{"id":55166,"date":"2013-12-29T08:50:04","date_gmt":"2013-12-29T07:50:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bellunopress.it\/?p=55166"},"modified":"2013-12-29T08:50:04","modified_gmt":"2013-12-29T07:50:04","slug":"consigli-dal-soccorso-alpino-per-la-sicurezza-sulla-neve","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2013\/12\/29\/consigli-dal-soccorso-alpino-per-la-sicurezza-sulla-neve\/","title":{"rendered":"Consigli dal Soccorso alpino per la sicurezza sulla neve"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"line-height: 1.5em;\"><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/soccorso-alpino.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-11624\" alt=\"soccorso-alpino\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/soccorso-alpino.jpg\" width=\"270\" height=\"202\" \/><\/a>SICURI CON LA NEVE<\/span><\/p>\n<p>L\u2019argomento riferito al pericolo valanghe coinvolge da sempre un gran numero di appassionati, anche se va ricordato che, proprio nell\u2019ultimo decennio, \u00e8 aumentato in modo assai marcato il numero di frequentatori della montagna in veste invernale per le sue diverse forme di attrazione. Contrariamente, poi, a ci\u00f2 che pi\u00f9 comunemente si pensa, a questo scenario non sono legati solo gli sci alpinisti (storicamente i frequentatori pi\u00f9 assidui della montagna innevata), ma anche i normali escursionisti, gli alpinisti, gli amanti delle discese fuori pista con tavole da surf (snowboarder) ed ancora gli escursionisti con le racchette da neve (ciaspe), quest\u2019ultima categoria in aumento davvero esponenziale negli ultimi anni.<\/p>\n<p>Anche queste attivit\u00e0, soprattutto queste ultime attivit\u00e0 ricordate, sono fortemente interessate al pericolo valanghe, basti considerare che tra gli sci alpinisti il 40% afferma di non pianificare la gita (percorso e bollettini), oltre il 50% afferma di non portare a seguito pala e sonda ed il 25% di non utilizzare l\u2019ARTVaTa. Queste percentuali aumentano paurosamente tra gli amanti delle racchette da neve.<\/p>\n<p>Condensare per\u00f2 in poche righe cosa sia meglio fare per evitare il pericolo delle valanghe non \u00e8 cosa facile e non \u00e8 un tema che pu\u00f2 essere risolto attraverso poche e scarne righe.<\/p>\n<p>\u00c8 per\u00f2 necessario essere molto chiari ed altrettanto severi: il terroristico allarme mediatico (spesso banale e generalizzato) non giova mai a nessuno, ma \u00e8 indispensabile che tutti sappiano che ogni anno sulle Alpi sono centinaia le persone travolte e decine le vittime che rimangono sepolte sotto la coltre di neve senza possibilit\u00e0 di essere salvate.<\/p>\n<p>L\u2019autosoccorso, effettuato dal compagno di gita o dal gruppo stesso, \u00e8 la possibilit\u00e0 che, ancora oggi, viene ritenuta la pi\u00f9 valida\u2026 LA SOLA VALIDA, DOPO, SPESSO, \u00c8 TROPPO TARDI!<\/p>\n<p>Le statistiche internazionali al riguardo sono sin troppo chiare. La probabilit\u00e0 di sopravvivenza, nel caso di seppellimento totale, in assenza di traumi importanti, \u00e8 elevata entro i primi 15 minuti (con il 92% di possibilit\u00e0 di ritrovamento in vita), ma cala drasticamente del 62% dai 15 ai 35 minuti (solo 30% di possibilit\u00e0 di ritrovamento in vita). Poi le possibilit\u00e0 calano drasticamente\u2026<\/p>\n<p>La principale causa di morte \u00e8 l\u2019asfissia, che supera il 50% dei casi nel seppellimento totale, da cui deriva l\u2019importanza di proteggere le vie respiratorie durante la fase di travolgimento.<\/p>\n<p>I tempi di ritrovamento restano dunque il problema maggiore ed il recupero di travolti ancora in vita dopo i famosi 15 minuti, si riferiscono a situazioni eccezionali che pur esistono in letteratura, l\u00e0 dove, ad esempio si \u00e8 venuto a creare uno spazio davanti alla bocca: la cosi detta \u201csacca d\u2019aria\u201d o \u201cair pocket\u201d.<\/p>\n<p>Va da subito precisato, con grande onest\u00e0 intellettuale, che quando arrivano le squadre del Soccorso Alpino, anche con l\u2019Unit\u00e0 Cinofila da Valanga, il pi\u00f9 delle volte \u00e8 gi\u00e0 tardi!<\/p>\n<p>Anche con lo stesso indispensabile ed insostituibile servizio di elisoccorso, per quanto sia rapida ed efficiente l\u2019operazione di soccorso, raramente il personale del Soccorso Alpino ed il personale del S.U.E.M. 118 riescono a raggiungere il luogo dell\u2019incidente in tempi ragionevoli e ritrovare i soggetti sepolti ancora in vita. Molte le vite certamente salvate dall\u2019efficienza di questo servizio, ma molte di pi\u00f9 quelle perse per colpa del tempo trascorso: la curva di sopravvivenza \u00e8 terribilmente vera, quindi non va mai scordata.<\/p>\n<p>L\u2019autosoccorso, allora, cio\u00e8 il compagno che soccorre immediatamente il proprio compagno travolto e sepolto, risulta l\u2019azione in assoluto e da sempre pi\u00f9 efficace.<\/p>\n<p>Per effettuare un idoneo autosoccorso sono sempre indispensabili alcuni strumenti: l\u2019ARTVa, LA PALA DA VALANGA E LA SONDA sono dispositivi che ogni partecipante alla gita\/escursione deve avere sempre con s\u00e9 e senza i quali non pu\u00f2 esistere il concetto stesso di autosoccorso.<\/p>\n<p>Potrebbe sembrare paradossale, ma senza uno solo di questi strumenti sarebbe come fare paracadutismo lanciandosi dall\u2019aereo proprio senza paracadute.<\/p>\n<p>In sostanza, chi vuole andare in montagna ci va come crede, nella pi\u00f9 assoluta libert\u00e0. Ma se la sicurezza (la salvezza\u2026) \u00e8 una condizione prioritaria, rispettare se stessi e rispettare gli altri (talvolta anche gli stessi soccorritori\u2026) dovrebbero diventare degli obblighi ed essere quasi dei principi morali da rispettare.<\/p>\n<p>La presente analisi \u00e8 indispensabile anche per ricordare che questo tipo di eventi, spesso tragici, richiedono operazioni di soccorso fra le pi\u00f9 complesse e le pi\u00f9 pericolose per chi le attua. Queste osservazioni potrebbero essere sufficienti per far riflettere quanti fanno della coltre nevosa la loro pi\u00f9 sfrenata passione, senza pensare alle conseguenze che ne potrebbero derivare: per se stessi, ma anche &#8211; come detto &#8211; per i soccorritori.<\/p>\n<p>\u00c8 un dato inconfutabile: pochi conoscono l\u2019esistenza dell\u2019A.R.T.Va.: letteralmente significa Apparecchio di Ricerca Travolti in Valanga. Pochi sanno che l\u2019evoluzione continua di questi strumenti ha portato ad un perfezionamento tale che \u00e8 quasi impossibile fallire una ricerca. Ma l\u2019ARTVa va conosciuto, ancor meglio degli sci e delle pelli di foca. L\u2019ARTVa \u00e8 dinamico, si muove, si modifica, risponde a segnali che riconosce e che \u00e8 necessario saper interpretare. Per questo ci vuole un addestramento continuo e questa indicazione talvolta mal si concilia con chi ricerca spensieratamente la libert\u00e0 ed il divertimento senza limiti!<\/p>\n<p>Ma l\u2019ARTVa, da solo, non \u00e8 sufficiente: deve essere abbinato ad una sonda, possibilmente di veloce montaggio, che consenta di stabilire con precisione, una volta individuato con l\u2019ARTVa il sepolto, la profondit\u00e0 di seppellimento e di valutare lo strato di neve da liberare.<\/p>\n<p>Per questo motivo serve, anche in questo caso, molto addestramento e la capacit\u00e0 di riconoscere ci\u00f2 che la sonda va a toccare. Le prove di sensibilit\u00e0 servono appunto ad individuare la differenza tra uno scarpone, uno sci, uno zaino, un arto o la testa. Ma non \u00e8 finita! Avere l\u2019ARTVa e saperlo utilizzare con velocit\u00e0 e precisione, avere in dotazione una sonda, ma non avere in dotazione la pala\u2026 equivale ancora una volta a lanciare qualcuno da un aereo senza paracadute, cio\u00e8 vanificare lo stesso autosoccorso.<\/p>\n<p>Al riguardo, vale la pena ricordare che spalare un metro cubo di neve (solo un metro cubo!!) comporta di massima i seguenti, allarmanti valori:<\/p>\n<p>\u2022 circa 10\/15 minuti con una sola pala;<\/p>\n<p>\u2022 circa 25\/30 minuti con una tavola da snowboard;<\/p>\n<p>\u2022 oltre 60 minuti con la punta di uno sci tradizionale o una racchetta da neve (ciaspa);<\/p>\n<p>\u2022 oltre due ore e mezzo con le mani guantate;<\/p>\n<p>\u2022 oltre tre\/quattro ore con le mani senza guanti.<\/p>\n<p>Ricorda, infine, che una valanga \u201cinsignificante\u201d di soli 5 metri per 5 metri, pari cio\u00e8 a soli 25 metri quadrati, dello spessore di soli 50 centimetri, \u2026 ha un peso superiore a 3 utilitarie.<\/p>\n<p>Se poi consideriamo che non tutte le nevi sono di identica consistenza e che le condizioni ambientali e termiche possono essere estreme, si comprende come questi tempi si possano dilatare a dismisura, vanificando ogni sforzo. Da queste innegabili considerazioni si \u00e8 dimostrato come sia indispensabile possedere questi attrezzi e la giusta conoscenza del loro utilizzo per mettere in campo l\u2019\u00abAUTOSOCCORSO\u00bb.<\/p>\n<p>Ma ancora non \u00e8 sufficiente: la tecnologia \u00e8 un valido aiuto, ma da sola non risolve tutto: L\u2019ARTVa, la sonda e la pala non sono il lasciapassare contro il pericolo valanghe.<\/p>\n<p>Esistono ovviamente altre soluzioni tecnologiche (es. RECCO) ed altre ancora sono in continua evoluzione (es. AIRBAG), ma rimane da considerare la cosa pi\u00f9 importante e cio\u00e8 il fatto che: la valanga deve essere evitata ad ogni costo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La valanga deve essere evitata ad ogni costo e per fare ci\u00f2 \u00e8 necessario conoscere profondamente la montagna: conoscerla prima della partenza in tutte le sue componenti. La gita deve essere, infatti, preparata in ogni minimo particolare prima di partire e non durante.<\/p>\n<p>Poi, nel corso della gita, ogni singola dinamica va costantemente monitorata: il pendio dove scorrono i tuoi sci o il pendio calpestato dalle tue ciaspe deve essere costantemente \u201cverificato\u201d\u2026; il suolo sotto di te deve essere \u201cascoltato\u201d\u2026 ogni scricchiolio deve essere \u201criconosciuto\u201d; il rumore sordo del \u201cwoum\u201d deve saper dirti sempre qualcosa\u2026.<\/p>\n<p>Dobbiamo essere costantemente consapevoli della forza e della superiorit\u00e0 della montagna. Solo cos\u00ec riusciremo a goderne le meraviglie: vivere per la montagna \u00e8 meglio che morire per essa.<\/p>\n<p>Queste considerazioni ci devono invitare a coscienziose analisi personali, devono farci inoltre capire che, al di l\u00e0 della tecnologia e delle tecniche, la conoscenza del terreno su cui camminiamo e scivoliamo non pu\u00f2 essere scollegata da una profonda cultura della montagna. Avvicinarsi alla montagna con la frenesia della citt\u00e0 e dei nostri tempi non consente un sereno rapporto con essa e, anzi, spesso \u00e8 controproducente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>QUALCHE INDICAZIONE SU COSA FARE!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A CASA:<\/p>\n<p>1. Pianifica preventivamente la gita a tavolino (vedasi parte successive).<\/p>\n<p>2. Ascolta attentamente le indicazioni del \u201cbollettino meteorologico\u201d e del \u201cbollettino nivologico\u201d relativo alla zona ove si intende effettuare la gita.<\/p>\n<p>3. Scegli la gita in ragione delle condizioni meteo-climatiche e nivologiche.<\/p>\n<p>4. Scegli la gita anche in base all\u2019esperienza e alla preparazione psicofisica di tutti i componenti del gruppo.<\/p>\n<p>5. Assumi informazioni a caratterizzazione locale anche presso le Sez. C.A.I., le Guide Alpine e le Stazioni del C.N.S.A.S..<\/p>\n<p>6. Controlla che l\u2019ARTVa abbia le batterie in carica (portarne cautelativamente delle nuove) e che tutto il cinghiaggio sia in ordine.<\/p>\n<p>7. Controlla che la sonda da autosoccorso e la pala funzionino correttamente.<\/p>\n<p>8. Verifica che tutto il restante materiale ed attrezzatura (es. ramponi, piccozza, ecc.) sia in ordine e funzionate.<\/p>\n<p>9. Se la gita proposta \u00e8 in un\u2019altra nazione, prendi nota di quali sono i numeri telefonici di riferimento per allertare i soccorsi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>IN MONTAGNA PRIMA DI PARTIRE PER LA GITA RACCOMANDAZIONI:<\/p>\n<p>1. Provvedi, prima dell\u2019inizio della gita, ad indossare correttamente l\u2019ARTVa acceso sotto la giacca a vento o sotto la maglia (portare l\u2019ARTVa spento e chiuso nello zaino equivale a lasciarlo a casa\u2026).<\/p>\n<p>2. Controlla prima della partenza della gita, secondo le indicazioni del costruttore, il funzionamento in ricezione e trasmissione di ogni apparato (azione da effettuarsi da parte di tutti i componenti del gruppo).<\/p>\n<p>3. Controlla che gli sci o la tavola o le racchette da neve (ciaspe) siano scollegati dagli scarponi (eliminare cinturini salva sci) e che i bastoncini siano impugnati fuori dai laccioli.<\/p>\n<p>4. Non pensare che una pala e una sonda per gruppo sia sufficiente\u2026 una pala, una sonda e cinque ARTVa, per cinque soggetti, \u00e8 come avere cinque paracadutisti di cui uno solo con il paracadute indossato. Senza\u2026 \u00e8 meglio ritornare a casa! Perch\u00e9? Perch\u00e9 se il soggetto che rimane sepolto \u00e8 quello che ha la pala e la sonda, il resto del gruppo cosa pu\u00f2 a fare?<\/p>\n<p>5. \u00c8 opportuno ricordare che la neve \u00e8 fredda\u2026 molto fredda! Durante la salita ci si deve coprire opportunamente, prevedendo sempre il peggio!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>DURANTE LA GITA:<\/p>\n<p>1. Durante il percorso valuta ogni singolo pendio che intendi attraversare e, in caso di minimo dubbio o sospetto, esegui subito un test di stabilit\u00e0 del manto nevoso.<\/p>\n<p>2. In caso il test dia un esito positivo (distacco anche modesto su minima sollecitazione) ricorda che \u201c\u00e8 meglio un\u2019amara rinuncia\u2026 ad una triste cronaca sui giornali del giorno dopo\u201d\u2026 con la valanga non si scherza: se va male, raramente si torna vivi!<\/p>\n<p>3. Durante il percorso, inoltre, fai sempre attenzione ai pendii sovrastanti (presenza di altre persone, presenza di cornici, presenza di accumuli di neve ventata, ecc.).<\/p>\n<p>4. Ricorda che le condizioni nivologiche e meteorologiche possono variare in modo significativo a seconda dei versanti interessati e a seconda della quota considerata.<\/p>\n<p>5. Controlla come si muove il gruppo ed in particolare mantieni sia in salita sia in discesa una distanza di almeno 10 metri (questa distanza pu\u00f2 aumentare in ragione delle verifiche che via via vengono effettuate del manto nevoso) da ogni singolo componente.<\/p>\n<p>Periodicamente, nel corso della gita, ricerca sempre una possibile via di fuga, breve ed assolutamente sicura, soprattutto nel caso di attraversamento di una zona con segni di instabilit\u00e0. In quest\u2019ultimo caso e qualora non sia stato gi\u00e0 deciso di fare prudenzialmente ritorno, si deve passare uno alla volta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>IN CASO DI TRAVOLGIMENTO:<\/p>\n<p>1. Se vieni travolto, mantieni la calma, per quanto possibile.<\/p>\n<p>2. Cerca di aprire immediatamente gli attacchi (soprattutto chi \u00e8 vincolato ad attrezzi che occupano una grande superficie e che possono produrre un pericolosissimo \u201ceffetto ancora\u201d (sci, snowboard, racchette da neve o ciaspa, ecc..).<\/p>\n<p>3. Vincola lo zaino che indossi saldamente alla vita, a protezione del dorso (le teorie che dicevano di abbandonarlo in caso di travolgimento, sono superate poich\u00e9 se ben legato in vita, protegge da urti durante il travolgimento e dal freddo durante il seppellimento. Inoltre, il travolto pu\u00f2 venir espulso dalla valanga e, senza il contenuto del suo zaino, non potrebbe prestare soccorso ai compagni e rimarrebbe a sua volta senza attrezzatura ed equipaggiamento).<\/p>\n<p>4. Anche se in certe condizioni di neve (es. valanga a lastroni) \u00e8 tutt\u2019altro che semplice contrastare lo spostamento e le enormi forze liberate da una valanga in movimento, cerca di galleggiare e rimanere il pi\u00f9 possibile in superficie (effetto \u201cancora\u201d prima ricordato).<\/p>\n<p>5. Cerca in ogni caso di proteggere le vie aeree.<\/p>\n<p>6. A valanga ferma, se si \u00e8 ancora in superficie e coscienti, valuta le tue condizioni fisiche, controlla il funzionamento corretto dell\u2019ARTVa, verifica se hai ancora tutta l\u2019attrezzatura (sci, bastoncini, zaino, etc..) e controlla immediatamente se i compagni di gita sono stati travolti e sono rimasti in superficie oppure sono stati travolti e sono stati anche sepolti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>DOPO LA CADUTA DELLA VALANGA:<\/p>\n<p>1. Verifica a vista se nella parte superiore, quella del distacco della valanga o nelle zone immediatamente contermini, ci sono ancora possibili pericoli di distacco!<\/p>\n<p>a. In caso vi sia un pericolo residuale spostati con estrema velocit\u00e0 in una zona pi\u00f9 sicura, cercando comunque di non perdere quota e di non allontanarti troppo dalla zona interessata dalla valanga.<\/p>\n<p>b. In caso non vi sia pericolo (occorre essere assolutamente certi), puoi commutare l\u2019ARTVa in ricezione;<\/p>\n<p>7. \u00c8 indispensabile che tu proceda all\u2019immediata ricerca dei travolti\u2026 ogni secondo perso \u00e8 un secondo in meno che hai a disposizione per identificare la posizione del travolto, per individuare con la sonda la sua profondit\u00e0 di seppellimento e per spalare la neve che lo ricopre;<\/p>\n<p>8. Effettua la ricerca \u201cVISTA-UDITO\u201d, verificando palmo a palmo il campo della valanga. Nella \u201cbonifica\u201d VISTA E UDITO poni molta attenzione: controlla tutta la superficie, riscontrando ogni anomalia.<\/p>\n<p>9. Ogni cosa ritrovata in superficie deve essere riposizionata sullo stesso punto in modo visibile. Emergesse solamente un dito\u2026 quella potrebbe essere la salvezza del vostro compagno ed in questo senso \u00e8 opportuno ricordare che il 58% dei travolti da valanga non rimane completamente sepolto!<\/p>\n<p>10. Anche i rumori o le grida di aiuto da sotto la coltre di neve (esperienze internazionali sono confortanti in questo senso) sono importantissimi. Questo motivo da solo basterebbe perch\u00e9 la ricerca \u201cVISTA-UDITO\u201d sia intrapresa con la massima celerit\u00e0 e accuratezza con l\u2019ARTVa in ricezione.<\/p>\n<p>11. Contestualmente alla ricerca \u201cVISTA-UDITO\u201d (questa attivit\u00e0 di ricerca non deve superare comunque qualche decina di secondi), devi allertare il SUEM 118 (Servizio di Urgenza ed Emergenza Medica). Il numero 118 \u00e8 valevole per tutto il territorio italiano.<\/p>\n<p>12. Qualora la zona non sia telefonicamente coperta prova immediatamente con il numero 112, richiedendo di parlare espressamente con il SUEM 118. Qualora anche questo tentativo non vada a buon fine, prova con l\u2019invio multiplo di SMS (messaggio di sintesi completo di ogni informazione): spesso la trasmissione degli SMS richiede meno campo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSA DIRE AL S.U.E.M. 118 e AL SOCCORSO ALPINO<\/p>\n<p>Mantenendo la calma e lasciandosi intervistare dall\u2019Operatore del 118, garantisci le seguenti informazioni:<\/p>\n<p>A. Precisi dati identificativi del chiamante (nome, cognome, residenza), numero telefonico dell\u2019apparato da cui viene effettuata la chiamata ed, eventualmente, di un altro apparato telefonico (potrebbero esaurirsi le pile del primo, potrebbe essere occupato, ecc.).<\/p>\n<p>B. Numero esatto o presunto delle persone travolte e numero esatto o presunto delle persone sepolte.<\/p>\n<p>C. Precisazione sul numero degli infortunati e sulle loro condizioni, rispetto al loro stato di coscienza\/incoscienza, difficolt\u00e0 respiratorie, emorragie in atto, ecc&#8230;<\/p>\n<p>D. Luogo dell\u2019incidente o riferimenti che possano rendere facilmente identificabile il posto, quali gruppo montuoso, versante, valle, canale, cresta, gola, quota e coordinate (in WGS84).<\/p>\n<p>E. Descrizione sommaria dell\u2019incidente con precisazione dell\u2019ora in cui \u00e8 accaduto.<\/p>\n<p>F. Marca e modello di apparato A.R.V.A. e\/o altra tecnologia quale ad esempio RECCO in possesso delle persone travolte e sepolte.<\/p>\n<p>G. Descrizione sulle condizioni me-teorologiche del luogo e, in particolare, lo stato della visibilit\u00e0.<\/p>\n<p>H. Esistenza di ostacoli in zona con particolare riferimento ad elettrodotti e teleferiche, ed ogni altro cavo sospeso che possa risultare di qualche impedimento.<\/p>\n<p>I. Presenza di eventuali testimoni in grado di fare un\u2019esatta anamnesi dell\u2019accaduto:<\/p>\n<p>\uf0d8 avvenuta effettuazione di ricerca \u201cvista-udito\u201d e \u201cARTVa\u201d;<\/p>\n<p>\uf0d8 descrizione sommaria della valanga (dimensioni e caratteristiche) e punto del travolgimento e\/o scomparsa (DX, SN, ALTO, BASSO, ecc.);<\/p>\n<p>\uf0d8 oggetti gi\u00e0 estratti e loro localizzazione come da punto precedente;<\/p>\n<p>\uf0d8 altre notizie e particolari che possano facilitare l\u2019intervento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>NOTA BENE: Attenzione, alcune di queste informazioni possono essere richieste anche a seguito della chiamata effettuata per lanciare l\u2019allarme e\/o all\u2019arrivo del personale del Soccorso Alpino\/SUEM 118.<\/p>\n<p>Solo dopo avere dato l\u2019allarme al SUEM 118 sar\u00e0 possibile effettuare nel suo complesso la ricerca ARTVa o in caso di pi\u00f9 persone disponibili si dovranno dividere i compiti con estrema velocit\u00e0 e precisione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>PER CHI \u00c8 PRESENTE MA NON \u00c8 COINVOLTO DALLA VALANGA<\/p>\n<p>1. Al distacco, osserva e memorizza il punto di travolgimento ed il punto di scomparsa: tali punti, in base alla direzione di flusso della valanga, indicheranno le zone di ricerca primaria;<\/p>\n<p>2. Quando il movimento della valanga \u00e8 ultimato, tenuto conto del punto di distacco, del punto di travolgimento e del punto di scomparsa, una volta osservata la possibilit\u00e0 di intervenire in sicurezza sul campo della valanga, dirigiti verso l\u2019area di maggior probabilit\u00e0 di seppellimento e si provvedi, come detto in precedenza, alla ricerca \u201cVISTA-UDITO\u201d e, una volta dato l\u2019allarme al SUEM 118, alla ricerca ARTVa.<\/p>\n<p>3. Durante la ricerca devi controllare ogni attrezzo o capo d\u2019abbigliamento emergente, sondando nella zona circostante, e in caso negativo devi lasciarlo sul posto segnalandolo visibilmente.<\/p>\n<p>4. In caso di ritrovamento di arti emergenti provvedi immediatamente a spalare la coltre nevosa cercando di raggiungere al pi\u00f9 presto la testa. \u00c8 assolutamente importante verificare l\u2019esistenza della sacca d\u2019aria davanti alle vie respiratorie. Se la bocca e il naso fossero ostruiti devi immediatamente liberarli.<\/p>\n<p>5. \u00c8 assolutamente importante che la spalatura della neve inizi a valle del travolto per evitare un pericoloso e deleterio effetto \u201ccratere\u201d (ovvero la neve che, dopo spalata, ritorna nel buco); in questo senso \u00e8 sufficiente valutare la profondit\u00e0 del sepolto con la sonda ed iniziare a spalare a valle dell\u2019ipotetica profondit\u00e0 del puntale della sonda.<\/p>\n<p>6. In caso di incoscienza, di assenza di respiro e attivit\u00e0 circolatoria del travolto provvedi, se addestrato, alla Rianimazione Cardio Polmonare (RCP).<\/p>\n<p>7. In ogni caso proteggi dal freddo e dal vento il corpo del travolto, se ferito, e\/o del sepolto, con indumenti ad alta termicit\u00e0 e con la coperta termica, evitando di legare e\/o stringere gli indumenti utilizzati.<\/p>\n<p>8. Nell\u2019attesa dell\u2019arrivo del Soccorso Alpino\/SUEM 118, \u00e8 necessario continuare, instancabilmente, la ricerca nelle zone di accumulo, nelle eventuali curve della valanga, a valle di grossi massi, a valle di grandi alberi, sul fronte di accumulo della valanga.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>IN CASO DI PRESENZA DELL\u2019ELICOTTERO<\/p>\n<p>1. Dopo avere segnalato al SUEM 118 l\u2019eventuale esistenza di ostacoli in zona, con particolare riferimento ad elettrodotti e teleferiche ed ogni altro cavo sospeso che possa risultare di qualche impedimento, per facilitare le operazioni con l\u2019elicottero devi:<\/p>\n<p>&#8211; Predisporre una zona dedicata all\u2019atterraggio libera da ogni tipo di materiale ed attrezzatura (attenzione il flusso provocato dal rotore pu\u00f2 sollevare pesi anche consistenti e posti anche a distanza rilevante);<\/p>\n<p>&#8211; battere, se possibile, con particolare attenzione con gli sci la zona predisposta all\u2019atterraggio (attenzione il flusso del rotore alza molta neve e pu\u00f2 compromettere in modo anche serio la visibilit\u00e0 e, quindi, la complessiva sicurezza).<\/p>\n<p>2. Farti individuare e riconoscere con la classica posizione a \u201cY\u201d, stando con le spalle al vento.<\/p>\n<p>3. Attenerti scrupolosamente alle indicazioni fornite dal pilota e\/o dallo specialista dell\u2019elicottero, ovvero dal personale del Soccorso Alpino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come ridurre il rischio: \u201cLA REGOLA DEL 3X3\u201d di Werner Munter<\/p>\n<p>Il pericolo di valanghe non pu\u00f2 essere valutato sulla base di un solo criterio, ma, al contrario, si devono prendere sempre congiuntamente in considerazione i fattori principali per l\u2019analisi globale del rischio quali:<\/p>\n<p>\u2022 l\u2019uomo;<\/p>\n<p>\u2022 il manto nevoso;<\/p>\n<p>\u2022 la meteorologia e la nivologia;<\/p>\n<p>\u2022 il terreno.<\/p>\n<p>In un\u2019ottica di valutazione globale, \u00e8 basilare che ogni elemento sia considerato in rapporto agli altri fattori, cio\u00e8 tutte le informazioni e tutte le osservazioni devono essere ponderate e messe in relazione tra loro.<\/p>\n<p>La valutazione del pericolo di valanghe in tre fasi, basata sulla abituale successione nel tempo e riferita alla:<\/p>\n<p>\u2022 pianificazione dell\u2019escursione a tavolino;<\/p>\n<p>\u2022 scelta dell\u2019itinerario sul terreno;<\/p>\n<p>\u2022 valutazione del singolo pendio;<\/p>\n<p>\u00e8 gi\u00e0 stata ampiamente sperimentata nella pratica.<\/p>\n<p>La formula del \u201c3X3\u201d non \u00e8 altro che il riassunto mnemonico e razionalizzato di questo schema.<\/p>\n<p>I fattori principali da considerare insieme per un\u2019analisi globale del rischio sono, dunque:<\/p>\n<p>A) UOMO;<\/p>\n<p>B) MANTO NEVOSO-METEOROLOGIA \/NIVOLOGIA;<\/p>\n<p>C) TERRENO.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Entrando nel merito delle tre fasi si pu\u00f2 meglio puntualizzare:<\/p>\n<p>1. Regionale: preparazione della gita a tavolino<\/p>\n<p>\u2022 Consultazione dei bollettini delle valanghe e dei bollettini meteorologici a carattere locale (telefono &#8211; internet &#8211; etc.).<\/p>\n<p>\u2022 Analisi delle carte topografiche e orto-topografiche &#8211; descrizioni dell\u2019itinerario \u2013 preparazione dello schizzo di rotta \u2013 individuazione di mete\/itinerari alternativi (cambiamento di meta o di itinerario).<\/p>\n<p>\u2022 Assunzione di informazioni presso Guide Alpine, Sezioni C.A.I., C.N.S.A.S..<\/p>\n<p>\u2022 Fattore umano: chi partecipa? Considera che il soggetto meno preparato tecnicamente e\/o con minore esperienza e\/o con minore preparazione psico-fisica \u00e8 l\u2019anello pi\u00f9 debole della \u201ccatena di sicurezza\u201d. In base a questo principio va tarata nel suo complesso la gita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2. Zonale: scelta dell\u2019itinerario e dello sviluppo della traccia sul terreno<\/p>\n<p>\u2022 Neve: segnali d\u2019allarme &#8211; altezza critica della neve &#8211; accumuli recenti di neve ventata &#8211; cornici &#8211; struttura della superficie della neve (sastrugi, ondulazioni) \u2013 condizioni nivologiche generali.<\/p>\n<p>\u2022 Tempo: visibilit\u00e0 &#8211; temperatura (evoluzione prevista durante il giorno) vento &#8211; precipitazioni &#8211; grado di nuvolosit\u00e0 &#8211; irraggiamento durante il giorno &#8211; \u201cscaccia neve\u201d (le creste fumano).<\/p>\n<p>\u2022 Terreno: pendenza &#8211; esposizione &#8211; prossimit\u00e0 delle creste &#8211; rilievo \u2013 vegetazione &#8211; corpi rocciosi.<\/p>\n<p>\u2022 Esiste sopra di me un inclinazione che permetta il distacco spontaneo di valanghe a distanza e che potrebbe mettermi in pericolo? Posso provocare distacchi a distanza sopra di me?<\/p>\n<p>\u2022 Continuo controllo e monitoraggio dei fattori variabili!<\/p>\n<p>3. Locale: valutazione della resistenza del manto nevoso su pendio ripido<\/p>\n<p>\u2022 L\u2019inclinazione: determinare la zona pi\u00f9 ripida del pendio.<\/p>\n<p>\u2022 La neve fresca \u00e8 con o senza coesione: effettuare il test della pala.<\/p>\n<p>\u2022 Quali sono i limiti per il trasferimento dei risultati sui pendii assimilabili per inclinazione, altitudine, esposizione, prossimit\u00e0 ai crinali, frequentazione del percorso? Occorre eventualmente prendere delle precauzioni per non sollecitare troppo il manto nevoso?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Valutazione della possibilit\u00e0 di distacco di una valanga a lastroni.<\/p>\n<p>Tre sono le condizioni sufficienti e necessarie perch\u00e9 si realizzi il distacco di una valanga a lastroni:<\/p>\n<p>\u2022 coesione tra i cristalli di neve che formano il lastrone (attenzione: ci sono anche lastroni soffici perfettamente sciabili);<\/p>\n<p>\u2022 esistenza della pendenza critica (uguale o superiore a 30\u00b0);<\/p>\n<p>\u2022 bassa resistenza al taglio di base: ovvero instabilit\u00e0 del manto nevoso causata dalla presenza di uno strato debole.<\/p>\n<p>Queste tre condizioni possono essere verificate mediante specifiche prove quali:<\/p>\n<p>\u2013 prova della pala (controlla la presenza di coesione tra i cristalli di neve);<\/p>\n<p>\u2013 misura della pendenza con bastoncini (verifica l\u2019esistenza della pendenza critica);<\/p>\n<p>\u2013 prova del cuneo o del blocco di slittamento (indaga sulla presenza di instabilit\u00e0 del manto nevoso).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2013 L\u2019applicazione corretta di tutte queste procedure, l\u2019analisi dei risultati e dei filtri effettuati determinano una riduzione del rischio che pu\u00f2 arrivare ad un livello accettabile. \u00c8 logico che non effettuare e\/o effettuare parzialmente quanto sino a qui indicato ha notevoli ripercussioni sul senso e significato stesso di \u201caccettabile\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SICURI CON LA NEVE L\u2019argomento riferito al pericolo valanghe coinvolge da sempre un gran numero di appassionati, anche se va ricordato che, proprio nell\u2019ultimo decennio, \u00e8 aumentato in modo assai marcato il numero di frequentatori della montagna in veste invernale per le sue diverse forme di attrazione. 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