{"id":109071,"date":"2019-10-25T22:40:37","date_gmt":"2019-10-25T20:40:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bellunopress.it\/?p=109071"},"modified":"2019-10-25T22:40:37","modified_gmt":"2019-10-25T20:40:37","slug":"belluno-miraggi-vi-edizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2019\/10\/25\/belluno-miraggi-vi-edizione\/","title":{"rendered":"Belluno Miraggi, VI^ edizione"},"content":{"rendered":"<p>Belluno Miraggi, con la direzione artistica di Rajeev Badhan ed Elena Strada, compie 6 anni. Un\u2019et\u00e0 che inizia a diventare complessa, in cui parte delle sfide iniziali, sostenute e guidate da un entusiasmo talvolta abbagliante, si confrontano con la maturit\u00e0 delle scelte e la consapevolezza della situazione di precariet\u00e0 con cui la cultura \u00e8 purtroppo molto spesso destinata a convivere.<\/p>\n<figure id=\"attachment_104120\" aria-describedby=\"caption-attachment-104120\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/fr\/2019\/04\/29\/giovedi-9-maggio-gli-abbadreams-al-comunale-di-belluno-per-la-rassegna-parole-e-pensieri\/rbsh\/\" rel=\"attachment wp-att-104120\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-104120\" src=\"http:\/\/www.bellunopress.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/teatro-comunale.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"226\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-104120\" class=\"wp-caption-text\">Teatro Comunale di Belluno<\/figcaption><\/figure>\n<p>Anche quest\u2019anno quindi una Stagione piena di Bellezza e Arte, che mescola i linguaggi del contemporaneo con grande rispetto e devozione verso la tradizione teatrale, ma che guarda all\u2019internazionalizzazione e ai conflitti del contemporaneo con sguardo critico e partecipe. Grandi spettacoli, nazionali ed internazionali, teatro, circo, danza, musica dal vivo, video e sperimentazione, temi importanti che inducono alla riflessione e al confronto, incontri e masterclass con importantissimi artisti della scena contemporanea. Una Stagione che punta al dialogo e alla messa in discussione delle proprie certezze, tra realt\u00e0 e illusione, tra comunicazione e fake news, tra nuove scoperte e conferme passate, che sapr\u00e0 guidare lo spettatore in un percorso multidisciplinare estremamente vario, articolato e lucido, ma allo stesso tempo dolce, come la luce dell\u2019alba, quando gli occhi si aprono e non si sa per un istante, con certezza, se stiamo ancora sognando.<\/p>\n<p>Si ringrazia: la Fondazione Teatri delle Dolomiti, l\u2019Amministrazione Comunale di Belluno, Reteeventi della Provincia di Belluno, gli sponsor: Fontana s.r.l., Salus, Flytech, Vini Biasiotto, Gioielleria Boni, Trattoria il Moretto, Bistr\u00f2 Bembo, Credito Cooperativo di Cortina.<br \/>\nHa curato l\u2019immagine della VI edizione di Belluno Miraggi l\u2019artista Viso e Alberto Fiocco ha curato le grafiche, i report fotografici sono a cura di Elisa Calabrese e quelli video di Federico Boni. Collaborano inoltre con SlowMachine per la realizzazione di Belluno Miraggi: Cristiana Moritsch, Mery Medario, Giovanna Maugeri, Caterina Prade, Alex Paniz e Leonardo Benettollo.<\/p>\n<p><strong>Il programma<\/strong><br \/>\nSabato 14 Dicembre<br \/>\nA House in Asia_Agrupaci\u00f3n Se\u00f1or Serrano<br \/>\nTEATRO SPERIMENTALE e VIDEO<\/p>\n<p>\u201cA House in Asia \u00e8 un grande spettacolo sulla finzione che ci circonda e ci condiziona e una profonda riflessione &#8211; arricchita di ironia e critica &#8211; sulle ossessioni di una societ\u00e0 che hanno coinvolto mezza parte del mondo\u201d<br \/>\nJuan Carlos Olivares<\/p>\n<p>Agrupaci\u00f3n Se\u00f1or Serrano, compagnia catalana leone d\u2019argento alla Biennale 2015, con questo lavoro, moltiplica i piani di narrazione tra fiction e realt\u00e0 raccontando la caccia all\u2019uomo pi\u00f9 importante del XXI secolo: la localizzazione e la cattura di Osama Bin Laden.<br \/>\nCon la sua inconfondibile modalit\u00e0 artistica fatta di modellini in scala, proiezioni video, regia in presa diretta e performance Agrupaci\u00f3n Se\u00f1or Serrano costruisce un \u201cwestern teatrale\u201d in cui la realt\u00e0 e le sue copie si confondono, disegnando un ritratto pop impietoso del decennio post 11 settembre, il seme del XXI secolo.<br \/>\nLa casa di Geronimo aveva tre piani, due ampi cortili e una piccola d\u00e9pendance per gli ospiti. L\u2019intero complesso era protetto da un muro di tre metri.<br \/>\nTre case uguali. La prima casa si trova in Pakistan. Una copia uguale nella base militare di Harvey Point, nel North Carolina. E la terza fu costruita dalla Columbia Pictures in Giordania, vicino al Mar Morto.<br \/>\nTre modelli in scala della casa sono stati costruiti. Uno \u00e8 stato costruito dalla CIA per pianificare e spiegare l\u2019attacco a Geronimo. Il secondo \u00e8 stato realizzato dal produttore di Zero Dark Thirty ed \u00e8 stato utilizzato nel film con lo stesso scopo.<br \/>\nIl terzo \u00e8 nostro ed \u00e8 sul palco.<br \/>\nPremio dei Critici di Barcellona 2014 al miglior spettacolo di nove tendenze.<br \/>\nPremio del Presidente della regione Silesia-Moravia Miroslav Nov\u00e1k 2015, Spectaculo Interesse Festival. Ostrava (Repubblica Ceca).<br \/>\nPremio Lalka tez Czlowiek, PIHT Festival 2016. Varsavia (Polonia).<\/p>\n<p>Agrupaci\u00f3n Se\u00f1or Serrano \u00e8 una compagnia teatrale con sede a Barcellona che crea produzioni originali su aspetti discordanti dell\u2019esperienza umana contemporanea. Gli spettacoli di Se\u00f1or Serrano mescolano video in diretta, modellini in scala, testi, performance, suoni e oggetti. Le produzioni della compagnia girano a livello internazionale.<\/p>\n<p>Domenica 15 Dicembre seguir\u00e0 una MasterClass con la compagnia \u201cVideo on stage for dummies\u201d<br \/>\nCREDITS<br \/>\nCreazione: \u00c0lex Serrano, Pau Palacios e Ferran Dordal<br \/>\nCon: \u00c0lex Serrano, Pau Palacios e David Mu\u00f1iz<br \/>\nVoci: James Phillips (Matt) e Joe Lewis (giovane marine)<br \/>\nProject manager: Barbara Bloin<br \/>\nLight design e videoprogrammazione: Alberto Barber\u00e1<br \/>\nSound design e colonna sonora: Roger Costa Vendrell<br \/>\nVideocreazione: Jordi Soler<br \/>\nModelli in scala: Nuria Manzano<br \/>\nCostumi: Alexandra Laudo<br \/>\nConsulenti tecnologici: Eloi Maduell e Mart\u00ed S\u00e1nchez-Fibla<br \/>\nConsulente del progetto: V\u00edctor Molina<br \/>\nConsulente legale: Cristina Soler<br \/>\nFotografo: Nacho G\u00f3mez<br \/>\nManagement: Art Republic.<br \/>\nUna produzione di GREC 2014 Festival de Barcelona, Agrupaci\u00f3n Se\u00f1or Serrano, Hexagone Sc\u00e8ne Nationale Arts et Sciences \u2013 Meylan, Festival TNT \u2013 Terrassa Noves Tend\u00e8ncies, Monty Kultuurfaktorij, La Fabrique de Th\u00e9\u00e2tre \u2013 Province de Hainaut.<br \/>\nCon il sostegno di Festival Hybrides de Montpellier, Festival Differenti Sensazioni, Departament de Cultura de la Generalitat, Instituto Nacional de las Artes Esc\u00e9nicas y de la M\u00fasica (INAEM), Institut Ramon Llull.<\/p>\n<p>Sabato 11 Gennaio<br \/>\nLa morte e la fanciulla_Abbondanza Bertoni<br \/>\nTEATRO DANZA<\/p>\n<p>\u201c\u2026un balletto di straziante bellezza\u201d<br \/>\nA. Porcheddu<\/p>\n<p>Candidato ai Premi Ubu come miglior spettacolo di Danza 2017<br \/>\nVincitore (ex-aequo) del premio Danza&amp;Danza 2017 come Produzione italiana dell\u2019anno<br \/>\nIn scena tre differenti &#8220;capolavori&#8221;:<br \/>\nUno musicale: il quartetto in re minore &#8220;La morte e la fanciulla&#8221;.<br \/>\nUno fisico: l&#8217;essere umano nell&#8217;eccellenza delle sue dinamiche.<br \/>\nUno spirituale-filosofico: il mistero della fine e il suo continuo sguardo su di noi.<\/p>\n<p>\u201cIl nostro pensiero torna a posarsi sull\u2019umano e su ci\u00f2 che lo definisce: la vita e la morte, l\u2019inizio e la fine sono i miracoli della nostra esistenza. Ci sono argomenti cos\u00ec importanti e trasversali che spesso sono presenti e traspaiono in qualsiasi soggetto si voglia trattare. Sempre il tema del nascere e del morire, del cominciare e del finire, ci ha accompagnato pur nelle multiformi sfaccettature del nostro cercare, immaginare e comporre.<br \/>\nL&#8217;impermanenza dell&#8217;essere, delle forme che continuamente mutano, fino alla trasformazione finale e definitiva, che cos\u00ec come alla nascita, ci vede protagonisti incoscienti anche di quell&#8217;ultimo misterioso passaggio. Questo transitare da una forma all&#8217;altra, ha a che fare con l&#8217;arte coreutica e alla sua specialit\u00e0 nell&#8217;osservazione dei contorni delle forme nello spazio: la danza \u00e8 portatrice di un tale compito, \u00e8 essa stessa un balenare di forme che appaiono e scompaiono continuamente \u00a0trovando il suo senso proprio nella continuit\u00e0 e legamento delle sue immagini; per questo abbiamo indugiato proprio su quell&#8217;aspetto che potremmo definire &#8220;crepuscolare&#8221; della danza, colta, nelle nostre intenzioni, proprio nel suo attimo impermanente e transitorio.<br \/>\nCome gi\u00e0 Matthias Claudius nel testo del Lied e Franz Schubert nel quartetto d&#8217;archi in re minore, abbiamo seguito il tema della morte accompagnata a giovani figure femminili sul crinale di un confine oscuro tra sessualit\u00e0 e morte; nello spettacolo questi due aspetti sono cos\u00ec distinti: piano coreografico (la fanciulla) e piano video (la morte).<br \/>\nLA COREOGRAFIA. La danza e la musica di Schubert appartengono al mondo della &#8220;Fanciulla&#8221;. Sul palcoscenico orizzontale la coreografia, una sorta di stenografia bruciante, segue rigorosamente, fino all&#8217;evidenza e all&#8217;eccesso, gli impulsi musicali: ottocenteschi e romantici. In questa direzione troviamo i corpi nella loro essenza: privi finanche di quell&#8217;ultima copertura possibile, fisica ed emotiva. Nudi, come al cospetto della morte.<br \/>\nIL VIDEO. Nei video diamo l&#8217;immagine che &#8220;la Morte&#8221; ha di noi. E\u2019 uno sguardo sul contemporaneo: sfalsato e distorto, che ci restituisce un presente virtuale in antitesi con l\u2019accadimento \u201clive\u201d della coreografia. Sul palcoscenico verticale (lo schermo), l&#8217;occhio della videocamera riflette la visione invadente e sempre presente dell&#8217;antagonista delle fanciulle. Il suono \u00e8 quello silente del velato e inquietante respiro della morte, sospesa tra i quattro movimenti del quartetto d\u2019archi.<br \/>\nAbbiamo desiderato che il motore primo del lavoro fosse musicale: Der Tod und Das Madchen (La morte e la fanciulla), dedicato ad una \u201ccomune amica\u201d dell\u2019uomo, la Morte, lied e il quartetto a lui ispirato, scritto da Schubert nel 1824, all\u2019et\u00e0 di 27 anni dopo essere stato molto male e aver capito che era pi\u00f9 vicino alla morte di quanto non volesse credere.<br \/>\nUn esempio di musica che aspira all\u2019infinito e accompagna l\u2019ascoltatore oltre un\u2019idea razionale, verso l\u2019ignoto e il trascendente.<br \/>\nLontani dalla nostra tendenza di inquadrare in un aspetto drammaturgico le immagini, abbiamo cercato di capire, di aprire, come chirurghi, il corpo della scrittura per scrutarne i vuoti, gli spazi cavi e mai come questa volta comporre \u00e8 assomigliato a un eterno precipitare, a un fuggire da ogni fine, da ogni senso, come un procedere verso la morte senza mai morire\u2026In attesa di quel momento che Blanchot definirebbe \u00abintimit\u00e0 aperta\u00bb tra le danzatrici e gli spettatori, nel cui incontro l\u2019opera pu\u00f2 inverarsi\u201d.<br \/>\nAbbondanza\/Bertoni<\/p>\n<p>Michele Abbondanza e Antonella Bertoni.<br \/>\nDall\u2019esperienza newyorkese nella scuola di Alwin Nikolais agli studi francesi con Dominique Dupuy, attraverso le improvvisazioni \u2018poetiche\u2019 di Carolyn Carlson, lo studio e la pratica dello zen, Michele Abbondanza (co-fondatore del gruppo Sosta Palmizi e docente alla Scuola di Teatro del Piccolo di Milano) e Antonella Bertoni fondano la Compagnia Abbondanza\/Bertoni riconosciuta come una delle realt\u00e0 artistiche pi\u00f9 prolifiche del panorama italiano per le loro creazioni, per l&#8217;attivit\u00e0 formativa e pedagogica e per la diffusione del teatro danza contemporaneo.<\/p>\n<p>Domenica 12 Gennaio seguir\u00e0 la MasterClass con Antonella Bertoni \u201cL\u2019essere scenico\u201d<\/p>\n<p>CREDITS<br \/>\nRegia e coreografia Michele Abbondanza e Antonella Bertoni<br \/>\nCon Eleonora Chiocchini, Valentina Dal Mas, Claudia Rossi Valli<br \/>\nMusiche\u00a0F. Schubert: la morte e la fanciulla<br \/>\nIdeazione luci\u00a0Andrea Gentili<br \/>\nLuci Andrea Gentili e Nicolo&#8217; Pozzerle<br \/>\nVideo jump cut<br \/>\nOrganizzazione\u00a0Dalia Macii<br \/>\nAmministrazione e ufficio stampa\u00a0Francesca Leonelli<br \/>\nProduzione\u00a0compagnia Abbondanza\/Bertoni<br \/>\nCon il sostegno di\u00a0mibact direzione generale per lo spettacolo dal vivo, provincia autonoma di trento \u2013 servizio attivita\u2019 culturali, comune di rovereto &#8211; assessorato alla cultura, fondazione cassa di risparmio di trento e rovereto<br \/>\nSi ringraziano Danio Manfredini, Tommaso Monza, Luca Fronza<\/p>\n<p>Venerd\u00ec 14 Febbraio<br \/>\nBianco su Bianco_Compagnia Finzi Pasca<br \/>\nCIRCO TEATRO<\/p>\n<p>&#8220;Bianco su Bianco&#8221; \u00e8 la poesia in spettacolo della Compagnia Finzi Pasca\u201d Repubblica.it<br \/>\nCon questo lavoro, dopo spettacoli colossali rappresentati in tutto il mondo che uniscono teatro, circo e nuovi linguaggi, Daniele Finzi Pasca torna all\u2019essenza, all\u2019intimit\u00e0 della scena, riportando lo spettatore alla dimensione della narrazione e del sogno ad occhi ben aperti. Bianco su Bianco \u00e8 uno spettacolo teatrale e clownesco interpretato da due attori con una grande esperienza circense. La storia \u00e8 raccontata da un\u2019attrice e da un tecnico di scena che, supportandola in modo maldestro, la aiuta a comporre immagini che portano il pubblico in un mondo surreale. Lasciandosi prendere per mano da questi due clown dotati di una delicatezza e di un\u2019accuratezza impressionante, si scopre un mondo dove la luce respira, amplifica le emozioni, costruisce geometrie e paesaggi al contempo semplici e sorprendenti.<br \/>\n\u201cBianco \u00e8 quello che vedo quando guardo fuori dai miei occhi in questa notte dove non si riesce a dormire, Bianco \u00e8 il profumo di chi mi ha preceduto, Bianco sono i pensieri che occupano gli spazi tra parola e parola.\u2028In quegli spazi noi clown andiamo a caccia di funghi, unendo questi spazi noi clown costruiamo il prossimo spettacolo. Helena e Goos si muovono con leggerezza ed estrema destrezza sulla scena. Usano con eleganza minuti dettagli, per costruire situazioni tragicomiche. Insieme a loro abbiamo costruito uno spettacolo che malgrado la semplicit\u00e0 e l\u2019essenzialit\u00e0 della macchina scenica, ripropone il nostro modo di raccontare storie sempre in equilibrio tra una dolce e nostalgica assurdit\u00e0, un modo surreale, ferocemente sereno, un teatro che riflette su se stesso, dove gli attori, usano il proscenio per dialogare con il pubblico, dove l\u2019illusione e gli artifici ci vengono alla fine sempre svelati, dove si ride e ci si commuove, dove i clown non incarnano la stupidit\u00e0 ma la fragilit\u00e0 degli eroi perdenti.<br \/>\nDei pezzi di porcellana sul pavimento, le piastrelle del bagno in casa della nonna, il tavolo di marmo nella macelleria, il fazzoletto che agitava pap\u00e0 quando parlavamo, il tuo sorriso, il giardino sommerso dopo una tempesta di neve, certi silenzi, il gesso e le bende attorno alla mia gamba rotta, nuvole, il nome della maestra scritto sulla lavagna, il vestito di mia cugina che si sposa, un bicchiere di latte, le pagine del quaderno il primo giorno di scuola, il camice dell\u2019infermiera, una conchiglia, un cavallo, la schiuma che riempie la vasca da bagno, le pillole per dormire, la cipria che copre il viso di noi clown, le storie che fanno passare la paura del buio.<br \/>\nLa nostra clownerie \u00e8 bianca come la farina per fare il pane, bianca come il carbone che resta quando la brace si spegne, bianca come le ginocchia sbucciate quando si cade dalla bicicletta.<br \/>\nNegli ultimi anni \u00e8 come se i nostri spettacoli si fossero alimentati con il linguaggio dei sogni. Questa volta invece non chiuderemo gli occhi per trasportarci in possibili viaggi interiori, questa volta resteremo senza dormire per un\u2019intera notte, una notte a occhi aperti. Non saranno sogni ma piccole allucinazioni, modi per far emergere il Rosso e il Nero che si nascondono dietro il Bianco dell\u2019immaginario di noi clowns.<br \/>\nDa bambino mio zio mi ha insegnato la passione\u2028per la montagna e la montagna mi ha insegnato\u2028poi la passione per le strade, le strade piccole, quelle\u2028che si affrontano passo a passo, appoggiandosi e\u2028forzando i propri muscoli, forzando la leggerezza\u2028del respirare. Lo zio che mi ha portato la prima\u2028volta in vetta a una montagna si chiama Bianco\u2028ed era Pulcinella, Pierrot e mio pap\u00e0 allo stesso tempo.\u2028Bianco mi ha portato a toccare le nuvole scalando il mio primo ghiacciaio&#8230;\u2028Si pensava che il bianco fosse un colore speciale, poi si \u00e8 capito che il bianco \u00e8 la somma di tutto, purezza per alcuni, luce o per altri, insopportabile ordine per altri ancora, bandiera che si alza proponendo una tregua per quasi tutti\u201d.<br \/>\nDaniele Finzi Pasca<br \/>\nLa Compagnia Finzi Pasca \u00e8 tra le maggiori compagnie artistiche indipendenti del mondo.\u2028Di base a Lugano, la Compagnia Finzi Pasca \u00e8 conosciuta a livello internazionale grazie alla sua particolare cifra artistica.\u2028Nel corso della sua storia ha creato e prodotto pi\u00f9 di 30 spettacoli.\u2028I suoi creativi hanno armato anche 3 Cerimonie olimpiche (Torino 2006 e Sochi 2014, per i Giochi Olimpici e Paralimpici), 2 spettacoli per il Cirque du Soleil: Luzia nel 2016 e Corteo nel 2005 (per quest\u2019ultimo,\u20289 milioni di spettatori in 10 anni di tourn\u00e9e), 5 opere liriche di cui Aida e il Requiem di Verdi, entrate ufficialmente nel repertorio del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo; Carmen e Pagliacci al Teatro San Carlo di Napoli e Love from Afar per l\u2019English National Opera di Londra.\u2028Tra i grandi eventi, ha prodotto Montr\u00e9al Avudo, spettacolo multimediale commissionato dalla citt\u00e0 che unisce video mapping, luci e fontane d\u2019acqua (249\u2019000 spettatori in 4 mesi). Inoltre il suo nucleo creativo far\u00e0 parte della prossima F\u00eate des Vignerons 2019, un grande evento che si svolge quattro volte al secolo a Vevey (Svizzera) e che raggiunger\u00e0 circa 400\u2019000 spettatori. Attualmente 5 spettacoli della Compagnia sono in tourn\u00e9e: Per te (2016), Bianco su Bianco (2014), La Verit\u00e0 (2013), Donka (2010, con riedizione 2018) e Icaro (1991). Altri progetti internazionali sono in corso.<br \/>\nOltre 35 creazioni in cui si incontrano il teatro, il circo, la danza e la musica, dal 1983 ad oggi.<\/p>\n<p>CREDITS<br \/>\nAutore, regista, co-design luci, coreografo: Daniele Finzi Pasca<br \/>\nDirettrice di creazione e produzione: Julie Hamelin Finzi<br \/>\nMusica, sound design e co-design delle coreografie: Maria Bonzanigo<br \/>\nInterpreti: Helena Bittencourt e Goos Meeuwsen<br \/>\nScenografia, accessori e co-design Fire y Forest : Hugo Gargiulo<br \/>\nProduttore esecutivo e membro del team creativo: Antonio Vergamini<br \/>\nCostumi: Giovanna Buzzi<br \/>\nCo-design luci e FireFly Forest: Alexis Bowles<br \/>\nFireFly Forest: Roberto Vitalini \u2013 bashiba.com<br \/>\nAssistente alla regia: Genevi\u00e8ve Dup\u00e9r\u00e9<br \/>\nMake-up design: Chiqui Barb\u00e9<br \/>\nDirettore tecnico:\u2028Marzio Picche Pietro Maspero<br \/>\nTecnico: Federica Canciello<\/p>\n<p>Sabato 14 Marzo<br \/>\nTrascendi e sali_Alessandro Bergonzoni<br \/>\nTEATRO COMICO-FILOSOFICO DI PAROLA<\/p>\n<p>\u201c\u2026l\u2019attore riesce a travalicare le colonne d\u2019Ercole della dicibilit\u00e0, portandoci in un oceano tutto da esplorare, coniugando meravigliosamente la filosofia del linguaggio alla vis comica\u2026\u201d Milanoteatri<\/p>\n<p>&#8220;Trascendi e sali&#8221;: un consiglio ma anche un comando. O forse una constatazione dovuta ad una esperienza vissuta o solo un pensiero da sviluppare o da racchiudere all&#8217;interno di un concetto pi\u00f9 complesso. Perch\u00e9 in fin dei conti Alessandro Bergonzoni in tutto il suo percorso artistico, che in questi anni l&#8217;ha portato oltre che nei teatri, nei cinema e in radio, nelle pinacoteche nazionali, nelle carceri, nelle corsie degli ospedali, nelle scuole e nelle universit\u00e0, sulle pagine di giornali quotidiani e settimanali, nelle gallerie d&#8217;arte e nelle piazze grandi e piccole dei principali festival culturali, Bergonzoni dicevamo \u00e8 diventato un &#8220;sistema artistico&#8221; complesso che produce e realizza le sue idee in svariate discipline per, alla fine, metabolizzare tutto e ripartire da un&#8217;altra parte facendo tesoro dell&#8217;esperienza acquisita.<br \/>\nE tutto questo ad un autore che non ha rinunciato alla sua matrice comica, mai satirica, aggiunge un ulteriore, ovvia, complessit\u00e0 per il suo quindicesimo debutto teatrale. &#8220;Trascendi e sali&#8221; arriva infatti dopo &#8220;Urge&#8221; e &#8220;Nessi&#8221; spettacoli che hanno inciso profondamente Bergonzoni, in tutti i sensi, aprendogli artisticamente e socialmente strade sempre pi\u00f9 intricate e necessarie. Uno spettacolo dove il disvelamento segue e anticipa la sparizione, dove la comicit\u00e0 non segue obbligatoriamente un ritmo costante e dove a volte le radici artistiche vengono mostrate per essere subito sotterrate di nuovo. &#8220;Trascendi e sali&#8221; come vettore artistico di tolleranza e pace, colmo di visioni che, magari, riusciranno a scatenare le forze positive esistenti nel nostro essere. Piuttosto che in avanti potrebbe essere, artisticamente, un salto di lato a dimostrazione che a volte per una progressione non \u00e8 sempre necessario seguire una linea retta. Dove la carta diventa forbice per trasformarsi in sasso, dove il comico si interroga per confessare e chiedere e tornare a indicare quello che evidentemente lui vede prima degli altri. Forse dall&#8217;alto delle sue scenografie o nella regia condivisa con Riccardo Rodolfi. Forse. Sicuramente. Sicuramente forse.<\/p>\n<p>Alessandro Bergonzoni<br \/>\nNasce a Bologna nel 1958. Artista, attore, autore, scrittore.<br \/>\nQuindici spettacoli teatrali al suo attivo e sei libri. Nel cinema due partecipazioni: &#8220;Pinocchio&#8221; (2001) di Roberto Benigni e &#8220;Quijote&#8221; (2006) di Mimmo Paladino.<br \/>\nDa anni tiene una rubrica sul Venerd\u00ec di Repubblica dal titolo &#8220;Aprimi Cielo&#8221;, dal 2005 si avvicina anche al mondo dell\u2019arte esponendo in varie gallerie e musei italiani. Da sempre unisce al suo percorso artistico un interesse profondo per i temi legati al coma, alla malattia, e al mondo carcerario, tenendo su questi argomenti incontri in vari ambiti. Ha vinto il Premio UBU nel 2009 come migliore interprete maschile nel teatro italiano, il premio Hystrio nel 2008 e il Premio della Critica 2004\/2005. Parallelamente al tour del suo ultimo spettacolo &#8220;Trascendi e sali&#8221; ha presentato in varie Pinacoteche Nazionali l&#8217;installazione performativa &#8220;Corpi del (C)reato ad arte (il valore di un&#8217;opera, in persona)&#8221;.<\/p>\n<p>CREDITS<br \/>\nDi e con Alessandro Bergonzoni<br \/>\nRegia: Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi<br \/>\nScene: Alessandro Bergonzoni<br \/>\nUfficio Stampa: Licia Morandi<br \/>\nAssistenza impianti tecnici: Tema Service<br \/>\nProduzione: Allibito\u00a0srl<br \/>\nDistribuzione e organizzazione: Progetti Dadaumpa<\/p>\n<p>Sabato 18 Aprile<br \/>\nDi natura violenta_Cosmesi<br \/>\nTEATRO SPERIMENTALE<\/p>\n<p>Di Natura Violenta muove la sua ricerca attraverso le coordinate orizzontali di voci e parole, sovrapposizioni e stratificazioni, dove l\u2019immagine \u00e8 ridotta all\u2019osso perch\u00e9 \u00e8 dell\u2019isolamento che intendiamo parlare.<br \/>\nUn intreccio di soglie, confini, umori sfuocati, raggiunti e continuamente disattesi, per raccontare il desiderio e la paura profonda di un incontro con la Natura, dettato dalla volont\u00e0 di staccarsi da quello che la societ\u00e0 offre.<br \/>\nCi sono domande banali che sentiamo pungenti, perch\u00e9 si \u00e8 formato nell\u2019immaginario collettivo una nozione di Natura quasi totalmente astratta. Cos&#8217;\u00e8 selvaggio, cos\u2019\u00e8 l\u2019altrove, cos\u2019\u00e8 l&#8217;incontrollabile, e come viene ricercato l\u2019isolamento, la fuga, il raccogliersi in disparte?<br \/>\nLa Natura \u00e8 masticata e digerita dalla societ\u00e0 del ready-made emotivo; \u00e8 un\u2019idea, un riflesso di linguaggio, un contraccolpo sull\u2019essere umano; \u00e8 distaccata da quell&#8217;oscura vicinanza con l&#8217;uomo che possiamo percepire in profondit\u00e0. C\u2019\u00e8 uno scollamento che ci separa dall\u2019esperienza e di cui solo nell\u2019ostinazione noi possiamo provare a cogliere una traccia.<br \/>\nUna parte delle biografie di due personaggi viene usata nello spettacolo come pretesto, per avvicinarci a un sentire pi\u00f9 profondo, umano e condiviso. La scelta del singolo di isolarsi e di chiamarsi fuori dalla societ\u00e0 fa da scintilla e da nuovo punto di vista. La costruzione di un conflitto tra narrazioni, impersonificata in una figura non legata alla finzione teatrale, ma che vuole essere un archetipo.<br \/>\nRicercare una narrazione di non detti, con parole e suoni e commenti: \u201cfigure come ponti\u201d per allacciarsi all\u2019altrove, perch\u00e9 la solitudine dell\u2019individuo si manifesta come lontananza; perch\u00e9 un individuo isolato \u00e8 comunque in un intimo dialogo con gli altri. Figure che accendono piccoli bagliori all\u2019interno di quello strano abbandono che percepiamo intimamente quando cerchiamo di avvicinarci alla Natura, anche selvaggia, anche dell&#8217;uomo.<br \/>\nCosmesi \u00e8 un gruppo fondato da Eva Geatti e Nicola Toffolini che da sempre collabora con differenti artisti per sviluppare progetti ibridi nel contesto del teatro, dell\u2019installazione e della performance. Il primo lavoro del 2003 aveva un titolo molto lungo, mentre l\u2019ultima produzione (che ha debuttato al festival Drodesera Supercontinent2 nel 2018) si intitola Cosmesi Fa Un Disco.<br \/>\nCREDITS<br \/>\nDi Eva Geatti e Nicola Toffolini<br \/>\nCon Theo, Eva Geatti e le voci di Guido Beretta e Filippo Pagotto<br \/>\nMusiche, registrazioni e suono dal vivo Marcello Batelli<br \/>\nGrafiche Alberto Merlin<br \/>\nCollaborazione alla drammaturgia Tommaso Granelli<br \/>\nLuci Cosmesi, Enzo Fascetto Sivillo<br \/>\nProgrammazione interattiva Frank Halbig<br \/>\nConsulenza per l\u2019allestimento Giovanni Brunetto e Federico Bacci<br \/>\nCon la collaborazione dell\u2019Orchestra giovanile di Firenze<br \/>\nMusicisti Marcello Batelli, Janet Zadow, Riccardo Senesi, Filippo Scarafia, Roberto Seidita, Jacopo Pitta<br \/>\nAmichevole collaborazione Sarah Chiarcos, Emanuele Kabu, Michele Bazzana,<br \/>\nDavide Macor e Debora Ercoli<br \/>\nProduzione Cosmesi, 2015<br \/>\nCo-produzione Centrale Fies<br \/>\nIn collaborazione con Ateliersi, Murmuris\/Teatro Cantiere Florida, residenza artistica presso Kinkaleri | spazioK.prato centro di residenza regionale<br \/>\nSi ringrazia Le Murate Progetti Arte Contemporanea, Accademia Musicale di Firenze<\/p>\n<p>Venerd\u00ec 15 Maggio<br \/>\nCausa di beatificazione_SlowMachine<br \/>\nTEATRO SPERIMENTALE e VIDEO<\/p>\n<p>Tre donne e le loro storie, tre monologhi di struggente intensit\u00e0 linguistica, portano alla luce tre \u201ccause di beatificazione\u201d, dove stretta \u00e8 la relazione tra la maternit\u00e0, la violenza e il sacro e il profano, nel mondo antico come in quello moderno. Tre capitoli, tre universi femminili, tre storie di violenza e martirio.<br \/>\nIl Primo Canto nasce delle testimonianze delle mistiche Angela da Foligno e Veronica Giuliani \u00e8 presenta una donna in un\u2019astratta temporalit\u00e0 medievale, imprigionata in una cella da cui canta l\u2019estasi e il dolore della sua vocazione.<br \/>\nIl Secondo Canto vede una donna costretta a concedere il suo corpo e il suo cuore per sopravvivere durante la guerra in Kosovo.<br \/>\nIl Terzo Canto porta in scena una donna palestinese che viene isolata dalla societ\u00e0 perch\u00e9 sterile e destinata a diventare santa perch\u00e9 fattasi esplodere a Gerusalemme come prima donna Kamikaze.<br \/>\nQuesto lavoro centra la sua ricerca espressiva nella parola e nell\u2019immagine che si strutturano, diventano materia, svelano significati; l\u2019immagine si moltiplica e crea sovrapposizioni, di visione e concetto. La tempesta si fa interlocutrice spirituale, si fa uomo e al tempo stesso materia divina oltre che perenne e carnale tormento.<\/p>\n<p>SlowMachine nasce a Belluno nel 2012, si occupa di produzione, diffusione, organizzazione e formazione teatrale e artistica.<br \/>\nDa settembre 2014 SlowMachine inizia il progetto triennale di Residenza Teatrale presso il Teatro Comunale di Belluno in collaborazione con la Fondazione Teatri delle Dolomiti e il Comune di Belluno e nel dicembre dello stesso anno d\u00e0 vita alla prima edizione di una nuova stagione teatrale, \u2018Belluno Miraggi\u2019. Organizza il festival Vertigini all\u2019interno dello spazio Hangar11 che sta riqualificando. Produce spettacoli e progetti site specific in ambito multidisciplinare.<\/p>\n<p>CREDITS<br \/>\nDi Massimo Sgorbani<br \/>\nRegia Rajeev Badhan<br \/>\nCon Elena Strada e due attrici in via di definizione<br \/>\nMusiche e suoni Mauro Sommavilla<br \/>\nProduzione SlowMachine, con il sostegno della Fondazione Teatri delle Dolomiti<br \/>\n____________________________________________________________________<\/p>\n<p>MASTERCLASS, LABORATORI ed EVENTI<\/p>\n<p>Venerd\u00ec 15 novembre OPENING MOSTRA \u201cLupo\u201d dell\u2019artista VISO ore 18:00 Studio Slow_Via del Piave, 4_Belluno (la mostra rimarr\u00e0 aperta fino al 13 dicembre negli orari di biglietteria)<\/p>\n<p>Domenica 15 dicembre MASTERCLASS \u201cVideo on stage for dummies\u201d con la compagnia Agrupaci\u00f3n Se\u00f1or Serrano &#8211; Un&#8217;introduzione alla messa in scena mediante dispositivi digitali, una riflessione approfondita sul processo di creazione attraverso l\u2019uso del video sulla scena.<\/p>\n<p>Domenica 12 gennaio MASTERCLASS di teatro danza \u201cL\u2019essere scenico\u201d con Antonella Bertoni &#8211; L\u2019azione fisica (forma) come contorno presumibile dell\u2019anima, per danzare nel corpo prima che con il corpo, per condividere l\u2019esperienza del \u201c\u2026lo so perch\u00e9 lo so fare; agisco quindi sono\u201d.<br \/>\nSabato 22 e domenica 23 febbraio LABORATORIO DI RECITAZIONE con Luca Spadaro \u2013 Allenamento dell\u2019attore e neuroscienze:\u00a0cosa accade nel nostro cervello e nel nostro corpo quando recitiamo? E quando guardiamo uno spettacolo? \u00c8 possibile utilizzare il sistema dei neuroni specchio per migliorare la nostra recitazione?<\/p>\n<p>Sabato 22 febbraio ore 18:30 \u2013 PRESENTAZIONE DEL LIBRO \u201cL\u2019Attore specchio. Training attoriale e neuroscienze in 58 esercizi\u201d di Luca Spadaro \u2013 Dino Audino Editore<br \/>\n____________________________________________________________________<\/p>\n<p>INFO<\/p>\n<p>INIZIO SPETTACOLI ORE 21:00<br \/>\nTeatro Comunale di Belluno<br \/>\nAl termine degli spettacoli seguir\u00e0 l\u2019incontro con gli artisti<\/p>\n<p>PRENOTAZIONI<br \/>\nbiglietteria@slowmachine.org<br \/>\ntel. 328 9252116<\/p>\n<p>ABBONAMENTO<br \/>\ncomprende 6 spettacoli<br \/>\nPlatea: intero 108 \u20ac \/ Ridotto* 90 \u20ac<br \/>\n(PRELAZIONE ABBONATI ALLA SCORSA STAGIONE FINO AL 16\/11)<\/p>\n<p>BIGLIETTI<br \/>\nPlatea: Intero 22 \u20ac \/ Ridotto* 18 \u20ac<\/p>\n<p>Solo per lo spettacolo \u201cTrascendi e sali\u201d di Alessandro Bergonzoni:<br \/>\nPlatea e Galleria Centrale: Intero 22 \u20ac \/ Ridotto* 18 \u20ac<br \/>\nGalleria Laterale e Loggione: Intero 15 \u20ac \/ Ridotto* 12 \u20ac<\/p>\n<p>*RIDUZIONI fino a 30 anni e Over 65<\/p>\n<p>SCUOLE<br \/>\nABBONAMENTO SPECIALE SCUOLE SUPERIORI 30 \u20ac 3 spettacoli<br \/>\nINFO: biglietteria@slowmachine.org<\/p>\n<p>Per la Stagione Belluno Miraggi \u00e8 possibile usufruire del Bonus Cultura 18app e della Carta del Docente<\/p>\n<p>BIGLIETTERIA<br \/>\n(Via del Piave 4, Belluno)<br \/>\nORARI: Venerd\u00ec 17:00-19:00 Sabato 10:30-12:30<br \/>\nOrari relativi al periodo di campagna abbonamenti (da sabato 26 Ottobre a Venerd\u00ec 13 Dicembre esclusi 1 e 2 novembre)<\/p>\n<p>Info e iscrizioni masterclass e laboratori: formazione@slowmachine.org<br \/>\nMasterclass e laboratori sono a numero chiuso, \u00e8 necessaria l\u2019iscrizione.<\/p>\n<p>hine<\/p>\n<p>Facebook: SlowMachine\/Belluno Miraggi<br \/>\nwww.slowmachine.org<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Belluno Miraggi, con la direzione artistica di Rajeev Badhan ed Elena Strada, compie 6 anni. 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