{"id":32110,"date":"2011-11-07T21:26:41","date_gmt":"2011-11-07T20:26:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bellunopress.it\/?p=32110"},"modified":"2011-11-04T21:30:51","modified_gmt":"2011-11-04T20:30:51","slug":"giovedi-al-teatro-kursaal-auronzo-di-scena-7ma-edizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2011\/11\/07\/giovedi-al-teatro-kursaal-auronzo-di-scena-7ma-edizione\/","title":{"rendered":"Gioved\u00ec al Teatro Kursaal: &#8220;Auronzo di scena&#8221; 7ma edizione"},"content":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec al Teatro Kursaal di Auronzo di Cadore, prende il via Auronzo di Scena Stagione Teatrale 2011\/2012 7\u00b0 edizione con la direzione artistica di Daniela Nicosia.<br \/>\nEcco il programma completo.<\/p>\n<p>SCUOLE A TEATRO<br \/>\ngioved\u00ec 10 novembre 2011 IL CUBO MAGICO<br \/>\nscuole dell\u2019infanzia ovvero la morbida pietra filosofale del gioco Pandemonium Teatro<\/p>\n<p>mart 22 e merc 23 nov 2011 ULISSE<br \/>\nscuole primarie\u00a0Tib Teatro<br \/>\ngioved\u00ec 24 nov 2011<br \/>\nscuole secondarie di 1\u00b0 e 2\u00b0 grado<\/p>\n<p>mercoled\u00ec 8 febbraio 2012 IL CHICCO DI GRANO<br \/>\nscuole dell\u2019infanzia\u00a0 Teatrino dei Fondi<br \/>\ngioved\u00ec 9 febbraio 2012<br \/>\nscuole primarie<\/p>\n<p>venerd\u00ec 9 marzo 2012\u00a0MIRAL<br \/>\nscuole secondarie di 2\u00b0 grado\u00a0film tratto dal romanzo La strada dei fiori di Miral<br \/>\ndi Rula Jebreal<br \/>\nin collaborazione con Ass. Gruppi Insieme si pu\u00f2\u2026<br \/>\ne AlQuds Istituto di Cultura Italo-Palestinese (PD)<\/p>\n<p>FAMIGLIE A TEATRO<\/p>\n<p>domenica 19 febbraio 2012 IL BRUTTO ANATROCCOLO<br \/>\nliberamente ispirato alla fiaba di Hans Christian Andersen<br \/>\nTeatro Evento<\/p>\n<p>STAGIONE DI PROSA<br \/>\nsabato 7 gennaio 2012\u00a0CANTO POPOLARE<br \/>\nparole e suoni per Pier Paolo Pasolini<br \/>\ncon Maddalena Crippa<\/p>\n<p>sabato 4 febbraio 2012\u00a0CIRAN\u00d2 e il suo invadente naso<br \/>\nliberamente tratto da Cyrano De Bergerac di E. Rostand<br \/>\ndi Ketty Grunchi<br \/>\ncon Marco Artusi, Evarossella Biolo, Matteo Cremon, Gianluigi (Igi) Meggiorin, Beatrice Niero<\/p>\n<p>sabato 3 marzo 2012\u00a0RICORDI CON GUERRA<br \/>\nliberamente tratto da Italo Calvino e Beppe Fenoglio<br \/>\ndi e con Stefano Cipiciani<\/p>\n<p>INFO E PRENOTAZIONI _ 0437-950555 _ <a href=\"mailto:info@tibteatro.it\">info@tibteatro.it<\/a> _ <a href=\"http:\/\/www.tibteatro.it\">www.tibteatro.it<\/a><\/p>\n<p>L\u2019Amministrazione Comunale continua a sostenere con convinzione e fiducia la Stagione Teatrale Auronzo di Scena, nata per soddisfare le esigenze dei cittadini e per avviare un percorso culturale che prediliga l\u2019educazione al teatro dei ragazzi delle nostre scuole, con l\u2019obiettivo di creare e dotare il pubblico del futuro di una certa apertura mentale, coinvolgendo i bambini e stimolando la loro fantasia, curiosit\u00e0 e espressivit\u00e0.<br \/>\nAuronzo di Scena, con la sua programmazione serale, rappresenta ormai da sette anni una consolidata tradizione e un importante punto di riferimento culturale e di aggregazione sociale per tutto l\u2019Alto Bellunese, avendo ospitato artisti d\u2019eccezione come Moni Ovadia,Pamela Villoresi, Lucia Vasini, Jacopo Fo, Marco Baliani , Eugenio Allegri, Lella Costa e Ottavia Piccolo.<br \/>\n\u00c8 doveroso fare un sentito ringraziamento al pubblico, che continua a seguirci numeroso, e al direttore artistico Daniela Nicosia, sia per avere puntato sulla qualit\u00e0, facendo della stagione auronzana il fiore all\u2019occhiello dell\u2019offerta culturale provinciale, sia per avere creduto nelle potenzialit\u00e0 della diffusione di una cultura del teatro in un territorio di montagna come il Cadore, proponendo sempre spettacoli innovativi e prestigiosi e lanciando forti messaggi di pace, tolleranza, libert\u00e0 e solidariet\u00e0. Quest\u2019anno, in collaborazione con l\u2019Associazione Gruppi Insieme Si Pu\u00f2 e AlQuds Istituto di Cultura Italo-Palestinese, verr\u00e0 presentato Miral tratto dal romanzo La strada dei fiori di Miral di Rula Jebreal.<br \/>\nLasciamoci trasportare dalla magia del teatro per ascoltare a cuore aperto e condividere insieme, pubblico e attori, emozioni, parole, sorrisi, sogni e pensieri. Il teatro, con le sue maschere ed artifici, \u00e8 intrattenimento e nel contempo stimolo a meditare sul senso della vita e sui suoi valori, per spiccare il volo verso la dimensione onirica e portare il sorriso in un mondo spesso troppo ingiusto e triste. Auspichiamo pertanto un caloroso sostegno del pubblico di tutto il Cadore per alzare insieme il sipario su questo suggestivo palcoscenico ai piedi del Paese delle Tre Cime di Lavaredo.<br \/>\nBuon divertimento!<\/p>\n<p>Tatiana Pais Becher Assessore alla Cultura Auronzo di Cadore<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_19196\" aria-describedby=\"caption-attachment-19196\" style=\"width: 119px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/daniela-nicosia-140x119.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-19196\" title=\"daniela-nicosia-140x119\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/daniela-nicosia-140x119.jpg\" alt=\"\" width=\"119\" height=\"140\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-19196\" class=\"wp-caption-text\">Daniela Nicosia<\/figcaption><\/figure>\n<p>Giunta alla settima edizione, la Stagione Teatrale Auronzo di Scena si riconferma quale iniziativa consolidata e irrinunciabile per il pubblico cadorino in primis e non solo.<br \/>\nIn un momento della contemporaneit\u00e0 cos\u00ec difficile da decifrare, da affrontare e soprattutto da condividere con gli altri, nel quale ci si riscopre sempre pi\u00f9 disabituati al confronto e alla relazione con il s\u00e8 pi\u00f9 intimo e con l\u2019altro, il teatro rimane &#8211; come \u00e8 suo antico e preciso compito &#8211; luogo di comunicazione, di confronto e di elaborazione per coloro che lo intendono come motore di trasformazione e crescita, al servizio dei bisogni dell\u2019intera comunit\u00e0.<br \/>\nIl teatro mette al centro la materia umana con la sua fisicit\u00e0, con i suoi limiti e i suoi sogni, con le gioie e con le ferite pi\u00f9 grandi, si interroga incessantemente sul presente, essendo, allo stesso tempo, culla e veicolo di memoria. Il teatro, grazie ai suoi riti immutati da secoli, \u00e8 luogo di unione e di inclusione in quanto coinvolge spettatori di ogni condizione sociale e di ogni et\u00e0. Infatti, anche quest\u2019anno, le proposte artistiche &#8211; di assoluta qualit\u00e0 e rilevanza nella scena nazionale &#8211; sono rivolte ad una platea eterogenea, a partire dalla Stagione di Prosa, passando per la godibilissima fiaba popolare Il brutto anatroccolo dell\u2019appuntamento domenicale rivolto alle famiglie, per arrivare agli spettacoli del mattino dedicati alle nuove generazioni.<br \/>\nLa straordinaria interprete Maddalena Crippa, aprir\u00e0 la Stagione di Prosa con Canto popolare, un intenso incontro tra le parole e il pensiero di Pier Paolo Pasolini, che rivela paesaggi dell\u2019anima, scenari della memoria intrisi di pudore, di disarmante tenerezza, mentre la musica dal vivo del compositore Paolo Schianchi, graffia dentro, scava solchi, si fa eco inconsueto della parola.<\/p>\n<p>Le parole, quelle necessarie, poetiche, di sfida e di amore sono le protagoniste anche del secondo appuntamento della Stagione, quello con Ciran\u00f2 e il suo invadente naso, uno spettacolo spumeggiante, dai tratti fortemente popolari, dedicato all\u2019amore e alla giustizia, ispirato ad uno dei classici pi\u00f9 amati della letteratura di tutti i tempi.<br \/>\nIn chiusura di Stagione Ricordi con guerra, una prova d\u2019attore straordinaria di Stefano Cipiciani, dove il protagonista deve fare i conti con le parole della memoria, quelle pronunciate e poi ritrattate, quelle urlate, quelle mai dette. Il protagonista ci parla con la leggerezza di chi sa ricordare, \u201cportare al cuore\u201d i d\u00ec della festa, in una storia che prende corpo a poco a poco e che diventa quasi una vera e propria parabola, per quanto \u00e8 universale. La storia della vita semplice di Pompilio, sconvolta della seconda guerra mondiale e dalla sua decisione di arruolarsi con le camice nere. Il conflitto, riletto dalla parte dei vinti, diventa quasi una sfida alla memoria personale e collettiva di un particolare momento della nostra Storia che presenta ancora tanti interrogativi aperti.<\/p>\n<p>Lo spettacolo dedicato alle famiglie, Il brutto anatroccolo, fiaba universalmente nota, porta in scena i temi della diversit\u00e0 e dell\u2019esclusione, condizione che tutti noi, grandi e piccoli, abbiamo sperimentato e spesso sofferto. A Teatro, attraverso questo momento di condivisione e di divertimento \u00e8 possibile &#8211; e necessario &#8211; esorcizzarla, per sentirsi in pace con noi stessi, qualsiasi sia la nostra forma esteriore, mettendo al primo posto la vera essenza delle cose, delle persone.<br \/>\nFantasia, ascolto e confronto sono le parole chiave dello spettacolo dedicato alle scuole dell\u2019infanzia Il cubo magico, la storia dell\u2019incontro di Uno e di Altro che scoprono uno strano mondo fatto solo di cubi. Per Uno, questi cubi sono solo cubi, ma l\u2019Altro, utilizzando la forza dell\u2019immaginazione, li user\u00e0 per costruire un mondo intero.<br \/>\nPer le scuole primarie e le scuole secondarie di primo grado \u00e8 in programma lo spettacolo Ulisse, dopo l\u2019esteso successo de Il Volo di Icaro e La Favola di Orfeo, riattraversa il mito di Ulisse con efficacia e semplicit\u00e0, con una drammaturgia ricca di spessore e allo stesso tempo popolare, mentre in quel mito, in quella storia antica, si rintraccia un profondo, attualissimo messaggio di pace.<br \/>\nUna fiaba del sapore antico, incentrata sulla ciclicit\u00e0 delle stagioni \u00e8 quella riservata agli studenti delle scuole dell\u2019infanzia Il chicco di grano, che seguendo le vicende di due piccole formiche che preparano le provviste per l\u2019inverno, impareranno l\u2019amore e il rispetto per la natura.<br \/>\nLa programmazione si concluder\u00e0 con uno speciale appuntamento, organizzato in collaborazione con l\u2019Associazione Gruppi Insieme si pu\u00f2\u2026 Onlus-Ong e AlQuds Istituto di Cultura Italo-Palestinese (Padova), che prevede la visione del film Miral, rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Tratto dal romanzo La strada dei fiori di Miral di Rula Jebreal, per la regia di Julian Schnabel, l\u2019opera racconta la storia di una giovane ragazza che decide di impegnarsi attivamente a favore del suo popolo, rischiando in prima persona e vivendo sulla sua pelle le contraddizioni della complessa condizione politica e sociale del Medioriente.<br \/>\nUna Stagione quella di Auronzo che conferma la sua vocazione ad essere punta d\u2019eccellenza della proposta culturale in provincia, che non si concede a facili soluzioni, ma che svolge invece un ruolo determinante per la comunit\u00e0, per quella sua peculiarit\u00e0 di puntare alla qualit\u00e0, sapendo divertire attraverso il piacere del pensiero\u2026<\/p>\n<p>Daniela Nicosia &#8211; \u00a0direttore artistico<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Scuole a Teatro<\/p>\n<p>SCUOLE DELL\u2019INFANZIA<br \/>\nIl cubo magico<br \/>\nIl chicco di grano<br \/>\nSCUOLE A TEATRO<br \/>\nDELL\u2019INFANZIA<\/p>\n<p>gioved\u00ec 10 novembre 2011 Pandemonium Teatro presenta IL CUBO MAGICO ovvero la morbida pietra filosofale del gioco<br \/>\nprogetto, testo e regia Tiziano Manzini con Walter Maconi e Yuri Plebani\/Luca Giudici<br \/>\nmusiche tratte dall\u2019opera di Glenn Miller e Benny Goodman<br \/>\nluci Carlo Villa<br \/>\nrealizzazione scene Graziano Venturuzzo<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la storia dell\u2019incontro di Uno e l\u2019Altro che scoprono uno strano mondo fatto solo di cubi: cubi grandi e piccoli, cubi rossi e cubi blu. Per Uno, questi cubi sono solo cubi. Ma l\u2019Altro sa come usarli per costruire un mondo intero, e, a poco a poco, trascina Uno nel gioco\u2026 Un cubo di gommapiuma pu\u00f2 diventare cavallo, spada o volante\u2026 Ma pu\u00f2 diventare anche palla e scatenare l\u2019energia dei bambini liberandola nella scoperta dello spazio\u2026 E ancora pu\u00f2 trasformarsi nella pancia della mamma, e poi nel bambino che nasce\u2026 O nella gobba di un cammello. Un cubo pu\u00f2 permettere di sperimentare giochi d\u2019equilibrio trasformandosi in un cappello, oppure in una sedia a dondolo\u2026<br \/>\nIn scena i due protagonisti giocano divertiti e, attraverso il gioco, imparano a conoscere ci\u00f2 che sta loro intorno. L\u2019Uno e l\u2019Altro hanno due visioni molto diverse del mondo, visioni che si incontrano e si scontrano per dare vita ad un meraviglioso spettacolo comico con cavalli, moto, treni, castelli, battaglie, amore, risate e anche qualche lacrima\u2026<\/p>\n<p>SCUOLE A TEATRO DELL\u2019INFANZIA<\/p>\n<p>mercoled\u00ec 8 febbraio 2012<br \/>\nTeatrino dei Fondi<br \/>\npresenta<br \/>\nIL CHICCO DI GRANO<br \/>\ndi Angelo Italiano e Sabrina Andreuccetti<br \/>\nregia Enrico Falaschi<br \/>\ncon Anna Di Maggio<br \/>\nscenografie e pupazzi Federico Biancalani<\/p>\n<p>Questa favola dal sapore antico \u00e8 incentrata sull&#8217;amore per la natura e la ciclicit\u00e0 delle stagioni.<br \/>\nLo spettacolo racconta la storia di due formiche, Milly e Molly, che, come ogni anno in estate, partono in cerca delle provviste da raccogliere e conservare in vista dei mesi invernali. Durante la loro ricerca per\u00f2 scoprono da due contadini, intenti a parlare tra loro, che \u00e8 possibile far nascere una spiga, che conterr\u00e0 tantissimi chicchi di grano, piantandone un solo chicco. Entusiaste della scoperta tornano al formicaio e riferiscono la notizia alla regina, domandando di poter seminare il chicco che loro avevano trovato invece di stivarlo nel magazzino insieme a tutti gli altri chicchi. La regina, alquanto superba ed ignorante, acconsente a patto che l&#8217;esperimento vada a buon fine altrimenti per Milly e Molly saranno guai&#8230;<br \/>\nLe due formiche cos\u00ec, dopo aver aspettato l&#8217;autunno ed aver piantato il chicco di grano, dovranno far in modo che la spiga nasca e dia i suoi frutti a tutti i costi, e, per farlo, avranno bisogno dell&#8217;aiuto di tanti amici della natura come il sole, la pioggia, il vento, le nuvole ed i contadini.<\/p>\n<p>SCUOLE PRIMARIE<br \/>\nUlisse<br \/>\nIl chicco di grano<\/p>\n<p>SCUOLE A TEATRO<br \/>\nPRIMARIE<\/p>\n<p>marted\u00ec 22 e mercoled\u00ec 23 novembre 2011<br \/>\nTib Teatro<br \/>\npresenta<br \/>\nULISSE<br \/>\ndrammaturgia e regia Daniela Nicosia<br \/>\ncon Piera Ardessi, Labros Mangheras<br \/>\nscene Gaetano Ricci<br \/>\nluci e suono Francesco d\u2019Altilia<\/p>\n<p>\u201cNon ci voleva andare lui, alla guerra\u2026 Non era come Achille\u2026 Ulisse no, a Ulisse gli piaceva la vita\u2026 aveva trent\u2019anni poco meno, poco pi\u00f9, quando lo chiamarono alla guerra, a Troia, e pure una moglie bella ci aveva, anzi bellissima, Penelope, e un figlioletto, Telemaco, che quando lo chiamarono alla guerra Ulisse, quel figlioletto c\u2019aveva tre mesi soli\u2026 Come si fa a lasciare un figlio di tre mesi solo, e una moglie sola, e un cane, Argo, che era il migliore dei cani, solo come un cane, e la sua isola, Itaca, e tutta la vita sua\u2026? Insomma a trent\u2019anni, com\u2019\u00e8 possibile lasciare tutto e andarsene alla guerra\u2026 Non gli piaceva la guerra a Ulisse\u2026 E quella volta l\u00ec, messo alle strette da tutti i guerrieri greci e da Nestore, il saggio, si finse pazzo Ulisse, pazzo per non andare a guerra, per non andare, per non attraversare il mare\u2026 Le prov\u00f2 tutte, lui, ci aveva la m\u00e9tis, lui, l\u2019astuzia, la furbizia, cos\u00ec la chiamano i Greci\u2026 m\u00e9tis, un dono di natura, che accompagnava l\u2019intelligenza, l\u2019intelligenza che \u00e8 quella roba che ti fa pensare, che ti fa capire che la guerra \u00e8 brutta. Grazie alla m\u00e9tis la vinse Ulisse, alla fine, quella guerra infame come tutte le guerre, la vinse, lui che non voleva andare a guerra, la guerra\u2026\u201d<\/p>\n<p>Lo spettacolo sviluppa la ricerca artistica di Daniela Nicosia sul mito raccontato ai ragazzi. Dopo l\u2019esteso successo de Il Volo di Icaro e La Favola di Orfeo, \u00e8 questa volta il mito di Ulisse ad essere riattraversato con efficacia e semplicit\u00e0, con una drammaturgia ricca di spessore e allo stesso tempo popolare, mentre in quel mito, in quella storia antica, si rintraccia un profondo, attualissimo messaggio di pace\u2026<\/p>\n<p>SCUOLE A TEATRO<br \/>\nPRIMARIE<\/p>\n<p>gioved\u00ec 9 febbraio 2012<\/p>\n<p>Teatrino dei Fondi<br \/>\npresenta<br \/>\nIL CHICCO DI GRANO<br \/>\ndi Angelo Italiano e Sabrina Andreuccetti<br \/>\nregia Enrico Falaschi<br \/>\ncon Anna Di Maggio<br \/>\nscenografie e pupazzi Federico Biancalani<\/p>\n<p>Questa favola dal sapore antico \u00e8 incentrata sull&#8217;amore per la natura e la ciclicit\u00e0 delle stagioni.<br \/>\nLo spettacolo racconta la storia di due formiche, Milly e Molly, che, come ogni anno in estate, partono in cerca delle provviste da raccogliere e conservare in vista dei mesi invernali. Durante la loro ricerca per\u00f2 scoprono da due contadini, intenti a parlare tra loro, che \u00e8 possibile far nascere una spiga, che conterr\u00e0 tantissimi chicchi di grano, piantandone un solo chicco. Entusiaste della scoperta tornano al formicaio e riferiscono la notizia alla regina, domandando di poter seminare il chicco che loro avevano trovato invece di stivarlo nel magazzino insieme a tutti gli altri chicchi. La regina, alquanto superba ed ignorante, acconsente a patto che l&#8217;esperimento vada a buon fine altrimenti per Milly e Molly saranno guai&#8230;<br \/>\nLe due formiche cos\u00ec, dopo aver aspettato l&#8217;autunno ed aver piantato il chicco di grano, dovranno far in modo che la spiga nasca e dia i suoi frutti a tutti i costi, e, per farlo, avranno bisogno dell&#8217;aiuto di tanti amici della natura come il sole, la pioggia, il vento, le nuvole ed i contadini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>SCUOLE SECONDARIE DI PRIMO GRADO<br \/>\nUlisse<br \/>\nSCUOLE A TEATRO<br \/>\nSECONDARIE DI PRIMO GRADO<\/p>\n<p>gioved\u00ec 24 novembre 2011<br \/>\nTib Teatro<br \/>\npresenta<br \/>\nULISSE<br \/>\ndrammaturgia e regia Daniela Nicosia<br \/>\ncon Piera Ardessi, Labros Mangheras<br \/>\nscene Gaetano Ricci<br \/>\nluci e suono Francesco d\u2019Altilia<\/p>\n<p>\u201cNon ci voleva andare lui, alla guerra\u2026 Non era come Achille\u2026 Ulisse no, a Ulisse gli piaceva la vita\u2026 aveva trent\u2019anni poco meno, poco pi\u00f9, quando lo chiamarono alla guerra, a Troia, e pure una moglie bella ci aveva, anzi bellissima, Penelope, e un figlioletto, Telemaco, che quando lo chiamarono alla guerra Ulisse, quel figlioletto c\u2019aveva tre mesi soli\u2026 Come si fa a lasciare un figlio di tre mesi solo, e una moglie sola, e un cane, Argo, che era il migliore dei cani, solo come un cane, e la sua isola, Itaca, e tutta la vita sua\u2026? Insomma a trent\u2019anni, com\u2019\u00e8 possibile lasciare tutto e andarsene alla guerra\u2026 Non gli piaceva la guerra a Ulisse\u2026 E quella volta l\u00ec, messo alle strette da tutti i guerrieri greci e da Nestore, il saggio, si finse pazzo Ulisse, pazzo per non andare a guerra, per non andare, per non attraversare il mare\u2026 Le prov\u00f2 tutte, lui, ci aveva la m\u00e9tis, lui, l\u2019astuzia, la furbizia, cos\u00ec la chiamano i Greci\u2026 m\u00e9tis, un dono di natura, che accompagnava l\u2019intelligenza, l\u2019intelligenza che \u00e8 quella roba che ti fa pensare, che ti fa capire che la guerra \u00e8 brutta. Grazie alla m\u00e9tis la vinse Ulisse, alla fine, quella guerra infame come tutte le guerre, la vinse, lui che non voleva andare a guerra, la guerra\u2026\u201d<\/p>\n<p>Lo spettacolo sviluppa la ricerca artistica di Daniela Nicosia sul mito raccontato ai ragazzi. Dopo l\u2019esteso successo de Il Volo di Icaro e La Favola di Orfeo, \u00e8 questa volta il mito di Ulisse ad essere riattraversato con efficacia e semplicit\u00e0, con una drammaturgia ricca di spessore e allo stesso tempo popolare, mentre in quel mito, in quella storia antica, si rintraccia un profondo, attualissimo messaggio di pace\u2026<\/p>\n<p>SCUOLE SECONDARIE DI SECONDO GRADO<br \/>\nUlisse<br \/>\nMiral<\/p>\n<p>SCUOLE A TEATRO<br \/>\nSECONDARIE DI SECONDO GRADO<\/p>\n<p>gioved\u00ec 24 novembre 2011<\/p>\n<p>Tib Teatro<br \/>\npresenta<br \/>\nULISSE<br \/>\ndrammaturgia e regia Daniela Nicosia<br \/>\ncon Piera Ardessi, Labros Mangheras<br \/>\nscene Gaetano Ricci<br \/>\nluci e suono Francesco d\u2019Altilia<\/p>\n<p>\u201cNon ci voleva andare lui, alla guerra\u2026 Non era come Achille\u2026 Ulisse no, a Ulisse gli piaceva la vita\u2026 aveva trent\u2019anni poco meno, poco pi\u00f9, quando lo chiamarono alla guerra, a Troia, e pure una moglie bella ci aveva, anzi bellissima, Penelope, e un figlioletto, Telemaco, che quando lo chiamarono alla guerra Ulisse, quel figlioletto c\u2019aveva tre mesi soli\u2026 Come si fa a lasciare un figlio di tre mesi solo, e una moglie sola, e un cane, Argo, che era il migliore dei cani, solo come un cane, e la sua isola, Itaca, e tutta la vita sua\u2026? Insomma a trent\u2019anni, com\u2019\u00e8 possibile lasciare tutto e andarsene alla guerra\u2026 Non gli piaceva la guerra a Ulisse\u2026 E quella volta l\u00ec, messo alle strette da tutti i guerrieri greci e da Nestore, il saggio, si finse pazzo Ulisse, pazzo per non andare a guerra, per non andare, per non attraversare il mare\u2026 Le prov\u00f2 tutte, lui, ci aveva la m\u00e9tis, lui, l\u2019astuzia, la furbizia, cos\u00ec la chiamano i Greci\u2026 m\u00e9tis, un dono di natura, che accompagnava l\u2019intelligenza, l\u2019intelligenza che \u00e8 quella roba che ti fa pensare, che ti fa capire che la guerra \u00e8 brutta. Grazie alla m\u00e9tis la vinse Ulisse, alla fine, quella guerra infame come tutte le guerre, la vinse, lui che non voleva andare a guerra, la guerra\u2026\u201d<\/p>\n<p>Lo spettacolo sviluppa la ricerca artistica di Daniela Nicosia sul mito raccontato ai ragazzi. Dopo l\u2019esteso successo de Il Volo di Icaro e La Favola di Orfeo, \u00e8 questa volta il mito di Ulisse ad essere riattraversato con efficacia e semplicit\u00e0, con una drammaturgia ricca di spessore e allo stesso tempo popolare, mentre in quel mito, in quella storia antica, si rintraccia un profondo, attualissimo messaggio di pace\u2026<\/p>\n<p>SCUOLE A TEATRO<br \/>\nSECONDARIE DI SECONDO GRADO<\/p>\n<p>venerd\u00ec 9 marzo 2012<\/p>\n<p>MIRAL<br \/>\ntratto dal romanzo La strada dei fiori di Miral di Rula Jebreal<br \/>\nregia Julian Schnabel<\/p>\n<p>Miral \u00e8 il nome di un fiore che cresce ai bordi delle strade, uno di quelli che sbocciano a migliaia ma che pochi notano. Julian Schnabel, artista a tutto tondo e da sempre attento a vicende di chi viene posto dalla vita sul difficile ed arduo crinale delle scelte determinanti, non poteva non dare attenzione al libro di Rula Jebreal che mescola storie tutte rigorosamente vere perch\u00e9, come afferma, \u00abNon esiste spazio per l&#8217;immaginazione nel Medio Oriente. Puoi solo raccontare quello che hai visto coi tuoi stessi occhi. Ogni singolo giorno questo luogo ti obbliga a decidere chi devi essere e cosa devi fare. \u00c8 un qualcosa che ti viene imposto\u00bb.<br \/>\nLa storia che Julian e Rula ci raccontano comincia a Gerusalemme nel 1948. Hindi Hussein incontra nella strada 55 bambini palestinesi orfani che hanno perso i loro cari in un attacco israeliano. Li porta a casa sua e offre loro rifugio. Nel giro di pochi mesi gli orfani che ricevono aiuto da lei raggiungono il numero di 2000. La casa di Hindi si trasforma nell&#8217;Istituto Al-Tifl Al-Arabi (La Casa dei Bambini) divenendo simbolo di speranza e di istruzione per i pi\u00f9 piccoli travolti dal conflitto. Trent&#8217;anni dopo sar\u00e0 ospite della Casa una bambina di sette anni la cui madre si \u00e8 suicidata, si tratta di Miral che, una volta divenuta una ragazza, decide di impegnarsi attivamente a favore del suo popolo rischiando in prima persona e vivendo sulla sua pelle le contraddizioni di quella complessa condizione politica e sociale.<\/p>\n<p>Iniziativa realizzata in collaborazione con Associazione Gruppi \u201cInsieme si pu\u00f2\u2026\u201d Onlus-Ong e AlQuds Istituto di Cultura Italo-Palestinese (Padova)<br \/>\nLaboratori scolastici a cura di Tib Teatro<\/p>\n<p>CITTADINANZA E DIRITTI<br \/>\nscuole secondarie di secondo grado \u2013 10 ore<br \/>\nQuesto laboratorio mira ad ampliare il percorso scolastico formativo per quanto riguarda l\u2019educazione civica, affrontando i temi fondamentali quali la cittadinanza, la Costituzione, i diritti fondamentali dell\u2019uomo, il valore del rispetto delle regole, con il linguaggio altro, quello delle emozioni, che passa attraverso testimonianze dirette e che cura soprattutto il linguaggio del corpo e l\u2019uso espressivo della voce. Un\u2019importante occasione per stimolare all\u2019interno del gruppo classe &#8211; dove sono presenti ragazze e ragazzi con provenienze, storie, tradizioni e culture diverse &#8211; percorsi che costruiscano allo stesso tempo un\u2019identit\u00e0 personale e una solidariet\u00e0 collettiva. Gli studenti sono giovani cittadini che esercitano diritti inviolabili e rispettano i doveri inderogabili della societ\u00e0 di cui fanno parte ad ogni livello &#8211; da quello familiare a quello scolastico, da quello regionale a quello nazionale, da quello europeo a quello mondiale &#8211; nella vita quotidiana, nello studio e nel mondo del lavoro. Attraverso tecniche teatrali di rilassamento e di concentrazione e l\u2019esplorazione delle capacit\u00e0 espressive del corpo (gesto \/ movimento \/ voce \/ ritmo) si forniscono maggiori strumenti per dare significati nuovi alla convivenza, vista come ricchezza.<\/p>\n<p>STORIE DI PAESI LONTANI Incontri con altre culture<br \/>\nscuole primarie e scuole secondarie di primo grado \u2013 12 ore<\/p>\n<p>Il laboratorio nasce con le finalit\u00e0 di promuovere l\u2019integrazione in classe di bambini e ragazzi di altre culture, attraverso il linguaggio del teatro, mimico, gestuale e verbale. A partire da un storia tradizionale appartenente alla cultura di quel paese (ad esempio se nel gruppo classe sono presenti un bambino filippino e un bambino croato si potr\u00e0 lavorare su due storie) si proporr\u00e0 un racconto della storia stessa affidandola a tutti i componenti del gruppo classe. Colori, abitudini, usanze si mescoleranno, gli alunni saranno stimolati a scoprire punti di incontro e differenze tra le loro differenti culture di appartenenza al fine di creare una storia meticcia composta con le modalit\u00e0 espressive gestuali e linguistiche di entrambe le tradizioni, quella locale e quella estera.<\/p>\n<p>STORIE IN SCATOLA Laboratorio di scrittura e manipolazione<br \/>\nscuole primarie e scuole secondarie di primo grado \u2013 10 ore<\/p>\n<p>Attraverso esercizi di scrittura creativa tratti anche dalla Grammatica della fantasia di Gianni Rodari i ragazzi potranno scoprire come da una parola si possa dipanare un pensiero, un percorso, che pu\u00f2 divenire, scoperta, ascolto, viaggio: storia. I ragazzi saranno stimolati a scrivere storie che andranno a comporre piccoli manufatti personalizzati.<\/p>\n<p>EDUCAZIONE ALLA LETTURA Leggere&#8230; immaginare e comprendere<br \/>\nscuole primarie, scuole secondarie di primo e secondo grado \u2013 9 ore<\/p>\n<p>Favorire un lettura ad alta voce, che non sia monotonale ma che si preoccupi di considerare il riconoscimento delle pause, l\u2019analisi grammaticale e lessicale, l\u2019utilizzo corretto della punteggiatura, garantisce una migliore comprensione e di conseguenza un apprendimento pi\u00f9 veloce ottimizzando i tempi stessi di studio.<\/p>\n<p>Famiglie a Teatro<\/p>\n<p>Il brutto anatroccolo<br \/>\nFAMIGLIE A TEATRO<br \/>\nDomenica 19 febbraio 2012 h 17:30<\/p>\n<p>Teatro Evento Soc. Coop.<br \/>\npresenta<br \/>\nIL BRUTTO ANATROCCOLO<br \/>\nliberamente ispirato alla fiaba di Hans Christian Andersen<br \/>\ntesto e regia Sergio Galassi<br \/>\ncon Cristina Bartolini e Tzvetelina Tzvetkova<br \/>\nscene e costumi Vittorio Marangoni<\/p>\n<p>In uno stagno, dietro la casa di un contadino, mamma anatra e i suoi piccoli sguazzano nell\u2019acqua, ma il povero, brutto anatroccolo, l\u2019ultimo nato, \u00e8 disperso e disprezzato da tutti, al punto da dover lasciare la sua famiglia&#8230; Ma il mondo non \u00e8 tenero con chi sembra diverso e, soprattutto, non sa, o non pu\u00f2, difendersi. Succede, a volte, di sentirsi brutti anatroccoli e di desiderare intensamente di essere, invece, splendidi cigni: tutte le volte che i compagni non ti fanno giocare con loro o quando ti prendono in giro e tu sei costretto a startene l\u00ec, in un angolo&#8230; ma prima o poi&#8230;<br \/>\nPer sopravvivere a chi non lo voleva, il brutto anatroccolo \u00e8 stato costretto ad allontanarsi dal suo mondo, ma, alla fine, grazie alla sua tenacia, ritrover\u00e0 l\u2019identit\u00e0 che gli altri volevano negargli. L\u2019immagine del cigno che si stacca in volo dalla terra, per abbandonare bassezze e meschinit\u00e0, \u00e8 l\u2019esemplificazione poetica del primato degli ultimi&#8230;<\/p>\n<p>Stagione di Prosa<br \/>\nCanto popolare<br \/>\nCirano\u2019 e il suo invadente naso<br \/>\nRicordi con guerra<\/p>\n<p>STAGIONE DI PROSA<\/p>\n<p>sabato 7 gennaio 2012 ore 20:30<br \/>\nTieffe Teatro Stabile di Innovazione<br \/>\nCANTO POLARE<br \/>\nparole e suoni per Pier Paolo Pasolini<br \/>\nvoce recitante Maddalena Crippa<br \/>\ntesti Pier Paolo Pasolini<br \/>\nmusiche Paolo Schianchi<\/p>\n<p>Maddalena Crippa, sensibile interprete e abile artista, amatissima dal pubblico bellunese, d\u00e0 voce al pensiero di Pasolini, uno fra gli intellettuali italiani pi\u00f9 significativi del Novecento.<br \/>\nPier Paolo Pasolini ha lasciato importanti tracce della propria grandezza in molte forme di espressione letteraria e artistica (poesia, letteratura, cinema e filosofia in primis).<br \/>\nLe parole pronunciate con rara intensit\u00e0 dalla Crippa, si intrecciano sul palco ai paesaggi musicali composti e interpretati da Paolo Schianchi, giovane e pluripremiato musicista e compositore. Schianchi esegue i suoi brani servendosi di Octopus, sistema elettroacustico di sua creazione che permette a un solo interprete di suonare contemporaneamente pi\u00f9 chitarre. Ne risulta un gioco sonoro di note, ritmi, movimenti che si intrecciano, si inseguono, si moltiplicano, cos\u00ec come fanno eco e risuonano in noi le parole dell&#8217;autore.<br \/>\nCanto Popolare propone un percorso poetico all\u2019interno delle riflessioni pasoliniane, cercando nella sua opera quel sottile fil rouge che ci avvicina cos\u00ec fortemente a lui e ci fa ancora appassionare, che ci dimostra come sia ancora possibile arricchirsi di una voce intensa, forte e necessaria.<\/p>\n<p>STAGIONE DI PROSA<\/p>\n<p>sabato 4 febbraio 2012 ore 20:30<br \/>\nLa Piccionaia \u2013 I Carrara Teatro Stabile di Innovazione<br \/>\nCIRAN\u00d2 E IL SUO INVADENTE NASO<br \/>\nda Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand<br \/>\ncon Marco Artusi, Eva Rossella Biolo,Matteo Cremon, Gianluigi (Igi) Meggiorin, Beatrice Niero<br \/>\ndramaturg Carlo Presotto<br \/>\ndrammaturgia e regia Ketti Grunchi<\/p>\n<p>Rimatore, spadaccino, musicista.<br \/>\nEsagerato, ironico, travolgente, idealista.<br \/>\nNemico di qualsiasi ipocrisia e bassezza umana.<br \/>\nCoraggioso, arde per amore e soffre per il suo invadente naso.<br \/>\nCyrano \u00e8 ode a tutti i diversi.<br \/>\nCyrano \u00e8 un acrobata della parola, amante appassionato della libert\u00e0.<\/p>\n<p>Cyrano ha il naso di un clown e l\u2019animo di un poeta. Imprudente in amore come in guerra, ama la poesia e le parole, e con quelle combatte, fino alla morte. \u00c8 un funambolo del verso, si batte per testimoniare la vera, profonda libert\u00e0 della poesia. Cyrano non ha paura ad affrontare i ricchi, i potenti, gli egoisti, i mentitori\u2026 e la stupidit\u00e0. \u00c8 puro come lo sono i bambini, o i grandi con il cuore rimasto bambino. Uno spettacolo ricco di energia e di poesia che racconta la storia dell\u2019abile spadaccino con le parole del bambino pi\u00f9 vecchio del mondo: il clown, il trickster, il lunatico che da centinaia di anni ha il cuore gonfio di incanto e di stupore, ardore\u2026 coraggio e amori impossibili.<\/p>\n<p>STAGIONE DI PROSA<br \/>\nsabato 3 marzo 2012 ore 20:30<\/p>\n<p>RICORDI CON GUERRA<br \/>\ndi e con Stefano Cipiciani<br \/>\nassistente alla regia Nicol Martini<\/p>\n<p>Ricordi con guerra \u00e8 una straordinaria prova d\u2019attore in cui Stefano Cipiciani interpreta Pompilio, un fascio piccolo piccolo, un personaggio costruito nel tempo con grande cura, raccontato nella sua dimensione umana pi\u00f9 che storico-politica. Originario della campagna, di animo semplice e generoso, Pompilio conduce una vita povera, scandita dal lavoro e dalla vita familiare, da un ballo che sfida il coprifuoco, dalla conquista di una donna. Nell&#8217;Italia degli anni Quaranta la sua esistenza per\u00f2 \u00e8 sconvolta da una guerra che non appartiene n\u00e9 a lui n\u00e9 alla sua gente, allorch\u00e9 decide di arruolarsi con le camicie nere, non per convinzione ma quasi per fatalit\u00e0, finendo per assumere un ruolo che intimamente non gli \u00e8 proprio e che finir\u00e0 per riservagli un destino tragico, segnato dalle infamie, dall\u2019assassinio e dalla condizione di braccato.<br \/>\nNato per un progetto messo in scena da Marco Baliani, il personaggio di Pompilio appartiene ad una galleria di storie sulla Resistenza antifascista che traggono spunto da testi di Italo Calvino e di Beppe Fenoglio. Cipiciani, uno dei protagonisti del progetto iniziale, riprende questo spunto rileggendolo, volutamente, dal punto di vista di uno dei vinti, quale sfida alla memoria, personale e collettiva, di una guerra e di un periodo, nonch\u00e9 di una pacificazione forse mai effettivamente compiuta.<\/p>\n<p>INFORMAZIONI<\/p>\n<p>INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI<br \/>\n0437-950555\u00a0dal marted\u00ec al venerd\u00ec dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 17:30<\/p>\n<p>BIGLIETTERIA<\/p>\n<p>Stagione di Prosa\u00a0nei giorni di programmazione dalle ore 19:30 presso il Teatro Kursaal<br \/>\nFamiglie a Teatro\u00a0domenica 19 febbraio 2012 dalle ore 16:30 presso il Teatro Kursaal<\/p>\n<p>PREZZI<br \/>\nStagione di Prosa\u00a0posto unico euro 15,00 \u2013 Abbonamento euro 30,00<br \/>\nFamiglie a Teatro \u00a0intero euro 8,00 \u2013 ridotto euro 5,00<br \/>\nScuole a Teatro\u00a0biglietto euro 5,00 a studente<br \/>\ngratuito per insegnanti e accompagnatori<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec al Teatro Kursaal di Auronzo di Cadore, prende il via Auronzo di Scena Stagione Teatrale 2011\/2012 7\u00b0 edizione con la direzione artistica di Daniela Nicosia. 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