AccueilTravail, Économie, TourismeLa sarta Giada Bassani rileva "La Cruna" di Feltre

La sarta Giada Bassani rileva “La Cruna” di Feltre

Scarzanella: “Un valore aggiunto per la comunità”

L’entusiasmo dell’artigiano che, anche in periodi storici non facili, cerca e trova spunti per crescere e intraprendere nuove strade, guardando anche al proprio territorio. È su queste basi che a Giada Bassani, sarta feltrina, è venuta l’idea di lasciare il proprio avviato laboratorio a Pedavena per rilevarne uno più grande e storico come “La Cruna” in via Monte Grappa, che altrimenti Feltre avrebbe perso.

“Quello di Giada Bassani – commenta la presidente di Confartigianato Imprese Belluno Claudia Scarzanella, presente all’inaugurazione della nuova gestione – è un importante esempio di dinamicità e speranza nel futuro. Ogni attività che apre è un servizio che porta con sé un aumento del benessere e delle opportunità offerte: rappresenta quindi un concreto contributo al presidio del territorio e un contrasto allo spopolamento della montagna, e contribuisce al mantenimento della cultura del saper fare e dell’artigianato. Quindi mi sento di ringraziare Giada per la sua iniziativa, perché non sta facendo solo qualcosa per cui ha passione e in cui crede, ma sta aggiungendo valore alla comunità e al territorio”.

Giada Bassani ha studiato alla scuola di sartoria di Belluno, iniziando a lavorare come modellista, poi facendo service per aziende, fino a quando ha cominciato a dedicarsi alla sartoria. Per quindici anni ha avuto una sua attività di riparazioni, confezioni e vendita di abbigliamento donna a Pedavena, quindi ha colto l’opportunità di fare qualcosa di più grande, investendo in un’attività che altrimenti sarebbe venuta a mancare.

“Di questi tempi è una bella scommessa – commenta Giada Bassani -, perché La Cruna è una attività molto più grande e impegnativa: vendiamo infatti tendaggi, reti, materassi e biancheria per la casa, proponendo prodotti di qualità di varie fasce, marchi made in Italy e in fibra naturale. Ma la parte predominante del mio lavoro rimane la sartoria. Continuo infatti a realizzare abiti su misura e riparazioni, e poi ho una mia piccola collezione di capi per tutti i giorni”.

La sfida di Giada Bassani è anche promuovere gli abiti sartoriali per la vita di tutti i giorni.

“Si è sempre disposti a spendere per un abito da sposa o da cerimonia: io credo valga la pena di investire su un capo che poi si usa. E devo dire che oggi ci sono anche sempre più giovani che non trovano nei negozi quello che vogliono, oppure hanno gusti ed esigenze particolari, e allora si rivolgono al sarto. Alcuni capi, specialmente da cerimonia, li produco solo su ordinazione, ma ci sono clienti che si rivolgono a me anche per giacche o pantaloni, cercando la qualità: l’unicità del capo è sempre più apprezzata, e se fatto su misura ha un valore ben diverso di un capo magari adattato”.

La soddisfazione del sarto è direttamente proporzionale alla difficoltà del suo mestiere, che sta nella capacità di tradurre in abito l’idea che il cliente ha in mente quando entra in laboratorio, interpretandone il pensiero e adattandolo alla sua fisicità. “Ma quando lo prova e dice “perfetto”, la soddisfazione è davvero grandissima”.

Nella foto da sinistra: Claudia Scarzanella, presidente di Confartigianato Imprese Belluno, Giada Bassani, Giulia Speranza, funzionaria della categoria Moda di Confartigianato Imprese Belluno.