Manildo (PD): “Emerge spaccatura evidente della destra su decisione dai forti connotati politici”
«La decisione del Consiglio dei ministri di impugnare la legge del Veneto sul suicidio medicalmente assistito fa emergere in modo evidente un dato politico. Ovvero una netta e profonda spaccatura all’interno delle stesse forze di governo, testimoniata dall’assenza del vicepremier Salvini e dalla netta contrarietà espressa dal ministro Calderoli. Per quanto ci riguarda, attenderemo con serenità il pronunciamento della Consulta, pienamente consapevoli di aver contribuito in maniera importante alla definizione e all’approvazione di un testo rispettoso del perimetro costituzionale. L’impugnazione decisa dal Governo rischia, in questo senso, di rivelarsi più un’operazione dai connotati fortemente politici che di un atto fondato su solide fondamenta giuridiche». Lo dice il capogruppo del Pd in Consiglio regionale del Veneto, Giovanni Manildo.
Fine vita, Associazione Luca Coscioni: “Il ricorso del Governo contro il Veneto è un’ammissione di impotenza sulla materia e sarà un’occasione per ribadire la competenza delle Regioni”
Dichiarazione di Filomena Gallo e Marco Cappato, Segretaria e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni:
“L’impugnazione da parte del Governo della legge di iniziativa popolare sul fine vita “Liberi Subito”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni, integrata e approvata dal Consiglio regionale del Veneto, rappresenta un’ottima occasione per confermare quanto già la Corte costituzionale ha affermato a più riprese: la piena competenza delle Regioni in materia di organizzazione sanitaria nel regolare l’applicazione del diritto (che già esiste da 7 anni in tutta Italia) all’aiuto medico alla morte volontaria da parte del Servizio sanitario nazionale. La Corte costituzionale infatti si è già pronunciata sulla legge approvata in Toscana e in Sardegna, e ha chiarito che le Regioni possono legittimamente intervenire per organizzare il Servizio sanitario e rendere effettivi i diritti già riconosciuti dalla Corte costituzionale stessa anche in assenza di una legge nazionale, respingendo le censure del Governo rivolte contro l’intero impianto della legge. A meno che la Corte non decidesse di smentire la propria consolidata giurisprudenza, il ricorso del Governo non avrà dunque altro effetto che rendere ancora più evidente l’impotenza della stessa maggioranza di Governo, che insiste nel proporre come testo base in Parlamento la proposta “Zanettin- Zullo”, palesemente incostituzionale perché cancellerebbe proprio il ruolo del Servizio sanitario nazionale stabilito dalla Corte costituzionale. Così facendo, la maggioranza tiene in scacco da 16 mesi l’attività parlamentare sul tema, impedendo che si discuta la proposta di legge di iniziativa popolare “Eutanasia legale”.
Consigliere regionale Davide Lovat (Resistere Veneto): “Esito previsto. Le ragole servono per evitare il caos e la cultura della morte”
“L’impugnazione da parte del Consiglio dei ministri della legge regionale sul suicidio assistito era un esito ampiamente prevedibile, che avevamo già preventivato. Non si tratta soltanto di una questione di principio fondativo della cultura occidentale, ma di un principio fondamentale di tenuta del nostro ordinamento: non è ammissibile che ogni Regione proceda in ordine sparso su temi così delicati. Se non si rispetta il quadro costituzionale in vigore il rischio è l’anarchia legislativa. E ribadisco che la Corte Costituzionale non ha poteri legislativi come volevano far credere i promotori. Non possiamo permettere che domani mattina chiunque si alzi e si inventi una propria legge per strumentalizzazione politica.”



