{"id":170951,"date":"2026-06-14T21:16:43","date_gmt":"2026-06-14T19:16:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bellunopress.it\/?p=170951"},"modified":"2026-06-14T21:28:51","modified_gmt":"2026-06-14T19:28:51","slug":"1926-2026-addio-comune-unico-il-piano-chirurgico-per-ridisegnare-venezia-e-mestre-entro-il-2031","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2026\/06\/14\/1926-2026-addio-comune-unico-il-piano-chirurgico-per-ridisegnare-venezia-e-mestre-entro-il-2031\/","title":{"rendered":"1926-2026, addio Comune unico: il piano chirurgico per ridisegnare Venezia e Mestre entro il 2031"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il centenario della svolta: ecco come nasceranno le due citt\u00e0 sorelle\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Ad <strong>agosto 2025<\/strong> il Senatore Andrea Martella (PD) e l&#8217;allora Presidente del Veneto Luca Zaia lanciarono due progetti ambiziosi: &#8220;Venezia Citt\u00e0 Speciale&#8221; il primo e &#8220;Venezia Citt\u00e0-Stato&#8221; il secondo. Oggi, dopo il rinnovo delle amministrazioni \u2014 la Regione a novembre 2025 e il Comune a maggio 2026 \u2014, entrambi i politici occupano posizioni istituzionali strategiche: Martella come probabile Presidente del Consiglio Comunale a Ca&#8217; Farsetti e Zaia insediato nella funzione di Presidente dell&#8217;Assemblea Legislativa a Palazzo Ferro Fini, l&#8217;organo che avr\u00e0 il potere di approvare o interferire con il Progetto di legge per la <strong>nascita delle due citt\u00e0<\/strong>. Accanto a loro si muovono l&#8217;Onorevole Alberto Stefani, Presidente del Veneto e <em>dominus<\/em> della situazione, e il motore di spinta che sar\u00e0 (se vorr\u00e0) il neo-Sindaco Simone Venturini, vero e proprio asse portante della coalizione di centrodestra vincente nella citt\u00e0 dei dogi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_90826\" aria-describedby=\"caption-attachment-90826\" style=\"width: 254px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-90826\" src=\"https:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Enzo-De-Biasi-Riscossa-Civica-Veneta.jpg\" alt=\"\" width=\"254\" height=\"300\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-90826\" class=\"wp-caption-text\">Enzo De Biasi<\/figcaption><\/figure>\n<p>In questo scenario di scala nazionale, \u00a0<em>Belluno Press <\/em>pubblica l&#8217;indagine-proposta di ingegneria istituzionale ed economica firmata da Enzo De Biasi, che l&#8217;autore ha inteso donare <strong>al Sindaco Venturini<\/strong> in quanto garante di una citt\u00e0 Patrimonio dell&#8217;Umanit\u00e0. Non un&#8217;utopia, ma un cronoprogramma chirurgico verso il 2031 per dare piena autonomia a Venezia e Mestre. Di seguito lo studio<\/p>\n<ol>\n<li><strong> Premessa e Visione Strategica<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Il presente documento costituisce la base programmatica e l&#8217;architrave geometrico-istituzionale per la <strong>riorganizzazione amministrativa<\/strong> del territorio veneziano, da traguardare definitivamente entro la finestra temporale del <strong>2031<\/strong>.<\/p>\n<p>Non si propone una frammentazione, n\u00e9 un distacco unilaterale o una &#8220;separazione&#8221; nell&#8217;accezione storica del termine, bens\u00ec un&#8217;operazione di ingegneria istituzionale: la ripartizione speculare, paritetica e coordinata dell&#8217;attuale territorio comunale in <strong>due Citt\u00e0 equi ordinate<\/strong>, dotate di pari dignit\u00e0 giuridica e autonomia amministrativa: la <em>Citt\u00e0 di Venezia<\/em> (comprensiva dell&#8217;Estuario e delle isole) e la <em>Citt\u00e0 di Mestre<\/em> (la Terraferma georeferenziata), fatto salvo quanto previsto al successivo punto 8 in ordine all&#8217;integrit\u00e0 e al divieto di frazionamento delle grandi aziende dei servizi di rete.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo \u00e8 superare il modello del <strong>&#8220;Super-Comune unico<\/strong>&#8220;, dimostratosi strutturalmente inadeguato a governare le antitetiche complessit\u00e0 della Laguna e della Terraferma, restituendo a ciascuna comunit\u00e0 una macchina municipale dedicata, efficiente e focalizzata sulle proprie specificit\u00e0 economiche, sociali e antropologiche.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong> Le Ragioni della Ripartizione Paritetica<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>La persistenza del Comune unico ha generato, nei decenni, un paralizzante conflitto di competenze e un&#8217;oggettiva impossibilit\u00e0 di sintesi amministrativa. Le due realt\u00e0 presentano esigenze strutturalmente divergenti che richiedono risposte pubbliche dedicate:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Venezia e l&#8217;Estuario:<\/strong> Una reality unica al mondo, caratterizzata da una spiccata specificit\u00e0 acquea, un cronico spopolamento residenziale, un impatto turistico transitorio imponente e costi di manutenzione urbana eccezionali. Venezia necessita di una governance interamente orientata alla salvaguardia fisica, alla residenzialit\u00e0 stabile e alla gestione dei flussi globali del movimento turistico nazionale ed internazionale.<\/li>\n<li><strong>Mestre e la Terraferma:<\/strong> Un polo urbano e logistico di terraferma con circa 180.000 residenti, inserito nelle dinamiche produttive del Nord-Est. Mestre necessita di politiche tipiche di una grande citt\u00e0 contemporanea: sviluppo industriale (Porto Marghera), efficientamento della rete viaria e commerciale, sicurezza urbana, servizi alle famiglie e de-burocratizzazione per le imprese, oggi costantemente frenate dalle priorit\u00e0 della componente insulare.<\/li>\n<\/ul>\n<p>L&#8217;assetto equi ordinato azzera in partenza ogni logica di subalternit\u00e0: entrambe le Citt\u00e0 nascono simultaneamente, ereditando pro-quota il patrimonio comune e dotandosi di pieni poteri di indirizzo politico. Se per i grandi servizi a rete (di cui al punto 8) l&#8217;integrit\u00e0 societaria viene preservata per ovvie ragioni di efficienza di scala, per i soggetti di gestione dei servizi culturali, dei siti museali e promozionali cittadini la transizione configurer\u00e0 una separazione chiara fin dall&#8217;inizio, per consentire a ciascun nuovo ente di partire immediatamente con la piena titolarit\u00e0 delle proprie risorse e della propria identit\u00e0.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong> La Transizione Ordinata al 2031<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Per garantire la massima stabilit\u00e0 istituzionale e non interferire con il mandato democratico in corso, l&#8217;intero percorso viene incardinato entro un cronoprogramma certo e progressivo, il cui punto di arrivo (la <em>start-up<\/em> delle due nuove macchine comunali e le prime elezioni dirette dei rispettivi Sindaci) \u00e8 fissato nella finestra temporale compresa <strong>tra il 15 aprile e il 15 giugno 2031<\/strong>, nel presupposto che l&#8217;attuale assetto della finestra elettorale sar\u00e0 mantenuto dalle norme vigenti.<\/p>\n<p>Questo lasso di tempo permette una transizione fluida, consentendo alle strutture tecniche della Regione, del Comune e delle fondazioni e situazioni \u00a0partecipate di redigere i piani di riparto patrimoniale, di personale e finanziario con la necessaria accuratezza e nel pieno rispetto della continuit\u00e0 dei servizi ai cittadini.<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong> Quadro normativo regionale e procedibilit\u00e0 dell\u2019iniziativa \u201cpopolare\u201d<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>4.1. Gli strumenti dell&#8217;iniziativa legislativa popolare e istituzionale<\/strong><\/p>\n<p>La Costituzione repubblicana affida stabilmente alle Regioni il potere in materia di variazioni territoriali. Nel quadro ordinamentale veneto, la Legge Regionale 24 dicembre 1992, n. 25 disciplina l&#8217;istituzione di nuovi Comuni, mentre lo Statuto della Regione del Veneto regola i poteri di iniziativa legislativa.<\/p>\n<p>Il combinato disposto di queste fonti consente l&#8217;attivazione immediata del percorso, offrendo al legislatore, alle istituzioni locali e all&#8217;associazionismo civico strumenti certi per superare le gi\u00e0 sperimentate complessit\u00e0 procedurali, nel segno dell&#8217;efficacia e del realismo istituzionale:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Il percorso d&#8217;accesso preminente (Articolo 20 dello Statuto):<\/strong> Al fine di avviare l&#8217;iter superando le incertezze interpretative sulla quantificazione delle firme su base comunale (oscillanti attorno alle 30.000 sottoscrizioni), lo Statuto della Regione del Veneto offre una via <strong>d&#8217;accesso utile<\/strong>. L&#8217;Articolo 20, comma 1, attribuisce il potere di iniziativa legislativa a soli <strong>7.000 elettori regionali<\/strong>, formalizzando il deposito di un Progetto di Legge (Pdl) di iniziativa popolare direttamente a Palazzo Ferro Fini. Trattandosi di una prerogativa di rango statutario e sovraordinato, tale strumento si applica pienamente a tutte le materie di competenza della Regione \u2014 ivi incluse le <strong>variazioni territoriali<\/strong> ai sensi dell&#8217;Art. 133 Cost. \u2014, superando e assorbendo le tassativit\u00e0 procedurali e i limiti di legittimazione previsti dalle fonti ordinarie di settore (L.R. n. 25\/1992).<\/li>\n<li><strong>I titolati istituzionali all&#8217;iniziativa (Per memoria):<\/strong> Giova ricordare, per completezza di quadro e per opportuna memoria delle forze politiche, che l&#8217;ordinamento regionale e l&#8217;Articolo 5 della L.R. n. 25\/1992 attribuiscono il potere di presentare il Progetto di Legge istitutivo non solo alla cittadinanza tramite raccolta firme, ma anche agli stessi organi democraticamente eletti. Nello specifico, l&#8217;iter legislativo a Palazzo Ferro Fini pu\u00f2 essere incardinato direttamente su iniziativa di <strong>ciascun Consigliere Regionale<\/strong>, della <strong>Giunta Regionale<\/strong>, oppure tramite formale deliberazione del <strong>Consiglio Comunale<\/strong> interessato. Questa pluralit\u00e0 di strumenti offre ai rappresentanti istituzionali \u2014 sia a livello municipale che regionale \u2014 la facolt\u00e0 immediata di farsi promotori attivi del percorso di <strong>riorganizzazione geometrica<\/strong> del territorio, manifestando fin dall&#8217;inizio la propria lungimiranza e volont\u00e0 politica a sostegno delle comunit\u00e0 amministrate.<\/li>\n<li><strong>La certezza dei tempi dell&#8217;istituzione:<\/strong> Il medesimo Articolo 20, al comma 6 dello Statuto, garantisce la linearit\u00e0 dei tempi d&#8217;esame, stabilendo che, trascorsi sei mesi dalla presentazione del progetto senza che l\u2019organo legislativo abbia assunto alcuna decisione, esso viene iscritto di diritto all&#8217;ordine del giorno e discusso dal Consiglio Regionale.<\/li>\n<li><strong>Le soglie di voto e la natura paritetica:<\/strong> Sotto il profilo formale, la giurisprudenza amministrativa post-2019 ha confermato che l&#8217;esito dei referendum consultivi regionali sulle variazioni territoriali resta subordinato alle soglie di partecipazione previste dal quadro normativo veneto. Tuttavia, essendo l&#8217;esito referendario un passaggio fondamentale che l&#8217;organo regionale valuta nell&#8217;ambito della propria discrezionalit\u00e0 amministrativa, appare evidente l&#8217;opportunit\u00e0 di perseguire un ampio <strong>consenso<\/strong>. L&#8217;impianto paritetico della presente proposta \u2014 che non configura una separazione unilaterale ma la nascita simultanea di due Citt\u00e0 equi ordinate \u2014 azzera il rischio di un disinteresse dell&#8217;elettorato, trasformando la consultazione in un richiamo corale alla partecipazione democratica.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>4.2. Inapplicabilit\u00e0 del vincolo decennale di moratoria per diversit\u00e0 dell&#8217;oggetto giuridico<\/strong><\/p>\n<p>Il limite previsto dall&#8217;Articolo 20, comma 3 dello Statuto regionale (divieto di ripresentare progetti di legge istitutivi di nuovi Comuni respinti prima che siano decorsi dieci anni) risulta <strong>radicalmente inapplicabile<\/strong> alla presente iniziativa per l&#8217;assoluta <strong>diversit\u00e0 <\/strong>dell&#8217;oggetto, che qui si configura <strong>come totalmente altro<\/strong>.<\/p>\n<p>La procedura conclusasi con l&#8217;archiviazione consiliare del 2020 (Delibera C.R. n. 15\/2020) scaturiva infatti da una proposta finalizzata allo <strong>scorporo unilaterale<\/strong> della sola Mestre-Terraferma dal vecchio assetto istituzionale. Al contrario, la proposta qui configurata si muove su un piano <strong>geometricamente speculare<\/strong>, <strong>inedito e paritetico<\/strong>. Essa non prevede alcuna mutilazione territoriale o distacco di una parte rispetto a un tutto, bens\u00ec la ripartizione e riconfigurazione simultanea dell&#8217;intera circoscrizione comunale in due nuovi soggetti pubblici locali ben <strong>georeferenziati ed equi ordinati<\/strong>.<\/p>\n<p>Sotto il profilo del coordinamento con la normativa nazionale, la dottrina giuridica evidenzia come l&#8217;ordinamento statale offra <strong>un&#8217;ulteriore <\/strong>opportunit\u00e0 applicativa attraverso la procedura speciale della Legge n. 56\/2014 (Legge Delrio), che prefigura la scomposizione del Comune capoluogo quale presupposto per l&#8217;elezione democratica diretta degli organi metropolitani. Tuttavia, si ritiene fermamente che questa partita debba essere risolta nel solco delle regole <strong>dello Statuto del Veneto<\/strong>. Non essendovi mai stata alcuna precedente espressione d&#8217;Aula su questo innovativo modello di riorganizzazione paritetica, l&#8217;iniziativa gode di piena procedibilit\u00e0 ed \u00e8 <strong>immediatamente incardinabile<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>4.3. Le fasi della procedura e la transizione ordinata al 2031<\/strong><\/p>\n<p>La strumentazione tecnica \u00e8 adeguata; una chiara volont\u00e0 politica pu\u00f2 incardinare la procedura secondo le seguenti fasi lineari:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Fase 1 \u2013 Iniziativa Popolare:<\/strong> Deposito del Progetto di Legge regionale assistito dalle 7.000 firme di elettori veneti (Art. 20 Statuto).<\/li>\n<li><strong>Fase 2 \u2013 Istruttoria e Voto a Palazzo Ferro Fini:<\/strong> Esame del Pdl in sede consiliare regionale e approvazione formale dell&#8217;atto di indizione del referendum.<\/li>\n<li><strong>Fase 3 \u2013 Referendum Consultivo:<\/strong> Svolgimento della consultazione coinvolgendo l&#8217;intera popolazione della base comunale (Art. 6 L.R. n. 25\/1992). Presentando il quesito come la nascita coordinata di due Citt\u00e0 equi ordinate, si creano le condizioni per una partecipazione corale sia in Laguna che in Terraferma.<\/li>\n<li><strong>Fase 4 \u2013 Legge Regionale Istitutiva:<\/strong> Approvazione della legge formale di ripartizione e istituzione dei due nuovi Comuni, con il relativo piano di riparto patrimoniale e societario.<\/li>\n<li><strong>Fase 5 \u2013 Attuazione e Start-Up Comunale:<\/strong> Gestione della transizione e indizione delle prime elezioni dirette per i Sindaci e le rispettive Assemblee, da svolgersi nella finestra temporale compresa <strong>tra il 15 aprile e il 15 giugno 2031<\/strong>, garantendo la naturale concomitanza con la scadenza della tornata amministrativa.<\/li>\n<\/ul>\n<ol start=\"5\">\n<li><strong> Il Casin\u00f2 di Venezia e il vincolo di scopo a salvaguardia del sistema lagunare<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Sotto il profilo delle risorse straordinarie e della specificit\u00e0 finanziaria della componente insulare, la transizione ordinata offre l&#8217;opportunit\u00e0 di dare piena e coerente attuazione alle fonti storiche che regolano l&#8217;ordinamento economico della casa da gioco, valorizzandone la dualit\u00e0 territoriale e l&#8217;integrit\u00e0 aziendale:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>5.1. La dualit\u00e0 strutturale dei rami operativi:<\/strong> Il Casin\u00f2 Municipale opera storicamente attraverso due rami operativi complementari e ben georeferenziati: la sede storica di <strong>Ca&#8217; Vendramin Calergi<\/strong>, situata nel cuore del Centro Storico insulare e vocata ai giochi da tavolo tradizionali, e la sede moderna di <strong>Ca&#8217; Noghera<\/strong> (aperta negli anni &#8217;90 in localit\u00e0 Tessera, nel territorio di Mestre-Terraferma, nei pressi dell&#8217;Aeroporto), polo di eccellenza dedicato al gioco elettronico e alle slot machine. L&#8217;integrit\u00e0 societaria del soggetto giuridico viene integralmente preservata, escludendo qualsiasi frazionamento della concessione ministeriale e mantenendo le due sedi in un rapporto di sinergia economica tra i due Comuni.<\/li>\n<li><strong>5.2. Il quadro normativo del vincolo:<\/strong> I Regi Decreti-Legge del 1926 e del 1936, i cui effetti sono stati esplicitamente confermati dall\u2019Articolo 19 del D.L. n. 318\/1986, vincolano gli utili derivanti dall&#8217;esercizio del Casin\u00f2 a una destinazione tassativa: <em>&#8220;opere pubbliche inderogabili di eccezionale importanza&#8221;<\/em> strettamente connesse alla <em>&#8220;costituzione territoriale e monumentale della citt\u00e0&#8221;<\/em>.<\/li>\n<li><strong>5.3. La destinazione strategica al sistema MOSE:<\/strong> Coerentemente con tale vincolo giuridico, la presente proposta prefigura la destinazione strutturale di una quota predefinita degli utili complessivi aziendali (generati da entrambi i rami operativi) alla manutenzione ordinaria e straordinaria del sistema MOSE e alla salvaguardia dell\u2019intero ecosistema lagunare. Venezia, meta di eccezionali flussi del movimento turistico nazionale ed internazionale, richiede interventi di manutenzione accurata non solo per la propria sopravvivenza fisica, ma per garantire \u2014 in una logica di mutuo beneficio \u2014 la stessa sicurezza idraulica e la stabilit\u00e0 economica della Terraferma, il cui indotto logistico, ricettivo e aeroportuale \u00e8 strettamente interconnesso alla tutela della Citt\u00e0 d&#8217;Acqua.<\/li>\n<\/ul>\n<ol start=\"6\">\n<li><strong> Evoluzione demografica e rottura dell&#8217;equilibrio storico<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>I dati statistici e anagrafici descrivono una transizione che prescinde dalle singole amministrazioni, evidenziando l&#8217;impossibilit\u00e0 di mantenere un modulo di governo unico per due realt\u00e0 demograficamente asimmetriche:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>6.1. Il dato storico dell&#8217;anagrafe comunale:<\/strong>\n<ul>\n<li><em>Anno 1963 (L&#8217;equilibrio paritetico):<\/em> Laguna a 179.567 abitanti (50,4%) vs Terraferma a 176.094 abitanti (49,6%).<\/li>\n<li><em>Anno 2000 (Il punto di non ritorno):<\/em> Laguna scesa a 98.837 residenti (36%) vs Terraferma a 176.531 residenti (64%).<\/li>\n<li><em>Anno 2025 (L&#8217;asimmetria totale):<\/em> Laguna ridotta a 73.163 abitanti (29%) vs Terraferma attestata a 178.131 abitanti (71%).<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li><strong>6.2. L&#8217;evidenza dei fatti:<\/strong> La contrazione del Centro Storico (\u201363,2% dal 1963 al 2025; \u201328,2% dal 2000 al 2025) certifica che lo svuotamento della Laguna e la crescita della Terraferma rispondono a dinamiche socio-economiche antitetiche. Continuare a comprimere queste due realt\u00e0 entro un&#8217;unica macchina amministrativa significa ignorare l&#8217;evidenza dei dati statistici acclarati.<\/li>\n<\/ul>\n<ol start=\"7\">\n<li><strong> Dimensione e sostenibilit\u00e0 comparata dei due futuri Comuni<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li><strong>7.1. La scala storica nazionale (1926 \u2192 2026):<\/strong> Nel 1926 i Comuni italiani erano circa 8.000; a un secolo di distanza sono 7.896. La costituzione della &#8220;Grande Venezia&#8221; nel secolo scorso (1926\u20132026) rappresent\u00f2 un&#8217;eccezione mirata a servire modelli industriali del XX secolo ormai esauriti. In questo quadro, la ripartizione di Venezia non frammenta il sistema, ma lo riconduce a parametri di assoluta normalit\u00e0 nazionale.<\/li>\n<li><strong>7.2. Collocazione dei due Comuni nel sistema delle autonomie:<\/strong> L&#8217;assetto paritetico istituisce due macchine municipali dotate di una massa critica demografica ai vertici del sistema nazionale:\n<ul>\n<li><em>La Citt\u00e0 di Venezia (73.163 abitanti):<\/em> Si posiziona nella fascia medio-alta dei Comuni italiani, superando capoluoghi storici come Belluno (~35.000) e Rovigo (~49.000) e collocandosi poco al di sotto di Treviso (~85.000).<\/li>\n<li><em>La Citt\u00e0 di Mestre (178.131 abitanti):<\/em> Si attesta come il secondo Comune della Regione Veneto per numero di abitanti, sopra Vicenza, a ridosso di Padova e subito sotto Verona.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li><strong>7.3. Nota di memoria storica:<\/strong> Giova ricordare l&#8217;antecedente istituzionale del 1999 relativo alla nascita del Comune di Cavallino-Treporti, operazione lineare che ha confermato la piena sostenibilit\u00e0 tecnica e l&#8217;assenza di impedimenti ordinamentali per l&#8217;attivazione di varianti territoriali su base amministrativa regionale.<\/li>\n<\/ul>\n<ol start=\"8\">\n<li><strong> Implicazioni nei servizi resi al cittadino delle due Citt\u00e0<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>La governance dei servizi pubblici locali viene informata a un principio di netta distinzione tra le reti strutturali e i servizi identitari:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>8.1. Integrit\u00e0 e divieto di frazionamento dei servizi a rete:<\/strong> Le grandi aziende multiservizi \u2014 con specifico riferimento a <strong>Veritas S.p.A.<\/strong> (ciclo integrato dei rifiuti e idrico), <strong>Gruppo AVM \/ ACTV S.p.A.<\/strong> (trasporto pubblico locale di terraferma e navigazione), e l&#8217;articolazione dell&#8217;<strong>Azienda ULSS 3 Serenissima<\/strong> \u2014 mantengono la propria assoluta integrit\u00e0 societaria, patrimoniale e industriale. I due nuovi Comuni subentreranno pro-quota nella compagine azionaria, garantendo la totale continuit\u00e0 delle prestazioni, l&#8217;invarianza delle tariffe e la tutela dei livelli occupazionali.<\/li>\n<li><strong>8.2. Separazione immediata delle funzioni di gestione culturale e promozionale:<\/strong> Diversamente dai servizi di rete, per i soggetti preposti alla gestione del patrimonio museale, espositivo e dei siti culturali \u2014 a partire dalla <strong>Fondazione Musei Civici di Venezia<\/strong> \u2014, la transizione configurer\u00e0 una separazione patrimoniale e gestionale chiara e immediata fin dalla fase di <em>start-up<\/em> (&#8220;<strong>patti chiari, buoni amici<\/strong>&#8220;). Ciascuna delle due nuove Citt\u00e0 assumer\u00e0 la piena ed esclusiva titolarit\u00e0 e gestione dei siti e dei musei ricadenti nelle rispettive circoscrizioni georeferenziate.<\/li>\n<\/ul>\n<ol start=\"9\">\n<li><strong> Mobilitazione civica e alleanza territoriale<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li><strong>9.1. La maturit\u00e0 della soggettivit\u00e0 insulare:<\/strong> \u00c8 tempo che anche Venezia d\u2019Acqua esprima appieno una propria matura soggettivit\u00e0 civica attraverso comitati e iniziative popolari responsabili. Questa rinnovata consapevolezza insulare non deve essere intesa in chiave di contrapposizione verso le legittime aspirazioni della Terraferma, il cui percorso vide arrestarsi nel 2019 a causa di schemi interpretativi e barriere burocratiche superati. Al contrario, il superamento di un vestito amministrativo logoro si compie qui mediante la ripartizione speculare dell\u2019intera circoscrizione comunale esistente, interpretando e unendo le speranze di sviluppo di ambedue le realt\u00e0 urbane.<\/li>\n<li><strong>9.2. Il superamento dell&#8217;impasse storico (1979\u20132026):<\/strong> Occorre sbloccare al pi\u00f9 presto un\u2019impasse istituzionale che si trascina ormai da ben 47 anni, dal primo referendum del 1979. A quasi mezzo secolo dalle prime consultazioni, \u00e8 giunto il tempo di realizzare una governance cittadina da terzo millennio che consenta alle due rinate Citt\u00e0 di Venezia e Mestre di amministrare al meglio le rispettive comunit\u00e0 all&#8217;interno della cornice ordinamentale della Citt\u00e0 Metropolitana.<\/li>\n<li><strong>9.3. Il protagonismo della societ\u00e0 civile e il raccordo con l&#8217;iniziativa statutaria:<\/strong> Va da s\u00e9 che l&#8217;impianto tecnico-giuridico delineato al precedente Punto 4 \u2014 pur offrendo con la via d&#8217;accesso dei 7.000 elettori regionali lo scudo procedimentale pi\u00f9 solido \u2014 non pu\u00f2 prescindere dalla convinzione e dalla partecipazione attiva dei residenti di entrambe le municipalit\u00e0. Spetta ai comitati civici, alle forze politiche, ai singoli <em>opinion leader<\/em> e alla societ\u00e0 civile nel suo insieme compiere un passo in avanti condiviso per edificare un apparato pubblico pi\u00f9 efficiente, capace di dare pronte risposte a una cittadinanza che attende il pieno esercizio della propria autonomia dal 1979.<\/li>\n<\/ul>\n<ol start=\"10\">\n<li><strong> Nota conclusiva e la ricorrenza del Centenario<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li><strong>10.1. La metafora del campo da gioco e la considerazione dei tempi:<\/strong> Va da s\u00e9 che un\u2019operazione di siffatta grandezza e di portata epocale necessita di essere preparata, accompagnata e condotta in modo rigorosamente ordinato, escludendo accelerazioni velleitarie o appropriazioni di parte. Il campo da gioco istituzionale richiede regole certe. Un percorso ragionevole, ponderato e assistito dalle necessarie riforme, trova il suo naturale compimento in prossimit\u00e0 della scadenza ordinaria dell\u2019attuale Amministrazione Comunale, traguardando la finestra del <strong>2031<\/strong>. Per quella data, l&#8217;ordinamento potr\u00e0 finalmente garantire la simultanea elezione diretta dei Sindaci e delle rispettive Assemblee della Citt\u00e0 di Venezia, della Citt\u00e0 di Mestre e della stessa Citt\u00e0 Metropolitana, auspicabilmente.<\/li>\n<li><strong>10.2. Il significato storico del 15 luglio:<\/strong> La data del <strong>15 luglio 2026<\/strong> non rappresenta un semplice passaggio sul calendario, ma il compimento esatto di un secolo di storia dall&#8217;unificazione forzata del 1926. Questa ricorrenza deve essere l&#8217;avvio di un percorso di <strong>pacificazione territoriale e amministrativa<\/strong>. L&#8217;obiettivo profondo \u00e8 restituire a ciascun cittadino la condizione fondamentale del &#8220;benestare&#8221; e del sentirsi pienamente rappresentato all&#8217;interno della propria comunit\u00e0 di residenza, nel solco dell&#8217;efficienza e del mutuo rispetto.<\/li>\n<li><strong>10.3. Congedo e donazione civica:<\/strong> L&#8217;autore, che non \u00e8 n\u00e9 \u00e8 mai stato qui residente, \u00e8 ben lieto di regalare questo lavoro d&#8217;analisi e di proposta alla Citt\u00e0 di Venezia e alla sua Terraferma; realt\u00e0 che, per differenti ragioni e intrecci istituzionali, hanno attraversato e arricchito la sua vita per oltre trent&#8217;anni sul tre quarti di secolo della sua et\u00e0. L&#8217;auspicio \u00e8 che il Centenario segni il risveglio di una responsabilit\u00e0 corale per il futuro di ambedue le comunit\u00e0. In bocca al lupo a tutti.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Nota di consultazione e mobilitazione civica:<\/strong><\/p>\n<p>Il presente progetto istituzionale \u00e8 stato formalmente trasmesso a mezzo posta elettronica, corredato da un&#8217;apposita ed estesa appendice normativa di riferimento, a tutti i Consiglieri Comunali di Venezia e ai Consiglieri Regionali del Veneto, affinch\u00e9 sia assunto quale materiale di studio e iniziativa legislativa.<\/p>\n<p>Il risveglio di coscienza civica registrato con le recenti elezioni amministrative dimostra che i tempi sono maturi. Cittadini un tempo cristallizzati su storiche posizioni conflittuali stanno oggi convergendo sulla necessit\u00e0 di un passo in avanti comune. Figure di primo piano della societ\u00e0 civile veneziana e della Terraferma testimoniano questa transizione: dall&#8217;avvocato <strong>Marco Sitran<\/strong>, promotore del referendum di distacco del 2019, a <strong>Marco Zanetti<\/strong>, autore e ricercatore attento alla memoria storica della citt\u00e0. La loro potenziale convergenza culturale sul modello paritetico dimostra che \u00a0gli steccati del passato sono superati e che il cammino verso il 2031 \u00e8 \u00a0<strong>(forse)<\/strong> gi\u00e0 iniziato.<\/p>\n<p><strong>&#8220;La democrazia dura e gli eletti scelgono il bene comune, se i cittadini partecipano&#8221; <\/strong>di enzo de biasi 14 giugno 2026<\/p>\n<p>Fonte: \u00a0<a href=\"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2026\/06\/01\/il-trionfo-della-citta-di-pianura-perche-simone-venturini-ha-espugnato-la-venezia-di-terraferma-di-enzo-de-biasi\/\">Analisi del voto e le due citt\u00e0 sorelle<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2026\/06\/01\/il-trionfo-della-citta-di-pianura-perche-simone-venturini-ha-espugnato-la-venezia-di-terraferma-di-enzo-de-biasi\/\">https:\/\/www.bellunopress.it\/2026\/06\/01\/il-trionfo-della-citta-di-pianura-perche-simone-venturini-ha-espugnato-la-venezia-di-terraferma-di-enzo-de-biasi\/<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il centenario della svolta: ecco come nasceranno le due citt\u00e0 sorelle\u00a0\u00a0 Ad agosto 2025 il Senatore Andrea Martella (PD) e l&#8217;allora Presidente del Veneto Luca Zaia lanciarono due progetti ambiziosi: &#8220;Venezia Citt\u00e0 Speciale&#8221; il primo e &#8220;Venezia Citt\u00e0-Stato&#8221; il secondo. 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