{"id":81593,"date":"2016-10-20T21:23:18","date_gmt":"2016-10-20T19:23:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bellunopress.it\/?p=81593"},"modified":"2016-10-20T21:23:18","modified_gmt":"2016-10-20T19:23:18","slug":"nasce-il-coordinamento-italiano-sanita-aree-disagiate-e-periferiche-una-parte-ditalia-molto-bella-dimenticata-dalla-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2016\/10\/20\/nasce-il-coordinamento-italiano-sanita-aree-disagiate-e-periferiche-una-parte-ditalia-molto-bella-dimenticata-dalla-politica\/","title":{"rendered":"Nasce il Coordinamento italiano sanit\u00e0 aree disagiate e periferiche, una parte d&#8217;Italia molto bella dimenticata dalla politica"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/coordinamento-italiano-sanit\u00e0-aree-disagiate-e-periferiche.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-81594\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/coordinamento-italiano-sanit\u00e0-aree-disagiate-e-periferiche.jpg\" alt=\"coordinamento-italiano-sanita-aree-disagiate-e-periferiche\" width=\"204\" height=\"220\" \/><\/a>E&#8217; giunto finalmente a termine il lavoro preparatorio inaugurato dall&#8217;Assemblea di Roma del 22 luglio 2016 e proseguito con l&#8217;Assemblea di Bologna del 10 settembre 2016 sull&#8217;elaborazione della Piattaforma Programmatica Comune per la tutela del Diritto alla Salute nelle Aree Periferiche e Disagiate d&#8217;Italia, base e fondamento ideale per la costituzione del Coordinamento Italiano Sanit\u00e0 Aree Disagiate e Periferiche, per avere maggior forza di contrattazione, visibilit\u00e0 e portare con pi\u00f9 forza all&#8217;attenzione della politica nazionale e regionale, nonch\u00e9 delle istituzioni, i problemi della sanit\u00e0 nelle aree emarginate, ancora una volta ignorate nel convegno del 18 ottobre 2016 sull&#8217;attuazione del Decreto 70\/2015 promosso da Federsanit\u00e0 Anci presso l&#8217;Auditorium del Ministero della Salute. Eppure, la carenza del Decreto 70 in materia \u00e8 ormai lampante e sotto gli occhi di tutti, per le criticit\u00e0 non risolte ed affrontate in tema di sicurezza, appropriatezza, efficacia ed efficienza della rete e dei servizi di emergenza\/urgenza, lasciati troppo al fai da te delle Regioni e alla loro improvvisazione, nonch\u00e9 ad una visione puramente economicistica di tagli lineari e di ridimensionamento della sanit\u00e0 nelle periferie, con la quasi totalit\u00e0 degli investimenti dirottati sui grossi centri, che rendono estremamente precario il Diritto alla Salute nei territori montani, insulari, disagiati e periferici d&#8217;Italia, favoriscono desertificazione e spopolamento, e causa la mancanza di una seria rete territoriale alternativa mai costruita o malfunzionante ed incapace di fare filtro, soprattutto nelle Regioni in piano di rientro, determinano la congestione dei centri sanitari maggiori ed espongono a disagi e vicissitudini inenarrabili i cittadini italiani viventi nelle periferie. Per questo motivo, con un cammino iniziato a Volterra il 12 marzo e proseguito con le Assemblee di Roma, del 22 luglio, e di Bologna, del 10 settembre, un gran numero di comitati delle Aree Disagiate e Periferiche d&#8217;Italia hanno cominciato un percorso comune di riflessione, di confronto e approfondimento che ha prodotto un Documento Proposta\/Piattaforma Programmatica sulle criticit\u00e0, urgenze e specificazioni o correzioni da richiedere al Governo e alle Regioni per la piena applicazione del Decreto 70\/2015 che garantisca i Lea e l&#8217;appropriatezza, l&#8217;efficace, l&#8217;efficienza, la sicurezza e l&#8217;organicit\u00e0 dell&#8217;organizzazione del sistema sanitario in queste Aree all&#8217;interno delle Reti, in modo da assicurare anche ai cittadini ivi viventi il Diritto alla Salute. Tale base programmatica sar\u00e0 il motivo fondamentale che il 5 novembre 2016 a Firenze vedr\u00e0 la nascita ufficiale del Coordinamento Italiano Sanit\u00e0 Aree Disagiate e Periferiche (CISADeP), presso la stanza delle Compagnia delle Stigmate, dove si terr\u00e0 la prima Assemblea Ufficiale con firma della Piattaforma Programmatica Comune, dell&#8217;Atto Costitutivo, dello Statuto e l&#8217;elezione del primo Consiglio Nazionale, dopodich\u00e9 inizier\u00e0 la discussione ufficiale con il Governo, il Parlamento e la Conferenza Stato Regioni per cambiare o specificare in meglio i punti oscuri del Decreto 70 in materia di Aree Disagiate e Periferiche. Intanto, a livello locale, ogni comitato inizier\u00e0 a far s\u00ec che la Piattaforma Programmatica Comune sia recepita da ogni Regione e sia discussa sia con i Governi Regionali che con i Consigli Regionali, parlando ad una sola voce in tutta la Penisola, per l&#8217;affermazione del sacrosanto diritto alla Salute dei cittadini delle periferie d&#8217;Italia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>TESTO COSTITUTIVO BASE E PIATTAFORMA PROGRAMMATICA DEL<\/strong><br \/>\n<strong>COORDINAMENTO ITALIANO SANITA\u2019 AREE DISAGIATE E PERIFERICHE.<\/strong><br \/>\nDichiarazione comune dei Comitati dei cittadini per la tutela della<br \/>\nsalute nelle aree disagiate, periferiche, insulari, a rischio sismico, di<br \/>\ncalamit\u00e0 naturale, ad alto rischio ambientale, del Piemonte, Friuli<br \/>\nVenezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Liguria, Marche,<br \/>\nAbruzzo\/Molise, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia e<br \/>\nSardegna.<br \/>\n1. Premessa generale<br \/>\nLa presente Piattaforma \u00e8 un documento polivalente assimilabile ad una petizione che racchiude:<br \/>\na) i motivi ideali e programmatici generali del C.I.SA.D.e P.;<br \/>\nb) la richiesta di revisione, precisazione ed approfondimento dei punti oscuri e non chiariti, in merito<br \/>\nunicamente alle Aree Disagiate, del Regolamento sugli Standard Ospedalieri approvato con il DM 70\/2015,<br \/>\nfornendo proposte tecniche integrative di miglioramento della normativa e base della prima azione<br \/>\nconcreta ed urgente del coordinamento;<br \/>\nc) gli obiettivi futuri sulle Aree Periferiche e generali che ci si prefigge di raggiungere nel futuro in ambito di<br \/>\ntutela della Sanit\u00e0 Pubblica dopo la Costituzione ufficiale del movimento stesso.<br \/>\n2. Motivi ideali e programmatici.<br \/>\nNoi, sottoscritti rappresentanti dei Comitati dei cittadini per la tutela della salute nelle aree periferiche,<br \/>\ninsulari e disagiate del Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Liguria, Marche,<br \/>\nAbruzzo\/Molise, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, a conclusione della prima<br \/>\nfase del nostro percorso comune, iniziato nell\u2019Assemblea di Roma del 22 luglio 2016, e proseguito con<br \/>\nl\u2019Assemblea di Bologna del 10 settembre 2016, con l\u2019obiettivo di arrivare al pi\u00f9 presto alla costituzione del<br \/>\nCoordinamento Italiano Sanit\u00e0 Aree Disagiate e Periferiche,<br \/>\npremesso che<br \/>\n1. La nostra azione \u00e8 integralmente dedicata alla difesa della Sanit\u00e0 Pubblica e del Sistema Sanitario<br \/>\nNazionale Pubblico contro ogni logica di privatizzazione e di affidamento a dinamiche economiche<br \/>\ndi mercato dell\u2019offerta sanitaria, contro ogni logica di tutela della salute affidata ad assicurazioni<br \/>\nprivate, anche se inserite nei contratti nazionali di lavoro;<br \/>\n2. Riteniamo che Il Sistema Sanitario Pubblico sia l\u2019unico sistema in grado di assicurare eguaglianza<br \/>\ned identiche condizioni di accesso, di sicurezza sociale e di alta qualit\u00e0 dell\u2019assistenza a tutti i<br \/>\ncittadini e che debba garantire i servizi indipendentemente dal reddito e dalla logica dei ticket,<br \/>\nsecondo bisogni sanitari reali e concreti delle popolazioni viventi in ogni territorio della Repubblica.<br \/>\n3. Rifuggiamo da ogni logica di delega al privato dell\u2019assistenza sanitaria dovuta dal servizio pubblico;<br \/>\n4. Riteniamo che il privato convenzionato debba necessariamente essere in misura minoritaria e<br \/>\ncomplementare a ci\u00f2 che il pubblico deve garantire sul territorio nazionale. Appoggeremo ogni<br \/>\nrivendicazione intrapresa da chiunque in difesa della sanit\u00e0 pubblica,<br \/>\nAPPROVIAMO LA PRESENTE PIATTAFORMA<br \/>\ncome nostra base programmatica, ispiratrice ed ideale, e la rivolgiamo in maniera ufficiale al Governo, alle<br \/>\nCommissioni Sanit\u00e0 e Bilancio di Camera e Senato, alla Conferenza Stato\/Regioni, ai Parlamentari delle<br \/>\nnostre Regioni, ai Ministeri della Salute e dell\u2019Economia, ai Presidenti e agli Assessori Regionali alla Sanit\u00e0,<br \/>\nnonch\u00e9 ai Consigli Regionali e a tutti gli attori istituzionali, nel rispetto della legislazione vigente e delle<br \/>\nprerogative sancite dalla carta costituzionale, nonch\u00e9 dalla legislazione relativa inerente le Regioni a<br \/>\nStatuto Speciale della Valle d\u2019Aosta, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Sardegna e le Province autonome di Trento<br \/>\ne Bolzano<br \/>\nPER CHIEDERE UFFICIALMENTE<br \/>\n1. La vigilanza, da parte del Parlamento e il controllo, o l\u2019eventuale intervento di garanzia con atto<br \/>\nsostitutivo nelle Regioni a Statuto Ordinario, da parte del Governo, sul riconoscimento,<br \/>\nl\u2019organizzazione, la programmazione, la gestione economica della sanit\u00e0 da parte delle Regioni in<br \/>\nmerito alle Aree Particolarmente Disagiate, per assicurare pienamente, in questi territori<br \/>\nsvantaggiati in tutta la Repubblica, il Diritto alla Salute sancito dall\u2019art. 32 della Costituzione, con<br \/>\npari condizioni di accesso e con uguaglianza, equit\u00e0 ed universalit\u00e0.<br \/>\n2. La stesura e l\u2019approvazione di uno specifico Regolamento esplicativo sugli Standard Ospedalieri e<br \/>\nsui Servizi Territoriali delle Aree Particolarmente Disagiate relativo al Decreto Ministero della<br \/>\nSanit\u00e0 n. 70 del 2 aprile 2015, che preveda servizi adeguati ed in linea con lo standard normativo e<br \/>\nqualitativo assegnato. Riteniamo pericolose, con palese violazione dell\u2019art. 32 della Costituzione, le<br \/>\ncontinue sperimentazioni in atto in questi territori, tese per la maggiore a tagliare ulteriormente e<br \/>\ndare servizi largamente inferiori a quelli previsti in difformit\u00e0 con l\u2019attuale quadro normativo,<br \/>\ndeterminando di fatto una frattura ed una disuguaglianza tra le Aree Particolarmente Disagiate ed<br \/>\nil restante territorio del Paese.<br \/>\n3. Che il Decreto, gi\u00e0 firmato dal Ministro della Salute Lorenzin, dell\u201911 novembre 2015, che tutela i<br \/>\npunti nascita sotto i 500 parti annui, sia al pi\u00f9 presto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, per garantire<br \/>\nun diritto disatteso e\/o ignorato da molte Regioni.<br \/>\n4. Per tutte le altre Aree Periferiche d\u2019Italia non assimilabili ad Aree Disagiate, per quello che<br \/>\nconcerne l\u2019organizzazione sanitaria secondo lo standard ospedaliero Ospedale di Base, che tale<br \/>\ntipologia, in area periferica non urbana, laddove il bacino di utenza o l\u2019Area di riferimento superi i<br \/>\n60.000 abitanti vada sempre concessa a prescindere, non considerando il parametro del numero di<br \/>\nabitanti in maniera rigida, bens\u00ec con flessibilit\u00e0 a seconda della conformazione geografica, socio<br \/>\neconomica, strutturale, dell\u2019adeguatezza delle comunicazioni centrali e periferiche, ovvero se il<br \/>\npresidio si trovi in Area Metropolitana, Area Urbana, Area Periferica o Area Ultraperiferica, e<br \/>\ncomunque con la possibilit\u00e0 di prevedere in base a tali caratteristiche servizi intermedi di passaggio<br \/>\no servizi potenziati, come ad esempio previsto dalla Regione Abruzzo nell\u2019allegato al DCA n. 79 del<br \/>\n21 luglio 2016.<br \/>\n5. Che nel quadro della Strategia Nazionale per le Aree Periferiche vadano sempre verificate: le<br \/>\ncondizioni socio-economiche, geografiche, di presenza o assenza dei servizi, delle reti<br \/>\ninfrastrutturali, delle difficolt\u00e0 logistiche per la progettazione, l\u2019organizzazione e la presenza<br \/>\nstrategica di adeguati servizi socio-sanitari ospedalieri e territoriali, che non possono essere<br \/>\nmodulati sui parametri di riferimento adottati per le aree urbane e metropolitane o su un puro e<br \/>\nsemplice criterio basato sul numero di abitanti. Il mantenimento dei servizi socio-sanitari \u00e8<br \/>\nstrategico per non accrescere il disagio sociale dell\u2019Area in zone ad alto rischio sismico, ad alta<br \/>\nincidenza di popolazione anziana, ad alta incidenza di patologie cronico\/degenerative, ad alta<br \/>\nconcentrazione di attivit\u00e0 produttive ed industriali, ad alto rischio per patologie professionali ed<br \/>\ninquinamento diffusi e gravi per la popolazione, ad alto tasso di disoccupazione e depressione<br \/>\neconomica .<br \/>\n3. Proposte per le Aree Particolarmente Disagiate.<br \/>\nIn modo particolare e puntuale, fatta salva la legislazione relativa particolare delle Regioni a Statuto<br \/>\nSpeciale della Valle d\u2019Aosta, del Friuli Venezia Giulia, della Sicilia e della Sardegna, e delle Province<br \/>\nAutonome di Trento e Bolzano, chiediamo che nella proposta di adozione del Regolamento<br \/>\nEsplicativo per le Aree Particolarmente Disagiate sia espressamente previsto, che:<br \/>\na) La chiarificazione per il Riconoscimento di Area Particolarmente Disagiata della distanza media dei<br \/>\ncomuni dell\u2019area dal centro Hub o Spoke di riferimento di 60 minuti, l\u2019essere Comuni con altitudine<br \/>\nmedia superiore a 700 metri o situati in piccole isole, la presenza di condizioni di viabilit\u00e0<br \/>\ndisagevole, l\u2019avversit\u00e0 di condizioni metereologiche, la bassa densit\u00e0 abitativa con dispersione<br \/>\nterritoriale, nel rispetto delle linee guida vigenti per l\u2019emergenza urgenza.<br \/>\nb) La chiarificazione che il Pronto Soccorso di un Presidio Ospedaliero di Area Particolarmente<br \/>\nDisagiata \u00e8 un vero Pronto Soccorso di base con posti di OBI di almeno 24\/48 ore, con personale<br \/>\nmedico dedicato di specialit\u00e0 previsto dal DM 30\/01\/1998 (Medicina e Chirurgia di Accettazione e<br \/>\nd\u2019Urgenza), con supporto di Chirurgia Generale, Ortopedia e Anestesiologia H24, assicurato con<br \/>\npersonale dedicato in rotazione collegato all\u2019HUB\/SPOKE di riferimento, e con reparto di Medicina<br \/>\nGenerale, assicurato dal personale del reparto previsto di almeno 20 posti letto, con possibilit\u00e0 di<br \/>\nappoggio fino al 70% dei posti letto per i pazienti chirurgici trattati in emergenza\/urgenza non<br \/>\ndimissibili in giornata, con possibilit\u00e0 di chirurgia di elezione in Day e Week surgery, con presenza<br \/>\nH24 di laboratorio analisi di base, Radiologia tradizionale e TAC con lettura degli esami anche a<br \/>\ndistanza, Emoteca ed endoscopia digestiva.<br \/>\nc) Qualora nell\u2019Area Disagiata, cos\u00ec individuata, vi sia la presenza di un Punto Nascite di primo livello<br \/>\ncon un numero inferiore a 500 parti annui, data la particolare condizione di disagio dell\u2019Area cos\u00ec<br \/>\nindividuata, si sancisce la permanenza dello stesso, collocato nell\u2019Ospedale di Area Particolarmente<br \/>\nDisagiata, con personale ostetrico, medico ginecologico e pediatrico in rotazione collegato<br \/>\nall\u2019HUB\/SPOKE di riferimento, per il necessario aggiornamento professionale e il mantenimento<br \/>\ndella qualit\u00e0, onde assicurare tutte le garanzie, gli standard di qualit\u00e0 e sicurezza previsti per un<br \/>\npunto nascite di 500 parti annui.<br \/>\nInoltre va previsto in aggiunta il Servizio di Trasporto Assistito Materno (STAM) presso il Pronto<br \/>\nSoccorso di Area Particolarmente Disagiata, in modo da garantire quanto previsto dal Decreto del<br \/>\nMinistero della Salute dell\u2019 11 novembre 2015, il quale, in deroga a quanto previsto dall&#8217;Accordo<br \/>\nStato-Regioni del 2010, consente di mantenere in attivit\u00e0 i punti nascita delle aree montane e<br \/>\ndisagiate che non raggiungono il tetto dei 500 parti annui, purch\u00e9 vengano mantenuti standard di<br \/>\nqualit\u00e0 e sicurezza, garantiti con la formazione continua del personale sul lavoro. Va inoltre chiarito<br \/>\nin merito allo stesso DMS dell\u201911 novembre 2015 la normativit\u00e0 al posto della facolt\u00e0 per le Regioni<br \/>\nin materia di applicazione di esso per le Aree Particolarmente Disagiate. Il Decreto attualmente<br \/>\nstabilisce che siano le Regioni ad avanzare al Ministero della Salute la richiesta sul mantenimento<br \/>\ndei punti nascita, ed affida al Comitato percorso nascita nazionale il compito di esprimere, entro 90<br \/>\ngiorni, un parere motivato.<br \/>\nd) In tutti gli altri Ospedali di Area Disagiata dove non esiste il Punto Nascite, per la tutela materno<br \/>\ninfantile del percorso nascita, \u00e8 opportuno prevedere presso il Pronto Soccorso dell\u2019Ospedale di<br \/>\nArea Disagiata in collaborazione con il 118, il servizio di emergenza STAM (Servizio di Trasposto<br \/>\nAssistito Materno con bimbo in utero) con ambulanza attrezzata per l\u2019occorrenza e pronta<br \/>\ndisponibilit\u00e0 ostetrico\/ginecologica h24 assicurata dal centro HUB o SPOKE di riferimento.<br \/>\ne) Prevedere, verificata in modo particolare la situazione epidemiologica della popolazione e la sua<br \/>\nanzianit\u00e0 media, la presenza aggiuntiva in tali presidi di posti ospedalieri di post acuzie, di<br \/>\nLungodegenza Ospedaliera, (cod. 60) e di Recupero e Rieducazione Funzionale di primo livello (cod.<br \/>\n56). Le due tipologie sono auspicabili negli Ospedali di Area Particolarmente Disagiata in<br \/>\nconsiderazione della disgregazione dell\u2019area stessa, che comporta per le famiglie dover assistere i<br \/>\npropri cari in localit\u00e0 distanti dai comuni di residenza e in quanto il ruolo del reparto di<br \/>\nlungodegenza \u00e8 quello di trattare pazienti provenienti dai reparti per acuti, particolarmente<br \/>\ncomplessi, clinicamente instabili, che necessitano di ulteriori cure e trattamenti, stabilizzazione,<br \/>\ne\/o miglioramento clinico-funzionale: tratta infatti solo pazienti, che necessitano di assistenza<br \/>\ninfermieristica 24 ore su 24, trasferiti dai reparti per acuzie dell\u2019area ospedaliera di riferimento con<br \/>\nla quale si opera in stretto collegamento funzionale\/operativo (multidisciplinariet\u00e0 del<br \/>\ntrattamento), bassa complessit\u00e0 che ne consente la cura presso la struttura periferica di Area<br \/>\nDisagiata cos\u00ec strutturata. Tali posti letto possono essere collegati al reparto previsto di Medicina<br \/>\nGenerale anche attraverso l\u2019organizzazione interna del presidio ospedaliero. La responsabilit\u00e0 di<br \/>\nsettore, infatti, \u00e8 in capo ad un Medico con specialit\u00e0 di area medica. Ugualmente, gli eventuali<br \/>\nposti di Recupero e Rieducazione Funzionale di primo livello sono finalizzati a pazienti con disabilit\u00e0<br \/>\ndi entit\u00e0 rilevante, nell\u2019immediata post-acuzie, cronica o in fase di stabilizzazione che richiedono un<br \/>\nintervento riabilitativo non complesso, n\u00e9 intensivo, ma protratto nel tempo, nonch\u00e9 pazienti con<br \/>\ndisabilit\u00e0 croniche stabilizzate di entit\u00e0 contenuta per le quali possono essere necessari interventi<br \/>\nriabilitativi, di mantenimento o di prevenzione del degrado motorio-funzionale acquisito, non<br \/>\nrealizzabili in modo appropriato all\u2019interno del setting complessivo. Il trasferimento dal setting<br \/>\nospedaliero a quello territoriale spesso trova ostacoli in quanto alcuni pazienti presentano costi<br \/>\nparticolarmente rilevanti ad esempio per terapia oncologica o antibiotici di ultima generazione. \u00c8<br \/>\nnecessario che queste terapie rimangano a carico del SSN indipendentemente dal livello<br \/>\nassistenziale assegnato al paziente (ospedaliero \/ territoriale); anche in questo caso \u00e8 possibile<br \/>\ngarantire tali posti con il collegamento al reparto di Medicina Generale previsto dall\u2019organizzazione<br \/>\ninterna del Presidio di Area Particolarmente Disagiata.<br \/>\nf) A livello di ambulatori ospedalieri, per rendere pi\u00f9 sicura anche la Medicina Territoriale di tali aree,<br \/>\ne per impedire il sovraccarico degli ambulatori degli ospedali maggiori, presso l\u2019Ospedale di Area<br \/>\nParticolarmente Disagiata devono essere assicurati quelli di Chirurgia, Endoscopia digestiva,<br \/>\nEcografia, Cardiologia con Ecg, Ecocardiografia ed Ecodoppler, Medicina Interna, Nefrologia,<br \/>\nDiabetologia, Ortopedia con Sala Gessi, Ginecologia, Radiologia Tradizionale e TAC, Laboratorio<br \/>\nAnalisi di Base, ed almeno quello di Oculistica, Otorinolaringoiatria, Pediatria con la disponibilit\u00e0 ad<br \/>\neffettuare, se richieste, consulenze presso il Pronto Soccorso. Tutti gli ambulatori vanno garantiti<br \/>\ndal personale ospedaliero presente nella struttura e\/o in rotazione dal centro Hub\/Spoke di<br \/>\nriferimento. In modo particolare, data la possibilit\u00e0 di interventi elettivi in Day Surgery, si assicura<br \/>\noltre al Day Surgery Chirurgico, gi\u00e0 previsto, quello Ortopedico, Ginecologico, Oculistico ed<br \/>\nOtorinolaringoiatrico, garantito dal personale gi\u00e0 presente per le prestazioni ambulatoriali e con il<br \/>\nsupporto della Sala Operatoria operativa H24 come anche i Day Hospital delle specialit\u00e0 mediche<br \/>\npresenti.<br \/>\ng) Presso ogni Ospedale di Area Disagiata viene assicurato il Servizio di Emodialisi, collegato<br \/>\nfunzionalmente al reparto di Medicina Generale.<br \/>\nA livello di organizzazione territoriale, si ravvisa la necessit\u00e0 di un regolamento esplicativo, che preveda<br \/>\nesplicitamente:<br \/>\na) Relativamente alla Rete dell\u2019Emergenza\/urgenza, la possibilit\u00e0 di deroga ai punti 118 con Mezzo di<br \/>\nSoccorso Avanzato (MSA) e medico a bordo per le aree disagiate che assicuri l\u2019integrale copertura<br \/>\ndel territorio;<br \/>\nb) Per la migliore attuazione del \u201cProgetto pilota, per l\u2019ottimizzazione dell\u2019assistenza sanitaria nelle<br \/>\nisole minori e localit\u00e0 caratterizzate da difficolt\u00e0 di accesso, (Aree disagiate)\u201d recepito in Allegato 2<br \/>\ndalla Conferenza Stato Regioni con atto n. 146 del 30.07.2015, dove esplicitamente per le Aree<br \/>\nDisagiate ed Insulari, sono previsti \u201cper l\u2019Assistenza Territoriale e l\u2019Emergenza\/Urgenza\u201d modelli<br \/>\nflessibili adeguati a fornire in quelle particolari condizioni logistiche un assistenza sanitaria<br \/>\npotenziata e pi\u00f9 adeguata.<br \/>\nLa presenza dei Medici di Continuit\u00e0 Assistenziale va garantita in queste Aree non in base al<br \/>\nnumero di abitanti ma in quei Comuni in cui il tempo dalla partenza dalla postazione all\u2019 arrivo del<br \/>\n118 \u00e8 superiore a 20 minuti, in particolari situazioni orografiche del territorio e condizioni sanitarie<br \/>\ndel paziente, di modo che il MCA giunga al domicilio del paziente entro lo stesso tempo, cos\u00ec da<br \/>\neffettuare il primo intervento diagnostico e di stabilizzazione del paziente in tempi ottimali per<br \/>\nl\u2019emergenza\/urgenza. Il coordinamento tra Servizio di Continuit\u00e0 Assistenziale e Servizio 118 \u00e8<br \/>\ncomponente essenziale per la difesa della salute nelle aree disagiate in quanto la preziosa opera del<br \/>\nMCA non si limita alle prestazioni indifferibili, ma pu\u00f2 risultare determinante e prezioso anche<br \/>\nnell\u2019intervento sui codici di pertinenza del 118, ogni qualvolta gli equipaggi dell\u2019Emergenza tardano<br \/>\nad arrivare nelle localit\u00e0 disagiate per motivi legati all\u2019orografia del territorio o perch\u00e9 impegnati in<br \/>\naltri interventi.<br \/>\nTale coordinamento si rende necessario, perch\u00e9, la bozza del nuovo Accordo Collettivo nazionale<br \/>\nper la Medicina Generale che prevede la soppressione del Servizio di CA dalle ore 24 alle 8, in<br \/>\nfavore di un ipotetico potenziamento delle attivit\u00e0 diurne della medicina generale non convince<br \/>\naffatto e non d\u00e0 le stesse garanzie del modello attuale, oltre a ritenere che il modello proposto<br \/>\ndell\u2019H24 dei Medici di Medicina Generale (MMG) teoricamente possibile, \u00e8 de facto inapplicabile<br \/>\nnelle aree disagiate per la bassa densit\u00e0 abitativa, la dispersione territoriale e l\u2019esiguo numero<br \/>\nrelativo di professionisti del settore operanti in tali territori; inoltre si rivela pericoloso per la salute<br \/>\ndei pazienti se messo in atto, in quanto il rischio reale e concreto \u00e8 che tutto venga demandato al<br \/>\nsolo 118, con drastico aumento di ricoveri e accessi ai Pronto Soccorso.<br \/>\nPer La tutela della salute delle popolazioni delle zone disagiate, spesso con alto indice di anzianit\u00e0,<br \/>\nsi rende necessaria la modifica della bozza di accordo Collettivo Nazionale tra i Ministeri di<br \/>\nEconomia e Salute e le associazioni dei MMG, in cui si sancisca il mantenimento di una reale<br \/>\ncontinuit\u00e0 dell\u2019assistenza che veda il MCA presente in maniera organica e sistematica negli attuali<br \/>\nPresidi Territoriali di CA.<br \/>\nc) La presenza, presso i Presidi di Assistenza Territoriale (PTA)\/Case della Salute\/Ospedali di Area<br \/>\nDisagiata anche del Pediatra di Libera Scelta (PLS) anche con copertura in pronta disponibilit\u00e0 H24,<br \/>\nin raccordo con i Pronto Soccorso di Area Disagiata, i Punti di Primo Intervento e i Servizi 118 ivi<br \/>\npresenti, per una puntuale risposta all\u2019emergenza\/urgenza pediatrica, oppure di ripensare in senso<br \/>\ndi prossimit\u00e0 l\u2019Area e i servizi pediatrici nelle aree disagiate collegandoli ai centri Hub o Spoke per la<br \/>\nrotazione del personale. In modo particolare presso gli Ospedali di Area disagiata, ove non possibile<br \/>\nla copertura con il PLS in pronta disponibilit\u00e0 H24, si garantisca come per l\u2019ambulatorio pediatrico<br \/>\nospedaliero, la consulenza notturna e festiva al Pronto Soccorso di Area Disagiata con personale in<br \/>\nrotazione dal centro Hub\/Spoke di riferimento. \u00c8 essenziale in queste Aree, come validamente<br \/>\nproposto in alcune zone disagiate dell\u2019Emilia Romagna, la sperimentazione di un nuovo modello<br \/>\norganizzativo che preveda un impegno coordinato dei pediatri ospedalieri, territoriali e dei PLS,<br \/>\noperanti sul territorio montano. L\u2019integrazione PLS, pediatri territoriali e pediatri del reparto<br \/>\nospedaliero \u00e8 l\u2019unica strada da percorrere per garantire l\u2019assistenza pediatrica H24 nelle Aree<br \/>\nMontane e adottato come progetto pilota riconosciuto dalla Regioni e dallo Stato attraverso la<br \/>\nConferenza Stato Regioni.<br \/>\na) A chiarimento del Punto 9.2.5 dell\u2019Allegato 1 del D.M. 70\/2015, la previsione esplicita che i Punti di<br \/>\nPrimo Intervento (PPI), nelle strutture in riconversione o riconvertite dove sono previsti posti di<br \/>\nLungodegenza Ospedaliera, Recupero e Riabilitazione funzionale di 1\u00b0 livello e posti letto territoriali<br \/>\nattivi H24, sono affidati ad un organico medico dedicato nelle 12 ore diurne (afferente al DEA di<br \/>\nriferimento se con pi\u00f9 di 6000 accessi annui) e al Servizio 118 nelle restanti 12 ore notturne per la<br \/>\ngestione dei codici bianchi e verdi. \u00c8 necessario che nella struttura ci sia un organico che assicuri<br \/>\nuna \u201cprima emergenza-urgenza\u201d diurna e che in quelle realt\u00e0 assicuri il trattamento delle urgenze<br \/>\nminori e una prima stabilizzazione del paziente ad alta complessit\u00e0, al fine di consentirne il<br \/>\ntrasporto nel pronto soccorso pi\u00f9 appropriato, nonch\u00e9 garantire, d\u2019intesa con il 118, l\u2019immediato<br \/>\ntrasferimento presso i Pronto Soccorsi Ospedalieri di riferimento dei pazienti ivi ricoverati in caso di<br \/>\nriacutizzazione. Pertanto, finch\u00e9 nella struttura in riconversione o riconvertita in questione<br \/>\nrimangono degenze ospedaliere o territoriali, \u00e8 impossibile attuare il modello del servizio con la<br \/>\nsola presenza del servizio 118, tenendo presenti le motivazioni della previsione di tale funzione in<br \/>\nstrutture di tale tipologia. Infatti, affidando il PPI al solo 118 non si originano risparmi, poich\u00e9 o \u00e8<br \/>\ncomunque necessario garantire il personale per il funzionamento della struttura stessa oppure si<br \/>\ncorre il rischio di lasciare scoperto integralmente il servizio, quando l\u2019equipe 118 \u00e8 impegnata in un<br \/>\nintervento sul territorio.<br \/>\nVa quindi chiaramente esplicitato che negli Ospedali di Area Disagiata \u00e8 impossibile prevedere il<br \/>\nPunto di Primo Intervento al posto del Pronto Soccorso, in quanto non \u00e8 tecnicamente possibile<br \/>\ncon la funzione assegnata alla struttura, nonch\u00e9 si creerebbero problemi normativi nel caso di<br \/>\naccessi inferiori a 6000 annui, che impedirebbero la gestione dello stesso da parte del DEA di<br \/>\nriferimento, situazione comune a molte realt\u00e0 di tale tipologia.<br \/>\nb) L\u2019estensione del servizio Assistenza Domiciliare Infermieristica (ADI) H12, compresi i festivi, con<br \/>\ncopertura di tutto il territorio di riferimento dell\u2019Area Disagiata;<br \/>\nc) La possibilit\u00e0 di una rete di punti di prelievo dei Presidi Territoriali di Assistenza (PTA)\/Case della<br \/>\nSalute\/Strutture in riconversione collegata con il Laboratorio Analisi dell\u2019Ospedale di Area Disagiata<br \/>\ndi riferimento, raggiungibile entro i 60 minuti.<br \/>\nd) La possibilit\u00e0 degli esterni di avvalersi del laboratorio analisi di Base dell\u2019Ospedale di Area Disagiata.<br \/>\ne) La previsione del mantenimento dei Servizi territoriali necessari a garantire la prossimit\u00e0 delle cure,<br \/>\nquali Oncologia, Radioterapia, Nefrologia e Dialisi.<br \/>\nA livello di Regolamento generale per le Aree Disagiate ed Insulari d\u2019Italia, si chiede:<br \/>\na) L\u2019istituzione della Conferenza dei Sindaci Territoriale di Area Disagiata\/Insulare\/Periferica, di pi\u00f9<br \/>\npiccola dimensione rispetto alla Conferenza dei Sindaci ASL, per consentire il controllo effettivo<br \/>\ndelle comunit\u00e0 locali sulla programmazione sanitaria, dove i sindaci sono tenuti a sottoporre al<br \/>\nConsiglio comunale gli orientamenti che intendono rappresentare presso la Conferenza territoriale<br \/>\nnelle materie di organizzazione del servizio socio-sanitario e di programmazione sanitaria, con<br \/>\nl\u2019obbligo di consultazione della stessa Conferenza da parte della Regione e dell\u2019ASL competente per<br \/>\nterritorio per le problematiche di organizzazione dei servizi socio-sanitari e in materia di<br \/>\nprogrammazione sanitaria relativa all\u2019area, con parere obbligatorio da assumere prima<br \/>\ndell\u2019approvazione definitiva di ogni Decreto, Legge o decisione aziendale in materia.<br \/>\nb) Di prevedere la non possibilit\u00e0 di riconversione degli Ospedali oltre lo standard minimo di Ospedale<br \/>\ndi Area Particolarmente Disagiata cos\u00ec come delineato nel presente documento nelle aree sismiche<br \/>\ndel paese e che hanno subito terremoti nell\u2019ultimo secolo.<br \/>\nc) Precisare chiaramente la non applicabilit\u00e0 alle strutture sanitarie in Area Particolarmente Disagiata,<br \/>\nin quanto gi\u00e0 garantite dall\u2019eccezione normativa del Decreto del Ministero della Sanit\u00e0 n. 70 del 2<br \/>\naprile 2015, dei commi 524 e 525 della Legge 28 dicembre 2015 n. 208 e di conseguenza degli<br \/>\neffetti relativi del Decreto del Ministero della Sanit\u00e0 del 21 giugno 2016.<br \/>\n4. Obiettivi futuri generali e sulle Aree Periferiche.<br \/>\nA livello di Aree Periferiche:<br \/>\na) Il riconoscimento integrale nella legislazione sanitaria, non contemplata dal DM 70\/2015, della<br \/>\nspecificit\u00e0 delle Aree Periferiche non Urbane come evidenziato nei punti 4 e 5 dei motivi ideali e<br \/>\nprogrammatici oggetto della presente piattaforma, elaborando una strategia complessiva<br \/>\ncompiuta.<br \/>\nb) L\u2019impossibilit\u00e0 del ridimensionamento dei servizi sanitari, a partire da quelli di emergenza\/urgenza,<br \/>\nnelle Aree Periferiche e nelle aree a forte vocazione turistica del paese, per impedire anche il crollo<br \/>\ndi questa risorsa vitale per tanti piccoli borghi d\u2019Italia.<br \/>\nA livello di Riforma Sanitaria Nazionale e di Piano Nazionale Sanitario:<br \/>\na) Come linea di indirizzo, le Regioni non devono delegare funzioni HUB o SPOKE alle strutture private,<br \/>\ne comunque solo dopo aver coinvolto nelle emergenze\/urgenze di settore di Alta Specializzazione<br \/>\nle Universit\u00e0 e i presidi pubblici.<br \/>\nb) Le Regioni sono invitate ad abolire la prassi consolidata a chiudere Servizi a bassa frequenza di<br \/>\npazienti, che non raggiungono gli standard di attivit\u00e0 previsti dalle norme attuali, a causa di aspetti<br \/>\nlegati alla scarsa \u201cfiducia\u201d per cattiva organizzazione e\/o inadeguata professionalit\u00e0, pur in<br \/>\npresenza di bisogni sanitari statisticamente ed epidemiologicamente rilevanti che costringono i<br \/>\ncittadini \u201call\u2019emigrazione sanitaria forzata\u201d, prevedendo, in alternativa, provvedimenti, sia relativi<br \/>\nalle responsabilit\u00e0 gestionali\/organizzative, che sul piano formativo\/professionale.<br \/>\nc) Dare indicazioni stringenti sull\u2019elaborazione di piani sanitari a livello Nazionale e Regionali basati<br \/>\nprevalentemente sulle indagini epidemiologiche e spalmati nell\u2019arco di verifiche puntuali ventennali<br \/>\nper verificarne la reale incidenza.<br \/>\nd) Ripristinare l\u2019opzione esclusiva del rapporto di lavoro del personale medico con il Servizio Sanitario<br \/>\nPubblico senza eccezioni e abolire l\u2019istituto dell\u2019intramoenia, che non ha portato all\u2019abbattimento<br \/>\ndelle liste di attesa, precisando per decreto gli standard minimi obbligatori di ogni prestazione<br \/>\nsanitaria mensile da garantire nei presidi pubblici, con l\u2019obbligo di motivare e verificarne<br \/>\nl\u2019eventuale mancato raggiungimento, e assicurare remunerazione aggiuntiva e premiale come<br \/>\nincentivazione nel caso di superamento dello standard.<br \/>\ne) Per la sicurezza dell\u2019Emergenza\/Urgenza prevedere obbligatoriamente che ogni postazione 118<br \/>\nabbia il medico a bordo, superando la prassi sempre pi\u00f9 in voga per meri motivi economici di<br \/>\nequipaggi su Mezzo di Soccorso senza tale figura professionale decisiva, adeguatamente formato e<br \/>\npreparato a gestire l\u2019emergenza, e che non vi siano deroghe in materia che mettono in pericolo la<br \/>\nsalute del cittadino.<br \/>\nAlle Amministrazioni Regionali e delle ASL si chiede:<br \/>\na) Di ripensare le convenzioni in essere con strutture private, sia di assistenza ospedaliera generalista<br \/>\nche specialistica, spesso non comportanti alcun vantaggio economico, che determinano la chiusura<br \/>\ndegli stessi servizi nelle strutture pubbliche che li erogano con adeguatezza, e comunque prevedere<br \/>\nun piano di riduzione del budget per le strutture private generaliste e di servizi ambulatoriali non di<br \/>\nalta specializzazione, non inferiore al 25% rispetto a quelli attuali.<br \/>\nb) Di indirizzare la politica economica di riduzione degli sprechi in sanit\u00e0 alla de-burocratizzazione del<br \/>\nsistema, con lo snellimento delle strutture amministrative di supporto, al pieno utilizzo di strutture<br \/>\ne attrezzature, con la verifica dei costi per l\u2019acquisto di beni e servizi, sul controllo del<br \/>\nfinanziamento del sistema basato sulla fiscalit\u00e0 generale proporzionata al reddito, che renda<br \/>\nsostenibile il sistema senza ricorso al ticket.<br \/>\nCrediamo che queste nostre considerazioni, estremamente concrete e di un\u2019evidenza chiara, siano<br \/>\nperfettamente in linea con le linee guida del Piano Sanitario Nazionale 2015 \u2013 2018 e contribuiscano<br \/>\nesplicitamente ad assicurare il benchmark dell\u2019Assistenza Sanitaria nelle Aree Disagiate, Periferiche ed<br \/>\ninsulari d\u2019Italia, migliorando notevolmente la qualit\u00e0 della salute dei cittadini.<br \/>\nFirenze, 5 novembre 2016.<br \/>\nI COMITATI FONDATORI E ADERENTI AL CISADeP<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; giunto finalmente a termine il lavoro preparatorio inaugurato dall&#8217;Assemblea di Roma del 22 luglio 2016 e proseguito con l&#8217;Assemblea di Bologna del 10 settembre 2016 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