{"id":170137,"date":"2026-05-15T09:10:38","date_gmt":"2026-05-15T07:10:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bellunopress.it\/?p=170137"},"modified":"2026-05-15T19:05:59","modified_gmt":"2026-05-15T17:05:59","slug":"revoca-della-cittadinanza-onoraria-a-mussolini-di-enzo-de-biasi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2026\/05\/15\/revoca-della-cittadinanza-onoraria-a-mussolini-di-enzo-de-biasi\/","title":{"rendered":"Revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini   * di Enzo De Biasi"},"content":{"rendered":"<p><em>A ottant\u2019anni dalla nascita della Repubblica Antifascista, FdI faccia come ha fatto il Trentino-Alto Adige il 23 aprile 2026<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo quattro anni di Governo delle Destre\u2011Centro la pressione fiscale \u00e8 al massimo: 43,1%<\/em><\/p>\n<p><em>Memoria condivisa e responsabilit\u00e0 repubblicana. In vista del 2 giugno, chi oggi \u00e8 al potere deve fare i conti con l\u2019album di famiglia: il Ventennio e la stagione nera degli anni Sessanta e Settanta non possono pi\u00f9 essere zone d\u2019ombra<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Memoria repubblicana, responsabilit\u00e0 politica e un Paese che non pu\u00f2 pi\u00f9 aspettare<\/strong><\/p>\n<p>Giorgia Meloni proviene da una tradizione politica le cui radici, ben impresse nel marchio alla base di Fratelli d\u2019Italia, risalgono\u00a0<strong>al Movimento Sociale Italiano<\/strong>, formazione post\u2011fascista fondata nel 1946 sulle ceneri della Repubblica Sociale. Da quasi quattro anni \u00e8 Presidente del Consiglio, arrivata a Palazzo Chigi perch\u00e9 pi\u00f9 votata alle elezioni del 2022. Tuttavia, giunti nel 2026, colpisce una persistente difficolt\u00e0 a riconoscere apertamente ci\u00f2 che la storiografia ha chiarito: che la militanza nel fascismo e nella RSI fu una scelta dalla parte sbagliata della Storia.\u00a0<strong>Giorgio Almirante<\/strong>, nell\u2019intervista del 1979 con\u00a0<strong>Enzo Tortora<\/strong>, non lo disse mai esplicitamente: rivendic\u00f2 anzi di\u00a0<em>\u201cnon voler tagliare il ponte col passato\u201d<\/em>\u00a0e arriv\u00f2 a definirsi un \u201cestremista moderato\u201d, formula che \u00e8 un ossimoro perfetto. Tortora, da spirito libero e non da \u201ccortigiano\u201d, contest\u00f2 nel merito la rappresentazione di un MSI \u201cnon violento\u201d, dichiarando di non concordare con quella lettura.<\/p>\n<p>\u00c8 bene ricordare che negli anni Sessanta e Settanta gruppi dell\u2019estrema destra contigui all\u2019area missina \u2014\u00a0<strong>da Ordine Nuovo ai NAR<\/strong>\u00a0\u2014 furono responsabili di stragi accertate da sentenze definitive, dalla bomba di Piazza della Loggia alla strage della Stazione di Bologna. Un contesto storico che rende ancora pi\u00f9 evidente la distanza tra la narrazione di Almirante e la realt\u00e0 documentata di quella stagione.<\/p>\n<p>A questo quadro si aggiunge un elemento che non pu\u00f2 essere eluso: il rapporto irrisolto con il passato da parte dei vertici istituzionali provenienti dall\u2019area post\u2011missina. Il Presidente del Consiglio, nata nel 1977 e dunque appartenente alla seconda generazione della destra, porta ancora con s\u00e9 \u2014 nelle parole, nei silenzi, nelle omissioni \u2014 il peso di un\u2019eredit\u00e0 politica che non \u00e8 mai stata davvero sciolta.<\/p>\n<p>Lo si \u00e8 visto chiaramente nel\u00a0<strong>centenario dell\u2019assassinio di Giacomo Matteotti (1924\u20112024),<\/strong>\u00a0commemorato alla Camera dei deputati con il discorso solenne\u00a0<em>pronunciato da Giorgia Meloni\u00a0<\/em>che ha ricordato la brutalit\u00e0 dell\u2019omicidio politico compiuto da squadristi fascisti. Tuttavia, in quella circostanza come in altre nella sua veste di Presidente del Consiglio di\u00a0<em>tutti<\/em>\u00a0gli italiani,\u00a0<em>la premier<\/em>\u00a0non ha esplicitato il nome del mandante politico,\u00a0<strong>Benito Mussolini<\/strong>, la cui responsabilit\u00e0 storica \u00e8 agli atti della Storia della Patria. F<em>orse, per non apparire troppo sbilanciata verso un eroe socialista vittima del fascismo,\u00a0<strong>a giugno dello stesso anno\u00a0<\/strong><\/em>le Poste Italiane proponente il Ministro Adolfo Urso-FdI emettono un francobollo commemorativo dedicato a\u00a0<em>Italo Foschi, prefetto in Belluno\u00a0quando questo territorio per venti mesi dal 1943 al 1945 fu annesso al Terzo Reich<\/em>.<\/p>\n<p>Una rimozione significativa, soprattutto in un anniversario che avrebbe richiesto un atto di piena verit\u00e0 repubblicana<\/p>\n<p>E a questo si somma la posizione della seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato, classe 1947, caratterizzato da un lungo pedigree politico e professionale che lo ha spesso visto accanto nella difesa legale dei giovani dell\u2019estrema destra negli anni dello stragismo fascista del secolo scorso.<\/p>\n<p><strong>Ma il misto di rivendicazione identitaria, dolore politico e memoria selettiva non pu\u00f2 pi\u00f9 bastare<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Chi oggi ricopre le pi\u00f9 alte cariche della Repubblica<\/strong>\u00a0dovrebbe \u201csotterrare l\u2019ascia di guerra\u201d \u2014 in senso metaforico \u2014 e abbracciare pienamente, senza ambiguit\u00e0, le regole democratiche sancite dalla Costituzione nata dalla Resistenza e redatta in autonomia da chi (i partigiani) combatt\u00e9 i nazi\u2011fascisti a fianco delle forze alleate americane, britanniche e sovietiche. Un privilegio che non fu concesso alle altre potenze sconfitte \u2014 Germania e Giappone \u2014 cui i vincitori imposero costituzioni eterodirette. A noi, invece, fu riconosciuta la maturit\u00e0 di scrivere la nostra Carta.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che si domanda ai leader di Fratelli d\u2019Italia non \u00e8 una richiesta di abiura: \u00e8 una richiesta di\u00a0<strong>coerenza repubblicana.\u00a0<\/strong>Sulle finalit\u00e0 e composizione del movimento partigiano \u00e8 il caso tener ben presente ci\u00f2 che afferma un eccellente storico di pensiero liberale, Aldo Cazzullo \u201c\u00a0<em>Ricordare i caduti di entrambe le parti \u00e8 legittimo. L\u2019importante \u00e8 aver chiaro che i partigiani sono caduti dalla parte giusta, quella della libert\u00e0, democrazia, indipendenza, gli altri sono caduti dalla parte sbagliata\u2026.<\/em>\u00a0\u201c E ancora\u00a0<em>\u201c La Resistenza non appartiene a una parte politica. Fu fatta da partigiani di ogni fede, comunisti, socialisti, azionisti, cattolici, liberali, monarchici\u2026. il No detto a Hitler e Mussolini fu detto da: preti, carabinieri, militari e 600 mila soldati internati in Germania<\/em>\u201d<\/p>\n<p><strong>Le istituzioni si servono, non si usano<\/strong>.<\/p>\n<p><em>Le condotte praticate da vari rappresentanti di Fratelli d\u2019Italia \u2014\u00a0<strong>Augusta Montaruli e Andrea Delmastro, gi\u00e0 sottosegretari; Daniela Santanch\u00e8 e Gennaro Sangiuliano<\/strong>, gi\u00e0 ministri; e altri titolari di dicastero finiti sotto inchiesta giudiziaria ma poi assolti dal Tribunale dei Ministri, come\u00a0<strong>Carlo Nordio e Matteo Piantedosi<\/strong>\u00a0\u2014 non hanno certo agito secondo i principi di \u201cDisciplina e Onore\u201d, n\u00e9 hanno dimostrato quel senso dello Stato che dovrebbe guidare chi esercita funzioni pubbliche nell\u2019interesse della comunit\u00e0 nazionale e non della propria parte politica.<\/em><\/p>\n<p>La differenza tra\u00a0<strong>memoria neutra e memoria repubblicana<\/strong>\u00a0emerge con chiarezza nella commemorazione della strage di Bologna. Lo scorso 2 agosto, nel 45\u00b0 anniversario dell\u2019attentato che uccise 85 persone e ne fer\u00ec oltre 200, la Presidente del Consiglio ha parlato di \u201cterrorismo feroce\u201d e di \u201cuna delle pagine pi\u00f9 buie della storia italiana\u201d. Parole doverose, ma ancora una volta prive di ci\u00f2 che la giustizia ha gi\u00e0 chiarito:\u00a0<strong>la responsabilit\u00e0 politica e operative<\/strong>\u00a0di militanti di Ordine Nuovo, come stabilito da sentenze definitive della Cassazione.<\/p>\n<p>Il Presidente della Repubblica,\u00a0<strong>Sergio Mattarella<\/strong>, lo ha detto con limpidezza, definendo Bologna\u00a0<strong>\u201cun disegno eversivo contro lo Stato repubblicano\u201d<\/strong>. \u00c8 questa la differenza tra\u00a0<strong>memoria\u00a0<\/strong>condivisa e memoria neutra: la prima chiama le cose con il loro nome, la seconda le sfuma fino a renderle innocue.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che proprio in questi mesi si riapra il processo sulla\u00a0<strong>strage di Piazza della Loggia, a Brescia<\/strong>, uno dei capitoli pi\u00f9 oscuri della strategia neofascista degli anni Settanta. A quasi cinquant\u2019anni dall\u2019attentato, la giustizia continua a interrogare quella stagione, segno che il passato non \u00e8 affatto archiviato e che la verit\u00e0 repubblicana non pu\u00f2 essere diluita in formule generiche.<\/p>\n<p><strong>Un percorso di pacificazione partendo dai Comuni, la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini concessagli durante il ventennio fascista<\/strong>.<\/p>\n<p>Oltre che convincersi i vertici istituzionali e andando oltre le singole \u201cmaturazioni\u201d di coscienza, \u00e8 necessario farsi tutti parte attiva affinch\u00e9 si arrivi ad una rappresentazione e condivisione di ci\u00f2 che \u00e8 successo in Italia e nella prima che nella seconda met\u00e0 del secolo scorso. Per non cadere in fraintendimenti ed equivoci occorre aver chiaro il significato dei termini qui utilizzati. Pacificazione, significa pace, conciliazione, cio\u00e8 Il fatto di pacificare, ovvero di mettere pace o riportare una situazione di pace tra due o pi\u00f9 parti in lite, in conflitto. Sul punto vale la pena rammentare quanto detto da Gianfranco Fini il 23 aprile in Rai del 2023: \u201cpacificare vuol dire avere una memoria condivisa di quello che \u00e8 accaduto: tutti coloro che sono caduti per i valori in cui credevano vanno onorati, i criminali no, per\u00f2 occorre anche saper distinguere quale era la parte giusta e quale era la parte sbagliata, questo \u00e8 il punto ineludibile\u201d<\/p>\n<p>Un segnale importante \u00e8 arrivato dal\u00a0<strong>Trentino\u2011Alto Adige<\/strong>, dove il 23 aprile 2026 il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno che, nelle sue premesse, condanna esplicitamente il fascismo e invita tutti i Comuni del territorio a revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Le premesse sono state votate con una maggioranza risicata, mentre il dispositivo finale \u2014 esteso alla condanna di tutti i totalitarismi \u2014 \u00e8 passato all\u2019unanimit\u00e0. La spaccatura interna di Fratelli d\u2019Italia \u00e8 un indizio politico serio: mostra che una parte della destra italiana ha iniziato a riconoscere che il\u00a0<strong>\u201cmorto\u201d \u2014 il fascismo storico e le stragi neofasciste del secolo scorso \u2014 non pu\u00f2 pi\u00f9 agguantare il vivo<\/strong>, cio\u00e8 la necessit\u00e0 di una\u00a0<strong>democrazia compiuta<\/strong>, sincera, vissuta da tutti gli attori politici cui \u2014 per mandato popolare pro tempore \u2014 \u00e8 affidato l\u2019esercizio di pubbliche funzioni.<\/p>\n<p><strong>In vista del 2 giugno<\/strong>, vale la pena richiamare le parole pi\u00f9 limpide pronunciate dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nelle ricorrenze della Festa della Repubblica: la democrazia italiana vive solo se si fonda su una\u00a0<em>memoria condivisa<\/em>, non su una\u00a0<em>memoria neutra;<\/em>\u00a0su una\u00a0<em>verit\u00e0 storica riconosciuta<\/em>, non su una\u00a0<em>verit\u00e0 negoziata<\/em>; su una\u00a0<em>lealt\u00e0 costituzionale piena<\/em>, non\u00a0<strong>intermittente<\/strong>. La Repubblica -ha ricordato pi\u00f9 volte- non \u00e8 un dato acquisito per sempre: \u00e8 un impegno quotidiano, che richiede coerenza, responsabilit\u00e0 e rispetto delle istituzioni.<\/p>\n<p><strong>Il Governo Meloni, saldo ma immobile: Debito +378 miliardi, salari fermi: la stabilit\u00e0 che non migliora la vita degli italiani<\/strong><\/p>\n<p>A primavera o in autunno 2027 sar\u00e0 il popolo sovrano a scegliere i nuovi governanti. Ma \u00e8 gi\u00e0 evidente\u00a0<em>che la stabilit\u00e0, in realt\u00e0 l\u2019immobilismo<\/em>, non ha risolto alcun problema di fondo degli italiani: casa, lavoro, salute, fisco opprimente, sicurezza von politiche migratorie efficaci.<\/p>\n<p>Il Governo delle destre ha fallito tra i tanti, anche l\u2019obiettivo del \u201cblocco navale\u201d. I numeri lo smentiscono: nel 2025 gli sbarchi sono aumentati rispetto al 2024, con +33% nei primi mesi e +136% nel solo gennaio. Il Viminale certifica che al 6 maggio 2025 gli arrivi superano gi\u00e0 quelli dello stesso periodo del 2024. Oltre il 93% dei migranti parte dalla Libia, rendendo irrilevanti gli accordi con la Tunisia. \u00c8 manodopera a basso costo per edilizia, turismo, commercio e servizi, ma senza prospettive di cittadinanza: finito il lavoro stagionale, o se ne vanno o finiscono ai margini, alimentando la micro criminalit\u00e0.<\/p>\n<p>E mentre il governo agita slogan avulsi dalla realt\u00e0, l\u2019Italia vive\u00a0<strong>un esodo silenzioso<\/strong>: nel biennio 2023\u20132024 sono emigrati\u00a0<strong>270.000 italiani<\/strong>, in gran parte giovani tra i 18 e i 35 anni. Il saldo dei laureati \u00e8 drammatico:\u00a0<strong>\u201358.000<\/strong>. I nostri ragazzi lasciano la Madre Patria come i loro nonni -con il tablet invece delle valigie di cartone- attratti da Paesi europei che offrono salari pi\u00f9 alti, carriere pi\u00f9 rapide e una qualit\u00e0 della vita che l\u2019Italia non garantisce pi\u00f9.<\/p>\n<p>Chi ha guadagnato davvero dalla\u00a0<strong>\u201cstabilit\u00e0\u201d<\/strong>\u00a0sono stati soprattutto banche e fondi d\u2019investimento speculativi che -grazie ai tassi elevati e ai \u201cconti in ordine\u201d \u2013 hanno distribuito dividendi record. Tra il 2022 e il 2025 il sistema bancario italiano ha remunerato gli azionisti con\u00a0<strong>oltre 23 miliardi di euro<\/strong>, una cifra che\u00a0<strong>supera i 26 miliardi<\/strong>\u00a0se si includono i buyback. Nel solo 2024 le cinque principali banche \u2013 Intesa, UniCredit, Banco BPM, BPER e MPS- hanno distribuito 16,25 miliardi tra dividendi e riacquisti di azioni. Intesa Sanpaolo, da sola, ha staccato 11,9 miliardi nel triennio; UniCredit oltre 5,5 miliardi, che diventano 10,2 miliardi considerando i buyback.<\/p>\n<p>La \u201c<strong>stabilit\u00e0\u201d<\/strong>\u00a0ha premiato gli azionisti,\u00a0<strong>non le<\/strong>\u00a0<strong>famiglie<\/strong>: mentre i dividendi crescevano, salari reali e consumi calavano. Il governo ha incassato pi\u00f9 tasse sugli utili bancari, ma non ha redistribuito e il PNRR -gestito per due terzi del tempo dall\u2019esecutivo Meloni- non ha generato un moltiplicatore paragonabile a quello dei profitti bancari. Si sa, uno dei principali supporter della maggioranza, oltre a finanziare il partito, tiene anche una\u00a0<strong>banca di famiglia.<\/strong><\/p>\n<p>Conti pubblici in ordine, economia quasi ferma nonostante i miliardi del PNRR. A peggiorare il quadro ci ha pensato Donald Trump, l\u2019amico della premier, che\u00a0<strong>il 28 febbraio<\/strong>\u00a0ha attaccato l\u2019Iran provocando la chiusura dello Stretto di Hormuz e la conseguente impennata del prezzo di benzina e gasolio per aerei, camion, auto e trattori. Il paradosso \u00e8 che il\u00a0<strong>23 gennaio<\/strong>, poche settimane prima del conflitto nel Golfo Persico, Giorgia Meloni aveva proposto Trump per il\u00a0<strong>Nobel della Pace<\/strong>. Oggi la governante d\u2019Italia raccatta risorse qua e l\u00e0 nel bilancio statale per attenuare l\u2019impatto sugli automobilisti: la promessa elettorale era ben diversa dalla realt\u00e0<strong>.<\/strong><\/p>\n<p>E mentre accade tutto questo, cosa preoccupa davvero il \u201cpopolo sovrano\u201d, guidato per la prima volta da Fratelli d\u2019Italia e da una premier donna? Lo ha certificato \u201cLa Stampa\u201d:\u00a0<em>l\u201984% degli italiani \u00e8 preoccupato dal carrello della spesa<\/em>. Non \u00e8 un dettaglio sociologico: \u00e8 la fotografia di un Paese in cui i salari sono fermi da anni, l\u2019inflazione ha eroso il potere d\u2019acquisto e la crescita resta tra le pi\u00f9 basse dell\u2019Eurozona.<\/p>\n<p>La fotografia va completata con lo stato dell\u2019arte del\u00a0<strong>PNRR<\/strong>, illustrato dalla Corte dei conti nella Relazione di dicembre 2025 con chiarezza impietosa. L\u2019Italia ha ricevuto 191,5 miliardi di euro dalla UE; se si aggiungono le risorse nazionali del Piano complementare e del cofinanziamento interno, il volume complessivo degli investimenti programmati supera i 220 miliardi di euro. Eppure, al 31 agosto 2025 la spesa effettiva era ferma al\u00a0<strong>44,2% del totale<\/strong>.<\/p>\n<p>I magistrati contabili segnalano inoltre che, dopo le modifiche approvate dalla Commissione, il Piano \u00e8 stato ridotto a 575 obiettivi complessivi (295 milestone e 280 target). Ma il dato pi\u00f9 allarmante \u00e8 un altro: nel primo semestre 2026 l\u2019Italia dovr\u00e0 realizzare 159 obiettivi europei, pari al 27,6% dell\u2019intero programma. Una concentrazione di scadenze senza precedenti, che evidenzia le difficolt\u00e0 dell\u2019attuazione entro le date prescritte,\u00a0<strong>l\u2019ultima \u00e8 agosto 2026<\/strong>.<\/p>\n<p>Solo due missioni hanno superato la met\u00e0 del percorso finanziario: la Missione 3 (infrastrutture ferroviarie, 61,5%) e la Missione 1 (digitalizzazione, 57%). Tutte le altre risultano arretrate, con dati che parlano da soli: la Missione 5 (<strong>inclusione e coesione<\/strong>) \u00e8 al 26,7%, mentre la Missione 7 (<strong>turismo e cultura<\/strong>) non supera il 5,4%.\u00a0 Ancora pi\u00f9 critico il capitolo RE Power EU, il nuovo capitolo dedicato alla sicurezza\u00a0<strong>energetica<\/strong>\u00a0e alla\u00a0<strong>transizione<\/strong>\u00a0verde, fermo a\u00a0<strong>0,5 miliardi<\/strong>\u00a0di spesa, pari al\u00a0<strong>2,2%<\/strong>\u00a0del totale. La Corte segnala che diverse misure sono state inserite tra quelle\u00a0<strong>\u201cin uscita\u201d,<\/strong>\u00a0formula elegante per\u00a0<strong>\u201cin meta mai<\/strong>\u201d. Si legge infatti come alcune misure\u00a0<em>\u00abnon hanno avuto una concreta manifestazione finanziaria<\/em>\u00bb: modo garbato per ribadire che l\u2019obiettivo pattuito tra Italia e Unione Europea\u00a0<strong>non \u00e8 (sar\u00e0) raggiunto<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Tradotto: parte delle risorse rischiano di andare perduta: due interrogativi s\u2019impongono<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il primo<\/strong>\u00a0riguarda l\u2019impatto economico reale del PNRR. La Corte ha certificato\u00a0<em>ritardi, opacit\u00e0 e scarsa capacit\u00e0 di spesa<\/em>. Ma resta aperta una domanda decisiva: quale\u00a0<strong>effetto moltiplicatore<\/strong>\u00a0ha prodotto il PNRR sull\u2019economia italiana? \u00c8 noto da anni che i lavori pubblici e logistici -molti dei quali giacevano da tempo nei cassetti ministeriali- hanno un moltiplicatore relativamente basso, intorno a\u00a0<strong>1\u20131,5 volte l\u2019investimento<\/strong>. Gli interventi della transizione verde e della sicurezza energetica presentano valori pi\u00f9 elevati,\u00a0<strong>tra 1,8 e 2,5<\/strong>\u00a0volte la spesa iniziale. Ma i settori con il maggiore ritorno economico e sociale -turismo, cultura- generano effetti moltiplicativi molto pi\u00f9 alti, spesso tra\u00a0<strong>4 e 6\u00a0<\/strong>volte l\u2019investimento, come confermato da numerosi studi europei.<\/p>\n<p>Eppure, proprio questi comparti, quelli con il pi\u00f9 alto rendimento economico-occupazionale, sono rimasti ai margini della\u00a0<strong>\u201cmessa a terra\u201d<\/strong>. Non stupisce quindi che, al netto delle guerre in corso, l\u2019incremento del PIL resti modesto: dallo\u00a0<strong>0,15%<\/strong>\u00a0del 2026 allo\u00a0<strong>0,35%<\/strong>\u00a0del 2028. Una crescita troppo fievole per parlare di rilancio del sistema Paese. Conclusa la fase di rendicontazione contabile a Bruxelles, sar\u00e0 compito degli economisti valutare la ricaduta effettive conseguita. Ma gi\u00e0 oggi si pu\u00f2 dire, senza timore di smentita, che questa eccezionale disponibilit\u00e0 di risorse concesse all\u2019Italia perch\u00e9 tra i Paesi colpita per prima dalla pandemia-COVID-<u>19<\/u>, con effetti economici e sociali pi\u00f9 gravi rispetto al resto dell\u2019Europa- \u00e8 servita solo a\u00a0<strong>galleggiare<\/strong>\u00a0piuttosto che recuperare ritardi accumulatesi da anni. Insomma, abbiamo fluttuato senza entrare in recessione; davvero poco per chi guida il secondo governo pi\u00f9 longevo della Repubblica, destinato -a settembre prossimo \u2013 a diventare il primo per durata.<\/p>\n<p><strong>Secondo\u00a0<\/strong>interrogativo. Il PNRR \u00e8 stato approvato dalla Commissione Europea il 13 luglio 2021: da allora sono trascorsi 43 mesi. Di questi, il Governo Conte I ha interloquito proficuamente con la Commissione UE e scritto la prima versione del PNRR, per gli aspetti operativi circa il\u00a0<strong>35%<\/strong>\u00a0\u00e8 stato gestito dal\u00a0<strong>governo Draghi<\/strong>\u00a0che lo ha negoziato, ottenuto l\u2019approvazione, avviato l\u2019attuazione e incassato i primi tre pagamenti. Il restante\u00a0<strong>65%<\/strong>\u00a0\u2013 la parte pi\u00f9 lunga e pi\u00f9 complessa, quella dell\u2019attuazione, della spesa e della rendicontazione- \u00e8 stato gestito dall\u2019attuale Governo. E i risultati sono quelli certificati dalla Corte dei conti: spesa ferma al 44%, 159 obiettivi da completare in sei mesi e misure \u201cin uscita\u201d perch\u00e9 non realizzabili nei tempi prefissati ed accettati.<\/p>\n<p>La Presidente del Consiglio, rispondendo in Senato, ha attribuitesi l\u2019aumento della pressione fiscale \u2014\u00a0<strong>oggi al 43,1%,<\/strong>\u00a0il livello pi\u00f9 alto degli ultimi decenni \u2014 esclusivamente alle guerre in corso. \u00c8 un dato reale, ma non esaustivo. Perch\u00e9 la domanda politica resta: chi ha scelto, fino a ieri e senza alcuna autonomia critica, di allineare l\u2019Italia alle decisioni del Presidente degli Stati Uniti, accettandone i costi economici e strategici?<\/p>\n<p>A questo si sommano le responsabilit\u00e0 interne: i ritardi del PNRR, con miliardi non spesi proprio nei settori a pi\u00f9 alto moltiplicatore economico\u2011occupazionale; la decrescita infelice dei salari reali \u2014 fermi da oltre trent\u2019anni e ridotti di circa il 7\u20138% nel potere d\u2019acquisto dal 2021 \u2014; e la previsione che, a fine anno, l\u2019Italia sar\u00e0 in fondo alla classifica europea per debito pubblico.<\/p>\n<p>E che dire dei \u201cmeriti\u201d autoattribuitesi dal Presidente del Consiglio? Una parte consistente dei nuovi contratti a tempo indeterminato riguarda lavoratori a basso salario e trasformazioni di rapporti gi\u00e0 esistenti, spesso sopra i cinquant\u2019anni, mentre i giovani laureati continuano a emigrare.\u00a0 Oppure il ventilato \u201cPiano Casa\u201d da 100 mila abitazioni e 100 miliardi in dieci anni: significa 10 mila alloggi l\u2019anno. Se li si distribuisse solo tra i 1.201 comuni sopra i 10 mila abitanti, vorrebbe dire 8\u20139 abitazioni l\u2019anno per municipio. Qualcuno informi Giorgia Meloni che la sola citt\u00e0 di Milano necessita gi\u00e0 oggi di 60 mila case.<\/p>\n<p>Pessima, infine, la scelta di\u00a0<strong>politicizzare l\u2019opzione nucleare<\/strong>. Invece di inserirla in un quadro energetico complessivo \u2014 rinnovabili, geotermico, idroelettrico \u2014 \u00e8 stata trasformata in una bandiera identitaria. Eppure, il nucleare porta con s\u00e9 problemi irrisolti: scorie ancora da smaltire, combustibile da importare, opposizione territoriale diffusa (\u201cnot in my yard\u201d). Davvero si immagina di procedere tra tensioni sociali e territori militarizzati?<\/p>\n<p><strong>Il Paese non pu\u00f2 essere trattato come un semplice terminale delle scelte altrui.<\/strong><\/p>\n<p>Ma se questa \u00e8 la responsabilit\u00e0 del Governo, ce n\u2019\u00e8 un\u2019altra che pesa sul Campo Largo. L\u2019intervista di Elly Schlein al\u00a0<em>Corriere<\/em>\u00a0lo conferma: l\u2019opposizione continua a discutere di identit\u00e0, perimetri, leadership. \u00c8 legittimo. Ma il tempo della politica non coincide con il tempo del Paese. E il Paese non aspetta congressi:\u00a0<strong>aspetta risposte<\/strong>.<\/p>\n<p>La maggioranza \u00e8 in fibrillazione continua, e se la recessione annunciata dovesse mordere davvero, potrebbe non reggere nemmeno la narrazione dei \u201cconti in ordine\u201d. In quel caso, la conta nelle urne potrebbe arrivare gi\u00e0 nella primavera del 2027. Un\u2019alternativa credibile deve partire da pochi impegni chiari, realizzabili in cinque anni e verificabili da tutti: <strong>sanit\u00e0, lavoro, casa, ambiente, legalit\u00e0 democratica<\/strong>.<\/p>\n<p>Nella sanit\u00e0, ad esempio, l\u2019Italia investe il <strong>6,2% del PIL<\/strong>, contro l\u2019<strong>11,3% della Francia<\/strong> e il <strong>12,7% della Germania<\/strong>: \u00e8 qui che si misura la differenza tra slogan e governo. Un programma serio deve impegnarsi a portare la spesa sanitaria almeno <strong>due punti sopra la media europea<\/strong>, ad abbattere del <strong>70% le liste d\u2019attesa<\/strong>, a riconoscere ai medici del servizio pubblico \u2014 con rapporto esclusivo \u2014 uno stipendio annuo adeguato alla responsabilit\u00e0 che esercitano.<\/p>\n<p>Sul lavoro, un salario minimo di 9 euro lordi l\u2019ora non \u00e8 radicalismo: <strong>\u00e8 civilt\u00e0<\/strong>. In Europa 22 Paesi su 27 ce l\u2019hanno gi\u00e0, con soglie ben pi\u00f9 alte: 12 euro in Germania, 12 in Francia. L\u2019Italia resta un\u2019eccezione , \u00a0e non in meglio. Sull\u2019ambiente, la transizione ecologica non pu\u00f2 restare un titolo: deve diventare un piano industriale. Sulla casa, servono politiche pubbliche che riportino il diritto all\u2019abitare dentro l\u2019orizzonte costituzionale.<\/p>\n<p>Nel frattempo, la fotografia sociale \u00e8 impietosa: secondo la Banca d\u2019Italia,\u00a0<strong>il 5% delle famiglie detiene circa il 40%<\/strong>\u00a0della ricchezza nazionale, mentre la met\u00e0 pi\u00f9 povera possiede meno del 10%. Un Paese cos\u00ec polarizzato non pu\u00f2 permettersi <strong>n\u00e9 improvvisazioni n\u00e9 rinvii<\/strong>.<\/p>\n<p>Le risorse ci sono e la Costituzione non lascia margini: <strong>chi ha di pi\u00f9 deve contribuire di pi\u00f9<\/strong>. \u00c8 l\u2019articolo 53, non un\u2019opinione. Una patrimoniale progressiva sui redditi superiori <strong>al milione di euro<\/strong> &#8211; come avviene in altri Paesi europei &#8211; non \u00e8 un tab\u00f9 ideologico, ma un atto di equit\u00e0. In Europa le aliquote sopra il 45% sono la regola per i milionari. Per redditi medio\u2011alti: Francia, Germania, Belgio gi\u00e0 sopra i 275.00,00 \u20ac scontano un\u2019aliquota del 45 %,per non citare i soliti noti, Paesi Bassi, Svezia, Danimarca dove l\u2019aliquota del 49% scatta oltre i 75.000 \u20ac.<\/p>\n<p>Per questo il Campo Largo non pu\u00f2 pi\u00f9 limitarsi a commentare: deve decidere chi vuole rappresentare e decidere subito.\u00a0 \u00a0Al 1\u00b0 settembre devono esserci gi\u00e0 esserci un programma e un leader. Non un\u2019intenzione, non un percorso: una scelta.<\/p>\n<p>I Capi di chi ci sta \u2014 AVS, Movimento 5 Stelle, Italia Viva, Partito Democratico \u2014 vadano in ritiro in una\u00a0<strong>\u201cCasa del Bosco\u201d,<\/strong>\u00a0senza luce, senza acqua corrente, senza elettricit\u00e0, senza segnale internet. Spariscano per 48 o 72 ore e ne escano con un programma e un nome per Palazzo Chigi. Oppure, se proprio non \u00e8 possibile, con una data, un mese, un anno e regole condivise per fare le primarie.<\/p>\n<p>Per l\u2019elettore liberal\u2011democratico, <strong>a questo punto<\/strong>, \u00e8 indifferente che l\u2019auspicabile futuro Presidente del Consiglio venga scelto attorno a un caminetto \u2014 vecchio centralismo democratico<strong>\u00a0\u2014<\/strong>\u00a0o attraverso un percorso partecipato. Conta una sola cosa:\u00a0<strong>che si decida<\/strong>. O si individua\u00a0<strong>un leader<\/strong>, o si stabilisce un iter chiaro per sceglierlo.\u00a0<strong>Chi vorr\u00e0 correre, correr\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>La Repubblica \u2014 lo ricorda Mattarella \u2014 non \u00e8 un\u2019eredit\u00e0: \u00e8 un impegno quotidiano. E oggi questo impegno chiede al campo alternativo una prova di maturit\u00e0: non un\u2019alleanza di necessit\u00e0, ma una visione; non un collage di sigle, ma una rotta; non un leader \u201ccontro\u201d, ma una leadership <strong>\u201cper\u201d.<\/strong>\u00a0 L\u2019Italia non chiede miracoli. Chiede seriet\u00e0, coraggio, responsabilit\u00e0.<br \/>\nE un programma che possa essere giudicato dai cittadini, punto per punto, tra cinque anni.<br \/>\nIl resto \u00e8 rumore. La Casa del Bosco, invece, pu\u00f2 essere l\u2019inizio di una scelta.<\/p>\n<p>15 maggio 2026\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Enzo De Biasi<\/p>\n<p>Fonti :<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.bing.com\/videos\/riverview\/relatedvideo?q=Fondazione+Almirante+Tortora+intervista+Almirante+1979+&amp;refig=6a06095ab39541238599c1e21615b18b&amp;pc=EDGEDSE&amp;ru=%2fsearch%3fq%3dFondazione%2bAlmirante%2bTortora%2bintervista%2bAlmirante%2b1979%2b%26form%3dANNTH1%26refig%3d6a06095ab39541238599c1e21615b18b%26pc%3dEDGEDSE&amp;mmscn=vwrc&amp;mid=ED01EEA10DDCA126558BED01EEA10DDCA126558B&amp;FORM=WRVORC&amp;ntb=1&amp;msockid=3b8ee7a74fbc11f1a44d32534a1e9f23\">Tortora intervista Almirante<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/reels\/DXi-nAxDNzC\/\">Chi erano i Partigiani<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilgiornaleditalia.it\/news\/notiziario\/480085\/25-aprile-fini-pacificazione-non-e-parificazione-tra-parte-giusta-e-sbagliata.html\">Fini Pacificazione non \u00e8 Parificazione<\/a>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilnordestquotidiano.it\/2026\/04\/23\/cittadinanza-onoraria-a-mussolini-revocata-dal-consiglio-regionale-del-trentino-alto-adige\/?utm_source=copilot.com\">T.A.A. Revoca Cittadinanza Onoraria a B. Mussolini<\/a>\u00a0<strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.corteconti.it\/Home\/Organizzazione\/UfficiCentraliRegionali\/UffSezRiuniteSedeControllo\/RelstatoPNRR\">Corte dei conti\u00a0 e PNRR\u00a0<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2026\/05\/15\/revoca-della-cittadinanza-onoraria-a-mussolini-di-enzo-de-biasi\/GM%20post%20Fascista\/Banca%20d'Italia%20-%20Indagine%20sui%20bilanci%20delle%20famiglie%20italiane\/\">Chi ha ricchezza in Italia<\/a><\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A ottant\u2019anni dalla nascita della Repubblica Antifascista, FdI faccia come ha fatto il Trentino-Alto Adige il 23 aprile 2026 Dopo quattro anni di Governo delle Destre\u2011Centro la pressione fiscale \u00e8 al massimo: 43,1% Memoria condivisa e responsabilit\u00e0 repubblicana. 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