Dal disagio degli impianti alla riflessione sui luoghi di cura: l’appello del Comitato Feltrino per una sede più idonea e umana.
Feltre, 28/10/2026 – Il recente guasto all’impianto di riscaldamento nella sede della CTRP (Comunità Terapeutica Riabilitativa Protetta) di Borgo Ruga a Feltre ha costretto l’ULSS 1 Dolomiti a trasferire temporaneamente gli utenti al padiglione Guarnieri dell’ospedale cittadino. Un’emergenza tecnica che, se da un lato ha risolto il problema immediato del freddo, dall’altro ha riacceso i riflettori su un tema di fondamentale importanza: la qualità e l’adeguatezza degli spazi dedicati a questo percorso di cura.
La Comunità Terapeutica Riabilitativa Protetta — come definito dalla DGR 1699 del 30 dicembre 2022 — è una struttura residenziale extra-ospedaliera destinata a interventi terapeutico-riabilitativi continuativi e prolungati. Accoglie giovani fino ai 40 anni attraverso progetti personalizzati, costantemente monitorati e verificati da un’équipe dedicata.
Proprio per la delicatezza e la specificità di questi percorsi, la natura “extra-ospedaliera” della struttura è un requisito normativo ed etico essenziale.
Da molto tempo associazioni, familiari e il Comitato feltrino per il diritto alla salute si battono per individuare una sede più idonea e moderna. La struttura di Borgo Ruga, pur avendo garantito un servizio prezioso grazie all’impegno degli operatori, mostra i segni del tempo: mura imponenti, finestre con inferriate e ambienti che richandano una concezione superata di contenimento piuttosto che di accoglienza e riabilitazione.
La speranza iniziale di molti familiari, all’ascolto delle prime notizie sulla chiusura della sede storica, era che si potesse cogliere l’occasione per un cambio di rotta definitivo verso una soluzione più ospitale e a misura d’uomo. Tuttavia, l’intervento dell’ULSS 1 ha ribadito la natura temporanea del trasferimento all’ospedale, con l’obiettivo di ripristinare al più presto l’impianto e “normalizzare la situazione”.
L’appello al dialogo per una soluzione condivisa
Proprio su questa espressione — “normalizzare la situazione” — si concentra la riflessione del Comitato feltrino. Tornare alla normalità significa rientrare in una struttura che necessita da anni di un ripensamento profondo.
L’auspicio è che questo momento di sospensione possa stimolare una nuova e costruttiva riflessione all’interno della dirigenza sanitaria. Il Comitato, insieme alle associazioni e alle famiglie, rinnova la propria disponibilità al confronto con le istituzioni. L’obiettivo condiviso resta quello di garantire agli utenti non solo cure di alto livello, ma anche un luogo di residenza dignitoso, moderno e veramente riabilitativo.
La speranza, ancora una volta, è che questo dialogo aperto possa finalmente segnare la svolta tanto attesa.



