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Sicurezza sul lavoro: Belluno in “zona gialla”, ma il Veneto resta sopra la media nazionale

Nei primi nove mesi del 2026 la provincia dolomitica registra 6 vittime sul lavoro e oltre 2.100 denunce di infortunio. A livello regionale il bilancio si ferma a 87 decessi, confermando la “zona arancione” per l’intero territorio.

Belluno, 05/11/2026 Il bilancio delle morti sul lavoro in Veneto torna a far discutere, confermando una situazione di allerta che non accenna a rientrare. Secondo i dati aggiornati a settembre 2026 dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, la regione si mantiene saldamente in zona arancione, con un’incidenza di mortalità (26,3 decessi per milione di occupati) superiore alla media nazionale (24,7).

In questo scenario complessivo, che conta 87 vittime nei primi nove mesi dell’anno (lo stesso numero registrato nello stesso periodo del 2025), la provincia di Belluno si colloca in zona gialla, condividendo la fascia con Treviso (entrambe con un indice di rischio pari a 22,7), Venezia e Rovigo.

Il quadro bellunese: 6 vittime e oltre 2.100 denunce

Nel dettaglio del territorio bellunese, da gennaio a settembre 2026 si registrano 6 decessi sul lavoro. Un dato che si inserisce in un contesto provinciale dove le denunce totali di infortunio presentate all’INAIL ammontano a 2.126.

Pur posizionandosi in una fascia di rischio inferiore rispetto ad altre aree calde del Veneto — come Padova, finita in zona rossa con un indice di mortalità di 34,3 e 20 vittime —, il territorio bellunese riflette comunque le tensioni di un sistema produttivo ed economico che richiede costante attenzione sul fronte della prevenzione. A livello regionale, le denunce totali di infortunio sono infatti in crescita del 2,2%, passando dalle 52.691 dello scorso anno alle attuali 53.873.

La fotografia regionale e i settori più a rischio

Analizzando i dati del Veneto, emerge una mappa del rischio profondamente disomogenea:

  • Le fasce di colore: Padova in zona rossa; Vicenza (28,6) e Verona (26,1) in arancione; Belluno e Treviso (22,7), Venezia (21,2) e Rovigo (20,8) in gialla.

  • Le province più colpite per numero di decessi: Padova guida la triste classifica con 20 vittime, seguita da Treviso (16), Venezia (15), Verona (14), Vicenza (13), Belluno (6) e Rovigo (3).

  • Le categorie più vulnerabili: Resta cruciale il dato sui lavoratori stranieri, che in Veneto rappresentano oltre il 35% delle vittime complessive (31 su 87). A livello anagrafico, la fascia d’età più colpita in occasione di lavoro è quella tra i 45 e i 54 anni (18 casi), seguita dai 55-64enni (13 casi) e dagli over 65 (11 casi).

  • I settori produttivi: L’Attività Manifatturiera si conferma in cima alla classifica delle denunce di infortunio in occasione di lavoro in regione (9.657), seguita da Costruzioni (3.396), Commercio (3.062), Trasporto e Magazzinaggio (2.657) e Sanità (2.602).

Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre

“Dietro un dato regionale apparentemente stabile, emergono situazioni molto diverse, che richiedono maggiore attenzione da parte delle istituzioni e interventi di prevenzione mirati, soprattutto laddove si registrano i livelli di rischio più elevati” è il monito lanciato dall’Ing. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Vega, richiamando l’intero territorio regionale — comprese le aree montane e periferiche — a non abbassare la guardia sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.