{"id":166387,"date":"2026-01-10T22:04:53","date_gmt":"2026-01-10T21:04:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bellunopress.it\/?p=166387"},"modified":"2026-01-12T20:38:28","modified_gmt":"2026-01-12T19:38:28","slug":"autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2026\/01\/10\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\/","title":{"rendered":"Autonomia, l&#8217;accordo-bidone Calderoli-Zaia: la Lega lascia a Roma 18 miliardi di euro  * di Enzo De Biasi"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_114469\" aria-describedby=\"caption-attachment-114469\" style=\"width: 780px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-114469\" src=\"https:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Regione-Veneto-Palazzo-Ferro-Fini-sede-del-Consiglio-regionale_edited.jpg\" alt=\"\" width=\"780\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Regione-Veneto-Palazzo-Ferro-Fini-sede-del-Consiglio-regionale_edited.jpg 780w, https:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Regione-Veneto-Palazzo-Ferro-Fini-sede-del-Consiglio-regionale_edited-500x260.jpg 500w, https:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Regione-Veneto-Palazzo-Ferro-Fini-sede-del-Consiglio-regionale_edited-696x361.jpg 696w\" sizes=\"auto, (max-width: 780px) 100vw, 780px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-114469\" class=\"wp-caption-text\">Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Veneto 2018-2025: da vagone di testa a tandem scassato. Il fallimento del negoziato.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fatture e liti: la Regione salvi i Giudici di Pace. La giustizia di prossimit\u00e0 \u00e8 un diritto, non un miraggio.<\/strong><\/p>\n<p>La legge nr. 86\/2024, rinominata dai cronisti parlamentari \u201cla Calderoli\u201d e qui chiamata \u201cbidone tossico-nocivo<strong>\u201d<\/strong> (zeppo di procedure e no money) \u00e8 stata resa pi\u00f9 potabile dopo la\u00a0 sentenza della Corte costituzionale del novembre 2024. Ciononostante, rimane una norma-bidone che non poteva che produrre una <strong>bidonata<\/strong>: la pre-intesa del 18 novembre a firma autografa di due eccellenze della politica regionale e nazionale: Luca Zaia e Roberto Calderoli. In ogni caso, il documento \u00e8 parte integrante della trentennale propaganda leghista, da ultimo titolata <strong>\u00a0Autonomia Differenziata, <\/strong>manifesto di pubblicit\u00e0 ingannevole.<\/p>\n<p>Un concessionario d\u2019auto ha in vendita due veicoli con potenza\/allestimento\/prezzo simili, non identici. Il potenziale acquirente prima di scegliere l\u2019opzione pi\u00f9 valida analizza in profondit\u00e0 vantaggi\/svantaggi e qualit\u00e0\/prezzo. Quando la stessa persona, in qualit\u00e0 di cittadino di una comunit\u00e0 regionale, il Veneto esemplificando, ha da scegliere chi lo rappresenter\u00e0, non fa l\u2019esame comparativo come per l\u2019auto. Il candidato non \u00e8 valutato, in genere, n\u00e9 per il programma presentato, n\u00e9 per i risultati riscontrati rispetto alle promesse fatte cinque anni prima. Il civis moderno vota\u00a0 usando criteri poco oggettivi tipo: sentito dire, apparizioni in tv e nei social media, simpatia\/antipatia oppure se \u00e8 di destra o di sinistra. Eppure, affida al prescelto una parte importante del suo ben stare\/male stare del suo prossimo immediato futuro. \u00a0Un filosofo-economista \u00a0vissuto nell\u2019800 affermava \u201cLa religione \u00e8 l\u2019oppio dei popoli\u201d, opinione opinabile ma veritiera. Oggi potremmo dire con qualche grammo di verit\u00e0 che \u201d L\u2019informazione manipolativa e la comunicazione adulterata, sono l\u2019oppio somministrato al popolo sovrano \u201d, ingredienti sempre presenti per catturare il voto degli aventi titolo, specie se costoro non approfondiscono <strong>\u201cil tema\u201d <\/strong>come capita sovente<strong>.<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Firma senza logo: se Fratelli d&#8217;Italia nega la carta intestata a Zaia e Calderoli<\/em><\/strong><\/p>\n<p>A futura memoria e per chi vorr\u00e0 ricordare, sono qui considerati l\u2019accordo Calderoli-Zaia del 2025 e quello Bressa-Zaia del 2018, precisando <strong>&#8211; da subito <\/strong>&#8211; che il secondo \u00e8 un treno gi\u00e0 transitato in cui il gi\u00e0 Presidente del Veneto non ha voluto salirvi. Il documento siglato a novembre scorso, mese della ricorrenza dei defunti, potr\u00e0 essere migliorato dal Consiglio Regionale se lo vorr\u00e0. \u00a0Se nulla accadr\u00e0, la pratica sar\u00e0 materiale agli atti dell\u2019archivio digitale del Dipartimento Affari Regionali-Presidenza Consiglio dei ministri consultabile dagli studiosi.<\/p>\n<p>Una prima annotazione. Il preliminare 2018 risulta redatto sul modello PCM-198 riportato in ogni pagina, viceversa quello datato 2025 non utilizza il format ufficiale. In quest\u2019ultimo solo nella prima pagina appaiono i due loghi dei due soggetti pubblici contraenti: \u00a0Presidenza del Consiglio e singola Regione interessata, poi seguono prive di intestazione. \u00a0Presumibilmente, la fretta elettorale ha spinto a firmare davanti alle TV locali poco prima del 23 novembre, pur in assenza del modello ufficiale. Diligentemente ha provveduto lo staff che assiste le autorit\u00e0 pubbliche, impacchettando il tutto \u00a0con ci\u00f2 che aveva sottomano. Quanto accaduto \u00e8 una quisquilia formale, epper\u00f2 la pre-intesa del 2018 non solo sembrava ma anche era un atto organico della Presidenza del Consiglio dei ministri. Nel 2025, gi\u00e0 la forma \u00e8 un collage frettoloso. In diplomazia istituzionale, quando un atto \u00e8 &#8220;pesante&#8221;, ogni pagina reca i simboli dell&#8217;autorit\u00e0 decidente per la successiva attuazione. Probabilmente, firmare a Venezia il 18 novembre, senza un documento graficamente ineccepibile, certifica che serviva la foto della firma pi\u00f9 che il contenuto della stessa. In realt\u00e0 si \u00e8 venduta l&#8217;illusione del \u00a0traguardo raggiunto a chi doveva andare ai seggi.<\/p>\n<p>Un\u2019interpretazione pi\u00f9 maliziosa, rispetto alla casuale assenza della \u201ccarta intestata\u201d pu\u00f2 essere la seguente. Fratelli d&#8217;Italia concede a Zaia e Calderoli la <strong>&#8220;passerella<\/strong>&#8221; di Venezia, ma non mette il sigillo della Presidenza per non irritare l&#8217;elettorato del Sud (le due altre regioni\u00a0 al voto nello stesso week end, Campania e Puglia), anche per ribadire che, alla fin fine, il comando resta centralizzato. Un\u2019ulteriore osservazione. Il tour ministeriale, oltre a Venezia, ha visto il Ministro firmare altre pre-intese capoluoghi delle regioni con sedi in: Milano, Torino e Genova.\u00a0 Al termine della gita, \u00a0erano stati fatti i cento metri ne mancano novemila novecento.<\/p>\n<p>Sette anni or sono, a febbraio saranno otto, il Governo di centro-sinistra cogliendo le richieste di due regioni gestite dalla Lega (Lombardia e Veneto) \u00a0e una sintonizzata con il Csx \u00a0(Emilia-Romagna), ha concluso un negoziato con molta pi\u00f9 sostanza di ci\u00f2 che oggi hanno \u00a0offerto le destre al potere. Inoltre, \u00e8 bene marcare la differenza di condotta tra i due esecutivi. Nel <strong>2018<\/strong>, Gentiloni-Bressa (Partito Democratico) hanno dialogato \u00a0e concordato un metodo e un anticipo di materie (di cui due LEP\u00a0 oggi si direbbe) per arrivare all\u2019A.D non curandosi delle appartenenze politiche. Nel <strong>2025<\/strong> tutto \u00e8 stato fatto in velocit\u00e0, \u00a0destinatarie quattro regioni del Nord rette dalle medesime forze alla guida del Paese. <strong>La forma, lo stile<\/strong> non sono dettagli.<\/p>\n<p><strong>Il &#8220;Grande Vuoto&#8221;2018-2022: \u00a0Lega irrilevante e quando governa che all\u2019opposizione<\/strong><\/p>\n<p>Dall\u2019esame degli atti risulta chiaramente un grande attivismo di Zaia\u00a0 fino al 28 \u00a0febbraio 2018, poi il \u201cgrande vuoto\u201d che durer\u00e0\u00a0 fino all\u2019entrata in scena del Governo attuale. Del tutto inconsistente \u00e8 stata la Lega nel Conte II Conte I (<strong>2018\/19<\/strong>), sebbene leghisti fossero : il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio G. Giorgetti, il Vicepremier M. Salvini e il Ministro per gli Affari Regionali l\u2019avvocata di Vicenza, Erika Stefani. Cos\u00ec recitava il \u201ccontratto dei giallo-verdi\u201d da subito l\u2019A.D. con <u>\u201c<em>particolare riferimento elle pre-intese \u00a0gi\u00e0 in itinere<\/em><\/u>\u201d, il richiamo esplicito era la Regione del Veneto. Che i grillini fossero <strong>\u201cperplessi<\/strong>\u201d sull\u2019Autonomia Regionale, era cosa risaputa e lo sapeva pure la Lega, \u00a0perch\u00e9 allora associarsi proprio con loro per guidare il Paese? Matteo Salvini ha preferito andare e restare al potere -poco pi\u00f9 di un anno- consapevole che la partnership avrebbe potuto (come \u00e8 accaduto) azzerare il risultato\u00a0 referendario del 22.10.2017, oltre due milioni e duecentomila voti veneti cestinati. Nel Conte II (PD-M5S <strong>2019\/21<\/strong>), la Lega era all&#8217;opposizione, ma poteva <strong>\u201cescutere<\/strong>&#8220;, esigere, \u00a0il credito dato da Zaia a Gentiloni(PD) nel 2018 gridando al tradimento ogni giorno nei media nazionali e locali, perch\u00e9 non l\u2019ha fatto? \u00a0Governando i Giallo-Rossi, il \u201cbimbominkia\u201d, nomignolo affibbiato da FdI al leader leghista si sposta su altri temi: migranti, \u00a0sicurezza, \u201cridate la parola agli italiani\u201d, \u201cgoverno delle poltrone\u201d, eccetera. E l\u2019 Autonomia Differenziata promessa ai veneti ? \u00a0Stava scritta, ma non era prioritaria per M. Salvini, Capo della Lega. Il non aver preteso dal Conte II l\u2019attuazione dell\u2019accordo del 2018, \u00e8 stata una palese sottovalutazione del problema . Il Ministro Boccia &#8211; PD , propose &#8211; <strong>per la prima volta<\/strong> &#8211; una bozza di legge quadro che stabiliva un <strong>principio allora rivoluzionario<\/strong>: niente autonomia senza la previa definizione dei LEP, cio\u00e8 l&#8217;obbligo di garantire diritti uniformi su tutto il territorio nazionale: salute, scuola, trasporti) prima di trasferire le competenze.<\/p>\n<p>Con l\u2019arrivo del Governo Draghi <strong>(2021\/22<\/strong>) e con la ministra Mariastella Gelmini-FdI, quella bozza non fu cestinata, ma divenne la base del lavoro del Governo Draghi. Nel 2021, il Governo inser\u00ec in Legge di Bilancio (<strong>commi 43-45<\/strong>) i primi riferimenti normativi concreti per finanziare i LEP, trasformando un&#8217;idea teorica in un percorso amministrativo obbligato. Mentre <strong>Boccia e poi la Gelmini<\/strong> cercavano di costruire l&#8217;autonomia partendo dai diritti (i LEP), l&#8217;attuale legge Calderoli ha cercato di <strong>&#8220;scavallare&#8221;<\/strong> il problema, venendo per\u00f2 fermata dalla Corte costituzionale nel 2024.<\/p>\n<p>\u00c8 ironico notare come la \u201cdestra dell\u2019efficienza\u201d si sia fatta <strong>bagnare il naso<\/strong> dal tanto criticato Partito Democratico. Fu proprio Francesco Boccia, nel 2019, a piantare i paletti dei LEP (Livelli Essenziali di Prestazione), poi recepiti e messi in bilancio dal Governo Draghi nel 2021. Quella che oggi viene spacciata come un&#8217;invenzione della maggioranza Meloni \u00e8 in realt\u00e0 l&#8217;eredit\u00e0 di un lavoro serio fatto da chi aveva capito che l&#8217;autonomia, senza diritti garantiti per tutti, sarebbe stata solo un guscio vuoto o, peggio, un&#8217;arma contro l&#8217;unit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p><strong><em>Perch\u00e9 la Lega o al governo o all\u2019opposizione nulla ha combinato in cinque anni? \u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Le risposte possono essere tante, qui ne diamo due, entrambe amare per il popolo della Lega Veneta: <strong>a)<\/strong> La Lega mirava prendere voti al Sud e ha quindi rinunciato a battersi per un\u2019autonomia <strong>&#8220;vera&#8221;<\/strong> (quella delle risorse \u201c con i schei\u201d) dato che la traiettoria era confliggente con il progetto nazionale; <strong>b<\/strong>) Matteo Salvini invece che passare \u00a0subito all\u2019incasso di quanto garantito dal PD nel 2018 ha \u00a0accettato di <strong>\u201cgiocare\u201d<\/strong> sul terreno dei &#8220;Livelli Essenziali di Prestazione-LEP&#8221;, sapeva che cosi agendo stava sacrificando gli interessi del Veneto \u00a0cosi come Zaia li aveva rappresentati?\u00a0 Oppure era consapevole e cos\u00ec ha voluto.<\/p>\n<p>Ad ottobre 2022 le Lega ritorna al governo e \u00a0nella spartizione tra alleati delle cosiddette \u201criforme\u201d, le cose da fare, le spetta l\u2019A.D. La legge nr. 86\/2024 e la sentenza nr. 192 dello stesso anno sono (sono state) la <strong>&#8220;pietra tombale&#8221;<\/strong> cercate dall\u2019esecutivo in carica, in primis dalla Lega, nascondendo l\u2019intera coalizione dietro il refrain &#8220;<strong>Volevamo darvela l\u2019Autonomia Differenziata, ma la Corte non vuole<\/strong>&#8220;. Inaccoglibile<strong>. L\u2019habitus mentale\u00a0 delle destre <\/strong>\u00e8 sempre quello d\u2019incolpare altri soggetti per le proprie incapacit\u00e0 di governare la complessit\u00e0 dei problemi che hanno davanti, ottemperando la legalit\u00e0 sostanziale e la tripartizione dei poteri sanciti dalla Costituzione. Citiamo un esempio.<\/p>\n<p>La Meloni, Presidente del Consiglio dei Ministri, \u00e8 davvero altra persona rispetto a quella che nel 2021 invi\u00f2 una lettera formale al Presidente della Repubblica denunciando la &#8220;<strong>compressione dei<\/strong> <strong>tempi<\/strong>&#8221; dichiarando che il Parlamento veniva ridotto a un <strong>&#8220;passacarte<\/strong>&#8221; e che il comportamento del governo Draghi era un <strong>&#8220;insulto alla democrazia<\/strong>&#8221; e quindi alla sovranit\u00e0 popolare. Che direbbe \u00a0oggi un\u2019 ipotetica Meloni all\u2019opposizione alla Meloni domiciliata a Palazzo Chigi che ha fatto approvare in pochissimi giorni lavorativi il bilancio dello Stato 2026 blindando la \u201csua maggioranza\u201d?<\/p>\n<p><strong>Per il politico di professione ci\u00f2 che ha detto ieri non vale oggi, n\u00e9 varr\u00e0 domani ci\u00f2 che ha detto oggi, \u00e8 una regola ferrea, collaudata e \u00a0quasi sempre vincente. <\/strong><\/p>\n<p>Giorgi Meloni sta in politica fin dall\u2019et\u00e0 di \u201c16 anni, perch\u00e9 credo che la politica sia passione e servizio\u201d, Padova 18 novembre 2025. Ipse dixit, \u00e8 indiscutibile. In effetti, a 31 anni era gi\u00e0 nell\u2019esecutivo Berlusconi del <strong>2008-2011<\/strong> Ministro della Giovent\u00f9, assieme a quattro ministri leghisti, epper\u00f2 il fiore dell\u2019Autonomia Differenziata non venne colto, sta l\u00ec in un prato romano inaridito. \u00a0\u00a0Diciotto anni dopo\u00a0 la giovane leader di allora \u00e8 l\u2019attuale PcM. Nello stesso giorno in cui sponsorizza l\u2019attuale Presidente del Veneto, due esperenziati governanti in scena anche diciotto anni prima, Calderoli e Zaia firmano un accordo-bidone, passandosi l\u2019uno all\u2019altro una cartelletta di foglietti senza intestazione tranne uno, il primo.<\/p>\n<p><strong><em>Cronaca di un declassamento. Quando il Veneto pass\u00f2 dal vagone di testa al tandem scassato<\/em><\/strong><em>\u00a0 \u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Sulla forma<\/strong>. L\u2019accordo <strong>2018<\/strong> ha il logo della Presidenza del Consiglio in tutte le pagine, ci\u00f2 indica che \u00e8 un atto adottato su <strong>impulso<\/strong> <strong>del<\/strong> \u00a0\u201c<strong>Governo<\/strong>\u201d ed ha la solennit\u00e0 di un patto tra due soggetti paritari: lo Stato e la Regione. Quello stipulato nel mese dei defunti,\u00a0 senza logo o carta intestata ministeriale sembra scritto sulla <strong>&#8220;carta da formaggio<\/strong>&#8220;. Mancando l\u2019intestazione della PcM, l&#8217;atto appare un&#8217;iniziativa \u201csettoriale\u201d del Ministero per gli Affari Regionali.<\/p>\n<p>Nel documento del <strong>2018,<\/strong> le premesse erano brevi e politiche, cinque pagine, \u00a0veniva richiamato \u00a0l\u2019esito referendario che dava un ampio mandato \u00a0al \u201cGovernatore\u201d di\u00a0 negoziare le \u201c 23 materie\u201d possibili. Il clima era quello di un \u201capertura di un cantiere sperimentale&#8221; da monitorare passo dopo passo. Nell\u2019atto del <strong>2025<\/strong>, la premessa narrativa \u00e8 infarcita di \u201cvisto e considerato\u201d, riempie sedici pagine. Il fulcro non \u00e8 pi\u00f9 solo la volont\u00e0 dei veneti, ma la \u201cLegge 86\/2024 e soprattutto la \u201cSentenza 192\/2024 della Corte costituzionale\u201d citata come <strong>&#8220;recinto&#8221;<\/strong> invalicabile che paletta l\u2019ambito d\u2019azione regionale.<\/p>\n<p>D\u2019altronde prima della ricorrenza dei morti, la legge 86\/2024 \u00a0poteva (avrebbe dovuto) \u00a0\u00a0essere gi\u00e0 stata rimodulata \u2013 dalla maggioranza sedicente unita e coesa- recependo le critiche della Consulta. Ohib\u00f2, sta ancora girovagando tra una commissione e l\u2019altra del Parlamento. Consiglio al lettore di giocare al lotto i numeri dell\u2019annata in \u00a0cui la \u201cCalderoli bonificata\u201d apparir\u00e0 in G.U. La differenza tra il 2018 e il 2025 non \u00e8 solo nel logo della Presidenza sparito dalle pagine, ma nel silenzio complice gi\u00e0 durato pi\u00f9 di sette anni (a febbraio otto)\u00a0 grazie alla Lega nazionale e regionale. Nel frattempo, il Veneto \u00e8 a bagnomaria, in lista d\u2019attesa come un qualsiasi paziente infermo. D\u2019ora in avanti per conferire \u00a0l&#8217;autonomia alla regione, occorrer\u00e0 motivarla \u00a0\u00a0<em><u>funzione per funzione, pezzo\u00a0 per pezzo<\/u><\/em><strong>, <\/strong>\u00a0attraverso apposite <strong>&#8220;griglie di valutazione<\/strong>&#8220;, operazione da farsi <strong>\u201ccon calma e gesso\u201d<\/strong> come dicono i giocatori di biliardo.<\/p>\n<p>La procedura consta di una prima fase <strong>(a<\/strong>) di negoziazione e definizione dell\u2019intesa. Si avvia il confronto tra Governo e Regione, con la predisposizione di una bozza (pre-intesa), l\u2019esame da parte del Governo, il parere delle Commissioni parlamentari e della Conferenza Stato-Regioni, fino all\u2019approvazione dello schema definitivo dell\u2019intesa da parte dell\u2019Esecutivo. Quindi si passa alla conversione in legge <strong>(b<\/strong>). L\u2019intesa approvata dal Governo viene trasformata in un disegno di legge che il Governo presenta alle <strong>Camere<\/strong> per l\u2019approvazione a maggioranza assoluta, come dicono color che sanno di diritto e di rovescio, come sa chi gioca a tennis.<\/p>\n<p>Solo dopo questa legge l\u2019intesa diventa efficace. La <strong>\u201cfase a)\u201d<\/strong> pu\u00f2 richiedere alcuni mesi<strong>, a condizione<\/strong> che siano rispettati i tempi stabiliti per le Commissioni parlamentari e la Conferenza Stato-Regioni. La <strong>\u201cfase b)\u201d<\/strong> \u00e8 ancora pi\u00f9 incerta: dipende dall\u2019agenda parlamentare e della Camera e \u00a0del Senato, considerando che l\u2019intesa non pu\u00f2 essere approvata <strong>\u201cin blocco<\/strong>\u201d e che, passando da un\u2019 assemblea all\u2019altra, pu\u00f2 essere emendata e tornare pi\u00f9 volte al punto di partenza.\u00a0 In sintesi, la durata complessiva potrebbe estendersi per anni,\u00a0 pi\u00f9 anni. Va da s\u00e9 che non andando in porto entro l\u2019autunno \u00a02027, rinnovate le Camere tutto ri-comincer\u00e0 daccapo. .<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0La palude burocratica: una maratona tra veti e ricorsi<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La prima, quella della pre-intesa e dei pareri, pu\u00f2 chiudersi in un semestre. La seconda, la trasformazione in legge, \u00e8 il <strong>vero banco di prova<\/strong>: tra agende parlamentari congestionate, passaggi obbligati in Camera e Senato, emendamenti che possono riportare tutto alla casella d\u2019inizio, il rischio \u00e8 di una maratona che duri anni. E non finisce qui. Dopo la pubblicazione in Gazzetta, la legge pu\u00f2 essere impugnata da cittadini, Regioni contrarie \u2013 qualcheduna del Sud \u2013 e la giostra riprender\u00e0. In questo scenario, la probabilit\u00e0 di arrivare in meta dipende da un fattore <strong>decisivo<\/strong>: la <strong>condivisione politica<\/strong>. Con un consenso largo, il traguardo \u00e8 possibile; con una maggioranza risicata, il percorso si trasforma in un vicolo tortuoso, dove ogni pausa o successivo ricorso diventa un <strong>detonatore di instabilit\u00e0<\/strong>. Rischi d\u2019impugnativa permangono pure per \u201cla Calderoli\u201d, se e quando lavata, spazzolata, riordinata sar\u00e0 ri-pubblicata in G.U.<\/p>\n<p><strong>Ambiente: dal Veneto &#8220;Padrone&#8221; al Veneto &#8220;Spazzino&#8221;<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sulla sostanza. <\/strong>Esaminate le due \u201cpre-intese 2018 versus 2025\u201d \u00e8 di tutta evidenza un salto di paradigma organico. Si \u00e8 passati da un progetto di &#8220;Autonomia Politica e Strategica&#8221; a un &#8220;Decentramento Amministrativo Vigilato&#8221;. Alcune noticine, in materia \u00a0ambientale . L&#8217;accordo Bressa-Zaia del 2018 non era un semplice elenco di compiti; era il tentativo di rendere il Veneto \u201c<strong>padrone del proprio ecosistema<\/strong>\u201d. Nello scritto del 2025 il Veneto \u00e8 un semplice <strong>\u201cspazzino<\/strong>\u201d. Le funzioni previste sette anni fa erano &#8220;pesanti&#8221;: 1) <strong>\u201cBonifiche dei Siti di Interesse Nazionale (SIN<\/strong>)\u201d Il Veneto chiedeva di gestire i fondi e le procedure per Marghera. Non pi\u00f9 &#8220;aspettare Roma&#8221;, ma decidere autonomamente come e quando risanare la terra inquinata. 2) \u201c<strong>Gestione Rifiuti (ATO<\/strong>)\u201d. La Regione avrebbe avuto il potere di definire gli ambiti territoriali e gli indirizzi per la raccolta differenziata, puntando all&#8217;omogeneizzazione dei costi. Era un&#8217;autonomia che mirava a far pagare meno i cittadini premiando l&#8217;efficienza. 3) <strong>\u201cTutela delle Acque e Scarichi\u201d<\/strong> Il Veneto voleva decidere i limiti degli scarichi inquinanti e gestire le sanzioni. In una terra ferita dai PFAS, questa era la funzione pi\u00f9 politica di tutte. 4) Il <strong>&#8220;Veto&#8221; Ambientale\u201d<\/strong> L&#8217;Articolo 3 permetteva alla Regione di proporre regolamenti statali. Se Roma non rispondeva entro 30 giorni, il Veneto poteva &#8220;trascinare&#8221; il Governo in Conferenza Stato-Regioni.<\/p>\n<p><strong>Nel 2025 tutto questo sparisce<\/strong>. La pre-intesa Calderoli si rifugia nella &#8220;Protezione Civile&#8221; (gestione dell&#8217;<strong>emergenza<\/strong>) ma ignora la <strong>&#8220;<\/strong>Tutela dell&#8217;Ambiente<strong>&#8220;<\/strong> (gestione del <strong>futuro<\/strong>). \u00c8 il passaggio dal Veneto che cura il territorio al Veneto che pulisce le macerie dopo il disastro.<\/p>\n<p>Nel 2018 si parlava di <strong>competenza legislativa<\/strong>. Nel 2025 si legge all\u2019art. 2 che il Presidente della Regione pu\u00f2 emanare ordinanze in deroga, ma solo con <u>\u201cprevia autorizzazione statale<\/u>&#8221; (comma 3) o con approvazione <u>successiva entro 8 giorni<\/u> (comma 4). <strong>Non \u00e8 autonomia<\/strong>! \u00c8 una decentralizzazione amministrativa controllata. Lo Stato tiene il telecomando: pu\u00f2 autorizzare, revocare o annullare. La Protezione Civile, un&#8217;autonomia &#8220;sotto tutela&#8221; Per il quisque de populo \u00a0che nel 2017 aveva votato convinto di diventare \u201cpadrone in casa propria&#8221;, se qualcuno glielo far\u00e0 notare, si render\u00e0 conto di essere stato burlate e beffato.<\/p>\n<p><strong>Professioni: il ritorno dei &#8220;gabellieri&#8221; e il recinto regionale \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Lo stesso vale per le Professioni: Il <strong>recinto regionale<\/strong> (Art. 7). \u00c8 inventata la categoria della <strong>&#8220;professione di rilievo regionale<\/strong>&#8220;. Per essere definita tale, deve riguardare attivit\u00e0 che hanno un nesso con le &#8220;caratteristiche peculiari del territorio&#8221; (comma 3, lett. c). Ma l&#8217;iscrizione abilita all&#8217;esercizio \u201climitatamente al territorio della Regione&#8221; (comma 4). Stiamo attivandoci per un \u201cregolamento del nulla\u201d, <strong>un paradosso<\/strong>! La facolt\u00e0 conferita dal duo Calderoli-Zaia di creare \u201c elenchi regionali \u201c per figure gi\u00e0 disciplinate dalla legge nr.4\/2013 solleva un paio di questioni. <strong>La prima<\/strong>. Se il Veneto fa un suo albo regionale, crea un ostacolo giuridico alla libera circolazione di lavoratori\/trici. <strong>La seconda<\/strong>. . La <strong>&#8220;Specificit\u00e0&#8221;<\/strong> \u00e8 un&#8217;arma a doppio taglio. La legge 86\/2024 dice che l&#8217;autonomia deve basarsi sulla &#8220;specificit\u00e0 regionale&#8221;. Ma nelle professioni intellettuali, la specificit\u00e0 \u00e8 spesso un&#8217;invenzione politica. Un consulente di marketing veneto usa le stesse leggi (Codice civile) e le stesse norme tecniche (UNI) di uno siciliano. Il sistema della Legge 4\/2013, norma che disciplina le \u201cattivit\u00e0 non regolamentate\u201d \u00a0funziona perch\u00e9 \u00e8 trasversale. Se io sono un consulente di marketing certificato UNI a Treviso, la mia competenza \u00e8 riconosciuta a Berlino o a Parigi grazie ai quadri europei delle qualifiche (EQFI. <strong>Il rischio:<\/strong> Se la Regione Veneto, per &#8220;pressione delle associazioni datoriali&#8221; o per marcare la propria <strong>&#8220;specificit\u00e0&#8221;<\/strong>, decide di creare un profilo regionale di <em>&#8220;Consulente di Marketing delle Piccole Medie Imprese Venete&#8221; <\/em>con criteri diversi, sta di fatto svalutando quel professionista se iscritto a un elenco regionale non valido fuori dai confini di Verona o Belluno, rischia di essere tagliato dai grandi appalti o dalle collaborazioni internazionali che richiedono lo standard <strong>UNI nazionale<\/strong>. Immaginare poi 16 legislatori regionali che stabiliscono ciascuno i propri criteri per definire un \u2018Social Media Manager\u2019 o un \u2018Web designer\u2019: siamo nel pieno del nonsense, per non dire del senseless, privo di logica\u201d. Invece di semplificare, la pre-intesa del 18 novembre crea dei nuovi confini burocratici che UNI e l&#8217;Europa hanno cercato di abbattere da \u00a0trent&#8217;anni. Il Governo Meloni nulla concede di potere reale, consente di fare elenchi, nuove regole burocratiche \u00a0ammarate e validate in Veneto dall\u2019accoppiata geniale di un <strong>Ministro e Presidente<\/strong> <strong>leghisti doc<\/strong>!<\/p>\n<p>Per la Sanit\u00e0 nel 2018 l\u2019obiettivo era la &#8220;maggiore autonomia finalizzata a \u201crimuovere i vincoli di spesa specifici\u201d. Il testo richiamava la possibilit\u00e0 di gestire il personale, pagare meglio i medici in montagna, decidere borse di studio e investimenti in autonomia. Era un&#8217;autonomia di \u201cgestione delle risorse umane*. Nel 2025, la materia \u00e8 stata <strong>&#8220;declassata&#8221;<\/strong> nominalmente a \u201cTutela della salute &#8211; coordinamento della finanza pubblica&#8221;. \u00a0La Regione pu\u00f2 decidere tariffe e rimborsi, ma solo <u>\u201cprevia intesa con i Ministri&#8221;<\/u> e finch\u00e9 i conti sono in equilibrio secondo un Tavolo Tecnico nazionale. \u00c8 un&#8217;autonomia da <strong>\u201ccontabili\u201d,<\/strong> non da programmatori.<\/p>\n<p>Le \u201cnovit\u00e0\u201d del 2025 sono le materie, rectius le briciole, le funzioni ancillari \u00a0quelle <strong>&#8220;No-LEP&#8221; di:\u00a0 <\/strong>Protezione Civile, Professioni, Previdenza Integrativa, micro-attivit\u00e0 residuali, ma <em>&#8220;sicure&#8221;<\/em> per lo Stato perch\u00e9 non richiedono n\u00e9 di definire le performance da garantire al cittadino, cio\u00e8 i <strong>Livelli Essenziali di Prestazione-LEP, <\/strong>operazione a <strong>costo zero<\/strong> per il bilancio pubblico nel rispetto integrale della clausola \u00a0di \u201c<strong>invarianza finanziaria<\/strong>\u201d, art. 12 pre-intesa. Inciso:&#8221; Dall&#8217;attuazione del presente accordo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica&#8221;. Inoltre, le contabilit\u00e0 speciali, come la Protezione Civile, sono sotto lo stretto controllo del \u00a0\u201cMEF e della Corte dei conti\u201d, in altri termini ogni euro in pi\u00f9 deve essere previamente autorizzato.<\/p>\n<p>Prendendo in esame le <strong>23 materie strombettate<\/strong> da Luca Zaia nel 2017, la quota che spetterebbe al Veneto ammonta a circa <strong>18 miliardi<\/strong> di euro. Per dare un\u2019idea della proporzione, l\u2019intero bilancio regionale 2024 quota <strong>16,8 miliardi<\/strong>: stiamo parlando di raddoppiare la potenza di fuoco della Regione. Per chi vuol sapere. La Lombardia ne incasserebbe <strong>31<\/strong> e l\u2019Emilia-Romagna <strong>16<\/strong>. Dal dossier predisposto dagli uffici centrali, Ragioneria Generale e Corte dei conti, nell\u2019ipotesi che il legislatore (la maggioranza di Centro Destra) avesse voluto redistribuire in periferia le materie ex art. 116 comma 3, la ripartizione per regioni e province autonome della spesa statale regionalizzata ammontava a circa <strong>273,6<\/strong> <strong>miliardi <\/strong>su 693,8 miliardi complessivi dati 2020 riferiti alle Commissione in ottobre 2022.<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 proseguita la fiction, nome d\u2019arte \u201cAutonomia Differenziata\u201d? Il Governo Meloni, tramite il fido scudiero all\u2019anagrafe Roberto Calderoli, ha spaccato le 23 materie in due mazzetti.\u00a0 Il primo, quello piccolo che \u201cvien dalla montagna da dare alla mamma\u201d, include le <strong>9 materie No-LEP<\/strong>: quelle che non ti cambiano la vita, a costo zero per la casse dello Stato e a impatto zero per il cittadino. Il secondo mazzetto, la composizione di fiori belli e attraenti da porgere all\u2019amata \u2014 le <strong>14 materie LEP<\/strong>-, quelle vere che incidono sula qualit\u00e0 di vita per ognuno bloccate ai nastri di partenza. <strong>\u201cUn bel d\u00ec vedremo\u201d<\/strong> canticchiano a Roma sulle note della celebre aria di G Puccini-Madame Butterfly. Quando? Chi crede nei Tarocchi consulti una professionista: avr\u00e0 una data <strong>\u201ctaroccata\u201d<\/strong> ma appagante e rassicurante.<\/p>\n<p>Disponibile c\u2019era un pacco di miliardi, che Salvini ha preferito \u201ccongelare\u201d per giocare al tavolo dei LEP, dove sapeva che il banco (lo Stato) vince sempre. Risultato? Al Veneto restano le briciole: le 9 materie No-LEP, quelle che n\u00e9 costano n\u00e9 valgono. \u00c8 la \u201csoap opera\u201d dell&#8217;Autonomia: fiori finti per l&#8217;amata (gli elettori) e conti in rosso per le famiglie venete.<\/p>\n<p>Leggendo in controluce il patto 2025 rispetto a quello del 2018, emerge una realt\u00e0 inconfutabile: l&#8217;autonomia \u00e8 diventata una procedura di <em><u>&#8220;permessi speciali<\/u><\/em><u>&#8220;<\/u> piuttosto che un trasferimento di <em><u>\u201csovranit\u00e0<\/u><\/em>\u201d. Siamo passati dall&#8217;Autonomia dei Diritti, all&#8217;Autonomia dei Permessi. L&#8217;accordo 2025 non \u00e8 un patto tra pari, ma un \u201ccontratto di servizio\u201d che trasforma la Regione in un <strong>Ufficio Speciale di Roma<\/strong>. \u00c8 un ritorno agli anni <strong>Settanta<\/strong> del XX secolo,\u00a0 quando Luca Zaia portava i calzoni corti: il cordone ombelicale finanziario \u00e8 pi\u00f9 stretto di prima. Il Veneto non ha solo ricevuto un \u201cbidone\u201d da Roma; \u00e8 stato tradito dalla mancanza di coraggio di chi doveva stare dalla parte del territorio rappresentato, ha invece scelto la sua <em>\u00a0<\/em>di parte, quella comoda ed accogliente in Palazzo Balbi.<\/p>\n<p>I 551 mila veneti rimasti a casa a novembre hanno avuto l&#8217;istinto del sopravvissuto: hanno capito che la montagna del referendum ha partorito un topolino senza timbri. Il Veneto resta al guinzaglio: un guinzaglio lungo, che arriva fino a Milano e Roma. Luca Zaia, eterno gregario, pu\u00f2 finalmente dire di aver realizzato il suo tormentone: <strong>\u201cnon ha portato a casa niente\u201d. <\/strong>\u00a0\u201cN\u00e9 con Roma, n\u00e9 con Milano!\u00bb, recitava uno striscione alla \u00abFesta dei Veneti\u00bb indetta una decina di anni fa dalla associazione \u00abRaixe Venete\u00bb, cio\u00e8 radici venete, nata \u00abcon l\u2019intento de tegner viva la identit\u00e0\u201d, era questo l\u2019incipit di un articolo di Stella post-referendum 2017: ci\u00f2 che i leghisti ardentemente volevano ma chi poteva ha negato.<\/p>\n<p>La Regione del Veneto, <strong>se vorr\u00e0<\/strong>, pu\u00f2 organizzare\u00a0 per il cittadino la giustizia di pace, quella quotidiana\u00a0 recuperando l\u2019arretrato in materia civile e penale. Fatti non parole, come la riforma della magistratura penale varata dal Governo Meloni che non serve a niente.<\/p>\n<p>Invece di <strong>cianciare<\/strong> sulla divisione delle carriere dei giudici, quelli penali i Pubblici Ministeri, dai loro colleghi detti per brevit\u00e0 \u201cgiudici\u201d, cos\u00ec come prevede la riforma della magistratura penale varata dal Governo Meloni a colpi di maggioranza ed in onore di un defunto \u00e8 opportuno dedicarsi ad un servizio utile per la giustizia \u201cquotidiana\u201d che assilla milioni e milioni di persone, cittadini comuni. Il destra-centro al Governo vuole un nuovo assetto di stampo \u201cideologico\u201d invece che preoccuparsi della giustizia di \u201cprossimit\u00e0\u201d garantendo organici completi\u00a0 e con giudici effettivi in servizio.<\/p>\n<p>La riforma voluta dal Governo Meloni mira a modificare la Costituzione per separare i destini di <strong>chi accusa (PM<\/strong>) e <strong>di chi giudica<\/strong>. Due CSM, Consiglio Superiore della Magistratura,\u00a0 in Costituzione raddoppiano i costi gi\u00e0 alti per simili organismi ed il rischio concreto \u00e8 che il CSM dei Pubblici Ministeri diventi una struttura gerarchica e isolata, pi\u00f9 facilmente influenzabile dal potere politico. Infatti, sar\u00e0 il Parlamento a dare le linee guida, indicando i criteri generali ai quali ogni Procuratore Capo dovr\u00e0 attenersi tramite il \u201cprogetto organizzativo\u201d tenendo conto delle risorse disponibili e della realt\u00e0 criminale del territorio.<\/p>\n<p>Va da s\u00e9 \u00a0che quelli dei <strong>politici e di chi conta<\/strong> saranno probabilmente non \u201cprioritari\u201d. Esempio: mentre il traffico d&#8217;influenze illecite \u00e8 stato depotenziato rendendo quasi impunibili i \u201cfaccendieri\u201d dei palazzi, e l&#8217;abuso d&#8217;ufficio \u00e8 stato cancellato (nonostante l&#8217;Europa ci chieda di punire l&#8217;<strong>abuso di funzioni<\/strong> che dovr\u00e0 essere re-introdotto pena sanzioni), la giustizia si accanir\u00e0 su reati di strada, lasciando che i crimini dei colletti bianchi scivolino verso la <strong>prescrizione<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Altra assurdit\u00e0 \u00e8 d\u2019ordine logico<\/strong>: i membri del CSM verranno estratti a sorte. Ad ognuno dei 9.124 magistrati attualmente in servizio (tra giudici e PM) sar\u00e0 abbinato un numero. Una lotteria sulla pelle del diritto, fatta mentre la pianta organica dello Stato ne prevederebbe 10.825. Mancano all&#8217;appello 1.700 magistrati, un vuoto che il Governo non riesce a colmare ma che pretende di gestire con il caso. E se quelli sorteggiati <strong>ex-post<\/strong>,\u00a0 in ipotesi la maggioranza ,\u00a0 fanno parte dello stesso orientamento dottrinario che si fa, si ripete la tombola per un posto nel CSM ? Il metodo non assicura -per niente- che tutte le <strong>\u201cscuole di pensiero\u201d<\/strong> saranno garantite e allora che si fa?<\/p>\n<p>Le correnti organizzate della magistratura non si sciolgono come neve al sole perch\u00e9 le aggregazioni <strong>invece che ex-ante avvengono ex-post<\/strong>. Il sorteggio va bene alle pesche della beneficenza del villaggio, non per il CSM di rango costituzionale. <strong><em>Il sorteggio non \u00e8 democrazia<\/em><\/strong><em>, \u00e8 abdicazione della scelta. \u00c8 la negazione della <strong>meritocrazia <\/strong>in nome di una presunta imparzialit\u00e0 che in realt\u00e0 \u00e8 solo <strong>casualit\u00e0.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong><em>All\u2019Italia non serve una riforma della giustizia \u201cideologica\u201d che separi le carriere dei giudici utile al ceto politico occorre, invece, ripristinare la \u201cgiustizia negata\u201d al cittadino\u00a0 <\/em><\/strong><\/p>\n<p>Sui tempi dei processi, il Ministro di Grazia e Giustizia ha ammesso esplicitamente che la <strong>separazione delle carriere<\/strong> <strong>non accelera<\/strong> i tempi dei procedimenti giudiziali. Per ridurre i tempi necessitano <strong>investimenti, digitalizzazione e riforme procedurali<\/strong>. Attualmente, la durata media di un processo civile fino al terzo grado, la Cassazione e \u00a0sentenza definitiva inclusa \u00e8 di 8\/10 anni; ridotti a 3\/5 anni per quello penale. \u00c8 una \u201ctassa occulta\u201d sui diritti e interessi vantati dal cittadino. Inoltre, milioni sono le cause pendenti quantificate all&#8217;inizio del 2026 in un totale stimato tra civile e penale in oltre <strong>4,5 milioni di procedimenti<\/strong> (di cui circa 2,8 milioni nel civile e 1,7 milioni nel penale. La legge Meloni-Nordio concentrata sulla magistratura penale a <strong>nulla serve<\/strong> \u00a0<strong>n\u00e9 cambia <\/strong>in qualcosa siffatta situazione.\u00a0 In alcuni passaggi in sede pubblica, il Guardasigilli ha sostenuto che la riforma ha un valore <strong>&#8220;ordinamentale e garantista<\/strong>&#8221; e che dovrebbe essere accettata anche dalle opposizioni. Decodificato sembra dire: \u201cLa facciamo noi, ma servir\u00e0 anche a voi quando sarete al governo, perch\u00e9 avrete un sistema con regole di gioco pi\u00f9 chiare e un PM influenzato dalla politica&#8221;.<\/p>\n<p>Il Ministro in carica quando annuncia concorsi per 1.300 nuovi magistrati, sa che \u00e8 un annuncio ad effetto: tra tempi di correzione e tirocinio obbligatorio, questi rinforzi difficilmente saranno operativi prima <strong>del 2027<\/strong>.\u00a0 Mentre Roma insegue il <strong>\u201csogno ideologico&#8217;<\/strong> della separazione delle carriere e dei sorteggi, la Regione del Veneto (se decider\u00e0) potr\u00e0 attivarsi con la \u201c<strong>giustizia di prossimit\u00e0<\/strong>\u201d a risolvere contenziosi importanti per la gente comune. Esemplificando decidere se una bolletta \u00e8 ingiusta o se un danno da incidente stradale va risarcito, liti condominiali e sui confini, recupero crediti per fatture emesse ma non pagate all\u2019artigiano e sinistri stradali con le assicurazioni che si begano. In concreto.\u00a0 Per i Condomini non c\u2019\u00e8 un limite di valore monetario e la competenza \u00e8 specifica. Recupero Crediti applicato ai beni mobili, fino a <strong>30.000<\/strong> \u20ac (dal 2025\/26). Tutto ci\u00f2 sta nelle prestazioni erogate dai professionisti legali svolgenti pubbliche funzioni: i giudici di pace. Fondamentale \u00e8 quindi il servizio offerto \u00a0per migliaia di PMI regionali e cittadini veneti. Oggi, se il Giudice di Pace non c&#8217;\u00e8, una fattura non pagata da 15.000 euro resta <strong>&#8220;congelata&#8221;<\/strong> per anni. <strong>Sinistri Stradali<\/strong> sono decisi fino a <strong>50.000 \u20ac<\/strong> , non poco.<\/p>\n<p><strong>Il &#8220;buco&#8221; di trent&#8217;anni, Legge Martelli datata 1991 al 2025 ottemperante il Governo Meloni<\/strong><\/p>\n<p>La Regione del Veneto (<strong>se decider\u00e0<\/strong>) potr\u00e0 migliorare il servizio statale istitutivo del <strong>\u201cGiudice<\/strong> <strong>di Pace<\/strong>\u201d previsto dalla legge Martelli nr. 374\/<strong>1991<\/strong> del VII governo Andreotti. Nata per far diventare la giustizia <strong>quotidiana rapida e leggera,<\/strong> si trasform\u00f2 subito in un sistema di precariato pubblico, basato per decenni (dato il completo disinteresse della seconda repubblica) sulla miserevole ri compensa di <strong>57 \u20ac per sentenza, <\/strong>senza contributi n\u00e9 tutele previdenziali erogati agli avvocati-cottimisti, massimo 110 sentenze in un anno.<\/p>\n<p>Nel 2025, per rispondere ai vincoli del PNRR (<strong>Milestone M1C1-72<\/strong>) e chiudere la procedura d&#8217;infrazione UE n. 2016\/4081espressa nel parere motivato della Commissione Europea del 15 luglio 2021, si \u00e8 arrivati con la Legge 51\/2025 alla stabilizzazione con stipendi fissi (circa 58.000 euro lordi annui per gli &#8216;esclusivi&#8217; e 25.000 per i legali a part-time). L&#8217;Europa ha stabilito e il Governo Meloni ha dovuto ottemperare, \u00a0che i magistrati onorari italiani sono <strong>&#8220;lavoratori europei&#8221;<\/strong> a tutti gli effetti e che l&#8217;Italia stava violando le direttive sull&#8217;orario di lavoro e sui contratti a tempo determinato, trattandoli come &#8220;volontari&#8221; senza ferie, contributi o previdenza. Contemporaneamente, la Riforma Cartabia ha scaricato su di loro responsabilit\u00e0 enormi, alzando le competenze fino ai limiti di ristoro economico anzidetti. Peccato che, nonostante i fondi europei, l&#8217;organico sia un colabrodo: dei 6.000 posti previsti, quasi 4.000 restano vacanti perch\u00e9 i bandi di concorso sono rimasti sulla carta, paralizzando di fatto la giustizia quotidiana proprio mentre le attribuzioni aumentano. Il consueto paradosso italiano: i soldi per gli stipendi ci sono, <strong>grazie al PNRR<\/strong>, i bandi per i nuovi ingressi sono lentissimi, lasciando gli uffici con meno della met\u00e0 del personale necessario.<\/p>\n<p><strong>La battaglia del Veneto: 2007-2025 pubblicit\u00e0 ingannevole in loco e apatia \u00a0a Roma <\/strong><\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel 2007, l\u2019assembla legislativa inseriva <strong>l\u2019organizzazione della Giustizia di Pace<\/strong> tra le prime <strong>13 materie<\/strong> da richiedere allo Stato. Lista colpita e affondata dal Governo Berlusconi 2008\/2011 con quattro ministri leghisti nell\u2019esecutivo. \u00a0Nel 2017post-referendum, il \u201cProgetto di Legge Statale n. 43\u201d \u00e8 approvato a Palazzo Ferro-Fini il 15 novembre 2017 con mandato al Presidente di negoziare tutte le <strong>23 materie richiedibili<\/strong>. L\u2019esito della trattativa \u00e8 noto, un fallimento ad opera di Luca Zaia, Lega, accompagnati- as usual- da FdI (AN) e FI.<\/p>\n<p>Agli atti, nelle carte adottate nelle sedi competenti ed ufficiali, rimane la richiesta di ottenere \u201c<strong>l\u2019organizzazione della Giustizia di Pace\u201d <\/strong>che nella situazione creatasi<strong> ( giudici in conto paga allo Stato), <\/strong>pu\u00f2 essere un\u2019occasione proficua e propizia affinch\u00e9 l\u2019ente \u00a0regione integri e rafforzi l\u2019organizzazione degli uffici con proprio personale amministrativo e altre risorse necessarie per il buon funzionamento della \u201cgiustizia di prossimit\u00e0\u201d. Il Veneto ha tutto l\u2019interesse a non vedere <strong>le proprie imprese e i propri cittadini<\/strong> ostaggio di tempi biblici della giustizia ordinaria che, a contrario, resa efficiente quella \u201c quotidiana\u201d la risposta potrebbe arrivare in meno di un anno (obbligo UE). Il Veneto conta \u201c22 uffici\u201d del Giudice di Pace, distribuiti nei circondari dei sette Tribunali. Molti di questi sono &#8220;uffici di frontiera&#8221; salvati solo dalla volont\u00e0 dei sindaci locali che si accollano le spese di gestione.<\/p>\n<p>Al 1\u00b0 gennaio 2026, la situazione della magistratura onoraria in Veneto \u00e8 drammatica. Nonostante la riforma degli stipendi di aprile 2025, i posti fisici restano vuoti perch\u00e9 mancano i nuovi concorsi. la Regione del Veneto (se vorr\u00e0) potr\u00e0 attivarsi per salvare le sue \u201c22 sedi\u201d, da Belluno ad Adria, da Vittorio Veneto a Bassano del Grappa. Quest&#8217;ultima, simbolo di una giustizia di prossimit\u00e0 calpestata, opera con una scopertura d&#8217;organico che sfiora il \u201c70%\u201d. Mentre i cittadini veneti hanno oltre <strong>\u201c180.000 cause pendenti\u201d<\/strong> nei cassetti dei Giudici di Pace \u2014 con tempi di attesa che superano i 1.200 giorni per una semplice fattura non pagata \u2014 Meloni-Nordio ci parlano \u00a0di sorteggi per il CSM dei Pubblici Ministeri, della serie il <strong>\u201csogno ideologico delle destre<\/strong>\u201d distante e distinto dalla \u201c<strong>bisogni veri dei cittadini<\/strong>\u201d. \u00c8 l&#8217;ora che Palazzo Ferro-Fini smetta di guardare Roma e applichi quella <strong>PdL 43 del 2017<\/strong> che giace dimenticata: riorganizzare la giustizia &#8216;quotidiana&#8217; con risorse proprie. Nell\u2019insieme l\u2019arretrato civile e penale del Paese Italia \u00e8 di 4.5 milioni di cause pendenti, tra queste 1.200mila sono quelle trattabili dai giudici di pace di cui 180.000 sono in Veneto.<\/p>\n<p>La Regione da Costituzione deve occuparsi, principalmente, di programmare, legiferare e controllare. La gestione dei propri compiti va esercitata tramite gli enti sub-regionali a partire da Province (Citt\u00e0 Metropolitana-Ve), Comuni, Comunit\u00e0 Montane, Camere di Commercio, Universit\u00e0, Aziende Sanitarie\u00a0 e di Edilizia Pubblica, Uffici statali decentrati, \u00a0anche aggregati in relazione ai servizi da rendere al cittadino seguendo il miglior rapporto costi\/benefici. Il criterio da osservare \u00e8 quello della sussidiariet\u00e0, non fare a Venezia ci\u00f2 pu\u00f2 essere fatto in uno i pi\u00f9 dei 560 comuni veneti. Si d\u00e0 il caso che l\u2019apparato burocratico regionale, incluse le partecipazioni istituzionali e societarie di ogni tipo, ammonti a circa 3.700 dipendenti. Ebbene un obiettivo da cogliere per l\u2019Amministrazione in sella \u00e8 quello di ridurre tale organico almeno di 1.500 unit\u00e0, trasferendo (dapprima con il distacco) in ciascun soggetto delegato alla gestione operativa.\u00a0 Da anni la Corte dei conti del Veneto suggerisce, <strong>inascoltata<\/strong>,\u00a0 di procedere ad una profonda\u00a0 ed incisiva ristrutturazione\u00a0 dall\u2019ingessata, lenta, burocratica \u201cmacchina regionale\u201d \u00a0sopprimendo le strutture dirigenziali replicate in esterno da enti amministrativi o societ\u00e0 a maggioranza regionale. L\u2019efficientamento della \u201cgiustizia quotidiana-i giudici di pace\u201d \u00a0\u00a0pu\u00f2 essere l\u2019incipit, l\u2019inizio, un\u2019opportunit\u00e0 da cogliere nella legislatura in essere.\u00a0 \u201cRagionateci sopra\u201d \u00a0usando un intercalare zaiano gradito a chi scrive.<\/p>\n<p>La Presidente Meloni ha dichiarato con orgoglio ad Atreju che \u201c<strong>a casa la possono mandare solo gli italiani\u201d<\/strong>. Ebbene, quegli stessi italiani che lei evoca come scudo, ora stanno prendendo in mano la penna per firmare il referendum, qui il sito da dove partire:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/firmereferendum.giustizia.it\/referendum\/open\/dettaglio-open\/5400034\">https:\/\/firmereferendum.giustizia.it\/referendum\/open\/dettaglio-open\/5400034<\/a><\/p>\n<p>Non \u00e8 una sfida personale, ma una risposta concreta: se il Governo non si occupa della giustizia che serve alla gente, sar\u00e0 la gente a \u201clicenziare\u201d le sue riforme inutili.<\/p>\n<p>10 gennaio 2026\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<strong>Enzo De Biasi<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fonti: <\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.senato.it\/leggi-e-documenti\/disegni-di-legge\/scheda-ddl?did=56845\">https:\/\/www.senato.it\/leggi-e-documenti\/disegni-di-legge\/scheda-ddl?did=56845<\/a> dossier per \u201c la \u00a0Calderoli\u201d, legge 86\/2024<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.affariregionali.it\/it\/comunicazione\/notizie\/autonomia-differenziata-accordi-preliminari-con-le-regioni-emilia-romagna-lombardia-e-veneto\/\">https:\/\/www.affariregionali.it\/it\/comunicazione\/notizie\/autonomia-differenziata-accordi-preliminari-con-le-regioni-emilia-romagna-lombardia-e-veneto\/<\/a> \u00a0pre-intese 2018<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.astrid-online.it\/dossier\/attuazione-art-116\/index.html\">https:\/\/www.astrid-online.it\/dossier\/attuazione-art-116\/index.html<\/a> pre-intese 2025<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/referendum-autonomia-lombardia-e-veneto\/notizie\/rivincita-leon-malumori-veneti-decenni-lega-rocchetta-comencini-26fa1564-b82d-11e7-aa18-cabdc275da27.shtml\">https:\/\/www.corriere.it\/referendum-autonomia-lombardia-e-veneto\/notizie\/rivincita-leon-malumori-veneti-decenni-lega-rocchetta-comencini-26fa1564-b82d-11e7-aa18-cabdc275da27.shtml<\/a> GA. Stella il giorno dopo il referendum del 2017<\/p>\n<p>Regione Veneto: alla Lega i vertici di giunta e consiglio regionale * di Enzo De Biasi<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"wMxkOukyL0\"><p><a href=\"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2025\/12\/25\/regione-veneto-alla-lega-i-vertici-di-giunta-e-consiglio-regionale-di-enzo-de-biasi\/\">Regione Veneto: alla Lega i vertici di giunta e consiglio regionale * di Enzo De Biasi<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"&#8220;Regione Veneto: alla Lega i vertici di giunta e consiglio regionale * di Enzo De Biasi&#8221; &#8212; Bellunopress - Dolomiti\" src=\"https:\/\/www.bellunopress.it\/2025\/12\/25\/regione-veneto-alla-lega-i-vertici-di-giunta-e-consiglio-regionale-di-enzo-de-biasi\/embed\/#?secret=SrGkqzCfhY#?secret=wMxkOukyL0\" data-secret=\"wMxkOukyL0\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Veneto 2018-2025: da vagone di testa a tandem scassato. Il fallimento del negoziato. Fatture e liti: la Regione salvi i Giudici di Pace. La giustizia di prossimit\u00e0 \u00e8 un diritto, non un miraggio. La legge nr. 86\/2024, rinominata dai cronisti parlamentari \u201cla Calderoli\u201d e qui chiamata \u201cbidone tossico-nocivo\u201d (zeppo di procedure e no money) \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":114469,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,26],"tags":[],"class_list":["post-166387","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-cronaca","category-prima-pagina"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Autonomia, l&#039;accordo-bidone Calderoli-Zaia: la Lega lascia a Roma 18 miliardi di euro * di Enzo De Biasi - Bellunopress - Dolomiti<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2026\/01\/10\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"fr_FR\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Autonomia, l&#039;accordo-bidone Calderoli-Zaia: la Lega lascia a Roma 18 miliardi di euro * di Enzo De Biasi - Bellunopress - Dolomiti\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Veneto 2018-2025: da vagone di testa a tandem scassato. Il fallimento del negoziato. Fatture e liti: la Regione salvi i Giudici di Pace. La giustizia di prossimit\u00e0 \u00e8 un diritto, non un miraggio. La legge nr. 86\/2024, rinominata dai cronisti parlamentari \u201cla Calderoli\u201d e qui chiamata \u201cbidone tossico-nocivo\u201d (zeppo di procedure e no money) \u00e8 [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2026\/01\/10\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Bellunopress - Dolomiti\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=100008943462799\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-01-10T21:04:53+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-01-12T19:38:28+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Regione-Veneto-Palazzo-Ferro-Fini-sede-del-Consiglio-regionale_edited.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"780\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"405\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"redazione\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@bellunopress\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@bellunopress\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"\u00c9crit par\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"redazione\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Dur\u00e9e de lecture estim\u00e9e\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"29 minutes\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2026\\\/01\\\/10\\\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2026\\\/01\\\/10\\\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"redazione\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/79bb06722b37ece1c03d3e94beb30d73\"},\"headline\":\"Autonomia, l&#8217;accordo-bidone Calderoli-Zaia: la Lega lascia a Roma 18 miliardi di euro * di Enzo De Biasi\",\"datePublished\":\"2026-01-10T21:04:53+00:00\",\"dateModified\":\"2026-01-12T19:38:28+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2026\\\/01\\\/10\\\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\\\/\"},\"wordCount\":5826,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2026\\\/01\\\/10\\\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2020\\\/05\\\/Regione-Veneto-Palazzo-Ferro-Fini-sede-del-Consiglio-regionale_edited.jpg\",\"articleSection\":[\"Cronaca\\\/Politica\",\"Prima Pagina\"],\"inLanguage\":\"fr-FR\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2026\\\/01\\\/10\\\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2026\\\/01\\\/10\\\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\\\/\",\"name\":\"Autonomia, l'accordo-bidone Calderoli-Zaia: la Lega lascia a Roma 18 miliardi di euro * di Enzo De Biasi - Bellunopress - Dolomiti\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2026\\\/01\\\/10\\\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2026\\\/01\\\/10\\\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2020\\\/05\\\/Regione-Veneto-Palazzo-Ferro-Fini-sede-del-Consiglio-regionale_edited.jpg\",\"datePublished\":\"2026-01-10T21:04:53+00:00\",\"dateModified\":\"2026-01-12T19:38:28+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2026\\\/01\\\/10\\\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"fr-FR\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2026\\\/01\\\/10\\\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"fr-FR\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2026\\\/01\\\/10\\\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2020\\\/05\\\/Regione-Veneto-Palazzo-Ferro-Fini-sede-del-Consiglio-regionale_edited.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2020\\\/05\\\/Regione-Veneto-Palazzo-Ferro-Fini-sede-del-Consiglio-regionale_edited.jpg\",\"width\":780,\"height\":405,\"caption\":\"Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/2026\\\/01\\\/10\\\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Autonomia, l&#8217;accordo-bidone Calderoli-Zaia: la Lega lascia a Roma 18 miliardi di euro * di Enzo De Biasi\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/\",\"name\":\"Bellunopress - Dolomiti\",\"description\":\"e-mail: redazione@bellunopress.it\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"fr-FR\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#organization\",\"name\":\"Bellunopress\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"fr-FR\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/05\\\/cropped-logo-bellunopress-.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/05\\\/cropped-logo-bellunopress-.jpg\",\"width\":512,\"height\":512,\"caption\":\"Bellunopress\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/profile.php?id=100008943462799\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/bellunopress\",\"https:\\\/\\\/www.linkedin.com\\\/hp\\\/?dnr=JBzUWaJfMUw8vbXJJ2tVW5-I3jZKvC4wsoxE&amp;amp;amp;amp;amp;amp;trk=nav_responsive_tab_home\",\"https:\\\/\\\/www.youtube.com\\\/channel\\\/UCxL0wu1uN0_3_7hGG0306cw\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/79bb06722b37ece1c03d3e94beb30d73\",\"name\":\"redazione\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"fr-FR\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/37d968a2e67a6fd04c169c4bdef102d0bc5d31b2546345219e348575eb80e9a0?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/37d968a2e67a6fd04c169c4bdef102d0bc5d31b2546345219e348575eb80e9a0?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/37d968a2e67a6fd04c169c4bdef102d0bc5d31b2546345219e348575eb80e9a0?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"redazione\"},\"sameAs\":[\"http:\\\/\\\/www.bellunopress.it\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/bellunopress\"],\"url\":\"https:\\\/\\\/www.bellunopress.it\\\/fr\\\/author\\\/redazione\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Autonomia, l'accordo-bidone Calderoli-Zaia: la Lega lascia a Roma 18 miliardi di euro * di Enzo De Biasi - Bellunopress - Dolomiti","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2026\/01\/10\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\/","og_locale":"fr_FR","og_type":"article","og_title":"Autonomia, l'accordo-bidone Calderoli-Zaia: la Lega lascia a Roma 18 miliardi di euro * di Enzo De Biasi - Bellunopress - Dolomiti","og_description":"Veneto 2018-2025: da vagone di testa a tandem scassato. Il fallimento del negoziato. Fatture e liti: la Regione salvi i Giudici di Pace. La giustizia di prossimit\u00e0 \u00e8 un diritto, non un miraggio. La legge nr. 86\/2024, rinominata dai cronisti parlamentari \u201cla Calderoli\u201d e qui chiamata \u201cbidone tossico-nocivo\u201d (zeppo di procedure e no money) \u00e8 [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2026\/01\/10\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\/","og_site_name":"Bellunopress - Dolomiti","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=100008943462799","article_published_time":"2026-01-10T21:04:53+00:00","article_modified_time":"2026-01-12T19:38:28+00:00","og_image":[{"width":780,"height":405,"url":"https:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Regione-Veneto-Palazzo-Ferro-Fini-sede-del-Consiglio-regionale_edited.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"redazione","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@bellunopress","twitter_site":"@bellunopress","twitter_misc":{"\u00c9crit par":"redazione","Dur\u00e9e de lecture estim\u00e9e":"29 minutes"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2026\/01\/10\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2026\/01\/10\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\/"},"author":{"name":"redazione","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#\/schema\/person\/79bb06722b37ece1c03d3e94beb30d73"},"headline":"Autonomia, l&#8217;accordo-bidone Calderoli-Zaia: la Lega lascia a Roma 18 miliardi di euro * di Enzo De Biasi","datePublished":"2026-01-10T21:04:53+00:00","dateModified":"2026-01-12T19:38:28+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2026\/01\/10\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\/"},"wordCount":5826,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2026\/01\/10\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Regione-Veneto-Palazzo-Ferro-Fini-sede-del-Consiglio-regionale_edited.jpg","articleSection":["Cronaca\/Politica","Prima Pagina"],"inLanguage":"fr-FR"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2026\/01\/10\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\/","url":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2026\/01\/10\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\/","name":"Autonomia, l'accordo-bidone Calderoli-Zaia: la Lega lascia a Roma 18 miliardi di euro * di Enzo De Biasi - Bellunopress - Dolomiti","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2026\/01\/10\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2026\/01\/10\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Regione-Veneto-Palazzo-Ferro-Fini-sede-del-Consiglio-regionale_edited.jpg","datePublished":"2026-01-10T21:04:53+00:00","dateModified":"2026-01-12T19:38:28+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2026\/01\/10\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\/#breadcrumb"},"inLanguage":"fr-FR","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.bellunopress.it\/2026\/01\/10\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"fr-FR","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2026\/01\/10\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Regione-Veneto-Palazzo-Ferro-Fini-sede-del-Consiglio-regionale_edited.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Regione-Veneto-Palazzo-Ferro-Fini-sede-del-Consiglio-regionale_edited.jpg","width":780,"height":405,"caption":"Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/2026\/01\/10\/autonomia-laccordo-bidone-calderoli-zaia-la-lega-lascia-a-roma-18-miliardi-di-euro-di-enzo-de-biasi\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.bellunopress.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Autonomia, l&#8217;accordo-bidone Calderoli-Zaia: la Lega lascia a Roma 18 miliardi di euro * di Enzo De Biasi"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#website","url":"https:\/\/www.bellunopress.it\/","name":"Bellunopress - Dolomiti","description":"e-mail: redazione@bellunopress.it","publisher":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.bellunopress.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"fr-FR"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#organization","name":"Bellunopress","url":"https:\/\/www.bellunopress.it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"fr-FR","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/cropped-logo-bellunopress-.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/cropped-logo-bellunopress-.jpg","width":512,"height":512,"caption":"Bellunopress"},"image":{"@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=100008943462799","https:\/\/x.com\/bellunopress","https:\/\/www.linkedin.com\/hp\/?dnr=JBzUWaJfMUw8vbXJJ2tVW5-I3jZKvC4wsoxE&amp;amp;amp;amp;amp;amp;trk=nav_responsive_tab_home","https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCxL0wu1uN0_3_7hGG0306cw"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.bellunopress.it\/#\/schema\/person\/79bb06722b37ece1c03d3e94beb30d73","name":"r\u00e9daction","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"fr-FR","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/37d968a2e67a6fd04c169c4bdef102d0bc5d31b2546345219e348575eb80e9a0?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/37d968a2e67a6fd04c169c4bdef102d0bc5d31b2546345219e348575eb80e9a0?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/37d968a2e67a6fd04c169c4bdef102d0bc5d31b2546345219e348575eb80e9a0?s=96&d=mm&r=g","caption":"redazione"},"sameAs":["http:\/\/www.bellunopress.it","https:\/\/x.com\/bellunopress"],"url":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/author\/redazione\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/166387","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=166387"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/166387\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":166433,"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/166387\/revisions\/166433"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/media\/114469"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=166387"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=166387"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=166387"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}