{"id":161222,"date":"2025-06-24T13:56:33","date_gmt":"2025-06-24T11:56:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bellunopress.it\/?p=161222"},"modified":"2025-06-24T14:06:02","modified_gmt":"2025-06-24T12:06:02","slug":"premio-pelmo-doro-27ma-edizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2025\/06\/24\/premio-pelmo-doro-27ma-edizione\/","title":{"rendered":"Premio Pelmo d&#8217;Oro 27ma edizione. I premiati, L&#8217;Albo d&#8217;Oro. Eventi collaterali. Calalzo di Cadore"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-161223\" src=\"https:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Premio-Pelmo-dOro.jpg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"275\" \/>Sar\u00e0 Calalzo di Cadore a ospitare la 27^ edizione del Premio Pelmo d\u2019Oro.<br \/>\nL\u2019appuntamento con l\u2019attesa cerimonia \u00e8 per sabato 26 luglio 2025 alle ore 10,15 in Loc. San Giovanni.<\/p>\n<p>La giuria del Premio Pelmo d\u2019Oro 2025, composta dai rappresentanti della Casa Comune, dal Presidente della Provincia di Belluno e dal Presidente del Consorzio BIM Piave ha deciso di assegnare il riconoscimento a:<\/p>\n<p>Diego Dellai per l\u2019Alpinismo in attivit\u00e0<\/p>\n<p>Alpinista di talento su roccia e su ghiaccio, capace, fra l\u2019altro, di scrivere due importanti pagine di storia alpinistica sulla parete nord dell\u2019Agner senza venir meno ai valori pi\u00f9 nobili dell&#8217;alpinismo tradizionale.<\/p>\n<p>Fratelli Michal e Miroslav Coubal per la Carriera alpinistica<\/p>\n<p>A cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta, seguendo la tradizione dell\u2019arrampicata acquisita in patria e sulle torri di arenaria della Boemia e della Sassonia, hanno aperto una serie di prime salite in arrampicata libera su molte pareti delle Dolomiti e delle Alpi. Itinerari severi e difficili e, all\u2019epoca, davvero avveniristici per le difficolt\u00e0 affrontate che, ancor oggi, sono poco ripetuti e rimasti misteriosi; alcuni di essi sono tutt\u2019oggi banco di prova per i pi\u00f9 forti alpinisti attuali.<\/p>\n<p>Giorgio Fontanive per la Cultura alpina<\/p>\n<p>Ha condensato il suo impegno particolarmente sulle Dolomiti agordine e lo ha concretizzato in un lavoro puntuale e coinvolgente di valorizzazione alpinistica, storica, antropica e scientifica del territorio.<br \/>\nAutore appassionato e appassionante, ha saputo raccontare e divulgare l\u2019anima pi\u00f9 autentica dei monti di Agordo riuscendo, nei suoi scritti, a dipingerne l\u2019intima essenza attraverso quella discrezione e quell\u2019umilt\u00e0 che sono il tratto distintivo peculiare della gente che li abita.<\/p>\n<p>Riccarda de Eccher il Premio Speciale Dolomiti UNESCO<\/p>\n<p>Ha scalato le cime delle montagne con spirito esplorativo e attraverso il linguaggio artistico continua a cercare e a rappresentare la forza delle rocce, la delicatezza e i contrasti cromatici dei paesaggi che rendono uniche le Dolomiti, comunicando in questo modo gli Eccezionali Valori Universali che ne hanno motivato l\u2019iscrizione nell\u2019Elenco del Patrimonio Mondiale; alla ricerca estetica accompagna lo sforzo etico di un costante richiamo all\u2019importanza della conservazione dell\u2019ambiente montano.<\/p>\n<p>Alfio De Sandre il Premio Speciale \u201cGiuliano De Marchi<\/p>\n<p>La sua vita, dedicata alla cura, prevenzione e percorso di consapevolezza delle dipendenze nelle comunit\u00e0 bellunesi, \u00e8 interpretazione esemplare dei valori di solidariet\u00e0, prossimit\u00e0 e umanit\u00e0 che il Premio Giuliano De Marchi intende onorare. Con il suo approccio innovativo e profondamente umano ha saputo creare una rete di sostegno estesa, con percorsi di salute, formazione e ascolto. La sua instancabile dedizione lo rende testimone autentico di quei valori universali che le terre alte custodiscono.<\/p>\n<p>Francesco Chiamulera il Premio Speciale Pelmo d\u2019Oro<\/p>\n<p>Per aver valorizzato la montagna come luogo di dialogo e di pensiero, pura incarnazione di bellezza.<br \/>\nAttraverso la rassegna \u201cUna montagna di libri\u201d ha promosso, con un respiro internazionale, l\u2019identit\u00e0 delle Dolomiti bellunesi, facendone un luogo di incontro cosmopolita; con \u201cAccadde a Cortina\u201d ha ideato il primo museo diffuso della letteratura delle Dolomiti.<br \/>\nEccellente esempio, per le giovani generazioni e non solo, di come le radici locali, irrobustendosi, possono incontrare il mondo senza mai dimenticare le storie e i volti di chi abita i monti.<\/p>\n<p>La cerimonia del Premio si aprir\u00e0 con il simbolico passaggio di consegne tra il Comune di Pedavena, che ne ospit\u00f2 la precedente edizione, e il Comune di Calalzo di Cadore; e proseguir\u00e0, quindi, con la consegna dei premi 2025.<br \/>\nA rendere speciale questa 27^ edizione contribuir\u00e0 l\u2019Esercito Italiano, Fanfara della Brigata Alpina &#8220;Julia&#8221; e \u201cLa Sorgente &#8211; centro di formazione musicale\u201d.<\/p>\n<p>Oltre alla consueta scultura del Monte Pelmo, opera del maestro Gianni Pezzei, vi saranno due opere realizzate dall\u2019artista Michela Ianese.<\/p>\n<p>La manifestazione, in collaborazione con la Fondazione Dolomiti UNESCO, gode del patrocinio della Regione del Veneto, dell\u2019Unione Montana Centro Cadore, della Magnifica Comunit\u00e0 di Cadore e del Museo dell\u2019Occhiale di Pieve di Cadore.<\/p>\n<p>Fondamentale per l\u2019organizzazione e per il sostegno economico la \u201cCasa Comune\u201d composta da CAI-CNSAS-GUIDE ALPINE, il Consorzio BIM Piave nonch\u00e9 la sponsorizzazione di Grafiche Antiga di Crocetta del Montello.<\/p>\n<p>Collaborano alla giornata del Pelmo d\u2019Oro numerose associazioni e volontari locali tra cui, sponsor dell\u2019evento, Demenego Occhiali, K\u00e0dor, Carrozzeria Tormen e, collaboratori, ADA Cadore, Associazione Calantina, Associazione Pesca Calalzo, CAI Sezione di Calalzo, Gruppo Alpini Calalzo di Cadore, Gruppo Natura e Sport, Parrocchia di San Biagio, Pro Loco di Calalzo, Vigili del Fuoco Volontari Calalzo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>IL PREMIO PELMO D\u2019ORO<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019istituzione del Premio annuale itinerante denominato \u201cPelmo d\u2019Oro\u201d \u00e8 stata decisa dal Consiglio provinciale di Belluno contestualmente all\u2019approvazione del bilancio di previsione 1998. Il 12 maggio 1998, la Giunta ha stabilito i criteri di valutazione e ha costituito la prima commissione giudicatrice: presidente l\u2019assessore provinciale al Turismo Massimiliano Pachner delegato dal Presidente della Provincia Oscar De Bona, componenti l\u2019alpinista Agostino Da Polenza, la guida alpina Gianni Pais Becher, l\u2019accademico del CAI Italo Zandonella Callegher, l\u2019allora presidente generale del CAI Roberto De Martin, la guida alpina Soro Dorotei.<\/p>\n<p>Componenti della Giuria della XXVII edizione del Premio \u201cPelmo d\u2019Oro\u201d sono:<br \/>\nRoberto Padrin | Presidente della Provincia di Belluno;<br \/>\nStefano Santomaso | Club Alpino Accademico Italiano;<br \/>\nFederico Bressan | Club Alpino Italiano<br \/>\nGiorgio Brotto | Club Alpino Italiano<br \/>\nGianpaolo Sani | CNSAS e guida alpina<br \/>\nRoberto Bressan| Guide Alpine del Veneto<br \/>\nMarco Staunovo Polacco | Presidente del Consorzio BimPiave di Belluno<\/p>\n<p>Finalit\u00e0<br \/>\nLa Provincia di Belluno istituisce il Premio \u201cPELMO D\u2019ORO\u201d finalizzato al riconoscimento dei particolari meriti acquisiti da persone fisiche, enti pubblici e privati da associazioni e sodalizi nell\u2019ambito dell\u2019alpinismo e della solidariet\u00e0 alpina, della tutela e valorizzazione dell\u2019ambiente e delle risorse montane, della conoscenza e promozione della cultura, della storia, e delle tradizioni delle comunit\u00e0 delle Dolomiti Bellunesi. \u00c8 aperto, quindi, a tutte le espressioni di approccio e confronto con la montagna, in particolare a tutte le forme e ai modi di divulgazione dei valori di un patrimonio unico al mondo quali sono le Dolomiti Bellunesi.<\/p>\n<p>Tre, secondo regolamento, gli ambiti di giudizio della commissione giudicatrice:<br \/>\nSezione alpinismo in attivit\u00e0 \u2013 Il Premio viene conferito ad alpinisti o gruppi di alpinisti, sia italiani che stranieri, che abbiano svolto una significativa attivit\u00e0 nelle Dolomiti Bellunesi nel campo dell\u2019alpinismo classico, dell\u2019alpinismo moderno o nell\u2019arrampicata sportiva, contribuendo alla scoperta, conoscenza e valorizzazione delle Dolomiti Bellunesi o compiendo imprese di eccezionale rilievo.<br \/>\nSezione alla carriera alpinistica \u2013 Il Premio viene conferito ad alpinisti, gruppi di alpinisti o istituzioni, italiani o stranieri, che nel corso della loro carriera abbiano dato lustro alle Dolomiti Bellunesi ed alla provincia di Belluno anche realizzando imprese di carattere internazionale.<br \/>\nSezione cultura alpina \u2013 Il premio viene conferito a persone, enti pubblici o privati associazioni e sodalizi che con le loro opere scientifiche, artistiche o letterarie abbiano contribuito in modo significativo alla conoscenza, valorizzazione e divulgazione delle Dolomiti bellunesi e del patrimonio naturalistico ed ambientale della provincia di Belluno.<br \/>\nPremio Speciale della Provincia<br \/>\nIl premio viene attribuito a persone fisiche, anche non pi\u00f9 in vita, associazioni, enti pubblici e privati, per eccezionali meriti acquisiti nell\u2019ambito delle finalit\u00e0 istitutive del premio, mediante il<br \/>\nconferimento annuale del \u201cPREMIO SPECIALE PELMO D\u2019ORO\u201d.<br \/>\nDal 2017 la Provincia di Belluno assegna uno speciale riconoscimento annuale su tematiche specifiche, come veicolo di divulgazione del riconoscimento UNESCO per promozione culturale, turistica, importanza geologica, paesaggistica, naturalistica e di qualit\u00e0 ambientale del territorio dolomitico, mediante il conferimento di un Premio Speciale dedicato alle Dolomiti UNESCO.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I PROFILI DEI VINCITORI<\/strong><\/p>\n<p>DIEGO DELLAI<br \/>\nTonezza del Cimone, 1990<\/p>\n<p>Premio Pelmo d\u2019Oro 2025 \u2013 Alpinismo in attivit\u00e0<\/p>\n<p>Alpinista di talento su roccia e su ghiaccio, capace, fra l\u2019altro, di scrivere due importanti pagine di storia alpinistica sulla parete nord dell\u2019Agner senza venir meno ai valori pi\u00f9 nobili dell&#8217;alpinismo tradizionale.<\/p>\n<p>Profilo<br \/>\nDiego Dellai nasce a Tonezza del Cimone il 14 giugno 1990. Fin dalla giovent\u00f9 frequenta le Dolomiti durante le vacanze con i genitori, ma saranno gli studi presso l\u2019Istituto Minerario di Agordo a metterlo in contatto con la storia e le pareti di alcune delle montagne pi\u00f9 importanti della sua vita alpinistica; Agner, Pale di San Lucano, Moiazza, Civetta.<br \/>\nNel 2010 entra a far parte dello storico gruppo di alpinisti, che promuove l\u2019arrampicata sulle pareti e le falesie dell\u2019alto vicentino, denominato \u201cGruppo roccia 4 Gatti\u201d. Nello stesso periodo si unisce alle file del Soccorso Alpino della Stazione di Arsiero, di Belluno dal 2022, seguendo un percorso che lo porter\u00e0 a diventare Istruttore Regionale e Tecnico di Elisoccorso presso la base di Pieve di Cadore.<br \/>\nIl 2020 \u00e8 l&#8217;anno in cui scrive a quattro mani con Marco Toldo, suo importante compagno di cordata, \u201cVal d\u2019Astico Verticale\u201d, una guida che promuove luoghi finora poco valorizzati, che a unisce relazioni tecniche importanti cenni storici. Nello stesso anno diviene Guida Alpina, facendo della propria vocazione anche una professione.<br \/>\nTra le nuove vie di rilievo per impegno tecnico, a buon diritto entrate nella storia dell\u2019alpinismo dolomitico, figurano due direttrici sull\u2019Agner, Diretta 4 gatti e Ultima Perla, l\u2019una estiva e l\u2019altra invernale. A queste vanno aggiunte, sempre di notevole impegno, cinque nuove salite nel nord dell\u2019Etiopia, Piano Beta alla Cima di Nali, Il Ghiro la pianta e mi e La vida loca in Val d\u2019Astico, Vacanze partigiane al Cimoncello, Prigionieri dei sogni in Campolongo, Uomo bianco fermati al Bost\u00e8l e Variante mughicida al M. Spitz.<br \/>\nRipetizioni di particolare rilievo: terza ripetizione del Diedro dei bellunesi allo Spiz di Lagunaz, ripetizione invernale della Via Solleder in Civetta e ripetizione del Brezno pod Velbom sul Monte Canin.<br \/>\nConcatenamenti importanti effettuati in giornata: cavalcata del Sengio Alto (Vie Daniele Scorzato, Spigolo Sold\u00e0, Mission, Alba Nueva, Cumbre, Arcobaleno, Carlesso al Baffelan, Sold\u00e0 alla Sisilla); concatenamento delle Tre Cime di Lavaredo (Comici alla Cima Grande, Cassin alla Cima Ovest, Spigolo Giallo alla Cima Piccola; concatenamento Spiz Nord d\u2019Agner, Spigolo Nord d\u2019Agner, Via Tissi alla Torre Armena.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>RIPETIZIONI DI RILIEVO IN DOLOMITI<br \/>\n\u2022 Goduria, Cima d\u2019Ambiez<br \/>\n\u2022 Pilastro girasole, Cimon della Pala<br \/>\n\u2022 Magia Nera, Mulaz<br \/>\n\u2022 Non ti fidar di me se il cuor ti manca, cima G. Costantini<br \/>\n\u2022 Sconosciuta, Cima dei Tre<br \/>\n\u2022 La Strega, Cima di Nali<br \/>\n\u2022 Via Frida, Torre del camp<br \/>\n\u2022 Via Martini, Rocchetta alta di Bosconero<br \/>\n\u2022 Spigolo Strobel, Rocchetta alta di Bosconero<br \/>\n\u2022 KCF, Rocchetta alta di Bosconero<br \/>\n\u2022 Navasa, Rocchetta alta di Bosconero<br \/>\n\u2022 Don quixotte, Marmolada<br \/>\n\u2022 Estasi, Marmolada<br \/>\n\u2022 Olimpo, Marmolada<br \/>\n\u2022 Vinatzer Messner, Marmolada<br \/>\n\u2022 Costantini Apollonio, Tofana di Rozes<br \/>\n\u2022 Philipp Flamm, Civetta<br \/>\n\u2022 W Mexico Cabrones, Civetta<br \/>\n\u2022 Via del sogno, Civetta<br \/>\n\u2022 Via dei 5 muri, Vallaccia<br \/>\n\u2022 Giallo Dream, Torre di Mezzaluna<br \/>\n\u2022 Cenerantola, Becco d\u2019Aquila<br \/>\n\u2022 Filtro Magico, Punta Frassen\u00e8<br \/>\n\u2022 Che notte quella notte, Punta Frassen\u00e8<br \/>\n\u2022 Pilastro Bee, Agn\u00e8r<br \/>\n\u2022 Via per l\u2019ultimo zar, pilastro Titan &#8211; S. Lucano<br \/>\n\u2022 Il sogno di Icaro, Prima pala di S. Lucano 1 rip.<br \/>\n\u2022 Via Collaborazione, Spiz di Lagunaz<br \/>\n\u2022 La figlia del Nagual, Terza pala di S. Lucano 1 rip.<br \/>\n\u2022 Pilastro Massarotto, Spitz di Lagunaz 1 rip.<\/p>\n<p>RIPETIZIONI ALL&#8217;ESTERO O FUORI DOLOMITI<br \/>\n\u2022 Un centinaio di vie in Val d\u2019Astico<br \/>\n\u2022 Piedi di piombo + Oceano irrazionale, Val di Mello<br \/>\n\u2022 Il risveglio di Kundalini + Luna Nascente, Val di Mello<br \/>\n\u2022 Polimag\u00f2, Val di Mello<br \/>\n\u2022 Diedro degli Inglesi, Pizzo Badile<br \/>\n\u2022 Metal Hurlant, Grimsel Svizzera<br \/>\n\u2022 Il giardino con lo stagno, Soglio d\u2019Uderle<br \/>\n\u2022 Il cavernicolo volante, Soglio d\u2019Uderle<br \/>\n\u2022 Sogno rosso, Pasubio<br \/>\n\u2022 Gran Diedro, Tognazza<br \/>\n\u2022 Ceremagica, Cima Ceremana<\/p>\n<p>PUBBLICAZIONI E ARTICOLI<br \/>\n\u201cDIRETTA 4 GATTI\u201d, una nuova via sulla parete nord est del Monte Agn\u00e8r\u2026<br \/>\n\u2013Planetmountain.it<br \/>\n\u2013Intervista di Martina Guglielmi dopo l\u2019assegnazione del premio Silla-Ghedina.<br \/>\n\u201cCavalcata 3 Cime di Lavaredo\u201d<br \/>\n\u2013Planetmountain.it<br \/>\n\u201cTrilogia d\u2019Agn\u00e8r\u201d 3 celebri vie in giornata.<br \/>\n\u2013Planetmountain.it<br \/>\n\u201cSolleder-Lettenbauer in inverno\u201d<br \/>\n\u2013Planetmountain.it<br \/>\n\u201cDiedro dei Bellunesi\u201d, terza ripetizione di una via mitica.<br \/>\n\u2013Sherpa-gate.com<br \/>\n\u201cBrezno pod Velbom\u201d la cascata di ghiaccio pi\u00f9 profonda\u2026<br \/>\n\u2013Planetmountain.it<br \/>\nArticoli sulla Rivista Nazionale del Cai.<br \/>\nVal d&#8217;Astico verticale. Arrampicate scelte classiche e moderne (Idea Montagna -2020).<br \/>\nFRATELLI MIROSLAV E MICHAL COUBAL<br \/>\nPraga, 1958 e 1961<\/p>\n<p>Premio Pelmo d\u2019Oro 2025 \u2013 Carriera alpinistica<\/p>\n<p>A cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta, seguendo la tradizione dell\u2019arrampicata acquisita in patria e sulle torri di arenaria della Boemia e della Sassonia, hanno aperto una serie di prime salite in arrampicata libera su molte pareti delle Dolomiti e delle Alpi. Itinerari severi e difficili e, all\u2019epoca, davvero avveniristici per le difficolt\u00e0 affrontate che, ancor oggi, sono poco ripetuti e rimasti misteriosi; alcuni di essi sono tutt\u2019oggi banco di prova per i pi\u00f9 forti alpinisti attuali.<\/p>\n<p>Profilo<\/p>\n<p>Miroslav (classe 1958) e Michal Coubal (classe 1961) sono due fratelli cecoslovacchi che intorno agli anni Ottanta e Novanta hanno arrampicato insieme formando una cordata fissa ed affiatata.<br \/>\nIniziano insieme l\u2019attivit\u00e0 sportiva praticando l\u2019attivit\u00e0 speleologica. Dopo diversi anni di attivit\u00e0 in grotta dove apprendono le fondamentali tecniche di corda approdano al mondo dell\u2019arrampicata su roccia anche perch\u00e9 affascinati dalla letteratura alpinistica. Prima della caduta del muro di Berlino agli alpinisti che erano fuori della logica delle spedizioni nazionali promosse dall\u2019allora Governo cecoslovacco era vietato l\u2019espatrio nei paesi occidentali. Non rimaneva quindi che restare all\u2019interno dei confini nazionali oppure muoversi all\u2019interno del blocco dei paesi dell\u2019est.<br \/>\nIl gruppo montuoso degli Alti Tatra e le Torri di arenaria della Boemia e della Sassonia in Germania diventano quindi i loro luoghi privilegiati, dove quasi ogni fine settimana si recano per arrampicare. Le pareti presenti in questa zona non sono certamente paragonabili come dimensioni alle montagne delle Alpi, ma l\u2019arrampicata che vi viene praticata non si pu\u00f2 certo definire sportiva: seguendo una severa etica di salvaguardia delle rocce, le ascensioni sono effettuate esclusivamente in libera e dal \u201cbasso\u201d, gli ancoraggi presenti sono spesso distanti l\u2019uno dall\u2019altro e vige il divieto di usare la magnesite per evitare l\u2019usura degli appigli.<br \/>\nRiescono in questi primi anni di attivit\u00e0 ad aprire itinerari in libera con un livello all\u2019epoca davvero molto severo (grado Xb sassone, odierno IX\u00b0 grado UIAA).<br \/>\nSolo nel 1983 riescono ad intraprendere un viaggio \u201cclandestino\u201d all\u2019estero visitando per la prima volta le Dolomiti e in particolare le Tre Cime di Lavaredo e rimanendo incantati dalla bellezza del paesaggio, delle montagne e dalle straordinarie qualit\u00e0 e variet\u00e0 delle salite di arrampicata presenti.<br \/>\nAnche la grandiosit\u00e0 della Valle di San Lucano in Agordino affascina i due fratelli Coubal dove ritorneranno per aprire due grandiosi e selvaggi itinerari.<br \/>\nDopo il cambiamento della situazione politica in Europa i viaggi nelle Dolomiti e sulle Alpi diventano pi\u00f9 frequenti. Molto rilevanti anche le salite effettuate nelle Alpi Bernesi in Svizzera: sulla tremenda parete dell\u2019Eiger, sulla Jungfrau e sulla grandiosa parete dello Scheideggwetterhorn.<br \/>\nLo stile di apertura dei due fratelli Coubal \u00e8 piuttosto minimalista, ponendo particolare attenzione alla salvaguardia delle pareti e al rispetto della tradizione alpinistica locale. Purtroppo in tempi recenti alcune salite moderne, con poco garbo, si sono sovrapposte a tratti delle loro vie modificando l\u2019impegno complessivo degli itinerari originali.<br \/>\nIntorno agli anni Novanta Miroslav si \u00e8 lentamente allontanato dal mondo dell\u2019arrampicata, privilegiando altri aspetti della propria vita, mentre il fratello Michal continua il suo alpinismo principalmente assieme alla figlia Anna.<\/p>\n<p>Le Maggiori realizzazioni di Michal e Miroslav Coubal<\/p>\n<p>1988<br \/>\nAlpi Bernesi &#8211; Eiger parete nord &#8211; Via Angelo Giallo &#8211; 7\u00b0+\/8\u00b0- 1500m ( 41 lunghezze di corda)<br \/>\nDolomiti &#8211; Cima Grande di Lavaredo &#8211; Alpenrose \u2013 9\u00b0- 600m<br \/>\nDolomiti &#8211; Lastia di Gardes &#8211; Via Del\u00b4Acqua \u2013 7\u00b0+ &#8211; 65om<\/p>\n<p>1989<br \/>\nDolomiti &#8211; Cima Grande di Lavaredo &#8211; Via in ricordo di Claudio Barbier \u2013 9\u00b0- 600m<br \/>\nAlpi Bernesi &#8211; Scheideggwetterhorn &#8211; Trikol\u00f3ra \u2013 8\u00b0+ &#8211; ( 55 lunghezze di corda)<\/p>\n<p>1990<br \/>\nDolomiti &#8211; Monte Agner &#8211; La Storia Infinita \u2013 8\u00b0- 1200m (41 lungnezze di corda)<br \/>\nAlpi Bernesi &#8211; Jungfrau &#8211; Shakleton\u2019s land &#8211; 7\u00b0<br \/>\nNepal &#8211; Himalaya &#8211; Khumbu &#8211; Lobuje Peak East ( 6119m) &#8211; Ave Maria \u2013 8\u00b0- 1000m<\/p>\n<p>1991<br \/>\nAlpi Bernesi &#8211; Scheideggwetterhorn &#8211; Durch Die Direkte Nordwand &#8211; 8\u00b0\/8\u00b0+ &#8211; 69 lunghezze di corda 5 giorni<\/p>\n<p>1994<br \/>\nDolomiti &#8211; Tofana di Rozes &#8211; La Candela \u2013 8\u00b0\/8\u00b0+ &#8211; 800m<\/p>\n<p>GIORGIO FONTANIVE<br \/>\nMasar\u00e8 di Rocca Pietore (BL), 1953<\/p>\n<p>Premio Pelmo d\u2019Oro 2025 &#8211; Cultura alpina<\/p>\n<p>Ha condensato il suo impegno particolarmente sulle Dolomiti agordine e lo ha concretizzato in un lavoro puntuale e coinvolgente di valorizzazione alpinistica, storica, antropica e scientifica del territorio.<br \/>\nAutore appassionato e appassionante, ha saputo raccontare e divulgare l\u2019anima pi\u00f9 autentica dei monti di Agordo riuscendo, nei suoi scritti, a dipingerne l\u2019intima essenza attraverso quella discrezione e quell\u2019umilt\u00e0 che sono il tratto distintivo peculiare della gente che li abita.<\/p>\n<p>Profilo<br \/>\nPerito minerario e giornalista, uomo di grande disponibilit\u00e0 e di raffinata cultura, Giorgio Fontanive nasce a Masar\u00e8 di Rocca Pietore il 3 luglio 1953.<br \/>\nDiplomatosi Tecnico Minerario all\u2019Istituto \u201cFollador\u201d di Agordo nel 1972, svolge la sua attivit\u00e0 lavorativa nel settore geologico della ricerca idrocarburi in Europa, Medio Oriente, Nord Africa, intraprendendo percorsi esplorativi anche di assoluta valenza, come nel caso del ritrovamento del livello d\u2019estinzione dei dinosauri; per oltre vent\u2019anni, dal 1995 fino al 2017, \u00e8 stato iscritto all\u2019Ordine dei Giornalisti del Veneto.<br \/>\nNel contempo, ed in special modo dalla fine degli anni \u201980, si dedica con passione e metodo al capillare approfondimento della conoscenza del territorio agordino.<br \/>\nNascono cos\u00ec tutta una serie di libri di alto pregio e di estratti a carattere storico-geografico, molti articoli sui quotidiani della provincia di Belluno e sul settimanale \u201cL\u2019Amico del Popolo\u201d, un centinaio di articoli monografici apparsi -anche in attualit\u00e0, nei pi\u00f9 recenti numeri- sulle prestigiose riviste \u201cLe Dolomiti Bellunesi\u201d, \u201cLe Alpi Venete\u201d, \u201cDolomiti\u201d, \u201cAquile in Guerra\u201d, sul mensile tedesco \u201cBerge\u201d e, non ultimi, sui periodici nazionali del Club Alpino Italiano, unitamente a varie collaborazioni con testate locali come \u201cEchi di Agordo\u201d e \u201cComunit\u00e0\u201d di Taibon, con argomenti storici, alpinistici e di attualit\u00e0.<br \/>\nDella rivista \u201cLe Dolomiti Bellunesi\u201d \u00e8 membro del comitato di redazione dal 1989 al 2000 e, poi, dal 2011 all\u2019attualit\u00e0.<br \/>\nIscritto al Club Alpino Italiano dal 1974, ha ricoperto la carica di Presidente della Sezione Agordina dal 2000 al 2006, organizzando vari incontri e manifestazioni promozionali tra cui l\u2019Adunanza Annuale per oltre un ventennio, anche come coordinatore del relativo prezioso libretto; consigliere regionale del CAI Veneto dal 2007 al 2014, membro della Fondazione \u201cAntonio Berti\u201d, cofondatore del nuovo corso dell\u2019\u201cArchivio Storico di Belluno Feltre e Cadore\u201d.<br \/>\nCome ama ripetere, ha praticato l\u2019arrampicata senza eccedere, preferendo la ripetizione di itinerari classici \u201cdi casa\u201d ma anche frequentando luoghi remoti a scopo esplorativo e raggiungendo mete misconosciute minori che ha salito identificandole con nuova toponomastica: ad esempio la Torre Taibon nei Cantoni di Pelsa in Civetta, il Gendarme della Pegol\u00e8ra sui Monti del Sole, il Campanile dei Baranci nei pressi del Sas di San Martin nel canale di Agordo.<br \/>\nAttivo anche in attualit\u00e0, continua la sua opera a favore della cultura alpina con ricerche, indagini, ulteriori approfondimenti, attingendo alle vicende storico-scientifiche dell\u2019Agordino, che definisce appassionanti spesso come un romanzo.<br \/>\nFra le opere principali: L\u2019ultimo Menad\u00e0s, 1988 (racconti); la guida Civetta Moiazza, 1989; Taibon, paese di agricoltori e malgari (assieme a Luigi Cadorin), 1990; Escursioni nella Conca Agordina, 1992; La Formazione del Lago di Alleghe, 1993 e 2021 in occasione del 250\u00b0 dell\u2019evento; Escursioni nell\u2019Alto Agordino, 1994; La Muda-Pont Alt, 1996; L\u2019Agordino e le sue Dolomiti, 2001\/2005; La Frana di Pra e Lagun\u00e0z, 2008; Ciesamata, 2011; Il lago di Listolade, 2013; Agordo e la Conca Agordina, 2015 e Alto Agordino, 2017 (ambedue guide turistiche); Dal Pont dei Cast\u00e8i al Sass de le Carbon\u00e8re, 2021; La viabilit\u00e0 tra la Gola dei Cast\u00e8i e Agordo, 2024.<br \/>\nHa suggerito e curato per conto della Sezione Agordina del CAI, in occasione del 150\u00b0 della sua fondazione (1868-2018), la ristampa del raro e prezioso volume Rapida escursione alpina nel Bellunese, (da Treviso, Feltre, Belluno, Agordino, Zoldo, Cadore) edita dalla stessa sezione nel 1888, qui arricchita con la comparazione attuale delle storiche immagini di allora del celebre fotografo G.B. Unterveger; l\u2019opera ha ottenuto il premio Fondazione Berti 2018.<\/p>\n<p>Attivit\u00e0 alpinistica<br \/>\nSono degne di nota le seguenti ascensioni:<br \/>\n\u2022 Campanile dei Baranci (Pizz\u00f3n, caduto con la frana del 17 febbraio 2022): 29.7.1976: diedro ovest con Renato Pietrogiovanna (diff. fino al V+);<br \/>\n\u2022 Torre dei Cast\u00e8i (Pizz\u00f3n, oggi a margine della frana del 17.2.2022): con Virgilio Rudatis (diff. fino al IV+);<br \/>\n\u2022 Cima di Col Re\u00e0n (Civetta): 19.6.1976; spigolo nord con Virgilio Rudatis (diff. fino al IV+);<br \/>\n\u2022 Cima di Col Re\u00e0n (Civetta): 7.8.1976; anticima nord con Fulvio Franceschini (diff. fino al V);<br \/>\n\u2022 Cima di Col Re\u00e0n (Civetta): 10.10.1976; spallone sud con Virgilio Rudatis (diff. fino al V+);<br \/>\n\u2022 Cima di Col Re\u00e0n (Civetta): 19.6.1979; spigolo delle Terre Rosse con Virgilio Rudatis (diff. fino al IV+);<br \/>\n\u2022 Crepe Sotto Pioda (Civetta): 3.7.1977; parete nord con Olindo De Biasio (diff. fino al V+);<br \/>\n\u2022 Livinal de l\u2019Acqua (Agn\u00e8r): 19.8.1984; risalita del vallone fino al Bur\u00e8l con Gianni Decima (diff. fino al IV);<br \/>\n\u2022 Torre Taibon (Civetta; nuovo toponimo proposto): 5.7.1987; spigolone sud con Fulvio Scussel, Tullio Garavana, Gianni Decima (diff. fino al IV);<br \/>\n\u2022 Gendarme della Pegol\u00e8ra (Pizz\u00f3n, nuovo toponimo proposto): 17.10.1987: paretina nord con Fulvio Scussel (diff. fino al V+ A0);<br \/>\n\u2022 Cima Val del Mus (Feruch\/Monti del Sole): 18.8.1990, spigolo sud-est, solo (14 ore di pura avventura, diff. fino al III);<br \/>\n\u2022 Cima Moiazza Nord dai Van\u00e9t (solo, diff. fino al III);<br \/>\n\u2022 Forcella Moiazza da Nord, con Felice Strappazzon (collegamento Agordino-Val di Zoldo; diff. fino al III);<br \/>\n\u2022 Cima dei Fav\u00e9i da nord (Pizz\u00f3n), solo (diff. fino al II);<br \/>\n\u2022 decine di ripetizioni su vie classiche; la pi\u00f9 impegnativa: la via \u201cLivanos\u201d sulla ovest della Torre Venezia, Civetta.<\/p>\n<p>ALFIO DE SANDRE<br \/>\nSan Vito di Cadore, 1954<\/p>\n<p>Premio Pelmo d\u2019Oro 2025 \u2013 Premio speciale Giuliano De Marchi<\/p>\n<p>La sua vita, dedicata alla cura, prevenzione e percorso di consapevolezza delle dipendenze nelle comunit\u00e0 bellunesi, \u00e8 interpretazione esemplare dei valori di solidariet\u00e0, prossimit\u00e0 e umanit\u00e0 che il Premio Giuliano De Marchi intende onorare. Con il suo approccio innovativo e profondamente umano ha saputo creare una rete di sostegno estesa, con percorsi di salute, formazione e ascolto. La sua instancabile dedizione lo rende testimone autentico di quei valori universali che le terre alte custodiscono.<\/p>\n<p>Profilo<br \/>\nIl dottor Alfio De Sandre \u00e8 una figura di riferimento a livello nazionale nel campo dell\u2019alcologia, da sempre impegnato in prima linea nella cura, nella prevenzione e nel contrasto alle dipendenze da alcol, con un approccio basato su scienza, ascolto e vicinanza umana.<br \/>\nNelle Dolomiti bellunesi ha fondato e diretto per decenni il Centro di Alcologia di Auronzo di Cadore, trasformandolo in un punto di riferimento per l\u2019intero territorio e non solo. Sotto la sua guida, il centro ha costruito nel tempo una rete di supporto territoriale, coinvolgendo famiglie, scuole, amministrazioni comunali e operatori sanitari, offrendo una risposta concreta a un fenomeno tanto diffuso quanto spesso silenzioso.<br \/>\nIl modello De Sandre ha messo al centro la persona nella sua interezza, trattando la dipendenza come una malattia che va compresa nel contesto familiare e sociale, superando il solo trattamento farmacologico. Grazie al suo impegno e alla sua visione, il centro \u00e8 diventato un laboratorio di umanit\u00e0, formazione e prevenzione.<br \/>\nAnche dopo la chiusura del centro nel 2015 per mancanza di personale medico, il dottor De Sandre ha continuato a operare sul territorio in modo volontario, recandosi nei paesi del Cadore e della Valbelluna per sostenere chi aveva bisogno. Come da lui affermato: \u00abNoi siamo fermi, ma l\u2019alcol lavora\u00bb, a sottolineare la necessit\u00e0 di non abbassare mai la guardia rispetto a un fenomeno che continua a colpire, in particolare le fasce pi\u00f9 fragili.<br \/>\nOggi, pur essendo in pensione, ha scelto di rimettersi al servizio della comunit\u00e0: con la recente riapertura del Centro di Alcologia di Auronzo di Cadore, il dottor De Sandre ha risposto con generosit\u00e0, tornando a collaborare attivamente con l\u2019AULSS 1 Dolomiti, mettendo ancora una volta a disposizione la sua competenza e la sua straordinaria esperienza.<br \/>\nLa sua opera ha avuto grande risonanza anche fuori dai confini provinciali e regionali, portandolo a essere invitato a convegni, seminari e momenti formativi in tutta Italia. Ha inoltre contribuito alla sensibilizzazione pubblica su questi temi, partecipando a progetti educativi, campagne informative e collaborazioni con le scuole.<br \/>\nRICCARDA DE ECCHER<br \/>\nBolzano, 1954<\/p>\n<p>Premio Pelmo d\u2019Oro 2025 \u2013 Premio speciale Dolomiti Unesco<\/p>\n<p>Ha scalato le cime delle montagne con spirito esplorativo e attraverso il linguaggio artistico continua a cercare e a rappresentare la forza delle rocce, la delicatezza e i contrasti cromatici dei paesaggi che rendono uniche le Dolomiti, comunicando in questo modo gli Eccezionali Valori Universali che ne hanno motivato l\u2019iscrizione nell\u2019Elenco del Patrimonio Mondiale; alla ricerca estetica accompagna lo sforzo etico di un costante richiamo all\u2019importanza della conservazione dell\u2019ambiente montano.<\/p>\n<p>Profilo<br \/>\nRiccarda de Eccher \u00e8 una figura che incarna l&#8217;essenza dell&#8217;esplorazione, sia fisica che artistica. Nata a Bolzano nel 1954, e cresciuta in Friuli dopo il trasferimento della famiglia trentina, ha conservato nel cuore l\u2019impronta profonda delle Dolomiti, alimentando fin da giovane un legame viscerale con la montagna.<br \/>\nLa passione per l\u2019alpinismo sbocci\u00f2 intorno ai diciotto anni, nella vivace comunit\u00e0 alpinistica triestina degli anni Settanta. Da quel momento, Riccarda affront\u00f2 alcune delle salite pi\u00f9 impegnative delle Dolomiti, spinta da una tenacia e da una dedizione che l\u2019hanno portata a misurarsi con le pareti pi\u00f9 iconiche del paesaggio dolomitico.<br \/>\nNel suo palmar\u00e8s figurano oltre ottanta salite e quattro vie nuove. Solo per citarne alcune: lo Spigolo Giallo alla Cima Piccola di Lavaredo, la Bhul alla Cima Canali, la Tissi alla Torre Trieste in cordata con Tiziana Weiss, la Andrich alla Torre Venezia. Micheluzzi e Schubert al Ciavazes, Shober Leinl al Pan Di Zucchero, via Preuss al Campanil Basso, Eisenstecken alla Roda de Vael, via Messner al Castello della Busazza, via Vinatzer al Sass de le Luesa, Via Deye Peters alla Madre dei Camosci.<br \/>\nHa partecipato anche a spedizioni extraeuropee \u2013Annapurna III nel 1977 e Everest nel 1980 \u2013 dimostrando non solo grande capacit\u00e0 tecnica ma anche spirito di avventura e adattabilit\u00e0 a contesti estremi. Tuttavia, la sua carriera alpinistica fu anche segnata da momenti di profondo dolore, con la perdita di amici e compagni di cordata, eventi che l\u2019hanno portata a prendere le distanze dalle scalate attive.<br \/>\nIn et\u00e0 matura, Riccarda ha trovato nella pittura una nuova forma per esprimere il suo amore per la montagna. Ha iniziato a realizzare acquerelli che ritraggono le vette dolomitiche con uno sguardo intimo, poetico e quasi meditativo. Con delicatezza e potenza, i suoi lavori colgono l\u2019anima della roccia, la luce sulle pareti, il silenzio delle \u201cterre alte\u201d.<br \/>\nSi dedica al tema dell\u2019intersezione tra donne e montagna da una prospettiva femminista.<br \/>\nLei stessa si definisce un\u2019esploratrice: non tanto di confini geografici, quanto di orizzonti interiori. La montagna \u00e8 per lei un tema pittorico e di vita, una palestra esistenziale e creativa, un elemento fondante della propria identit\u00e0.<br \/>\nOggi vive tra Udine e Long Island, New York, portando con s\u00e9 un ricco bagaglio di esperienze che intrecciano l\u2019alpinismo e l\u2019arte. La sua storia rappresenta un raro esempio di come una passione autentica possa evolversi, trasformarsi e continuare a nutrire lo spirito anche quando le vie cambiano.<br \/>\nFRANCESCO CHIAMULERA<br \/>\nBelluno, 1985<\/p>\n<p>Premio Pelmo d\u2019Oro 2025 \u2013 Premio speciale Provincia di Belluno<\/p>\n<p>Per aver valorizzato la montagna come luogo di dialogo e di pensiero, pura incarnazione di bellezza.<br \/>\nAttraverso la rassegna \u201cUna montagna di libri\u201d ha promosso, con un respiro internazionale, l\u2019identit\u00e0 delle Dolomiti bellunesi, facendone un luogo di incontro cosmopolita; con \u201cAccadde a Cortina\u201d ha ideato il primo museo diffuso della letteratura delle Dolomiti.<br \/>\nEccellente esempio, per le giovani generazioni e non solo, di come le radici locali, irrobustendosi, possono incontrare il mondo senza mai dimenticare le storie e i volti di chi abita i monti.<\/p>\n<p>Storico. Ma anche scrittore, giornalista, saggista, organizzatore di eventi letterari, intellettuale.<br \/>\nProfondamente innamorato della sua terra natia, della sua storia, delle sue tradizioni e della sua gente.<br \/>\nTanto da intuire che la realt\u00e0 locale non solo non \u00e8 bellezza da sciupare o da confinare nelle aride ragioni dell\u2019economia ma costituisce un autentico tesoro da tramandarsi di generazione in generazione.<br \/>\nLa \u201cgrande storia\u201d e la \u201cgrande cultura\u201d incontrano, sui monti, la storia e la cultura locale; ne deriva un autentico crogiolo a beneficio della popolazione locale, in primo luogo dei giovani.<br \/>\nFrancesco Chiamulera ne \u00e8 l\u2019interprete, il mediatore, il valorizzatore.<br \/>\nNascono cos\u00ec l\u2019associazione Una Montagna di Cultura, gli eventi Una Montagna di Libri e Una Collina di Libri, il Premio Cortina d\u2019Ampezzo, il Premio della Montagna Cortina d\u2019Ampezzo e, non ultimo, Accadde a Cortina, il primo museo diffuso della letteratura delle Dolomiti.<\/p>\n<p>Profilo<br \/>\nFrancesco Chiamulera nasce a Belluno nel 1985.<br \/>\nDi famiglia ampezzana, cresce nella Conca e compie gli studi primari e secondari a Cortina e in Cadore.<br \/>\nSi laurea con lode al corso triennale di Storia presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Padova nel 2007 e poi, sempre con lode, al corso specialistico di Storia contemporanea presso l\u2019Universit\u00e0 La Sapienza di Roma nel 2011.<br \/>\nE\u2019 poi borsista alla Boston University (Massachusetts), dove conduce ricerche e studi sulla Storia della cultura americana.<br \/>\nNel 2013 scrive il suo primo libro, \u201cCandidato Reagan\u201d (Nino Aragno Editore); nel frattempo collabora con varie testate e riviste di prestigio, quali \u201cIl Foglio Quotidiano\u201d, il \u201cCorriere della Sera\u201d, il \u201cCorriere del Veneto\u201d, \u201cVogue\u201d, con l\u2019Ansa, ed \u00e8 nella redazione di \u201cAgenda Liberale\u201d, rivista online del Centro Einaudi.<br \/>\nTorna nel 2009 a vivere sui monti, ancora studente universitario, e gi\u00e0 fonda, attraverso la sua associazione Una Montagna di Cultura &#8211; un nome che \u00e8 gi\u00e0 tutto un programma &#8211; la rassegna Una Montagna di Libri.<br \/>\nE\u2019 la festa della letteratura di Cortina d\u2019Ampezzo.<br \/>\nDa allora Una Montagna di Libri, che si articola in due edizioni all\u2019anno, estiva ed invernale, ha portato sulle Dolomiti molte centinaia di incontri con persone di spicco della cultura di tutto il mondo.<br \/>\nNel contempo, la rassegna coinvolge i giovani di Cortina e della provincia di Belluno.<br \/>\nInaspettatamente, forse; ma tanti giovani.<br \/>\nS\u00ec che Chiamulera afferma: \u201cSono iniziative, come la nostra, il cui scopo \u00e8 a favore della comunit\u00e0 intesa in senso pi\u00f9 largo, cio\u00e8 non solo di &#8220;Nosoutre&#8221;, ma di tutti quelli che amano Cortina. [\u2026] E a proposito di collaborazione, ci tengo in particolare a ricordare, tra tutti quelli che ci danno una mano, i tanti ragazzi di Cortina tra i 14 e i 18 anni che sono stati la vera sorpresa della nostra manifestazione, perch\u00e9 hanno preferito dare una mano a noi, piuttosto che cercare un lavoro stagionale, anche ben retribuito. Siamo sia italiani che ladini. Ma siamo anche veneti, europei, occidentali. Le identit\u00e0 plurali cui apparteniamo non sono in competizione, si aggiungono l\u2019una all\u2019altra\u201d.<br \/>\nE ancora: \u201cLa modesta impressione che ho avuto in questi anni \u00e8 che le persone sentano l\u2019assedio della superficialit\u00e0 e delle logiche commerciali ma che, contemporaneamente, mostrino un grande desiderio di conoscenza, anzi, oserei dire di formazione; se intitoliamo un incontro \u201cLezione\u201d viene molta pi\u00f9 gente! La gente sente che si \u00e8 cercato di fare tabula rasa della cultura e quindi \u00e8 in cerca di contenuti e di autorevolezza\u201d.<br \/>\nFrattanto l\u2019orizzonte si amplia ancora, con scrittori, filosofi, intellettuali; e nell\u2019ambito della rassegna nascono il Premio Cortina d\u2019Ampezzo ed il Premio della Montagna Cortina d\u2019Ampezzo.<br \/>\nIl primo \u00e8 attribuito all\u2019autore dell\u2019opera di narrativa italiana che la Giuria ritiene pi\u00f9 meritevole, il secondo \u00e8 assegnato ad un\u2019opera che abbia a tema la Montagna o che ad essa faccia riferimento in modo esplicito, anche nell\u2019ambientazione.<br \/>\nDa ultimo, dall\u2019ingegno di Francesco Chiamulera nasce Accadde a Cortina, il primo museo diffuso della letteratura delle Dolomiti: un itinerario fantastico di segnaletica culturale al centro delle Dolomiti patrimonio UNESCO dove si possono incontrare, scritti in ladino, italiano ed inglese, decine di cartelli collocati nei luoghi pi\u00f9 significativi, si pu\u00f2 scoprire la particolare memoria associata a ciascuno, si possono leggere le parole degli scrittori e delle scrittrici, le sceneggiature dei film, i versi dei poeti.<br \/>\nChi lo sapeva, ad esempio, che Eugenio Montale ha dedicato una magnifica poesia al Lago del Sorapiss?&#8230;che Dino Buzzati amava pi\u00f9 di tutte, tra le nostre montagne, la Croda da Lago?..che le prime a \u201cscoprire\u201d la valle d\u2019Ampezzo furono donne come Amelia Edwards ed Elizabeth Tuckett? Apprendere tutto questo nel \u201csuo\u201d luogo non \u00e8 solo cultura: \u00e8, prima ancora, emozione.<br \/>\nL\u2019autore stesso, Francesco Chiamulera, ci svela il significato profondo di tutta la sua opera, ovvero della rassegna Una Montagna di Libri, dei due premi e di questo singolare museo Accadde a Cortina: \u201cper ispirare, divertire e capire di pi\u00f9\u201d.<br \/>\nSu questo sentiero, in barba al richiamo del guadagno facile che caratterizza la montagna d\u2019elite, i giovani, di Cortina e non solo, camminano con lui.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ALBO D\u2019ORO<\/strong><\/p>\n<p>1998 (Cortina d\u2019Ampezzo)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Gruppo Scoiattoli di Cortina d\u2019Ampezzo Carriera alpinistica: Roberto Sorgato<br \/>\nCultura alpina: Camillo Berti e i suoi collaboratori<br \/>\nSegnalazioni: Armando Da Roit \u201cTama\u201d, Ettore Costantini \u201cVecio\u201d, Bepi De Francesch<br \/>\nMenzione d\u2019onore: Papa Giovanni Paolo II<\/p>\n<p>1999 (Belluno)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Maurizio Zanolla \u201cManolo\u201d Carriera alpinistica: Alziro Molin<br \/>\nCultura alpina: Fondazione Giovanni Angelini<br \/>\nPremio speciale per la solidariet\u00e0 alpina: Delegazione bellunese del Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico<\/p>\n<p>2000 (Zopp\u00e9 di Cadore)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Marco Anghileri<br \/>\nCarriera alpinistica: Cesare \u201cCeci\u201d Pollazzon e Mariano De Toni<br \/>\nCultura alpina: Olaf Beer<\/p>\n<p>2001 (Selva di Cadore \u2013 Rifugio Aquileia)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Gildo Zanderigo<br \/>\nCarriera alpinistica: Franco Miotto<br \/>\nCultura alpina: Casa editrice Nuovi Sentieri<\/p>\n<p>2002 (Alleghe &#8211; Caprile)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Mauro \u201cBubu\u201d Bole<br \/>\nCarriera alpinistica: Georges e Sonia Livanos<br \/>\nCultura alpina: rivista \u201cLe Dolomiti Bellunesi\u201d<br \/>\nPremio speciale: Reinhold Messner<\/p>\n<p>2003 (San Vito di Cadore)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Luisa Iovane e Heinz Mariacher<br \/>\nCarriera alpinistica: Ignazio Piussi<br \/>\nCultura alpina: Luca Visentini e Mario Crespan<br \/>\nMenzione speciale: Marcello Bonafede e Natalino Menegus<\/p>\n<p>2004 (San Pietro di Cadore \u2013 Val Visdende)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Gruppo Ragni di Pieve di Cadore<br \/>\nCarriera alpinistica: Gabriele Franceschini<br \/>\nCultura alpina: Vico Calabr\u00f2<br \/>\nMenzione speciale: Angelo Devich<br \/>\nMenzione speciale alla memoria: vescovo Vincenzo Savio<\/p>\n<p>2005 (Zoldo Alto \u2013 Fusine)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Giuliano De Marchi<br \/>\nCarriera alpinistica: Pierre Mazeaud<br \/>\nCultura alpina: Wolfgang Thomaseth<br \/>\nMenzione speciale: Alessandro Masucci e Pietro Sommavilla<br \/>\nPremio speciale della Giunta Provinciale: Mario Rigoni Stern<\/p>\n<p>2006 (Feltre)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Ivo Ferrari<br \/>\nCarriera alpinistica: Gruppo Rocciatori CAI Feltre<br \/>\nCultura alpina: Robert Striffler<br \/>\nMenzione speciale: Andy Holzer e Erik Weihenmayer<br \/>\nPremio speciale della Giunta Provinciale: Associazione Internazionale \u201cDino Buzzati\u201d in memoria di Nella Giannetto<\/p>\n<p>2007 (Livinallongo del Col di Lana)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Alexander e Thomas Huber<br \/>\nCarriera alpinistica: Alessandro Gogna<br \/>\nCultura alpina: Bepi De Marzi<br \/>\nPremio speciale della Giunta Provinciale: Rolly Marchi<br \/>\nMenzione speciale: gestori di rifugi alpini ed escursionistici da 50 anni<br \/>\nStella Alpina d\u2019oro: Rifugi Alpini<br \/>\nRifugio Lavaredo \u2013 Auronzo di Cadore \u2013 famiglia Corte Col\u00f2<br \/>\nRifugio Capanna Tondi \u2013 Cortina d\u2019Ampezzo \u2013 famiglia Verzi<br \/>\nRifugio Cinque Torri \u2013 Cortina d\u2019Ampezzo \u2013 famiglia Alberti<br \/>\nRifugi Croda da Lago Gianni Palmieri e Nuvolau &#8211; Cortina d\u2019Ampezzo \u2013 famiglia Siorpaes \u201cki de Sorab\u00e0nces\u201d<br \/>\nRifugio Duca d\u2019Aosta \u2013 Cortina d\u2019Ampezzo \u2013 famiglia Lancedelli<br \/>\nRifugio Pomedes \u2013 Cortina d\u2019Ampezzo \u2013 famiglia Ghedina \u201cBibi\u201d<br \/>\nRifugio Giuseppe Volpi al Mulaz \u2013 Falcade \u2013 famiglia Adami<br \/>\nRifugio Tita Barba \u2013 Pieve di Cadore \u2013 famiglia Ciotti<br \/>\nRifugio Onorio Falier \u2013 Rocca Pietore \u2013 famiglia Del Bon<br \/>\nCampanula d\u2019oro: Rifugi escursionistici<br \/>\nRemauro \u2013 Cibiana di Cadore \u2013 famiglia De Zordo Angelo Dibona \u2013 Cortina d\u2019Ampezzo \u2013 famiglia Recafina Lago d\u2019Aj\u00e0l \u2013 Cortina d\u2019Ampezzo \u2013 famiglia Dibona<br \/>\nItalo Lunelli \u2013 Comelico Superiore \u2013 famiglia Martini Barzolai Valparola \u2013 Livinallongo del Col di Lana \u2013 famiglia Trebo Pranolz \u2013 Trichiana \u2013 famiglia Magagnin<\/p>\n<p>2008 (Auronzo di Cadore)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Gigi Dal Pozzo<br \/>\nCarriera alpinistica: Armando Aste<br \/>\nCultura alpina: Lothar Brandler Pelmo d\u2019Oro: Riccardo Cassin<br \/>\nMenzione speciale: Valerio Quinz<br \/>\nPremio speciale della Giunta Provinciale: Alpini del 7\u00b0 Reggimento<\/p>\n<p>2009 (Agordo)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Gianni Gianeselli<br \/>\nCarriera alpinistica: Richard Goedeke<br \/>\nCultura alpina: Mauro Corona<br \/>\nPremio speciale della Giunta Provinciale: Sezione Agordina del Cai, Gruppo Gir, Stazione di Agordo del CNSAS<br \/>\nMenzione speciale: Campanula d\u2019oro: famiglia Vascellari, gestori da 50 anni del rifugio escursionistico \u201cCapanna degli Alpini\u201d \u2013 Calalzo di Cadore<br \/>\nMenzione speciale: riconoscimento alle famiglie bellunesi per il trentennale impegno d\u2019alpeggio<br \/>\nFamiglia De Nardin \u2013 Agordo Famiglia Miola \u2013 Agordo Famiglia Bressan \u2013 Agordo Famiglia Follador \u2013 Falcade Famiglia Pescosta \u2013 Falcade Famiglia Giacometti \u2013 Feltre Famiglia Zatta \u2013 Feltre Famiglia Villabruna \u2013 Feltre Famiglia De Paoli \u2013 Feltre Famiglia Curto \u2013 Quero<br \/>\nFamiglia Casanova Borca \u2013 San Pietro di Cadore Famiglia Pradetto Cignotto \u2013 San Pietro di Cadore Famiglia Corso \u2013 Seren del Grappa<br \/>\nFamiglie Facchin e Guerriero \u2013 Sovramonte<\/p>\n<p>2010 (Tambre)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Pietro Dal Pra<br \/>\nCarriera alpinistica: Giuseppe \u201cBepi\u201d Caldart<br \/>\nCultura alpina: Manrico Dell\u2019Agnola<br \/>\nPremio speciale della Giunta Provinciale: Guide Alpine della Regione Veneto<br \/>\nMenzione speciale alla memoria: Benito Saviane<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: Enzo De Menech \u201cBubu\u201d<\/p>\n<p>2011 (Com\u00e9lico Superiore)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Marino Babudri e Ariella Sain<br \/>\nCarriera alpinistica: Mariano Frizzera e Sergio Martini<br \/>\nCultura alpina: Cesare Lasen<br \/>\nPremio speciale della Giunta Provinciale: Associazione Bellunesi nel Mondo<br \/>\nMenzione speciale alla memoria: Matteo Fiori<br \/>\nMenzione speciale: Achille Carbogno Menzione speciale: Flavio Faoro<br \/>\nMenzione speciale: Gruppo Ricerche Culturali di Com\u00e9lico Superiore<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: Giacomo Cesca<\/p>\n<p>2012 (Pieve di Cadore)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Alessandro Ba\u00f9<br \/>\nCarriera alpinistica: Silvia Metzeltin e Adriana Valdo<br \/>\nCultura alpina: Telebellunodolomiti<br \/>\nMenzione speciale alla memoria: Alberto Bonafede e Aldo Giustina<br \/>\nMenzione speciale: Giorgio Ronchi<\/p>\n<p>2013 (Longarone)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Venturino De Bona e Renato Panciera<br \/>\nCarriera alpinistica: Franco Solina<br \/>\nCultura alpina: Walter Musizza e Giovanni De Don\u00e0<br \/>\nPremio speciale della Giunta Provinciale: Mario Fabbri Menzione speciale: Francesco Turrin<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: \u00c9quipe Ambulatorio Giuliano De Marchi<br \/>\nPelmo d\u2019Oro: Club Alpino Italiano<\/p>\n<p>2014 (Falcade)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Nicola Tondini<br \/>\nCarriera alpinistica: Soro Dorotei<br \/>\nCultura alpina: Carlo Mondini e Aldo Villabruna<br \/>\nMenzione speciale alla memoria: Vittorino Cazzetta<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: Angelo Costola<\/p>\n<p>2015 (Sospirolo)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Maurizio Icio Dall\u2019Omo<br \/>\nCarriera alpinistica: Igor Koller<br \/>\nCultura alpina: Luciano Viazzi<br \/>\nPremio speciale della Provincia: Annibale Salsa<br \/>\nMenzione speciale alla memoria: Vincenzo Titi Dal Bianco<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: Fausto De Stefani<\/p>\n<p>2016 (Santo Stefano di Cadore e San Pietro di Cadore)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Pierangelo Verri<br \/>\nCarriera alpinistica: Giorgio Redaelli<br \/>\nCultura alpina: Marco Albino Ferrari<br \/>\nPremio speciale della Provincia: Maurilio De Zolt<\/p>\n<p>2017 (Mel)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Ferruccio Svaluto Moreolo<br \/>\nCarriera alpinistica: Bruno e Giorgio De Don\u00e0<br \/>\nCultura alpina: Daniela Perco<br \/>\nMenzione speciale alla memoria: Lorenzo Massarotto<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: Francesco Angelo Perlotto<br \/>\nPremio speciale Dolomiti UNESCO: Sergio Reolon<\/p>\n<p>2018 (Rocca Pietore)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Maurizio Giordani<br \/>\nCarriera alpinistica: Josep Manuel Anglada<br \/>\nCultura alpina: Marco Paolini<br \/>\nMenzione speciale: Monica Campo Bagatin e Ugo Pompanin<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: S.U.E.M.<br \/>\nPremio speciale Dolomiti UNESCO: Oscar De Pellegrin<br \/>\nPremio speciale della Provincia: Costantino Costantin e Ivo Andrich<\/p>\n<p>2019 (Chies d\u2019Alpago)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Stefano Santomaso<br \/>\nCarriera alpinistica: Lorenzo Lorenzi<br \/>\nCultura alpina: Armando Scandellari<br \/>\nMenzione speciale: Archivio storico di Belluno Feltre e Cadore<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: alla memoria di Maudi De March<br \/>\nPremio speciale Dolomiti UNESCO: Massimilano Ossini<br \/>\nPremio speciale della Provincia: Belluno Alza la Voce<\/p>\n<p>2021 (Cesiomaggiore)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Christoph Hainz<br \/>\nCarriera alpinistica: Eugenio Bien<br \/>\nCultura alpina: Giuliano Dal Mas<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: Dante Colli<br \/>\nPremio speciale Dolomiti UNESCO: CAI Mestre \u2013 Rifugio Galassi<br \/>\nPremio speciale della Provincia: Giuseppe Tabacco<\/p>\n<p>2022 (Vigo di Cadore)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Francesco Vascellari e Loris De Barba<br \/>\nCarriera alpinistica: Mauro Valmassoi<br \/>\nCultura alpina: Piero Sommavilla<br \/>\nPremio speciale Dolomiti UNESCO: Anselmo Cagnati<br \/>\nPremio speciale della Provincia: Stefania Constantini e Ren\u00e9 De Silvestro<\/p>\n<p>2023 (San Tomaso Agordino)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Santiago (Santi) Padr\u00f2s<br \/>\nCarriera alpinistica: Alessandro Masucci<br \/>\nCultura alpina: Italo Zandonella Callegher<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: Silvana Rovis<br \/>\nPremio speciale Dolomiti UNESCO: Alpine Club<br \/>\nPremio speciale della Provincia: Oscar De Bona e Roberto De Martin Topranin<\/p>\n<p>2024 (Pedavena)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Alessandro Rudatis<br \/>\nCarriera alpinistica: Diego Dalla Rosa<br \/>\nCultura alpina: Don Sergio Sacco Sonador<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: Pieranna Casanova<br \/>\nPremio speciale Dolomiti UNESCO: Matteo Righetto<br \/>\nPremio speciale della Provincia: Lisa Vittozzi<\/p>\n<p><strong>GLI EVENTI COLLATERALI<\/strong><\/p>\n<p>Narriamo Monti: autori di montagna raccontano<br \/>\n4 luglio, ore 18.00 \u2013 Montagna madre, Antonio Giacomo Bortoluzzi<br \/>\n8 luglio, ore 18.00 \u2013 Storia dell\u2019Antelao, Marcello Mason<br \/>\n11 luglio, ore 18.00 \u2013 La mia casa \u00e8 lass\u00f9, Antonella Fornari<br \/>\n18 luglio, ore 18.00 \u2013 Matteo 18,6.10, Wally Dall\u2019Asta<br \/>\n23 luglio, ore 20.30 \u2013 Il duca, Matteo Melchiorre<br \/>\n13 agosto, ore 18.00 \u2013 Galassi: storia di un rifugio, Marcello Mason<\/p>\n<p>Serenissima a Calalzo: 400 anni di dedizione<br \/>\n29 luglio, ore 20.30 \u2013 Dominante e dominate, Marco Rampin<br \/>\n30 luglio, ore 20.30 \u2013 Il gran teatro della diplomazia, Adriano Pozzali<br \/>\n31 luglio, ore 20.30 \u2013 Venezia e il Cadore dopo la caduta della Repubblica, Alessandro Besutti<br \/>\n1 agosto, ore 18.00 \u2013 La mia Elena Lucrezia, Benedetta De Mari (Biblioteca)<br \/>\n2 agosto, ore 18.00 \u2013 Antica ceramica di Venezia, Francesca Saccardo<br \/>\n5 agosto, ore 18.00 \u2013 Cortigiane veneziane, Carla Signorini Costa<br \/>\n7 agosto, ore 18.00 \u2013 Laudi cadorini e Regola di Calalzo, Emanuele D\u2019Andrea<br \/>\n8 agosto, ore 20.30 \u2013 Venezia neutrale e Venezia contro Napoleone, Federico Moro<br \/>\n16 agosto, ore 18.00 \u2013 La veneta marina, Alessandro Dissera Bragadin<br \/>\n18 agosto, ore 18.00 \u2013 Zater di Codissago, Arnaldo Oliviero<br \/>\n20 agosto, ore 20.30 \u2013 Tiziano \u2013 Ultimo atto, regia video di Luca Mazzieri<br \/>\n22 agosto, ore 18.00 \u2013 Venezia al tempo di Casanova, Alessandro Marzo Magno<\/p>\n<p>Altri eventi<br \/>\n5 luglio, ore 18.00 \u2013 Mostra disegni di Antonio Frescura (Kador)<br \/>\n7 luglio, ore 8.30 \u2013 Da Calalzo a Mantova: partenza Ciclovia di Sant\u2019Andrea<br \/>\n12-13 luglio \u2013 Immaginaria: chiese aperte a Calalzo e dintorni<br \/>\n16 luglio, ore 20.30 \u2013 Conosciamo le zecche, Patrizia Reatto (CAI Calalzo)<br \/>\n19 luglio \u2013 Gara di pesca notturna<br \/>\n25 luglio, ore 18.00 \u2013 Inaugurazione mostra fotografica Fedrigoli Giuseppe Enrico<br \/>\n25 luglio, ore 20.30 \u2013 \u201cCustodi di Bellezza \u2013 I parchi delle Dolomiti Patrimonio Mondiale\u201d \u2013 Proiezione dei documentari realizzati dalla Fondazione Dolomiti Unesco sul Parco Naturale delle Dolomiti d\u2019Ampezzo e sul Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies. A seguire dibattito con Michele Da Pozzo Direttore Parco Naturale Dolomiti d\u2019Ampezzo e Cesare Lasen Comitato scientifico Fondazione Dolomiti Unesco<br \/>\n26 luglio \u2013 Sant\u2019Anna a Rizzios<br \/>\nore 14.00: introduzione di Letizia Lonzi e presentazione mostra di Michela Ianese<br \/>\nore 16.00: Storia di una pianeta, Loredana Gazzola e Carlo Scaramuzza<br \/>\nore 20.00: Santa Messa<br \/>\n28 luglio, ore 20.30 \u2013 Concerto da camera<br \/>\n1 agosto, ore 20.30 \u2013 La flora rara del Veneto (CAI Calalzo)<br \/>\n10 agosto \u2013 Cadorenatura e chiese aperte a Calalzo e dintorni<br \/>\n12 agosto, ore 18.00 \u2013 Spritz e cicchetti<br \/>\nore 21.00: Tombola in piazza<br \/>\n15 agosto, ore 12.00 \u2013 Ferragosto con il toro<br \/>\n17 agosto \u2013 Gara di pesca alla trota<br \/>\n29 agosto, ore 20.30 \u2013 Le linci selvagge, film (CAI Calalzo)<br \/>\n30 agosto \u2013 Gara di pesca notturna a coppie<br \/>\n14 settembre \u2013 Gara sociale di pesca<br \/>\nOttobre \u2013 Festa d\u2019autunno<br \/>\nNovembre \u2013 Artigiamo: arte in mostra<br \/>\nDicembre \u2013 Villaggio di Natale<\/p>\n<p>Gli eventi possono subire variazioni. Consultare il sito internet del Comune: www.comune.calalzo.bl.it e\/o la pagina Facebook istituzionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>IL COMUNE DI CALALZO DI CADORE<\/strong><\/p>\n<p>Calalzo di Cadore \u00e8 un comune situato a 806 m di altitudine, poco dopo Pieve di Cadore, sulla sponda destra del Lago di Centro Cadore.<br \/>\nCircondato da alcune imponenti vette dolomitiche, come il gruppo montuoso delle Marmarole e il Monte Antelao, l\u2019abitato di Calalzo \u00e8 frequentato da turisti sia in estate che in inverno.<br \/>\nPresumibilmente si tratta dell\u2019insediamento pi\u00f9 antico della zona, abitato gi\u00e0 durante l\u2019epoca romana: risale infatti a circa 2500 anni fa un piccolo santuario di epoca romana o pre romana dedicato ad una divinit\u00e0 sanante in localit\u00e0 L\u00e0gole, ove si trovano alcune sorgenti di acqua termale che confluiscono nei bei laghetti \u201cde le Tose\u201d.<br \/>\nCome altre localit\u00e0 circostanti, Calalzo fu ripetutamente colpito da incendi e sub\u00ec numerosi rifabbrichi che sostituirono le tradizionali case in legno in strutture in pietra, pi\u00f9 sicure. Solo nella localit\u00e0 di Rizzios si possono ancora trovare le tipiche costruzioni in legno, i tabi\u00e0, e una piacevole passeggiata tra le vie della borgata permette di riviverne la storia e osservare il bel panorama sulle Dolomiti.<\/p>\n<p>Calalzo \u00e8 un\u2019importante fulcro dell\u2019industria dell\u2019occhiale: qui venne costruito il primo opificio (nel 1878) funzionante grazie ad un mulino ad acqua per la produzione dell\u2019energia.<\/p>\n<p>Meritano una visita alcune strutture sacre, come la Chiesa parrocchiale dedicata a S. Biagio Vescovo, all\u2019interno della quale sono conservati alcuni dipinti di Orazio Vecellio, figlio dell\u2019illustre pittore Tiziano, ma anche la piccola Chiesa di S. Anna a Rizzios, ove si trovano invece opere dell\u2019artista Gregorio Lazzarini.<\/p>\n<p>Immerso in una verde conca, Calalzo \u00e8 meta ideale per chi ama le escursioni: la Val d\u2019Oten, suggestiva vallata che si sviluppa tra il Monte Antelao e il Gruppo delle Marmarole, si presta a piacevoli passeggiate ed escursioni pi\u00f9 difficoltose tra la ricca vegetazione. Molto bella la cascata delle Pile, raggiungibile percorrendo un canalone scolpito dall\u2019acqua.<\/p>\n<p>Calalzo \u00e8, infine, anche il punto di partenza o arrivo della Ciclabile delle Dolomiti che lo collega a Lienz (in Austria) passando per Cortina d\u2019Ampezzo e Dobbiaco attraverso il tracciato della vecchia ferrovia, uno splendido itinerario adatto anche ai pi\u00f9 piccoli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 Calalzo di Cadore a ospitare la 27^ edizione del Premio Pelmo d\u2019Oro. 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