{"id":24788,"date":"2011-03-15T09:36:27","date_gmt":"2011-03-15T08:36:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bellunopress.it\/?p=24788"},"modified":"2011-03-15T09:36:27","modified_gmt":"2011-03-15T08:36:27","slug":"lartista-zoldano-tiziano-martini-espone-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2011\/03\/15\/lartista-zoldano-tiziano-martini-espone-a-milano\/","title":{"rendered":"L&#8217;artista zoldano Tiziano Martini espone a Milano"},"content":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec scorso, si \u00e8 inaugurata a Milano, presso la storica Galleria Studio d\u2019Arte Cannaviello (<a href=\"http:\/\/www.cannaviello.net\/\">www.cannaviello.net\/<\/a>), in Via Stoppani, Crash &amp; Cut-up, mostra personale di Tiziano Martini (<a href=\"http:\/\/www.tizianomartini.com\/\">www.tizianomartini.com\/<\/a>), artista zoldano da un anno residente nel capoluogo lombardo. Negli ultimi due anni, l\u2019opera di Martini ha subito un\u2019evoluzione, ed un\u2019accelerazione, netta ed evidente L\u2019attenzione ed il gradimento della critica, e del pubblico specializzato, per la sua opera, lo testimoniano. La pittura di Martini, oltrech\u00e8 estremamente personale e fresca , si sta dimostrando, in definitiva, assai solida e convincente. Lo stile e la sensibilit\u00e0 propri di quest\u2019artista, d\u2019ambito post o neo-espressionista, lo rendono particolarmente compatibile con un certo modello di pittura contemporanea d\u2019area germanica. anto che, grazie all\u2019interessamento congiunto di Gabls (<a href=\"http:\/\/www.gabls.it\">www.gabls.it<\/a>) e di un importante collezionista, \u00e8 stato possibile accogliere la proposta del LIA, il Leipzig International Art Programme, che consiste in un studio-visit di sei mesi, nel corso del quale l\u2019artista bellunese vivr\u00e0 appunto a Lipsia, realizzando un\u2019esperienza formativa importante all\u2019interno di una struttura internazionalmente nota per la validit\u00e0 del progetto. Il LIA consiste infatti in una residenza all\u2019interno delle quale i giovani artisti selezionati, provenienti da tutto il mondo, hanno l\u2019occasione di conoscere e di confrontarsi con alcuni dei pi\u00f9 grandi artisti tedeschi contemporanei, che in questo complesso hanno il proprio studio.<br \/>\nTiziano Martini &#8211; crash &amp; cut-up (testo critico)<br \/>\nTiziano Martini \u00e8 nato a Soltau (Ger) nel 1983. Laureato in Pittura presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Venezia, vive a Milano.<br \/>\nIl suo lavoro, spesso impropriamente inquadrato come astratto, ha piuttosto a che vedere, sempre, con il reale, un reale che viene traslato e ricodificato attraverso l\u2019impegno continuo dell\u2019esplorazione e della dissezione pittorica degli elementi fondamentali propri del reale stesso, e di quelli interni alla pittura. Questo reale fonde l\u2019oggetto fisico alla pittura quale linguaggio ad un tempo traduttivo ed essenziale all\u2019essere (del pittore).<br \/>\nIl lavoro di Martini \u00e8 dunque un\u2019epistemologia della pittura (processo conoscitivo razionale), e, assieme, un\u2019empatia, l\u2019espressione di una visceralit\u00e0, della sensibilit\u00e0 intuitiva che costituisce l\u2019altro motore attraverso cui quest\u2019artista compie e completa il proprio processo gnoseologico\/immaginativo\/generativo.<br \/>\nDal punto di vista emotivo (dello spunto emotivo, basilare), la realt\u00e0 \u00e8, tutta, materiale potenziale per la pittura. E la pittura \u00e8 mezzo fluido d\u2019azione appercettiva, tecnica d\u2019analisi, agente rimescolatore d\u2019istanze interiori ed esteriori, quindi processo produttivo di costruzione (traduzione, restituzione) del reale in un altro reale: il reale mediato (soggettivato) dell\u2019immagine.<br \/>\nLa natura, il paesaggio -il soggetto (che \u00e8, nei lavori recenti, sempre il fantasma di un oggetto, mai di una persona; un oggetto talvolta \u2013spesso- smangiato dal tempo, oggetto che si consuma, e lascia una traccia, delebile, melanconica, di quel proprio s\u00e9 inizialmente integro \u2013funzionale- che lentamente, ineluttabilmente, v\u00e0 degradandosi, perde parte della propria essenza e storia, scompare, si scioglie, just like melting snow): in generale, possiamo dire che tutti gli elementi esteriori che entrano nella composizione del quadro, sono, in misura maggiore o minore, pretestuosi, e vengono usati quali mezzi, inneschi, per avviare una reazione, e, quindi, per cercare una misura rinnovata dell\u2019immagine dell\u2019oggetto (dell\u2019oggetto della pittura, ovvero, per il pittore, del reale trasposto, di uno dei suoi reali, del reale nell\u2019immagine, in parte immaginato, mai immaginario &#8211; integrato nell\u2019immagine).<br \/>\nI soggetti, variabili, a seconda dei periodi -volti, strutture tettoniche, parti di costruzioni smembrate\/decostruite, accumulazioni di elementi geometrici sospesi, dettagli e brani (decontestualizzati) d\u2019immagini forse riconoscibili, paesaggio, specchio d\u2019acqua, alberi- anche quando la loro pretestuosit\u00e0 risulta elevata, sono comunque portatori, spesso impliciti, di una memoria, un ricordo, una sottile malinconia legata al carattere relittuale di questo ricordo o del destino transeunte dell\u2019oggetto raccolto. E, in tal modo, i quadri divengono (anche) custodie, taccuini, spazi specifici di memoria.<br \/>\nI soggetti, come elementi costitutivi della composizione pittorica, insieme agli altri pezzi del reale e dell\u2019immaginato (i materiali primi utilizzati da Martini sono schegge di realt\u00e0: egli dipinge il reale; poi ci sono le tracce emotive, che producono le immagini sensibili, quindi gli espedienti informali, gli elementi maculari); tutti questi frammenti dell\u2019essere fisico e della percezione figurata, entrano nel progetto pittorico, che serve ad accendere il quadro dall\u2019interno, a metterne in rapporto le parti, a provocare il lavoro stesso, spingendolo, attraverso una serie di relazioni d\u2019accostamento, sovrapposizione, scontro, a generare un\u2019immagine composita, antiorganica, in cui la parte razionale e quella intuitiva si accordano a generare un equilibrio formale fragile, instabile, sospeso.<br \/>\nIn questo processo, che \u00e8 libero, in quanto non segue un rituale definito, preordinato, la parte progettuale ha a che fare con la tecnica compositiva, e non con la forma, che giunge per ultima, portando un\u2019immagine spesso imprevista.<br \/>\nL\u2019ipertesto (pittorico) viene dunque ridefinito, criticamente, nei suoi rapporti di spazio e di senso. La sequenza delle unit\u00e0 significanti \u00e8 decostruita, tagliata (cut-up), rimontata, reinventata.<br \/>\nQuesto processo \u00e8 libero, ma coerente. Gli elementi primi di questa processazione dell\u2019immagine sono sempre gli stessi, solo ricalibrati, di volta in volta, ciclo per ciclo, in ragione della condizione intellettuale ed emotiva del pittore. Ed \u00e8 in virt\u00f9 di tale libera coerenza, che le immagini (i soggetti) possono cambiare, senza che Martini abbia mai ad apparire eclettico, mentre il suo processo di ricerca, esplorativo\/accumulativo, mette in luce qualit\u00e0 di mobilit\u00e0 e fluidit\u00e0. Prima viene la spinta; poi le immagini, che sono quindi, in certa misura, incidentali (oltrech\u00e8 incidentate, come vedremo).<br \/>\nGli elementi, le parti, vengono organizzati attraverso determinati schemi compositivi morbidi: le modalit\u00e0 di assemblaggio dei materiali \u2013eterogenei- necessarie alla realizzazione di un libero campo d\u2019azione pittorica, ed alla costruzione e calibrazione del quadro-ordigno (silenzioso), sono diverse. Tra queste, troviamo la componente compositiva razionale, il gioco, la casualit\u00e0, che spesso consente di definire la figura finale a partire da un incidente (pittorico, non di soggetto) clamoroso, da uno scontro improbabile tra elementi distanti, che trovano una misura nel proprio rapporto attraverso l\u2019invenzione di uno spazio pittorico nuovo, esploso, privo di centro, decostruito e sospeso. Questa catastrofe (dodgiana), mescolata alla disinvoltura (fluidit\u00e0 richteriana) nel passar di stato, creano un gioco intelligente, d\u2019istinto e ragione. La catastrofe \u00e8 nel metodo, non nel soggetto: per cui non si rileva alcun catastrofismo in essa, e l\u2019incidente rimane uno stimolo positivo che frantuma e rifonda il nuovo paesaggio ibridato.<br \/>\n&#8212;&#8212;<br \/>\nNegli ultimi tre anni, il lavoro pittorico di Martini \u00e8 venuto cambiando sensibilmente. Al ciclo dedicato ai ritratti ricompositivi, ed a quello dei primi paesaggi figurativi, che ancora aderivano direttamente, o gradualmente cominciavano a staccarsi, dai modelli classici, ha fatto seguito, nel corso del 2009, una fase \u201ccostruttiva\u201d, condotta dall\u2019autore fino al limite di una quasi totale astrazione geometrica (apparente), dove il paesaggio naturale lasciava il posto, in una sintesi spigolosa, a spazi e forme pi\u00f9 razionali, ad un nuovo modello di paesaggio, geometrico, meccanizzato, ortogonale, urbano, potentemente espressivo, che marginalizzava la componente emotiva.<br \/>\nOggi Martini torna alla natura, ed al paesaggio naturale. Il lavoro \u00e8 mutato ancora. Il soggetto \u00e8 meno pretestuoso, pi\u00f9 centrale, e, nell\u2019approccio, la componente emotiva ha riguadagnato terreno su quella razionale.<br \/>\nAnche quell\u2019elemento di freddezza nordica, da sempre presente in misura variabile nel lavoro, viene stemperandosi in una dimensione pi\u00f9 distesa, meno razionalmente geometrizzante; l\u2019approccio \u00e8 pi\u00f9 rilassato, le tensioni si sono in parte ridotte, il gioco e l\u2019ironia sono cresciuti; le leggere scie melanconiche lasciate dagli oggetti nel loro processo naturale di consunzione, si accomodano ora quietamente nel quadro, mentre la altre sue parti crashano senza clangori, con suono meno metallico.<br \/>\nIn realt\u00e0, questo scontro d\u2019ammassi \u00e8 stato sempre piuttosto silenzioso. Un incastro pittorico di clusters eterogei, assai misurato. Il colore forte, le forme decise, generano l\u2019apparenza di un\u2019esplosione. Ma la sensibilit\u00e0 compositiva \u00e8 delicata. Per individuare le nuove soluzioni, per produrre un\u2019immagine rinnovata, per poter lavorare all\u2019organizzazione ed al controllo delle variabili, Martini fa dapprima intervenire un gran numero di oggetti spuri nello spazio pittorico. Ci sono le immagini-innesco, le immagini-guida (intermedie), e le immagini-risultante. Le immagini-innesco sono frames di realt\u00e0 (alternativi ai soggetti, anch\u2019essi utilizzati per accogliere e restituire la suggestione dei fenomeni); colte dal mondo circostante, son piantate nel quadro, come semi, per avviare il processo. Possono venire, indifferentemente, da un abbozzo di collage, da una fotografia, da un\u2019immagine presa (quasi) a caso dal web, da un ricordo (visivo). Ad esse, vengono poi mescolati altri ingredienti-reagenti, in una pratica elaborata di misturazioni alchemiche, ridosaggi formali, calibrature geometriche, equilibratura dei valori ponderali, spargimento di polveri piriche.<br \/>\nE poi gli elementi densi di forma-colore, talvolta sollevati esplosi come una crosta ghiaccia nell\u2019urto, e lasciati l\u00ec in sospensione; gli elementi pop, che si scontrano, attraverso la causalit\u00e0 e l\u2019incidente, con situazioni pi\u00f9 naturalistiche e figurative; i ready-mades, parzialmente riconoscibili, decontestualizzati; le forme spigolose, le masse informali; esplosioni, scoppi e fuochi, progressioni geometriche e quinte cromatiche.<br \/>\nTutto ci\u00f2 \u00e8 fatto convergere sulla tela, e utilizzato per generare l\u2019immagine-risultante, un\u2019immagine che non era gi\u00e0 contenuta in un\u2019ipotesi di partenza. Quando, ad un certo punto, durante il lavoro, essa giunge, il lavoro subisce un arresto. L\u2019immagine guida \u00e8 riconosciuta (\u00e8 un\u2019icona, un pacchetto d\u2019informazioni concentrato in un\u2019immagine sinteticamente riconoscibile; un fulcro riconoscibile d\u2019informazioni visive, che si intende, intuisce, vede, avverte), la sua apparizione viene registrata; quindi, con uno scatto cosciente, il lavoro riprende, questa volta orientato.<br \/>\nIn questa fase, spesso, il quadro non ha ancora un verso. E\u2019 una scatola pittorica rotante, in cerca del suo equilibio; un equilibrio tra quelle parti sciolte, eterogenee, concorrenti. Ruotare il quadro, equivale, ancora una volta, a decontestualizzarlo, ed a cercare l\u2019ultimo passaggio, quello che conduce dall\u2019immagine guida, matrice evolutiva, all\u2019immagine risultante, all\u2019opera finita, pure in bilico, poco stabile, levitante.<br \/>\ngianluca d\u2019inc\u00e0 levis \u2013 febbraio 2011<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec scorso, si \u00e8 inaugurata a Milano, presso la storica Galleria Studio d\u2019Arte Cannaviello (www.cannaviello.net\/), in Via Stoppani, Crash &amp; Cut-up, mostra personale di Tiziano Martini (www.tizianomartini.com\/), artista zoldano da un anno residente nel capoluogo lombardo. 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