Belluno, 09/10/2026 – Torna l’attesa e imperdibile kermesse allo Stadio Polisportivo di Belluno. A partire da domani, sabato 10 ottobre, prenderà ufficialmente il via la 24 Ore di San Martino, nata nel 1974.
L’evento si conferma un vero e proprio punto di riferimento per il territorio: centinaia di atleti pronti a darsi il cambio e migliaia di visitatori sono attesi per quella che viene considerata a tutti gli effetti l’unica originale “notte bianca” di Belluno. Un mix perfetto e coinvolgente che per due giorni unirà sport, cultura e puro divertimento, grazie alle squadre composte da 24 atleti ciascuna.
Il programma ufficiale: emozioni, musica e storia
Il conto alla rovescia è terminato. Lo start è fissato per le ore 15:00 di sabato 10 ottobre: per ventiquattro ore consecutive i runner si alterneranno sul tartan del Polisportivo, promettendo spettacolo e adrenalina pura.
Il calendario degli eventi collaterali e dei momenti celebrativi è ricco e imperdibile:
Sabato 10 ottobre, ore 19:15 – Un momento di grande emozione e memoria storica: scenderanno in pista gli staffettisti che, in quel memorabile 10 novembre 1974, scavalcarono le recinzioni dello Stadio di Belluno dando vita a una leggenda che continua a rinnovarsi.
Sabato 10 ottobre, ore 20:00 – Spazio alla festa e alla convivialità con l’intrattenimento musicale dal vivo a cura del gruppo BrassFolker.
Domenica 11 ottobre, ore 11:15 – La cerimonia ufficiale di intitolazione della Pista del Polisportivo di Belluno a Giovanni Viel.
Domenica 11 ottobre, ore 15:15 – Il via alla 24 Ore Giovani – Trofeo De Bona Motors.
A seguire – La cerimonia di chiusura con le premiazioni finali per celebrare tutti i partecipanti di questa indimenticabile edizione.
La “24 Ore di San Martino”: da atto di protesta a leggenda dello sport e della solidarietà bellunese
Nata nel 1974 sulla scia di quanto promosso all’Arena di Milano e al campo scuola di Verona, la 24 Ore di San Martino si conferma la gara sull’ora più antica d’Italia. Dietro il fascino di questa storica kermesse, tuttavia, non c’è solo l’amore per la corsa, ma una radicata storia di passione civile, riscatto sportivo e forte coesione sociale.
Le origini: una “protesta” nata sul tartan nel 1974
La nascita della manifestazione affonda le radici in un momento di forte disagio per il panorama sportivo bellunese dell’epoca. Fatta eccezione per il calcio — che allora militava in Serie C con la squadra cittadina —, tutte le altre discipline vivevano in una condizione di totale abbandono, penalizzate da impianti inadeguati, strutture fatiscenti e orari di utilizzo impossibili.
Alla vigilia della festa di San Martino, patrono della città, 24 pionieri dell’atletica bellunese (specializzati prevalentemente nel mezzofondo e nella marcia in montagna) decisero di dire basta. Forzando l’ingresso allo stadio “Polisportivo” subito dopo una partita casalinga del Calcio Belluno, diedero vita alla prima, storica edizione. Un esordio singolare e naif che, già alla terza edizione, iniziò a strutturarsi con squadre organizzate provenienti dalla città e dalla periferia, per poi estendersi nel 1978 a tutto il podismo provinciale.
L’evoluzione: dagli anni ’80 a oggi tra agonismo e festa
Negli anni Ottanta la manifestazione ha assunto la denominazione definitiva di “24 Ore di San Martino”, trovando anche una nuova e più favorevole collocazione in calendario a metà ottobre. Questa scelta non rispondeva solo a logiche meteorologiche, ma offriva agli atleti un test di efficienza ideale in vista delle maratone autunnali.
Oggi l’evento rappresenta un mix perfetto tra risultato tecnico e spirito goliardico:
La pista aperta a tutti: Sulla stessa terra battuta (o tartan) si alternano campioni di livello nazionale e internazionale, specialisti di altre discipline, semplici amatori e “corridori per caso”, inclusi esponenti del mondo politico, amministrativo, ecclesiastico, imprenditoriale e medico.
Il coinvolgimento territoriale: Molte squadre arrivano ormai da tutto il Veneto e dalle regioni vicine, trasformando la due giorni nella grande festa dell’intera provincia di Belluno.
Un forte impegno sociale e solidaristico
La 24 Ore di San Martino non è soltanto uno stadio che si anima di corsa e musica, ma un formidabile veicolo di valori sociali. Tra le corsie trovano spazio formazioni interamente composte da donatori di sangue, celiaci, sostenitori della lotta alla leucemia ed educatori impegnati nell’assistenza sociale. Inoltre, grande attenzione è rivolta alle nuove generazioni: al termine della competizione principale, la pista si anima con la staffetta riservata ai giovani dai 10 ai 15 anni.
L’accesso alla gara principale è limitato a un massimo di 40 squadre (ciascuna composta da 24 atleti più due riserve), un tetto massimo che viene regolarmente esaurito con mesi di anticipo rispetto all’evento.
Il connubio con l’arte e la cultura
La kermesse vanta anche un’anima culturale d’eccezione grazie alla collaborazione di lunga data con il “Circolo Artistico Mario Morales”. Gli artisti bellunesi non solo realizzano le opere consegnate a tutte le squadre partecipanti, ma firmano anche il prestigioso trofeo destinato alla formazione vincitrice, creato a turno da uno dei membri del circolo.
I record e i grandi campioni della storia
Nel corso dei decenni, la pista del Polisportivo ha visto sfilare leggende dello sport italiano. Tra i protagonisti si ricordano gli olimpionici dello sci di fondo Maurilio De Zolt, Silvio Fauner e Cristian Zorzi, affiancati da campioni della disciplina come Giuseppe Puliè, Patrizio Deola, Bruno Maddalin, Gianantonio Zanetel, Tullio Grandelis, Roberto De Zolt, Agnese Possamai, Ornella Cadamuro, Massimo Vincenzo Modica, Gabriele De Nard, Dino Tadello e Ivano Marcon.
Non sono mancati i grandi interpreti internazionali, inclusi i primatisti kenioti Meto e Korir, fino all’acuto del 2007, quando Said Boudalia ha fissato il nuovo limite assoluto individuale della manifestazione a 19,672 km/h. A livello di squadre, il record resiste dal 2002 ed è imbattuto grazie alla formazione della Pro Loco Zumellese/Bar da Geppo Zelant, capace di percorrere ben 436,594 km in 24 ore.
La tradizione televisiva e il fascino senza tempo
La passione per la manifestazione è tale che, da circa quindici anni, l’emittente locale Telebellunodolomiti garantisce una lunga e costante diretta televisiva per quasi l’intero arco della competizione.
Tra storia, sport, memoria e identità collettiva, la 24 Ore di San Martino si conferma anno dopo anno un pilastro insostituibile nel cuore e nella tradizione della Provincia di Belluno.



