone l\u2019impegno della Provincia per l\u2019infrastrutturazione materiale e immateriale del territorio di cui occorre farsi carico per non segnare il passo in termini di concorrenza fra territori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>8. Agricoltura e foreste<\/p>\n<p>Occorre ridare slancio all&#8217;agricoltura, determinante anche per aspetti sociali, ambientali e culturali. L&#8217;azienda agricola gioca un ruolo fondamentale di salvaguardia di un patrimonio, delicato e complesso, fatto di beni ambientali, paesaggistici, culturali, di tradizioni, di biodiversit\u00e0, di produzioni biologiche e di alta qualit\u00e0, di offerta agrituristica qualificata e di sicurezza alimentare. Il territorio rurale va inteso nella sua accezione pi\u00f9 ampia di ambiente fisico e di insieme di valori storici e culturali, in cui coesistono forme produttive tipiche e tradizionali che, sostenute e concertate con l&#8217;attivit\u00e0 delle comunit\u00e0 locali, possano efficacemente innescare forme di vitalit\u00e0 economica in armonia con la valorizzazione e la conservazione delle risorse ambientali sociali e culturali. La sfida \u00e8 puntare ad una agricoltura non marginale, ma di qualit\u00e0 elevata, facendo leva sui prodotti tipici e biologici, sulle trasformazioni e sull&#8217;interazione con un turismo collegato alla natura e alla degustazione di cibi peculiari strettamente legati all&#8217;identit\u00e0 e alla cultura dei luoghi. La Provincia non mancher\u00e0 di partecipare a tutte le iniziative che intendono dare corpo sia al Biodistretto delle Dolomiti bellunesi sia alla sempre pi\u00f9 diffusa valorizzazione dei \u201cprodotti di montagna\u201d secondo le direttive Ue.<\/p>\n<p>9. Caccia e pesca<\/p>\n<p>La recente legge regionale 8 agosto 2017 n. 27, di adeguamento della normativa sulla caccia, rappresenta un vulnus profondo all\u2019autonomia amministrativa della Provincia di Belluno, innanzitutto perch\u00e9 viola la previsione dello Statuto regionale che alla Provincia medesima assegna tale materia, ma anche perch\u00e9 viene meno un originale e specifico modello di gestione faunistica, costruito negli anni insieme con il mondo venatorio, un modello destinatario di importanti e puntuali riconoscimenti da parte del mondo scientifico.<br \/>\nCi\u00f2 premesso, sar\u00e0 impegno personale e collegiale del candidato Presidente far ripristinare nella legislazione regionale le competenze da sempre riconosciute alla Provincia di Belluno. Non \u00e8 infatti condivisibile l\u2019azzeramento del piano faunistico-venatorio provinciale, il superamento delle tradizioni di autonomia gestionale dei comprensori alpini e tanto meno l\u2019ipotesi di costituire un Servizio regionale di vigilanza coinvolgendo e assorbendo in un\u2019unica struttura centrale il personale della Polizia provinciale, lasciando tra l\u2019altro impregiudicato il tema delle sanzioni amministrative.<br \/>\nUn altrettanto duro colpo alla specificit\u00e0 bellunese &#8211; in relazione anche allo stretto legame che ne scaturisce rispetto alla delicata gestione delle risorse idriche &#8211; \u00e8 rappresentato dalla previsione della L.R. 30\/2016 che pure sottrae alla Provincia un\u2019altra materia prevista dallo Statuto del Veneto: vale a dire la disciplina dell\u2019esercizio della pesca nelle acque interne (attivit\u00e0 sempre pi\u00f9 di interesse turistico), l\u2019organizzazione dei bacini di pesca e la salvaguardia dell\u2019ecosistema acquatico nel suo complesso. Anche per questo argomento sar\u00e0 impegno personale e collegiale del candidato Presidente trovare soluzioni per riportare a s\u00e9 la pluriennale esperienza di buone pratiche realizzate dalla Provincia di Belluno con significativi echi scientifici anche sul piano internazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>10. Risorse idriche ed energetiche<\/p>\n<p>E\u2019 noto che la provincia di Belluno risulta fortemente interessata da importanti prelievi delle sue risorse idriche, da parte sia dei grandi concessionari per la produzione di energia idroelettrica sia dei soggetti &#8211; prevalentemente privati &#8211; interessati a valorizzare le fonti rinnovabili attraverso varie \u201ccentraline\u201d ad acqua fluente sia dei consorzi di bonifica della pianura rispetto ai quali il territorio bellunese ha poche possibilit\u00e0 di interlocuzione attiva. Un tema cos\u00ec delicato &#8211; non a caso da anni si parla di un latente \u201cconflitto\u201d dell\u2019acqua &#8211; necessita di strategie unitarie a livello di area vasta, che dichiarino in modo netto l\u2019indisponibilit\u00e0 della Provincia di Belluno a iniziative speculative in materia di sfruttamento delle risorse idriche, impegnando la Provincia a dare piena e compiuta attuazione alle prescrizioni e agli obiettivi di tutela dei corpi idrici come previsto dalla Direttiva acque 60\/2000 dell\u2019Unione europea.<br \/>\nNel frattempo, si avvicina la scadenza (2029) delle grandi concessioni in essere, in provincia gestite tutte dal gruppo Enel. Rispetto a questa partita (che la Strategia energetica nazionale non manca di definire \u00abdi grande livello strategico\u00bb considerata \u00abla particolare flessibilit\u00e0 e continuit\u00e0 di esercizio\u00bb assicurata dalla fonte idroelettrica) si tratta fin da subito di mettere gli Enti locali bellunesi in una posizione che non sia solo subalterna, vuoi per il livello degli investimenti richiesti (dai meccanismi d\u2019asta), vuoi per le diverse sensibilit\u00e0 che il tema riflette fra gli amministratori, gli stakeholders e l\u2019opinione pubblica. La Provincia di Belluno, assieme ai Comuni e alle loro societ\u00e0 partecipate, deve essere in grado di costruire una proposta operativa che porti alla rinegoziazione delle concessioni storiche, finalizzata al reperimento delle risorse necessarie allo sviluppo socio-economico del territorio e ad esplorare tutti gli scenari che promuovano un uso responsabile e consapevole della risorsa acqua nell\u2019interesse, appunto, del territorio. Con il gruppo Enel va aperto un tavolo che non trascini all\u2019infinito il contenzioso in fieri sui sovracanoni pregressi, ricalcolati alla luce delle portate consentite dal principio del minimo deflusso vitale e di valutare, in modo trasparente, le condizioni per meglio affrontare la scadenza 2029. Con lo stesso gruppo Enel e soprattutto con Terna, la Provincia chieder\u00e0 con forza l\u2019eliminazione dei tralicci nelle zone abitate cercando di ottenere l\u2019interramento delle principali nuove linee di interconnessione di cui da anni si sta discutendo.<br \/>\nUltimo, ma non per ultimo, dobbiamo porci l\u2019obiettivo strategico di intervenire in maniera strutturale e sistematica sugli acquedotti e sulle opere di presa d\u2019acqua per uso potabile, dedicando a ci\u00f2 risorse straordinarie aggiuntive: i cambiamenti climatici, le estati e gli inverni sempre pi\u00f9 caldi, la diminuzione costante delle precipitazioni idriche e nevose, lo stato delle nostre reti, ci dicono che fra vent\u2019anni, forse anche prima, l\u2019approvvigionamento di acqua potabile diventer\u00e0 un problema primario anche nella nostra Provincia. Non \u00e8 pensabile che in aree montane il costo integrale del servizio si basi sul principio del \u201cfull recovery cost\u201d: per questo la Provincia si impegna a chiedere la discussione della Legge di iniziativa popolare relativa a diverse modalit\u00e0 di gestione del servizio idrico integrato.<\/p>\n<p>11. Programmazione provinciale della rete scolastica<\/p>\n<p>Occorre valutare con attenzione, nei tavoli d&#8217;ambito o di distretto, l&#8217;attivazione di nuovi indirizzi di studio, evitando l&#8217;inutile e dispersiva moltiplicazione degli stessi, potenziando gli indirizzi che abbiano concrete potenzialit\u00e0 occupazionali e allo stesso tempo che siano congruenti con l&#8217;idea guida dello sviluppo strategico provinciale (agricoltura, bioedilizia ed energia, turismo sostenibile, arti e mestieri) assicurando particolare attenzione e sostegno alle proposte delle zone pi\u00f9 disagiate e periferiche della provincia. L\u2019istituto agrario \u201cDella Lucia\u201d di Feltre viene riconosciuto come istituto di riferimento provinciale per la didattica e la ricerca nel settore dell\u2019agricoltura e della biodiversit\u00e0 coltivata; va altres\u00ec sostenuto lo sforzo di Confindustria e della Provincia di Belluno per realizzare presso l\u2019IIS \u201cNegrelli-Forcellini\u201d di Feltre il Digital Innovation Hub della Provincia di Belluno. La specificit\u00e0 bellunese deve tradursi in ambito scolastico nel riconoscimento delle peculiarit\u00e0 demografiche e territoriali. Va quindi perseguita la piena attuazione di quelle norme che prevedono deroghe per le realt\u00e0 geografiche in cui non sono assolutamente applicabili i parametri di formazione delle classi fissati dalla normativa stessa. Il contingente di docenti annualmente assegnato alla provincia deve essere in tal senso adeguato. In ogni caso va data massima attenzione alle iniziative che introducono elementi di innovazione didattica e che contrastino i fenomeni di dispersione scolastica, presenti anche sul nostro territorio.<\/p>\n<p>12. Assistenza tecnico-amnministrativa agli Enti locali<\/p>\n<p>La Provincia di Belluno intensificher\u00e0 quanto stanno gi\u00e0 facendo altre Province a favore e a servizio dei Comuni del territorio per facilitare il superamento da parte loro delle piccole dimensioni demografiche e per sopperire alle loro principali necessit\u00e0 in termini di capacit\u00e0 operative e di svolgimento dei propri compiti istituzionali in modo efficiente ed efficace. La Stazione appaltante unica e alcuni \u201cuffici comuni\u201d gi\u00e0 avviati possono rappresentare un buon punto di partenza. Ovviamente, l\u2019impasse creatasi con le norme emergenziali di carattere nazionale, prima e dopo l\u2019esito della riforma costituzionale del 2016, non consente di progettare adeguate risposte a tal fine, tuttavia la disponibilit\u00e0 esiste e va dichiarata in termini di leale collaborazione.<\/p>\n<p>13. Servizi pubblici a rete: i futuri rapporti con i Consigli di bacino<\/p>\n<p>Come del resto anche l\u2019UPI Veneto ha ritenuto di segnalare, si ritiene coerente con l\u2019attuale assetto degli enti di area vasta, un cui organo \u2013 l\u2019assemblea dei Sindaci &#8211; risulta perfettamente coincidente con l\u2019assemblea di bacino, assegnare direttamente alle Province il ruolo di autorit\u00e0 d\u2019ambito per la regolazione dei servizi pubblici locali \u201ca rete\u201d (acqua, rifiuti, tpl) valutando anche una contestuale soppressione degli attuali organismi intermedi. La Provincia \u00e8 un ente che rappresenta gli interessi generali della sua comunit\u00e0 territoriale e ne coordina lo sviluppo locale. Pertanto le funzioni che non possono essere esercitate a livello puntuale (del singolo Comune) devono essere esercitate dalla Provincia a livello di area vasta. Ci\u00f2 va recepito nella legislazione regionale di settore.<\/p>\n<p>14. Cura delle relazioni istituzionali con i territori montani contermini<\/p>\n<p>La Provincia di Belluno partecipa attivamente ai seguenti organismi:<\/p>\n<p>Comitato paritetico per i fondi dei Comuni di confine (FCC)<br \/>\nFondazione Dolomiti Unesco, di cui sia pure nel periodo commissariale ha tenuto la presidenza del primo triennio<br \/>\nFondazione Cortina 2021<\/p>\n<p>Anche per arricchirsi di buone pratiche, dovrebbe essere maggiormente coinvolta dalla Regione Veneto nelle politiche interregionali, nazionali ed europee, rivolte ai territori montani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>15. Politiche transfrontaliere e fondi europei<\/p>\n<p>La nuova programmazione dei Fondi Europei 2014\/2020 poteva rappresentare una straordinaria opportunit\u00e0 per lo sviluppo socio-economico dell\u2019intero territorio provinciale. Innumerevoli sono infatti i fondi, sia a gestione diretta che indiretta, che vedranno quali potenziali beneficiari, seppur in via non esclusiva, enti, imprese ed associazioni situate nella Provincia di Belluno. Ancora una volta per\u00f2, come peraltro avvenuto nel precedente periodo di programmazione tali realt\u00e0 sono costrette a rapportarsi con queste opportunit\u00e0 in modo frammentato e disarticolato e, cosa ancor peggiore, il territorio provinciale vede venir meno qualsiasi seria possibilit\u00e0 di sviluppo territoriale integrato di area vasta, vista la quasi completa assenza di una qualche specificit\u00e0 territoriale provinciale o sub provinciale nei piani operativi adottati. Se tale situazione pu\u00f2 considerarsi scontata in riferimento ai fondi a gestione diretta non pu\u00f2 certo dirsi altrettanto per i fondi a gestione indiretta dove tale situazione \u00e8 frutto di precise scelte di programmazione da parte della Regione. Alla Provincia di Belluno e alla sua specificit\u00e0 non basta certo partecipare ai tavoli di partenariato, ai quali \u00e8 invitata, ma serve una pi\u00f9 stretta e strutturata connessione con le strutture regionali di riferimento. Anche per questo motivo la cooperazione con le realt\u00e0 montane contermini non \u00e8 riuscita a sviluppare le potenzialit\u00e0 che le competenze rafforzate della legge Delrio e le norme della L.R. 25 lasciavano intravvedere.<\/p>\n<p>16. Cultura<\/p>\n<p>La Provincia deve assumere un ruolo strategico di riferimento\/coordinamento nel settore culturale anche per le potenzialit\u00e0 turistiche. In particolare si intende rilanciare il Museo Etnografico provinciale di Seravella come fulcro culturale e turistico della Provincia, ben consci che esso riveste il fondamentale ruolo di tutela e custodia delle tradizioni e dei valori stessi del nostro territorio. Esso dovr\u00e0 porsi come uno dei centri di sviluppo dell\u2019intera area provinciale; uno sviluppo che sia sostenibile, attento alla salvaguardia delle bellezze paesaggistiche e rurali di tutto il territorio bellunese e che abbia come punto imprescindibile di partenza la conoscenza e la valorizzazione della nostra cultura montana e agricola.<br \/>\nNello specifico si lavorer\u00e0 per permettere la realizzazione dei necessari\u00a0interventi di manutenzione e restauro dell&#8217;intero complesso e per garantire la promozione del Museo stesso, aprendolo al territorio come suggestiva sede per attivit\u00e0 di valorizzazione turistica, ma anche come punto di promozione e vendita dei prodotti tipici locali, prevedendo la possibilit\u00e0 di realizzare un punto ristoro. Fondamentale per il rilancio della struttura sar\u00e0 offrire l\u2019opportunit\u00e0 di un servizio di trasporto che transiti per il Museo, al fine di renderlo maggiormente accessibile ai flussi turistici.<br \/>\nIndispensabile sar\u00e0 operare affinch\u00e9 il Museo Etnografico, assieme agli altri istituti culturali della provincia, diventi parte di una Rete Museale provinciale integrata, capace di programmare azioni comuni di salvaguardia, valorizzazione e promozione generale di tutta la provincia e dei suoi musei, con la programmazione di eventi culturali ed artistici, di mostre e di percorsi cicloturistici, itinerari naturalistici ed enogastronomici. Infine, un ruolo importantissimo deve essere assegnato all\u2019attivit\u00e0 didattica e divulgativa rivolta a bambini e ragazzi delle scuole, ma anche a tutti i nostri concittadini, perch\u00e9 \u00e8 solo dalla conoscenza delle cose e dei tesori preziosi che il nostro territorio conserva, che pu\u00f2 derivare l\u2019amore, il rispetto e quindi la tutela e la salvaguardia di tutte le bellezze naturalistiche, culturali, artistiche presenti nella provincia di Belluno.<br \/>\nFondamentale inoltre sar\u00e0 salvaguardare e potenziare la rete delle biblioteche, vero e proprio fiore all\u2019occhiello della nostra Provincia.<\/p>\n<p>17. Rifiuti<\/p>\n<p>Particolare attenzione merita il tema dei rifiuti che, a seguito della costituzione dell&#8217;Ente di Bacino provinciale, offre in prospettiva la possibilit\u00e0 di avviare ragionamenti nell&#8217;ottica del ciclo integrato nel perimetro del nostro Ambito. La L.R. n. 52 del 31 dicembre 2012 istituisce i bacini territoriali per la gestione dei rifiuti urbani, cui attribuisce funzioni di organizzazione e controllo diretto del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani attraverso i consigli di bacino. La successiva perimetrazione degli ambiti individua per la nostra provincia un unico ambito &#8220;per lo svolgimento delle attivit\u00e0 connesse alle funzioni di programmazione, organizzazione, affidamento e controllo del servizio pubblico di gestione integrata dei rifiuti urbani&#8221;. Queste linee di indirizzo obbligano in prospettiva i Comuni ad individuare modelli pianificatori e gestionali tesi a superare l&#8217;attuale gestione frammentata degli RSU del territorio e ad una migliore pianificazione impiantistica e logistica funzionale agli obiettivi legati comunque al mantenimento di una gestione pubblica.<br \/>\nLa societ\u00e0 Dolomiti Ambiente, di propriet\u00e0 provinciale, che gestisce il Maserot, rimane il punto di riferimento su cui implementare strategie per il trattamento anche di altre realt\u00e0 merceologiche. A tal fine occorre che provincia e comuni analizzino a fondo il tema delle esperienze, partendo da quelle locali, verificandone costi, benefici ed applicabilit\u00e0 nel particolare territorio bellunese al fine di individuare percorsi di gestione del servizio nella logica dell&#8217;area vasta.<br \/>\nTale ottica potr\u00e0 perseguire, in prospettiva, gli obiettivi di:<br \/>\nunificare le gestioni esistenti, semplificando i soggetti e condividendo le strategie;<br \/>\nindividuare un modello gestorio in grado di sostenere gli investimenti necessari;<br \/>\nsviluppare l&#8217;impiantistica di servizio nell&#8217;ambito del nuovo scenario di raccolta differenziata;<\/p>\n<p>18. Sanit\u00e0<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle deleghe in capo alla Provincia di Belluno, rimane determinante riuscire a mantenere gli attuali parametri dei servizi socio-sanitari, mantenendo invariati i parametri quali-quantitativi degli Ospedali di Lamon, Agordo, Pieve di Cadore, Belluno e Feltre, sfruttando l\u2019occasione del nuovo Atto aziendale e, in prospettiva, delle nuove schede di dotazione ospedaliera, per costruire un modello sanitario e socio-sanitario a rete, in un\u2019ottica di complementariet\u00e0 fra gli ospedali, valorizzando le eccellenze esistenti e sviluppando a partire da queste le specifiche vocazioni di ogni plesso. Il ruolo dei servizi di urgenza ed emergenza medica, per garantire reale parit\u00e0 d&#8217;accesso a servizi spesso &#8220;salvavita&#8221;, deve diventare linea di indirizzo praticata soprattutto nelle aree pi\u00f9 marginali. Ci\u00f2 deve avvenire attraverso il capillare potenziamento e qualificazione sanitaria del trasporto rotabile e del servizio di elisoccorso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>STRUMENTI DI RACCORDO<\/strong><\/p>\n<p>Il pi\u00f9 importante strumento di raccordo politico-istituzionale \u00e8 senza dubbio l\u2019assemblea dei Sindaci. L\u2019esperienza finora maturata va migliorata (ne sar\u00e0 organizzata almeno una al mese) per favorire una sempre pi\u00f9 ampia visione, del Bellunese, come sistema montagna e area vasta specifica per un confronto costante sulle varie tematiche d\u2019attualit\u00e0.<\/p>\n<p>A fianco dell\u2019assemblea dei Sindaci opera il tavolo di rappresentanza territoriale denominato \u201cConferenza degli enti locali bellunesi\u201d di cui all\u2019art. 15 della L.R. 25. Anche questo organismo pu\u00f2 rappresentare un\u2019utile sede di confronto soprattutto per quanto riguarda la cooperazione interistituzionale (enti di prossimit\u00e0 e loro forme associative; ente di area vasta). Il confronto con le Associazioni di categoria e quelle sindacali si pone inoltre come obiettivo di condividere strategie e iniziative volte al perseguimento di una visione comune del territorio.<\/p>\n<p>Con lo stesso spirito la Provincia non mancher\u00e0 di rapportarsi con gli organismi pubblico\/privati che la legislazione regionale contempla: in particolare oltre alla gi\u00e0 citata Dmo, i due Gal e le due Ipa e di proporre, a questi tavoli, progettualit\u00e0 di area vasta.<\/p>\n<p>La Provincia parteciper\u00e0 a tutti i tavoli tematici interistituzionali che si formeranno a livello sia locale che nazionale. Oltre al gi\u00e0 citato Comitato paritetico per i fondi dei Comuni di confine, anche la partecipazione come socio fondatore della Fondazione Cortina 2021.<\/p>\n<p>Con il Consorzio BIM, la collegata societ\u00e0 Sit Srl e il Centro Studi Bellunese la Provincia favorir\u00e0 la ricerca di ogni pi\u00f9 utile scenario di carattere collaborativo al fine di valorizzare le rispettive competenze e di evitare duplicazioni di attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Un cenno infine al mondo del volontariato che, per quanto riguarda sia la protezione civile sia l\u2019escursionismo d\u2019alta montagna (CAI), ha sempre trovato nella Provincia un\u2019interlocutrice di prim\u2019ordine e che nel prosieguo dovr\u00e0 comunque mantenere tale vitale rapporto, pur nelle enormi difficolt\u00e0 finanziarie che sussistono nei confronti di questo ambito della societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>UNA CONCLUSIONE DI METODO<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019impegno del candidato Presidente sar\u00e0 rivolto alla ricerca della pi\u00f9 ampia unit\u00e0 d\u2019intenti tra tutti i livelli di governo locale, interagendo con l\u2019opinione pubblica per realizzare un dialogo costruttivo, tempestivo e trasparente con la Stato, il Parlamento, il Governo, la Regione allo scopo di rilanciare le funzioni assegnate alla Provincia montana di Belluno dalla legge Delrio e dallo Statuto della Regione del Veneto. Fondamentale sar\u00e0 l\u2019appoggio che il Consiglio provinciale e l\u2019assemblea dei Sindaci esprimeranno a tale proposito, per cui a loro &#8211; fin d\u2019ora &#8211; va gratitudine e riconoscenza per il comune impegno civico che insieme porteremo avanti.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; PREMESSE La legge 56\/2014, cd. &#8220;Delrio&#8221;, l&#8217;art. 15 dello Statuto Regionale, la L.R. 25\/2014 sulla specificit\u00e0 montana, la L.R. 40\/2012 sulle Unioni Montane, la L.R. 11\/2013 sul turismo e la programmazione dei fondi europei 2014\/2020 hanno ridisegnato profondamente competenze e strumenti per il governo del territorio aprendo per gli Enti Locali ampi spazi decisionali. 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