{"id":12186,"date":"2010-02-06T09:14:52","date_gmt":"2010-02-06T08:14:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bellunopress.it\/?p=12186"},"modified":"2010-02-22T10:43:07","modified_gmt":"2010-02-22T09:43:07","slug":"la-corrispondenza-dal-libano-di-federica-fant","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2010\/02\/06\/la-corrispondenza-dal-libano-di-federica-fant\/","title":{"rendered":"La corrispondenza dal Libano, di Federica Fant"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/cap-magg-melissa-cestari.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-12187\" title=\"cap-magg-melissa-cestari\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/cap-magg-melissa-cestari.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"270\" \/><\/a>Melissa Cestari, la trasmettitrice 22enne di Rovigo\u00a0alla sua prima missione<\/strong>. \u00c9 di Canaro in provincia di Rovigo il caporal maggiore Melissa Cestari, che dal 2 ottobre scorso partecipa alla missione Unifil in Libano. La missione Unifil ad oggi conta 2400 militari, che presidiano, con altri Paesi, il Sector West, cio\u00e8 la zona a sud del fiume Litani (che anticamente era chiamato Leonte, da qui il nome dell&#8217;operazione italiana) fino al confine con Israele e Siria a ridosso della Blue Line, la linea armistiziale che le Nazioni Unite stanno cercando di tracciare con dei bidoni blu. Melissa Cestari fa parte del 7\u00b0 Reggimento Trasmissioni di Sacile (Pn), \u00e8 un caporal maggiore e ha 22 anni. \u00abSono alla mia prima missione. E non nascondo che l&#8217;emozione \u00e8 grande, se poi aggiungiamo che indossiamo il basco blu dell&#8217;Onu l&#8217;emozione s&#8217;impenna\u00bb. \u00c9 arrivata nella terra dei cedri il 2 ottobre 2009, appartiene all&#8217;unit\u00e0 dei trasmettitori. Che \u00absono militari essenziali per un contingente \u2013 spiega il capitano Paolo Rolli -. Sembra che non ci siano perch\u00e8 lavorano e vivono nell&#8217;ombra, eppure quando ne manca uno ce se ne accorge immediatamente\u00bb. E cos\u00ec pure con i logisti, i tramat, con chi lavora in cucina, insomma i Combat Service Support. Com&#8217;\u00e8 vivere in missione per una giovane militare di Rovigo? \u00abQuesto \u00e8 il mio lavoro \u2013 incalza subito Melissa -. Sento la mia famiglia una volta alla settimana per telefono o attraverso il computer\u00bb. La sua \u00e8 una passione radicata. \u00abNon si pu\u00f2 dire che non avevo le idee chiare \u2013 sorride la Cestari -. Mi sono arruolata nel 2006 come Vfp1, volontari in ferma prefissata di un anno. L&#8217;idea di indossare l&#8217;uniforme ce l&#8217;avevo gi\u00e0 quando frequentavo le scuole elementari, poi alle medie ho preso maggior consapevolezza e ho imboccato la mia strada\u00bb. Cosa fa il caporal maggiore Melissa Cestari in missione? \u00abL&#8217;esperienza che mi porter\u00f2 a casa dopo il Libano \u00e8 tanta. I trasmettitori s&#8217;impegnano a mantenere il collegamento con le basi in Italia e nella terra che ci ospita. Io dipendo dal comandante del battaglione del 7\u00b0 reggimento, che sta a Shama\u00bb. Come operatore unclass, \u00abricevo messaggi non classificati e trasmettiamo informazioni sul personale, sui mezzi, sui viveri\u00bb. Il 28 gennaio scorso il generale Claudio Graziano, che ha lasciato il comando della missione Unifil dopo due rinnovi dell&#8217;incarico, se n&#8217;\u00e8 andato. Il caporal maggiore Cestari ha avuto modo di \u00ablavorare spesso con il generale, facendo parte dei trasmettitori alla base di Naqoura organizziamo noi i collegamenti in videoconferenza. A parte lo staff del generale, sicuramente siamo stati l&#8217;unit\u00e0 che lo ha visto di pi\u00f9. E di questo ne andiamo veramente fieri\u00bb, sorride con un certo orgoglio Melissa. La cosa che le manca di pi\u00f9? \u00abViviamo in mimetica h24 per tutto il tempo che dura la missione. I capelli li ho sempre legati e coperti dal basco. Sicuramente mi far\u00e0 un certo effetto vestirmi di nuovo normalmente\u00bb. Federica Fant<br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/matteo-lorenzetto.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-12188\" title=\"matteo-lorenzetto\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/matteo-lorenzetto.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"202\" \/><\/a>Matteo Lorenzetto, carrista di Treviso 1\u00b0 Caporal Maggiore per la missione Unifil <\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 la mia prima missione col basco blu delle Nazioni Unite e, se prima di partire fa un effetto strano, quando capisci come muoverti, quando inizi a conoscere i militari di altri contingenti ti rendi conto che tu fai parte dell&#8217;Onu, o meglio di quell&#8217;esercito mondiale, se cos\u00ec posso dire. E l&#8217;esperienza \u00e8 affascinante per davvero\u00bb. Il primo caporal maggiore Matteo Lorenzetto sta partecipando alla missione Unifil in Libano da novembre. Ha 27 anni e \u00e8 di Treviso. \u00c9 un carrista e appartiene al 32\u00b0 Reggimento carri di Tauriano di Spilinbergo (Pn). \u00abQui a Naqoura seguo la parte pi\u00f9 amministrativa della mia unit\u00e0. Ogni tanto faccio attivit\u00e0 Cimic, cio\u00e8 di cooperazione civile e militare. A Natale, per esempio, siamo stati a Alma Ash Shaab, che \u00e8 una municipalit\u00e0 cristiana-maronita a portare i regali nelle scuole\u00bb. Ogni tanto gli capita di \u00abaccompagnare il tenente che si occupa di insegnare italiano nelle scuole. E allora i bambini spesso chiedono di poter vedere il mezzo con cui arriviamo, sono curiosi e ci parlano in inglese\u00bb. La nostalgia \u00e8 uno degli ostacoli della missione. \u00abSiamo militari, ma anche uomini. Sento i miei genitori, i nonni abbastanza spesso. La mamma \u00e8 decisamente la pi\u00f9 emotiva, ma quando le spiego com&#8217;\u00e8 il teatro del Libano, capendo che i rischi sono contenuti si tranquillizza\u00bb. La cosa che gli manca di pi\u00f9? \u00abSicuramente degli spazi dove poter stare da solo, oltre che gli svaghi ovviamente\u00bb, racconta senza esitazione il primo caporal maggiore Matteo Lorenzetto. Quello che si porter\u00e0 a casa dal Libano? \u00abL&#8217;esperienza di poter lavorare fianco a fianco con militari di altri eserciti \u00e8 unica. Stanotte per esempio, ero con un indonesiano, e un libanese\u00bb. Siete tanti dal Veneto? \u00abVeramente no, siamo proprio in pochi e capita che ci cerchiamo per fare due parole\u00bb. Anche quello restituisce un po&#8217; l&#8217;atmosfera di casa.<br \/>\nFederica Fant<br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/benetun.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-12189\" title=\"benetun\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/benetun.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"202\" \/><\/a>Le origini dei Benetton rinvenute a Tiro<\/strong><\/p>\n<p>Chiss\u00e0 se la famiglia Benetton sa che una prima iscrizione del suo cognome \u00e8 tutt&#8217;oggi incisa su di una colonna del settimo secolo avanti Cristo a Tiro. Le origini del cognome Benetton? Le si possono rinvenire proprio l\u00ec, nel Libano del Sud. In quella terra martoriata da oltre trent&#8217;anni di conflitti, ma che una volta era famosa tanto che nella Bibbia il primo libro dei Re racconta che parte del legname e delle maestranze di Tiro furono utilizzati per la realizzazione del tempio di Salomone a Gerusalemme. Il professore di storia e architettura libanese, Hassan Badawi, storico amico del contingente italiano nel Sector West, con il quale sta collaborando per vari progetti. Siamo stati invitati a vedere le rovine di Tiro proprio una settimana fa, in occasione del media tour organizzato per il cambio del generale Claudio Graziano, che dopo tre anni, ha lasciato il Libano in veste di rappresentante della missione Unifil, sotto l&#8217;egida delle Nazioni Unite. La citt\u00e0 fenicia di Tiro, la regina dei mari, faceva concorrenza a Sidone. L&#8217;espansione fenicia conquist\u00f2 Cartagine, ma nel 333 a.C. Alessandro il Grande decise di conquistare questa base costiera, poich\u00e9 i persiani non glielo permisero, la assedi\u00f2 per sette mesi. Quando arrivarono i Romani vi costruirono importanti monumenti, in particolare l&#8217;acquedotto, l&#8217;arco di trionfo ed un ippodromo riportato alla luce da varie missioni archeologiche. Proprio nell&#8217;ippodromo, recentemente \u00absi \u00e8 rinvenuta la colonna con l&#8217;iscrizione latina Benetuum \u2013 ha spiegato il professore Badawi \u2013 che si leggeva venetuum, che a sua volta testimonia il passaggio di \u201cvenetooi\u201d, ossia degli abitanti di una regione del nord Italia\u00bb. Il professore ha riferito che \u00abdai miei studi, avendo studiato due anni in Italia, ho concordato questa teoria con altri colleghi. Ci si riferisce, in particolar modo, ai veneziani che arrivarono in Oriente con l&#8217;impero bizantino. Si sa che ai Benetuum era attribuito la squadra di colore blu che con le lettighe e le quadrighe disputava frequentemente delle gare al Circo Massimo di Tiro. Di Benetuum si ha avuto testimonianza perfino nel Circo di Gerusalemme\u00bb. Fe.Fa.<br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/ammiraglio-sandalli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-12190\" title=\"ammiraglio-sandalli\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/ammiraglio-sandalli.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"202\" \/><\/a>A bordo della nave Zeffiro, al largo di Beirut. L&#8217;ammiraglio Sandalli di origini bellunesi al comando della Task Force<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;ammiraglio Paolo Sandalli comanda la nave Zeffiro. Dal 1\u00b0 dicembre scorso ha assunto il comando della Task Force 448 per l&#8217;operazione Unifil Marops in Libano. Quest&#8217;ultima costituisce la forza navale di Unifil (United Nations Interim Force in Lebanon). E&#8217; stata costituita il 15 ottobre 2006 su richiesta del governo libanese allo scopo di assistere la sua Marina nel controllo dei propri spazi marittimi e delle acque territoriali per prevenire il traffico illecito di armi in Libano. \u00abLa Missione Unifil Marops si estrinseca nell&#8217;attivit\u00e0 del Maritime Interdiction Operations, per impedire l&#8217;arrivo non autorizzato di materiale di armamento nei porti libanesi e fornire assistenza alla Marina libanese\u00bb, ha spiegato il Contrammiraglio Paolo Sandalli. Questo allo scopo di \u00abun&#8217;auspicata crescita operativa volta all&#8217;acquisizione delle capacit\u00e0 necessarie per esercitare autonomamente il controllo dei propri spazi marittimi\u00bb precisa Sandalli. L&#8217;ammiraglio non ha nascosto che non sempre la Maritime Task Force pu\u00f2 procedere a controlli mirati,m e che insomma deve spesso fidarsi delle Laf (Lebanese Armed Forces).<br \/>\nLa forza marittima dell&#8217;Unifil si compone attualmente di sei unit\u00e0 appartenenti alle Marine di Italia, Germania, Grecia e Turchia. Nel prossimo futuro si aggiungeranno anche quelle della marina Bengalese e Indonesiana.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/zeffiro-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-12191\" title=\"zeffiro-2\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/zeffiro-2.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"202\" \/><\/a>I controlli<br \/>\nI controlli interessano un&#8217;area di circa 5000 miglia quadrate e una linea di costa di circa 200 km. Le Risoluzioni 1701 e la 1884 stabiliscono il concetto del \u201ctraining as you operate\u201d. Si tratta di coinvolgere la Laf nelle operazioni ai fini di addestrarla ed accrescerne la capacit\u00e0 operativa. E quindi, nello specifico, significa controllare l&#8217;accesso ai tre principali porti del Paese (Beirut, Tripoli e Sidone), ma anche tutti i piccoli approdi secondari. La vigilanza della fascia litoranea \u00e8 generalmente affidata ai radars delle stazioni costiere e ai mezzi della Marina libanese, che hanno l&#8217;autorit\u00e0 per intervenire direttamente e che possono operare sui bassi fondali dove le unit\u00e0 maggiori non possono intervenire.<\/p>\n<p>I dati<br \/>\nServono per definire il Measure of effectiveness, ovvero la misura dell&#8217;efficacia delle operazioni di interdizione marittima condotte in mare e il conseguente Minimum Force Requirement: gli assetti navali necessari per garantire l&#8217;assolvimento della missione Unifil Marops. I dati sui mercantili in transito vengono confrontati. In caso di discrepanze o laddove esistano sospetti, vengono immediatamente informate la Auitorit\u00e0 libanesi alle quali viene proposta la verifica a bordo e l&#8217;ispezione. Dall&#8217;inizio dell&#8217;operazione sono stati interrogati quasi 30 mila mezzi navali in transito. Quasi 500 sono state le ispezioni condotte dalla Marina libanese su bersagli sospetti.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/nave-zeffiro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-12192\" title=\"nave-zeffiro\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/nave-zeffiro.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"202\" \/><\/a>La nave Zeffiro<br \/>\nUltima della serie \u201cclasse Venti\u201d fu costruita nei cantieri navali di Riva Trigoso e fu consegnata alla Marina Militare Italiana nel maggio 1985. Zeffiro \u00e8 la dolce brezza di ponente che spira a primavera. La versione ammodernata delle fregate della classe \u201cMaestrale\u201d (grecale, Libeccio, Scirocco e Zeffiro differisce sostanzialmente per il sistema di Supporto al Comando e l&#8217;impostazione della Centrale Operativa di combattimento. E&#8217; stato imbarcato un nuovo radar di scoperta aerea digitale ed \u00e8 stato digitalizzato il radar di scoperta di superficie. La generazione di energia \u00e8 assicurata da due centrali di conversione, ciascuna dotata di due gruppi generatori da 975 kw e ds due centrali di conversione da 60\/400 Hz per le esigenze del sistema di combattimento. La gestione dell&#8217;apparato motore \u00e8 completamente telecomandata.<\/p>\n<p>Due chiacchiere con l&#8217;ammiraglio Sandalli<br \/>\n\u00abHo origini bellunesi, infatti la mia famiglia ha una casa a Praderadego, a Mel. Sono sicuro che se non fossi stato un marinaio, sarei sicuramente diventato un alpino. Perch\u00e8 mi piace lavorare a contatto con la natura: sia il mare che la montagna\u00bb. L&#8217;ammiraglio, dopo aver seguito l&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;imbarco del media team, con attivit\u00e0 di briefing in hangar e l&#8217;attivit\u00e0 dimostrativa del team del Reggimento San Marco, ha raccontato anche i momenti pi\u00f9 umani del suo lavoro. \u00abPer noi la missione, \u00e8 missione a tempo pieno. Un equipaggio salpa da un porto all&#8217;altro e non si divide, non ci sono licenze. La vita si svolge sulla nave\u00bb. E la nostalgia \u00abla conosciamo anche noi, soprattutto quando passiamo le feste via da casa. Come l&#8217;ultimo Natale, per esempio. L&#8217;abbiamo celebrato tutti insieme qui sulla nave\u00bb. Una cosa curiosa che \u00e8 capitata recentemente all&#8217;ammiraglio Paolo Sandalli \u00e8 \u00abstata la richiesta della celebrazione di un matrimonio. Ma essendo in un contesto Onu, avendo a che fare con molti Paesi diversi, abbiamo ritenuto respingere la richiesta. Certo, non nascondo che sarebbe stata una bella esperienza\u00bb, sorride l&#8217;ammiraglio. Federica Fant<br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/banca-del-sangue.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-12193\" title=\"banca-del-sangue\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/banca-del-sangue.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"202\" \/><\/a>L&#8217;attivit\u00e0 di Cooperazione Civile e Militare. L&#8217;unit\u00e0 di Motta di Livenza<\/strong><\/p>\n<p>Laddove Motta di Livenza significa speranza. Importantissimo il contributo che offre l&#8217;unit\u00e0 di Motta di Livenza nella missione Unifil in Libano. I Quick Impact projects (i progetti da attuare velocemente) in Libano sono affare del Cimic. L&#8217;unit\u00e0 di Motta di Livenza \u00ab\u00e8 una delle nicchie di eccellenza dell&#8217;esercito\u00bb. Cos\u00ec il maggiore Vincenzo Bellanova, ha esordito presentando il Multinational Cimic Group, l&#8217;unica unit\u00e0 della Nato in grado di svolgere attivit\u00e0 Cimic. Un acronimo che indica la Civil Military Cooperation, una funzione operativa che presiede all&#8217;interazione tra le forze militari e le componenti civili presenti nelle aree di crisi. Il Cimic Group \u00e8 dislocato presso la caserma Mario Fiore di Motta di Livenza in provincia di Treviso. Il Cimic, nato ufficialmente il 1\u00b0 gennaio 2002, \u00e8 alimentato con personale proveniente da Grecia, Ungheria, Italia, Portogallo e Romania. Sono una decina i militari italiani che appartengono al Cimic Group che attualmente operano in Libano, presso Naqoura e vicino a Tibnin. Il loro compito \u00e8 quello di intercettare i bisogni reali della popolazione locale, coordinarsi con loro e con delle ong (locali o anche italiane), programmare un progetto e attuarlo cercando di coinvolgere il pi\u00f9 possibile la componente civile, politica e militare dell&#8217;area interessata. \u00abL&#8217;oporder di Unifil, l&#8217;intento cio\u00e8 del comandante, \u00e8 stato quello di avvicinarsi alla popolazione, alle autorit\u00e0 locali, alle agenzie di cooperazione \u2013 ha riferito il maggiore Vincenzo Bellanova -. Ecco dunque la scelta di puntare molto sulle forze armate libanesi, le Laf (Lebanese Armed Forces). Abbiamo realizzato dei corsi formativi al fine di creare una capacit\u00e0 Cimic per fare in modo che sappiano coordinarsi da soli sul proprio territorio. Noi favoriamo solo il sistema di ingranaggi\u00bb. Il concetto del Cimic non \u00e8, insomma, quello di dare un pesce, ma quello di insegnare a pescare. Ogni progetto che questa unit\u00e0 pu\u00f2 portare avanti dev&#8217;essere contenuto in un budget di 25 mila dollari. L&#8217;ultima settimana di gennaio, parecchi sono stati gli eventi clou, come la consegna di un trattore dotato di una cisterna per l&#8217;approvvigionamento idrico alla municipalit\u00e0 di Blida, che ha problemi seri di siccit\u00e0 durante l&#8217;anno. \u00abDi questo dono \u2013 ha spiegato il sindaco Haidar Hassan durante l&#8217;inaugurazione \u2013 beneficeranno ben 400 famiglie\u00bb. E questo \u00e8 solo un esempio, \u00abdurante gli incontri con le Laf, abbiamo fatto capire cosa sono i meeting di coordinamento, in quell&#8217;occasione abbiamo donato un database che permette di visualizzare una griglia di informazioni \u2013 spiega il maggiore Bellanova -. Sapere che in un villaggio si son gi\u00e0 verificate forme di sostentamento \u00e8 utile per mappare chi ancora non ne ha avuta nessuna\u00bb. Tra gli aspetti importanti del Cimic c&#8217;\u00e8 l&#8217;istruzione, con corsi per la popolazione tenuti da ufficiali (in Libano c&#8217;\u00e8 il corso \u201cImparo l&#8217;italiano\u201d), o la donazione di cancelleria o la predisposizione di aule informatiche per le scuole. Nel campo della sanit\u00e0 le attivit\u00e0 principali sono quelle di Medical care, che si sostanzia quando un medico militare viene mandato periodicamente in un villaggio a curare i malati (sono pi\u00f9 di 5000, nel Sector West, le persone curate da inizio della missione), o la periodica donazione di sangue da parte dei militari itraliani ad opera della croce rossa o mezza luna libanese. Il 27 gennaio scorso a Marjeyoun, una municipalit\u00e0 a ridosso della Blue Line, \u00e8 stato donato un generatore per un ospedale che garantir\u00e0 la continuit\u00e0 della fornitura dell&#8217;energia elettrica. Il direttore dell&#8217;ospedale, Moeness Kalakesh ha spiegato che sono pi\u00f9 di 350 le persone che possono passare al giorno in quella struttura, sono una settantina i posti letto divisi per ogni reparto. Senza il Cimic Group, che ha preso i contatti e raccolto le istanze e valutato l&#8217;effettiva necessit\u00e0 del bene in questione, la donazione del generatore non sarebbe stata cos\u00ec immediata. Federica Fant<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/graziano-cossiga-e-camporini.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-12194\" title=\"graziano-cossiga-e-camporini\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/graziano-cossiga-e-camporini.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"202\" \/><\/a>Il generale Graziano ha lasciato il comando della missione Unifil dopo tre anni<\/strong><br \/>\nCambio al vertice della missione Unifil (United Nations Interim Force in Lebanon) tra il Generale di Corpo d&#8217;Armata Claudio Graziano (Italia) ed il Major-General Alberto Asarta Cuevas (Spagna). La cerimonia del passaggio di consegna ha avuto luogo il 28 gennaio scorso a Naqoura, sede del comando Unifil, ed hanno partecipato il Ministro della Difesa Libanese, Mr. Elias Murr, il Ministro della Difesa Spagnolo, Mrs. Carme Chacon, il Sottosegretario alla Difesa italiano, l&#8217;On. Giuseppe Cossiga, il comandante Generale delle Forze Armate Libanesi, Generale Jean Kahwagi, i Capi di Stato Maggiore della Difesa, italiano e spagnolo, Generale Vincenzo Camporini ed il Generale Rodriguez Fernandez, oltre a numerosi rappresentanti politici efunzionari del Governo locale, unitamente ad ambasciatori ed alti funzionari Onu. Nel discorso di commiato, il generale Graziano si \u00e8 soffermato sui tre anni di comando della missione Unifil, che ha come scopo quello di migliorare la situazione nella parte sud del Libano. \u00abLa cessazione delle ostilit\u00e0 ed il rispetto della Blu Line sono stati rispettati dalle parti nella maggior parte dei casi\u00bb, ha riferito il generale Graziano. \u00abLe parti continuano a collaborare con Unifil e la loro costante osservanza della Risoluzione Onu 1701 risulta fondamentale per mantenere tale rapporto\u00bb. Ha continuato elogiando le forze armate libanesi per tale cooperazione. \u00abUnifil e le Forze Armate Libanesi hanno sviluppato una effettiva partnership, che costituisce la pietra miliare per la corretta attuazione della risoluzione 1701\u00bb. Ha inoltre sottolineato le sfide che ci attendono \u00ab\u00e8 responsabilit\u00e0 delle parti approfittare dell\u2019opportunit\u00e0 fornita dalla presenza di Unifil per raggiungere definitivamente il cessate il fuoco nel lungo periodo\u00bb. Il generale Graziano ha passato in rassegna la Guardia d&#8217;Onore di Unifil ed ha deposto una corona in memoria di coloro che, appartenenti alle forze di pace, hanno perso la vita nell\u2019adempimento del dovere. Successivamente ha firmato il \u201cTransfert of Authority\u201d ed ha consegnato la bandiera delle Nazioni Unite al generale Asarta. Il comandante subentrante, Major-General Asarta, nel suo discorso di insediamento come comandante della missione Unifil, ha ricordato il suo precedente incarico in Unifil, quale comandante del settore Est dal dicembre 2008 ad aprile 2009. \u00abSiamo qui per aiutare le parti ad evitare le ostilit\u00e0 verso un cessate il fuoco permanente, e siamo determinati a farlo\u00bb. Ha poi aggiunto: \u00abCon questo spirito far\u00f2 quanto \u00e8 nelle mie possibilit\u00e0 per garantire il successo del nostro mandato nel sud del Libano\u00bb.Nella missione UNnifil, circa 12.000 sono i militari impiegati provenienti da 29 paesi, di cui 780 in servizio presso la \u201cMaritime Task Force\u201d.\u00a0 La componente civile di staff conta oltre 300 agenti internazionali e circa 700 nazionali. Federica Fant.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Melissa Cestari, la trasmettitrice 22enne di Rovigo\u00a0alla sua prima missione. \u00c9 di Canaro in provincia di Rovigo il caporal maggiore Melissa Cestari, che dal 2 ottobre scorso partecipa alla missione Unifil in Libano. 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