Approvato il progetto “Elaborazione dati colturali annuali” da 30.000 euro. L’assessore Dario Bond: «Non possiamo aspettare la siccità, bisogna programmare prima per utilizzare ogni metro cubo in modo razionale».
Venezia, 25/10/2026 – Conoscere in tempo reale dove si semina, cosa si coltiva e di quanta acqua ha bisogno ogni singola coltura. È questa la chiave di volta scelta dalla Regione Veneto e da ANBI Veneto (l’Associazione regionale dei Consorzi di bonifica) per traghettare l’agricoltura locale verso una gestione sempre più scientifica e sostenibile della risorsa idrica.
La Giunta regionale ha infatti dato il via libera al progetto “Elaborazione dati colturali annuali”, sostenuto da un contributo di 30.000 euro. Un’iniziativa strategica che mira a superare la logica dell’emergenza, puntando dritta sulla prevenzione e sulla pianificazione di precisione.
Il contesto in cui nasce l’accordo è quello imposto dai cambiamenti climatici, che stanno profondamente ridisegnando i calendari e i volumi dell’irrigazione agricola. Stagioni sempre più calde e prolungate aumentano la pressione sulla disponibilità d’acqua, allungando i periodi in cui i campi necessitano di soccorso idrico.
In questo scenario, farsi trovare impreparati non è più un’opzione. Disporre già all’avvio della stagione irrigua di un quadro dettagliato e aggiornato delle colture presenti sul territorio permetterà ai Consorzi di bonifica di anticipare i fabbisogni e di calibrare gli interventi con estrema precisione.
«L’acqua è una risorsa che dobbiamo imparare a gestire con una precisione sempre maggiore – dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura, Dario Bond –. Non possiamo intervenire quando arriva la siccità: dobbiamo prepararci prima, sapendo quanta acqua serve alle colture, in quali territori e in quali periodi dell’anno. È questo il senso del progetto: mettere a disposizione dei Consorzi strumenti più efficaci per programmare l’irrigazione e utilizzare ogni metro cubo d’acqua nel modo più razionale possibile».
Il cuore dell’iniziativa risiede nella creazione di una metodologia operativa standardizzata e automatizzata per elaborare i dati dei piani colturali grafici forniti da Avepa. Tutte le informazioni confluiranno in un sistema geografico digitale, capace di geolocalizzare gli appezzamenti agricoli, collegandoli direttamente alle colture praticate, al Consorzio di bonifica di competenza e ai relativi distretti irrigui.
Il raggio d’azione è esteso: la metodologia interesserà tutti i 137 distretti irrigui distribuiti tra i dieci Consorzi di bonifica del Veneto. Il piano operativo prevede:
La classificazione e la ricostruzione storica dei dati colturali.
L’associazione mirata tra le diverse coltivazioni e i relativi metodi irrigui.
L’elaborazione di dati specifici per ogni singolo distretto.
La predisposizione di indicazioni pratiche da fornire agli agricoltori, utili a stabilire il momento più opportuno per irrigare e i volumi d’acqua necessari.
Inoltre, il sistema integrerà i dati relativi alle concessioni per l’autoapprovvigionamento idrico. Questo permetterà di avere una panoramica a 360 gradi dei prelievi e dei consumi reali sul territorio, considerando sia la distribuzione attraverso le reti consortili sia i prelievi autonomi delle aziende.
L’obiettivo finale è dare risposte concrete alle aziende agricole venete, coniugando la tutela della redditività delle imprese con la salvaguardia ambientale.
«Per un’agricoltura moderna non basta avere l’acqua: bisogna sapere come distribuirla, quando utilizzarla e come evitare che venga impiegata dove non serve – conclude l’assessore Bond –. Questo vale per le aziende, per chi gestisce le reti e per le istituzioni chiamate a programmare gli investimenti. Dati più precisi portano a decisioni migliori, minori sprechi e una maggiore capacità di affrontare le stagioni difficili».



