{"id":30459,"date":"2011-09-11T06:57:51","date_gmt":"2011-09-11T05:57:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bellunopress.it\/?p=30459"},"modified":"2011-09-11T07:03:13","modified_gmt":"2011-09-11T06:03:13","slug":"dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2011\/09\/11\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\/","title":{"rendered":"Dolomiti Contemporanee: sabato l&#8217;inaugurazione Secondo Blocco aperto dal 17 settembre al 16 ottobre"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/sass-muss-edifici-pizzocco-sass-de-mura-foto-A.-Montresor.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-28837\" title=\"sass muss, edifici pizzocco, sass de mura - foto A. Montresor\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/sass-muss-edifici-pizzocco-sass-de-mura-foto-A.-Montresor.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"192\" \/><\/a>Sabato 17 settembre, alle ore 17.00, a Sass Muss di Sospirolo si\u00a0inaugura il secondo blocco espositivo di Dolomiti Contemporanee. Nel corso dello scorso mese di luglio, gli artisti invitati si sono succeduti in residenza a Sass Muss. Hanno lavorato insieme a moltissime ditte ed aziende della zona. Sass Muss si \u00e8 cos\u00ec trasformata in una cittadella dell&#8217;arte, ed anche in una vera e propria fabbrica. Gli artisti hanno conosciuto i fabbricanti, hanno lavorato nei loro stabilimenti, e, grazie a questa sinergia nuova, si sono prodotti i lavori che ora entrano nelle nuove mostre. In tal modo, l&#8217;arte cessa di essere una funzione, o un&#8217;attivit\u00e0, privata e segreta, e diventa un&#8217;azione integrata e pervasiva, che si origina dal territorio, e mette in rete tutte le risorse produttive.<br \/>\nLe idee quindi, le idee degli aristi, ma anche la capacit\u00e0 realizzativa, artigianale e tecnologica, i processi e lo stesso tessuto produttivo. Gli artisti sono produttori di senso, attraverso le proprie opere. Le fabbriche mettono a disposizione la propria esperienza e competenza.<br \/>\nIl laboratorio di Dolomiti Contemporanee lanciato. Sass Muss, come cittadella e fabbrica dell&#8217;arte, \u00e8 nata il 30 luglio. Prima, il peso silenzioso di questo luogo fantasma schiacciava le pietre al sole, rosolandovi sopra i rospi, in un tempo fossile. Ora lo spazio si muove, rifluisce il tempo. Nel mese di agosto, questo sito da vent&#8217;anni dimenticato \u00e8 tornato in vita. I visitatori sono stati, nel solo mese di agosto, oltre 4.500. Un luogo aperto, in cui gli artisti vivono si muovono esplorano e operano, tra crode torrenti e giungle, e dove si sta creando un sistema, la rete del\u00a0 produttivo artistico (gli artisti stessi) con le industrie e aziende locali (produzione dei lavori, materiali e lavorazioni).<br \/>\nCos\u00ec, il campus di Sass Muss somiglia ora ad una fucina, concreta\/sospesa. Con una temporalit\u00e0 propria, caratteristica, di volta in volta (o simultaneamente) spaesante e pacificante (la metafisica del luogo liberato, l&#8217;estensione dello spazio che si traduce, come un&#8217;ombra proiettata, in dilatazione temporale).<br \/>\nCos\u00ec, sono state prodotte le opere del secondo ciclo espositivo, che inaugurer\u00e0 il 17 settembre. Quattro nuove mostre, Contractions, a cura di Daniele Capra; DC Pulse 2, a cura di Gianluca D&#8217;Inc\u00e0 Levis; Azimut, a cura di Alice Ginaldi; DolomitenHof Resort, a cura di Francesco Urbano e Francesco Ragazzi. Oltre al Padiglione Ics, a cura di Alberto Zanchetta, un altro piccolo generatore di discontinuit\u00e0 temporale che liberer\u00e0 le proprie rosse tracce nella notte di sabato 17.<br \/>\nCuratori:<br \/>\nDaniele Capra<br \/>\nGianluca D&#8217;Inc\u00e0 Levis<br \/>\nFrancesco Ragazzi e Francesco Urbano<br \/>\nAlice Ginaldi<br \/>\nAlberto Zanchetta<br \/>\nArtisti:<br \/>\nAlis \/ Filliol, Federico Baronello, Elisa Bertaglia, Francesco Bertel\u00e8, Ludovico Bomben, Manuele Cerutti, Luca Chiesura, Cristian Chironi, Nemanja Cvijanovic, Alessandro Dal Pont, Giovanni De Don\u00e0, Andrea Di Marco, Nicola Genovese, Dimitri Giannina, Paolo Gonzato, Antonio Guiotto, Emanuele Kabu, Minji Kim, Jacopo Mazzonelli, Rachele Maistrello, Federica Menin, Giovanni Morbin, Cristina Pancini, Laura Pugno, Alessandro Pavone, Daniele Pezzi, Michelangelo Penso, Fabrizio Prevedello, Roberto Pugliese, Giacomo Roccon, Alberto Scodro, Priscilla Tea, Mario Tom\u00e8, Bianco Valente, Eugenia Vanni, Giuseppe Vigolo, Davide Zucco.<br \/>\nsecondo blocco mostre &#8211; 17 settembre\/16 ottobre\u00a0 (Capra\/D\u2019inc\u00e0 Levis\/Francesco Urbano e Francesco Ragazzi\/Ginaldi\/Zanchetta)<\/p>\n<p>Titolo mostra: Dolomiti Contemporanee<br \/>\nLuogo: Sass Muss \u2013 Sospirolo (Belluno)<br \/>\nCuratore interno: Gianluca D\u2019Inc\u00e0 Levis<br \/>\nCuratori ospiti: Andrea Bruciati, Daniele Capra, Alice Ginaldi, Francesco Ragazzi e Francesco Urbano, Alberto Zanchetta<br \/>\nPeriodo: dal 30 luglio al 16 ottobre 2011<br \/>\nInaugurazioni: sabato 30 luglio, ore 18.30; sabato 17 settembre, ore 18.00<br \/>\nEnti: Regione del Veneto, Provincia di Belluno, Comune di Belluno, Comune di Sospirolo, Fondazione Bevilacqua La Masa, Palazzo Riso, Fondazione Dolomiti Unesco, Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Confindustria, Consorzio Bim Piave, Enel.<br \/>\nOrari: 10.00-12.30; 15.00-19.30<br \/>\nBiglietto: entrata libera<br \/>\nInfo:\u00a0 <a href=\"mailto:info@dolomiticontemporanee.net\">info@dolomiticontemporanee.net<\/a>; <a href=\"mailto:press@dolomiticontemporanee.net\">press@dolomiticontemporanee.net<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.dolomiticontemporanee.net\">www.dolomiticontemporanee.net<\/a><br \/>\nTel. +39 0437 838218; +39 0437 3068<\/p>\n<p><strong>Azimut a cura di Alice Ginaldi<\/strong><\/p>\n<p>In una mia suggestione infantile di quando facevo scout, la marcia Azimut1 rappresentava per me un passaggio rituale, affascinantissimo e mitizzato. Si tratta di un percorso, una camminata di cui si sceglie il punto di partenza e il punto di arrivo. Lo scopo \u00e8 camminare seguendo una linea retta utilizzando l&#8217;angolo azimut rispetto al nord.<br \/>\nNella mia ingenuit\u00e0 pensavo che qualsiasi ostacolo ci si fosse trovati di fronte, altra soluzione non c&#8217;era se non scavalcarlo in qualsiasi modo. Che si trattasse di una montagna, di un lago o di un palazzo.<br \/>\nLa scelta di raccontare l&#8217;Azimut mi \u00e8 scaturita fuori con arroganza e senza possibilit\u00e0 di ripiego. \u00c8 sgorgata da una serie di suggestioni, dal ripercorrere con i sensi la montagna, dal cercare di trovare un filo conduttore sensato tra gli artisti scelti. L&#8217;Azimut \u00e8 un perfetto compromesso tra l&#8217;empirico e il metafisico. Una strada per cui l&#8217;obiettivo, l&#8217;arrivo \u00e8 tutto ci\u00f2 che conta. Come un catalizzatore di energie mi ha condotto a conoscere da vicino il modo di procedere e di operare dei sei artisti e in tutti loro ho riscontrato un istinto al procedere identico a quello della marcia Azimut. Inesorabile, determinato, grave. Quello che pi\u00f9 mi ha commosso nella ricerca di ciascuno \u00e8 quella sensazione di perpetua costanza. Inscalfibile e solenne. Una ricerca oramai matura e consapevole che tenta di ingannare il tempo e lo spazio ripetendo gesti futili e ossessivi, sterili e tenaci. Come i cambiamenti indolenti della natura, come le pietre di Sass Muss, frutto del lento trascorrere di ere geologiche.<\/p>\n<p>Apparentemente governato dalle proprie spinte fisiologiche, il duo torinese Alis\/Filliol, lavora per dare una propria declinazione a due grandi \u201cmisure\u201d con cui l&#8217;uomo si confronta ogni giorno: spazio e azione. Due macrosistemi che Alis\/Filliol modulano e filtrano attraverso la propria persona fisica, in ascensionale tensione tra fisicit\u00e0 e idea.<br \/>\nLo spazio.<br \/>\nO meglio, nella loro ricerca, l&#8217;analisi del rapporto tra spazio reale e spazio percepito, tra quella superficie tridimensionale a tratti visibile che forma la realt\u00e0 e il nostro io, vissuto dall&#8217;interno. Che porzione di area occupa il nostro corpo (vedi Occupare il minor spazio possibile)? Come tracciare una linea orizzontale correndo in un paesaggio di masse verticali (vedi il video Muro)? Ma soprattutto, \u00e8 reale o oleografico lo spazio come lo viviamo?<br \/>\nAttraverso il riempimento del vuoto o viceversa lo svuotamento del pieno abituano la loro mente ad entrare in una sorta di trans che li avvicina poco a poco ad una risoluzione. Una verit\u00e0 lontana da ampollosi calcoli matematici, viceversa vicinissima alle paure pi\u00f9 triviali e ai disagi psicologici dell&#8217;essere umano come claustrofobia e agorafobia.<br \/>\nL&#8217;azione.<br \/>\nAgire per loro risulta sempre un gesto forte e vigoroso. Il lavoro concluso, abbandonato nello spazio espositivo, si trova stretto nella definizione di \u201ccenere di un atto performativo\u201d. Pi\u00f9 che di cenere nel caso degli Alis\/Filliol dovremmo parlare di carboni ancora ardenti, elettrici, forieri di un&#8217;energia tutt&#8217;altro che esaurita, come in Testa di sirena urlante. Come una bomba inesplosa, il loro lavoro \u00e8 l\u00ec, carico di tensione, un nucleo atomico compatto e saturo di energia. Azione \u00e8 sempre uguale a corpo. Ma non in senso edonistico. I due artisti sono presenti solo nella misura in cui sia possibile mettere mano in prima persona al loro lavoro, faticando, trasportando pesi e lasciandone le impronte di sudore. \u00c8 solo cos\u00ec che quell&#8217;energia passer\u00e0 attraverso la loro persona, una scossa di adrenalina imprescindibile, che andr\u00e0 immancabilmente a scaricarsi in tutti i materiali che compongono l&#8217;opera. Materiali ovviamente estremi dal punto di vista di isolamento\/conduzione. Quello che trasmettono i lavori (come Calco di due corpi in movimento nello spazio), anche ignorandone totalmente l&#8217;operato, \u00e8 sforzo. Una fatica avvolgente e perentoria. Come nelle varie Fusioni a neve persa, si consuma energia per la cecit\u00e0, per una performance ostentatamente sterile e proprio per questo carica come una molla.<\/p>\n<p>L&#8217;Azimut di Manuele Cerutti, senza ombra di dubbio, volge verso le alte sfere celesti. Parte da un angolino insignificante e punta allo zenit. Senza fretta. Il suo percorso \u00e8 imperniato su una sublimazione di stati d&#8217;inconscio, del perturbante uniti alla ricerca della fonte primordiale di un&#8217;energia statica. La pietra non \u00e8 altro che un microcosmo densissimo che gode di una concezione temporale dilatata rispetto all&#8217;uomo, cos\u00ec fragile ed effimero al suo confronto. Memento mori d&#8217;eccezionale raffinatezza, la pietra sembra quasi non appartenere a questo mondo, ma c&#8217;\u00e8, e sta l\u00ec, anche se \u00e8 una semplice Pietra senza nome. Non ci considera perch\u00e9 la nostra presenza nella sua dimensione cronologica non pu\u00f2 imprimersi in alcun modo. Siamo al pari di un filo d&#8217;erba. Che si tratti di roccia, marmo, fossile, meteorite, ciascuna pietra custodisce una potenza dentro di s\u00e9, immobile e imperitura. La pittura \u00e8 impeccabile e dichiaratamente non finita, fluida ed equilibrata. Cerutti si limita a mostrare solo ci\u00f2 che risulta necessario ad una corretta lettura dell&#8217;opera. Quello che manca sembra essere evaporato dalla tela e attrae il nostro occhio, tormentato da quella carenza di un solo Mezzocane o dall&#8217;assenza di In and out of myself. Il traballante mondo dei suoi lavori ci cristallizza in un limbo oscuro, misterioso, con inspiegabile gradevolezza. Siamo consci di vivere un annullamento esperienziale a favore di un abbandono endemico verso pure proiezioni fantasmatiche. Fradici di uno stato di magica sospensione, i dipinti di Cerutti sembrano glorificare quell&#8217;attimo in cui le forze e gli equilibri si trovano a pari potenze e, per questo, si annullano l&#8217;una con l&#8217;altra in un equivoco stato di calma apparente. Come quel secondo in cui il pendolo indugia prima di tornare indietro, sospeso tra spinta meccanica e gravit\u00e0, o come quell&#8217;inquietante attimo di riposo tra un&#8217;espirazione e il respiro successivo&#8230;<\/p>\n<p>Sedotto ossessivamente da una bellezza non scontata, Paolo Gonzato si prende cura dei suoi artefatti caricandoli di una preziosit\u00e0 spesso non solo metaforica. I suoi lavori sembrano sintetizzare l&#8217;indimenticabile suggestione composta da lusso, calma e volutt\u00e0 emergendo, ieratici, grazie ad una non meglio definibile seducente emanazione. Il suo percorso Azimut \u00e8 riscontrabile in questo interesse dal sapore zen per le cose pi\u00f9 insignificanti, unito a quella persuasione di chi \u00e8 in grado di usufruire di una visione privilegiata e, per questo, cammina imperterrito verso una direzione. L&#8217;artista \u00e8 guidato da una logica d&#8217;istinto, informale ma sottilmente colta, che lo scorta attraverso i pi\u00f9 diversi mezzi espressivi.<br \/>\nIt&#8217;s not right \u00e8 una riflessione profonda sul significato dell&#8217;esistenza e sull&#8217;imperscrutabilit\u00e0 del disegno divino. \u00c8 una lotta persa in partenza nei confronti di quel concetto di eternit\u00e0 in cui l&#8217;artista ha smesso di credere, in equilibrio alterato tra cinismo ed emotivit\u00e0. Fragili piramidi di bamb\u00f9 come simulacri, ceramiche rotte come vitelli d&#8217;oro, rattrappiti scheletri d&#8217;ombrelli come simbolo di caducit\u00e0 e una tovaglietta sfilacciata come vanitas contemporanea. Il viola \u00e8 certo un colore modaiolo ma anche ricco di significati legati alla purificazione quaresimale, alle superstizioni popolari, come anche, per Jung, fonte di ispirazione e forza spirituale. Il viola si adagia su tutto come un manto triste e inesorabile. L&#8217;unica fonte certa ma evirata sono i testi scritti di alcuni telegrammi, tutti accuratamente censurati da fori circolari.<br \/>\nNella serie Out of stock rigidi arlecchini si presentano ingessati in cartoni appoggiati al muro. Sembra di assistere a una sconsolata parata carnevalesca fatta di allegria preconfezionata e sorrisi forzati. Perso lo squallore da circo polveroso, i pensionati arlecchini sono cristallizzati in forme astratte e rigide. Abbandonato il corpo, la loro essenza \u00e8 ridotta a quei rombi di colori, svuotati di fisicit\u00e0 ma pregni di significati scaturenti da una memoria collettiva inscalfibile.<br \/>\nLa parte pi\u00f9 legata all&#8217;esteriorit\u00e0 dell&#8217;artista \u00e8 invece rappresentata da Gold experience, una patina di superficialit\u00e0 purissima e preziosissima, come la foglia oro 24 carati, che si distende sugli oggetti pi\u00f9 sporchi e malconci della quotidianit\u00e0. Un tributo al nostro secolo in cui la maschera che portiamo diventa, per assurdo, un accessorio imprescindibile della nostra pi\u00f9 intima interiorit\u00e0.<\/p>\n<p>Attraverso una serie di innesti, il cui numero potrebbe tendere all&#8217;infinito, Fabrizio Prevedello ha sperimentato una fusione geneticamente impossibile in natura: l\u2019inserimento di un marmo \u201cstraniero\u201d sul taglio di una cava di marmo autoctono. Con questa operazione (che prevede un percorso simile all&#8217;Azimut) deposita un oggetto estraneo in un luogo nuovo, modificando per sempre un ambiente abituato a creare se stesso attraverso la naturale decantazione mineraria e geologica. Un atto d&#8217;amore immenso nei confronti di questa pietra rara e pregiata, che affonda le sue radici nella storia esperienziale dell&#8217;artista che, da diverso tempo, si trova a maneggiare il marmo conoscendone profondamente durezza, lavorabilit\u00e0, difetti. L&#8217;idea di poter far conoscere e poi accoppiare materiali dalla storia geologica distante, creando cos\u00ec incroci piacevolmente meticci, ritorna in declinazioni differenti in tutta la poetica artistica di Prevedello. Equilibri fragili e m\u00e9nage improbabili possono provocare deliziosi contrasti e tattili e visivi. La sonorit\u00e0 squillante del vetro con la pastosit\u00e0 odorosa della grafite. La rigorosa ardesia accostata all&#8217;opaca morbidezza del gesso. La vivacit\u00e0 screziata del legno fusa assieme all&#8217;umida cremosit\u00e0 dello stucco. Contrasti non solo piacevoli, ma anche densi di una completezza concettuale che tenta di ammansire le incompatibilit\u00e0 e le lontananze metaforiche di pensieri e stili di vita, nonch\u00e9 di occuparsi degli altri avvolgendoli con un senso di primordiale protezione. Come in Novembre nuovo o in Fa un po&#8217; freddo ma non preoccuparti, in cui i materiali si assemblano in piccole architetture di salvataggio, ricreando un&#8217;accoglienza che sa di rifugio domestico, di focolare. Il tentativo \u00e8 quello di creare un oggetto assolutamente nuovo ma al contempo heimlich, quindi intimo, familiare e velatamente inquietante. Inspiegabilmente alcune sculture di Prevedello non paiono esser state toccate da mano umana, hanno un retrogusto mistico e alieno, sono chiuse in se stesse, come nel lavoro I petali salgono (arni) in cui una piramide filosofale emerge da un mare di grigiore marmoreo. Come se un&#8217;interiorit\u00e0, troppo delicata per essere esposta, dovesse essere corazzata per poter sopravvivere, scegliendo arbitrariamente una non-esistenza (nella concezione pragmatica ci\u00f2 che non conosciamo, ovvero non siamo in grado di percepire con i sensi, non esiste, ovvero non \u00e8 esperibile). Nel momento in cui fosse portata alla luce, immancabilmente perirebbe.<\/p>\n<p>Percezione \u00e8 la parola d&#8217;ordine per entrare nell&#8217;universo dei lavori di Laura Pugno. Qui la marcia Azimut \u00e8 didascalica e si traduce, nei suoi Paesaggi alle spalle, in passeggiate con uno scopo preciso: quello di restituire alla realt\u00e0 fenomenica un punto di vista nuovo quanto aleatorio. Il mondo, ci dice l&#8217;artista, non \u00e8 quello che percepiamo, esiste a prescindere dall&#8217;occhio umano. Il referente reale esiste, certo, ma solo come suicida. L&#8217;acme della sua condizione \u00e8 l&#8217;atto kamikaze che ne ridiscute il principio stesso di esistenza. E cos\u00ec scompare, lasciando per\u00f2 una traccia, un&#8217;impronta difficilmente riconducibile a quella porzione di realt\u00e0 da cui deriva. I materiali che utilizza Pugno sono artificiali. Esattamente come la direzione verso cui punta la sua ricerca: artificiale \u00e8 ogni media prodotto dall&#8217;uomo a sua \u201cimmagine e somiglianza\u201d, prolungamento del proprio corpo con lo scopo di tendere ad un generico miglioramento della qualit\u00e0 di vita. Quegli stessi media offrono per\u00f2 all&#8217;artista tutt&#8217;altri spunti di riflessione legati alla loro caducit\u00e0 e al loro potere assorbente. Che cosa recepiscono dell&#8217;ambiente circostante? E cosa accadrebbe se venisse negato loro il diritto di \u201cmediare\u201d tra l&#8217;osservatore e l&#8217;osservato? L&#8217;artista mette in atto un lavoro meticoloso e paziente privando di funzionalit\u00e0 questi materiali fino a farne affiorare l&#8217;anima, lo scheletro. Costretto ad una disfunzione percettiva, l&#8217;osservatore \u00e8 obbligato a guardare attraverso un filtro, una maschera che non gli permette pi\u00f9 di fruire la realt\u00e0 se non sfocata e distorta. Questi materiali divengono pura materia inorganica, statica ma anche, perch\u00e9 no, piacevolmente gradevole. Creatrice di un mondo parallelo al nostro, Laura Pugno parte dalle forme della natura per annientarle a favore di strutture puramente aprioristiche. Anche nei lavori pi\u00f9 di superficie si nasconde, dietro la spinta formale, un ampia digressione concettuale: le serie come Dry Digging, Campo Morfico e KWh racimolano a piene mani da eventi reali traducendoli in apparizioni metapittoriche. I colori sono ancora una volta debitori delle tinte pi\u00f9 accese e artificiose e le forme si appiattiscono saturando lo spazio di filiformi e omogenee architetture. Ma non si tratta solo di un pretesto grafico bens\u00ec di un atto di curiosit\u00e0, di uno studio acuto sulla percezione umana, di un duro allenamento alla morte e resurrezione sinestetica in favore di un&#8217;apertura al reale in quanto tale e a prescindere dai recettori umani di cui siamo dotati per verificarlo.<\/p>\n<p>Artisti:<br \/>\nAlis\/Filliol<br \/>\nManuele Cerutti<br \/>\nPaolo Gonzato<br \/>\nFabrizio Prevedello<br \/>\nLaura Pugno<br \/>\n<strong><br \/>\nContractions &#8211; l\u2019opera tra implosione energetica ed espansione di senso a cura di Daniele Capra<\/strong><\/p>\n<p>In che modo un capannone che sembra raccontare l\u2019ultimo scampolo produttivo del Novecento \u00e8 in grado di intercettare la contemporaneit\u00e0 che pare fatta di idee, pensieri, bites? Che rapporto esiste tra un ambiente teoricamente inadatto ad ospitare un\u2019opera d\u2019arte e l\u2019opera d\u2019arte stessa?<br \/>\nQuali sfide e quali le difficolt\u00e0 di mostrarsi al di fuori non solo dell\u2019auspicabile white cube, ma anche in un contesto che non \u00e8 neutro, ma che diventa narrativo ed evocativo nel momento in cui ha perso la funzione per cui \u00e8 stato pensato e realizzato? Quali sono le strategie grazie a cui gli artisti riescono a prelevare dalla realt\u00e0 non tanto la classica porzione da decontestualizzare (l\u2019objet trouv\u00e9), quanto le potenzialit\u00e0 insite in un contesto per aggiungere nuovi stimoli interpretativi ad una opera o per crearne una ex novo?<br \/>\nIl fascino seducente e silenzioso del poderoso complesso industriale di Sass Muss di Sospirolo \u00e8 l\u2019occasione per indagare le modalit\u00e0 e gli approcci grazie a cui un\u2019opera d\u2019arte pu\u00f2 nutrirsi e sostenersi non tanto (e non solo) nella sua irripetibile unicit\u00e0, quanto nel suo essere ricettacolo di stimoli esterni, straordinario magnete capace di attirare a s\u00e9 le energie del contesto. Gli input ambientali hanno cos\u00ec la funzione mediale di \u201ccampi di senso\u201d, di vettori che permettono all\u2019opera di deflagrare e di polverizzarsi nel contesto in cui essa stessa \u00e8 collocata. Mai come in questo caso, l\u2019artista svolge il doppio ruolo di maieuta e attivatore di fuochi d\u2019artificio, mentre l\u2019opera diventa innesco, punto di partenza di connessioni interno\/esterno, luogo di incrocio tra micro e macrocosmo.<br \/>\nLa mostra nasce dal lavoro coordinato di dieci artisti chiamati a realizzare o a ripensare\/ricollocare una propria opera relazionandola alla non neutralit\u00e0 del contesto.<br \/>\nCiascun artista, a partire da una tessera della matrice a scacchiera del capannone (lo spazio \u00e8 diviso in navate a matrice regolare) si fa cos\u00ec carico di radunare l\u2019energia del luogo e per far esplodere le potenzialit\u00e0 del proprio lavoro.<\/p>\n<p>ARTISTI<br \/>\nBIANCO VALENTE<br \/>\nLUDOVICO BONBEN<br \/>\nNEMANJA CVIJANOVI\u0106<br \/>\nALESSANDRO DAL PONT<br \/>\nNICOLA GENOVESE<br \/>\nJACOPO MAZZONELLI<br \/>\nGIOVANNI MORBIN<br \/>\nMICHELANGELO PENSO<br \/>\nROBERTO PUGLIESE<br \/>\nALBERTO SCODRO<\/p>\n<p><strong>DC pulse\/two a cura di Gianluca D&#8217;Inc\u00e0 Levis<\/strong><\/p>\n<p>In ogni blocco di DC, trova posto una mostra collettiva, migrante. Sass Muss \u00e8 una stazione aperta, ad ospitalit\u00e0 diffusa. Gli ambienti, gli edifici-padiglione, prendono una forma nuova ad ogni passo. Gli spazi vengono continuamente misurati, si muovono e cambiano. Gli spazi a Sass Muss sono naturalmente di due tipi: esterni ed interni.<br \/>\nNel Sass de Mura viene ora un&#8217;esposizione eterogenea, di oggetti installativi e scultorei e grafici che si muovono verso l&#8217;alto, e verso il basso, che svettano o si schiacciano al suolo, arrampicano o si tendono o stanno immobili rasenti, in una sorta -nell&#8217;insieme dei rapporti- di pulsazione interna silenziosa, che dialoga con il respiro esterno dell&#8217;ambiente, organico, pesante.<br \/>\nE siccome lo spazio esterno grava assai, su quello interno leggero bianco, passaggi in quota di trina, ecco che i sensi di alcuni -di chi guarda- hanno a soffrirne. I sensi dapprima istituiti dalla natura, poi fattisi organi simpatici e orecchi (o piedi, da cui le scale, le salite), dapprima rallegratisi di s\u00e9 o nel s\u00e9, poi sepolti dalla coltre verde opprimente e di rocce (il claustrofobico aperto).<br \/>\nCi saluta in perpetue mutazioni, quaggi\u00f9, la forza segreta d&#8217;un canto.<br \/>\nPoi, se non ci avvolge, ci schiaccia.<\/p>\n<p>Artisti:<br \/>\nMatteo Attruia<br \/>\nElisa Bertaglia<br \/>\nLuca Chiesura<br \/>\nCristian Chironi<br \/>\nEmanuele Kabu<br \/>\nMinji Kim<br \/>\nFederica Menin<br \/>\nCristina Pancini<br \/>\nAlessandro Pavone<br \/>\nGiacomo Roccon<br \/>\nMario Tom\u00e8<br \/>\nDavide Zucco<\/p>\n<p><strong>Dolomitenhof Resort a cura di Francesco Ragazzi e Francesco Urbano<\/strong><\/p>\n<p>Fabbricare, fabbricare, fabbricare<br \/>\nPreferisco il rumore del mare<br \/>\nche dice fabbricare, fare e disfare<br \/>\nFare e disfare \u00e8 tutto un lavorare<br \/>\necco quello che so fare.<br \/>\n(Dino Campana)<\/p>\n<p>Dolomitenhof Resort \u00e8 una mostra collettiva site-generic, composta di opere che clamorosamente mancano di pertinenza al contesto in cui si situano. Impertinenti, spingono a domandarsi \u201ccosa ci faccio io qui?\u201d al centro di un quartiere industriale forse come tanti altri, dominato da montagne a volte un po&#8217; cupe. Un posto adatto per aprirci un resort: uno di quei centri del benessere contemporaneo che ridisegnano senza misura il paesaggio in funzione della cura di s\u00e9. Una strategia di marketing per scampoli di provincia selezionati. La promessa del paradiso mantenuta in un week-end.<br \/>\nE non \u00e8 poco. Dal venerd\u00ec alla domenica, tre giorni sono il tempo di una resurrezione. Ripristino miracoloso delle funzioni vitali, nuova linfa che circola in vene ancora umane: l&#8217;uomo pi\u00f9 che divino diventa Eden. Pianta se stesso in una natura deserta di attrattive per coltivarsi un&#8217;oasi attorno.<br \/>\nMa se i resort, quelli a cinque stelle, sono volgari e infedeli alla terra, questo che qui \u00e8 stato costruito si muove su un altro piano. A Sass Muss, tra la foresteria, il bunker e il sentiero lungo il fiume, si innesta un percorso che procede per gradi, rinviando il conseguimento della meta. Una certa distanza si accumula tra opera e spettatore, tra progetto e risultato, giustapponendo gli strati della ricerca.<br \/>\nPriscilla Tea, Eugenia Vanni, Antonio Guiotto, Nicola Genovese, Rachele Maistrello, Daniele Pezzi e Francesco Bertel\u00e8. Gli artisti invitati dimostrano una uguale fiducia nella realt\u00e0. \u00c8 sempre dal reale che prendono il punto di leva per sollevare l&#8217;esistente. I punti di appoggio invece sono diversi, ma sollecitati allo stesso ritmo: la meticolosit\u00e0 di un lavoro pacato &#8211; prima o poi &#8211; si rompe in uno sbalzo, cambio di stato e di sostanza.<br \/>\nSi potrebbe chiamare sorpresa l&#8217;effetto di questi spostamenti che nell&#8217;attraversare un territorio lo prolungano e lo approfondiscono. O anche evoluzione, atto di adattamento della realt\u00e0 che nel differenziarsi da se stessa non si aliena alla propria natura. L&#8217;oasi nel deserto, perfino quando \u00e8 un miraggio, esiste altrove, da qualche parte non troppo lontana che i nostri occhi proiettano qui. Ci inganna, ma ci d\u00e0 anche la misura di un desiderio che si \u00e8 gi\u00e0 fatto concreto.<\/p>\n<p>Artisti:<br \/>\nPriscilla Tea<br \/>\nEugenia Vanni<br \/>\nAntonio Guiotto<br \/>\nNicola Genovese<br \/>\nRachele Maistrello<br \/>\nDaniele Pezzi<br \/>\nFrancesco Bertel\u00e8<\/p>\n<p><strong>PADIGLIONE ICS a cura di Alberto Zanchetta &amp; Gianluca D\u2019Inc\u00e0 Levis<\/strong><\/p>\n<p>Nella notte del 17 settembre, in occasione del secondo opening di Dolomiti Contemporanee, gli edifici Schiara, Sass de Mura e Pavione saranno affiancati da un \u201cPadiglione ics\u201d, vale a dire: una Fiat Bertone X1\/9 rosso fiammante (pi\u00f9 familiarmente chiamata &#8220;ics&#8221; dagli appassionati del genere) da cui si diffonderanno le performance elettro-acustiche di alcuni artisti di fama internazionale. Il mezzo di trasporto su ruote si trasformer\u00e0 in un padiglione mobile che \u2013 alla maniera di una capsula del tempo \u2013 riporter\u00e0 alla mente i tempi in cui era sufficiente una semplice automobile per dare vita a un piccolo concerto fai-da-te.<br \/>\nIl Padiglione ics riporter\u00e0 in vita i tempi in cui si guidava senza meta e motivo, per il puro piacere di ascoltare musica \u2013 \u201csparata a palla dagli altoparlanti\u201d. A differenza degli ingombranti giradischi, un\u2019automobile si poteva convertire in un impianto stereo portatile; ai dischi si prefer\u00ec allora la praticit\u00e0 delle audiocassette che, pur mancando di raffinatezza, preservavano la tecnologia analogica, poi soppiantata dai cd in digitale. Sul nastro magnetico, a bassa definizione, potevano essere registrate le tracce audio dei vinili, che invece fornivano un\u2019alta definizione del suono. Il vantaggio dell\u2019audiocassetta consisteva nella possibilit\u00e0 di ordinare i pezzi in sequenze personali (quel mix-tape che anticip\u00f2 l\u2019attuale playlist), ma ci volevano tempo e fatica per registrare le proprie compilation. Con il senno di poi, l\u2019audiocassetta fu il primo atto di pirateria: sui nastri vergini era possibile registrate i brani migliori scelti da album diversi, creando compilation assolutamente personali. Thurston Moore, che in anni recenti ha dedicato un libro alla cultura del mix-tape, ammette che la tecnologia del cd ha collocato le cassette nel mainstream e che ancora oggi sono in molti ad avere \u00abuna storia da raccontare sui mix compilati per s\u00e9 o per gli altri, e per quelli ricevuti in cambio\u00bb. Ricorrendo a questo cut-up nostalgico e artigianale, Alberto Zanchetta e Gianluca D\u2019Inc\u00e0 Levis hanno messo assieme le melodie ossessive, i ronzii metallici, le chitarre elettriche, i rumori psichedelici ed estremi di Steven Parrino, Gerwald Rockenschaub, Thomas Zipp, Jim Lambie, Martin Creed, Carsten Nicolai, Hans Schabus, Henrik H\u00e5kansson, Pavel B\u00fcchler, Carl Michael von Hausswolff, Jonathan Meese, Tommi Gr\u00f6nlund, Petteri Nisunen &amp; Mika Vainio.<br \/>\nA conferma del fatto che non tutte le storie sono destinate a finire, la scelta dell\u2019audiocassetta corrisponde a uno scavo nell\u2019archeologia postmoderna, omaggio a un supporto tecnologico ormai desueto, ma che a suo tempo fu un innovativo sistema di produzione e distribuzione di massa. Perch\u00e9 \u201ca volte ritornano\u201d.<\/p>\n<p>TRACK LIST<br \/>\nThomas Zipp Eat (2006)<br \/>\nCarsten Nicolai aka Alva Noto u_04 (2008)<br \/>\nSteven Parrino Osculum infame (2004)<br \/>\nJonathan Meese &amp; Tim Berresheim Knackfrisch (2005)<br \/>\nGerwald Rockenschaub It\u2019s\u2026 (2008)<br \/>\nCarl Michael von Hausswolff untitled (2001)<br \/>\nJim Lambie Voidoid (1999)<br \/>\nPavel B\u00fcchler Encore (2005)<br \/>\nHans Schabus 7500 rpm (2001)<br \/>\nHenrik H\u00e5kansson Song for a new breed [Turdus merula] (2001)<br \/>\nTommi Gr\u00f6nlund, Petteri Nisunen &amp; Mika Vainio untitled (2001)<br \/>\nMartin Creed Be Natural (1999)<\/p>\n<p>L&#8217;organizzazione ringrazia per il sostegno attivo al progetto: Attiva spa, Sips Italia, De Rigo Visions, DM Inox, Finblok, Finblok Faidat\u00e8, Rolmec, CMI, Fratelli Fratta, Impresa Deon, Impresa Artecos, Super W, De Bona Motors, Evco, Panificio Calchera, Edilcommercio, Italcarta, Zanvettor legnami, Falegnameria Pasa e Perathoner, Grigolin cementi, Cuprum, Nuovi Progetti, Macellerie Roldo, Svg informatica, Vetreria Bonifaci, Tecno Isolamenti, Unieuro, MicroVita, Viel antincendi, Vivaio Varotto, Da Rold trasporti, Unika, Krios, La Cornice.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato 17 settembre, alle ore 17.00, a Sass Muss di Sospirolo si\u00a0inaugura il secondo blocco espositivo di Dolomiti Contemporanee. Nel corso dello scorso mese di luglio, gli artisti invitati si sono succeduti in residenza a Sass Muss. Hanno lavorato insieme a moltissime ditte ed aziende della zona. Sass Muss si \u00e8 cos\u00ec trasformata in una [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27,3,25],"tags":[],"class_list":["post-30459","post","type-post","status-publish","format-standard","category-appuntamenti","category-arte-cultura-spettacoli-scienza-archivi","category-pausa-caffe"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Dolomiti Contemporanee: sabato l&#039;inaugurazione Secondo Blocco aperto dal 17 settembre al 16 ottobre - Bellunopress - Dolomiti<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2011\/09\/11\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"fr_FR\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Dolomiti Contemporanee: sabato l&#039;inaugurazione Secondo Blocco aperto dal 17 settembre al 16 ottobre - Bellunopress - Dolomiti\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Sabato 17 settembre, alle ore 17.00, a Sass Muss di Sospirolo si\u00a0inaugura il secondo blocco espositivo di Dolomiti Contemporanee. Nel corso dello scorso mese di luglio, gli artisti invitati si sono succeduti in residenza a Sass Muss. Hanno lavorato insieme a moltissime ditte ed aziende della zona. Sass Muss si \u00e8 cos\u00ec trasformata in una [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2011\/09\/11\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Bellunopress - Dolomiti\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=100008943462799\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2011-09-11T05:57:51+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2011-09-11T06:03:13+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/sass-muss-edifici-pizzocco-sass-de-mura-foto-A.-Montresor.jpg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"redazione\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@bellunopress\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@bellunopress\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"\u00c9crit par\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"redazione\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Dur\u00e9e de lecture estim\u00e9e\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"21 minutes\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2011\\\/09\\\/11\\\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2011\\\/09\\\/11\\\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"redazione\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/79bb06722b37ece1c03d3e94beb30d73\"},\"headline\":\"Dolomiti Contemporanee: sabato l&#8217;inaugurazione Secondo Blocco aperto dal 17 settembre al 16 ottobre\",\"datePublished\":\"2011-09-11T05:57:51+00:00\",\"dateModified\":\"2011-09-11T06:03:13+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2011\\\/09\\\/11\\\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\\\/\"},\"wordCount\":4300,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2011\\\/09\\\/11\\\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/07\\\/sass-muss-edifici-pizzocco-sass-de-mura-foto-A.-Montresor.jpg\",\"articleSection\":[\"Appuntamenti, Eventi\",\"Arte, Cultura, Spettacoli, Scienza\",\"Pausa Caff\u00e8\"],\"inLanguage\":\"fr-FR\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2011\\\/09\\\/11\\\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2011\\\/09\\\/11\\\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\\\/\",\"name\":\"Dolomiti Contemporanee: sabato l'inaugurazione Secondo Blocco aperto dal 17 settembre al 16 ottobre - Bellunopress - Dolomiti\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2011\\\/09\\\/11\\\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2011\\\/09\\\/11\\\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/07\\\/sass-muss-edifici-pizzocco-sass-de-mura-foto-A.-Montresor.jpg\",\"datePublished\":\"2011-09-11T05:57:51+00:00\",\"dateModified\":\"2011-09-11T06:03:13+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2011\\\/09\\\/11\\\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"fr-FR\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2011\\\/09\\\/11\\\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"fr-FR\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2011\\\/09\\\/11\\\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\\\/#primaryimage\",\"url\":\"http:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/07\\\/sass-muss-edifici-pizzocco-sass-de-mura-foto-A.-Montresor.jpg\",\"contentUrl\":\"http:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/07\\\/sass-muss-edifici-pizzocco-sass-de-mura-foto-A.-Montresor.jpg\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2011\\\/09\\\/11\\\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Dolomiti Contemporanee: sabato l&#8217;inaugurazione Secondo Blocco aperto dal 17 settembre al 16 ottobre\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/\",\"name\":\"Bellunopress - Dolomiti\",\"description\":\"e-mail: redazione@bellunopress.it\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"fr-FR\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#organization\",\"name\":\"Bellunopress\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"fr-FR\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/05\\\/cropped-logo-bellunopress-.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/05\\\/cropped-logo-bellunopress-.jpg\",\"width\":512,\"height\":512,\"caption\":\"Bellunopress\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/profile.php?id=100008943462799\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/bellunopress\",\"https:\\\/\\\/www.linkedin.com\\\/hp\\\/?dnr=JBzUWaJfMUw8vbXJJ2tVW5-I3jZKvC4wsoxE&amp;amp;amp;amp;amp;amp;trk=nav_responsive_tab_home\",\"https:\\\/\\\/www.youtube.com\\\/channel\\\/UCxL0wu1uN0_3_7hGG0306cw\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/79bb06722b37ece1c03d3e94beb30d73\",\"name\":\"redazione\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"fr-FR\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/37d968a2e67a6fd04c169c4bdef102d0bc5d31b2546345219e348575eb80e9a0?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/37d968a2e67a6fd04c169c4bdef102d0bc5d31b2546345219e348575eb80e9a0?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/37d968a2e67a6fd04c169c4bdef102d0bc5d31b2546345219e348575eb80e9a0?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"redazione\"},\"sameAs\":[\"http:\\\/\\\/www.bellunopress.it\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/bellunopress\"],\"url\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/fr\\\/author\\\/redazione\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Dolomiti Contemporanee: sabato l'inaugurazione Secondo Blocco aperto dal 17 settembre al 16 ottobre - Bellunopress - Dolomiti","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2011\/09\/11\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\/","og_locale":"fr_FR","og_type":"article","og_title":"Dolomiti Contemporanee: sabato l'inaugurazione Secondo Blocco aperto dal 17 settembre al 16 ottobre - Bellunopress - Dolomiti","og_description":"Sabato 17 settembre, alle ore 17.00, a Sass Muss di Sospirolo si\u00a0inaugura il secondo blocco espositivo di Dolomiti Contemporanee. Nel corso dello scorso mese di luglio, gli artisti invitati si sono succeduti in residenza a Sass Muss. Hanno lavorato insieme a moltissime ditte ed aziende della zona. Sass Muss si \u00e8 cos\u00ec trasformata in una [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2011\/09\/11\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\/","og_site_name":"Bellunopress - Dolomiti","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=100008943462799","article_published_time":"2011-09-11T05:57:51+00:00","article_modified_time":"2011-09-11T06:03:13+00:00","og_image":[{"url":"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/sass-muss-edifici-pizzocco-sass-de-mura-foto-A.-Montresor.jpg","type":"","width":"","height":""}],"author":"redazione","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@bellunopress","twitter_site":"@bellunopress","twitter_misc":{"\u00c9crit par":"redazione","Dur\u00e9e de lecture estim\u00e9e":"21 minutes"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2011\/09\/11\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2011\/09\/11\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\/"},"author":{"name":"redazione","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#\/schema\/person\/79bb06722b37ece1c03d3e94beb30d73"},"headline":"Dolomiti Contemporanee: sabato l&#8217;inaugurazione Secondo Blocco aperto dal 17 settembre al 16 ottobre","datePublished":"2011-09-11T05:57:51+00:00","dateModified":"2011-09-11T06:03:13+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2011\/09\/11\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\/"},"wordCount":4300,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2011\/09\/11\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/sass-muss-edifici-pizzocco-sass-de-mura-foto-A.-Montresor.jpg","articleSection":["Appuntamenti, Eventi","Arte, Cultura, Spettacoli, Scienza","Pausa Caff\u00e8"],"inLanguage":"fr-FR"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2011\/09\/11\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\/","url":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2011\/09\/11\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\/","name":"Dolomiti Contemporanee: sabato l'inaugurazione Secondo Blocco aperto dal 17 settembre al 16 ottobre - Bellunopress - Dolomiti","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2011\/09\/11\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2011\/09\/11\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/sass-muss-edifici-pizzocco-sass-de-mura-foto-A.-Montresor.jpg","datePublished":"2011-09-11T05:57:51+00:00","dateModified":"2011-09-11T06:03:13+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2011\/09\/11\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\/#breadcrumb"},"inLanguage":"fr-FR","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.bellunopress.it\/2011\/09\/11\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"fr-FR","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2011\/09\/11\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\/#primaryimage","url":"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/sass-muss-edifici-pizzocco-sass-de-mura-foto-A.-Montresor.jpg","contentUrl":"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/sass-muss-edifici-pizzocco-sass-de-mura-foto-A.-Montresor.jpg"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2011\/09\/11\/dolomiti-contemporanee-sabato-linaugurazione-secondo-blocco-aperto-dal-17-settembre-al-16-ottobre\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.bellunopress.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Dolomiti Contemporanee: sabato l&#8217;inaugurazione Secondo Blocco aperto dal 17 settembre al 16 ottobre"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#website","url":"https:\/\/www.bellunopress.it\/","name":"Bellunopress - Dolomiti","description":"e-mail: redazione@bellunopress.it","publisher":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.bellunopress.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"fr-FR"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#organization","name":"Bellunopress","url":"https:\/\/www.bellunopress.it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"fr-FR","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/cropped-logo-bellunopress-.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/cropped-logo-bellunopress-.jpg","width":512,"height":512,"caption":"Bellunopress"},"image":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=100008943462799","https:\/\/x.com\/bellunopress","https:\/\/www.linkedin.com\/hp\/?dnr=JBzUWaJfMUw8vbXJJ2tVW5-I3jZKvC4wsoxE&amp;amp;amp;amp;amp;amp;trk=nav_responsive_tab_home","https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCxL0wu1uN0_3_7hGG0306cw"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#\/schema\/person\/79bb06722b37ece1c03d3e94beb30d73","name":"r\u00e9daction","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"fr-FR","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/37d968a2e67a6fd04c169c4bdef102d0bc5d31b2546345219e348575eb80e9a0?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/37d968a2e67a6fd04c169c4bdef102d0bc5d31b2546345219e348575eb80e9a0?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/37d968a2e67a6fd04c169c4bdef102d0bc5d31b2546345219e348575eb80e9a0?s=96&d=mm&r=g","caption":"redazione"},"sameAs":["http:\/\/www.bellunopress.it","https:\/\/x.com\/bellunopress"],"url":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/author\/redazione\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30459","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30459"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30459\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30461,"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30459\/revisions\/30461"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30459"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30459"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30459"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}