{"id":141929,"date":"2023-06-08T15:07:37","date_gmt":"2023-06-08T13:07:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bellunopress.it\/?p=141929"},"modified":"2023-06-08T15:07:37","modified_gmt":"2023-06-08T13:07:37","slug":"pelmo-doro-25ma-edizione-a-san-tomaso-agordino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2023\/06\/08\/pelmo-doro-25ma-edizione-a-san-tomaso-agordino\/","title":{"rendered":"Pelmo d&#8217;Oro 25ma edizione a San Tomaso Agordino"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-79540\" src=\"https:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Premio-Pelmo-dOro.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"256\" \/>Sar\u00e0 San Tomaso Agordino a ospitare la 25^ edizione del Premio Pelmo d\u2019Oro.<br \/>\nL\u2019appuntamento con l\u2019attesa cerimonia \u00e8 per sabato 29 luglio 2023 alle ore 10,15 nella struttura polifunzionale \u201cArena 1082\u201d posta in localit\u00e0 Al Pian.<\/p>\n<p>San Tomaso Agordino \u00e8 un comune a bassa densit\u00e0 demografica posto nel cuore delle Dolomiti, caratterizzato da un territorio alpino vasto ed ameno su cui sono dislocate le ventiquattro frazioni che lo compongono che, dal fondovalle, si adagiano lungo gli erti pendii della destra orografica del torrente Cordevole.<br \/>\nAbitato fin dal Medioevo, San Tomaso Agordino faceva parte del capitaniato di Agordo e costituiva una regola-comunione familiare a s\u00e9. Nella frazione a fondovalle di Avoscan sorgeva, nel XIV secolo, il castello dei conti Avoscano e sul territorio si contavano numerosi mulini.<\/p>\n<p>La comunit\u00e0 di San Tomaso \u00e8 stata sempre caratterizzata da una forte emigrazione stagionale. Le famiglie che rimanevano sul territorio erano dedite per lo pi\u00f9 alle attivit\u00e0 agricole e silvo-pastorali, tuttora ben testimoniate da molteplici esempi di architettura rurale. Le numerose frazioni che compongono il Comune sono caratterizzate, infatti, dalla presenza dei fienili, chiamati in dialetto \u201ctabiai\u201d. Un tempo questi erano edifici atti a ospitare il bestiame, a conservare il fieno e i prodotti della terra. Recentemente alcuni di essi sono stati convertiti in abitazioni in seguito alla loro ristrutturazione.<\/p>\n<p>Interessante dal punto di vista storico-architettonico il \u201cVaticano\u201d, imponente edificio del 1700, collocato nella frazione di Celat. L\u2019edificio porta questo nome a motivo delle sue notevoli dimensioni; si tratta per\u00f2 non della denominazione ufficiale, quanto di un soprannome popolare, estesosi poi per consuetudine in tempi recenti anche alle pubblicazioni di carattere storico e turistico. Si tratta di una costruzione alla quale sono state aggiunte nel tempo varie unit\u00e0 abitative, aggregando queste alla struttura originaria per ospitare nuovi nuclei familiari della stessa famiglia. Anche se questa pratica era piuttosto comune nelle zone dolomitiche sottoposte alla Serenissima, sono pochi gli edifici che hanno raggiunto una simile grandezza, da ci\u00f2 l\u2019interesse anche turistico che l\u2019edificio riveste oggi.<\/p>\n<p>Altra struttura di pregio \u00e8 la chiesa parrocchiale dedicata a San Tomaso Apostolo, sorta nel XIV secolo, poi ampliata e in parte ricostruita nel corso del Settecento; al suo interno si trovano alcune tele settecentesche di Angelo Cimador e gli affreschi pi\u00f9 recenti di Arturo Favaro. Degno di nota \u00e8 il prezioso organo a trasmissione meccanica costruito nel 1802 da Gaetano Callido.<br \/>\nUlteriori edifici sacri sono le chiesette dell\u2019Annunciazione a Pecol, dello Spirito Santo a Ronch e quella moderna di Avoscan dedicata alla Vergine Assunta.<br \/>\nNei piccoli borghi sono custoditi bellissimi affreschi murali risalenti al XVII, XVIII e XIX secolo, accanto a opere pi\u00f9 recenti che ritraggono scene storiche e naturalistiche.<\/p>\n<p>San Tomaso Agordino \u00e8 una ridente localit\u00e0 situata in posizione panoramica con una diversificata offerta di escursioni e di passeggiate pi\u00f9 o meno impegnative che portano anche in quota fino, ad esempio, al rifugio Sasso Bianco ai piedi dell\u2019omonimo massiccio, itinerario percorso dall\u2019escursionista Amelia Edwards nel lontano 1872 e di cui racconta nel libro \u201cCime inviolate e valli sconosciute\u201d.<\/p>\n<p>Il paese \u00e8 dedicato attualmente a un turismo \u201clento\u201d, rispettoso dei tempi e dell\u2019ambiente, che offre panorami straordinari tra cui una vista mozzafiato sulla parete Nord-Ovest del Monte Civetta, nonch\u00e9 la possibilit\u00e0 di vivere a stretto contatto con numerose specie di flora e fauna.<\/p>\n<p>Di interesse turistico sono \u201cVertik Area Dolomiti\u201d la nuova palestra di roccia indoor con annesso un bar ristorante, il Sentiero delle Dolomiti in miniatura \u2013 \u201cDolomites Rock Miniatures\u201d che si snoda per circa 5 chilometri a monte dell\u2019abitato di Celat e che permette di osservare da vicino sedici riproduzioni in dolomia di altrettante cime dolomitiche, il Centro \u201cOrti Rupestri\u201d- centro per la raccolta, conservazione, riproduzione e scambio dei semi delle antiche variet\u00e0 locali, il Planetario ospitato nel centro astronomico provinciale \u201cEmigranti\u201d, e la Zip Line, una moderna struttura che permette di vivere un\u2019esperienza adrenalinica sospesi per 1600 metri sulle profonde valli di questo territorio.<\/p>\n<p>La cerimonia del Premio si aprir\u00e0 con il simbolico passaggio di consegne tra il Comune di Vigo di Cadore, che ne ospit\u00f2 la precedente edizione, e il Comune di San Tomaso Agordino; e proseguir\u00e0, quindi, con la consegna dei premi 2023.<br \/>\nA rendere speciale questa 25^ edizione contribuiranno l\u2019esibizione del Gruppo Folk \u201cBati Orz\u201d di San Tomaso Agordino e i brani proposti da Domenico Menini.<br \/>\nDurante la cerimonia sar\u00e0 consegnato anche il Premio letterario \u201cAntonio Berti\u201d.<\/p>\n<p>I premiati Pelmo d\u2019Oro 2023 sono: Santiago (Santi) Padr\u00f2s per l\u2019alpinismo in attivit\u00e0, Alessandro Masucci per la carriera alpinistica, Italo Zandonella Callegher per la cultura alpina.<br \/>\nIl Premio Speciale Dolomiti UNESCO sar\u00e0 assegnato all\u2019inglese Alpine Club, primo club alpino del mondo, e il Premio Speciale della Provincia di Belluno andr\u00e0 a Oscar De Bona e Roberto De Martin, \u201cideatori\u201d del Premio stesso. Per finire il Premio Speciale \u201cGiuliano De Marchi\u201d viene assegnato alla memoria di Silvana Rovis.<\/p>\n<p>Oltre alla consueta scultura del Monte Pelmo, opera del maestro Gianni Pezzei, vi saranno tre opere realizzate dallo scultore Albino Mezzacasa di La Valle Agordina.<\/p>\n<p>La manifestazione, in collaborazione con la Fondazione Dolomiti UNESCO, gode del patrocinio della Regione del Veneto e dell\u2019Unione Montana Agordina.<\/p>\n<p>Fondamentale per l\u2019organizzazione e per il sostegno economico la \u201cCasa Comune\u201d composta da CAI-CNSAS-GUIDE ALPINE, il Consorzio BIM Piave, nonch\u00e9 la sponsorizzazione di Grafiche Antiga di Crocetta del Montello.<br \/>\nQuest\u2019anno, inoltre, l\u2019evento gode del sostegno del Fondo Comuni di Confine attraverso il progetto \u201cGrandi Eventi\u201d.<\/p>\n<p>Collaborano alla giornata del Pelmo d\u2019Oro numerose associazioni e volontari tra cui: Pro Loco di San Tomaso Agordino, Sezione CAI di Agordo, Vertik Area Dolomiti, PromoFalcade Dolomiti, Centro \u201cOrti Rupestri\u201d, Gruppo ANA di S. Tomaso Agordino, Soccorso Alpino Val Biois, Cieli Dolomitici \u2013 Associazione Astrofili Agordini, Attivamente Scuola &amp; Sport, Gruppo Folk \u201cBati Orz\u201d di San Tomaso Agordino, Gruppo Protezione Civile Comunale.<\/p>\n<p>Un nutrito e variegato programma far\u00e0 da contorno alla manifestazione la cui prima data in programma \u00e8 domenica 25 giugno quando, presso Vertik Area Dolomiti, verr\u00e0 presentato \u201cIl Cammino delle Dolomiti Genuine\u201d, un percorso di 80 chilometri da compiersi in 6 tappe toccando i villaggi d\u2019alta quota e gli angoli pi\u00f9 affascinanti dei Comuni di Falcade, Canale d\u2019Agordo, Vallada Agordina, Cencenighe Agordino e San Tomaso Agordino. Parteciperanno all\u2019evento noti personaggi del mondo social della montagna: Marta di Muro \u2013 Luca Garrou \u2013 Stefano Dioni \u2013 rappresentanti di \u201cCammini d\u2019Italia\u201d.<\/p>\n<p>Molteplici sono gli appuntamenti \u201cfissi\u201d nel corso delle settimane: i venerd\u00ec dal 16 giugno al 29 settembre con Cieli Dolomitici al Planetario di San Tomaso, i sabati dall\u20198 luglio al 26 agosto al Centro \u201cOrti Rupestri\u201d sempre a San Tomaso. Entrambe le visite prevedono la prenotazione che pu\u00f2 essere fatta utilizzando i riferimenti presenti nei rispettivi siti. La prima esperienza condurr\u00e0 il visitatore a esplorare l\u2019universo e gli astri; il secondo porter\u00e0 l\u2019ospite a conoscere il mondo agricolo e i suoi segreti con l\u2019intento di non dimenticare, insieme alle antiche sementi, lo stretto legame tra passato e presente. Vi sar\u00e0 poi un appuntamento mensile che permetter\u00e0 a tutti gli interessati, attraverso un corso di formazione specifico, di avvicinarsi al mondo della coltivazione in ambito montano.<br \/>\nNel corso della prima settimana di luglio avr\u00e0 luogo il VI Simposio di scultura \u201cDolomites Rock Miniatures\u201d che vedr\u00e0 all\u2019opera tre artisti nazionali e internazionali. Gli scultori riprodurranno tre cime dolomitiche (Focobon \u2013Monte Cristallo e Sass Maor) che andranno ad aggiungersi alle 16 opere gi\u00e0 scolpite negli anni precedenti e che compongono il Sentiero delle Dolomiti in miniatura. L\u2019escursione guidata da un\u2019accompagnatrice AMM (accompagnatori di media montagna) \u00e8 stata calendarizzata nelle giornate di marted\u00ec 2 \u2013 9 e 16 agosto. Il sentiero \u00e8 percorribile a piedi, in mountain bike e in e-bike. Il percorso ad anello, che parte dall\u2019abitato di Celat passando per la Forcella di San Tomaso, permette il ritorno alla frazione capoluogo dopo circa 5 chilometri.<br \/>\nDi ulteriore nota sono poi gli appuntamenti legati alla scoperta della montagna attraverso gli occhi di chi la vive in prima persona: il 27 luglio, il regista Emanuele Confortin presenter\u00e0 il documentario \u201cL\u2019ultima via di Riccardo Bee\u201d opera presentata al Trento Film Festival 2023; il 28 luglio Sara Avoscan e Omar Genuin racconteranno 15 anni di alpinismo di coppia. Con la moderazione di Patrick Mazzarol verranno messi in risalto gli aspetti mentali ed emotivi implicati in questa disciplina e la loro naturale evoluzione dai primi approcci alla verticale fino alle ultime realizzazioni pi\u00f9 importanti. Nel corso della serata, a cui parteciper\u00e0 anche l\u2019alpinista e regista Manrico Dell\u2019Agnola (Pelmo d&#8217;Oro 2010), verranno presentanti foto e video, tra cui anche il cortometraggio di \u201cDonnafugata\u201d.<br \/>\nA seguire, il 12 agosto, la possibilit\u00e0 di camminare in montagna grazie alla guida del CAI di Agordo che porter\u00e0 gli escursionisti in vetta al Sasso Bianco. Infine il 16 agosto la montagna potr\u00e0 essere immaginata attraverso l\u2019arte musicale della pianista Silvia Tessari con il concerto \u201cOltre i dirupi\u201d.<br \/>\nL\u2019estate sar\u00e0 infine caratterizzata da una serie di altre offerte sportive e culturali attuate in alcune delle numerose frazioni di cui si compone il Comune di San Tomaso: presentazione di libri, serate musicali, mercatini dell\u2019artigianato, attivit\u00e0 per i bambini e ragazzi, il percorso tematico \u201cTra le pieghe del tempo\u201d, eventi come la celebrazione della Messa della \u201cMadonna de la Forzela\u201d o la \u201cFesta dell\u2019anziano\u201d che sono la testimonianza del legame che la gente ha con la propria terra.<\/p>\n<p>Il programma si chiude con il connubio tra passato e presente che verr\u00e0 riproposto dalla Sagra paesana \u201c10\u0251 Festa dell\u2019orzo e della birra artigianale\u201d che si terr\u00e0 venerd\u00ec 1, sabato 2 e domenica 3 settembre. Nel corso della serata di venerd\u00ec 1 settembre e della giornata di sabato 2 settembre sar\u00e0 presentato il \u201cFestival della cucina tradizionale alpina\u201d, evento gemellato con Saluzzo (Cuneo) che consentir\u00e0 di degustare alcuni piatti tipici dell\u2019arco alpino.<\/p>\n<p><strong>Il programma<\/strong><\/p>\n<p>I venerd\u00ec dal 16 Giugno al 29 Settembre 2023<br \/>\nVisita guidata al Planetario di San Tomaso Agordino<br \/>\nDalle ore 20:30 alle ore 22:30<br \/>\nSu prenotazione \u2013 consultando il sito www.cielidolomitici.it<br \/>\nA cura dell\u2019Associazione Astrofili Agordini Cieli Dolomitici<\/p>\n<p>24 Giugno \u2013 15 Luglio &#8211; 23 Settembre \u2013 7 Ottobre 2023<br \/>\nCorso sull\u2019autoriproduzione di semi delle piante agricole in ambito montano<br \/>\nDalle ore 9:30 alle ore 16:30<br \/>\nCentro \u201cOrti rupestri\u201d \u2013 San Tomaso Agordino<br \/>\nPer informazioni consultare il sito www.ortirupestri.it<\/p>\n<p>25 Giugno 2023<br \/>\nPresentazione del \u201cCammino delle Dolomiti Genuine\u201d- ore 18:00<br \/>\nVertik Area Dolomiti \u2013 San Tomaso Agordino<br \/>\nPercorso in 6 tappe per un totale di 60 Km \u2013 tocca i villaggi d\u2019alta quota e gli angoli pi\u00f9 affascinanti dei Comuni di Falcade, Canale d\u2019Agordo, Vallada Ag., Cencenighe Ag. e San Tomaso Agordino<br \/>\nPartecipano alla serata Marta di Muro \u2013 Luca Garrou \u2013 Stefano Dioni \u2013 rappresentanti di \u201cCammini d\u2019Italia\u201d<br \/>\nCon la collaborazione di PromoFalcade Dolomiti \u2013 info@falcadedolomiti.it<\/p>\n<p>Dal 3 al 9 Luglio 2023<br \/>\nVI Simposio di scultura \u201cDolomites Rock Miniatures\u201d<br \/>\nVertik Area Dolomiti \u2013 localit\u00e0 \u201cAl Pian\u201d- San Tomaso Agordino<br \/>\nNel corso della settimana tre artisti scolpiranno le riproduzioni in Dolomia di Focobon, Monte Cristallo e Sass Maor<br \/>\nPossibilit\u00e0 di incontro con gli artisti<\/p>\n<p>I sabati dall\u20198 Luglio al 26 agosto 2023<br \/>\nVisita guidata al Centro \u201cOrti Rupestri\u201d di San Tomaso Agordino<br \/>\nCentro per la raccolta, conservazione, riproduzione e scambio dei semi delle antiche variet\u00e0 locali Celat, San Tomaso Agordino<br \/>\nSu prenotazione \u2013 consultando il sito www.ortirupestri.it<\/p>\n<p>Dal 15 luglio<br \/>\nPercorso tematico \u201cTra le pieghe del tempo\u201d<br \/>\nAttraverso la guida di cartelli illustrativi posizionati sul territorio sar\u00e0 possibile ripercorre la storia della frazione di Canacede<br \/>\nCanacede \u2013 San Tomaso Agordino<br \/>\nA cura della Pro loco di San Tomaso Agordino<\/p>\n<p>27 Luglio 2023<br \/>\nPresentazione del documentario \u201cL\u2019ultima via di Riccardo Bee\u201d da parte del regista, documentarista, alpinista e istruttore nazionale di Alpinismo del CAI Emanuele Confortin<br \/>\nArena 1082 \u2013 ore 20:30<br \/>\nIn collaborazione con il CAI di Agordo<\/p>\n<p>28 Luglio 2023<br \/>\n\u201cLa montagna (in)libera\u201d<br \/>\nGli alpinisti Sara Avoscan e Omar Genuin raccontano 15 anni di alpinismo di coppia affiancati da Patrick Mazzarol e dal registra di \u201cDonnafugata\u201d Manrico Dell\u2019Agnola (Pelmo d&#8217;Oro 2010)<br \/>\nVertik Area Dolomiti \u2013 0re 20:30<\/p>\n<p>29 Luglio 2023<br \/>\n\u201cGioco arrampicata all\u2019ombra del Civetta\u201d<br \/>\nProposte di arrampicata per bambini<br \/>\nVertik Area Dolomiti \u2013 nel pomeriggio<br \/>\nPer informazioni pagine Facebook e Instagram Vertik Area Dolomiti<\/p>\n<p>2 \u2013 9 \u2013 16 Agosto 2023<br \/>\nIl \u201cSentiero delle Dolomiti in miniatura\u201d<br \/>\nEscursione guidata con accompagnatrice AMM (accompagnatori di media montagna) \u2013 dalle 9:00 alle 12:00<br \/>\nIn collaborazione con PromoFalcade Dolomiti<br \/>\nPer informazioni info@falcadedolomiti.it \u2013 www.facebook.com\/DolomitesRockMiniatures<\/p>\n<p>3 Agosto 2023<br \/>\n\u201cUna montagna in sport\u201d<br \/>\nAttivit\u00e0 ludico-sportive per i bambini e i ragazzi dei centri estivi dell\u2019Agordino<br \/>\nArena 1082 e Vertik Area Dolomiti \u2013 San Tomaso Agordino<br \/>\nAttivit\u00e0 realizzata con la collaborazione di Attivamente Scuola &amp; Sport e Vertik Area Dolomiti<\/p>\n<p>5 Agosto<br \/>\n\u201cEsercitazioni in fune\u201d- nel pomeriggio<br \/>\nSan Tomaso Agordino<br \/>\nCon la collaborazione del Soccorso Alpino Val Biois<\/p>\n<p>5 Agosto \u201cMusica inte le vile\u201d<br \/>\nMusica dal vivo con il gruppo vocale \u201cSintagma\u201d \u2013 Frazione di Chiea \u2013 ore 20:30<br \/>\nA cura della Pro Loco San Tomaso Agordino<\/p>\n<p>12 Agosto 2023<br \/>\n\u201cLa salita al Sasso Bianco\u201d<br \/>\nEscursione guidata dagli accompagnatori della Sezione CAI di Agordo<br \/>\nA cura della sezione CAI di Agordo \u2013 per informazioni www.ortirupestri.it<\/p>\n<p>13 Agosto 2023<br \/>\nTradizionale Messa per la celebrazione della \u201cMadonna de la Forzela\u201d<br \/>\nForcella di San Tomaso Agordino \u2013 ore 11:00<br \/>\nA cura del Gruppo ANA San Tomaso Agordino<\/p>\n<p>15 Agosto 2023<br \/>\nMercatino dell\u2019artigianato in piazza a Celat \u2013 dalle ore 9:00 alle ore 15:00<br \/>\nSan Tomaso Agordino<br \/>\nA cura della Pro Loco di San Tomaso Agordino<\/p>\n<p>16 Agosto 2023<br \/>\nConcerto \u201cOltre i dirupi\u201d della pianista di fama internazionale Silvia Tessari<br \/>\nArena 1082 \u2013 San Tomaso Agordino &#8211; ore 21:00<br \/>\nMusiche di Liszt, Cochran, Tchaikovsky, Grieg, Chopin<\/p>\n<p>19 Agosto 2023<br \/>\nPresentazione del libro \u201cL\u2019Agordino\u201d di Luisa Manfroi<br \/>\n\u201cIncontri in biblioteca\u201d- Celat di San Tomaso Agordino\u2013 ore 17:00<br \/>\nA cura della Pro Loco San Tomaso Agordino<\/p>\n<p>20 Agosto 2023<br \/>\nFesta dell\u2019Anziano<br \/>\nArena 1082 \u2013 San Tomaso Agordino<br \/>\nA cura della Pro Loco di San Tomaso Agordino<\/p>\n<p>1 e 2 Settembre 2023<br \/>\n\u201cFestival della cucina tradizionale alpina\u201d<br \/>\nDegustazione di alcuni piatti tipici delle Alpi<br \/>\nArena 1082 \u2013 San Tomaso Agordino<br \/>\nManifestazione gemellata con Saluzzo (Cuneo)<\/p>\n<p>2 e 3 Settembre 2023<br \/>\n10^ Festa dell\u2019orzo e della birra artigianale<br \/>\nArena 1082<br \/>\nTradizionale Sagra paesana con Orchestra Casadei \u2013 DJ Liuzzo \u2013 Orchestra Paolo Bertoli e Veronica Cuneo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>PREMIO \u201cPELMO D\u2019ORO\u201d 2023<\/strong><\/p>\n<p>Componenti della Giuria della XXV edizione del Premio \u201cPelmo d\u2019Oro\u201d:<br \/>\nRoberto Padrin | Presidente della Provincia di Belluno;<br \/>\nOrietta Bonaldo | Club Alpino Accademico Italiano;<br \/>\nFederico Bressan | Club Alpino Italiano<br \/>\nGiorgio Brotto | Club Alpino Italiano<br \/>\nPaolo Conz | CNSAS e guida alpina<br \/>\nGiorgio Peretti | Guide Alpine del Veneto<br \/>\nMarco Staunovo Polacco | Presidente del Consorzio BimPiave di Belluno<\/p>\n<p>La Giuria ha cos\u00ec attribuito i riconoscimenti dell\u2019anno 2022 per la valorizzazione alpina e alpinistica delle Dolomiti Bellunesi.<\/p>\n<p>La Giuria assegna il Premio \u201cPelmo d\u2019Oro\u201d 2023 per l\u2019alpinismo in attivit\u00e0 a<br \/>\nSantiago (Santi) Padr\u00f2s<br \/>\nGuida Alpina di levatura internazionale, spagnolo di nascita ma bellunese di adozione. Nelle Dolomiti Bellunesi realizza un\u2019attivit\u00e0 poliedrica di altissimo livello: nuove aperture in roccia e ghiaccio, inediti concatenamenti e, su pareti spesso remote, salite di misto moderno, di cui \u00e8 uno dei massimi esponenti a livello non solo italiano.<br \/>\nLa Giuria assegna il Premio \u201cPelmo d\u2019Oro\u201d 2023 per la carriera alpinistica a<\/p>\n<p>Alessandro Masucci<br \/>\nAlpinista che in tre decenni di attivit\u00e0 severa ed eticamente impeccabile ha scritto il suo nome sul Pelmo e su tutte le crode della Val di Zoldo, allora poco conosciute e ancor meno percorse, individuando con occhio sapiente e concretizzando con tenace passione ben 140 nuove linee di salita.<\/p>\n<p>La Giuria assegna il Premio \u201cPelmo d\u2019Oro\u201d 2023 per la cultura alpina a<\/p>\n<p>Italo Zandonella Callegher<br \/>\nFine editorialista, brillante scrittore, eccellente alpinista. Ma, soprattutto ed in ogni sua attivit\u00e0, montanaro profondamente dolomitico, di sconfinata cultura alpina. La sua penna ha riempito pagine e pagine raccontando delle montagne di casa non solo i profili, la storia, la vita, ma pure i valori che si traducono in dialogo universale della gente dei monti.<\/p>\n<p>La Giuria, sentito il parere della Fondazione Dolomiti UNESCO, assegna il<br \/>\nPremio Speciale Dolomiti UNESCO 2023 al<\/p>\n<p>Alpine Club<br \/>\nPrimo club alpino del mondo, l\u2019Alpine Club, venne fondato a Londra il 22 dicembre 1857 da John Ball. Tale iniziativa fu ispirata dall\u2019impresa che lo stesso Ball comp\u00ec due mesi prima quando, accompagnato da una guida di Borca di Cadore, effettu\u00f2 la prima ascensione alpinistica sul Monte Pelmo, uno dei simboli delle Dolomiti. Questi primi alpinisti divennero anche i principali osservatori e divulgatori di quei valori estetici, paesaggistici e scientifici che oggi sono universalmente apprezzati e che si trovano alla base del riconoscimento che l\u2019UNESCO ha voluto conferire nel 2009 alle Dolomiti.<\/p>\n<p>La Giuria, assegna il<br \/>\nPremio Speciale \u201cGiuliano De Marchi 2023 alla memoria di<\/p>\n<p>Silvana Rovis<\/p>\n<p>Il suo amore per la montagna l\u2019ha portata, non solo ad esplorarla e a viverla intensamente ma, soprattutto, a raccontarla attraverso i suoi articoli e le sue interviste anche alle alpiniste donne cos\u00ec spesso trascurate, gi\u00e0 diventate capitoli di storia dell\u2019alpinismo.<\/p>\n<p>La Provincia di Belluno, sentito il parere della Giuria, assegna il<br \/>\nPremio Speciale Pelmo d\u2019Oro 2023 a<\/p>\n<p>Oscar De Bona e Roberto De Martin Topranin<br \/>\nVivere tra le montagne pi\u00f9 belle del mondo comporta anche il dovere di raccontarle, di farle conoscere, superando il silenzio della pietra e del bosco, dando voce alla solennit\u00e0 delle crode. Oscar De Bona e Roberto De Martin hanno ideato questo premio venticinque anni fa proprio allo scopo di dare risalto alle montagne bellunesi e alle genti che le vivono.<\/p>\n<p>SANTIAGO PADROS<br \/>\nTerrassa (Spagna), 1974<\/p>\n<p>Premio Pelmo d\u2019Oro 2023<br \/>\nper l\u2019alpinismo in attivit\u00e0<\/p>\n<p>Guida Alpina di levatura internazionale, spagnolo di nascita ma bellunese di adozione. Nelle Dolomiti Bellunesi realizza un\u2019attivit\u00e0 poliedrica di altissimo livello: nuove aperture in roccia e ghiaccio, inediti concatenamenti e, su pareti spesso remote, salite di misto moderno, di cui \u00e8 uno dei massimi esponenti a livello non solo italiano.<\/p>\n<p>Profilo<br \/>\nInizia ad arrampicare a 16 anni, e fino ai 20 concentra le sue attivit\u00e0 esplorative con gli sci, arrampicando su ghiaccio e facendo canyoning sui Pirenei.<br \/>\nDai 20 ai 30 anni allarga i suoi orizzonti all\u2019Europa praticando sopratutto l\u2019Alpinismo e lo sci alpinismo a livello classico che diventano le attivit\u00e0 con cui maggiormente si confronta.<br \/>\nNel 2003 inizia a viaggiare oltre, \u00e8 un \u201cYosemite trip\u201d durato due mesi che ha profondamente cambiato il suo approccio alla vita. Dopo \u00e8 arrivato il Per\u00f9 e tanto altro.<br \/>\nNel 2006 decide di andare a vivere in Dolomiti, in Val di Zoldo.<br \/>\nFino ad oggi ha realizzato 4 spedizioni in Himalaya con 5 nuove vie aperte su massicci alti fino a 6950m; 4 spedizioni in Patagonia con 2 nuove salite nel gruppo del Cerro Adela (zona Cerro Torre); una spedizione in solitaria sulla Cordillera Blanca in Per\u00f9, dove con gli sci ha realizzato due nuove discese estreme; ha viaggiato in Oman e Marocco, nell\u2019Isola de la Reunion, in Grecia e USA arrampicando e praticando canyoning, in Nuova Zelanda vivendo l\u2019avventura e in Kirghizistan scoprendolo attraverso lo sci d\u2019alpinismo.<br \/>\nHa tre nominations al \u201cPiol\u00e8t d\u2019Or\u201d per altrettante prime salite.<br \/>\nDal 1998 \u00e8 Guida di canyoning. Guida Alpina nel 2006. Dal 2017 Istruttore Guide Canyoning in Italia.<br \/>\nTra le prime salite degne di nota:<br \/>\n2023: Prima salita completamente in libera, in style \u201cDryTooling\u201d della Via degli Inglesi, 700m. M8+, alla Nord del Piz Badile.<br \/>\n2021: \u201cUnicorno\u201d M6+\/AI5+ 400 mt Cimon di Palantina con Barry Bona e Diego Toigo<br \/>\n\u201cAlchimia\u201d cima de Gasperi assieme a Emanuele Andreozzi 700 mt M6+<br \/>\nConcatenamento delle 4 Pale di San Lucano con Diego Toigo, 4000 metri positivi di cui 2600 arrampicata fino al 7+<br \/>\n4a Pala \u201cMario Tom\u00e8 Bariza\u201d prima ripetizione<br \/>\n3a Pala \u201cPilastro bianco\u201d prima ripetizione + creste di milarepa<br \/>\n2a Pala \u201cSangre y corazon\u201d via nuova 850 mt 7<br \/>\n1a Pala \u201cvia del diedro+ Raffaella\u201d prima ripetizione<br \/>\n2020: \u201cLa Churri\u201d 185m. M8\/WI5+. Val Travenanzes<br \/>\n\u201cMadre Tierra\u201d 730m. M6+\/AI5+, Rocchetta Alta di Bosconero<br \/>\n\u201cJaia\u201d 500m. AI5, versante nord del Monte Pelf 2502m.<br \/>\n\u201cLa Flaca\u201d 155m. AI5\/M6\/IV<br \/>\n2018: \u201cIrene \u201c300m. VIII-, nella Prima Pala di San Lucano<br \/>\n\u201cL\u2019insonnia Di Ganesh\u201d 225m. VII, Cima Castellaz, Val di Zoldo<br \/>\n2017: \u201cLa Bruixa\u201d 75m. W6, M6, nella Val Zemola<br \/>\n\u201cVal Pissa\u201d 105m. W6, M9<br \/>\n\u201cCascata da Pino\u201d 155m. W5+, M6+, in Val Cimoliana<br \/>\n\u201cInfection\u201d W6, M7\/+, A Igne (Longarone)<br \/>\n\u201cLlops De Mar\u201d 850m. VII, nella 2\u00b0 Pala di San Lucano<br \/>\n2016: \u201cPilar Dudh Khunda\u201d, 1400m. VI\/6a, AI4, M4, Mt. Karyolung 6511m. (Nominata a Piolets d\u2019Or)<br \/>\n\u201cNepali Sun\u201d, 1000m. VI\/5, M4, Mt. Numbur 6959m<br \/>\n2015, Nuova via in Patagonia (Cerro Adela) \u201cBalas y Chocolate\u201d, 800m. WI 5+, A2, M6+, X (Nominata a Piolets d\u2019Or)<br \/>\n2013, Nuova via in Nepal \u201cMonsoon\u201d 1500m.\/75\u00ba, Kang Nachugo 6735m., Rolwaling (Nominata a Piolets d\u2019Or)<br \/>\n2012. Patagonia: ripetizione Titanic sulla Torre Egger, e ripetizione VIA BUSCAINI sull\u2019Aig. St Exupery<br \/>\n2008: Nuova via in Nepal \u201cFree Tibet\u201d 2065, 1500m\/V+\/80\u00ba\/M5+ sulla parete Ovest del Ama Dablam<br \/>\n2007: Nuova via in Patagonia \u201cAsamblea De Majaras\u201d, 1000m\/ED\/95\u00ba\/m5+, Cerro Adela, accanto al Cerro Torre<br \/>\n2005: ripetizione via Maestri al Cerro Torre.<br \/>\nALESSANDRO MASUCCI<br \/>\nZoldo Alto (BL), 1943<\/p>\n<p>Premio Pelmo d\u2019Oro 2023<br \/>\nper la carriera alpinistica<\/p>\n<p>Alpinista che in tre decenni di attivit\u00e0 severa ed eticamente impeccabile ha scritto il suo nome sul Pelmo e su tutte le crode della Val di Zoldo, allora poco conosciute e ancor meno percorse, individuando con occhio sapiente e concretizzando con tenace passione ben 140 nuove linee di salita.<\/p>\n<p>Profilo<br \/>\nAlessandro Masucci nasce in Val di Zoldo, dove la madre si era rifugiata presso la famiglia di origine per sfuggire ai bombardamenti allora in atto nel veneziano. Dopo la guerra la famiglia torna a Venezia, ma d\u2019estate Alessandro trascorre le vacanze presso la zia materna, dove comincia la sua fascinazione per le Dolomiti.<br \/>\nRacconta lui stesso: \u201c&#8230;mia madre mi aveva accompagnato, ragazzino, su per la Mont dai Coi fin sotto il Pelmo. Giunti sulle ultime ghiaie, aveva assecondato il mio desiderio di spingermi ancora pi\u00f9 su, per poter toccare con le mani le prime rocce. Conservo ancora la foto che mi scatt\u00f2. Toccata per la prima volta la roccia del Pelmo, non l\u2019ho pi\u00f9 lasciata\u201d.<br \/>\nA 13 anni, da solo, di nascosto, sale la normale. Fa persino il pastore supplente di capre.<br \/>\nA Venezia, alla biblioteca del CAI divora i libri di Gervasutti, Mummery, Casara.<br \/>\nComincia ad arrampicare a Santa Felicita con gli amici della Scuola Sergio Nen del CAI di Venezia e con alterne fortune affronta le prime ripetizioni in Dolomiti. Ma gi\u00e0 arde il desiderio di cimentarsi su pareti inesplorate, che in quegli anni in Val di Zoldo non mancano.<br \/>\nNel settembre 1962, a 19 anni, con Paolo Micconi, apre con un bivacco in parete la sua prima via: ben 1000 metri nel gran diedro che caratterizza la parete Nord del Pelmetto. Dichiarano difficolt\u00e0 fino al V superiore, ma successivamente due passaggi verranno valutati dal triestino Bruno Crepaz di VI.<br \/>\nNel 1966 si compone la cordata con Giuliano De Marchi: insieme saliranno pi\u00f9 di 300 vie tra ripetizioni e nuovi itinerari. L\u2019attivit\u00e0 di Alessandro Masucci \u00e8 sterminata: 922 vie. Del Pelmo conosce ogni cengia. Le vie nuove sono 140, di cui 20 tra Pelmo, Dambra, Pala Sud e Pelmetto e 12 sul versante zoldano della Civetta, ma il suo nome lo troviamo di frequente sulle pareti dei gruppi di Bosconero, San Sebastiano-Tamer, Mezzod\u00ec-Pramper e Croda da Lago.<br \/>\nIl suo alpinismo in apertura \u00e8 sempre improntato a un\u2019etica rigorosa e alla rinuncia del chiodo a pressione. Tra i suoi compagni abituali, oltre a De Marchi, Franco Pianon, Paolo Sperandio, Soro Dorotei.<br \/>\nNel 1980 fa parte della nutrita spedizione all\u2019Everest capeggiata da Franco Santon, di cui fanno parte anche Sergio Martini e Giuliano De Marchi, che arriveranno per\u00f2 solo all\u2019anticima.<br \/>\nViene ammesso a far parte del Club Alpino Accademico nel 1985, anno in cui compie anche una delle rarissime ripetizioni della via Haupt-L\u00f6mpel alla Cima Sud della Civetta, aperta nel 1910, che valuter\u00e0 con passaggi di VI- e che lo indurr\u00e0 ad impegnarsi appassionatamente affinch\u00e9 a Gabriel Haupt venisse riconosciuto il primo sesto grado delle Dolomiti, risolto quindi ben 15 anni prima di quello universalmente riconosciuto a Emil Solleder, sempre in Civetta.<br \/>\nA 55 anni si interrompe bruscamente la carriera alpinistica di Masucci, colpito da un ictus che gli lascer\u00e0 una emiparesi al lato sinistro. Lui, mancino puro, si impegner\u00e0 in una dura riabilitazione. Interessanti, arguti e ricchi di informazioni storiche i suoi numerosi articoli, per Le Alpi Venete e altre pubblicazioni. Fa infatti parte anche del GISM, il gruppo scrittori di montagna. Orientati dopo 4 anni gli studi in Medicina nella passione per gli animali, si \u00e8 laureato in Veterinaria a Milano, campo in cui ha esercitato la sua professione, diventando responsabile del Servizio Veterinario della ULSS di Belluno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ITALO ZANDONELLA CALLEGHER<br \/>\nDosoledo di Comelio Superiore, 1948<\/p>\n<p>Premio Pelmo d\u2019Oro 2023<br \/>\nper la cultura alpina<\/p>\n<p>Fine editorialista, brillante scrittore, eccellente alpinista. Ma, soprattutto ed in ogni sua attivit\u00e0, montanaro profondamente dolomitico, di sconfinata cultura alpina. La sua penna ha riempito pagine e pagine raccontando delle montagne di casa non solo i profili, la storia, la vita, ma pure i valori che si traducono in dialogo universale della gente dei monti.<\/p>\n<p>Profilo<br \/>\nAlpinista e scrittore, Italo Zandonella Callegher \u00e8 accademico del CAI e del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna, nonch\u00e9 socio onorario del Club Alpino Italiano.<br \/>\n\u00c8 stato direttore editoriale della stampa nazionale del CAI per 16 anni, direttore editoriale de Le Dolomiti Bellunesi per 30 anni e autore di numerose guide escursionistiche e di importanti volumi sulla storia alpinistica delle Dolomiti Orientali.<br \/>\nE\u2019 stato, inoltre, presidente del Trento Film Festival per sei anni, il primo con un mandato rinnovato.<br \/>\nHa scritto una ventina di libri di montagna, saggi e articoli. Tra le sue opere ricordiamo \u201cLa valanga di Selvapiana\u201d, in cui Italo Zandonella Callegher descrive l\u2019epica traversata di Cima Undici da parte degli alpini \u00abMascabroni\u00bb e un episodio dell\u2019inverno 1915-1916, quando una valanga travolse una cinquantina di territoriali riservisti impegnati a rifornire l\u2019avamposto incaricato di conquistare il Passo della Sentinella.<br \/>\nAltra opera importante \u00e8 \u201cIl pastore che amava i libri\u201d.<br \/>\nEd inoltre \u201cDolomiti:escursioni scelte\u201d ed il libro relativo ai Monti del Comelico e Sappada edito da Athesia e peraltro tradotto in tedesco con prefazione dell\u2019allora presidente del club alpino tedesco, Fritz Maerz.<br \/>\nE&#8217; stato assistente di Folco Quilici per l\u2019opera da lui fatta sulle Alpi.<br \/>\nHa ricevuto il Premio letterario internazionale \u00abCitt\u00e0 di Gaeta\u00bb e il Premio Nazionale \u00abAlpini Sempre\u00bb, Ponzone-Acqui Terme.<br \/>\nHa all\u2019attivo un centinaio di ascensioni classiche nelle Dolomiti con una ventina di vie nuove anche extraeuropee.<br \/>\nNel solitario gruppo del Duranno ha aperto dodici vie nuove di notevole difficolt\u00e0 tecnica e psicologica.<br \/>\nFra tutte le imprese extraeuropee vanno ricordate la spedizione nel Karakorum al Latok (7151 m) con prima salita ad altre quattro cime e, la seconda, nel Tien-Shan, Asia Centrale, Kirghizistan, cui Zandonella Callegher ha partecipato come unico italiano alla spedizione internazionale organizzata dall\u2019UIAA in onore dei cento anni del Comitato Olimpico Internazionale: nel corso della spedizione<br \/>\nviene salito l\u2019inviolato Mount Olimpia, 5026 metri.<br \/>\nHa seguito per anni, anche come membro della Giuria, il Premio Pelmo d\u2019Oro.<br \/>\nOSCAR DE BONA e ROBERTO DE MARTIN<\/p>\n<p>Pelmo d\u2019Oro 2023<br \/>\nPremio Speciale della Provincia<\/p>\n<p>Vivere tra le montagne pi\u00f9 belle del mondo comporta anche il dovere di raccontarle, di farle conoscere, superando il silenzio della pietra e del bosco, dando voce alla solennit\u00e0 delle crode. Oscar De Bona e Roberto De Martin hanno ideato questo premio venticinque anni fa proprio allo scopo di dare risalto alle montagne bellunesi e alle genti che le vivono.<\/p>\n<p>OSCAR DE BONA<br \/>\nTrichiana (BL), 1948<\/p>\n<p>Presidente della Provincia di Belluno dal 1990 al 2004, Oscar De Bona \u00e8 uno dei personaggi pubblici e dei volti pi\u00f9 noti della Provincia di Belluno.<br \/>\nAssessore Regionale dal 2005 al 2010, Presidente dell\u2019Ente Fiera di Longarone-Dolomiti dal 2010 al 2015, Sindaco nel 1990 e Consigliere comunale dal 1975 al 2009 nel suo paese natale, Trichiana, oggi parte del Comune di Borgo Valbelluna.<br \/>\nIn attualit\u00e0, dal 2012 \u00e8 Presidente dell\u2019Associazione Bellunesi nel Mondo e dal 2018 \u00e8 Vicepresidente dell\u2019Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati. Recentemente \u00e8 stato nominato membro del Consiglio Generale degli Italiani all\u2019estero.<br \/>\nDurante il periodo in cui fu Presidente della Provincia ha dato vita a due importanti Premi: il Premio Pelmo d\u2019Oro nel 1998 e il Premio Bellunesi che hanno onorato la Provincia di Belluno in Italia e nel Mondo nel 2000.<br \/>\nIl Premio Pelmo d\u2019Oro ha visto la sua genesi nel 1997 quando, nel corso di una riunione, Roberto De Martin ha lanciato l\u2019idea nell\u2019intento di valorizzare le montagne e le genti bellunesi.<br \/>\nSubito, grazie all\u2019innata capacit\u00e0 di cogliere le buone idee, l\u2019Amministrazione guidata da De Bona ha raccolto il suggerimento di De Martin e l\u2019ha concretizzato nella consegna del 1\u00b0 Pelmo d\u2019Oro la cui cerimonia si \u00e8 svolta a Cortina d\u2019Ampezzo presentata da Paola Gigliotti, rappresentante del CAI all\u2019UIAA.<\/p>\n<p>ROBERTO DE MARTIN<br \/>\nCorteno Golgi (BS), 1944<\/p>\n<p>Nato a Corteno Golgi (BS) il 19.08.1944 da padre cadorino e madre camuna. Formazione scolastica in Alto Adige (Elementari a Merano, Medie e Ginnasio a Brunico, I^ Liceo Classico Dante Alighieri a Bressanone) e in Liguria (II^ e III^ Liceo Classico Andrea Doria a Genova).<br \/>\nLaurea in Giurisprudenza conseguita con lode a Genova (1968) e specializzazione in scienze sociali (1971).<br \/>\nUfficiale di Complemento in Brigate Alpine (Cadore e Tridentina) 1968\/1969.<br \/>\nDirigente d\u2019Azienda industriale dal 1973, per diciannove anni.<br \/>\nVice Presidente nazionale Gruppo Giovani Industriali di Confindustria durante la presidenza Abete dal 1978 al 1982.<br \/>\nMembro della Giunta di Confindustria dal 1983 al 1986.<br \/>\nVice presidente dell\u2019Associazione Industriali della Provincia di Bolzano 1980\/1984 e della Federazione Regionale Trentino Alto Adige.<br \/>\nPer sei anni direttore dell\u2019Associazione Industriali della Provincia di Mantova e poi per altri otto direttore dell\u2019Associazione Industriali della Provincia di Belluno.<br \/>\nDal 1\u00b0 giugno 2006 al 7 luglio 2011 Direttore Generale di FederlegnoArredo, ora Consigliere del Presidente.<br \/>\nConsigliere del CNEL \u2013 Consiglio Nazionale Economia e Lavoro \u2013 dal luglio 2010 al 2012.<br \/>\nConsigliere Centrale del Club Alpino Italiano dal 1976 al 1979 e dal 1991.<br \/>\nRappresentante del Club Alpino Italiano nell\u2019Associazione Internazionale delle Associazioni Alpinistiche (UIAA) dal 1987 al 1992.<br \/>\nPresidente Generale del Club Alpino Italiano dal 1992 al 1998. Gi\u00e0 osservatore permanente nel gruppo di lavoro \u201cPopolazione e Cultura\u201d della Convenzione delle Alpi.<br \/>\nDal 1997 Vice Presidente del Club Arc Alpin, la federazione di Club Alpini dell\u2019arco alpino che rappresenta due milioni di Soci. Presidente del Club Arc Alpin dal 2001 a settembre 2004.<br \/>\nDal 2000 al 2008 Vicepresidente Associazione Premio letterario Gambrinus \u201cGiuseppe Mazzotti\u201d, ora nel collegio dei probiviri. Nel 2005 Presidente Fondazione per l\u2019Universit\u00e0 e l\u2019Alta Cultura in Provincia di Belluno.<br \/>\nDal 2011 al 2017 Presidente del Trento Film Festival, di cui \u00e8 tutt\u2019ora membro del Consiglio Direttivo.<br \/>\nGiornalista pubblicista, revisore legale; Grande Ufficiale Repubblica Italiana, cittadino onorario di Niardo (BS) e di Farindola (PE). Premio ANA Cadore 2002 e premio Espansione per l\u2019Europa 1985. Dal 2012 nel \u201cLibro dell\u2019Onore\u201d della Magnifica Comunit\u00e0 di Cadore. Presidente e ora socio UCID\/AGUS di Bolzano.<br \/>\nSocio Onorario del Club Alpino Italiano dal 2019.<br \/>\nE\u2019 stato fino al 2020 membro della Giuria Pelmo d\u2019Oro.<\/p>\n<p>ALPINE CLUB<br \/>\nLondra, 1857<\/p>\n<p>Pelmo d\u2019Oro 2023<br \/>\nPremio Speciale Dolomiti UNESCO<\/p>\n<p>Primo club alpino del mondo, l\u2019Alpine Club, venne fondato a Londra il 22 dicembre 1857 da John Ball. Tale iniziativa fu ispirata dall\u2019impresa che lo stesso Ball comp\u00ec due mesi prima quando, accompagnato da una guida di Borca di Cadore, effettu\u00f2 la prima ascensione alpinistica sul Monte Pelmo, uno dei simboli delle Dolomiti. Questi primi alpinisti divennero anche i principali osservatori e divulgatori di quei valori estetici, paesaggistici e scientifici che oggi sono universalmente apprezzati e che si trovano alla base del riconoscimento che l\u2019UNESCO ha voluto conferire nel 2009 alle Dolomiti.<\/p>\n<p>Profilo<\/p>\n<p>Era il 19 settembre 1857 quando il naturalista John Ball, compiendo la prima ascensione nota al Monte Pelmo attraverso la cengia che porta il suo nome, inaugurava la storia alpinistica delle Dolomiti.<br \/>\nFacendo tesoro di tale impresa, non passavano 100 giorni (94 per la precisione) che egli, il 22 dicembre 1857, fondava all\u2019Ashley\u2019s Hotel di Londra l\u2019Alpine Club, il primo club alpino del mondo, di cui fu primo Presidente.<br \/>\nL\u2019ascensione al Pelmo del 1857 \u00e8 stata, dunque, la scintilla da cui \u00e8 scaturito l\u2019alpinismo: baricentro delle Dolomiti, il Pelmo, consacrato il 26 giugno 2009 patrimonio dell\u2019umanit\u00e0 per lo straordinario valore paesaggistico e naturalistico, \u00e8 stato culla, a sua volta, di un patrimonio immateriale dell\u2019umanit\u00e0, l\u2019alpinismo, come tale riconosciuto dall\u2019UNESCO l\u201911 dicembre 2019, che ha trovato nell\u2019Alpine Club la sua gestazione e prima concretizzazione.<br \/>\nI fondatori dell\u2019Alpine Club erano alpinisti attivi nelle Alpi, determinanti nello sviluppo dell\u2019alpinismo durante l\u2019et\u00e0 d\u2019oro dell\u2019alpinismo stesso (1854\u20131865).<br \/>\nL\u2019Alpine Club era inizialmente descritto come \u201ca club of English gentlemen devoted to mountaineering, first of all in the Alps, members of which have successfully addressed themselves to attempts of the kind on loftier mountains\u201d (trad.: un\u2019associazione di gentiluomini inglesi praticanti l\u2019alpinismo, specialmente nelle Alpi, i cui membri si sono dedicati con successo a tentativi del genere sulle montagne pi\u00f9 alte).<br \/>\nInfatti, per oltre 150 anni, i membri sono stati all\u2019avanguardia nello sviluppo e nell\u2019esplorazione dell\u2019alpinismo mondiale.<br \/>\nFino al 1974 il club era riservato esclusivamente agli uomini. Solo nel 1975, a pochi mesi dall\u2019apertura delle iscrizioni alle donne, fu concordata una fusione con il Ladies\u2019 Alpine Club, fusione da cui il Club ottenne cos\u00ec circa 150 nuovi membri.<br \/>\nL\u2019Alpine Club fu la prima associazione del genere a nascere; negli anni successivi nacquero tutte le principali associazioni alpinistiche degli altri Paesi.<br \/>\nDal 1863 l\u2019Alpine Club pubblica The Alpine Journal, la pi\u00f9 antica rivista alpinistica. Oggetto degli articoli sono soprattutto le avventure dei maggiori alpinisti, i cui racconti sono corredati di numerose carte e mappe. Il giornale servir\u00e0 da modello ad altre riviste specialistiche del settore che appariranno negli anni seguenti.<br \/>\nL\u2019Alpine Club \u00e8, altres\u00ec, particolarmente noto per aver sviluppato i primi attrezzi specifici per l\u2019alpinismo, incluso un nuovo tipo di corda. L\u2019obiettivo era progettare una corda forte e leggera che potesse essere trasportata facilmente. Un comitato del club ha testato i campioni dei fornitori e ha preparato la corda ufficiale dell\u2019Alpine Club nel 1900, composta da tre fili di canapa manila, trattati per essere imputrescibili e contrassegnati con un filo rosso di filato pettinato.<br \/>\nLa storia del club \u00e8 stata documentata da George Band nel suo libro \u201cSummit: 150 Years of the Alpine Club\u201d.<br \/>\nSILVANA ROVIS \u2013 alla memoria<br \/>\nFiume &#8211; Istria, 1941<\/p>\n<p>Pelmo d\u2019Oro 2023<br \/>\nPremio Speciale Giuliano De Marchi<\/p>\n<p>Il suo amore per la montagna l\u2019ha portata, non solo ad esplorarla e a viverla intensamente ma, soprattutto, a raccontarla attraverso i suoi articoli e le sue interviste anche alle alpiniste donne cos\u00ec spesso trascurate, gi\u00e0 diventate capitoli di storia dell\u2019alpinismo.<\/p>\n<p>Profilo<\/p>\n<p>Silvana Rovis era nata a Fiume il 19 ottobre 1941, prima di quattro sorelle; l\u2019unica delle quattro a essere nata nell\u2019Istria italiana. Dopo il forzato abbandono della sua terra e il conseguente trasferimento a Mestre, per molti anni fu segretaria della Presidenza della Camera di Commercio di Venezia, ambientandosi con facilit\u00e0 nel nuovo tessuto sociale cittadino.<br \/>\nSi iscrisse presso la Sezione del CAI lagunare nel 1967 e nello stesso anno ader\u00ec alla Sezione di Mestre della Giovane Montagna, dove incontr\u00f2 Paolo Rematelli, il compagno ideale per condividere viaggi, vette e tutta la vita.<br \/>\nCon lui ha praticato l\u2019alpinismo e lo sci alpinismo in varie zone italiane ed europee. Poi, con una R4 gialla, i due iniziano viaggi di conoscenza del Medio Oriente: Siria, Giordania, Iran, Iraq, Algeria, Tunisia. In seguito la frontiera si spost\u00f2 ancora pi\u00f9 a oriente; in Nepal, nella valle del Marsyandi, e in Ladakh, nella valle della Marka. Poi la Cina, in particolare il Tibet e la regione del Sinkiang. Seguirono Pakistan, India e Uzbekistan. Quindi fu la volta della Tanzania, con la salita del Kilimangiaro, e dell\u2019Alto Atlante marocchino; non potevano poi mancare il Sudamerica e l\u2019Argentina patagonica e la partecipazione alle spedizioni fino ai campi base dell\u2019Everest e del K2 sui due versanti.<br \/>\nUna buona parte della vita di Silvana \u00e8 stata dedicata al CAI. Ha sempre scritto molto dedicandosi soprattutto alla storia dell\u2019alpinismo e alla presentazione di personaggi legati a quel mondo, partecipando alla stesura di numerose pubblicazioni.<br \/>\nCon Bepi Pellegrinon \u00e8 autrice del volume: &#8220;Arturo Dalmartello, Le montagne di un alpinista fiumano&#8221; (salitore con Emilio Comici dei Campanili di Popera in Comelico) e con Mirco Gasparetto e Armando Scandellari ha curato &#8220;Alpinismo Veneto, dai 150 anni del Club Alpino Italiano, 1863 &#8211; 2013&#8221;.<br \/>\nPer la sua attivit\u00e0 letteraria fu invitata a entrare nel Gruppo Italiano Scrittori di Montagna (GISM) e premiata con alcuni premi tra cui il Premio Berti Premio Marcolin della sezione di Padova.<br \/>\nHa fatto anche parte della redazione di \u201cLiburnia\u201d, rivista della Sezione CAI di Fiume.<br \/>\nMa soprattutto \u00e8 stata redattrice e impagabile segretaria di \u201cLe Alpi Venete\u201d, la rivista ufficiale delle Sezioni venete e friulano-giuliane del CAI, dal 1987. In quell\u2019anno ha pubblicato il primo articolo sulla rivista: un\u2019intervista con Agostino Da Polenza sugli ottomila; l\u2019ultima intervista, con l\u2019alpinista Marika Freschi, \u00e8 stata pubblicata sul numero estivo 2020 della rivista qualche mese prima della sua scomparsa avvenuta l\u2019otto ottobre 2020. Fino all\u2019ultimo, quindi, mentre combatteva con coraggio e speranza la malattia, non ha rinunciato a portare a compimento gli impegni che si era assunta.<br \/>\nTra il 1987 a il 2020 ha seguito tutti i 64 numeri della rivista, pubblicando ben 71 scritti tra i quali le moltissime interviste, che lei sapeva fare con garbo e competenza e che rimarranno pilastri per la storia dell\u2019alpinismo soprattutto dolomitico; va sottolineato che moltissime riguardavano alpinisti donna che altrimenti sarebbero state dimenticate.<br \/>\nMa oltre al notevole aiuto nella redazione, Silvana ha svolto un impagabile lavoro di segreteria: quasi tutti i presidenti o i segretari di Sezione la ricorderanno per le email e le telefonate con le quali chiedeva il numero degli abbonati, gli indirizzi e quant\u2019altro poteva essere utile per la consegna nei tempi previsti di \u201cLe Alpi Venete\u201d.<br \/>\nE lo faceva sempre con precisione e con la sua voce allegra, gentile e squillante.<\/p>\n<p>IL PREMIO PELMO D\u2019ORO<br \/>\nL\u2019istituzione del Premio annuale itinerante denominato \u201cPelmo d\u2019Oro\u201d \u00e8 stata decisa dal Consiglio provinciale di Belluno contestualmente all\u2019approvazione del bilancio di previsione 1998. Il 12 maggio 1998, la Giunta ha stabilito i criteri di valutazione e ha costituito la prima commissione giudicatrice: presidente l\u2019assessore provinciale al Turismo Massimiliano Pachner delegato dal Presidente della Provincia Oscar De Bona, componenti l\u2019alpinista Agostino Da Polenza, la guida alpina Gianni Pais Becher, l\u2019accademico del CAI Italo Zandonella Callegher, l\u2019allora presidente generale del CAI Roberto De Martin, la guida alpina Soro Dorotei.<\/p>\n<p>Componenti della Giuria della XXV edizione del Premio \u201cPelmo d\u2019Oro\u201d sono:<br \/>\nRoberto Padrin | Presidente della Provincia di Belluno;<br \/>\nOrietta Bonaldo | Club Alpino Accademico Italiano;<br \/>\nFederico Bressan | Club Alpino Italiano<br \/>\nGiorgio Brotto | Club Alpino Italiano<br \/>\nPaolo Conz | CNSAS e guida alpina<br \/>\nGiorgio Peretti | Guide Alpine del Veneto<br \/>\nMarco Staunovo Polacco | Presidente del Consorzio BimPiave di Belluno<\/p>\n<p>Finalit\u00e0<br \/>\nLa Provincia di Belluno istituisce il Premio \u201cPELMO D\u2019ORO\u201d finalizzato al riconoscimento dei particolari meriti acquisiti da persone fisiche, enti pubblici e privati da associazioni e sodalizi nell\u2019ambito dell\u2019alpinismo e della solidariet\u00e0 alpina, della tutela e valorizzazione dell\u2019ambiente e delle risorse montane, della conoscenza e promozione della cultura, della storia, e delle tradizioni delle comunit\u00e0 delle Dolomiti Bellunesi. \u00c8 aperto, quindi, a tutte le espressioni di approccio e confronto con la montagna, in particolare a tutte le forme e ai modi di divulgazione dei valori di un patrimonio unico al mondo quali sono le Dolomiti Bellunesi.<br \/>\nTre, secondo regolamento, gli ambiti di giudizio della commissione giudicatrice:<br \/>\nSezione alpinismo in attivit\u00e0 \u2013 Il Premio viene conferito ad alpinisti o gruppi di alpinisti, sia italiani che stranieri, che abbiano svolto una significativa attivit\u00e0 nelle Dolomiti Bellunesi nel campo dell\u2019alpinismo classico, dell\u2019alpinismo moderno o nell\u2019arrampicata sportiva, contribuendo alla scoperta, conoscenza e valorizzazione delle Dolomiti Bellunesi o compiendo imprese di eccezionale rilievo.<br \/>\nSezione alla carriera alpinistica \u2013 Il Premio viene conferito ad alpinisti, gruppi di alpinisti o istituzioni, italiani o stranieri, che nel corso della loro carriera abbiano dato lustro alle Dolomiti Bellunesi ed alla provincia di Belluno anche realizzando imprese di carattere internazionale.<br \/>\nSezione cultura alpina \u2013 Il premio viene conferito a persone, enti pubblici o privati associazioni e sodalizi che con le loro opere scientifiche, artistiche o letterarie abbiano contribuito in modo significativo alla conoscenza, valorizzazione e divulgazione delle Dolomiti bellunesi e del patrimonio naturalistico ed ambientale della provincia di Belluno.<br \/>\nPremio Speciale della Provincia<br \/>\nIl premio viene attribuito a persone fisiche, anche non pi\u00f9 in vita, associazioni, enti pubblici e privati, per eccezionali meriti acquisiti nell\u2019ambito delle finalit\u00e0 istitutive del premio, mediante il conferimento annuale del \u201cPREMIO SPECIALE PELMO D\u2019ORO\u201d.<br \/>\nDal 2017 la Provincia di Belluno assegna uno speciale riconoscimento annuale su tematiche specifiche, come veicolo di divulgazione del riconoscimento UNESCO per promozione culturale, turistica, importanza geologica, paesaggistica, naturalistica e di qualit\u00e0 ambientale del territorio dolomitico, mediante il conferimento di un Premio Speciale dedicato alle Dolomiti UNESCO.<br \/>\nL\u2019ALBO D\u2019ORO<\/p>\n<p>1998 (Cortina d\u2019Ampezzo)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Gruppo Scoiattoli di Cortina d\u2019Ampezzo<br \/>\nCarriera alpinistica: Roberto Sorgato<br \/>\nCultura alpina: Camillo Berti e i suoi collaboratori<br \/>\nSegnalazioni: Armando Da Roit \u201cTama\u201d, Ettore Costantini \u201cVecio\u201d, Bepi De Francesch<br \/>\nMenzione d\u2019onore: Papa Giovanni Paolo II<\/p>\n<p>1999 (Belluno)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Maurizio Zanolla \u201cManolo\u201d<br \/>\nCarriera alpinistica: Alziro Molin<br \/>\nCultura alpina: Fondazione Giovanni Angelini<br \/>\nPremio speciale per la solidariet\u00e0 alpina: Delegazione bellunese del Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico<\/p>\n<p>2000 (Zopp\u00e9 di Cadore)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Marco Anghileri<br \/>\nCarriera alpinistica: Cesare \u201cCeci\u201d Pollazzon e Mariano De Toni<br \/>\nCultura alpina: Olaf Beer<\/p>\n<p>2001 (Selva di Cadore \u2013 Rifugio Aquileia)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Gildo Zanderigo<br \/>\nCarriera alpinistica: Franco Miotto<br \/>\nCultura alpina: Casa editrice Nuovi Sentieri<\/p>\n<p>2002 (Alleghe &#8211; Caprile)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Mauro \u201cBubu\u201d Bole<br \/>\nCarriera alpinistica: Georges e Sonia Livanos<br \/>\nCultura alpina: rivista \u201cLe Dolomiti Bellunesi\u201d<br \/>\nPremio speciale: Reinhold Messner<\/p>\n<p>2003 (San Vito di Cadore)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Luisa Iovane e Heinz Mariacher<br \/>\nCarriera alpinistica: Ignazio Piussi<br \/>\nCultura alpina: Luca Visentini e Mario Crespan<br \/>\nMenzione speciale: Marcello Bonafede e Natalino Menegus<\/p>\n<p>2004 (San Pietro di Cadore \u2013 Val Visdende)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Gruppo Ragni di Pieve di Cadore<br \/>\nCarriera alpinistica: Gabriele Franceschini<br \/>\nCultura alpina: Vico Calabr\u00f2<br \/>\nMenzione speciale: Angelo Devich<br \/>\nMenzione speciale alla memoria: vescovo Vincenzo Savio<\/p>\n<p>2005 (Zoldo Alto \u2013 Fusine)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Giuliano De Marchi<br \/>\nCarriera alpinistica: Pierre Mazeaud<br \/>\nCultura alpina: Wolfgang Thomaseth<br \/>\nMenzione speciale: Alessandro Masucci e Pietro Sommavilla<br \/>\nPremio speciale della Giunta Provinciale: Mario Rigoni Stern<\/p>\n<p>2006 (Feltre)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Ivo Ferrari<br \/>\nCarriera alpinistica: Gruppo Rocciatori CAI Feltre<br \/>\nCultura alpina: Robert Striffler<br \/>\nMenzione speciale: Andy Holzer e Erik Weihenmayer<br \/>\nPremio speciale della Giunta Provinciale: Associazione Internazionale \u201cDino Buzzati\u201d in memoria di Nella Giannetto<\/p>\n<p>2007 (Livinallongo del Col di Lana)<\/p>\n<p>Alpinismo in attivit\u00e0: Alexander e Thomas Huber<br \/>\nCarriera alpinistica: Alessandro Gogna<br \/>\nCultura alpina: Bepi De Marzi<br \/>\nPremio speciale della Giunta Provinciale: Rolly Marchi<br \/>\nMenzione speciale: gestori di rifugi alpini ed escursionistici da 50 anni<br \/>\nStella Alpina d\u2019oro: Rifugi Alpini<br \/>\nRifugio Lavaredo \u2013 Auronzo di Cadore \u2013 famiglia Corte Col\u00f2<br \/>\nRifugio Capanna Tondi \u2013 Cortina d\u2019Ampezzo \u2013 famiglia Verzi<br \/>\nRifugio Cinque Torri \u2013 Cortina d\u2019Ampezzo \u2013 famiglia Alberti<br \/>\nRifugi Croda da Lago Gianni Palmieri e Nuvolau &#8211; Cortina d\u2019Ampezzo \u2013 famiglia Siorpaes \u201cki de Sorab\u00e0nces\u201d<br \/>\nRifugio Duca d\u2019Aosta \u2013 Cortina d\u2019Ampezzo \u2013 famiglia Lancedelli<br \/>\nRifugio Pomedes \u2013 Cortina d\u2019Ampezzo \u2013 famiglia Ghedina \u201cBibi\u201d<br \/>\nRifugio Giuseppe Volpi al Mulaz \u2013 Falcade \u2013 famiglia Adami<br \/>\nRifugio Tita Barba \u2013 Pieve di Cadore \u2013 famiglia Ciotti<br \/>\nRifugio Onorio Falier \u2013 Rocca Pietore \u2013 famiglia Del Bon<br \/>\nCampanula d\u2019oro: Rifugi escursionistici<br \/>\nRemauro \u2013 Cibiana di Cadore \u2013 famiglia De Zordo<br \/>\nAngelo Dibona \u2013 Cortina d\u2019Ampezzo \u2013 famiglia Recafina<br \/>\nLago d\u2019Aj\u00e0l \u2013 Cortina d\u2019Ampezzo \u2013 famiglia Dibona<br \/>\nItalo Lunelli \u2013 Comelico Superiore \u2013 famiglia Martini Barzolai<br \/>\nValparola \u2013 Livinallongo del Col di Lana \u2013 famiglia Trebo<br \/>\nPranolz \u2013 Trichiana \u2013 famiglia Magagnin<\/p>\n<p>2008 (Auronzo di Cadore)<\/p>\n<p>Alpinismo in attivit\u00e0: Gigi Dal Pozzo<br \/>\nCarriera alpinistica: Armando Aste<br \/>\nCultura alpina: Lothar Brandler<br \/>\nPelmo d\u2019Oro: Riccardo Cassin<br \/>\nMenzione speciale: Valerio Quinz<br \/>\nPremio speciale della Giunta Provinciale: Alpini del 7\u00b0 Reggimento<\/p>\n<p>2009 (Agordo)<\/p>\n<p>Alpinismo in attivit\u00e0: Gianni Gianeselli<br \/>\nCarriera alpinistica: Richard Goedeke<br \/>\nCultura alpina: Mauro Corona<br \/>\nPremio speciale della Giunta Provinciale: Sezione Agordina del Cai, Gruppo Gir, Stazione di Agordo del CNSAS<br \/>\nMenzione speciale: Campanula d\u2019oro: famiglia Vascellari, gestori da 50 anni del rifugio escursionistico \u201cCapanna degli Alpini\u201d \u2013 Calalzo di Cadore<br \/>\nMenzione speciale: riconoscimento alle famiglie bellunesi per il trentennale impegno d\u2019alpeggio<br \/>\nFamiglia De Nardin \u2013 Agordo<br \/>\nFamiglia Miola \u2013 Agordo<br \/>\nFamiglia Bressan \u2013 Agordo<br \/>\nFamiglia Follador \u2013 Falcade<br \/>\nFamiglia Pescosta \u2013 Falcade<br \/>\nFamiglia Giacometti \u2013 Feltre<br \/>\nFamiglia Zatta \u2013 Feltre<br \/>\nFamiglia Villabruna \u2013 Feltre<br \/>\nFamiglia De Paoli \u2013 Feltre<br \/>\nFamiglia Curto \u2013 Quero<br \/>\nFamiglia Casanova Borca \u2013 San Pietro di Cadore<br \/>\nFamiglia Pradetto Cignotto \u2013 San Pietro di Cadore<br \/>\nFamiglia Corso \u2013 Seren del Grappa<br \/>\nFamiglie Facchin e Guerriero \u2013 Sovramonte<\/p>\n<p>2010 (Tambre)<\/p>\n<p>Alpinismo in attivit\u00e0: Pietro Dal Pra<br \/>\nCarriera alpinistica: Giuseppe \u201cBepi\u201d Caldart<br \/>\nCultura alpina: Manrico Dell\u2019Agnola<br \/>\nPremio speciale della Giunta Provinciale: Guide Alpine della Regione Veneto<br \/>\nMenzione speciale alla memoria: Benito Saviane<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: Enzo De Menech \u201cBubu\u201d<\/p>\n<p>2011 (Com\u00e9lico Superiore)<\/p>\n<p>Alpinismo in attivit\u00e0: Marino Babudri e Ariella Sain<br \/>\nCarriera alpinistica: Mariano Frizzera e Sergio Martini<br \/>\nCultura alpina: Cesare Lasen<br \/>\nPremio speciale della Giunta Provinciale: Associazione Bellunesi nel Mondo<br \/>\nMenzione speciale alla memoria: Matteo Fiori<br \/>\nMenzione speciale: Achille Carbogno<br \/>\nMenzione speciale: Flavio Faoro<br \/>\nMenzione speciale: Gruppo Ricerche Culturali di Com\u00e9lico Superiore<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: Giacomo Cesca<\/p>\n<p>2012 (Pieve di Cadore)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Alessandro Ba\u00f9<br \/>\nCarriera alpinistica: Silvia Metzeltin e Adriana Valdo<br \/>\nCultura alpina: Telebellunodolomiti<br \/>\nMenzione speciale alla memoria: Alberto Bonafede e Aldo Giustina<br \/>\nMenzione speciale: Giorgio Ronchi<\/p>\n<p>2013 (Longarone)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Venturino De Bona e Renato Panciera<br \/>\nCarriera alpinistica: Franco Solina<br \/>\nCultura alpina: Walter Musizza e Giovanni De Don\u00e0<br \/>\nPremio speciale della Giunta Provinciale: Mario Fabbri<br \/>\nMenzione speciale: Francesco Turrin<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: \u00c9quipe Ambulatorio Giuliano De Marchi<br \/>\nPelmo d\u2019Oro: Club Alpino Italiano<\/p>\n<p>2014 (Falcade)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Nicola Tondini<br \/>\nCarriera alpinistica: Soro Dorotei<br \/>\nCultura alpina: Carlo Mondini e Aldo Villabruna<br \/>\nMenzione speciale alla memoria: Vittorino Cazzetta<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: Angelo Costola<\/p>\n<p>2015 (Sospirolo)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Maurizio Icio Dall\u2019Omo<br \/>\nCarriera alpinistica: Igor Koller<br \/>\nCultura alpina: Luciano Viazzi<br \/>\nPremio speciale della Provincia: Annibale Salsa<br \/>\nMenzione speciale alla memoria: Vincenzo Titi Dal Bianco<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: Fausto De Stefani<\/p>\n<p>2016 (Santo Stefano di Cadore e San Pietro di Cadore)<\/p>\n<p>Alpinismo in attivit\u00e0: Pierangelo Verri<br \/>\nCarriera alpinistica: Giorgio Redaelli<br \/>\nCultura alpina: Marco Albino Ferrari<br \/>\nPremio speciale della Provincia: Maurilio De Zolt<\/p>\n<p>2017 (Mel)<\/p>\n<p>Alpinismo in attivit\u00e0: Ferruccio Svaluto Moreolo<br \/>\nCarriera alpinistica: Bruno e Giorgio De Don\u00e0<br \/>\nCultura alpina: Daniela Perco<br \/>\nMenzione speciale alla memoria: Lorenzo Massarotto<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: Francesco Angelo Perlotto<br \/>\nPremio speciale Dolomiti UNESCO: Sergio Reolon<\/p>\n<p>2018 (Rocca Pietore)<\/p>\n<p>Alpinismo in attivit\u00e0: Maurizio Giordani<br \/>\nCarriera alpinistica: Josep Manuel Anglada<br \/>\nCultura alpina: Marco Paolini<br \/>\nMenzione speciale: Monica Campo Bagatin e Ugo Pompanin<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: S.U.E.M.<br \/>\nPremio speciale Dolomiti UNESCO: Oscar De Pellegrin<br \/>\nPremio speciale della Provincia: Costantino Costantin e Ivo Andrich<\/p>\n<p>2019 (Chies d\u2019Alpago)<\/p>\n<p>Alpinismo in attivit\u00e0: Stefano Santomaso<br \/>\nCarriera alpinistica: Lorenzo Lorenzi<br \/>\nCultura alpina: Armando Scandellari<br \/>\nMenzione speciale: Archivio storico di Belluno Feltre e Cadore<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: alla memoria di Maudi De March<br \/>\nPremio speciale Dolomiti UNESCO: Massimilano Ossini<br \/>\nPremio speciale della Provincia: Belluno Alza la Voce<\/p>\n<p>2021 (Cesiomaggiore)<\/p>\n<p>Alpinismo in attivit\u00e0: Christoph Hainz<br \/>\nCarriera alpinistica: Eugenio Bien<br \/>\nCultura alpina: Giuliano Dal Mas<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: Dante Colli<br \/>\nPremio speciale Dolomiti UNESCO: CAI Mestre \u2013 Rifugio Galassi<br \/>\nPremio speciale della Provincia: Giuseppe Tabacco<\/p>\n<p>2022 (Vigo di Cadore)<\/p>\n<p>Alpinismo in attivit\u00e0: Francesco Vascellari e Loris De Barba<br \/>\nCarriera alpinistica: Mauro Valmassoi<br \/>\nCultura alpina: Piero Sommavilla<br \/>\nPremio speciale Dolomiti UNESCO: Anselmo Cagnati<br \/>\nPremio speciale della Provincia: Stefania Constantini e Ren\u00e9 De Silvestro<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 San Tomaso Agordino a ospitare la 25^ edizione del Premio Pelmo d\u2019Oro. 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