{"id":79907,"date":"2016-08-11T14:12:05","date_gmt":"2016-08-11T12:12:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bellunopress.it\/?p=79907"},"modified":"2016-08-11T14:12:05","modified_gmt":"2016-08-11T12:12:05","slug":"bollo-auto-ultraventennali-la-corte-costituzionale-bacchetta-le-regioni-la-tassa-va-pagata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2016\/08\/11\/bollo-auto-ultraventennali-la-corte-costituzionale-bacchetta-le-regioni-la-tassa-va-pagata\/","title":{"rendered":"Bollo auto ultraventennali. La Corte costituzionale bacchetta le Regioni, la tassa va pagata"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/sentenza-giustizia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-79908\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/sentenza-giustizia.jpg\" alt=\"sentenza giustizia\" width=\"190\" height=\"167\" \/><\/a>La tassa automobilistica \u00e8 un tributo erariale, oggetto della competenza esclusiva statale attribuita dall\u2019art. 117 Cost., e non un tributo proprio della regione. E pertanto le Regioni non possono istituire esenzioni non espressamente previste o in contrasto con la legge dello Stato. E dunque, i\u00a0veicoli (auto e moto) con et\u00e0 tra i 20 e i 29 anni sono soggetti al pagamento della tassa automobilistica. Cos\u00ec ha deciso la\u00a0Corte Costituzionale con sentenza\u00a0n. 199 del 21 luglio 2016.<\/p>\n<p>La Corte Costituzionale ha dichiarato l\u2019illegittimit\u00e0 costituzionale delle leggi regionali che hanno previsto l\u2019esenzione dal pagamento della tassa automobilistica per i veicoli con et\u00e0 tra i 20 e i 29 anni. Tali veicoli di particolare interesse storico e collezionistico sono soggetti al pagamento della tassa automobilistica per effetto dell\u2019art. 1, comma 666, lettera b), della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato \u2013 legge di stabilit\u00e0 2015), che ha abrogato l\u2019esenzione precedentemente prevista dall\u2019art. 63, comma 2, della legge 21 novembre 2000, n. 342 (Misure in materia fiscale).<\/p>\n<p>Alle regioni \u00e8 stato attribuito dal legislatore statale il gettito della tassa, unitamente all\u2019attivit\u00e0 amministrativa connessa alla sua riscossione, restando invece ferma la competenza esclusiva dello Stato per ogni altro aspetto della disciplina sostanziale della tassa stessa. Pertanto le regioni non possono modificarne il presupposto, n\u00e9 introdurre nuove agevolazioni, e neppure istituire un particolare regime relativo al pagamento di sanzioni e interessi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>SENTENZA N. 199\u00a0ANNO 2016<\/p>\n<p>REPUBBLICA ITALIANA &#8211;\u00a0IN NOME DEL POPOLO ITALIANO<\/p>\n<p>LA CORTE COSTITUZIONALE \u00a0(\u2026) \u00a0ha pronunciato la seguente<\/p>\n<p>SENTENZA<\/p>\n<p>nei giudizi di legittimit\u00e0 costituzionale dell\u2019art. 8 della legge della Regione Umbria 30 marzo 2015, n. 8 (Disposizioni collegate alla manovra di bilancio 2015 in materia di entrate e di spese \u2013 Modificazioni ed integrazioni di leggi regionali), e dell\u2019art. 1, commi 2, 3 e 4, della legge della Regione Basilicata 31 marzo 2015, n. 14 (Disposizioni in materia di veicoli ultraventennali), promossi dal Presidente del Consiglio dei ministri, con ricorsi notificati il 29 maggio-4 giugno 2015, depositati in cancelleria l\u20198 giugno 2015 ed iscritti ai nn. 61 e 62 del registro ricorsi 2015.<\/p>\n<p>Visto l\u2019atto di costituzione della Regione Basilicata;<\/p>\n<p>udito nell\u2019udienza pubblica del 21 giugno 2016 il Giudice relatore Giorgio Lattanzi;<\/p>\n<p>udito l\u2019avvocato dello Stato Angelo Venturini per il Presidente del Consiglio dei ministri.<\/p>\n<p>Ritenuto in fatto<\/p>\n<p>1.\u2013 Con ricorso spedito per la notificazione il 29 maggio 2015, ricevuto il successivo 4 giugno e depositato l\u20198 giugno 2015 (reg. ric. n. 61 del 2015), il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall\u2019Avvocatura generale dello Stato, ha promosso questioni di legittimit\u00e0 costituzionale dell\u2019art. 8 della legge della Regione Umbria 30 marzo 2015, n. 8 (Disposizioni collegate alla manovra di bilancio 2015 in materia di entrate e di spese \u2013 Modificazioni ed integrazioni di leggi regionali), in riferimento agli artt. 23, 117, secondo comma, lettera e), e 119, secondo comma, della Costituzione.<\/p>\n<p>L\u2019art. 8 impugnato sostituisce il comma 7-ter dell\u2019art.1 della legge della Regione Umbria 24 dicembre 2007, n. 36 (Disposizioni in materia tributaria e di altre entrate della Regione Umbria), e vi aggiunge i commi 7-quater e 7-quinquies.<\/p>\n<p>Il comma 7-ter, nella versione introdotta dalla disposizione censurata, stabilisce che a partire dal 1\u00b0 gennaio 2016 la tassa automobilistica ordinaria \u00e8 sostituita da una \u00abtassa di possesso forfettaria\u00bb, con riferimento agli autoveicoli e ai motoveicoli immatricolati da almeno venti anni e dotati di particolari \u00abrequisiti di peculiarit\u00e0\u00bb specificati dalla norma, anche sulla base (aggiunge il ricorrente) di una delibera della Giunta regionale.<\/p>\n<p>Il comma 7-quater assoggetta la tassa di possesso forfettaria alla disciplina di pagamento prevista per la tassa automobilistica, e permette al contribuente di optare per quest\u2019ultima, ove la prima sia di importo superiore.<\/p>\n<p>Il comma 7-quinquies si occupa degli autoveicoli e motoveicoli di particolare interesse storico e artistico e \u00abdi et\u00e0 compresa tra i venti e i ventinove anni\u00bb, soggetti alla tassa automobilistica per effetto dell\u2019art. 1, comma 666, lettera b), della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato \u2013 legge di stabilit\u00e0 2015), che ha abrogato l\u2019esenzione prevista, a talune condizioni, dall\u2019art. 63, comma 2, della legge 21 novembre 2000, n. 342 (Misure in materia fiscale). La norma impugnata esclude l\u2019applicazione di sanzioni e interessi per i pagamenti tardivi effettuati entro il 31 maggio 2015.<\/p>\n<p>Il ricorrente premette che la tassa automobilistica \u00e8 un tributo proprio derivato delle Regioni, che ne incamerano il gettito, ma possono disciplinarlo solo entro i limiti massimi di manovrabilit\u00e0 previsti dalla legislazione statale, in base all\u2019art. 8, comma 2, del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68 (Disposizioni in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province, nonch\u00e9 di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario).<\/p>\n<p>Come questa Corte avrebbe riconosciuto con la sentenza n. 288 del 2012, la tassa automobilistica sarebbe perci\u00f2 un tributo erariale, oggetto della competenza esclusiva statale attribuita dall\u2019art. 117, secondo comma, lettera e), Cost., e non costituirebbe, invece, un tributo proprio della Regione ai sensi dell\u2019art. 119, secondo comma, Cost.<\/p>\n<p>La Regione, in particolare, non potrebbe modificarne il presupposto, n\u00e9 introdurre nuove agevolazioni, e neppure istituire un particolare regime relativo al pagamento di sanzioni e interessi.<\/p>\n<p>La disposizione impugnata, per tali ragioni, violerebbe gli artt. 117, secondo comma, lettera e), e 119, secondo comma, Cost.<\/p>\n<p>Inoltre, sarebbe leso l\u2019art. 23 Cost., quanto alla riserva relativa di legge, a causa dell\u2019attribuzione alla Giunta regionale del potere \u00abdi individuare lo stesso presupposto oggettivo della tassa, o parti essenziali di esso, individuando gli autoveicoli ed i motoveicoli oggetto della medesima nell\u2019ambito di una disciplina primaria non sufficientemente definita\u00bb.<\/p>\n<p>2.\u2013 Nelle more del giudizio, l\u2019art. 2, comma 2, della legge della Regione Umbria 19 novembre 2015, n. 16, recante \u00abUlteriori modificazioni della legge regionale 24 dicembre 2007, n. 36 (Disposizioni in materia tributaria e di altre entrate della Regione Umbria); modificazioni della legge regionale 30 marzo 2015, n. 8 (Disposizioni collegate alla manovra di bilancio 2015 in materia di entrate e di spese \u2013 Modificazioni ed integrazioni di leggi regionali); ulteriori modificazioni della legge regionale 5 marzo 2009, n. 4 (Disposizioni collegate alla manovra di bilancio 2009 in materia di entrate e di spese). Nomina Commissario straordinario dell\u2019Agenzia Umbria ricerche\u00bb, ha abrogato l\u2019art. 8 impugnato.<\/p>\n<p>3.\u2013 Con ricorso spedito per la notificazione il 29 maggio 2015 e depositato il successivo 8 giugno (reg. ric. n. 62 del 2015), il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall\u2019Avvocatura generale dello Stato, ha promosso questioni di legittimit\u00e0 costituzionale dell\u2019art. 1, commi 2, 3 e 4, della legge della Regione Basilicata 31 marzo 2015, n. 14 (Disposizioni in materia di veicoli ultraventennali), in riferimento agli artt.117, secondo coma, lettera e), e 119, secondo comma, Cost.<\/p>\n<p>4.\u2013 L\u2019art. 1, commi 2 e 3, prevede che non siano dovuti interessi e sanzioni sui pagamenti integrativi della tassa automobilistica per l\u2019anno 2015, purch\u00e9 eseguiti \u00aballa data di entrata in vigore\u00bb della legge regionale n. 14 del 2015.<\/p>\n<p>L\u2019art. 1, comma 4, aggiunge all\u2019art. 39 della legge della Regione Basilicata 27 gennaio 2015, n. 4 (Collegato alla legge di stabilit\u00e0 regionale 2015), i commi 2-bis e 2-ter.<\/p>\n<p>Il comma 2-bis esenta dalla tassa automobilistica gli autoveicoli e i motoveicoli di et\u00e0 compresa tra venti e trenta anni, di interesse storico o collezionistico e iscritti in appositi registri.<\/p>\n<p>Il comma 2-ter assoggetta questi veicoli, in caso di utilizzazione sulla pubblica strada, ad una \u00abtassa di circolazione forfettaria\u00bb.<\/p>\n<p>Il ricorrente osserva che la Regione Basilicata, pur avendo abrogato una tassa regionale di possesso su particolari veicoli, sostitutiva della tassa automobilistica ordinaria (art. 39, commi 2, 3 e 4, della legge regionale n. 4 del 2015), ha reintrodotto con il comma 4 impugnato un\u2019esenzione da questo tributo per particolari autoveicoli e motoveicoli, e previsto in luogo di esso una innovativa tassa regionale, nonostante il gi\u00e0 citato art. 1, comma 666, lettera b), della legge n. 190 del 2014 avesse abrogato il regime di favore di cui tali veicoli godevano.<\/p>\n<p>Sarebbero perci\u00f2 violati, per ragioni analoghe a quelle esposte nel ricorso contro la legge della Regione Umbria n. 8 del 2015, gli artt. 117, secondo comma, lettera e), e 119, secondo comma, Cost.<\/p>\n<p>Quanto ai commi 2 e 3 impugnati, la disciplina di favore sul pagamento delle sanzioni e degli interessi sarebbe conseguente all\u2019introduzione, e alla successiva abrogazione, della tassa regionale sul possesso di autoveicoli e motoveicoli \u00abcon iscrizione al PRA dal 20\u00b0 al 29\u00b0 anno\u00bb, prevista dall\u2019art. 39, commi 3 e 4 della legge regionale n. 4 del 2015, abrogati dall\u2019art. 1, comma 1, della legge della Regione Basilicata n. 14 del 2015.<\/p>\n<p>L\u2019esenzione da sanzioni e interessi riguarderebbe quindi i contribuenti che, fidando sul pi\u00f9 favorevole regime della tassa regionale, avrebbero eseguito un pagamento inferiore a quanto dovuto a titolo di tassa automobilistica ordinaria, con conseguente obbligo di corrispondere la differenza, una volta abrogata la tassa regionale.<\/p>\n<p>Il ricorrente ritiene che ecceda dalla competenza regionale incidere sul regime delle sanzioni e degli interessi dovuti a causa dell\u2019omesso versamento di un tributo proprio derivato della Regione, istituito e regolato dalla legge statale.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultima, si aggiunge, gi\u00e0 disciplina con l\u2019art. 10 della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente) il regime di tutela dell\u2019affidamento del contribuente, che non \u00e8 soggetto a sanzioni e interessi quando si sia conformato ad indicazioni contenute in atti dell\u2019amministrazione finanziaria, ancorch\u00e9 successivamente modificate. La norma regionale perci\u00f2 \u00abappare anche sotto tale aspetto ultronea ed in contrasto con quella statale\u00bb, e dunque lesiva degli artt. 117, secondo comma, lettera e), e 119, secondo comma, Cost.<\/p>\n<p>5.\u2013 Si \u00e8 costituita in giudizio la Regione Basilicata, chiedendo il rigetto del ricorso con riferimento all\u2019art. 1, commi 2 e 3, della legge regionale n. 14 del 2015, ma non opponendosi alla dichiarazione di illegittimit\u00e0 costituzionale del successivo comma 4.<\/p>\n<p>La Regione premette che l\u2019art. 17, comma 10, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 (Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica) le demanda la riscossione, l\u2019accertamento, il recupero, i rimborsi e l\u2019applicazione delle sanzioni relative alla tassa automobilistica.<\/p>\n<p>A causa dell\u2019introduzione per il 2015 del pi\u00f9 favorevole regime previsto dall\u2019art. 39, commi 3, 4 e 5, della legge regionale n. 4 del 2015, i contribuenti, che hanno adempiuto all\u2019obbligo tributario, come previsto, entro il 4 aprile 2015, si troverebbero ingiustamente esposti al pagamento di sanzioni e interessi, conseguenti all\u2019abrogazione di tale regime e alla reintroduzione della tassa automobilistica ordinaria.<\/p>\n<p>Le norme censurate hanno perci\u00f2 inteso applicare il principio di collaborazione secondo buona fede tra contribuente e amministrazione finanziaria, gi\u00e0 enunciato dall\u2019art. 10, comma 2, della legge n. 212 del 2000. Si sarebbe quindi tutelato l\u2019affidamento dei consociati sul pregresso stato normativo, esonerandoli dall\u2019obbligo di versare sanzioni e interessi, fermo restando invece quello di integrare il pagamento sulla base di quanto dovuto a titolo di tassa automobilistica ordinaria.<\/p>\n<p>6.\u2013 Nelle more del giudizio, i commi 2-bis e 2-ter della legge regionale n. 4 del 2015, come introdotti dall\u2019art. 1, comma 4, impugnato, sono stati abrogati dall\u2019art. 1, comma 1, della legge della Regione Basilicata 27 ottobre 2015, n. 47 (Disposizioni varie in materia di veicoli ultraventennali e di provvidenze economiche di cui alle leggi regionali n. 22\/1986, n. 26\/1989 e n. 30\/1981 e s.m.i.), mentre l\u2019art. 1, commi 2 e 3, \u00e8 stato abrogato dall\u2019art. 1, comma 2, della medesima legge regionale n. 47 del 2015.<\/p>\n<p>Con memoria deposita in prossimit\u00e0 dell\u2019udienza pubblica, la Regione Basilicata ha chiesto che sia dichiarata la cessazione della materia del contendere in seguito all\u2019abrogazione della norma impugnata da parte dell\u2019art. 1 della legge regionale n. 47 del 2015.<\/p>\n<p>L\u2019Avvocatura generale dello Stato si \u00e8 opposta e ha osservato che la norma dell\u2019art. 1, comma 4, \u00e8 stata reintrodotta, a partire dal 2016, dall\u2019art. 22 della legge regionale 9 febbraio 2016, n. 3 (Legge di stabilit\u00e0 regionale 2016), e che i commi 2 e 3 dell\u2019art. 1 potrebbero avere avuto applicazione nel 2015. Relativamente all\u2019art. 1, comma 4, l\u2019Avvocatura generale ha chiesto il trasferimento della questione sull\u2019art. 22 della legge regionale n. 3 del 2016.<\/p>\n<p>Nel merito, l\u2019Avvocatura generale dello Stato ha rilevato che l\u2019illegittimit\u00e0 costituzionale dell\u2019art. 1, comma 4, dovrebbe comportare quella dei commi 2 e 3, che gli sono collegati.<\/p>\n<p>Inoltre, il regime degli interessi e delle sanzioni su tributo erariale apparterrebbe alla competenza esclusiva dello Stato e non vi sarebbe alcun legittimo affidamento da tutelare, posto che \u00abil riparto delle competenze legislative tra Stato e Regioni in materia [tributaria] risulta chiarito da tempo\u00bb e \u00abdeve essere conosciuto da tutti i contribuenti\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019art. 1, comma 666, della legge n. 190 del 2014 non potrebbe poi comportare \u00abdifficolt\u00e0 applicative\u00bb.<\/p>\n<p>Considerato in diritto<\/p>\n<p>1.\u2013 Con ricorso spedito per la notificazione il 29 maggio 2015, ricevuto il successivo 4 giugno e depositato l\u20198 giugno 2015 (reg. ric. n. 61 del 2015), il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall\u2019Avvocatura generale dello Stato, ha promosso questioni di legittimit\u00e0 costituzionale dell\u2019art. 8 della legge della Regione Umbria 30 marzo 2015, n. 8 (Disposizioni collegate alla manovra di bilancio 2015 in materia di entrate e di spese \u2013 Modificazioni ed integrazioni di leggi regionali), in riferimento agli artt. 23, 117, secondo comma, lettera e), e 119, secondo comma, della Costituzione.<\/p>\n<p>Con ricorso spedito per la notificazione il 29 maggio 2015 e depositato il successivo 8 giugno (reg. ric. n. 62 del 2015), il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall\u2019Avvocatura generale dello Stato, ha promosso questioni di legittimit\u00e0 costituzionale dell\u2019art. 1, commi 2, 3 e 4, della legge della Regione Basilicata 31 marzo 2015, n. 14 (Disposizioni in materia di veicoli ultraventennali), in riferimento agli artt. 117, secondo comma, lettera e), e 119, secondo comma, Cost.<\/p>\n<p>Le disposizioni impugnate recano un\u2019esenzione dalla tassa automobilistica per certe categorie di autoveicoli e motoveicoli, e sollevano dall\u2019applicazione di sanzioni e interessi i contribuenti che non abbiano osservato i termini per corrispondere la tassa.<\/p>\n<p>Il ricorrente, premesso che la tassa automobilistica \u00e8 un tributo erariale, il cui gettito \u00e8 devoluto alle Regioni, deduce la violazione degli artt. 117, secondo comma, lettera e), e 119, secondo comma, Cost.<\/p>\n<p>Sarebbe inoltre violato l\u2019art. 23 Cost., poich\u00e9 l\u2019art. 8 della legge della Regione Umbria n. 8 del 2015, in relazione al nuovo comma 7-ter introdotto nell\u2019art. 1 della legge regionale 24 dicembre 2007, n. 36 (Disposizioni in materia tributaria e di altre entrate della Regione Umbria), attribuirebbe alla Giunta il potere di individuare con regolamento i veicoli destinatari dell\u2019esenzione.<\/p>\n<p>2.\u2013 I ricorsi pongono questioni analoghe, sicch\u00e9 \u00e8 opportuna la riunione dei relativi giudizi per una decisione congiunta.<\/p>\n<p>3.\u2013 Nelle more del giudizio, l\u2019art. 2, comma 2, della legge della Regione Umbria 19 novembre 2015, n. 16, recante \u00abUlteriori modificazioni della legge regionale 24 dicembre 2007, n. 36 (Disposizioni in materia tributaria e di altre entrate della Regione Umbria); modificazioni della legge regionale 30 marzo 2015, n. 8 (Disposizioni collegate alla manovra di bilancio 2015 in materia di entrate e di spese \u2013 Modificazioni ed integrazioni di leggi regionali); ulteriori modificazioni della legge regionale 5 marzo 2009, n. 4 (Disposizioni collegate alla manovra di bilancio 2009 in materia di entrate e di spese). Nomina Commissario straordinario dell\u2019Agenzia Umbria ricerche\u00bb), ha abrogato l\u2019art. 8 impugnato.<\/p>\n<p>Ne segue la cessazione della materia del contendere con riferimento alla sostituzione, da parte della disposizione abrogata, del comma 7-ter e all\u2019introduzione del comma 7-quater dell\u2019art. 1 della legge regionale n. 36 del 2007. Essi, infatti, disciplinano l\u2019esenzione dalla tassa automobilistica a partire dal 1\u00b0 gennaio 2016, e non hanno conseguentemente avuto applicazione, mentre \u00e8 evidente il carattere satisfattivo dell\u2019abrogazione (sentenza n. 149 del 2015).<\/p>\n<p>Viceversa, ha trovato applicazione il comma 7-quinquies, come introdotto dall\u2019art. 8 impugnato, che esclude sanzioni e interessi per i pagamenti tardivi effettuati entro il 31 maggio 2015, con la conseguenza che va decisa la relativa questione di legittimit\u00e0 costituzionale.<\/p>\n<p>Parimenti, non determina cessazione della materia del contendere l\u2019abrogazione dell\u2019art. 1, commi 2, 3 e 4, della legge della Regione Basilicata n. 14 del 2015, da parte dell\u2019art. 1 della legge regionale 27 ottobre 2015, n. 47 (Disposizioni varie in materia di veicoli ultraventennali e di provvidenze economiche di cui alle leggi regionali n. 22\/1986, n. 26\/1989 e n. 30\/1981 e s.m.i.).<\/p>\n<p>Con riferimento al comma 4, che introduce una tassa di circolazione forfettaria in luogo della tassa automobilistica per taluni veicoli per l\u2019anno 2015, va infatti rilevato che una norma del tutto analoga \u00e8 stata introdotta dall\u2019art. 22 della legge della Regione Basilicata 9 febbraio 2016, n. 3 (Legge di stabilit\u00e0 regionale 2016). Per effetto della sostanziale identit\u00e0 del contenuto precettivo e della carica lesiva, l\u2019odierna questione va perci\u00f2 trasferita sul nuovo testo della norma.<\/p>\n<p>Con riferimento ai commi 2 e 3, che esonerano da sanzioni e interessi i pagamenti tardivi della tassa automobilistica per il 2015, va invece rilevato che le disposizioni hanno avuto applicazione.<\/p>\n<p>4.\u2013 La questione di legittimit\u00e0 costituzionale dell\u2019art. 1, comma 4, della legge della Regione Basilicata n. 14 del 2015, nel testo di cui all\u2019art. 22 della legge regionale n. 3 del 2016, \u00e8 fondata.<\/p>\n<p>La disposizione impugnata mantiene in vigore un regime di favore, in precedenza stabilito dall\u2019art. 63 della legge 21 novembre 2000, n. 342 (Misure in materia fiscale) per i veicoli e motoveicoli di et\u00e0 compresa tra venti e ventinove anni di particolare interesse storico e collezionistico.<\/p>\n<p>Questo regime \u00e8 stato abrogato dall\u2019art. 1, comma 666, lettera b), della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato \u2013 legge di stabilit\u00e0 2015), ma viene reintrodotto, a talune condizioni, dalla norma impugnata, attraverso la sostituzione della tassa automobilistica con una tassa di circolazione forfettaria.<\/p>\n<p>La tassa automobilistica \u00e8 prevista, per quanto qui interessa, dall\u2019art. 8, comma 2, del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68 (Disposizioni in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province, nonch\u00e9 di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario), che permette alle Regioni di disciplinarla, fermi restando i limiti massimi di manovrabilit\u00e0 indicati dalla legislazione statale.<\/p>\n<p>Questa Corte, nel vigore del citato art. 8, ha gi\u00e0 ritenuto che tali limiti concernono anche le esenzioni, permesse solo nei termini stabiliti dalla legge dello Stato (sentenza n. 288 del 2012), cos\u00ec confermando la propria giurisprudenza anteriore (sentenze n. 451 del 2007, n. 455 del 2005 e n. 296 del 2003).<\/p>\n<p>Deve perci\u00f2 ribadirsi che un intervento sull\u2019esenzione dalla tassa dei veicoli di interesse storico e collezionistico eccede la competenza regionale e incide \u00absu [un] aspett[o] della disciplina sostanziale del tributo riservat[o] alla competenza legislativa esclusiva dello Stato\u00bb (sentenza n. 455 del 2005), in violazione degli artt. 117, secondo comma, lettera e), e 119, secondo comma, Cost.<\/p>\n<p>5.\u2013 Le questioni di legittimit\u00e0 costituzionale dell\u2019art. 8 della legge della Regione Umbria n. 8 del 2015, nella parte in cui introduce il comma 7-quinquies dell\u2019art. 1 della legge regionale n. 36 del 2007, e dell\u2019art. 1, commi 2 e 3, della legge della Regione Basilicata n. 14 del 2015, sono fondate.<\/p>\n<p>Le disposizioni impugnate hanno avuto l\u2019effetto di prorogare il termine per corrispondere la tassa automobilistica per l\u2019anno 2015, perch\u00e9 hanno esonerato da sanzioni e interessi chi ha versato l\u2019importo dopo una certa data, posteriore a quella stabilita dalla normativa statale con il decreto del Ministro delle finanze 18 novembre 1998, n. 462 (Regolamento recante modalit\u00e0 e termini di pagamento delle tasse automobilistiche, ai sensi dell\u2019articolo 18 della legge 21 maggio 1955, n. 463), in esecuzione della competenza esclusiva attribuita allo Stato sui tributi erariali dall\u2019art. 117, secondo comma, lettera e), Cost.<\/p>\n<p>Per valutare la legittimit\u00e0 di tale proroga occorre considerare, da un lato, che la tassa automobilistica non pu\u00f2 annoverarsi tra i tributi propri regionali (sentenza n. 288 del 2012), e, dall\u2019altro, che \u00aballe regioni a statuto ordinario \u00e8 stato attribuito dal legislatore statale il gettito della tassa, unitamente all\u2019attivit\u00e0 amministrativa connessa alla sua riscossione, nonch\u00e9 un limitato potere di variazione dell\u2019importo originariamente stabilito con decreto ministeriale, restando invece ferma la competenza esclusiva dello Stato per ogni altro aspetto della disciplina sostanziale della tassa stessa\u00bb (sentenza n. 296 del 2003).<\/p>\n<p>In particolare, i termini di pagamento, e il correlato regime sanzionatorio in caso di inosservanza, non sono inclusi nell\u2019oggetto del decreto del Ministro delle finanze 25 novembre 1998, n. 418 (Regolamento recante norme per il trasferimento alle regioni a statuto ordinario delle funzioni in materia di riscossione, accertamento, recupero, rimborsi e contenzioso relative alle tasse automobilistiche non erariali), che attiene solo alle modalit\u00e0 di applicazione delle sanzioni, con carattere cedevole rispetto alla sopravvenuta normativa regionale (sentenza n. 507 del 2000), e non al regime sostanziale delle stesse (art. 17, comma 10, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, recante \u00abMisure per la stabilizzazione della finanza pubblica\u00bb), implicato dalle norme in questione.<\/p>\n<p>Le disposizioni impugnate hanno perci\u00f2 violato gli artt. 117, secondo comma, lettera e), e 119, secondo comma, Cost.<\/p>\n<p>per questi motivi<\/p>\n<p>LA CORTE COSTITUZIONALE<\/p>\n<p>riuniti i giudizi,<\/p>\n<p>1) dichiara l\u2019illegittimit\u00e0 costituzionale dell\u2019art. 1, comma 4, della legge della Regione Basilicata 31 marzo 2015, n. 14 (Disposizioni in materia di veicoli ultraventennali), previo trasferimento della questione sull\u2019art. 22 della legge della Regione Basilicata 9 febbraio 2016, n. 3 (Legge di stabilit\u00e0 regionale 2016);<\/p>\n<p>2) dichiara l\u2019illegittimit\u00e0 costituzionale dell\u2019art. 1, commi 2 e 3, della legge della Regione Basilicata n. 14 del 2015;<\/p>\n<p>3) dichiara l\u2019illegittimit\u00e0 costituzionale dell\u2019art. 8 della legge della Regione Umbria 30 marzo 2015, n. 8 (Disposizioni collegate alla manovra di bilancio 2015 in materia di entrate e di spese \u2013 Modificazioni ed integrazioni di leggi regionali), nella parte in cui introduce il comma 7-quinquies dell\u2019art. 1 della legge della Regione Umbria 24 dicembre 2007, n. 36 (Disposizioni in materia tributaria e di altre entrate della Regione Umbria);<\/p>\n<p>4) dichiara cessata la materia del contendere sulle questioni di legittimit\u00e0 costituzionale dell\u2019art. 8 della legge della Regione Umbria n. 8 del 2015, nella parte in cui sostituisce il comma 7-ter e aggiunge il comma 7-quater dell\u2019art. 1 della citata legge della Regione Umbria n. 36 del 2007, promosse, in riferimento agli artt. 23, 117, secondo comma, lettera e), e 119, secondo comma, della Costituzione, dal Presidente del Consiglio dei ministri, con il ricorso iscritto al n. 61 del registro ricorsi 2015.<\/p>\n<p>Cos\u00ec deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 21 giugno 2016.<\/p>\n<p>Depositata in Cancelleria il 21 luglio 2016.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tassa automobilistica \u00e8 un tributo erariale, oggetto della competenza esclusiva statale attribuita dall\u2019art. 117 Cost., e non un tributo proprio della regione. 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