{"id":8514,"date":"2009-09-29T21:40:14","date_gmt":"2009-09-29T20:40:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bellunopress.it\/?p=8514"},"modified":"2010-02-16T22:08:59","modified_gmt":"2010-02-16T21:08:59","slug":"per-gli-speciali-di-bellunopress-pubblichiamo-un-reportage-esclusivo-dal-libano-realizzato-da-giovanna-scotton-che-nellagosto-del-2009-era-al-seguito-del-contingente-italiano-presso-la-cellula-di","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2009\/09\/29\/per-gli-speciali-di-bellunopress-pubblichiamo-un-reportage-esclusivo-dal-libano-realizzato-da-giovanna-scotton-che-nellagosto-del-2009-era-al-seguito-del-contingente-italiano-presso-la-cellula-di\/","title":{"rendered":"Per gli Speciali di Bellunopress, pubblichiamo un reportage esclusivo dal Libano realizzato da Giovanna Scotton, che nell&#8217;agosto del 2009 era al seguito del Contingente italiano, presso la cellula di Pubblica Informazione del Comando Generale Sector West, area Unifil."},"content":{"rendered":"<p><strong>Sette giorni in Libano. Embedded con il berretto blu. Ricostruzione e dialogo per la pace, la \u201cvia italiana\u201d al peacekeeping<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/bandiere-leggeriss.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8534\" title=\"bandiere-leggeriss\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/bandiere-leggeriss.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"150\" \/><\/a>Settembre 2009 \u2013 A pochi giorni dall\u2019attentato a Kabul che ha provocato la morte di 6 soldati italiani, 15 civili afgani, il ferimento di 4 par\u00e0 e di oltre 40 persone tra la popolazione, il dibattito sulle missioni di pace infiamma i media, i tavoli politici e l\u2019opinione pubblica. L\u2019ondata di cordoglio e commozione per queste vittime riapre il confronto circa l\u2019opportunit\u00e0 e l\u2019efficacia della presenza delle forze internazionali in questi territori dilaniati da guerre. Risoluzioni Onu, regole d\u2019ingaggio, politica estera, nuovi scenari ed equilibri internazionali, terrorismo. C\u2019\u00e8 un po\u2019 di tutto questo e molto di pi\u00f9, nel dibattito in corso. Legalit\u00e0, sovranit\u00e0, legittimit\u00e0, sfruttamento delle risorse. Alcune situazioni sono davvero complicate ma ce ne sono alcune in cui il dispiegamento di una missione ONU sta producendo risultati importanti e visibili, in termini di stabilit\u00e0 e sviluppo. E\u2019 il caso del Libano.\u00a0<\/p>\n<p>Estate 2009, a 3 anni dal conflitto con Israele, che aveva portato il Libano ad affacciarsi nuovamente sul baratro di una guerra lunga e drammatica, questa terra appare non solo pacificata e tranquilla\u00a0ma in evidente stato di sviluppo e di crescita. E\u2019 ci\u00f2 che ho potuto osservare durante l\u2019estate nella zona Sud-Ovest del Libano, l\u2019area \u201cSector West\u201d in cui si dispiega l\u2019azione del contingente italiano Unifil, coordinata in questo momento dalla 132\u00b0 Brigata Corazzata Ariete di Pordenone, sotto la guida del Comandante Generale di Brigata Carmelo De Cicco. L\u2019area di competenza dei baschi blu italiani, va dal fiume Litani, confine naturale tra nord e sud del paese, fino alla \u201clinea di demarcazione\u201d con Israele, 30 km di costa mediterranea, compresa la citt\u00e0 di Tiro, che si allarga ad\u00a0Est,\u00a0per altri 25 km. Di questi, 12 km sono sul confine putativo tra Libano e Israele, la cosiddetta Blue Line. La regione, divisa nelle due province di Bint Jubail e di Tiro, sta vivendo un momento di ottimismo e rinata fiducia, sentimenti inconcepibili fino a qualche tempo fa\u2019.\u00a0<\/p>\n<p>Colpisce il numero di case appena costruite e\u00a0il fiorire di\u00a0 cantieri\u00a0in tutte le municipalit\u00e0 dell&#8217;area. E colpiscono ancor di pi\u00f9 lo sfarzo, la cura e la scelta dei materiali utilizzati per queste nuove costruzioni che ricordano, in molti casi, case fiabesche di disneyana memoria. Ville\u00a0e palazzetti che somigliano pi\u00f9 a piccoli castelli che a semplici abitazioni. Come quelle a ridosso del Comando Generale del\u00a0contingente italiano a Tibnin, affacciate sulla rigogliosa pineta, bonificata di recente dai nostri soldati che l\u2019hanno dotata, tra le altre cose, di aree picnic molto frequentate dalla popolazione. Una delle numerose testimonianze di un sentimento nuovo per i libanesi del Sud: il senso di sicurezza.<\/p>\n<p>In un Paese dilaniato, negli ultimi trent&#8217;anni, da guerre civili e conflitti armati, la parola sicurezza \u00e8 la chiave di volta di una volont\u00e0 di vita e di rinascita. Al Sud, in particolare, terra martoriata dai continui conflitti, guerriglie e passaggi di mano, infestata per decenni da mine, resti di munizioni e bombe, la popolazione ha finalmente trovato fiducia per investire nel proprio sviluppo territoriale e sociale. La presenza ed il lavoro di Unifil per stabilizzare il controllo sovrano delle Forze Armate Libanesi \u2013 le LAF \u2013 su un territorio, per decenni lasciato a s\u00e9 stesso, il pattugliamento della linea armistiziale, il continuo e paziente lavoro di mediazione e sensibilizzazione al dialogo delle due parti belligeranti sta producendo effetti sorprendenti.<\/p>\n<p>Il rapporto ufficiale ONU del 12 settembre 2006, all\u2019indomani dell\u2019armistizio tra Libano e Israele siglato con la Risoluzione 1701, elencava le stime ufficiali sui danni procurati al Paese, dopo 33 giorni di guerra: 1187 morti e 4092 feriti. Di questi, la maggior parte erano bambini. Circa un milione i profughi, di cui 735.000 all\u2019interno dello stesso Libano e 230.000 all\u2019estero. In aggiunta alla gi\u00e0 nutrita schiera di libanesi rifugiatisi e stabilitisi fuori dal proprio Paese a partire dagli anni \u201980. La maggior parte delle vittime e degli sfollati del 2006 provenivano dal Sud, territorio eletto di ritorsione della controparte perch\u00e9 roccaforte delle milizie di Hezbollah e ospite dei pi\u00f9 grandi campi profughi palestinesi del paese, quelli da cui partivano la maggior parte dei razzi diretti su Israele. Una terra priva, sin dal passato, di reali prospettive di sviluppo. Abbandonata dalla popolazione ad ogni ostilit\u00e0, invasa, svuotata e bombardata. Una terra in cui, ad ogni tornata bellica, si ricominciava a fare il conto delle ferite. Non si pu\u00f2 dimenticare che, oltre alle vittime, il conto dei danni infrastrutturali, della sola ultima guerra, fu davvero ingente: furono rasi al suolo 80 ponti, 600km di strade, 900 tra aziende, esercizi commerciali e fattorie, 31 tra aeroporti e porti, pi\u00f9 di 25 depositi di carburanti e danni serissimi ad interi tratti di rete elettrica ed idrica, oltre alla distruzione quasi totale dell\u2019intero sistema di irrigazione e coltivazione delle zone agricole. Con pi\u00f9 di 15.000 abitazioni distrutte. Ancora oggi, in alcune zone del Sud, si raggiunge il 75% di disoccupazione.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/case-in-costruzione-con-manifesti-martiri-hezbollah.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8516\" title=\"case-in-costruzione-con-manifesti-martiri-hezbollah\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/case-in-costruzione-con-manifesti-martiri-hezbollah.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"187\" \/><\/a>Ma la situazione \u00e8 cambiata molto. \u201c Ovunque si stanno realizzando case, strade, ospedali ed altre importanti infrastrutture \u2013 spiega il comandante De Cicco &#8211; grazie ai contributi dei paesi esteri ma anche agli investimenti dei libanesi che lavorano all\u2019estero e che hanno fiducia nella stabilit\u00e0 e nella sicurezza assicurate dai caschi blu sul terreno. Ora credono nel domani. E questa fiducia nel domani &#8211; sottolinea il generale- ha effetti concreti e tangibili, crea un circolo virtuoso che porta benessere sociale. Basti pensare che i dati diffusi dalla Banca nazionale libanese registrano, nel 2008, un incremento del prodotto interno lordo del 4% rispetto al precedente periodo di stagnazione. Una crescita davvero significativa \u2013 continua il generale De Cicco &#8211; ed uno dei pochi paesi nel mondo con questo slancio, nell\u2019attuale contesto economico mondiale\u201d<\/p>\n<p>Dopo 3 anni di operato congiunto di Unifil e forze regolari libanesi, constatare la fiducia della popolazione nella stabilit\u00e0 futura del Paese \u00e8 ben pi\u00f9 di un segnale di speranza nel difficile cammino verso la pace. E\u2019 una testimonianza che il Libano vuole vivere, lavorare e crescere e che non ha paura di investire. Soprattutto che non vuole un\u2019altra guerra. Gi\u00e0, perch\u00e9 questa guerra\u00a0 non \u00e8 ancora diventata pace ed \u00e8 orientato soprattutto a questo lo sforzo pi\u00f9 significativo del nostro Contingente. Di grande importanza, e riconosciute a livello internazionale, sono state le attivit\u00e0 operative dei soldati italiani nello sforzo di traghettare il paese dal momento del \u201ccessate il fuoco\u201d imposto dalla risoluzione 1701 verso una situazione di ripristino del controllo dello Stato sovrano libanese in tutte le aree del paese, in particolar modo nel Libano meridionale, l\u2019area assegnata ai nostri militari.<\/p>\n<p>\u201cIl Libano \u00e8 un Paese sovrano con organi efficaci e legittimi &#8211; spiega il Colonnello Giuseppe Perrone, responsabile della Pubblica Informazione presso la base di Tibnin &#8211; e Unifil \u00e8 una forza complementare, di supporto al Paese, con funzione di neutralit\u00e0, garanzia ed equilibrio tra le parti. Noi agiamo a tutela dell\u2019operato delle LAF, le Forze Armate Libanesi, con cui lavoriamo in attivit\u00e0 in coordinamento,\u00a0 &#8211; sottolinea il Colonnello Perrone &#8211; secondo le indicazioni specifiche della Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, che identificano, nel ripristino di una legittimit\u00e0 sovrana del Paese stesso e nella sospensione di ogni ostilit\u00e0, i punti fondamentali dell\u2019operato dei peacekeeper con l\u2019obiettivo finale di una pace duratura. Sono dunque le L.A.F. \u2013 insiste ancora il Colonnello &#8211; le dirette responsabili del controllo del proprio territorio. Unifil ha un ruolo d\u2019ausilio nelle attivit\u00e0 di segnalazione e controllo e interviene laddove le forze libanesi non riescano ad espletare pienamente le operazioni di intervento.\u201d Grandi ed efficaci sono infatti gli sforzi e le strategie per conseguire i compiti assegnati ai nostri militari che da tre anni assicurano che non avvengano attivit\u00e0 ostili di alcun tipo e che non vi siano armi illegali in circolazione e garantiscono la sicurezza dei confini e degli \u201centry points\u201d, al punto da poter oggi constatare un quadro d\u2019insieme davvero positivo, sul fronte della sicurezza e dello sviluppo della regione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_8517\" aria-describedby=\"caption-attachment-8517\" style=\"width: 280px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/cluster-bombs-ritrovata-dagli-sminatori-italiani.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-8517\" title=\"cluster-bombs-ritrovata-dagli-sminatori-italiani\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/cluster-bombs-ritrovata-dagli-sminatori-italiani.jpg\" alt=\"Cluster bombs ritrovate dagli sminatori italiani\" width=\"280\" height=\"187\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-8517\" class=\"wp-caption-text\">Cluster bombs ritrovate dagli sminatori italiani<\/figcaption><\/figure>\n<p>Gli italiani di Unifil sono impegnati nella ricostruzione infrastrutturale, nello sminamento e nella bonifica dalle cluster bomb, attivit\u00e0, questa, in cui sono considerati tra i migliori e grazie alla quale si sta procedendo alla riconsegna di grandi appezzamenti di terreno agricolo &#8211; tra cui anche rigogliosi agrumeti per i quali il Libano \u00e8 rinomato \u2013 con importanti ricadute sul benessere sociale ed economico di intere comunit\u00e0. Gli italiani del Decimo Reggimento genio guastatori stanno portando avanti una significativa opera di sminamento sia a \u201cfini umanitari\u201d che a fini \u201coperativi\u201d. La differenza tra le due tipologie sta nel fatto che quello operativo serve ad aprire un varco per permettere il passaggio delle truppe, dunque in funzione del fattore velocit\u00e0, con fattori di rischio pi\u00f9 elevati e legati ad una situazione d\u2019emergenza. Lo sminamento umanitario serve invece a restituire territori alla popolazione con la garanzia del 100% di sicurezza. \u201cUn lavoro delicatissimo e pregno di grande responsabilit\u00e0, \u2013 spiega il Tenete Colonnello Marco Schinzari, Comandante del Battaglione Ticino del Decimo, al lavoro nei pressi della base di Shama ma con responsabilit\u00e0 in tutta l\u2019area Sector West \u2013 le cluster bomb che infestano questi terreni sono molto pericolose, in particolar modo nei confronti dei bambini, che sono attratti da queste sub-munizioni perch\u00e9 attirano la curiosit\u00e0, quasi fossero giocattoli\u201d. Nel corso dell\u2019operazione Leonte, i genieri del Decimo sono riusciti a riconsegnare alla popolazione, proprio in questi giorni 7.500 mq di terreno agricolo bonificato negli ultimi 4 mesi. facenti parte di un totale di ben 27.000 mq bonificati fino ad oggi. Per questo lavoro, si sono guadagnati un elogio ufficiale, il riconoscimento del Portavoce del Segretario Generale delle nazioni Unite corredato dalla consegna, con una speciale cerimonia, della Medaglia Onu per il Peacekeeping. \u201cUn riconoscimento che ci riempie di orgoglio \u2013 commenta il Tenente Colonnello Schinzari \u2013 perch\u00e9 premia il lavoro duro e impegnativo di tutta la squadra che, con grande abnegazione, affronta quotidianamente un lavoro delicatissimo che richiede professionalit\u00e0, esperienza, pazienza e resistenza.\u201d. Le turnazioni hanno un limite temporale di 40 minuti al massimo, oltre il quale si rischia di non tenere pi\u00f9 la stessa concentrazione. Gli operatori infatti, lavorano in maniera minuziosa, accosciati e soli, anche se sempre circondati dal dispositivo di sicurezza e di intervento. Considerate le alte temperature , le specifiche caratteristiche morfologiche di alcuni tratti di terreno e la necessita&#8217; di indossare tute di protezione ed un casco pesantissimo, lavorare nelle\u00a0 B. A. C. &#8211; Battle Area Clearance \u2013 \u00e8 senza dubbio un impegno molto intenso.<br \/>\nMa la strategia dei nostri soldati non passa solo attraverso le attivit\u00e0 operative di tipo \u201cmilitare\u201d. Dietro questa rinascita c\u2019\u00e8 un lavoro intenso e complesso di attivit\u00e0, pianificazione, studio, professionalit\u00e0, dedizione, abnegazione, tenacit\u00e0 e voglia di dialogare. Le unit\u00e0 Cimic \u2013 Cooperazione civile-militare del contingente italiano di Unifil \u2013 svolgono una rosa di azioni a sostegno della popolazione attraverso iniziative che abbracciano le diverse esigenze di un popolo che, uscito da una guerra, ha bisogno di ricostruirsi da capo. Partendo dalla sensazione di fiducia nelle proprie capacit\u00e0. E l\u2019approccio umano degli italiani fa\u2019 davvero la differenza. Per questo motivo i libanesi ci amano tanto, \u00e8 forte l\u2019emozione e la sincerit\u00e0 con cui ci chiamano \u201cnostri fratelli\u201d, con cui ci chiedono di rimanere sempre in Libano. L\u2019approccio italiano \u00e8 riconosciuto anche dai colleghi internazionali di Unifil. \u201cThe italian way, a very special way \u201c mi dice un ufficiale belga,\u00a0 incontrato durante il Festival di Tibnin, organizzato nel bellissimo castello dei Crociati sovrastante il centro della citt\u00e0, danneggiato dai bombardamenti del 2006 e ristrutturato dai Baschi Blu italiani. Che l\u2019intesa sia speciale, lo si pu\u00f2 constatare dalla festosit\u00e0, dal calore e dalla gentilezza delle persone incontrate durante le attivit\u00e0 svolte insieme ai miei connazionali in divisa. La voglia di comunicare con noi e la gratitudine sono cos\u00ec forti da farmi sentire, a tratti, anche un po\u2019 in imbarazzo. \u201cGli italiani sono nostri fratelli \u2013 dice una mamma con i suoi tre bambini, intenti a fare la spesa al mercato \u2013 non vogliamo che vadano via, vogliamo che restino per sempre. Sono come noi\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_8518\" aria-describedby=\"caption-attachment-8518\" style=\"width: 280px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/mercato-tibnin_vecchina-spezie.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-8518\" title=\"mercato-tibnin_vecchina-spezie\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/mercato-tibnin_vecchina-spezie.jpg\" alt=\"Mercato di Tibnin\" width=\"280\" height=\"187\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-8518\" class=\"wp-caption-text\">Mercato di Tibnin<\/figcaption><\/figure>\n<p>Siamo andati al mercato di Tibnin, come fanno i soldati italiani ogni venerd\u00ec. Ci vanno disarmati, appositamente. La popolazione si ferma, ci chiama, ci viene a parlare e a stringere la mano. Una vecchina vende spezie e aromi, ci fermiamo al suo banco fatto di cestoni aromatici e grandi sacchi pieni di mercanzia. Mi sorride dolcissima, io le chiedo il permesso di fare una foto e lei accetta, con piacere e con orgoglio. Mi commuovo un po\u2019, penso a quante cose hanno visto questi occhi velati di grigio, lei percepisce la mia emozione e mi d\u00e0 un bacio sulla fronte. In Libano, il gesto di benevolenza pi\u00f9 grande. E aggiunge \u201cChe Dio ti benedica, figlia mia\u201d.<\/p>\n<p>I modi per aiutare la popolazione sono svariati: dalla visita settimanale ai mercati, per comprare i prodotti freschi locali e raccogliere le esigenze dei commercianti e della gente comune, all\u2019assistenza medica di base e di pronto intervento &#8211; che in Libano \u00e8 a pagamento &#8211; in particolar modo nelle aree rurali, ove si forniscono anche servizi di veterinaria. I nostri\u00a0 entrano anche nelle scuole, assicurando la fornitura di materiali scolastici ma anche insegnando l`italiano nelle classi, su richiesta dei libanesi stessi; vi \u00e8 un\u2019iniziativa molto particolare, apprezzatissima per la carica d\u2019innovazione portata alla concezione dell\u2019assistenza sociale: una volta la settimana i nostri soldati insegnano ai bambini diversamente abili a fare pane e pizza. Questi prodotti vengono venduti generando un virtuoso microsistema economico di autofinanziamento, oltre che insegnare un mestiere a questi ragazzi. E pare che i risultati siano ottimi. Un ruolo delicato ed importante viene svolto dalle donne presenti nelle nostre Forze Armate che condividono settimanalmente il rito del the` con le donne libanesi con cui parlano, scambiano opinioni e raccolgono le diverse sensibilit\u00e0 ed esigenze sui diversi ambiti del mondo femminile, da quello dei figli a quello del lavoro. Un accento particolare viene inoltre riservato alla partecipazione ed al sostegno ad iniziative culturali; queste, nell\u2019ultimo anno hanno avuto un boom notevole e continuano ad aumentare di pari passo con l\u2019aumentata percezione della sicurezza da parte dei libanesi.<\/p>\n<p>Gli sforzi messi in campo per una pace duratura\u00a0 trovano un target privilegiato di interlocuzione nei giovani.\u00a0 Intense e molteplici le attivit\u00e0 portate avanti dai nostri Baschi Blu negli istituti scolastici: dal corso di lingua italiana chiesto dai libanesi, alle attivit\u00e0 di pronto soccorso o ai corsi di cucito insegnato nelle classi femminili. \u201cE\u2019 forte la volont\u00e0 \u2013 dichiara il Comandante De Cicco &#8211;\u00a0 che le nuove generazioni ricevano un messaggio diverso da quello cui sono state abituate finora da genitori e nonni che hanno vissuto in guerra. Un messaggio di pace, di speranza&#8221;. Significativa, in questo senso, l\u2019iniziativa che i militari italiani organizzano ogni tanto con le scolaresche, invitate a trascorrere la giornata nelle basi, insieme ai soldati, mangiando con loro in mensa, salendo a bordo di quegli stessi mezzi che sono abituati a veder circolare nelle strade con i militari armati. \u201cIn quella che noi chiamiamo &#8216;la giornata con&#8217; &#8211; racconta De Cicco &#8211; i nostri soldati non hanno pi\u00f9 il giubbotto antiproiettile o l&#8217;elmetto e questo consente ai ragazzi di entrare in contatto con l\u2019uomo, lo stesso uomo che d\u00e0 loro sicurezza quando, in divisa, pattuglia le strade. Sempre in quest\u2019ottica \u2013 continua il generale De Cicco &#8211; abbiamo realizzato un collegamento in videoconferenza tra una scuola di Tiro e una di Torino. Oltre ai temi legati al percorso scolastico, i ragazzi si sono confrontati anche sullo stile di vita condotta nel rispettivo ambito sociale. C\u2019era molta curiosit\u00e0, ad esempio, tra i ragazzi libanesi di sapere come vivono i giovani italiani al di fuori della scuola&#8221;.<\/p>\n<p>I contatti con la popolazione sono favoriti anche dai rapporti con sindaci e rappresentanti locali delle diverse municipalit\u00e0 che, oltre a segnalare i casi di necessit\u00e0 sia tra la popolazione che nelle strutture pubbliche, incontrano regolarmente i militari per il mantenimento degli indirizzi stabiliti nella Risoluzione 1701, come ad esempio quello di mantenere la zona sgombra da armi illegali. Questa attivit\u00e0 \u00e8 molto delicata, nel Sud del Libano, roccaforte di Hezbollah, il \u201cpartito di Resistenza\u201d come lo definiscono esponenti e sostenitori. Qui si trovavano la maggior parte dei depositi di armi usate dagli Hezbollah durante l\u2019ultimo conflitto ed \u00e8 qui che la popolazione libanese ha sentito maggiormente l\u2019esigenza di difendersi dall\u2019offensiva israeliana. Arrivando a considerare legittima la detenzione di armi da guerra in casa, per ricacciare l\u2019invasione da parte del nemico. Lo spirito di collaborazione per\u00f2 e\u2019 molto forte.<\/p>\n<figure id=\"attachment_8519\" aria-describedby=\"caption-attachment-8519\" style=\"width: 280px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/ospitalita-dal-sindaco-di-shuur.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-8519\" title=\"ospitalita-dal-sindaco-di-shuur\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/ospitalita-dal-sindaco-di-shuur.jpg\" alt=\"Ospitalit\u00e0 dal sindaco di Shuur\" width=\"280\" height=\"187\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-8519\" class=\"wp-caption-text\">Ospitalit\u00e0 dal sindaco di Shuur<\/figcaption><\/figure>\n<p>A colloquio con il sindaco di Shuur \u00e8 emerso quanto spontaneo sia il senso di amicizia verso gli italiani. Il sindaco Ali El Zein, esponente di Hezbollah, ci ha parlato dell\u2019amore con cui i nostri Baschi Blu stanno aiutando e sostenendo \u201clo sforzo dei libanesi per cercare di trovare un modo per capirsi con il popolo d\u2019oltreconfine\u201d, gli israeliani, per l\u2019appunto. E per quanto ci sia la percezione di un lungo e difficile cammino verso il dialogo tra le parti, emerge con grande forza lo slancio con cui questa gente accoglie il tentativo dei nostri soldati di provare a trovare una strada.<br \/>\n\u201cGli italiani per noi sono come candele \u2013 ci dice il sindaco El Zein \u2013 che si consumano per dare luce intorno a s\u00e9, una luce che illumina il nostro cuore\u201d. Un rispetto ed un affetto che si manifesta anche in un invito a pranzo che non ha nulla di realmente formale ma ha i toni di un piacevole pranzo conviviale. \u201cCome fate voi italiani quando mangiate gli spaghetti tra amici \u2013 aggiunge il sindaco con un sorriso, mentre ci offre delle ottime focaccine farcite con carne speziata, spiegandoci di aggiungere limone e menta fresca. Una vera delizia. Mi ricorda la nostra cucina del Sud.<br \/>\n\u201cC\u2019\u00e8 molta collaborazione e senso d\u2019amicizia da parte dei rappresentanti della amministrazioni locali \u2013 spiega il Tenente Gaetano Balzano dell\u201911\u00b0 Reggimento Bersaglieri di Orcenico Superiore, Pordenone, a capo di uno dei due team Cimic di Italbatt1, area di Ma\u2019rakah\u00a0 &#8211; ci vuole molta costanza e dedizione ma i risultati ci sono. Abbiamo allacciato rapporti molto buoni con i sindaci di diverse municipalit\u00e0, noi prestiamo loro competenze professionali di cui hanno bisogno per la ricostruzione e lo sviluppo \u2013 continua il Tenente Balzano &#8211; e loro ricambiano con grande spirito di ascolto e collaborazione nell\u2019ambito del dialogo sui temi che possono portare ad una pace futura e definitiva. Ripongono grande fiducia in noi e questo non fa\u2019 che aumentare la nostra seriet\u00e0 e dedizione verso questo lavoro e verso di loro\u201d. Impegno e stima sono decisamente ricambiati, basti osservare la scritta tricolore di benvenuto che campeggia all\u2019ingresso del paese di Shuur e le numerose targhe di riconoscenza apposte in numerosi luoghi, dall\u2019ufficio del sindaco alla biblioteca del paese, ristrutturata dai nostri militari.<\/p>\n<p>Ma la situazione, seppur sotto controllo, mantiene dei nodi irrisolti che, se fossero dipanati, diventerebbero la chiave di volta di un futuro di pace vera. Le recenti elezioni politiche di giugno ed il successivo riconoscimento di Hezbollah, primo partito nel Sud del paese, della vittoria della lista filo-occidentale ha dato segnali incoraggianti sul profilo della costruzione di un governo stabile. Una cosa non da poco, in un paese, l\u2019unico al mondo, in cui \u00e8 previsto dalla Costituzione che vi siano, nella compagine dell\u2019Esecutivo, esponenti dell\u2019opposizione. Questo, se da un lato \u00e8 un esempio di sistema politico integrato, dall\u2019altro rappresenta un potenziale fattore di instabilit\u00e0, testimoniato proprio recentemente, a 3 mesi dalle elezioni, dal fallimento del tentativo del Primo Ministro delegato, Saad El Hariri, di formare una lista di Governo condivisa. Un\u2019ardua impresa, considerando che lo scarto tra i vincitori e i vinti \u00e8 di 14 seggi, che Hariri ha dichiarato di voler formare un governo che includa Hezbollah con 15 seggi alla maggioranza, 10 all\u2019opposizione, 5 di nomina presidenziali e che il leader druso Walid Jumblatt, alleato della coalizione filo-occidentale, ha dichiarato che il proprio sostegno alla maggioranza non \u00e8 pi\u00f9 scontata. E gli stati limitrofi, compreso Israele, stanno alla finestra.<\/p>\n<p>Ora pi\u00f9 che mai, il dialogo diventa la parola chiave, il fattore costante, il perno attorno cui far ruotare l\u2019intera opera di mediazione tra le parti, con il vero obiettivo di una pace duratura e fissata da accordi e riconoscimenti reciproci, chiari e stabili. Un lavoro ingente, forse il pi\u00f9 delicato, che deve risolvere antiche dispute legate alla territorialit\u00e0 da un lato e al riconoscimento legittimo dello Stato di Israele, dall\u2019altro . Prendiamo la questione dei confini: la linea di confine tra Israele e Libano non \u00e8 mai stata realmente stabilita in modo netto dall\u2019atto costitutivo dello Stato israeliano \u2013 Risoluzione 181 delle Nazioni Unite, Piano di partizione della Palestina, 1947 \u2013 e neanche si riuscirono a stabilire nei successivi tentativi di partizione. Di fatto, la questione dei confini fu l\u2019elemento che determin\u00f2 la maggior parte delle guerre arabo-israeliane a partire dalla nascita dello stato ebraico.<\/p>\n<p>Ad oggi, l\u2019unica \u201clinea di demarcazione\u201d riconosciuta dai due Stati \u00e8 quella della Blue Line, non un vero confine, ma un \u201cconfine fittizio\u201d tra i due Stati, una linea tracciata lungo i \u201cpunti di accordo territoriali\u201d raggiunti finora dalle due parti attraverso la mediazione di Unifil. E non \u00e8 cosa di poco conto, dal momento che lo Stato d\u2019Israele non \u00e8 riconosciuto dal Libano. Andando a visitare la Blue Line, c\u2019\u00e8 un cartello stradale ad indica chiaramente questo stato di cose. All\u2019altezza di un bivio, un\u2019indicazione stradale illustra chiaramente due direzioni: da un lato, la Siria e dall\u2019altra, la Palestina. Questo \u00e8 un nodo-cardine su cui s\u2019impernia tutta la difficile opera di dialogo sostenuta da Unifil. La definizione di un confine, a partire dalla Blue Line, potrebbe porre le basi di una futura definizione dei territori. in sostanza, una sequenza di \u201cbidoni blu\u201d con la dicitura ONU, controllata da un lato dai soldati Unifil e dalla L.A.F. e dall\u2019altra dalle truppe israeliane. Della Blu Line, gli italiani controllano 12 km che vanno dal mare verso l\u2019interno, un tratto di estrema importanza perch\u00e9 ospita l\u2019unico punto di passaggio tra le parti. Qui \u00e8 avvenuto lo scambio tra prigionieri nell\u2019ultimo conflitto ed \u00e8 qui che si trova il \u201cTripartito\u201d, la sede in cui Unifil, in veste di moderatore, mensilmente cerca di mettere una di fronte all\u2019altra le parti belligeranti per parlare e cercare di avviare un dialogo. E\u2019 da una zona nei pressi di Al Naqoura, vicino alla porzione della Blue Line con il Tripartito che sono partiti a met\u00e0 settembre i razzi sparati da un bananeto nel territorio libanese. Razzi non rivendicati da Hezbollah a cui Israele ha risposto con colpi d\u2019artiglieria in zona disabitata e aperta, senza fare vittime. Le indagini di Unifil per accertare le dinamiche dello scambio armato sono tuttora in corso. Da pi\u00f9 parti si parla di un azione partita dai profughi palestinesi, quei profughi che il Libano ospita ma pi\u00f9 che altro tollera. Quei campi che, con evidenza via via sempre pi\u00f9 grande, in realt\u00e0 non vuole nessuno. La situazione \u00e8 sotto controllo ma ci sar\u00e0 da lavorare ancora molto sul fronte della pace. E a questo punto appare sempre pi\u00f9 evidente che solo una scelta politica porter\u00e0 ad un giro di boa. La politica del dialogo, come ho sentito ripetere centinaia di volte in questo viaggio.<br \/>\nGiovanna Scotton<\/p>\n<p><strong>Libano, arte, cultura, turismo e ambiente per la pace. La cooperazione si fa\u2019 in quattro.<\/strong><\/p>\n<p>Settembre 2009 &#8211; E\u2019 sufficiente fare un giro su internet per rendersene conto. Il turismo in Libano, nel corso dell\u2019estate appena trascorsa &#8211; ha subito un\u2019impennata davvero impressionante. Puntando sulla valorizzazione del proprio patrimonio artistico, culturale e territoriale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_8520\" aria-describedby=\"caption-attachment-8520\" style=\"width: 280px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/tiro_antiche-terme-romane.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-8520\" title=\"tiro_antiche-terme-romane\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/tiro_antiche-terme-romane.jpg\" alt=\"Antiche terme romane a Tiro\" width=\"280\" height=\"187\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-8520\" class=\"wp-caption-text\">Antiche terme romane a Tiro<\/figcaption><\/figure>\n<p>Questo \u00e8 stato uno dei modelli di maggiore sviluppo voluto fortemente dalla popolazione e dalle unit\u00e0 di cooperazione di Unifil. Un vero modello di successo, che ha messo insieme \u201cintelligenza culturale\u201d di questo Paese ed sostegno e il \u201csaper fare\u201d dei nostri professionisti della cooperazione in divisa. Negli anni della ripresa dall\u2019ultima brutta \u201cguerra dei 33 giorni\u201d si sono infatti moltiplicate, ad opera dei nostri militari, le attivit\u00e0 di cooperazione culturale. E tra le iniziative pi\u00f9 recenti, i soldati italiani hanno sostenuto l\u2019organizzazione e contribuito fattivamente alla realizzazione del Festival Internazionale delle Arti di Tiro, organizzato nel recente mese di Luglio, evento che ha avuto un\u2019eco davvero straordinaria ed ha richiamato un numero imponente di turisti ed appassionati nell\u2019antica citt\u00e0 romana.<\/p>\n<p>I Baschi Blu italiani hanno realizzato la recinzione e la sistemazione dell\u2019ippodromo romano che ha ospitato il palcoscenico del Festival. In una visita all\u2019interno del sito archeologico della citt\u00e0,\u00a0 scopriamo che il contribuito dei nostri militari non si \u00e8 limitato a questo. La Cooperazione Civile Militare di Unifil, guidato nel settore sud-ovest del Libano dagli italiani della 132\u00b0 Brigata Ariete dell\u2019Esercito di Pordenone, ha messo in opera una serie di progetti ed attivit\u00e0 sul territorio che vanno dalla consulenza per la sistemazione, razionalizzazione, catalogazione e metodologia di manutenzione e conservazione del sito archeologico di Tiro \u2013 luogo impressionante in quanto a bellezza e suggestione \u2013 a progetti eco-ambientali, tra cui pulizia e riqualificazione di spazi urbani e verdi, riciclaggio dei rifiuti e in alcuni casi anche delle acque reflue. \u201cLo scopo \u2013 spiega il Capitano Enzo Di Fazio, dell\u2019unit\u00e0 operativa Cimic, di stanza a Tibnin \u2013 \u00e8 quello di sensibilizzare la popolazione all\u2019esigenza di uno sviluppo economico e sociale in linea con le sempre pi\u00f9 attuali e urgenti misure di minor impatto ambientale possibile. Un nucleo davvero interessante di questo progetto \u00e8 stato realizzato all\u2019interno del quartier generale del contingente italiano a Tibnin, attraverso una rete di riciclo e smaltimento \u201cverde\u201d delle acque reflue. Un piccolo gioiellino di \u201ceccellenza\u201d made in Italy che gli italiani esportano con grande successo e riconoscimento. Tra le prime cose che abbiamo fatto \u2013 continua il Capitano Di Fazio &#8211;\u00a0 ad esempio, in occasione del festival, c\u2019\u00e8 stato lo sforzo ingente di ripulire la citt\u00e0 di Tiro dai detriti ingenti prodotti dai bombardamenti, ammucchiati in alcune zone della citt\u00e0. E\u2019 stato davvero faticoso ma ha restituito aree libere e, da un punto di vista psicologico, ha dato impulso alla vita di una citt\u00e0 che rinasce\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019estate appena passata ha visto una vera e propria impennata delle attivit\u00e0 turistiche in Libano. Nella sola citt\u00e0 di Tiro, infatti, le presenze, oltre a quelle dei tanti libanesi che tornano dall\u2019estero per le vacanze, sono arrivate a circa 2 milioni. Una famiglia di italiani, incontrata per caso durante la visita al sito archeologico, ha confermato che la tendenza si \u00e8 registrata in tutte le principali citt\u00e0 del Libano e che in particolare, a Beirut e a Tiro, \u00e8 difficilissimo trovare stanze libere in albergo, nonostante il numero di strutture turistiche, tra nuove e vecchie strutture, sia piuttosto elevato.\u00a0 \u201cE\u2019 un\u2019altra testimonianza che, grazie al senso di sicurezza garantito dalla presenza di Unifil sul terreno, gli europei (e non solo) stanno mostrando il desiderio di scoprire questo paese. Ed \u00e8 di questi giorni la notizia che il sindaco di Naqoura ha annunciato di avere in cantiere un progetto di un villaggio turistico nei pressi del paese che ospita la base italiana del contingente Italbatt 2\u201d.<\/p>\n<p>La ricaduta sull\u2019economia del Paese \u00e8 di facile intuizione e fa\u2019 parte di quel puzzle di attivit\u00e0 legate alla ripresa del Paese che nel corso del 2008 hanno portato ad un balzo in avanti del 4% del PIL nazionale. Un risultato non solo incoraggiante ,a anche eccezionale, data l\u2019attuale congiuntura dell\u2019economia mondiale.<\/p>\n<p>Ad agosto, \u00e8 stato anche inaugurato il Festival di Tibnin, a cui ho avuto il privilegio di assistere , adattato all\u2019interno del bellissimo castello. Un gioiello in pietra costruito dai Crociati su una collinetta sovrastante il centro della citt\u00e0 e danneggiato dai bombardamenti del 2006. Il castello di Tibnin \u00e8 stato ristrutturato dai militari italiani.<\/p>\n<figure id=\"attachment_8522\" aria-describedby=\"caption-attachment-8522\" style=\"width: 280px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/gen-de-cicco-accolto-da-organizzatori-festival-tibnin.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-8522\" title=\"gen-de-cicco-accolto-da-organizzatori-festival-tibnin\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/gen-de-cicco-accolto-da-organizzatori-festival-tibnin.jpg\" alt=\"Il generale De Cicco con gli organizzatori del Festival a Tibnin\" width=\"280\" height=\"187\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-8522\" class=\"wp-caption-text\">Il generale De Cicco con gli organizzatori del Festival a Tibnin<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u00a0La serata d\u2019inaugurazione, a cui hanno partecipato importanti personalit\u00e0 nazionali, locali e del contingente Unifil, tra cui il Generale De Cicco, \u00e8 stata un tripudio di colori, danze, musiche tradizionali e atmosfere emozionanti da \u201cmille e una notte\u201d. All\u2019interno del castello, numerosi allestimenti di artigianato locale, dalla produzione del sapone naturale a base di olio d\u2019oliva ai prodotti tessili, passando per oggetti in legno di cedro lavorati a mano, coloravano le alte volte in pietra della fortezza.\u00a0 All\u2019esterno, al centro del terrazzamento del terrapieno pi\u00f9 alto del castello, in una specie di anfiteatro naturale, era stato allestito il palco, circondato\u00a0 &#8211; come da una cintura &#8211; da stand in cui si cucinavano e si vendevano piatti di gastronomia locale, cotti sul posto secondo la tradizione, dal pane sottile e croccante, cotto su una pietra con l\u2019ausilio di un cuscino a modi coperchio, agli spiedini tradizionali, accompagnati dalle alle gustose focaccette al timo, tipiche di questa zona del Libano, e da numerosi prodotti di agricoltura preparati sotto forma di conserve. A chiudere la cornice, cedri davvero maestosi puntellavano i muri ed i bastioni esterni, lasciando spazio ad un panorama suggestivo sulle vallate circostanti &#8211; siamo a circa 750 metri di altitudine &#8211; costellate di grappoli sparuti di luci in cui, ad ogni moschea illuminata, c\u2019\u00e8 una chiesa subito accanto che le fa\u2019 da eco. Uno scenario davvero incantevole che, complice la luna piena e le melodie &#8211; a tratti ritmate e a tratti struggenti \u2013 mi ha fatto cogliere appieno l\u2019emozione di una sensualissima notte libanese. La gente del paese e dei dintorni era tutta l\u00ec, festosa e partecipativa, vogliosa di pace e arte, musica e cultura. Le donne con bambini e giovani donne avvolte in abiti colorati, fatte di veli e cinture-gioiello, erano splendide e affascinanti, cos\u00ec fasciate e truccate con il kajal a sottolineare quei lineamenti cos\u00ec particolari delle donne libanesi. Ed i ragazzi, pieni di allegria, in giro ad invitare le ragazze a ballare, tutti insieme, le danze tradizionali. I militari di Unifil, ed io con loro, sorridenti e trattati come \u201cfratelli\u201d, a respirare quell\u2019aria\u00a0 di rinascita e di festa.<\/p>\n<figure id=\"attachment_8523\" aria-describedby=\"caption-attachment-8523\" style=\"width: 280px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/festival-tibnin_-spettacolo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-8523\" title=\"festival-tibnin_-spettacolo\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/festival-tibnin_-spettacolo.jpg\" alt=\"Festival Tibnin, spettacolo\" width=\"280\" height=\"187\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-8523\" class=\"wp-caption-text\">Festival Tibnin, spettacolo<\/figcaption><\/figure>\n<p>La manifestazione, durata tre giorni, ha registrato per tutte le serate di allestimento, il pieno. La partecipazione \u00e8 andata ben oltre la popolazione locale, moltissimi i partecipanti arrivati dal nord del paese e da Beirut. Tra cui anche alcuni stranieri, tra turisti ed operatori internazionali impegnati con le ONG. Tutti a sottolineare, con lo stesso entusiasmo della popolazione, il successo del Festival. I libanesi sanno essere \u201carte\u201d. Bisogna riconoscerlo. E come non farlo? Non potr\u00f2 mai dimenticare quando, sotto la luce della luna piena, tra due cedri maestosi, mentre fotografavo il panorama accompagnata da uno dei nostri Baschi Blu, due ragazze vestite con meravigliosi e svolazzanti vestiti di scena mi sono comparse davanti mentre una melodia struggente suonava dietro di me. \u201cGuarda, sembrano delle fate!\u00a0 &#8211; mi dice lui guardandomi con stupore &#8211; Ci credi alle favole?\u201d mi chiede lui. \u201cDa stasera si\u201d, rispondo io.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Giovanna Scotton<br \/>\n<strong>Giovanna Scotton \u2013 La scheda<br \/>\n<\/strong><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/giovanna-scotton-leggeriss.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8515\" title=\"giovanna-scotton-leggeriss\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/giovanna-scotton-leggeriss.jpg\" alt=\"\" width=\"130\" height=\"123\" \/><\/a>Nasce in Italia, ma passa l&#8217;adolescenza al Cairo (Egitto) e termina gli studi superiori a Bruxelles (Belgio). Parla correntemente italiano, inglese, francese ed, in maniera ormai meno fluente, l&#8217;arabo.\u00a0 Inizia a lavorare come analista della comunicazione politica, attraverso un progetto a cui partecipa anche l&#8217;Universit\u00e0 di Pavia, dove segue gli studi nella facolt\u00e0 di Scienze Politiche, e diventa analista\/ricercatrice presso l&#8217;Osservatorio della Comunicazione di Pavia. Nel corso degli anni il suo interesse si sposta sempre pi\u00f9 sulle relazioni internazionali, la comunicazione istituzionale ed il giornalismo. Collabora per il portale del gruppo Editoriale Bresciana, Bresciaonline e per agenzie di comunicazione, redigendo diversi house-organ, tra cui il mensile della CNA e della Coop. Partecipa a diverse missioni di osservazione elettorale con Osservatorio della Comunicazione di Pavia e Osce, tra cui Montenegro, Bosnia e Roma nel 2006. Dal 2006 al 2008 \u00e8 addetto stampa al il ministero dello Sviluppo Economico. Nel contempo, partecipa ad attivit\u00e0 di formazione, in Italia e all&#8217;estero, per giornalisti inviati in aree di crisi tra cui: &#8220;Sulla linea del fuoco: strumenti operativi per operatori dell&#8217;informazione in aree di crisi&#8221; Scuola di Studi Superiori Sant&#8217;anna di Pisa, in collaborazione con la Brigata Folgore, edizione 2006, e frequenta il &#8220;Corso Informativo per giornalisti ed operatori dell&#8217;informazione destinati in aree di crisi&#8221;, organizzato da Stato maggiore della Difesa e FNSI, edizione 2008. Nel 2007, prende parte ad attivit\u00e0 di &#8220;training on job&#8221; al seguito delle Forze Armate italiane del Nato Joint Enterprise &#8211; Multinational Task Force West, in Kosovo. Nel Dicembre 2008 partecipa allo &#8220;Stage di sensibilizzazione per giornalisti UE ai rischi in zone di conflitto&#8221;, Centre National d&#8217;Entrainement Commando de l&#8217;Arm\u00e8 de Terre (Esercito Francese),\u00a0Mont Louis -Pirenei Orientali, Francia, progetto varato dalla Commissione Europea in occasione del semestre di Presidenza francese. Contestualmente frequenta corsi di formazione sulle strategie di comunicazione in situazioni di emergenza (Corso di Alta Formazione &#8220;Strategie per comunicare la cooperazione e la solidariet\u00e0 internazionale&#8221;, 2007, Scuola di Studi Superiori Universitari Sant&#8217;anna, Pisa) e di cooperazione in ambito peacekeeping\u00a0\u00a0\u00a0(Corso Alta Formazione &#8220;Economie illecite, paci instabili&#8221;, 2008, Scuola Superiore Studi Universitari Sant&#8217;Anna, Pisa e Corso di Cooperazione Civile Militare, 2009, Centro Alti Studi per la Difesa). A marzo 2008, a seguito di concorso, entra nell&#8217;Autorit\u00e0 per le Garanzie nelle comunicazioni, Direzione studi, ricerche e formazione.\u00a0 Sta seguendo l&#8217;ultimo anno di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali, presso l&#8217;Universit\u00e0 Marconi di Roma e partecipa a diverse attivit\u00e0 di &#8220;informazione sul campo&#8221; in diretta collaborazione con lo Stato Maggiore della Difesa e le Forze Armate italiane. Nell&#8217;agosto 2009 \u00e8 stata in Libano al seguito del Contingente italiano, presso la cellula di Pubblica Informazione del Comando Generale Sector West, area Unifil a responsabilit\u00e0 italiana, guidata dal Comandante Generale Carmelo De Cicco. Sette giorni di attivit\u00e0 &#8220;operativa&#8221; con i nostri soldati.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sette giorni in Libano. Embedded con il berretto blu. 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