{"id":61938,"date":"2014-08-27T19:01:02","date_gmt":"2014-08-27T18:01:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bellunopress.it\/?p=61938"},"modified":"2014-08-27T19:03:44","modified_gmt":"2014-08-27T18:03:44","slug":"la-provincia-di-sondrio-chiedi-lapplicazione-della-legge-delrio-alla-regione-che-fara-ora-zaia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2014\/08\/27\/la-provincia-di-sondrio-chiedi-lapplicazione-della-legge-delrio-alla-regione-che-fara-ora-zaia\/","title":{"rendered":"La Provincia di Sondrio chiede l&#8217;applicazione della legge Delrio alla Regione. Che far\u00e0 ora Zaia?"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/belluno-provincia-autonoma.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-20159\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/belluno-provincia-autonoma.jpg\" alt=\"belluno-provincia-autonoma\" width=\"280\" height=\"199\" \/><\/a>Avere una provincia fa la differenza. C<\/span>ome ultimo atto la provincia (elettiva) di Sondrio, infatti, ha provveduto, attraverso il suo presidente Massimo Sertori, a far approvare una richiesta dettagliata delle deleghe che la Regione Lombardia pu\u00f2 immediatamente traferire alla propria provincia montana.<\/p>\n<p>N\u00e9 d\u00e0 notizia il Movimento Bard Belluno autonoma Regione Dolomiti, attraverso una nota che approfondisce l&#8217;intera questione, e pone caustico interrogativo: che far\u00e0 ora Zaia?<\/p>\n<div style=\"color: #000000;\">Nella delibera si fa esplicito riferimento alle comuni rivendicazioni ed alle battaglie che hanno accomunato negli ultimi anni Belluno e Sondrio, compresa la stretta attivit\u00e0 di pressione nei confronti del Senato e che ha portato ad un riconoscimento, per quanto del tutto ancora insufficiente, delle richieste delle nostre aree montane.<\/div>\n<div style=\"color: #000000;\">&#8220;Ora &#8211; prosegue la nota del Bard &#8211; \u00a0ci aspettiamo che il prossimo presidente della provincia di Belluno, scelto auspichiamo, fuori dalla logiche spartitorie dei partiti, provveda come primo atto ad approvare una legge simile. Come la Regione Lombardia, provveder\u00e0 a trasferire le materie a Sondrio ci aspettiamo che Zaia, faccia lo stesso con Belluno. Sappiamo che ci sono resistenze dalla pianura, che mal digeriscono di veder delegare materie importanti alla nostra gente, ma deve essere chiaro che non possiamo permetterci ulteriori ritardi: ne va della sopravvivenza delle nostre comunit\u00e0.<\/div>\n<div style=\"color: #000000;\">In futuro &#8211; conclude la nota &#8211; \u00a0Belluno e Sondrio lavoreranno ancora insieme per migliorare la legge di riforma costituzionale e portare a casa quello che ci serve: autonomia per le province alpine, come gi\u00e0 riconosciuto a Trento e Bolzano, e\u00a0prima di tutto provvedere\u00a0a che presidente e consiglio della Provincia\u00a0siano scelti dai Bellunesi e non nominati dalle segreterie dei partiti nazionali&#8221;.<\/div>\n<div style=\"color: #000000;\"><\/div>\n<div style=\"color: #000000;\"><\/div>\n<div style=\"color: #000000;\">Di seguito il documento approvato da Sondrio.<\/div>\n<p>RICHIESTA DI \u201cFORME PARTICOLARI DI AUTONOMIA\u201d ALLA PROVINCIA DI SONDRIO<\/p>\n<p>IN ATTUAZIONE DI QUANTO DISPOSTO DALL\u2019ARTICOLO 1, COMMA 3, SECONDO<br \/>\nPERIODO, E DAL COMMA 52, SECONDO PERIODO, DELLA LEGGE 7 APRILE 2014, N. 56<br \/>\nLa Provincia di Sondrio rivendica, legittimamente per ragioni storiche e per conformazione<br \/>\nterritoriale, l\u2019autonomia concessa dalla Costituzione italiana alla province di Trento e di<br \/>\nBolzano, e che oggi, inspiegabilmente, nella recente riforma del titolo V, della parte<br \/>\nseconda della Costituzione, approvata dal Senato della Repubblica Italiana non \u00e8 stata<br \/>\naccolta.<br \/>\nOrmai da pi\u00f9 anni \u00e8 in corso un dibattito politico \u2013 istituzionale sull\u2019esistenza o meno delle<br \/>\nprovince nella struttura ordinamentale dello Stato. Svariate sono state le proposte<br \/>\npresentate da numerosi gruppi politici per rivedere, riordinare e anche abolire le Province<br \/>\nin Italia.<br \/>\nIl dibattito ha avuto l\u2019eco dei media nazionali e anche internazionali, portando a una<br \/>\nsensibile rivendicazione da parte dell\u2019intera popolazione italiana per giungere a un<br \/>\ncompiuto riassetto istituzionale della Repubblica. Molti, in tal contesto, hanno considerato<br \/>\nle Province come inutili e non indispensabili nell\u2019erogazione di servizi efficienti ed efficaci<br \/>\nalla popolazione. Questo sentimento non \u00e8 risultato, per\u00f2, rispondente a quello della<br \/>\npopolazione Valtellinese e Valchiavennasca, che anzi ha dimostrato in maniera<br \/>\ninequivocabile l\u2019attaccamento all\u2019istituzione Provincia intraprendendo svariate iniziative,<br \/>\nculminate con la raccolta di ben 27.000 firme per il mantenimento dell\u2019Ente e l\u2019esposizione<br \/>\ndi drappi bianchi con la scritta SO sugli edifici, in modo da dimostrare l\u2019attaccamento della<br \/>\npopolazione all\u2019istituzione, che ne identifica appartenenza, cultura e identit\u00e0.<br \/>\nLe esigenze della popolazione residente in un territorio interamente montano, come del<br \/>\nresto avvenuto anche da parte della popolazione della provincia di Belluno (uniche 2<br \/>\nprovince interamente montane), sono state accolte e hanno avuto un primo<br \/>\nriconoscimento normativo con l\u2019emanazione da parte del Governo Monti del decreto legge<br \/>\n5 novembre 2012, n. 188 \u201cDisposizioni urgenti in materia di Province e citt\u00e0<br \/>\nmetropolitane\u201d , decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il 6<br \/>\nnovembre 2012, nel quale veniva specificato che \u201c\u2026\u2026..\u00e8 opportuno preservare la<br \/>\nspecificit\u00e0 delle Province il cui territorio \u00e8 integralmente montano in virt\u00f9 della peculiarit\u00e0<br \/>\ndei relativi territori\u201d.<br \/>\nProprio grazie alle continue esigenze e richieste avanzate dai territori interamente montani<br \/>\nil governo Monti interveniva nel riconoscere per la prima volta che le Province con<br \/>\nterritorio interamente montano dovevano avere un trattamento differenziato rispetto a<br \/>\ntutte le altre. I noti fatti di cronaca politica non hanno consentito successivamente al<br \/>\nParlamento di convertire in legge quel decreto a seguito del venir meno della maggioranza<br \/>\nparlamentare che appoggiava il governo Monti. Inevitabilmente anche la legge 7 aprile<br \/>\n2014, n. 56 non ha potuto che prendere atto di queste esigenze, gi\u00e0 manifestate dai<br \/>\ngoverni precedenti. Infatti l&#8217;articolo 1, comma 3, secondo periodo, della legge 7 aprile<br \/>\n2014 n. 56, riconosce alle province con territorio interamente montano e confinanti con<br \/>\npaesi stranieri le specificit\u00e0 di cui ai commi da 51 a 57 e da 85 a 97 della predetta legge.<br \/>\nPi\u00f9 in particolare, oltre alle funzioni di cui al comma 85 spettanti a tutte le province, quali<br \/>\nenti di area vasta, il comma 86 riconosce alle province con territorio interamente montano<br \/>\nle seguenti ulteriori funzioni fondamentali:<br \/>\na) cura dello sviluppo strategico del territorio e gestione di servizi in forma associata in<br \/>\nbase alle specificit\u00e0 del territorio medesimo;<br \/>\nb) cura delle relazioni istituzionali con province, province autonome, regioni, regioni a<br \/>\nstatuto speciale ed enti territoriali di altri Stati con esse confinanti e il cui territorio abbia<br \/>\ncaratteristiche montane, anche stipulando accordi e convenzioni con gli enti predetti. 3<br \/>\nL\u2019articolo 1, comma 52, secondo periodo, della legge cosiddetta Delrio dispone che, \u201c\u2026. Le<br \/>\nRegioni riconoscono alle Province di cui al comma 3, secondo periodo, forme particolari di<br \/>\nautonomia nelle materie di cui al predetto art. 117, commi terzo e quarto, della<br \/>\nCostituzione\u201d.<br \/>\nEd \u00e8 proprio in ottemperanza alle disposizioni normative citate che la Provincia di Sondrio,<br \/>\nquale ente rappresentativo degli interessi dei propri cittadini valtellinesi e<br \/>\nvalchiavennaschi, rivendica, quale territorio interamente montano della Lombardia, forme<br \/>\ne condizioni particolari di autonomia nei confronti della Regione.<br \/>\nE\u2019 oggi fondamentale segnare una svolta sul versante delle politiche per la montagna in un<br \/>\nperiodo, qual \u00e8 quello attuale, particolarmente difficile l\u00e0 dove, per fondati motivi, gi\u00e0 non<br \/>\n\u00e8 facile vivere, n\u00e9 fare impresa e scongiurare lo spopolamento con le inevitabili<br \/>\nconseguenze.<br \/>\nIl decentramento delle funzioni amministrative \u00e8 una sfida particolarmente importante per<br \/>\nil territorio valtellinese e i principi di sussidiariet\u00e0, di adeguatezza e di differenziazione<br \/>\nrisultano oggi centrali nell\u2019assunzione dei provvedimenti legislativi assunti dalla Regione<br \/>\nper la tutela, la salvaguardia e lo sviluppo dei territori montani.<br \/>\nUna politica regionale accorta deve obbligatoriamente essere in grado di differenziare le<br \/>\nproprie aree di intervento, calibrando le peculiarit\u00e0 del territorio montano, in modo da<br \/>\nfavorire la residenzialit\u00e0 delle persone e la vitalit\u00e0 delle imprese, cos\u00ec da garantire loro,<br \/>\ncoesione ed inclusione nel pi\u00f9 ampio sistema regionale.<br \/>\nE\u2019 giunto oggi il momento di favorire una politica legislativa atta a incentrare una serie di<br \/>\nmisure di semplificazione e di specificit\u00e0 proprie da far valere nei territori della montagna<br \/>\nlombarda. Un nuovo grande modello cooperativo e differenziato, che, proprio come<br \/>\ndisciplinato dalla legge Delrio, veda il riconoscimento di una corsia preferenziale nei<br \/>\nrapporti in essere con la Regione. 4<br \/>\nIl territorio valtellinese e valchiavennasco non pu\u00f2 assolutamente restare inerte di fronte<br \/>\nall\u2019ipotesi sempre pi\u00f9 fondata della soppressione dell\u2019ente Provincia.<br \/>\nLa presenza di piccole comunit\u00e0 sul territorio ha assicurato e garantito la presenza<br \/>\ndemografica e il mantenimento di un territorio, quale quello interamente montano, che<br \/>\ninnegabilmente ha anche delle oggettive fragilit\u00e0 e, in tal senso, l\u2019ente Provincia \u00e8 sempre<br \/>\nstata considerata come l\u2019Ente vocato per autonomia alla sintesi degli interessi delle piccole<br \/>\ncomunit\u00e0 locali. Un Ente che spesso \u00e8 stato visto, considerato e riconosciuto come terzo e<br \/>\nimparziale nel formulare la sintesi di molte comunit\u00e0 e referente verso le altre autorit\u00e0<br \/>\ncostituzionali (quali Regioni e Stato) nel rappresentare gli interessi dell\u2019intera collettivit\u00e0 di<br \/>\narea provinciale. A tal dimostrazione spesso l\u2019Ente si \u00e8 occupato di materie non rientranti<br \/>\nnelle competenze che il legislatore gli aveva assegnato, proprio al fine di garantire, in<br \/>\nquesta funzione, un\u2019erogazione di servizi soddisfacente ed efficiente alla propria gente<br \/>\n(basti, su tutte, rammentare l\u2019iniziativa intrapresa per la realizzazione della nuova strada<br \/>\nstatale 38 e l\u2019ingente contributo di risorse finanziarie che il territorio ha fornito per la sua<br \/>\nrealizzazione; un progetto strategico per migliorare i collegamenti della Valtellina con il<br \/>\nresto del Paese).<br \/>\nE\u2019 necessario, proprio per non svuotare il territorio valtellinese e valchiavennasco,<br \/>\nvalorizzare le sue peculiarit\u00e0 attribuendogli la conduzione diretta di compiti e funzioni di<br \/>\nrilevante interesse generale, per non tradire le aspettative di gran parte dell\u2019opinione<br \/>\npubblica provinciale, che ha dimostrato l\u2019attaccamento all\u2019istituzione Provincia e alla sua<br \/>\ninnegabile funzione svolta sul territorio valtellinese con iniziative di fondamentale rilevanza<br \/>\nad esempio il recepimento delle istanze intraprese dallo IAPS (Intergruppo Acque della<br \/>\nProvincia di Sondrio) a difesa della risorsa idrica. Iniziative che sono culminate, non ultimo<br \/>\nper importanza, con l\u2019approvazione del piano di bilancio idrico, unico strumento<br \/>\npianificatorio in materia di acque adottato da un\u2019amministrazione locale in Italia. 5<br \/>\nNon si pu\u00f2 sottacere come, non solo nelle realt\u00e0 caratterizzate dalla prevalenza di piccoli o<br \/>\npiccolissimi comuni, emerga in maniera inequivoca la necessit\u00e0 di un coordinamento delle<br \/>\nfunzioni di area vasta; coordinamento che indubbiamente non potrebbe essere<br \/>\nefficacemente garantito da semplici forme associative tra questi stessi piccoli comuni.<br \/>\nIl nostro territorio \u00e8 vocato, in primis, per conformazione territoriale, in secundis, per<br \/>\nl\u2019esigua popolazione residente sul territorio, a una gestione dei propri interessi e bisogni<br \/>\ncollettivi riconducibile a un ente di area vasta, che coincida con il territorio dell\u2019attuale<br \/>\nprovincia di Sondrio. A tal fine \u00e8 fondamentale prevedere una normativa conforme ad<br \/>\nalcuni precetti che gi\u00e0 l\u2019ordinamento comunitario conosce in riferimento a territori<br \/>\nsvantaggiati come quelli montani e che contestualmente va a configurare un esercizio<br \/>\nottimale delle funzioni amministrative declinando il principio fondamentale gi\u00e0 oggi<br \/>\nsancito dalla Costituzione dell\u2019adeguamento della legislazione alle esigenze dell\u2019autonomia<br \/>\ne del decentramento.<br \/>\nDel resto da tempo si sottolinea l\u2019indubbio svantaggio normativo che la montagna ha<br \/>\nsubito, svantaggio che spesso \u00e8 risultato in alcuni aspetti penalizzante al pari di quello<br \/>\ndemografico e di quello infrastrutturale. Si deve, invece, assicurare la presenza dell\u2019uomo<br \/>\nin montagna, in modo tale che la stessa sia concepita come una preziosa risorsa per lo<br \/>\nsviluppo economico-sociale della comunit\u00e0.<br \/>\nUna politica di confronto dialettico tra le esigenze di un\u2019area interamente montana e quelle<br \/>\ndi una politica legislativa regionale volta a contemperare gli interessi contrapposti delle<br \/>\ndiverse aree del territorio, necessita oggi di superare quella debole considerazione delle<br \/>\nesigenze della zone montane a cui spesso si impongono delle norme difficilmente<br \/>\napplicabili.<br \/>\nE\u2018 necessario oggi ripensare, per ragioni di omogeneit\u00e0 e specificit\u00e0, al diverso modo del<br \/>\n\u201cfare impresa\u201d oggi in montagna, della qualificazione del territorio montano e del 6<br \/>\nrafforzamento delle specificit\u00e0 nell\u2019erogazione dei servizi pubblici di ogni sorta, per<br \/>\ngarantire la presenza dell\u2019uomo nelle aree montane. Queste attenzioni a maggior ragione<br \/>\ndevono essere prese in considerazione dalla Regione nei confronti dell\u2019area valtellinese, la<br \/>\nquale confina con province autonome e con Stati esteri con conseguenti squilibri innegabili<br \/>\nsotto il profilo socio \u2013 economico, che richiedono un rafforzamento dell\u2019unit\u00e0 provinciale<br \/>\nrispetto ai rischi di disgregazione. Il principio di sussidiariet\u00e0 consente oggi a Regione<br \/>\nLombardia l\u2019integrale devoluzione di funzioni amministrative regolamentari, con<br \/>\ntrasferimento delle relative risorse, a una serie di settori speciali e specifici nei quali l\u2019ente<br \/>\nProvincia di Sondrio rivendica autonomia.<br \/>\nLe funzioni che ci si appresta a richiedere necessitano di essere esercitate su una<br \/>\ndimensione territoriale adeguata e specifica, quale quella montana, senza alcun tipo di<br \/>\naccentramento regionale. E\u2019 chiaro fin d\u2019ora che la devoluzione di specifiche funzioni<br \/>\namministrative non comporter\u00e0 maggiori esborsi a carico del bilancio della Regione, ma<br \/>\nsolo una diversa allocazione delle risorse finanziarie, consentendo, per\u00f2, alla Provincia di<br \/>\nSondrio di esercitare compiutamente la propria rivendicazione autonomistica.<br \/>\nUna rivendicazione che necessariamente dovr\u00e0 essere riconosciuta nello statuto della<br \/>\nRegione Lombardia in modo da enfatizzare il ruolo e la specificit\u00e0 della montagna<br \/>\nlombarda. 7<br \/>\nMATERIE SULLE QUALI SI RIVENDICA FORME PARTICOLARI DI AUTONOMIA<br \/>\nIN ATTUAZIONE DELL\u2019ART. 1, COMMA 3, SECONDO PERIODO, E DEL COMMA 52,<br \/>\nSECONDO PERIODO, DELLA LEGGE 7 APRILE 2014, N. 56<br \/>\nA) DEMANIO IDRICO<br \/>\n(GESTIONE E VALORIZZAZIONE DELLA RISORSA IDRICA)<br \/>\nSituazione attuale: la Provincia di Sondrio istruisce e autorizza le domande di<br \/>\nconcessione per piccole derivazioni idroelettriche; istruisce le domande per le concessioni<br \/>\nper grandi derivazioni idroelettriche; all\u2019attualit\u00e0 i canoni sono introitati dalla Regione<br \/>\nLombardia e trasferiti alla Provincia in ottemperanza all\u2019articolo 6 della legge regionale n.<br \/>\n33\/2007 per l\u2019attuazione dell\u2019AQST.<br \/>\nRivendicazioni cui all\u2019articolo 1, comma 52, L. n. 56\/2014: autorizzare anche le<br \/>\ndomande per le concessioni di grandi derivazioni idroelettriche; determinare e incassare i<br \/>\ncanoni di concessione sia per le piccole sia per le grandi derivazioni d\u2019acqua a scopo<br \/>\nidroelettrico. Si rivendica un ruolo attivo della Provincia di Sondrio con la Regione<br \/>\nLombardia in relazione ai rinnovi delle concessioni idroelettriche.<br \/>\nDETTAGLIO TECNICO &#8211; AMMINISTRATIVO<br \/>\nL\u2019Italia \u00e8 uno dei maggiori produttori di energia idroelettrica in Europa con una produzione<br \/>\nche nel 2011 ha raggiunto 45.8 TWh (47.7 TWh, tenendo conto degli apporti da<br \/>\npompaggio), capaci di soddisfare circa il 15% della domanda nazionale di energia elettrica.<br \/>\nLa Regione Lombardia contribuisce per quasi il 28% alla produzione idroelettrica nazionale<br \/>\ne circa il 50% di quella lombarda \u00e8 prodotta in provincia di Sondrio. Soprattutto per questo<br \/>\nultimo motivo si chiede che la Provincia di Sondrio debba partecipare attivamente ai tavoli<br \/>\nregionali propedeutici alla formazione dei bandi per il rinnovo delle grandi concessioni<br \/>\nidroelettriche, poich\u00e9 gi\u00e0 nel passato recente la Provincia di Sondrio ha avuto un ruolo 8<br \/>\ndeterminante sia nell\u2019approvazione di una legge nazionale, sia di una legge regionale in<br \/>\nrelazione al rinnovo delle concessioni idroelettriche.<br \/>\nLa provincia di Sondrio \u00e8 una terra ricca di corsi d\u2019acqua, grazie alla posizione geografica<br \/>\nstrettamente alpina e delle caratteristiche morfologiche, dominate dalle incisioni vallive<br \/>\ndella Valtellina e della Valchiavenna, che si estendono all\u2019interno del territorio<br \/>\namministrativo. La stragrande maggioranza del territorio \u00e8 compresa nel bacino idrografico<br \/>\ndel fiume Adda sopralacuale, mentre in due piccole porzioni della provincia le acque sono<br \/>\naddotte verso il bacino del Reno (zona del lago di Lei) e del Danubio (torrente Sp\u00f6l).<br \/>\nL\u2019Adda attraversa la provincia nella sua intera parte sopralacuale e la coincidenza del<br \/>\nbacino idrografico con il territorio provinciale legittima l\u2019esercizio di competenze e funzioni<br \/>\nproprie a livello locale. Una chiara evidenza \u00e8 insita nel piano di bilancio idrico che, a<br \/>\ndistanza di alcuni anni, \u00e8 ancora un esempio e modello unico a scala nazionale.<br \/>\nLo sfruttamento\/uso della risorsa idrica per la produzione di energia, se per un verso pone<br \/>\nla provincia di Sondrio appena al di sotto della ben pi\u00f9 grande provincia autonoma di<br \/>\nBolzano, per l\u2019altro \u00e8 stata oggetto di capillare alterazione idrologica della quasi totalit\u00e0 dei<br \/>\ncorsi d\u2019acqua. Bacini artificiali, canali di derivazioni e condotte hanno modificato il regime<br \/>\nidrologico, l\u2019ambiente, il paesaggio e solo un istituzione locale, quale la Provincia, pu\u00f2<br \/>\nmediare e governare le conflittualit\u00e0 che gravano sulla gestione degli impianti esistenti e<br \/>\nsulla pressione che continua incessante sulla residuale risorsa a regime naturale e\/o pi\u00f9<br \/>\nverosimilmente seminaturale.<br \/>\nAlla produzione di energia si associa ovviamente il trasporto della stessa (la produzione<br \/>\nidroelettrica \u00e8 circa sei volte superiore all\u2019intero fabbisogno di energia elettrica della<br \/>\nprovincia), ma, essendo oltre che interamente montana, anche zona di confine, \u00e8 un<br \/>\nfronte di transito ad alta intensit\u00e0 di trasporto di energia dall\u2019estero. Quanto affermato<br \/>\ntrova conferma nell\u2019elettrodotto Robbia (CH) \u2013 San Fiorano (I) e nell\u2019ancor pi\u00f9 recente 9<br \/>\napprovazione di progetti di interconnessione Sils (CH) \u2013 Verderio (I) e Castasegna (CH) \u2013<br \/>\nMese (I).<br \/>\nLa specificit\u00e0 idrologica, l\u2019uso della risorsa idrica e l\u2019interconnessione delle reti di trasporto<br \/>\ndell\u2019energia qualificano la Valtellina nodo centrale del sistema energetico lombardo (e non<br \/>\nsolo) e il governo, la gestione e la valorizzazione non possono che trovare una loro sintesi<br \/>\nnell\u2019istituzione provinciale.<br \/>\nB) ACQUISIZIONE DI PARERE OBBLIGATORIO SU LEGGI DISCIPLINANTI IL<br \/>\nTERRITORIO MONTANO LOMBARDO<br \/>\nSituazione attuale: la normativa regionale non esamina compiutamente le fattispecie<br \/>\npeculiari di un territorio montano.<br \/>\nRivendicazioni cui all\u2019articolo 1, comma 52, L. n. 56\/2014: acquisizione da parte<br \/>\ndella Regione di parere obbligatorio del Presidente della Provincia di Sondrio su ogni<br \/>\ndisciplina riguardante il territorio interamente montano della provincia di Sondrio<br \/>\n(esempio: filiera bosco-legno e impianti di risalita).<br \/>\nC) TRASPORTO PUBBLICO LOCALE<br \/>\nSituazione attuale: il trasporto pubblico locale, disciplinato dalla legge regionale n.<br \/>\n6\/2014, prevede la costituzione di agenzie di trasporto pubblico locale aventi come bacino<br \/>\ndi riferimento gli attuali territori delle province di Sondrio, Como, Lecco e Varese.<br \/>\nRivendicazioni cui all\u2019articolo 1, comma 52, L. n. 56\/2014: programmazione,<br \/>\ngestione e organizzazione autonoma del trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano<br \/>\n(circa 4 milioni di km anno) con bacino di riferimento esclusivamente il territorio della<br \/>\nprovincia di Sondrio. 10<br \/>\nDETTAGLIO TECNICO &#8211; AMMINSITRATIVO<br \/>\nTale richiesta \u00e8 motivata dalla specificit\u00e0 del proprio territorio ovvero:<br \/>\n&#8211; bassa densit\u00e0 della popolazione (circa 180.000 abitanti su una superficie di circa<br \/>\n3.210 km2<br \/>\n, con n. 56 abitanti\/km2<br \/>\n);<br \/>\n&#8211; i capoluoghi dei tradizionali mandamenti (Chiavenna, Morbegno, Sondrio, Tirano e<br \/>\nBormio) svolgono un ruolo di centro di naturale gravitazione delle valli e dei paesi<br \/>\nlimitrofi, in quanto vi si concentrano i servizi sanitari, di istruzione e amministrativi;<br \/>\n&#8211; il ruolo del servizio pubblico del trasporto, pur in presenza di una domanda debole,<br \/>\ncomposta prevalentemente da anziani, operai e studenti, garantisce una generale<br \/>\nforma di accessibilit\u00e0 al territorio, la cui permanenza costituisce un importante<br \/>\nvalore per le piccole comunit\u00e0 locali.<br \/>\n1. Le esigenze di mobilit\u00e0 in provincia<br \/>\nLa conformazione territoriale della provincia determina una richiesta di mobilit\u00e0<br \/>\nfondamentalmente interna alla stessa, salvo i necessari collegamenti svolti dal sistema<br \/>\nferroviario verso Lecco e Milano o i collegamenti, per lo pi\u00f9 stagionali, rispetto alla vicina<br \/>\nConfederazione Elvetica.<br \/>\nPer quanto riguarda gli interscambi con le altre province, che la legge regionale n. 6\/2012<br \/>\nindividua nel bacino c), non vi sono dati che indichino scambi significativi a causa della<br \/>\ndistanza che intercorre tra la Valtellina e i centri di interesse delle altre province (distanza<br \/>\nSondrio-Como = km 110; distanza Sondrio-Varese = km 182). Ci\u00f2 determina che il<br \/>\nsistema di collegamenti con il resto della Lombardia \u00e8 svolto dalla ferrovia, mentre il<br \/>\nsistema di TPL extraurbano soddisfa le esigenze di mobilit\u00e0 prevalentemente interne alla<br \/>\nprovincia di Sondrio. 11<br \/>\n2. Caratteristiche del sistema di trasporto pubblico su strada provinciale<br \/>\nLe caratteristiche del territorio determinano un sistema di trasporto pubblico formato da<br \/>\nuna serie di linee di fondovalle che in parte si affiancano alla linea ferroviaria,<br \/>\nestendendosi ben oltre Tirano ove ha termine la ferrovia.<br \/>\nQuesto sistema di trasporto sul fondovalle funge da perno ad un sistema di ben 43 linee<br \/>\n\u201ca pettine\u201d che servono i centri collocati sui versanti. Queste linee a pettine si sviluppano<br \/>\nper un\u2019estensione totale di 815 km, con una media per ogni linea di soli 19 km.<br \/>\nIl sistema si presenta, dunque, molto frazionato e vista la percorrenza su strade di<br \/>\nmontagna, risulta caratterizzato da una velocit\u00e0 commerciale particolarmente bassa<br \/>\n(velocit\u00e0 commerciale media 27 km\/h che sulle linee a pettine si riduce notevolmente),<br \/>\ncon ulteriori riduzioni anche a causa delle particolari condizioni climatiche e di<br \/>\ninnevamento che si verificano nella stagione invernale.<br \/>\nIl sistema di TPL cos\u00ec delineato:<br \/>\n&#8211; \u00e8 idoneo a servire il territorio e gli insediamenti della provincia in modo molto<br \/>\nesteso;<br \/>\n&#8211; negli anni i programmi di esercizio hanno subito varie modifiche nell\u2019ottica di<br \/>\nadattamento alle esigenze dell\u2019utenza, soprattutto scolastica;<br \/>\n&#8211; causa i vari tagli alle risorse per il TPL, determinati negli anni passati, i programmi<br \/>\ndi esercizio sono stati ottimizzati e ridotti all\u2019essenziale, tant\u2019\u00e8 che ormai non<br \/>\nesistono margini per operare ulteriori riduzioni a meno di scegliere volontariamente<br \/>\ndi togliere completamente i servizi di trasporto pubblico a determinati<br \/>\ncentri\/territori\/zone.<br \/>\nLe peculiarit\u00e0 del sistema di trasporto pubblico della Valtellina delineano una realt\u00e0 che<br \/>\nrichiede una gestione autonoma e specifica delle problematiche dei trasporti. 12<br \/>\nD) SERVIZI SCOLASTICI<br \/>\nSituazione attuale: l\u2019articolo 139, comma 1, del decreto legislativo n. 112\/1998<br \/>\nattribuisce alla Provincia competenze in materia di \u201cistituzione, aggregazione, fusione e la<br \/>\nsoppressione di scuole\u201d.<br \/>\nSuccessivamente la legge costituzionale n. 3\/2001, il decreto legge n. 112\/2008,<br \/>\nconvertito nella legge n. 133\/2008 e la legge n. 111\/2011, sono via via intervenuti a<br \/>\nnormare le attribuzioni in capo ai vari enti tra cui la Regione e la stessa Provincia. Nel<br \/>\nmerito la Provincia ha competenze circa il completamento dalla cosiddetta verticalizzazione<br \/>\ndegli istituti comprensivi per le scuole primarie e sulla istituzione (o soppressione) di nuovi<br \/>\nindirizzi scolastici per le scuole secondarie superiori. Tali tematiche, sommate a quelle<br \/>\ndirettamente in capo al MIUR e alla stessa Regione, hanno un forte impatto circa<br \/>\nl\u2019erogazione dei servizi scolastici in una realt\u00e0 montana come quella della provincia di<br \/>\nSondrio.<br \/>\nRivendicazioni cui all\u2019articolo 1, comma 52, L. n. 56\/2014: richiesta nei confronti di<br \/>\nRegione Lombardia che si attivi a intervenire presso lo Stato (MIUR) e dell\u2019ufficio scolastico<br \/>\nregionale per derogare ulteriormente ai criteri circa il numero minimo di alunni per classe e<br \/>\nper il dimensionamento degli istituti scolastici per le aree di montagna, in modo da<br \/>\ngarantire anche nei piccoli comuni montani l\u2019erogazione di fondamentali servizi di<br \/>\nistruzione scolastica.<br \/>\nE) AGRICOLTURA<br \/>\nSituazione attuale: interventi in materia di agricoltura sul territorio provinciale che<br \/>\navvengono in attuazione delle normative del Piano di Sviluppo Rurale (PSR).<br \/>\nRivendicazioni cui all\u2019articolo 1, comma 52, L. n. 56\/2014: la Provincia chiede che<br \/>\nprima dell\u2019approvazione degli strumenti di pianificazione e programmazione in materia di 13<br \/>\nagricoltura e dei relativi bandi attuativi, che riguardano il suo territorio interamente<br \/>\nmontano, sia obbligatoriamente acquisto il parere del Presidente della Provincia di Sondrio.<br \/>\nF) TURISMO E INIZIATIVE PARTICOLARMENTE QUALIFICANTI PER IL<br \/>\nTERRITORIO<br \/>\nSituazione attuale: normativa vigente in materia di turismo, legge regionale n. 15\/2007,<br \/>\nche non sempre si addice alle specificit\u00e0 di un territorio interamente montano.<br \/>\nRivendicazioni cui all\u2019articolo 1, comma 52, L. n. 56\/2014: acquisizione da parte<br \/>\ndella Regione Lombardia del parere obbligatorio del Presidente della Provincia di Sondrio<br \/>\nprima di normare qualsiasi aspetto in materia di turismo per le aree interamente montane.<br \/>\nInoltre si chiede:<br \/>\n&#8211; l\u2019attribuzione alla Provincia di Sondrio del ruolo di interlocutore unico per quanto<br \/>\nattiene agli aspetti di programmazione, di organizzazione e di promozione del<br \/>\nturismo provinciale;<br \/>\n&#8211; il riconoscimento della Provincia di Sondrio quale partner privilegiato rispetto ai<br \/>\nprogrammi di cooperazione transfrontaliera con le province confinanti.<br \/>\nG) DOMINII SCIABILI E IMPIANTI DI RISALITA<br \/>\nSituazione attuale: la normativa pianificatoria regionale, tra cui il vigente Piano<br \/>\nterritoriale regionale, considera i dominii sciabili quali aree degradate.<br \/>\nRivendicazioni cui all\u2019articolo 1, comma 52, L. n. 56\/2014: rivedere tale<br \/>\nimpostazione, ovvero modificare la suddetta previsione per i territori interamente montani,<br \/>\nin considerazione delle importanti ricadute in termini occupazionali e di sviluppo, anche<br \/>\nestivo, correlate al mantenimento degli impianti di risalita. 14<br \/>\nIl cambio di tale paradigma porta ad un riconoscimento dei dominii sciabili, ivi compresi gli<br \/>\nimpianti di risalita, quali aree produttive di interesse strategico per il mantenimento del<br \/>\ntessuto socio-economico montano.<br \/>\nSi chiede, altres\u00ec, alla Regione Lombardia di considerare gli impianti di risalita quali<br \/>\ninfrastrutture di interesse collettivo ovvero di farsi carico, sottoponendo la questione alle<br \/>\ncompetenti sedi, di una normativa ad hoc in grado di superare i vincoli imposti dall\u2019attuale<br \/>\nnormativa comunitaria sugli aiuti di stato.<br \/>\nH) SERVIZI SANITARI<br \/>\nSituazione attuale: la normativa regionale in corso di approvazione prevede la<br \/>\ncostituzione di ASL che abbiano il requisito minimo di tre milioni di abitanti.<br \/>\nRivendicazioni cui all\u2019articolo 1, comma 52, L. n. 56\/2014: deroga alla normativa<br \/>\nregionale e costituzione di una Asl di montagna che includa tutto il territorio Valtellinese e<br \/>\nValchiavennasco unitamente alla Valcamonica; obbligatoriet\u00e0 da parte della Regione<br \/>\nattraverso l\u2019ASL di acquisire il parere del Presidente della Provincia di Sondrio (il quale a<br \/>\nsua volta si confronter\u00e0 con i Comuni) nella programmazione e nell\u2019erogazione dei servizi<br \/>\nsanitari del territorio. Obbligatoriet\u00e0 che un rappresentante della Provincia entri a far parte<br \/>\ndell\u2019 Assemblea dei sindaci in materia socio-sanitaria-assistenziale e dei relativi Uffici di<br \/>\nPiano.<br \/>\nI) EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA<br \/>\nSituazione attuale: l\u2019attuale normativa regionale ha previsto una marcata<br \/>\nrazionalizzazione delle aziende locali di edilizia residenziale ampliandone di conseguenza i<br \/>\nbacini territoriali di riferimento ( nel caso del territorio della provincia di Sondrio si \u00e8 avuto<br \/>\nun accorpamento con quella di Bergamo e di Lecco). 15<br \/>\nRivendicazioni cui all\u2019articolo 1, comma 52, L. n. 56\/2014: recesso dall\u2019agenzia<br \/>\nregionale che comprende la gestione dell\u2019edilizia residenziale locale dei territori delle<br \/>\nprovince di Sondrio, Lecco e Bergamo; affidamento, conseguente, della gestione<br \/>\ndell\u2019edilizia residenziale locale del territorio provinciale di Sondrio alla Provincia di Sondrio,<br \/>\nnel rispetto degli indirizzi regionali.<br \/>\nJ) GESTIONE DEL SERVIZIO IDROGEOLOGICO E DEL RETICOLO IDRICO<br \/>\nPRINCIPALE<br \/>\nSituazione attuale: la normativa regionale prevede oggi che le materie in argomento<br \/>\nsiano esercitate dalle proprie sedi territoriali dislocate nei capoluoghi di provincia della<br \/>\nregione.<br \/>\nRivendicazioni cui all\u2019articolo 1, comma 52, L. n. 56\/2014: la Provincia di Sondrio<br \/>\nchiede di esercitare autonomamente, per l\u2019intero territorio interamente montano, le<br \/>\npredette funzioni.<br \/>\nDETTAGLIO TECNICO &#8211; AMMINISTRATIVO<br \/>\nA seguito dell\u2019alluvione del 1987, la Provincia ha assunto un ruolo cardine nella gestione<br \/>\ndell\u2019emergenza e degli interventi idrogeologici programmati in attuazione della legge<br \/>\nValtellina. Le competenze e le professionalit\u00e0 sono risultate di tutta evidenza e ci\u00f2 pone<br \/>\noggi la Provincia nella condizione di poter gestire autonomamente le funzioni di governo<br \/>\ndei corsi d\u2019acqua oggi in capo alla sede territoriale della Regione Lombardia. Queste<br \/>\nfunzioni poste in capo alla Provincia, unitamente a quelle che attendono all\u2019uso della<br \/>\nrisorsa idrica, conferirebbero unicit\u00e0 ed efficacia all\u2019azione tecnico-amministrativa<br \/>\nintegrando compiti e funzioni che i Comuni svolgono sul reticolo idrico minore. 16<br \/>\nOltre alla competenza idrologica pare di tutta evidenza che la gestione del demanio a<br \/>\nlivello locale debba comprendere anche quelle funzioni idrogeologiche che in un territorio<br \/>\ninteramente montano, per la sua oggettiva vulnerabilit\u00e0 si manifestano ripetutamente.<br \/>\nLa Provincia, come ormai da alcuni decenni riconosciuto dalla Regione, pare l\u2019ente pi\u00f9<br \/>\nidoneo a gestire i finanziamenti regionali e statali per la realizzazione degli interventi di<br \/>\nriassetto idrogeologico.<br \/>\nK) POTESTA\u2019 REGOLAMENTARE<br \/>\nSituazione attuale: le disposizioni regolamentari della Regione non riescono a<br \/>\ndisciplinare compiutamente fattispecie che necessitano di una particolare attenzione da<br \/>\nparte dei territori interamente montani.<br \/>\nRivendicazioni cui all\u2019articolo 1, comma 52, L. n. 56\/2014: su tutte le materie<br \/>\ninteressanti il territorio interamente montano sar\u00e0 il Presidente della Provincia di Sondrio a<br \/>\nproporre alla Regione Lombardia la regolamentazione di specifiche tematiche.<br \/>\nLa funzione dell\u2019ente Provincia sar\u00e0 centrale soprattutto nella cura dello sviluppo strategico<br \/>\ndel suo territorio e nella gestione dei servizi in forma associata, proprio in base alle<br \/>\nspecificit\u00e0 del territorio interamente montano. Ci\u00f2 comporter\u00e0 che la Provincia stessa,<br \/>\nsempre in un rapporto dialettico e di confronto istituzionale con la Regione Lombardia,<br \/>\ndovr\u00e0 configurare un nuovo assetto istituzionale semplificato atto a soddisfare al meglio i<br \/>\nbisogni e le necessit\u00e0 dei propri concittadini.<br \/>\nIn conclusione si confida fin d\u2019ora che tutte le esigenze caratterizzanti la specificit\u00e0 del<br \/>\nterritorio interamente montano di Valtellina e di Valchiavenna siano esaminate,<br \/>\nconfrontate e approvate dalla Regione Lombardia, in modo da garantire servizi e politiche 17<br \/>\nsempre pi\u00f9 confacenti e rispettose delle esigenze della popolazione di montagna, qual \u00e8<br \/>\nquella che ancora oggi mi onoro di rappresentare.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avere una provincia fa la differenza. 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