{"id":27176,"date":"2011-05-28T10:10:52","date_gmt":"2011-05-28T09:10:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bellunopress.it\/?p=27176"},"modified":"2011-05-28T10:11:54","modified_gmt":"2011-05-28T09:11:54","slug":"alberto-grollo-le-dolomiti-tra-le-corde-di-una-chitarra-di-vittorino-mason","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2011\/05\/28\/alberto-grollo-le-dolomiti-tra-le-corde-di-una-chitarra-di-vittorino-mason\/","title":{"rendered":"Alberto Grollo: le Dolomiti tra le corde di una chitarra   * di Vittorino Mason"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/alberto-grollo-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-27178\" title=\"alberto grollo 2\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/alberto-grollo-2.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"202\" \/><\/a>La prima volta\u00a0che sentii qualcosa di suo stavo viaggiando in macchina con un amico. Nell\u2019autoradio andava una cassetta di musica strumentale, chitarra, bellissima. Mi prese subito al primo ascolto, gi\u00e0 al primo brano. Tra me e me pensai che quello doveva essere un grande chitarrista famoso, un americano, un Ry Cooder, un William Ackerman o un Mark Knopfler. \u00abChi \u00e8?\u00bb chiesi curioso all\u2019amico. \u00abAlberto Grollo, uno di Conegliano\u00bb.<br \/>\n\u00abCome? Uno dalle nostre parti che fa musica cos\u00ec e che non conosco?\u00bb replicai attonito e stupito continuando poi ad ascoltarmi e gustarmi \u201cAcoustic world\u201d quello che io considero il suo pi\u00f9 bel lavoro tra la nutrita produzione discografica. Dopo qualche giorno riuscii a trovare un suo indirizzo, gli scrissi per complimentarmi con lui e per incontrarlo. Persona pacata, aperta e squisita accett\u00f2 subito. Diventammo grandi amici. Non \u00e8 mai facile parlare di un amico senza rischiare di essere troppo accondiscendenti, buoni, ma nel caso di Alberto, \u00e8 la musica che parla per lui, e cos\u00ec mi \u00e8 pi\u00f9 facile. La sua musica da quella volta \u00e8 diventata parte della colonna musicale della mia vita.<br \/>\n\u00c8 una musica che porta un benessere interiore; mette in pace l\u2019animo e canta la gioia della vita viaggiando come in un paesaggio virtuale immersi nella natura, nelle culture dei popoli e pare che poi tutto converga su quelle corde appena accarezzate.<br \/>\nIl percorso e l\u2019esperienza musicale di Grollo sono tali che lo si pu\u00f2 di certo definire uno dei chitarristi pi\u00f9 prolifici dell\u2019odierno panorama italiano, sfornando diversi album di musica strumentale, due dei quali sono stati votati nei rispettivi anni di uscita (1998 e 2000) \u201cmigliore album di musica strumentale italiana dell\u2019anno\u201d, dalla rivista \u201cSUONO\u201d.<br \/>\nIl suo stile viene definito \u201cfingerstyle\u201d e consiste nell\u2019arpeggiare con le unghie della mano destra le corde della chitarra per ottenere un suono spesso dolce e distensivo. Non a caso i suoi brani vengono trasmessi su Alitalia ed altre linee aeree europee come musica di rilassamento durante i voli ed utilizzati per sonorizzare film, documentari, pubblicit\u00e0.<br \/>\nAnche l\u2019attivit\u00e0 dal vivo \u00e8 intensa e tra i molti concerti ha avuto l\u2019onore di essere chiamato sul palco a suonare come ospite di grossi nomi della musica mondiale quali James Taylor dei Byrds e di Carlos Nunez. Ha partecipato a manifestazioni fondamentali quali Folkest, Venetojazz, Soave guitar meeting, Festival del Mediterraneo, Sarzana Acoustic Guitar festival, Euromeet, Musicmesse di Francoforte (Germania), Dolomitinmusica, Acoustic Franciacorta, Madame la Guitare, International Ferentino-Roma, Festival della canzone d\u2019autore di San Remo, Biennale Arte e Festival internazionale del cinema di Venezia. Ha suonato in varie tournee in USA, Francia, Germania, Slovenia e Croazia.<br \/>\nHa inoltre registrato un video didattico di chitarra riguardante le \u201caccordature aperte\u201d prodotto dalla Playgame e distribuito dalla Carish.<br \/>\nNel 2000, per il suo disco \u201cDolomia\u201d, \u00e8 stato insignito del premio \u201cProtagonisti della montagna\u201d, riservato ai pi\u00f9 significativi personaggi di sport, arte e cultura.<br \/>\nCollabora con diversi musicisti ed importanti associazioni, come l\u2019ADGPA, per cui suona e tiene seminari per diversi anni. Apparizioni di rilievo al pi\u00f9 importante festival chitarristico europeo a Issoudun in Francia, come unico italiano presente per l\u2019anno 2003 e al festival chitarristico internazionale di Nashville nel luglio 2007.<br \/>\nE\u2019 stato inserito in varie enciclopedie, fra cui \u201cLa grande guida alla musica New Age\u201d ed\u201d I grandi artisti di New Age\u201d ed in molte compilations italiane e straniere.<br \/>\nI suoi concerti, sia da solo che accompagnato da un gruppo molto interessante per la presenza di strumenti etnici, spaziano fra la musica celtica, il country rock, con venature di ritmi latini e blues.<br \/>\nDal 2004, insieme al tastierista Capitanata, produce dischi per la casa discografica olandese OREADE: tali dischi sono venduti in tutto il mondo; i dischi Reiki heart, Aura Magic e Healing Incantations sono arrivati nella top ten delle charts americane di musica ambient.<br \/>\nIdeatore e curatore della Rassegna \u201cNessundorma\u201d legata ad AntennaCinema, di cui \u00e8 stato per anni Vicepresidente, ha collaborato alla realizzazione di decine di festival e concerti, fra cui il \u201cGuitar international Rendez-vous\u201d, insieme all\u2019ADGPA .<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/alberto-grollo-150x113.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-27177\" title=\"alberto grollo 150x113\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/alberto-grollo-150x113.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"113\" \/><\/a><strong>Alberto Grollo visto da vicino <\/strong><\/p>\n<p><strong>Come sei arrivato alla musica e quando hai preso in mano la chitarra per la prima volta?<\/strong><\/p>\n<p>Il mio primo approccio alla musica \u00e8 stato come pianista. Come molti bambini fra i sette e gli otto anni, sono stato portato dai miei genitori da una cara vecchia maestra di piano e tra uno spartito di barbosissimi esercizi ed una tastiera affumicata dal tempo ho imparato dove mettere le dita. Uno dei miei incontri pi\u00f9 significativi fu per\u00f2 con un maestro che forse intu\u00ec qualche mia potenzialit\u00e0, o per lo meno la svilupp\u00f2, e nel giro di qualche lezione mi insegn\u00f2 a suonare prescindendo dallo spartito, stimolandomi a sviluppare un metodo di conoscenza che poi una volta ben capito mi ha permesso di suonare qualsiasi musica senza doverla leggere dal pentagramma. Non ricordo quando presi in mano per la prima volta una chitarra, ma so che era uno scassatissimo insieme di legni con cinque o sei corde che per\u00f2 mi pareva suonasse benissimo e con il quale ho iniziato ad imparare qualche accordo, mettendo insieme una per una le note che lo componevano. Sono certo che le mie prime esperienze con il piano mi hanno aperto molto la mente, anche se ad un certo punto ho capito che la chitarra aveva un potere seduttivo molto maggiore, se non altro per la facilit\u00e0 di portartela in giro. Mi posso definire quindi un autodidatta nel senso pi\u00f9 vero del termine, in quanto non ho seguito lezioni di chitarra e non sono legato alla lettura degli spartiti, anzi, non li so proprio leggere!<\/p>\n<p><strong>La tua musica spazia in vari generi, il folk celtico, d\u2019atmosfera, ascolto, meditazione. \u00c8 perch\u00e9 non hai ancora trovato la tua strada o perch\u00e9 ti piace spostarti in varie dimensioni sonore?<\/strong><\/p>\n<p>Beh, sarebbe veramente dura se dopo i cinquant\u2019anni non avessi trovato ancora la mia strada \u2026 Il discorso \u00e8 che \u00e8 normale che un musicista, inteso come compositore pi\u00f9 che esecutore, ami vagare fra varie dimensioni sonore: so perfettamente quale musica mi piace fare e quale mi piace ascoltare, quale sia quella che mi d\u00e0 la vera gioia dell\u2019essere musicista. Purtroppo non sempre questi generi corrispondono a quello che i discografici od il pubblico desidera che io produca o suoni, quindi talvolta mi ritrovo a fare un tipo di musica che ugualmente amo ma che casomai non mi d\u00e0 quella \u201cscossa\u201d emotiva che invece in altri momenti provo. Ognuno di noi ha il classico sogno nel cassetto, un segreto che prima o poi spera di poter svelare per esempio alla persona amata o a tutto il mondo, cos\u00ec anch\u2019io ho un progetto sonoro, fra l\u2019altro proprio dedicato alla montagna, che prima o poi mi piacerebbe arrivasse a tutti, ma voglio e debbo aspettare l\u2019occasione giusta, in modo che veramente possa arrivare a chiunque ami la montagna.<\/p>\n<p><strong>Tra i tanti chitarristi ci sono o ci sono stati dei maestri, dei punti di riferimento a cui ti sei ispirato o sentito vicino per lo stile, lo spirito interpretativo?<\/strong><\/p>\n<p>Quanti ce ne sono, ai quali fin dall\u2019inizio ho cercato di carpire i segreti; da Lucio Battisti, che era un ottimo chitarrista, a Francone Mussida, della PFM. Poi ho cominciato a conoscere gli Americani e qui posso citare, anche se forse certi nomi non diranno granch\u00e8: Stephen Stills per i suoi solismi percussivi, David Crosby per le sue accordature \u201caperte\u201d ( cio\u00e8 scordate ), James Taylor e Joni Mitchell per il loro stile complicato e sofisticato. Dopo, negli anni \u201980, \u00e8 arrivato Mark Knopfler che da solista dei Dire Straits \u00e8 riuscito a portare uno splendido rock elettro-acustico in un periodo in cui imperava la musica punk. Dagli anni \u201990 in poi finalmente ha cominciato ad emergere una dimensione di chitarrismo acustico solista, non legato a canzoni con testi n\u00e9 a gruppi con diversi componenti. Questa musica, erroneamente definita New Age, non pretendeva di lanciare messaggi al mondo, ma desiderava comunicare attraverso le sole corde della chitarra. Non posso non ricordare Michael Hedges, il quale per primo ha esplorato dimensioni chitarristiche sconosciute ed il mio amico australiano Tommy Emmanuel, il pi\u00f9 grande ambasciatore mondiale della chitarra, un artista a 360 gradi che riesce a stupirti, divertirti, commuoverti facendo cose straordinarie ed impensabili. Ricordo di aver prodotto verso la fine degli anni \u201980 due dischi di normali canzoni, con dei testi, ma che sentivo che quella non era la mia dimensione giusta, come un paio di scarpe troppo stretto, quindi ho capito che la mia vera libert\u00e0 era di suonare il mio strumento, da solo o accompagnato da amici musicisti che spesso mi seguono nei concerti.<\/p>\n<p><strong>Come nasce una tua composizione e da dove trai ispirazione?<\/strong><\/p>\n<p>Definire l\u2019ispirazione in poche e semplici parole \u00e8 come definire il vento, impossibile. Ci\u00f2 che ti arriva nella mente in un qualsiasi momento della giornata durante una qualsiasi occupazione (e se non sei pronto ad imprimerla nella mente ti scappa via molto velocemente) pu\u00f2 avere delle ragioni, non sempre riconoscibili. Spesso hai in mente un\u2019altra canzone che un po\u2019 alla volta istintivamente cambi fino a ricreare qualcosa che non ha pi\u00f9 niente a che fare con l\u2019originale. A volte mi sveglio nella notte con una melodia ben precisa appena sognata e mi devo fiondare al computer per darle un supporto fisico. Ma tutto segue la regola della non regola: puoi essere immerso nel panorama pi\u00f9 bello del mondo, con la persona che pi\u00f9 ami, con il tuo strumento preferito e magari non ti viene assolutamente niente, oppure in metropolitana o in coda all\u2019anagrafe e le melodie arrivano con la velocit\u00e0 di un jet! Non c\u2019\u00e8 niente da fare, \u00e8 il bello dell\u2019ispirazione.<\/p>\n<p><strong>Dove ti trovi meglio a suonare: in studio, sui palchi in teatro o all\u2019aperto, in mezzo alla natura?<\/strong><\/p>\n<p>Penso di avere suonato in una grossa moltitudine di luoghi, dai saloon di Nashville alle arene sul mare, dagli antichi teatri ai borghetti medievali, dai rifugi dolomitici agli stadi. Ho suonato alla Mostra del cinema di Venezia del 2007 e alla Biennale Arte di questo 2009, in decine di festival internazionali. Ogni volta \u00e8 un\u2019emozione immensa, unica ed irripetibile che mi fa sentire una persona fortunata. Ed ogni volta provo dentro me quella sana tensione che fa s\u00ec che la mia concentrazione sia al massimo, per potere trasmettere al pubblico tutte le mie emozioni. Amo molto lavorare nella stanza di casa mia che ho trasformato in \u201chome recording studio\u201d, ed \u00e8 qui che sono stati registrati gli album di questi ultimi anni. Penso quindi che si intuisca che a prescindere dal luogo per me l\u2019importante \u00e8 comunicare, direttamente con un pubblico o attraverso un supporto tipo cd o mp3.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 un luogo dove ti piacerebbe suonare?<\/strong><\/p>\n<p>Come ti dicevo prima gi\u00e0 mi ritengo fortunato per avere suonato in mille luoghi splendidi, comunque ci sono altre situazioni che mi piacerebbe molto vivere. Un cielo stellato, ma di quelli veri, dove poter dedicare alla Via Lattea una suite lunghissima ed improvvisata, poi un\u2019 arena antica, tipo quella di Verona. Mi piacerebbe suonare la mia musica celtica a Stonehenge ed in un pub irlandese, e poi in una cattedrale, dove le mie note si possano espandere fra le navate.\u00a0 Ma anche in un reparto di pediatria.<\/p>\n<p><strong>Come ti spieghi che i tuoi dischi e quelli in duo con Capitanata siano molto apprezzati, venduti all\u2019estero e meno in Italia?<\/strong><\/p>\n<p>Il mercato discografico sta vivendo un momento terribile, e gi\u00e0 prima della crisi mondiale era in pesante regressione: i motivi non sono solo da ricercarsi nella pirateria, che comunque da sola ruba una gran quantit\u00e0 di risorse. I motivi sono da ricercare nel cambiamento di abitudini di chi normalmente dovrebbe fruirne. Ricordo che quando ero adolescente vivevo intimamente legato ai miei lp, quella specie di discone giurassico e tutto nero che adesso viene collezionato solo dai vecchietti come me. Aspettavo l\u2019uscita di un particolare album come un evento, cercavo di prendere qualche bel voto a scuola in modo da meritarmi il sospirato premio dai genitori e poi me lo \u201cfrugavo\u201d, lo consumavo sul giradischi. Ora \u00e8 ovviamente tutto cambiato: i miei figli, per quanto molto appassionati di musica, sono spesso impegnati dalla scuola e dallo sport e per rilassarsi raramente ascoltano il loro lettore mp3, pi\u00f9 spesso passano il loro tempo con videogame, internet o satellite. La mia musica segue ovviamente un filone di nicchia, dedicato agli appassionati, e proprio per questo risente ancora di pi\u00f9 di questa crisi rispetto ai grandi nomi della musica pop. I dischi che faccio con Capitanata, specialmente orientati sul rilassamento e la meditazione, vanno bene dove le pratiche tipo Yoga, Chakra o Reiki sono pi\u00f9 sviluppate, e cio\u00e8 negli Stati Uniti, in Francia, Olanda, Giappone. Tempo fa abbiamo venduto qualche migliaio di dischi dedicati all\u2019 Ayurveda in India, e questo ci ha dato una strana e piacevole sensazione, come vendere ghiaccio agli Esquimesi.<\/p>\n<p><strong>Quale consideri il tuo lavoro pi\u00f9 riuscito?<\/strong><\/p>\n<p>Dopo pi\u00f9 di venti dischi prodotti mi \u00e8 molto difficile decidere, anche se ti posso rispondere scindendo il discorso prettamente musicale da quello legato ad un progetto. Musicalmente i miei due dischi preferiti, che ascolto tuttora con piacere, sono il secondo, intitolato \u201cFragments of light\u201d e l\u2019ultimo, che ho composto insieme al tastierista Piero Brovazzo per l\u2019etichetta olandese Oreade, che si intitola \u201cCeltic tales\u201d. Entrambi mi comunicano molta serenit\u00e0, molta gioia. Uno dei progetti pi\u00f9 belli \u00e8 sicuramente \u201cDolomia\u201d, dove per la prima volta sono riuscito ad estrinsecare il mio amore per le nostre montagne, dove ogni pezzo ha una storia personale o abbraccia argomenti universali di amore e devozione, di eventi indimenticabili e luoghi irripetibili. L\u2019altro progetto di cui vado fiero \u00e8 \u201cChakra healing energies\u201d dove ho creato per ognuno dei sette punti di collegamento fra il nostro corpo e le energie dell\u2019Universo una musica con le caratteristiche adatte a ridare l\u2019eventuale equilibrio perduto. Alla base di questa musica c\u2019\u00e8 stato uno studio molto approfondito, con il quale ho cercato di trovare musiche terapeutiche che contenessero la nota adatta con gli strumenti ed i ritmi giusti per ogni punto,\u00a0 senza comunque creare qualcosa che potesse essere ritenuto \u201ctroppo terapeutico\u201d, quindi pesante. Ho usato molti strumenti etnici da tutto il mondo e sono partito da ritmi pi\u00f9 veloci per i primi punti fino ad ambienti pi\u00f9 eterei e celestiali per gli ultimi.<\/p>\n<p><strong>Quando hai conosciuto Capitanata e come siete arrivati a pensare una collaborazione?<\/strong><\/p>\n<p>Sono ormai passati quindici anni da quando ci siamo incontrati per la prima volta negli studi della casa discografica per la quale lavoravamo. Un giorno poi mi arriv\u00f2 una sua telefonata nella quale mi chiedeva di suonare la chitarra in un suo disco. Ovviamente la risposta fu s\u00ec e da l\u00ec a poco mi ritrovai catapultato in una zona stupenda, la strada del vino che corre parallela all\u2019autostrada che da Trento porta a Bolzano. Rimasi una settimana in quelle zone e fra un amplificatore ed una camminata fra le vigne ed i meleti, i microfoni dello studio di registrazione e la calda e fraterna ospitalit\u00e0 di Rino, abbiamo deciso di unire le nostre forze per fare della musica che potesse piacere. Da quel tempo ne \u00e8 passata di acqua lungo l\u2019Adige e noi nel frattempo abbiamo prodotto una decina di albums, sempre in estrema serenit\u00e0 dividendoci negli incontri fra le sue zone, vocate al Traminer e le mie, caratterizzate dalle dolci colline del Prosecco.<\/p>\n<p><strong>Ti piace pi\u00f9 suonare in \u201csolo\u201d oppure in duo o gruppo?<\/strong><\/p>\n<p>Suonare da solo \u00e8 pi\u00f9 faticoso, sul palco ogni occhio \u00e8 puntato su di te e la tensione \u00e8 sicuramente maggiore. Con un gruppo \u00e8 pi\u00f9 divertente, se c\u2019\u00e8 affiatamento anche a livello personale \u00e8 tutto pi\u00f9 facile, sopporti meglio la fatica e tutti i disagi di un lungo viaggio. Per molto tempo ho suonato con un gruppo strano, con molti strumenti etnici e con musicisti straordinari. I concerti erano molto coinvolgenti e strumenti come la cornamusa, il tin whistle (una specie di flauto irlandese), le tablas (percussioni indiane) hanno sempre affascinato anche un\u00a0 pubblico particolarmente esigente. La tipologia di concerto dove in genere vengo invitato ultimamente tuttavia consiste nell\u2019 avere uno spazio all\u2019interno di festival chitarristici dove, anche per problemi di budget, viene privilegiato l\u2019aspetto solistico. In ogni caso ho l\u2019occasione di frequentare molti colleghi chitarristi e spesso improvvisiamo qualcosa insieme sul palco.<\/p>\n<p><strong>Il tuo rapporto con la montagna?<\/strong><\/p>\n<p>Non sono poi un fanatico delle passeggiate, tanto che oltre le quattro ore di cammino il mio apparato muscolo-scheletrico si rifiuta di continuare e mi lancia chiari messaggi di boicottaggio. Ma quando arrivo nelle nostre magnifiche montagne, appena sento il profumo di resina, appena posso godermi le costellazioni, visibili solo qui, entro nella dimensione della forza vitale. Il senso della nostra esistenza troppo legata ai ritmi sfrenati qui viene radicalmente ridimensionato, tutto scorre lento ma sicuro come il fiume Boite che scivola sotto casa mia. Non sono un fanatico che ogni giorno deve lanciarsi una nuova sfida, anzi qualche volta\u00a0 mi attardo a lavorare sotto casa con la mia musica, andare in paese a prendere il giornale e comprare lo speck in cooperativa, andare a salutare i vecchi saggi della valle cercando di assorbire qualcosa della loro antica saggezza. Mi faccio spesso volentieri trascinare nei boschi dall\u2019amico professore Dino Dibona ed ascolto la sua immensa conoscenza delle cose della Natura, ed ogni volta che cammino con lui \u00e8 un\u2019emozione nuova<\/p>\n<p><strong>Come sono nati lavori come Dolomiti legend e Dolomia?<\/strong><\/p>\n<p>Di Dolomia ho gi\u00e0 in parte detto, era da anni che desideravo raccontare tutte le emozioni che mi hanno pervaso, dal trenino che da Calalzo portava le speranze e le gioie fino a Cortina e poi a Dobbiaco, alle Olimpiadi del 1956, che per forza di cose non ho vissuto ma che hanno lasciato impronte indelebili, dal pensare che milioni di anni fa le nostre cime erano parte dell\u2019immenso mare di Tetide, a sensazioni pi\u00f9 personali, come il ricordo di Giannina e Natalina, che gestivano la pensione dove per anni ho passato le mie vacanze. Il disco termina con \u201cSignore delle cime\u201d, unico brano non mio, che mi vede accompagnare il coro Castel di Conegliano Veneto. Successivamente, grazie alla collaborazione con l\u2019amico Dibona, ho deciso di musicare alcune leggende della tradizione dolomitica insieme a novelle da lui create. Ne \u00e8 uscito \u201cDolomiti legend\u201d, uno dei miei dischi pi\u00f9 strani, cupi ed enigmatici, in cui la musica ha cerca di interpretare gli argomenti di queste narrazioni, che raramente sono allegre. Un disco forse difficile, ma che posso sinceramente dire che \u00e8 piaciuto molto. Ho poi un terzo disco dedicato alla montagna, intitolato \u201cDolomiti emotions\u201d, che mi era stato commissionato da una rivista che poi \u00e8 sparita poco prima di stamparmelo. Prima o poi forse uscir\u00e0 anche se \u00e8 attualmente presente nel mio sito <a href=\"http:\/\/www.albertogrollo.com\">www.albertogrollo.com<\/a> come disco \u201cvirtuale\u201d e pu\u00f2 essere richiesto direttamente a me. E\u2019 un\u2019esperienza un po\u2019 all\u2019avanguardia, infatti non so se mai uscir\u00e0 nei negozi e per ora rimane una copia speciale, numerata e firmata da me, ordinabile solo tramite internet.<\/p>\n<p><strong>E un musicista con cui dividere la scena?<\/strong><\/p>\n<p>Nei lunghi anni di musica ho avuto la fortuna di suonare con i migliori chitarristi italiani, da Riccardo Zappa a Beppe Gambetta, da Franco Morone a Pietro Nobile, ho diviso il palco con il mitico James Taylor e pi\u00f9 volte ho \u201cduellato\u201d con Tommy Emmanuel. Forse mi piacerebbe suonare con alcuni miti della mia giovent\u00f9, come Stephen Stills o David Crosby, accompagnare Mina in uno swing o Fiorella Mannoia in una samba. Ma devo dire che sono gi\u00e0 contento cos\u00ec<\/p>\n<p><strong>Nel tuo percorso di ricerca musicale c\u2019\u00e8 spazio per sperimentare una dimensione spirituale, e se s\u00ec, in quale forma?<\/strong><\/p>\n<p>Certo, il musicista come lo sportivo deve imporsi una certa ecologia fisica e mentale, per poter mettere a frutto nel migliore modo le ispirazioni che Madre Natura gli regala. In caso contrario disperdi troppe energie e va a finire che ti rovini con droghe. Certo che negli anni \u201970 gruppi come i Pink Floyd non avrebbero mai composto capolavori senza l\u2019LSD, ma ormai le cose sono per fortuna molto cambiate. La mia spiritualit\u00e0 \u00e8 una continua evoluzione, un quotidiano mettermi alla prova per capire o almeno cercare di capire quello che succede, gioire e ringraziare Dio per tutto quanto di positivo accade ed imparare ad accettare con serenit\u00e0 le avversit\u00e0. Non riesco a sopportare la malafede che impera sempre pi\u00f9, l\u2019ingratitudine, l\u2019essere sospettosi per carattere, l\u2019aridit\u00e0 e l\u2019avidit\u00e0. Non sopporto pi\u00f9 i politici, di qualsiasi schieramento, ogni strumentalizzazione che quotidianamente operano per i loro fini di potere, vorrei una stampa libera nella quale poter capire quello che veramente succede al di fuori delle bieche propagande. I miei percorsi di Reiki e Chakra comunque mi hanno aiutato molto a trovare un giusta dimensione sia a livello personale che a livello prettamente musicale, dove non posso ignorare i principi di queste discipline. Essendo medico per anni e anni ho sperimentato l\u2019effetto della musica sulla nostra mente e sulla fisiologia del corpo umano e questo mi ha sempre dato un segno che il mio fare musica poteva servire a qualcosa di utile.<\/p>\n<p><strong>Cosa significa per te fare musica?<\/strong><\/p>\n<p>Se inizialmente fare musica poteva darmi la dimensione un po\u2019 superficiale di un certo fascino e quindi poter avere un buon ascendente , nel corso degli anni, parallelamente alla consapevolezza di portare un certo messaggio di divulgazione, ho cercato di usare la mia arte anche per scopi che possano fare del bene, organizzando una grande moltitudine di concerti con scopi benefici. La pi\u00f9 bella soddisfazione per me non \u00e8 la gente che compra i miei dischi o viene ai miei concerti, ma quella che dopo averli ascoltati mi ringrazia per la serenit\u00e0 o la gioia che posso aver loro regalato.<br \/>\nVittorino Mason *<\/p>\n<p>* scrittore e alpinista<\/p>\n<p>DISCOGRAFIA<br \/>\n1988 \u2022 Zio Pato<br \/>\n1990 \u2022 Alberto Grollo Group<br \/>\n1995 \u2022 Planetarium, High Tide<br \/>\n1996 \u2022 Fragments Of Light, High Tide<br \/>\n1997 \u2022 Legacies, High Tide<br \/>\n1998 \u2022 Acoustic World, High Tide<br \/>\n1999 \u2022 Dolomia, High Tide<br \/>\n2002 \u2022 Dolomiti Legend, Level Productions<br \/>\n2006 \u2022 Chakra Healing Energies, OREADE MUSIC<\/p>\n<p>con Capitanata<br \/>\n1999 \u2022 After The Storm, High Tide<br \/>\n2000 \u2022 Ayurveda vol. I, High Tide<br \/>\n2001 \u2022 Ayurveda vol. II, High Tide<br \/>\n2004 \u2022 Reiki Heart, OREADE MUSIC<br \/>\n2005 \u2022 Healing Incantation, OREADE MUSIC<br \/>\n2006 \u2022 Aura Magic, OREADE MUSIC<br \/>\n2007 \u2022 Reiki Heart The next level OREADE MUSIC<br \/>\n2008\u2022 Reiki Heart to heart OREADE MUSIC<br \/>\n2009\u2022 Yoga Emotion EVOLUTION MUSIC<\/p>\n<p>con Simone Chivil\u00f2<br \/>\n2006 \u2022 Organolettico<\/p>\n<p>Con Piero Brovazzo ( St Davids Folkeltic band)<br \/>\n2007 \u2022 Power of love EDIT-FOLKEST<br \/>\n2009 \u2022 A celtic tale OREADE MUSIC<\/p>\n<p>DVD<br \/>\n2005 \u2022 Introduzione alle accordature aperte, Playgame Music<br \/>\nper contatti e informazioni con l\u2019autore <a href=\"mailto:alberto.grollo@virgilio.it\">alberto.grollo@virgilio.it<\/a> <a href=\"http:\/\/www.albertogrollo.com\">www.albertogrollo.com<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima volta\u00a0che sentii qualcosa di suo stavo viaggiando in macchina con un amico. 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