AccueilActualités/PolitiqueBelluno, giallo al Palazzo dei Giuristi: sopralluogo della minoranza tra stanze sbarrate,...

Belluno, giallo al Palazzo dei Giuristi: sopralluogo della minoranza tra stanze sbarrate, soffitti crollati e dubbi sulla sicurezza

Belluno, 06/10/2026 –  Un sopralluogo istituzionale trasformatosi in un vero e proprio caso politico. A oltre cinque mesi dalla prima interrogazione presentata lo scorso 29 aprile, i consiglieri comunali di opposizione Marco Perale (Insieme per Belluno Bene Comune) e Maria Teresa Cassol (Partito Democratico) hanno finalmente varcato quest’oggi, martedì 6 ottobre, la soglia del Palazzo dei Giuristi. L’edificio seicentesco, designato dalla Giunta come sede del futuro Museo Archeologico, ha però riservato più di una sorpresa: stanze chiuse in fretta e furia con pannelli di legno inchiodati, sale dichiarate improvvisamente “inagibili” e pesanti interrogativi sulla sicurezza pubblica e scolastica dei mesi passati.

Il muro dell’inagibilità e lo scontro sulle norme

La visita ispettiva, fortemente voluta e sollecitata dalla minoranza, si è subito scontrata con barriere fisiche inattese. Arrivati all’ex museo, i consiglieri hanno scoperto che due sale al secondo piano e metà del sottotetto erano state sbarrate con tamponature posticce per impedire l’accesso agli spazi definiti inagibili. Una mossa che, secondo i rappresentanti dell’opposizione, non solo ha limitato le prerogative di controllo politico — garantite senza discrezionalità dall’articolo 43 del Testo Unico degli Enti Locali (d.lgs. 267/2000) — ma ha sollevato forti sospetti sulla gestione e sulla trasparenza dell’immobile.

Il rebus dei crolli e la sicurezza dei visitatori

Il quadro si fa ancor più critico di fronte alle dichiarazioni raccolte sul campo. L’assessore competente avrebbe infatti ammesso a voce che il crollo di due soffitti al secondo piano sarebbe avvenuto addirittura nel corso del 2024. Una rivelazione che apre scenari inquietanti: se il cedimento risale a due anni fa, quali provvedimenti tecnici e amministrativi sono stati adottati tempestivamente? E soprattutto, come si concilia questa situazione con i dati forniti dallo stesso esecutivo, secondo cui nel 2025 si sarebbero registrate 197 visite al palazzo, salite a 302 nei primi nove mesi del 2026, comprese le aperture pubbliche per le giornate dell’archeologia e la partecipazione di scolaresche di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia?

La stangata finale: un’eredità in sospeso

Il caso si allarga inevitabilmente alla programmazione urbanistica e culturale della città. A fronte di una stima di quasi tre milioni di euro necessaria per il restauro del palazzo, la consiliatura si avvia ormai alla conclusione senza che sia stato aperto alcun cantiere. Dalla minoranza parte ora un affondo diretto, che chiede alla Giunta se esista realmente una progettazione esecutiva e un piano espositivo definiti o se la prossima amministrazione si ritroverà, ancora una volta, a fare i conti con un nulla di fatto per l’archeologia bellunese. Le domande sul tavolo sono otto, precise e circostanziate. La replica dell’Amministrazione, a pochi mesi dalla scadenza elettorale, è ora più che mai attesa.