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Belluno, via Feltre: scoppia il caso del cedro secolare tra ragioni di sicurezza e tutela ambientale

Belluno, 05/10/2026 — La questione del verde urbano a Belluno torna a far discutere, accendendo i riflettori ancora su via Feltre. Oltre alla ben nota vicenda dei tigli residui — attualmente in attesa del pronunciamento del TAR — un nuovo caso minaccia il patrimonio arboreo della zona, secondo Italia Nostra: il futuro di un maestoso cedro situato al civico 44, a pochi passi dalla rotatoria di piazzale Marconi.

Intorno all’esemplare, che rientra nelle pertinenze del Condominio Alba, si è aperto un confronto acceso che contrappone le preoccupazioni dei residenti alle istanze di conservazione avanzate da Italia Nostra.

Le ragioni dei condomini: la priorità della sicurezza

Al centro della decisione dei proprietari del Condominio Alba vi è la tutela della sicurezza pubblica e privata. L’assemblea condominiale, votando a maggioranza, ha deliberato l’abbattimento del grande albero. La motivazione principale risiede nella percezione di insicurezza legata alla mole e alla stabilità della pianta. Per i residenti, il rischio che l’esemplare possa rappresentare un pericolo per persone o cose — specialmente in considerazione delle dimensioni notevoli e della vicinanza alla strada e alle abitazioni — rende necessario un intervento drastico, volto a prevenire potenziali cedimenti o danni.

La posizione di Italia Nostra Belluno: valore paesaggistico e rigore normativo

Di ben altro avviso è il consiglio direttivo di Italia Nostra – Sezione di Belluno, che interviene per difendere l’albero, definendolo un elemento di grande rilievo estetico, paesaggistico e identitario non solo per l’area circostante, ma per l’intera via Feltre. Richiamando la giurisprudenza amministrativa (sentenza del Consiglio di Stato n. 9178/2022), procedere all’abbattimento in assenza delle prescritte autorizzazioni o verifiche tecniche, esporrebbe i responsabili a conseguenze anche gravi, configurando illeciti amministrativi o persino penali, con sanzioni che, nei casi di danneggiamento aggravato, possono arrivare fino alla reclusione.

Il caso di via Feltre ripropone così il delicato equilibrio tra la gestione privata della sicurezza condominiale e la salvaguardia del bene comune e ambientale, una sfida sempre più centrale per il futuro urbano della città.