{"id":125580,"date":"2021-06-29T13:55:39","date_gmt":"2021-06-29T11:55:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bellunopress.it\/?p=125580"},"modified":"2021-06-29T13:58:08","modified_gmt":"2021-06-29T11:58:08","slug":"pelmo-doro-2021-premiati-eugenio-bien-per-la-carriera-alpinistica-e-giuliano-dal-mas-per-la-cultura-alpina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2021\/06\/29\/pelmo-doro-2021-premiati-eugenio-bien-per-la-carriera-alpinistica-e-giuliano-dal-mas-per-la-cultura-alpina\/","title":{"rendered":"Pelmo d&#8217;Oro 2021. Premiati Eugenio Bien per la carriera alpinistica, Giuliano Dal Mas per la cultura alpina, Christoph Hainz per l\u2019alpinismo in attivit\u00e0"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_125581\" aria-describedby=\"caption-attachment-125581\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2021\/06\/29\/pelmo-doro-2021-premiati-eugenio-bien-per-la-carriera-alpinistica-e-giuliano-dal-mas-per-la-cultura-alpina\/giuliano-dal-mas_edited\/\" rel=\"attachment wp-att-125581\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-125581\" src=\"https:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/giuliano-dal-mas_edited.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"548\" srcset=\"https:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/giuliano-dal-mas_edited.jpg 800w, https:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/giuliano-dal-mas_edited-500x343.jpg 500w, https:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/giuliano-dal-mas_edited-218x150.jpg 218w, https:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/giuliano-dal-mas_edited-696x477.jpg 696w, https:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/giuliano-dal-mas_edited-613x420.jpg 613w, https:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/giuliano-dal-mas_edited-100x70.jpg 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-125581\" class=\"wp-caption-text\">Giuliano Dal Mas<\/figcaption><\/figure>\n<p>Sar\u00e0 Cesiomaggiore ad ospitare la 23^ edizione del Premio Pelmo d\u2019Oro.<br \/>\nL\u2019appuntamento, con l\u2019attesa cerimonia, \u00e8 per sabato 24 luglio 2021 alle ore 10,30 nella Sala Polifunzionale in localit\u00e0 Pradenich.<br \/>\nCesiomaggiore, borgo di antica origine come testimoniano recenti ritrovamenti archeologici dell\u2019et\u00e0 del Bronzo \u2013 Ferro e il ritrovamento di un cippo miliario romano della via Claudia Augusta, \u00e8 sede dell\u2019interessante Museo Storico della Bicicletta: una collezione di cicli dall\u2019800 ai giorni nostri raccolta da Sergio Sanvido nel corso della sua vita e donata poi al Comune.<br \/>\nSempre a Cesiomaggiore, in localit\u00e0 Seravella, nell\u2019antica dimora di campagna dei conti Avogadro degli Azzoni \u00e8 ospitato il Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi che conserva testimonianze e reperti della cultura delle popolazioni rurali dell\u2019intero territorio provinciale. Il Museo, suddiviso in molteplici sezioni dedicate all\u2019alimentazione, alla vita in quota, alle testimonianze della lingua e della cultura popolare e ai racconti, canti e musica, testimonia l\u2019antica vita rurale e il legame dei popoli bellunesi con le montagne che li circondano.<br \/>\nOltre ai meravigliosi scorci naturali, che si estendono dal Lago di Busche alla selvaggia Val Canzoi, nel territorio cesiolino si conservano testimonianze di un ricco passato, fra antichi castelli e magnifiche ville.<br \/>\nIl Comune di Cesiomaggiore ha intitolato la scuola dell\u2019infanzia della frazione di Pez, suo paese natale, al concittadino Guido Rossa, grande arrampicatore, accademico del Club Alpino, ucciso a Genova nel 1979 per aver denunciato un compagno di lavoro sorpreso a distribuire documenti delle Brigate Rosse all\u2019interno della fabbrica in cui lavorava.<\/p>\n<p>La cerimonia del Premio si aprir\u00e0 con il simbolico passaggio di consegne tra il Comune di Chies d\u2019Alpago, che ne ospit\u00f2 la precedente edizione nel 2019, e il Comune di Cesiomaggiore; e proseguir\u00e0, quindi, con la consegna dei premi 2021.<\/p>\n<p>I premiati Pelmo d\u2019Oro 2021 sono: l\u2019altoatesino Christoph Hainz per l\u2019alpinismo in attivit\u00e0, l\u2019agordino Eugenio Bien per la carriera alpinistica, il bellunese Giuliano Dal Mas per la cultura alpina.<br \/>\nQuest\u2019anno il Premio Speciale Dolomiti UNESCO sar\u00e0 assegnato alla Sezione CAI di Mestre per la gestione del rifugio Galassi e il Premio Speciale della Provincia di Belluno andr\u00e0 a Giuseppe Tabacco, fondatore e titolare delle Edizioni Tabacco.<br \/>\nPer finire, ma non di meno conto, la solidariet\u00e0 con il premio Giuliano De Marchi andr\u00e0 al carpigiano Dante Colli.<\/p>\n<p>Oltre alla consueta scultura del Monte Pelmo, opera del maestro Gianni Pezzei, vi saranno due opere realizzate dallo scultore Italo De Gol, nato e cresciuto tra Cesiomaggiore e Santa Giustina.<\/p>\n<p>La manifestazione, in collaborazione con la Fondazione Dolomiti UNESCO, gode del patrocinio della Regione del Veneto, del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e dell\u2019Unione Montana Feltrina. Fondamentale per l\u2019organizzazione e per il sostegno economico la \u201cCasa Comune\u201d composta da CAI-CNSAS-GUIDE ALPINE, il Consorzio BIM Piave, nonch\u00e9 la sponsorizzazione di Grafiche Antiga di Crocetta del Montello.<br \/>\nCollaborano alla giornata del Pelmo d\u2019Oro numerose associazioni e volontari tra cui: Gruppo Escursionisti Cesio, Pro Loco di Busche, Comitato S. Agapito, associazione di apicoltori L\u2019ApeRina, Comitato \u201cFesta della patata\u201d, Gruppo Folk di Cesiomaggiore, U.S. Cesio, associazione \u201cIl Tasso\u201d di Menin, Comitato \u201cSan Leonardo\u201d di Cesiominore, Comitato Pullir.<\/p>\n<p>Un nutrito e variegato programma far\u00e0 da contorno alla manifestazione la cui prima data \u00e8 in programma il 4 luglio con la corsa in montagna \u201cLa Selvarega\u201d giunta alla sua 4^ edizione.<br \/>\nSi proseguir\u00e0 poi il 17 luglio con una giornata dedicata ai recenti scavi archeologici in Valle di S. Agapito, con visite guidate a cura della Sopraintendenza ai Beni Archeologici durante la giornata e conferenza serale. La mattina del 18 luglio sar\u00e0 possibile visitare l\u2019apiario didattico presso il Museo Etnografico di Seravella, assistendo in sicurezza all\u2019apertura delle arnie e con assaggio del miele, mentre alla sera, in localit\u00e0 Orsera di Val Canzoi si terr\u00e0 una proiezione di splendide immagini che immortalano la fauna delle nostre montagne, a cura di Ivan Mazzon e Bruno Boz con intermezzi musicali del gruppo Rudem\u00e0. Il 24 luglio alle 20,30 prima visione del cortometraggio \u201cFar le parole coi s\u2019cios\u201d, dedicato alle luminarie di Sant\u2019Agapito, scritto e diretto da Teddy Soppelsa, riprese e montaggio di Roberto De Pellegrin, musiche di Valter Feltrin, prodotto dal Comitato di Sant\u2019Agapito. Sar\u00e0 l\u2019occasione per ascoltare anche \u201cLe voci della Valle\u201d, ovvero la Valle di S. Agapito nei ricordi dei suoi abitanti di un tempo: Bepi Bossana, Jio dei Gnudi, Jio dei Felizi, Gildo Sacchet e Gabriele Collet.<br \/>\nIl 22 luglio e il 12 agosto intrattenimento per i pi\u00f9 piccoli, con spettacoli di burattini a Cesiominore e Pullir.<br \/>\nIl 25 luglio il gruppo teatrale \u201cFuori di quinta\u201d presenter\u00e0 uno spettacolo teatrale sulla figura del sindacalista e alpinista di origini cesioline Guido Rossa, con un approfondimento iniziale relativo alla sua attivit\u00e0 alpinistica. La sera del 28 luglio scopriremo l\u2019abitato di Montagne, con l\u2019architetto Alessandro Moretto. Seguir\u00e0 il 29 luglio la presentazione del libro \u201cContro la peste\u201d di Bianca Simonato Zasio, cesiolina, grande appassionata di montagna e ricerche storiche, mancata nel 2019. Il 30 luglio, infine, il Gruppo Escursionisti Cesio racconter\u00e0 la sua trentennale storia di attivit\u00e0 nel territorio.<br \/>\nDopo il successo dello scorso anno, ritornano i clown e gli acrobati del Circo Patuf: dal 6 al 15 agosto sar\u00e0 possibile ammirare le loro incredibili performances e anche scoprire i segreti del circo, grazie alle visite guidate dietro le quinte.<br \/>\nDal 20 al 22 agosto un altro appuntamento da non mancare con la \u201cFesta della patata\u201d, giunta alla sua ventesima edizione.<br \/>\nAccanto a queste iniziative, sono previste poi delle escursioni giornaliere a piedi e delle camminate di Nordic Walking per conoscere da vicino le bellezze naturalistiche del Comune di Cesiomaggiore: domenica 25 luglio con partenza da Piazza Mercato un piacevole itinerario ad anello di circa 10 km; il 31 luglio e il primo agosto per gli appassionati della camminata sportiva l\u2019appuntamento \u00e8 a Pradenich; poi l\u20198 agosto si sale in quota lungo il sentiero Corrado De Bastiani (impegnativo), per terminare marted\u00ec 10 agosto, con partenza dalla chiesa di Pullir, per una passeggiata facile dedicata a fiori e piante nel giorno di San Lorenzo, patrono della frazione.<br \/>\nSi consiglia di visitare il sito www.comune.cesiomaggiore.bl.it per il programma dettagliato delle iniziative.<\/p>\n<p><strong>Ecco il programma dettagliato degli eventi intorno al Pelmo d\u2019Oro:<\/strong><\/p>\n<p>Tutti i sabati e le domeniche si potranno visitare i Musei presenti nel territorio cesiolino, con i seguenti orari:<br \/>\nMuseo Storico della Bicicletta: 9.30-12.30 e 15-18<br \/>\nMuseo Etnografico della Provincia di Belluno: 15-18.30<\/p>\n<p>4 luglio 2021<br \/>\nVal Canzoi<br \/>\nLa \u201cSelvarega\u201d IV Edizione<br \/>\nIl trail pi\u00f9 selvaggio delle Dolomiti, con 27.5 km e 1600 metri di dislivello<\/p>\n<p>17 luglio 2021 ore 20.30<br \/>\nSala conferenze del Museo Etnografico di Seravella<br \/>\nAbitare in Valle di Sant\u2019Agapito tra l\u2019et\u00e0 del Bronzo e l\u2019et\u00e0 del Ferro \u2013 nuove ricerche archeologiche a Cesiomaggiore<br \/>\na cura di Chiara D\u2019Inc\u00e0, Ispettrice Sopraintendenza ai Beni Archeologici del Veneto e Flavio Cafiero, archeologo<br \/>\nDurante la giornata sar\u00e0 possibile visitare il sito archeologico prenotando presso la Biblioteca comunale tel. 0439 43480<\/p>\n<p>18 luglio 2021 dalle ore 9 alle 12<br \/>\nMuseo Etnografico di Seravella<br \/>\nVisita guidata all\u2019apiario didattico<br \/>\na cura dell\u2019Associazione apicoltori \u201cL\u2019ApeRina\u201d<\/p>\n<p>18 luglio 2021 ore 20.30<br \/>\nOrsera, Val Canzoi<br \/>\nImmagini e musica nel cuore selvaggio delle Dolomiti Bellunesi<br \/>\na cura di Ivan Mazzon e Bruno Boz con intermezzi musicali a cura del gruppo Rudem\u00e0<\/p>\n<p>22 luglio 2021 ore 21.00<br \/>\nCesiominore, Via dei Vignaga<br \/>\n\u201cStorie da mangiare\u201d \u2013 spettacolo di burattini della compagnia Le Strologhe<br \/>\nIngresso libero<\/p>\n<p>24 luglio 2021 ore 20.30<br \/>\nSala polifunzionale, area Pradenich di Cesiomaggiore<br \/>\nVoci dalla Valle di Sant\u2019Agapito<br \/>\n\u2022 Prima visione del cortometraggio Far le parole coi s\u2019cios dedicato alle luminarie di Sant\u2019Agapito. A cura di Teddy Soppelsa, riprese e montaggio Roberto De Pellegrin, musiche di Valter Feltrin, prodotto dal Comitato di Sant\u2019Agapito.<br \/>\n\u2022 Encomio ai custodi della tradizione delle luminarie di Sant\u2019Agapito.<br \/>\n\u2022 La Valle di Sant\u2019Agapito 3000 anni fa, presentazione del sito archeologico di \u201cCesura\u201d.<br \/>\n\u2022 Presentazione del percorso escursionistico l\u2019Anello della Montagna di Mezzo.<br \/>\nIntermezzi musicali folk-rock con la Valter Feltrin Band<\/p>\n<p>25 luglio 2021 ore 9.30<br \/>\nCesiomaggiore, Piazza Mercato<br \/>\nEscursione lungo l\u2019Anello della Montagna di mezzo<br \/>\nEscursione guidata di media difficolt\u00e0, prenotazioni ed informazioni al n. 320.0873176<\/p>\n<p>25 luglio 2021 ore 20.30<br \/>\nSala polifunzionale, area Pradenich di Cesiomaggiore<br \/>\nControvento. La vita interrotta di Guido Rossa<br \/>\nLetture e immagini a cura del gruppo teatrale Fuori di Quinta \u2013 introduzione di Paolo Conz sulla figura di Guido Rossa alpinista<\/p>\n<p>28 luglio 2021 ore 21.00<br \/>\nPiazza di Montagne<br \/>\nAtlante dell\u2019architettura rurale: il paese di Montagne<br \/>\na cura dell\u2019architetto Alessandro Moretto<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>29 luglio 2021 ore 20.30<br \/>\nSala polifunzionale, area Pradenich di Cesiomaggiore<br \/>\n\u201cContro la peste. Il Feltrino, Venezia e la difesa sanitaria del territorio (1714-1716)\u201d di Bianca Simonato Zasio<br \/>\nSerata di presentazione del libro a cura di Nicola Maccagnan, con letture di Silvana Vignaga.<\/p>\n<p>30 luglio 2021 ore 20.30<br \/>\nSala polifunzionale, area Pradenich di Cesiomaggiore<br \/>\nIeri, oggi, domani: immagini e parole dal Gruppo Escursionisti Cesio.<\/p>\n<p>31 luglio 2021 dalle ore 15.00<br \/>\nArea Pradenich di Cesiomaggiore<br \/>\nGiro Nordic cesiolino \u20137,5 km adatti a tutti, con partenza libera dalle 16 alle 17<br \/>\na cura dell\u2019U.S. Cesio<\/p>\n<p>1 agosto 2021 ore 9.30<br \/>\nGirovagando per Cesio \u2013 Summer edition &#8211; corsa competitiva di 8,5 km; ludico-motoria con due percorsi: 8,5 km e 5 km.<br \/>\na cura dell\u2019U.S. Cesio<\/p>\n<p>dal 6 al 15 agosto<br \/>\nArea Pradenich di Cesiomaggiore<br \/>\nCirco teatro Patuf<br \/>\nPrenotazioni e informazioni al numero 392 734 2915<\/p>\n<p>8 agosto 2021 ore 7.00<br \/>\nCesiomaggiore, Piazza Mercato<br \/>\nEscursione guidata (per esperti) al sentiero \u201cCorrado De Bastiani\u201d<br \/>\na cura del Gruppo Escursionisti Cesio<br \/>\nprenotazioni e info al numero 348 985 1214 &#8211; gruppoescursionisticesio@gmail.com<\/p>\n<p>12 agosto 2021 ore 21.00<br \/>\nPullir, piazza della chiesa<br \/>\n\u201cLeggende delle Dolomiti\u201d \u2013 spettacolo di Luciano Gottardi<br \/>\nIngresso libero<\/p>\n<p>20-21-22 agosto<br \/>\nArea Pradenich di Cesiomaggiore<br \/>\n20^ Festa della patata di Cesiomaggiore e dei prodotti agroalimentari<br \/>\nRassegna enogastronomica \u2013 intrattenimento musicale \u2013 mercato di prodotti tipici ed artigianali<br \/>\na cura del Comitato Festa della Patata<\/p>\n<p><strong>PREMIO \u201cPELMO D\u2019ORO\u201d 2021<\/strong><\/p>\n<p>Componenti della Giuria della XXIII edizione del Premio \u201cPelmo d\u2019Oro\u201d:<br \/>\nRoberto Padrin | Presidente della Provincia di Belluno;<br \/>\nOrietta Bonaldo | Club Alpino Accademico Italiano;<br \/>\nFederico Bressan | Club Alpino Italiano<br \/>\nGiorgio Brotto | Club Alpino Italiano<br \/>\nRoberto De Martin | Club Alpino Italiano, vicepresidente dell\u2019IAMF International Alliance for Mountain Film<br \/>\nPaolo Conz | CNSAS e guida alpina<br \/>\nUmberto Soccal | Presidente del Consorzio BimPiave di Belluno<br \/>\nGiorgio Peretti | Guide Alpine del Veneto<\/p>\n<p>La Giuria ha cos\u00ec attribuito i riconoscimenti dell\u2019anno 2021 per la valorizzazione alpina e alpinistica delle Dolomiti Bellunesi.<\/p>\n<p>La Giuria assegna il Premio \u201cPelmo d\u2019Oro\u201d 2021 per l\u2019alpinismo in attivit\u00e0 a<br \/>\nChristoph Hainz<br \/>\nGiugno 2019: si concretizza in una via di 47 tiri di corda sulla parete sud della Cima Grande di Lavaredo un progetto dell\u2019alpinista e guida alpina Christoph Hainz, accolto e sostenuto dal CAI di Auronzo per l\u2019anniversario della prima salita alla vetta ad opera di Paul Grohmann. In accordo hanno deciso di chiamare Grohmann-Hainz questa bella via, una sorta di seconda normale che sale dal punto pi\u00f9 basso fino a raggiungere la vetta, come se 150 anni dopo la guida altoatesina avesse accompagnato ancora una volta l\u2019alpinista viennese, in un abbinamento che valorizza l\u2019alpinismo delle origini e quello contemporaneo. Per la giuria del Pelmo d\u2019Oro \u00e8 lo spunto per il meritato riconoscimento di un\u2019attivit\u00e0 di assoluta eccellenza non solo sulle grandi pareti delle Dolomiti, ma nelle montagne del mondo, frutto di forza, intelligenza, coraggio e passione.<\/p>\n<p>La Giuria assegna il Premio \u201cPelmo d\u2019Oro\u201d 2019 per la carriera alpinistica a<\/p>\n<p>Eugenio Bien<br \/>\nEccellente rocciatore e al contempo uomo di grande disponibilit\u00e0, che lo ha portato ad assumere compiti e cariche &#8211; fra cui la Presidenza della Sezione Agordina del C.A.I. succedendo al \u201cTama\u201d Armando Da Roit &#8211; per puro spirito volontaristico, \u00e8 un simbolo vivente di quella discrezione e generosit\u00e0 che costituiscono il valore pi\u00f9 autentico del carattere delle genti dolomitiche.<br \/>\nIl premio, attribuito per la carriera alpinistica, vuole altres\u00ec evidenziare la persona e ci\u00f2 che egli rappresenta, simbolo nel quale si identificano le peculiarit\u00e0 pi\u00f9 genuine degli abitanti delle nostre vallate.<br \/>\nEugenio Bien ha condotto un\u2019attivit\u00e0 alpinistica di tutto rispetto; ha inoltre guidato la Sezione Agordina del CAI dal 1982 al 1984, dal 1991 al 1999 e dal 2006 al 2008; la squadra della Stazione del Soccorso Alpino di Agordo l\u2019ha visto tra i suoi pi\u00f9 validi componenti praticamente per una quarantina d\u2019anni.<br \/>\nAttento e prudente, uomo di grande cordialit\u00e0, Eugenio Bien si \u00e8 dimostrato in tante occasioni una carismatica figura per l\u2019attivit\u00e0 alpinistica agordina, riferimento trainante per i coetanei e per i pi\u00f9 giovani; di rilievo la profonda conoscenza della sua terra, la provata sensibilit\u00e0 ambientale, le capacit\u00e0 propositive e attuative in prima persona per la valorizzazione del territorio, in particolare della Conca Agordina, con iniziative che perdurano nel tempo.<\/p>\n<p>La Giuria assegna il Premio \u201cPelmo d\u2019Oro\u201d 2021 per la cultura alpina a<\/p>\n<p>Giuliano Dal Mas<br \/>\nInstancabile, appassionato scopritore dei tesori nascosti nei luoghi pi\u00f9 reconditi del paesaggio dolomitico, che ha saputo raccontare in un\u2019intensa attivit\u00e0 divulgativa svolta in prima persona con proiezioni di immagini, presenza a manifestazioni ed eventi e, soprattutto, una cospicua produzione letteraria attraverso la pubblicazione di libri ed articoli, valorizzando uomini e luoghi altrimenti sconosciuti al grande pubblico.<br \/>\nAlpinista dei due mondi, con le sue opere ha altres\u00ec creato un ponte umano e culturale tra le amate Ande della Patagonia argentina, in cui \u00e8 cresciuto, e la montagna bellunese solo in apparenza \u201cminore\u201d, attribuendole la dignit\u00e0 che le compete e suscitando la curiosit\u00e0 del procedere per luoghi selvaggi dell\u2019alpe e dell\u2019anima.<br \/>\nSi \u00e8 posto, in questa chiave di lettura e divulgazione del territorio e dell\u2019ambiente umano, sulle orme dei predecessori Piero Rossi, Giovanni Angelini, Camillo Berti, Dino Buzzati e di tanti amici meno celebri, avendo l\u2019accortezza di promuovere l\u2019apertura dell\u2019escursionismo al grande pubblico e curando, nel contempo, una metodologia di approccio alla montagna il pi\u00f9 possibile consona con la trasmissione dei valori delle generazioni passate.<br \/>\nHa operato, in tal modo, un\u2019insostituibile azione conoscitiva e divulgativa sia degli uomini d\u2019alpe che dei monti, in particolare quelli noti e meno noti delle \u201cDolomiti insolite\u201d e del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi fra i quali, senza dubbio, ha conferito dignit\u00e0 sovrana al gruppo della Schiara, esplorato e cantato in ogni suo dimenticato angolo ed ascoso aspetto, rendendoli noti al grande pubblico.<br \/>\nLa Giuria attribuisce il Premio Speciale 2021 \u201cGiuliano De Marchi\u201d a<\/p>\n<p>Dante Colli<br \/>\nAll\u2019alpinista-medico Giuliano De Marchi si era ispirata l\u2019Amministrazione Provinciale per creare nel 2010 un premio speciale per coloro che \u2013 testimoni dei valori universali delle genti di montagna \u2013 portano contributi alla loro conoscenza, conservazione e valorizzazione.<br \/>\nQuest\u2019anno il riconoscimento va all\u2019alpinista-farmacista Dante Colli, salitore di un migliaio di vie in Dolomiti, autore di centinaia di pubblicazioni sulla montagna, protagonista di un volontariato specialistico (premio AVIS), valente amministratore pubblico in campo sanitario e finanziario, presidente attuale del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna) nonch\u00e9 storico promotore di opere alpine sulle Dolomiti Bellunesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Giuria, sentito il parere della Fondazione Dolomiti UNESCO, assegna il<br \/>\nPremio Speciale Dolomiti UNESCO 2021 alla<\/p>\n<p>Sezione CAI di Mestre<br \/>\nUna grande montagna, un grande rifugio e un raro esempio di partecipazione: quest\u2019anno inizia il secondo mezzo secolo di autogestione del Rifugio Galassi alla Forcella Piccola del monte Antelao. Veterani e nuove leve, soci della Sezione CAI di Mestre, attraverso la loro opera totalmente gratuita, garantiscono ogni anno l\u2019apertura e la complessa gestione di un rifugio con 90 posti letto e una sala multimediale disponibile per organizzare incontri, convegni e corsi.<\/p>\n<p>La Provincia di Belluno, sentito il parere della Giuria, assegna il<br \/>\nPremio Speciale Pelmo d\u2019Oro 2021 a<\/p>\n<p>Giuseppe Tabacco<br \/>\nImprenditore friulano, con le sue carte in scala ricche di particolari ha permesso agli amanti delle montagna prima di immaginare i luoghi da visitare e poi di percorrerne i sentieri nella totale consapevolezza delle caratteristiche e delle difficolt\u00e0 che avrebbero incontrato. Per la loro qualit\u00e0 e precisioni le carte Tabacco sono utilizzate dal CNSAS del Veneto per le operazioni di ricerca e soccorso.<\/p>\n<p>CHRISTOPH HAINZ<br \/>\nSelva dei Molini (BZ) 1962<\/p>\n<p>Premio Pelmo d\u2019Oro 2021<br \/>\nper l\u2019alpinismo in attivit\u00e0<\/p>\n<p>Giugno 2019: si concretizza in una via di 47 tiri di corda sulla parete sud della Cima Grande di Lavaredo un progetto dell\u2019alpinista e guida alpina Christoph Hainz, accolto e sostenuto dal CAI di Auronzo per l\u2019anniversario della prima salita alla vetta ad opera di Paul Grohmann. In accordo hanno deciso di chiamare Grohmann-Hainz questa bella via, una sorta di seconda normale che sale dal punto pi\u00f9 basso fino a raggiungere la vetta, come se 150 anni dopo la guida altoatesina avesse accompagnato ancora una volta l\u2019alpinista viennese, in un abbinamento che valorizza l\u2019alpinismo delle origini e quello contemporaneo. Per la giuria del Pelmo d\u2019oro \u00e8 lo spunto per il meritato riconoscimento di un\u2019attivit\u00e0 di assoluta eccellenza non solo sulle grandi pareti delle Dolomiti, ma nelle montagne del mondo, frutto di forza, intelligenza, coraggio e passione.<\/p>\n<p>Profilo<br \/>\nSolo la montagna \u00e8 il mio boss \u00e8 il titolo ironico dell\u2019ultimo libro autobiografico scritto da Christoph Hainz, classe 1962, cresciuto tra le montagne a Selva dei Molini, che della montagna solo relativamente tardi ha fatto la sua passione prima e la sua professione poi. E\u2019 solo a vent\u2019anni infatti, quasi per caso che scala per la prima volta e si scopre subito capace di superare passaggi difficili anche senza suggerimenti e calzature adatte. Una predisposizione naturale, unita a un fisico forte e abituato ai lavori manuali ed a una mente solida, aperta e curiosa che hanno portato il giovane altoatesino ad accettare con spirito positivo le sfide della vita e delle pareti delle Dolomiti, delle Alpi e di tutto il mondo, aprendo ben presto nuove vie estreme. Il 1990, anno in cui diventa guida alpina, \u00e8 particolarmente prolifico e tra le sue realizzazioni, aperta con Oswald Celva, c\u2019\u00e8 sulla sud della Cima Scotoni, uno dei suoi monumenti, chiamata Zauberlehrling, Apprendista stregone, come forse lui un po\u2019 si sentiva agli inizi. Via aperta senza spit, paragonata per difficolt\u00e0 alla Via del Pesce in Marmolada, liberata solo vent\u2019anni dopo, con difficolt\u00e0 fino al IX grado.<br \/>\nDell\u2019anno seguente \u00e8 invece Kein Rest von Sehnsucht, Nessun residuo di nostalgia, a Punta Tissi, sulla Nord Ovest della Civetta, VIII-, tutta aperta in libera, a vista, tranne un tiro, comunque liberato dai primi salitori. Nel 1993 con Hans Kammerlander apre una via diretta, dall\u2019estetica impressionante sullo sperone nord dello Shivling nel Garwhal indiano, su ghiaccio e roccia con difficolt\u00e0 fino al VII e M4. Ma Hainz \u00e8 Der Zinnenmann, l\u2019uomo delle Tre cime (che nel film con questo nome scala slegato in 48 minuti la via Comici alla nord della grande!): prime solitarie e prime invernali, tra cui la Superdirettissima e la via dedicata a Claude Barbier sulla Cima Grande, ma soprattutto un poker di vie nuove, con Kurt Astner. Nel 1995 Das Phantom der Zinne sulla Grande, Alpenliebe sulla Ovest nel 1998, \u00d6tzi trifft Yeti nel 2000 sulla Piccola e nel 2010 Presskn\u00f6dl, ancora sulla Ovest. Ad esse nel 2019 aggiunge una bella via di sapore antico sulla sud della Cima Grande dedicandola al suo primo salitore l\u2019alpinista viennese Paul Grohmann. Agli inizi del secondo millennio ritroviamo Hainz in Civetta, sulla Torre Venezia prima, con Rond\u00f2 veneziano, altro IX grado, e sulla Torre Trieste, per Donnafugata che la giuria del Premio &#8220;Fondazione Silla Ghedina Apollonio Menardi&#8221; costituita dai Gruppi Rocciatori della Provincia di Belluno premier\u00e0 come migliore scalata in Dolomiti nel 2004. Ma le realizzazioni di questo alpinista eclettico sono talmente tante e sorprendenti che si fatica sia a citarle tutte sia a fare una cernita: dalla ripetizione in solitaria della nord dell\u2019Eiger nel tempo record di 4 ore e mezza alla salita del Fitz Roy in 9 ore dal campo base alla vetta, dalla seconda onsight del Pesce in undici ore alle molte vie estreme (VIII-IX grado!) aperte non solo sulle Dolomiti (Sella, Roda di Vael, Dolomiti di Sesto, Sass dla Crusc, Sass Ciampac, ecc ecc), ma anche in Austria, in Groenladia, in Giordania, in Marocco&#8230; L\u2019inesauribile Christoph \u00e8 tuttora uno dei pi\u00f9 forti specialisti di arrampicata su ghiaccio e misto, non solo in Italia, ed eccelle anche nell\u2019arrampicata sportiva.<\/p>\n<p>EUGENIO BIEN<br \/>\nAgordo (BL), 1947<\/p>\n<p>Premio Pelmo d\u2019Oro 2021<br \/>\nper la carriera alpinistica<\/p>\n<p>Eccellente rocciatore e al contempo uomo di grande disponibilit\u00e0, che lo ha portato ad assumere compiti e cariche &#8211; fra cui la Presidenza della Sezione Agordina del C.A.I. succedendo al \u201cTama\u201d Armando Da Roit &#8211; per puro spirito volontaristico, \u00e8 un simbolo vivente di quella discrezione e generosit\u00e0 che costituiscono il valore pi\u00f9 autentico del carattere delle genti dolomitiche.<br \/>\nIl premio, attribuito per la carriera alpinistica, vuole altres\u00ec evidenziare la persona e ci\u00f2 che egli rappresenta, simbolo nel quale si identificano le peculiarit\u00e0 pi\u00f9 genuine degli abitanti delle nostre vallate.<br \/>\nEugenio Bien ha condotto un\u2019attivit\u00e0 alpinistica di tutto rispetto; ha inoltre guidato la Sezione Agordina del CAI dal 1982 al 1984, dal 1991 al 1999 e dal 2006 al 2008; la squadra della Stazione del Soccorso Alpino di Agordo l\u2019ha visto tra i suoi pi\u00f9 validi componenti praticamente per una quarantina d\u2019anni.<br \/>\nAttento e prudente, uomo di grande cordialit\u00e0, Eugenio Bien si \u00e8 dimostrato in tante occasioni una carismatica figura per l\u2019attivit\u00e0 alpinistica agordina, riferimento trainante per i coetanei e per i pi\u00f9 giovani; di rilievo la profonda conoscenza della sua terra, la provata sensibilit\u00e0 ambientale, le capacit\u00e0 propositive e attuative in prima persona per la valorizzazione del territorio, in particolare della Conca Agordina, con iniziative che perdurano nel tempo.<\/p>\n<p>Profilo<br \/>\nNato in Agordo il 23 giugno 1947, Eugenio Bien \u00e8 Perito Industriale Elettronico ed \u00e8 stato dipendente Enel, oggi in quiescenza; risiede a Taibon Agordino.<\/p>\n<p>Attivit\u00e0 alpinistica pi\u00f9 rilevante<br \/>\n1971.<br \/>\n\u2022 Cima Moiazza Sud: 1.a invernale per la Via Castiglioni del versante Nord (con Riccardo Costantini); in questo 2021 il 50\u00b0 della salita, compiuta il 14 febbraio, \u00e8 stato ricordato con vari scritti;<br \/>\n\u2022 T\u00e0mer Davanti: spigolo S-W (con Umberto Benvegn\u00f9 Tecia);<br \/>\n\u2022 Torre di Babele (Civetta): fessura S-W (con Riccardo Costantini e Renzo Conedera; quest\u2019ultimo per una terribile coincidenza perdeva la vita);<br \/>\n1972.<br \/>\n\u2022 Primo tentativo al Torrione Gianni Costantini (Moiazza) per la Via \u201cRenzo Conedera\u201d che sar\u00e0 completata l\u2019anno successivo (con Georges Livanos; difficolt\u00e0 fino al VI\u00b0- A2);<br \/>\n1973.<br \/>\n\u2022 1\u00b0 Torrione dei Cant\u00f3i (Moiazza); parete Sud (con Attilio Paganin; poi salita abbandonata causa un rilevante crollo lungo l\u2019itinerario);<br \/>\n\u2022 Civetta (3 settembre): 1.a ripetizione di alpinisti bellunesi del diedro Philipp\/Flamm (1.a cordata Cesare Levis &#8211; Eugenio Bien; 2.a cordata Roberto Micheluzzi e Arcangelo Serafini Cangi);<br \/>\n1974.<br \/>\n\u2022 Pale di San Lucano: 1. a salita allo spigolo Sud-Est della 2.a Pala (con Roberto Lagun\u00e0z; difficolt\u00e0 fino al VI\u00b0);<br \/>\n\u2022 Gruppo San Sebastiano: 1.a salita dello spigolo Ovest della Torre C\u00e0leda (con Renato Bien; difficolt\u00e0 fino al VI\u00b0- A2);<br \/>\n\u2022 Cantoni della Moiazza: 1.a salita alla parete Ovest del Campanil dei Zoldani (con Renato Bien; difficolt\u00e0 fino al VI\u00b0 &#8211; A1);<br \/>\n\u2022 Cantoni della Moiazza: 1.a ripetizione della \u201cFessura del Topo\u201d alla parete Est della 1.a Torre del Camp (con Renato Bien). La salita rivalut\u00f2 quella misconosciuta ascensione compiuta da Oddone Zasso e Gianni Bongiana 21 anni prima e poi classificata di VI\u00b0;<br \/>\n\u2022 Pale di San Lucano: 1.a salita al diedro della parete Sud-Est della 2.a Pala (con Renato Bien; difficolt\u00e0 fino al VI\u00b0 &#8211; A1);<br \/>\n\u2022 Cima Moiazza Sud: 1.a salita allo \u201cspigolo di sinistra\u201d (con Renato Bien difficolt\u00e0 fino al VI\u00b0; sar\u00e0 ripetuta in 1.a invernale nel dicembre dello stesso anno sempre con Renato Bien);<br \/>\n\u2022 Cima dei 3 ( Moiazza): 1.a salita alla parete centrale (con Renato Bien; difficolt\u00e0 fino al VI\u00b0);<br \/>\n1975.<br \/>\n\u2022 Cantoni della Moiazza: 1.a salita allo spigolo Sud &#8211; Ovest della 1.a Torre del Camp (con Renato Bien e Luigi De Nardin; difficolt\u00e0 fino al VI\u00b0- A2);<br \/>\n\u2022 Moiazza: 1.a salita e battesimo del Torrione dei \u201cGir\u201d, in occasione del decennale del Gruppo degli arrampicatori di Agordo (con Luigi De Nardin; difficolt\u00e0 fino al VI\u00b0- A2);<br \/>\n1976.<br \/>\n\u2022 Cantoni della Moiazza: 1.a salita diretta alla parete Ovest della 2.a Torre del Camp (con Renato Bien; difficolt\u00e0 fino al V+);<br \/>\n1982.<br \/>\n\u2022 T\u00e0mer: 1.a salita alle Caze Alte (con Walter Levis; difficolt\u00e0 fino al V+);<br \/>\n2012.<br \/>\n\u2022 1.a salita allo spigolo Ovest della Pigh\u00e8ra-Palazza\/Pelsa (con Renato Bien; difficolt\u00e0 fino al V\u00b0+).<\/p>\n<p>Si contano inoltre numerose ripetizioni di vari itinerari classici; tra le decine e decine di uscite scialpinistiche \u00e8 degna di nota la salita con i ramponi fino al Bivacco Biasin, sull\u2019Agn\u00e9r, e successiva discesa con gli sci dal Van de le Scandole, il profondo canale che scende dalla F.lla dello Spizz\u00f3n tra l\u2019Agn\u00e8r e i Last\u00e9i d\u2019Agn\u00e8r (con Fausto Todesco; 19 marzo 1976).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>GIULIANO DAL MAS<br \/>\nBelluno 1945<\/p>\n<p>Premio Pelmo d\u2019Oro 2021<br \/>\nper la cultura alpina<\/p>\n<p>Instancabile, appassionato scopritore dei tesori nascosti nei luoghi pi\u00f9 reconditi del paesaggio dolomitico, che ha saputo raccontare in un\u2019intensa attivit\u00e0 divulgativa svolta in prima persona con proiezioni di immagini, presenza a manifestazioni ed eventi e, soprattutto, una cospicua produzione letteraria attraverso la pubblicazione di libri ed articoli, valorizzando uomini e luoghi altrimenti sconosciuti al grande pubblico.<br \/>\nAlpinista dei due mondi, con le sue opere ha altres\u00ec creato un ponte umano e culturale tra le amate Ande della Patagonia argentina, in cui \u00e8 cresciuto, e la montagna bellunese solo in apparenza \u201cminore\u201d, attribuendole la dignit\u00e0 che le compete e suscitando la curiosit\u00e0 del procedere per luoghi selvaggi dell\u2019alpe e dell\u2019anima.<br \/>\nSi \u00e8 posto, in questa chiave di lettura e divulgazione del territorio e dell\u2019ambiente umano, sulle orme dei predecessori Piero Rossi, Giovanni Angelini, Camillo Berti, Dino Buzzati e di tanti amici meno celebri, avendo l\u2019accortezza di promuovere l\u2019apertura dell\u2019escursionismo al grande pubblico e curando, nel contempo, una metodologia di approccio alla montagna il pi\u00f9 possibile consona con la trasmissione dei valori delle generazioni passate.<br \/>\nHa operato, in tal modo, un\u2019insostituibile azione conoscitiva e divulgativa sia degli uomini d\u2019alpe che dei monti, in particolare quelli noti e meno noti delle \u201cDolomiti insolite\u201d e del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi fra i quali, senza dubbio, ha conferito dignit\u00e0 sovrana al gruppo della Schiara, esplorato e cantato in ogni suo dimenticato angolo ed ascoso aspetto, rendendoli noti al grande pubblico.<\/p>\n<p>Profilo<br \/>\nDi radici mitteleuropee &#8211; padre bellunese, madre stiriana-, Giuliano Dal Mas ha trascorso gran parte della sua infanzia nella citt\u00e0 pi\u00f9 bellunese d\u2019America, quella San Carlos de Bariloche, autentica Cortina delle Ande, cui tanto hanno dato gli emigranti bellunesi, non ultimo il padre di Giuliano, ingegnere progettista dell\u2019aeroporto locale, per poi tornare sui monti bellunesi e trascorrere la vita dividendosi tra l\u2019Agordino e Belluno.<br \/>\nAppassionato, instancabile divulgatore delle \u201cDolomiti insolite\u201d, ancor oggi presta in seno al C.A.I. la sua opera volontaria per accompagnare i gruppi alla scoperta dei luoghi pi\u00f9 incredibili e sconosciuti.<br \/>\nCoraggioso e fermo nei propri propositi di divulgazione culturale e, ad un tempo, appassionata difesa di chi vive la montagna, ben conoscendo cosa significhi la dura lotta con l\u2019alpe per chi non l\u2019abbandona trasferendosi in luoghi pi\u00f9 agevoli, non ha esitato a farsi portavoce delle esigenze dei montanari anche quando sapeva che ci\u00f2 avrebbe comportato ripercussioni personali: a costo anche di perdere prestigiosi riconoscimenti non si \u00e8 tirato indietro nell\u2019evidenziare l\u2019insensibilit\u00e0 pubblica e istituzionale nei confronti della Schiara e dei montanari che la abitano e frequentano, segnalando problematiche quali la strettezza e pericolosit\u00e0 della strada che porta a Case Bortot, i piazzali troppo piccoli per la ricettivit\u00e0 delle auto, la messa a disposizione dell\u2019escursionismo di Casera Vescov\u00e0 ricostruita e rimasta chiusa: fatti che hanno contribuito a porre l\u2019attenzione su tali luoghi e dove, anche se alcune situazioni critiche permangono, in tempi recenti, grazie all\u2019opera di sensibilizzazione si sono ad esempio individuate e razionalizzate le aree di parcheggio di Case Bortot e la casera Vescov\u00e0 nel 2016 \u00e8 stata aperta e resa disponibile ai frequentatori della montagna.<\/p>\n<p>Cenni biografici.-<br \/>\nGiuliano Dal Mas nasce al Borgo Pra di Belluno il 17 agosto 1945 da padre bellunese (l\u2019Ing. Antonio Dal Mas) e madre austriaca di Graz (Erna Thaller). Giovanissimo emigra in Argentina per cinque anni dove, a San Carlos de Bariloche, prende contatto con l\u2019ambiente dell\u2019emigrazione bellunese.<br \/>\nLaureato in Scienze Politiche presso l\u2019Universit\u00e0 di Trieste, \u00e8 stato segretario comunale nell\u2019Agordino per oltre trent\u2019anni: a Falcade, in Alleghe (per 25 anni consecutivi), a San Tomaso e, negli ultimi anni, a Taibon ed a La Valle.<br \/>\nSposato con un\u2019agordina (la sig.ra Floriana Santomaso), ha risieduto in Agordo dal 1974 fino a tempi recenti, quando si \u00e8 trasferito a Belluno; ha tre figli: Erika, Elena, Enrico.<br \/>\nEclettico nelle sue passioni, \u00e8 appassionato di giornalismo, cultura e storia locale, poesia e arte, musica classica, montagna e fotografia. E\u2019 Socio Accademico del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna).<br \/>\nAttivit\u00e0 letteraria.-<br \/>\nMontagna e ambiente<br \/>\nParco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi (1977), prima guida del genere sull\u2019istituendo Parco realizzata con la collaborazione di Bruno Tol\u00f2t<br \/>\nIl Parco delle Dolomiti Bellunesi (1987), seconda edizione<br \/>\nPale di San Lucano \u2013 Contributi per una migliore conoscenza (1988). Estratto da rivista Alpi Venete<br \/>\nDolomiti dell\u2019Agordino (1990), guida escursionistica realizzata con la collaborazione di Camillo Berti per conto delle Sezioni Venete del CAI.<br \/>\nBasso Agordino (1994), guida escursionistica<br \/>\nIl Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi (1997) con Diego Cason.<br \/>\nDolomiti della Val Belluna &#8211; Alpi Feltrine \u2013 Monti del Sole \u2013 Schiara \u2013 Visentin-Cesen (2003) per la parte relativa ad Alpi Feltrine, Monti del Sole e Schiara, per conto delle Sezioni Venete del CAI.<br \/>\nDolomiti dell\u2019Agordino (2004) per conto delle Sezioni Venete del CAI. Seconda edizione.<br \/>\nCome nasce un Parco: il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi (2007).<br \/>\nDolomiti insolite. Itinerari per amanti della piccola compagnia nel silenzio dei monti (2008).<br \/>\nDolomiti insolite 2. L\u2019avventura continua (2010).<br \/>\nDolomiti insolite. Itinerari per amanti della piccola compagnia nel silenzio dei monti (2010). 2^ edizione.<br \/>\nLa montagna dietro l\u2019angolo. Incontro con l\u2019insolito nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi (2011).<br \/>\nDolomiti insolite 3. La natura e l\u2019uomo (2012)<br \/>\nVia Alta Feltrina. Spettacolare traversata in quota tra rocce, fiori, animali, grotte e leggende, nell\u2019insolito di Vette, Cimonega e Pizoc (2013).<br \/>\nLa Sezione CAI Agordina dopo il Centenario in Pian de Pez\u00e8. Adunanza 2013. CAI Sezione Agordina<br \/>\nSchiara. Montagna regina. Il fascino dell\u2019insolito (2015). Il libro ha vinto il Premio Leggimontagna a Tolmezzo (settore Saggistica) nel 2015 e il Primo Premio De Cia nel settore Narrativa nel 2016.<br \/>\nDolomiti. Un\u2019avventura sospesa tra sogni e realt\u00e0 (2017) .<br \/>\nItinerari nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi (2017)<br \/>\nDolomiti dell\u2019Agordino (2018), Terza Edizione aggiornata ed ampliata.<br \/>\nDivagazioni Dolomitiche (2018) .<br \/>\nEscursioni, camminate e riflessioni sulle Dolomiti Bellunesi<br \/>\nFornisce alcuni testi a Schiara. Storia e immagini dell\u2019alpinismo bellunese di Gianpaolo Sani e Luca Sovilla.<br \/>\nHa collaborato con proprio materiale fotografico a varie pubblicazioni, tra cui Una montagna qualunque (2003) di Mario Diluviani e Corpassa \u2013 Una valle, un premio (2003) che ha anche curato e coordinato. Ha fornito foto inoltre alle guide de I laghi delle Dolomiti (1) e (2) (1994) di Claudio Cima, a Dolomiti Provincia di Belluno (1994), e a Dolomiti Val del Boite (2004) di Camillo Berti e Roberto Tabacchi, a Dolomiti di Zoldo di Camillo Berti e Pietro Sommavilla (anche con testi), a Relazioni tra giovani e anziani nel Veneto (2004), di Diego Cason, Edizioni Anteas Veneto e a L\u2019anziano la sua famiglia (2002) di Diego Cason, a Dolomiti. Provincia di Belluno (1994), ecc.<br \/>\nPresenta, organizza, promuove, partecipa a serate culturali, convegni, conferenze, proiezioni. Sul tema del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi \u00e8 attivo con proprie serate con diapositive a partire dal 28 febbraio 1976 con oltre una ventina di presenze. Il 2 aprile 2004 \u00e8 invece tra coloro che presentano a Belluno il volume Un Parco per l\u2019uomo.<br \/>\nPartecipa con proprio materiale ed \u00e8 tra i collaboratori della Mostra sulle Alte Vie organizzata nei primi anni 80 dall\u2019E.P.T. di Belluno.<br \/>\nCollaborazioni con riviste e mensili:<br \/>\nRivista C.A.I, Alpi Venete, Dolomiti Bellunesi, Rivista della Montagna, Dolomiti, Turismo Veneto, Veneto Ieri Oggi e Domani, Padova e il suo territorio, Luna Piena, Il Flaminio, Archivio Storico Belluno Feltre Cadore, Venezia Arti, Neoclassico, Bellunesi nel Mondo, Agordino Pi\u00f9 Notizie, vari Bollettini Parrocchiali,<br \/>\nCollaborazioni con settimanali:<br \/>\nL\u2019Amico del Popolo di Belluno, La Voce del Popolo di Treviso, La Difesa del Popolo di Padova, L\u2019Azione di Vittorio Veneto,<br \/>\nCollaborazioni con quotidiani:<br \/>\nGazzettino, Corriere delle Alpi, Alto Adige, ecc.<br \/>\nEmigrazione, cultura dolomitica e patagonica<br \/>\nFornisce testi e foto alle pubblicazioni: Destinazione Argentina (2004) di Flavia Colle e Encuentro en Bariloche (2004) di Bruna Giacori<br \/>\nCenni di storia di Bariloche citt\u00e0 ricca di bellunesit\u00e0 (2005). Estratto da rivista Dolomiti.<br \/>\nBellunesi nella storia di Bariloche. Il protagonismo di Primo Capraro (2006).<br \/>\nPoesia<br \/>\nOrme perdute (1973), una raccolta di poesie con Bruno Pittarello.<br \/>\nArte<br \/>\nI critici e le opere milanesi perdute di Giovanni De Min (1991). Estratto da rivista Dolomiti<br \/>\nGiovanni De Min 1786 &#8211; 1859 (1992).<br \/>\nArte e Storia di Villa Patt (1995).<br \/>\nV. Rovisi. Una presenza tiepolesca nella Chiesa di Alleghe (1997).<br \/>\nNuovi contributi alla conoscenza del pittore bellunese Giovanni De Min (1997).<br \/>\nPietro Paoletti 1801 &#8211; 1847 (1999).<br \/>\nValentino Rovisi. Una presenza tiepolesca nella Chiesa di Alleghe (2005). Seconda edizione<br \/>\nTesori d\u2019arte nelle chiese dell\u2019Alto Bellunese. Agordino (2006). Due saggi dal titolo Pittori di area trentina e tirolese nell\u2019Agordino alla fine del XVIII secolo e Il ciclo di affreschi della Chiesa Arcidiaconale di Agordo di Giovanni De Min nei commenti critici. .<br \/>\nGiovanni De Min (1786-1859) il grande frescante dell\u2019800 (2009).<br \/>\nGiovanni De Min pittore a Crespano e nella Pedemontana ai tempi di Monsignor Sartori- Canova (2009).<br \/>\nHa collaborato con una propria scheda sul pittore Giovanni De Min all\u2019Atlante del giardino italiano 1750-1940. Dizionario biografico di architetti, giardinieri, botanici, committenti, letterati e altri protagonisti (2009) a cura di Vincenzo Cazzato e dell\u2019Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Collabora con una propria scheda sul pittore Giovanni De Min al volume Tra il Brenta e il Piave. Il Pedemonte del Grappa e l\u2019Asolano (2013).<br \/>\nStoria<br \/>\nCaprile &#8211; Storia di un paese, del suo albergo e della famiglia Pra (2000).<br \/>\nUna comunit\u00e0 e le sue bandiere &#8211; Una realt\u00e0 di confine: Caprile (2002) .<br \/>\nVarie<br \/>\nCollabora con foto di montagna e testi al Calendario Agordino 2005 (2004)<br \/>\nQuale curatore e fornitore di vari testi (tra cui la parte relativa alle montagne della conca), firma la copertina del volume La conca agordina cuore delle Dolomiti. Guida agli aspetti fisici, naturalistici, storici e artistici (2007 e 2008).<br \/>\nIncontri. Ritratti, volti, storie di Bellunesi (2011 e 2012).<br \/>\nIncontri. Ritratti, volti, storie di Bellunesi (2014), volume II.<br \/>\nL\u2019Oro di Cornia. La natura e gli uomini nel paesaggio delle Masiere di Vedana (2015).<br \/>\nIl 26 settembre 2015 l\u2019Associazione La Ricreativa di Bolzano Bellunese gli conferisce la Presidenza Onoraria per il contributo dato alla conoscenza e al rispetto del territorio e per le numerose pubblicazioni che ne mettono in luce i molteplici aspetti. Nel 2016 riceve il Premio De Cia nel settore narrativa. Nel 2019 riceve il Premio Marcolin a Padova.<br \/>\nHa creato e gestisce in internet i gruppi facebook Schiara Montagna Regina e Bariloche y Patagonia dolomitica.<br \/>\nGIUSEPPE TABACCO<br \/>\nSan Daniele del Friuli &#8211; 1941<\/p>\n<p>Pelmo d\u2019Oro 2021<br \/>\nPremio Speciale della Provincia<\/p>\n<p>Imprenditore friulano, con le sue carte ricche di particolari ha permesso agli amanti delle montagna prima di immaginare i luoghi da visitare e poi di percorrerne i sentieri nella totale consapevolezza delle caratteristiche e delle difficolt\u00e0 che avrebbero incontrato. Per la loro qualit\u00e0 e precisioni le carte Tabacco sono utilizzate dal CNSAS del Veneto per le operazioni di ricerca e soccorso.<\/p>\n<p>Profilo<br \/>\nLa Casa Editrice Tabacco nasce nel 1964 ad opera dell\u2019attuale amministratore unico Giuseppe Tabacco (nato a San Daniele del Friuli il 21 luglio 1941), che rielabora e d\u00e0 forma ad un progetto creato dal padre presentandosi sul mercato con una carta panoramica, sotto forma di bozzetto, che comprende tutte le Dolomiti.<br \/>\nNello stesso anno, assieme alla moglie Loretta Specogna, realizza una carta dei sentieri e rifugi in scala 1:50.000 ricca di particolari, per l\u2019epoca estremamente innovativa: \u00e8 il foglio n.1 del Cadore \u2013 Cortina d\u2019Ampezzo e della sua splendida conca. Ne seguiranno altri delle Dolomiti Occidentali. Nel 1969, con la partecipazione dell\u2019Ente Provinciale del Turismo di Belluno, la collaborazione di M. Brovelli e delle sezioni del CAI viene realizzato il foglio n. 4 \u201cPale di S. Martino \u2013 Dolomiti Agordine e di Zoldo &#8211; la Schiara e le Vette Feltrine\u201d.<br \/>\nSar\u00e0 la prima carta in scala 1:50.000 a comprendere questo territorio riportando anche in modo dettagliato e preciso i nuovi percorsi delle Alte Vie n. 1 e n. 2 delle Dolomiti.<br \/>\nIl signor Tabacco conosce bene il Cadore avendoci abitato nel dopoguerra, provenendo da San Daniele del Friuli, suo paese natale.<br \/>\nSono gli anni dello sviluppo economico e turistico e il Bellunese, con i suoi gruppi dolomitici, diventa una meta riconosciuta e ambita in tutto il mondo.<br \/>\nIn quegli anni la serie delle carte in scala 1:50.000 cresce fino a coprire gran parte del nord-est delle Alpi. Sono gli anni in cui tutti i disegni vengono fatti a mano, con i pennini e la china, con i fogli con uno strato di cera per poter fare le maschere necessarie nelle fasi di stampa, incollando con il biadesivo ognuno delle migliaia di nomi presenti su una mappa.<br \/>\nIl mercato risponde in maniera entusiasta a questi prodotti, ma il signor Tabacco crede che si possa fare ancora meglio. Cos\u00ec nel 1982 inizia la produzione della carta topografica per escursionisti in scala 1:25.000 derivata dalle tavolette dell\u2019Istituto Geografico Militare. Il numero 01 di questa serie identifica il territorio di Sappada \u2013 Santo Stefano e Forni Avoltri.<br \/>\nDice il signor Tabacco: \u201cSono riuscito a convincere i vertici dell\u2019IGM a vendermi i diritti di riproduzione delle loro basi cartografiche facendo leva sul patriottismo perch\u00e9 in quegli anni le carte escursionistiche che si stavano diffondendo erano quelle degli editori tedeschi e riportavano la gran parte della toponomastica in lingua tedesca.\u201d<br \/>\nCos\u00ec la serie di carte in scala 1:25.000 diviene ben presto il punto di forza della produzione aziendale, ma pian piano si inizia a percepire il lato negativo della toponomastica militare troppo italianizzata.<br \/>\nSi comincia cos\u00ec una revisione totale, zona per zona, a cominciare dalle zone ladine di Ampezzo, della Badia, di Livinallongo, di Gardena e di Fassa fino ad arrivare alle aree del Friuli e della Slovenia. Un immenso lavoro al quale hanno contribuito esperti di ciascuna area linguistica creando in questo modo una documentazione unica nel suo genere di toponomastica locale su cartografia in scala 1:25.000.<br \/>\nNel 1994 la Deutsche Alpen Verein, il Club Alpino tedesco, chiede alla TABACCO di realizzare la mappa delle Vedrette di Ries. Era il riconoscimento del livello qualitativo raggiunto, l\u2019apertura delle vendite sul mercato di lingua tedesca, il riconoscimento del marchio a livello internazionale.<br \/>\nNel corso degli anni l\u2019Azienda ha prodotto anche cartografia stradale, diversa da tutte le altre del settore perch\u00e9 arricchita con l\u2019orografia del terreno, carte geologiche per Universit\u00e0 e Enti Regionali e altri prodotti personalizzati per i committenti, quali per esempio tutti i Parchi della Regione del Veneto, quelli dell\u2019Alto Adige, del Trentino e del Friuli. Per l\u2019Ente Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi \u00e8\u2019 stata realizzata la mappa escursionistica in scala 1:25.000.<br \/>\nAltre collaborazioni con la Fondazione Dolomiti UNESCO e l\u2019Associazione Colline del Prosecco \u2013 Patrimonio UNESCO. Nel 2008 per la Provincia di Belluno e la Diocesi di Belluno \u2013 Feltre, con la partecipazione del CAI, \u00e8 stata realizzata una bellissima carta escursionistica, in scala 1:75.000, che riproduce tutta la Provincia di Belluno e mette in evidenza il percorso storico-religioso del \u201cCammino delle Dolomiti (Sinodo)\u201d .<br \/>\nNegli anni il marchio TABACCO diventa sinonimo di qualit\u00e0 e precisione, in Italia e all\u2019estero, tanto che nel 2009 il signor Tabacco stipula con il Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano un accordo per utilizzare la cartografia in scala 1:25.000 in tutti i servizi di soccorso della Provincia, a partire dalla Protezione Civile, comprendendo poi il Bergrettung, il CNSAS, la Croce Bianca, la Croce Rossa, il Dipartimento Provinciale di Parchi e Foreste, i Vigili del Fuoco ecc.<br \/>\nAttualmente anche il 118, il 112 e la Protezione Civile del Friuli V.G. utilizzano sui propri sistemi informatici la cartografia TABACCO. Dal gennaio 2021 anche il CNSAS del Veneto utilizza questa cartografia per le operazioni di ricerca e soccorso su Alpi e Prealpi venete.<br \/>\nOvviamente negli anni i sistemi produttivi sono cambiati, ma mai a discapito della qualit\u00e0 e della bellezza e leggibilit\u00e0 della mappa anzi, possibilmente, facendo ancora meglio soprattutto in termini di precisione.<br \/>\nOggi la cartografia \u00e8 tutta racchiusa in un enorme database, probabilmente unico nel suo genere in Italia, per della cartografia topografica in scala 1:25.000.<br \/>\nCon l\u2019avvento degli smartphones il mercato ha una svolta decisa e gli escursionisti diventano pi\u00f9 esigenti. Cos\u00ec la TABACCO si affaccia al mondo del digitale con una propria applicazione che valorizza ulteriormente la bellezza e la precisione delle proprie mappe. Anche questa innovazione non viene vista come un punto di arrivo, ma come ulteriore aggiornamento tecnologico.<br \/>\nContrariamente a ci\u00f2 che molti presagivano, l\u2019avvento del digitale non ha soppiantato la ricerca del prodotto stampato perch\u00e9 solo questo riesce a restituire, con un colpo d\u2019occhio, la struttura, la ricchezza e la bellezza di ogni territorio e mai come in questi anni, Enti e Associazioni che hanno a cuore il proprio territorio, scelgono Casa Editrice Tabacco per comporre delle mappe per la promozione del proprio ambito territoriale.<\/p>\n<p>Come ama ripetere il signor Tabacco: \u201cPi\u00f9 la cartografia ti d\u00e0 la capacit\u00e0 di immaginare un luogo, pi\u00f9 vale!\u201d.<\/p>\n<p>DANTE COLLI<br \/>\nCarpi (MO), 1935<\/p>\n<p>Pelmo d\u2019Oro 2021<br \/>\nPremio Speciale Giuliano De Marchi<\/p>\n<p>All\u2019alpinista-medico Giuliano De Marchi si era ispirata l\u2019Amministrazione Provinciale per creare nel 2010 un premio speciale per coloro che \u2013 testimoni dei valori universali delle genti di montagna \u2013 portano contributi alla loro conoscenza, conservazione e valorizzazione.<br \/>\nQuest\u2019anno il riconoscimento va all\u2019alpinista-farmacista Dante Colli salitore di un migliaio di vie in Dolomiti, autore di centinaia di pubblicazioni sulla montagna, protagonista di un volontariato specialistico (premio AVIS), valente amministratore pubblico in campo sanitario e finanziario, presidente attuale del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna) nonch\u00e9 storico promotore di opere alpine sulle Dolomiti Bellunesi.<\/p>\n<p>Profilo<br \/>\nGi\u00e0 cinquant\u2019anni fa Dante Colli promuoveva e si attivava per realizzare assieme ai consoci della Sezione di Carpi, guidata da Gianfranco Gibertoni, il rifugio vicino al Gruppo dei Cadini cui venne dato il nome \u201cCitt\u00e0 di Carpi\u201d. Contribuiva in tal modo a far conoscere quel gruppo delle Dolomiti fino allora in ombra anche a causa della vicinanza geografica delle Tre Cime di Lavaredo, delle Marmarole e del Cristallo, tutti allora pi\u00f9 famosi. Colli ha poi avuto il gusto di far scoprire con articoli, pubblicazioni e libri aspetti pi\u00f9 reconditi delle montagne dolomitiche: in questa direzione basterebbe prendere in mano e leggere \u201cLa Guida della Montagna\u201d, \u201cGli artisti degli ex Libris\u201d, \u201cAlpinismo solitario\u201d, \u201cOltre la vetta\u201d, \u201cIl grande cuore dell\u2019alpinismo\u201d, oppure alcuni degli articoli apparsi su \u201cLe Dolomiti Bellunesi\u201d, \u201cLe Alpi Venete\u201d e \u201cGiovane Montagna\u201d per convincersi della dedizione e della capacit\u00e0 di comprensione nutrite versi i Monti Pallidi. C\u2019\u00e8 un libro poi, \u201cRe Alberto dei Belgi, Il re alpinista\u201d che evidenzia quanto il monarca famoso anche per il suo eroico contributo alla Prima Guerra Mondiale dovrebbe venir riscoperto in relazione alle anticipatrici salite con i fratelli cadorini Fanton. Una delle ultime opere che lo vede coautore, assieme ad Antonello Sica, sui Sentieri Frassati d\u2019Italia approfondisce in modo molto interessante quello regionale del Veneto: propone una settimana di escursioni fra le montagne del Comelico e Sappada.<br \/>\nDante Colli ha cos\u00ec avuto il merito di far conoscere a livello centrale \u2013 non solo nazionale ma anche internazionale &#8211; le imprese, i caratteri e le idealit\u00e0 che hanno contraddistinto il mondo alpinistico bellunese soprattutto con i lavori ad impronta autobiografica. Non a caso \u00e8 stato a lungo consigliere e poi presidente della Commissione Pubblicazioni del Cai, membro del Comitato per le celebrazioni del 150\u00b0 del Sodalizio. Quasi fatto naturale, quindi, la sua attuale presidenza \u2013 gi\u00e0 quinquennale &#8211; del GISM (Gruppo italiano degli scrittori di montagna) cui \u00e8 stato conferito nel 2019 il riconoscimento di \u201cLampadiere dell\u2019ambiente\u201d dal Gambrinus Giuseppe Mazzotti anche in relazione al periodico \u201cMontagna\u201d edito dalla \u201cNuova Sentieri\u201d di Falcade.<br \/>\nCome sigillo alla sua meritoria attivit\u00e0 ci piace per\u00f2 pensare ad un giovane Dante Colli impegnato con entusiasmo ad aprire una nuova via sulle Cime di Maraia proprio il giorno in cui ai piedi dei Cadini veniva inaugurato il rifugio \u201cCitt\u00e0 di Carpi\u201d. Costruito proprio l\u00ec dove l\u2019aveva auspicato il \u201cpap\u00e0\u201d degli alpinisti veneti, Antonio Berti, in un passo delle sue famose ed insuperate Guide dei Monti d\u2019Italia.<\/p>\n<p>IL PREMIO SPECIALE GIULIANO DE MARCHI<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito del Premio Pelmo d\u2019Oro, istituito dalla Provincia di Belluno nel 1998, per il riconoscimento a persone fisiche, enti pubblici e privati di particolari meriti acquisiti nell\u2019ambito dell\u2019alpinismo e della solidariet\u00e0 alpina, della conoscenza e promozione della cultura, della storia e delle tradizioni delle genti di montagna, l\u2019Amministrazione Provinciale ha istituito nel 2010 il PREMIO SPECIALE \u201cGIULIANO DE MARCHI\u201d, medico, alpinista, accademico del CAI, componente della Commissione medica del CAI, volontario del Soccorso Alpino, socio fondatore di Mountain Wilderness, gi\u00e0 insignito del Premio Pelmo d\u2019oro all\u2019Alpinismo in attivit\u00e0 nel 2005, componente della giuria del premio dal 2006, caduto sul monte Antelao il 5 giugno 2009.<\/p>\n<p>Giuliano De Marchi \u00e8 stato soprattutto un uomo, che ha saputo ascoltare la montagna cogliendone i valori di rispetto solidariet\u00e0 e abnegazione;<br \/>\nche ha vissuto con passione le bellezze e le forme della natura;<br \/>\nche ha amato le espressioni artistiche dell\u2019uomo;<br \/>\nche ha aspirato in alto, mettendo alla prova i propri limiti, mantenendo per\u00f2, curiosit\u00e0 e gioia nelle cose di tutti i giorni, trovando la grandezza del piccolo;<br \/>\nche ha saputo essere serenamente e apertamente se stesso, coerente, diretto e disinteressato, di fronte a tutti;<br \/>\nha praticato l\u2019alpinismo sulle montagne del mondo in silenziosa umilt\u00e0 rendendosi protagonista di grandi imprese e praticando i valori della solidariet\u00e0 alpina, dell\u2019amore per la natura, la montagna e le sue genti, continuando con passione e dedizione la professione medica.<\/p>\n<p>Nel 2010, 2011, 2013, 2014, 2015, 2017, 2018, 2019 e 2021 la Giuria Premio Pelmo d\u2019oro ha assegnato il PREMIO SPECIALE \u201cGIULIANO DE MARCHI\u201d, dedicato alle donne e agli uomini che con particolare impegno, dedizione e passione sono stati testimoni dei valori universali delle genti di montagna, portando un contributo originale e rilevante alla loro conoscenza, conservazione e valorizzazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sezione CAI di Mestre<\/p>\n<p>Pelmo d\u2019Oro 2021<br \/>\nPremio Speciale Dolomiti UNESCO<br \/>\nUna grande montagna, un grande rifugio e un raro esempio di partecipazione: quest\u2019anno inizia il secondo mezzo secolo di autogestione del Rifugio Galassi alla Forcella Piccola del monte Antelao. Veterani e nuove leve, soci della sezione CAI di Mestre, attraverso la loro opera totalmente gratuita, garantiscono ogni anno l\u2019apertura e la complessa gestione di un rifugio con 90 posti letto e una sala multimediale disponibile per organizzare incontri, convegni e corsi.<br \/>\nProfilo<br \/>\n\u201cNon importa se i tubi dell\u2019acqua sono sotto a tre metri di neve e ben nascosti sotto al mugo. Non ci preoccupiamo se la neve ha piegato le putrelle in ferro di sostegno dei pianerottoli della scala antincendio. Per non parlare del solaio da rifare, delle piante che si sono schiantate sopra la fune portante della teleferica. Non ci preoccupiamo nemmeno se al terzo giorno di lavoro ancora l\u2019acqua non arriva in rifugio. Noi siamo qua! Con tutta la nostra passione. Veterani del rifugio e per la gioia degli occhi e dell\u2019animo, con tanti giovani. Che grande esperienza \u00e8 l\u2019autogestione del rifugio!\u201d<br \/>\nSono parole di chi con grande entusiasmo si accinge ancora una volta a riaprire quella che oramai per molti soci della Sezione CAI di Mestre \u00e8 diventata una casa comune. Anche quest\u2019anno almeno 14 squadre, composte da 8\/10 volontari,ognuno con il suo compito, si avvicenderanno nella gestione, coinvolgendo pi\u00f9 di 100 soci. La catena di comando parte dalla Commissione Rifugio della Sezione di Mestre che opera su mandato del Direttivo, e arriva fino ai capi gestione che devono organizzare la proprio squadra.<br \/>\nIl rifugio Galassi sorge a 2018 m di quota nel cuore delle Dolomiti Bellunesi, adagiato sulle pendici settentrionali del re delle Dolomiti, di fronte alla bastionata del monte Scotter. E\u2019 punto di partenza per la salita all\u2019Antelao e tappa lungo il percorso dalle Alte Vie n. 4 di Grohmann e n. 5 di Tiziano e del nuovo trekking delle Marmarole, il &#8220;Marmarole Runde&#8221;.<br \/>\nInaugurato nel 1913 come caserma militare intitolata a Pietro Galassi, tenente del VII\u00ba Reggimento Alpini caduto in Libia, nel 1928 venne abbandonato per poi perdere una prima volta la sua funzione militare ed essere dato in gestione alla Sezione di Pieve di Cadore del CAI che lo ha gestito fino al 1933. Nel 1937 fu restituito all\u2019autorit\u00e0 militare e nel 1950 venne nuovamente e definitivamente affidato al CAI, questa volta alla Sezione di Mestre di cui \u00e8, tuttora, vanto ed unico rifugio.<br \/>\nDal 1970 ad oggi \u00e8 gestito dall\u2019opera volontaria e gratuita di un nutrito gruppo di soci della sezione che, settimanalmente, si alternano; aperto dall\u2019ultima decade di giugno alla penultima di settembre, senza contare i tempi necessari per i lavori preliminari all\u2019apertura e quelli di chiusura. Numerose iniziative sono fiorite negli anni intorno a questa struttura, frutto della sinergia tra il gruppo di soci volontari, la sezione di Mestre e la sua Scuola di Montagna Cesare Capuis, facendone anche un centro di cultura e di aggregazione. Il Rifugio ospita infatti il &#8220;Centro Attivit\u00e0 Alpine Visentin-Malgarotto&#8221;, dedicato a due valenti alpinisti soci della sezione e istruttori della scuola, vittime di una valanga che ha travolto la loro tenda posta all\u2019ultimo campo, lungo la salita himalayana al Tilicho Peak, nel settembre 1992. Il centro \u00e8 dotato di una sala multimediale con 50 posti a sedere e di una biblioteca con archivio video di documentari e film dedicati alla montagna. Nelle vicinanze del rifugio \u00e8 stata anche attrezzata una palestra di arrampicata dedicata a Renzo Mingardo, istruttore della scuola caduto sull\u2019Antelao nel 2011, che si presta ad attivit\u00e0 didattiche rivolte all\u2019insegnamento delle tecniche del movimento di arrampicata e delle manovre di autosoccorso.<\/p>\n<p><strong>IL PREMIO PELMO D\u2019ORO<\/strong><br \/>\nL\u2019istituzione del Premio annuale itinerante denominato \u201cPelmo d\u2019Oro\u201d \u00e8 stata decisa dal Consiglio provinciale di Belluno contestualmente all\u2019approvazione del bilancio di previsione 1998. Il 12 maggio 1998, la Giunta ha stabilito i criteri di valutazione e ha costituito la prima commissione giudicatrice: presidente l\u2019assessore provinciale al Turismo Massimiliano Pachner delegato dal Presidente della Provincia Oscar De Bona, componenti l\u2019alpinista Agostino Da Polenza, la guida alpina Gianni Pais Becher, l\u2019accademico del CAI Italo Zandonella Callegher, l\u2019allora presidente generale del CAI Roberto De Martin, la guida alpina Soro Dorotei.<\/p>\n<p>Componenti della Giuria della XXIII edizione del Premio \u201cPelmo d\u2019Oro\u201d sono:<br \/>\nRoberto Padrin | Presidente della Provincia di Belluno;<br \/>\nOrietta Bonaldo | Club Alpino Accademico Italiano;<br \/>\nFederico Bressan | Club Alpino Italiano<br \/>\nGiorgio Brotto | Club Alpino Italiano<br \/>\nRoberto De Martin | Club Alpino Italiano, vicepresidente dell\u2019IAMF International Alliance for Mountain Film<br \/>\nPaolo Conz | CNSAS e guida alpina<br \/>\nUmberto Soccal | Presidente del Consorzio BimPiave di Belluno<br \/>\nGiorgio Peretti | Guide Alpine del Veneto<\/p>\n<p>Finalit\u00e0<br \/>\nLa Provincia di Belluno istituisce il Premio \u201cPELMO D\u2019ORO\u201d finalizzato al riconoscimento dei particolari meriti acquisiti da persone fisiche, enti pubblici e privati da associazioni e sodalizi nell\u2019ambito dell\u2019alpinismo e della solidariet\u00e0 alpina, della tutela e valorizzazione dell\u2019ambiente e delle risorse montane, della conoscenza e promozione della cultura, della storia, e delle tradizioni delle comunit\u00e0 delle Dolomiti Bellunesi. \u00c8 aperto, quindi, a tutte le espressioni di approccio e confronto con la montagna, in particolare a tutte le forme e ai modi di divulgazione dei valori di un patrimonio unico al mondo quali sono le Dolomiti Bellunesi.<br \/>\nTre, secondo regolamento, gli ambiti di giudizio della commissione giudicatrice:<br \/>\nSezione alpinismo in attivit\u00e0 \u2013 Il Premio viene conferito ad alpinisti o gruppi di alpinisti, sia italiani che stranieri, che abbiano svolto una significativa attivit\u00e0 nelle Dolomiti Bellunesi nel campo dell\u2019alpinismo classico, dell\u2019alpinismo moderno o nell\u2019arrampicata sportiva, contribuendo alla scoperta, conoscenza e valorizzazione delle Dolomiti Bellunesi o compiendo imprese di eccezionale rilievo.<br \/>\nSezione alla carriera alpinistica \u2013 Il Premio viene conferito ad alpinisti, gruppi di alpinisti o istituzioni, italiani o stranieri, che nel corso della loro carriera abbiano dato lustro alle Dolomiti Bellunesi ed alla provincia di Belluno anche realizzando imprese di carattere internazionale.<br \/>\nSezione cultura alpina \u2013 Il premio viene conferito a persone, enti pubblici o privati associazioni e sodalizi che con le loro opere scientifiche, artistiche o letterarie abbiano contribuito in modo significativo alla conoscenza, valorizzazione e divulgazione delle Dolomiti bellunesi e del patrimonio naturalistico ed ambientale della provincia di Belluno.<br \/>\nPremio Speciale della Provincia<br \/>\nIl premio viene attribuito a persone fisiche, anche non pi\u00f9 in vita, associazioni, enti pubblici e privati, per eccezionali meriti acquisiti nell\u2019ambito delle finalit\u00e0 istitutive del premio, mediante il conferimento annuale del \u201cPREMIO SPECIALE PELMO D\u2019ORO\u201d.<br \/>\nDal 2017 la Provincia di Belluno assegna uno speciale riconoscimento annuale su tematiche specifiche, come veicolo di divulgazione del riconoscimento UNESCO per promozione culturale, turistica, importanza geologica, paesaggistica, naturalistica e di qualit\u00e0 ambientale del territorio dolomitico, mediante il conferimento di un Premio Speciale dedicato alle Dolomiti UNESCO.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ALBO D\u2019ORO<\/strong><\/p>\n<p>1998 (Cortina d\u2019Ampezzo)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Gruppo Scoiattoli di Cortina d\u2019Ampezzo<br \/>\nCarriera alpinistica: Roberto Sorgato<br \/>\nCultura alpina: Camillo Berti e i suoi collaboratori<br \/>\nSegnalazioni: Armando Da Roit \u201cTama\u201d, Ettore Costantini \u201cVecio\u201d, Bepi De Francesch<br \/>\nMenzione d\u2019onore: Papa Giovanni Paolo II<\/p>\n<p>1999 (Belluno)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Maurizio Zanolla \u201cManolo\u201d<br \/>\nCarriera alpinistica: Alziro Molin<br \/>\nCultura alpina: Fondazione Giovanni Angelini<br \/>\nPremio speciale per la solidariet\u00e0 alpina: Delegazione bellunese del Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico<\/p>\n<p>2000 (Zopp\u00e9 di Cadore)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Marco Anghileri<br \/>\nCarriera alpinistica: Cesare \u201cCeci\u201d Pollazzon e Mariano De Toni<br \/>\nCultura alpina: Olaf Beer<\/p>\n<p>2001 (Selva di Cadore \u2013 Rifugio Aquileia)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Gildo Zanderigo<br \/>\nCarriera alpinistica: Franco Miotto<br \/>\nCultura alpina: Casa editrice Nuovi Sentieri<\/p>\n<p>2002 (Alleghe &#8211; Caprile)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Mauro \u201cBubu\u201d Bole<br \/>\nCarriera alpinistica: Georges e Sonia Livanos<br \/>\nCultura alpina: rivista \u201cLe Dolomiti Bellunesi\u201d<br \/>\nPremio speciale: Reinhold Messner<\/p>\n<p>2003 (San Vito di Cadore)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Luisa Iovane e Heinz Mariacher<br \/>\nCarriera alpinistica: Ignazio Piussi<br \/>\nCultura alpina: Luca Visentini e Mario Crespan<br \/>\nMenzione speciale: Marcello Bonafede e Natalino Menegus<\/p>\n<p>2004 (San Pietro di Cadore \u2013 Val Visdende)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Gruppo Ragni di Pieve di Cadore<br \/>\nCarriera alpinistica: Gabriele Franceschini<br \/>\nCultura alpina: Vico Calabr\u00f2<br \/>\nMenzione speciale: Angelo Devich<br \/>\nMenzione speciale alla memoria: vescovo Vincenzo Savio<\/p>\n<p>2005 (Zoldo Alto \u2013 Fusine)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Giuliano De Marchi<br \/>\nCarriera alpinistica: Pierre Mazeaud<br \/>\nCultura alpina: Wolfgang Thomaseth<br \/>\nMenzione speciale: Alessandro Masucci e Pietro Sommavilla<br \/>\nPremio speciale della Giunta Provinciale: Mario Rigoni Stern<\/p>\n<p>2006 (Feltre)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Ivo Ferrari<br \/>\nCarriera alpinistica: Gruppo Rocciatori CAI Feltre<br \/>\nCultura alpina: Robert Striffler<br \/>\nMenzione speciale: Andy Holzer e Erik Weihenmayer<br \/>\nPremio speciale della Giunta Provinciale: Associazione Internazionale \u201cDino Buzzati\u201d in memoria di Nella Giannetto<\/p>\n<p>2007 (Livinallongo del Col di Lana)<\/p>\n<p>Alpinismo in attivit\u00e0: Alexander e Thomas Huber<br \/>\nCarriera alpinistica: Alessandro Gogna<br \/>\nCultura alpina: Bepi De Marzi<br \/>\nPremio speciale della Giunta Provinciale: Rolly Marchi<br \/>\nMenzione speciale: gestori di rifugi alpini ed escursionistici da 50 anni<br \/>\nStella Alpina d\u2019oro: Rifugi Alpini<br \/>\nRifugio Lavaredo \u2013 Auronzo di Cadore \u2013 famiglia Corte Col\u00f2<br \/>\nRifugio Capanna Tondi \u2013 Cortina d\u2019Ampezzo \u2013 famiglia Verzi<br \/>\nRifugio Cinque Torri \u2013 Cortina d\u2019Ampezzo \u2013 famiglia Alberti<br \/>\nRifugi Croda da Lago Gianni Palmieri e Nuvolau &#8211; Cortina d\u2019Ampezzo \u2013 famiglia Siorpaes \u201cki de Sorab\u00e0nces\u201d<br \/>\nRifugio Duca d\u2019Aosta \u2013 Cortina d\u2019Ampezzo \u2013 famiglia Lancedelli<br \/>\nRifugio Pomedes \u2013 Cortina d\u2019Ampezzo \u2013 famiglia Ghedina \u201cBibi\u201d<br \/>\nRifugio Giuseppe Volpi al Mulaz \u2013 Falcade \u2013 famiglia Adami<br \/>\nRifugio Tita Barba \u2013 Pieve di Cadore \u2013 famiglia Ciotti<br \/>\nRifugio Onorio Falier \u2013 Rocca Pietore \u2013 famiglia Del Bon<br \/>\nCampanula d\u2019oro: Rifugi escursionistici<br \/>\nRemauro \u2013 Cibiana di Cadore \u2013 famiglia De Zordo<br \/>\nAngelo Dibona \u2013 Cortina d\u2019Ampezzo \u2013 famiglia Recafina<br \/>\nLago d\u2019Aj\u00e0l \u2013 Cortina d\u2019Ampezzo \u2013 famiglia Dibona<br \/>\nItalo Lunelli \u2013 Comelico Superiore \u2013 famiglia Martini Barzolai<br \/>\nValparola \u2013 Livinallongo del Col di Lana \u2013 famiglia Trebo<br \/>\nPranolz \u2013 Trichiana \u2013 famiglia Magagnin<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2008 (Auronzo di Cadore)<\/p>\n<p>Alpinismo in attivit\u00e0: Gigi Dal Pozzo<br \/>\nCarriera alpinistica: Armando Aste<br \/>\nCultura alpina: Lothar Brandler<br \/>\nPelmo d\u2019Oro: Riccardo Cassin<br \/>\nMenzione speciale: Valerio Quinz<br \/>\nPremio speciale della Giunta Provinciale: Alpini del 7\u00b0 Reggimento<\/p>\n<p>2009 (Agordo)<\/p>\n<p>Alpinismo in attivit\u00e0: Gianni Gianeselli<br \/>\nCarriera alpinistica: Richard Goedeke<br \/>\nCultura alpina: Mauro Corona<br \/>\nPremio speciale della Giunta Provinciale: Sezione Agordina del Cai, Gruppo Gir, Stazione di Agordo del CNSAS<br \/>\nMenzione speciale: Campanula d\u2019oro: famiglia Vascellari, gestori da 50 anni del rifugio escursionistico \u201cCapanna degli Alpini\u201d \u2013 Calalzo di Cadore<br \/>\nMenzione speciale: riconoscimento alle famiglie bellunesi per il trentennale impegno d\u2019alpeggio<br \/>\nFamiglia De Nardin \u2013 Agordo<br \/>\nFamiglia Miola \u2013 Agordo<br \/>\nFamiglia Bressan \u2013 Agordo<br \/>\nFamiglia Follador \u2013 Falcade<br \/>\nFamiglia Pescosta \u2013 Falcade<br \/>\nFamiglia Giacometti \u2013 Feltre<br \/>\nFamiglia Zatta \u2013 Feltre<br \/>\nFamiglia Villabruna \u2013 Feltre<br \/>\nFamiglia De Paoli \u2013 Feltre<br \/>\nFamiglia Curto \u2013 Quero<br \/>\nFamiglia Casanova Borca \u2013 San Pietro di Cadore<br \/>\nFamiglia Pradetto Cignotto \u2013 San Pietro di Cadore<br \/>\nFamiglia Corso \u2013 Seren del Grappa<br \/>\nFamiglie Facchin e Guerriero \u2013 Sovramonte<\/p>\n<p>2010 (Tambre)<\/p>\n<p>Alpinismo in attivit\u00e0: Pietro Dal Pra<br \/>\nCarriera alpinistica: Giuseppe \u201cBepi\u201d Caldart<br \/>\nCultura alpina: Manrico Dell\u2019Agnola<br \/>\nPremio speciale della Giunta Provinciale: Guide Alpine della Regione Veneto<br \/>\nMenzione speciale alla memoria: Benito Saviane<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: Enzo De Menech \u201cBubu\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2011 (Com\u00e9lico Superiore)<\/p>\n<p>Alpinismo in attivit\u00e0: Marino Babudri e Ariella Sain<br \/>\nCarriera alpinistica: Mariano Frizzera e Sergio Martini<br \/>\nCultura alpina: Cesare Lasen<br \/>\nPremio speciale della Giunta Provinciale: Associazione Bellunesi nel Mondo<br \/>\nMenzione speciale alla memoria: Matteo Fiori<br \/>\nMenzione speciale: Achille Carbogno<br \/>\nMenzione speciale: Flavio Faoro<br \/>\nMenzione speciale: Gruppo Ricerche Culturali di Com\u00e9lico Superiore<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: Giacomo Cesca<\/p>\n<p>2012 (Pieve di Cadore)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Alessandro Ba\u00f9<br \/>\nCarriera alpinistica: Silvia Metzeltin e Adriana Valdo<br \/>\nCultura alpina: Telebellunodolomiti<br \/>\nMenzione speciale alla memoria: Alberto Bonafede e Aldo Giustina<br \/>\nMenzione speciale: Giorgio Ronchi<\/p>\n<p>2013 (Longarone)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Venturino De Bona e Renato Panciera<br \/>\nCarriera alpinistica: Franco Solina<br \/>\nCultura alpina: Walter Musizza e Giovanni De Don\u00e0<br \/>\nPremio speciale della Giunta Provinciale: Mario Fabbri<br \/>\nMenzione speciale: Francesco Turrin<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: \u00c9quipe Ambulatorio Giuliano De Marchi<br \/>\nPelmo d\u2019Oro: Club Alpino Italiano<\/p>\n<p>2014 (Falcade)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Nicola Tondini<br \/>\nCarriera alpinistica: Soro Dorotei<br \/>\nCultura alpina: Carlo Mondini e Aldo Villabruna<br \/>\nMenzione speciale alla memoria: Vittorino Cazzetta<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: Angelo Costola<\/p>\n<p>2015 (Sospirolo)<br \/>\nAlpinismo in attivit\u00e0: Maurizio Icio Dall\u2019Omo<br \/>\nCarriera alpinistica: Igor Koller<br \/>\nCultura alpina: Luciano Viazzi<br \/>\nPremio speciale della Provincia: Annibale Salsa<br \/>\nMenzione speciale alla memoria: Vincenzo Titi Dal Bianco<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: Fausto De Stefani<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2016 (Santo Stefano di Cadore e San Pietro di Cadore)<\/p>\n<p>Alpinismo in attivit\u00e0: Pierangelo Verri<br \/>\nCarriera alpinistica: Giorgio Redaelli<br \/>\nCultura alpina: Marco Albino Ferrari<br \/>\nPremio speciale della Provincia: Maurilio De Zolt<\/p>\n<p>2017 (Mel)<\/p>\n<p>Alpinismo in attivit\u00e0: Ferruccio Svaluto Moreolo<br \/>\nCarriera alpinistica: Bruno e Giorgio De Don\u00e0<br \/>\nCultura alpina: Daniela Perco<br \/>\nMenzione speciale alla memoria: Lorenzo Massarotto<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: Francesco Angelo Perlotto<br \/>\nPremio speciale Dolomiti UNESCO: Sergio Reolon<\/p>\n<p>2018 (Rocca Pietore)<\/p>\n<p>Alpinismo in attivit\u00e0: Maurizio Giordani<br \/>\nCarriera alpinistica: Josep Manuel Anglada<br \/>\nCultura alpina: Marco Paolini<br \/>\nMenzione speciale: Monica Campo Bagatin e Ugo Pompanin<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: S.U.E.M.<br \/>\nPremio speciale Dolomiti UNESCO: Oscar De Pellegrin<br \/>\nPremio speciale della Provincia: Costantino Costantin e Ivo Andrich<\/p>\n<p>2019 (Chies d\u2019Alpago)<\/p>\n<p>Alpinismo in attivit\u00e0: Stefano Santomaso<br \/>\nCarriera alpinistica: Lorenzo Lorenzi<br \/>\nCultura alpina: Armando Scandellari<br \/>\nMenzione speciale: Archivio storico di Belluno Feltre e Cadore<br \/>\nPremio speciale Giuliano De Marchi: alla memoria di Maudi De March<br \/>\nPremio speciale Dolomiti UNESCO: Massimilano Ossini<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 Cesiomaggiore ad ospitare la 23^ edizione del Premio Pelmo d\u2019Oro. 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