AccueilArt, Culture, Spectacles, ScienceFondazione Teatri delle Dolomiti: due anni di annunci, nessun traguardo

Fondazione Teatri delle Dolomiti: due anni di annunci, nessun traguardo

Belluno, 25/09/2026 – Mentre Feltre riapre La Sena con il Teatro Stabile del Veneto, la Fondazione bellunese resta ferma allo statuto del 2017
Due anni fa l’amministrazione comunale di Belluno aveva indicato con chiarezza la direzione: una Fondazione Teatri delle Dolomiti rinnovata, aperta a nuovi soggetti pubblici e privati, capace di diventare il punto di riferimento della cultura provinciale. Era un impegno preciso, ribadito più volte dall’assessore alla Cultura Raffaele Addamiano.

Oggi è possibile fare un bilancio, e il bilancio è semplice: nessuno di quegli obiettivi è stato raggiunto.

Lo statuto, anzitutto. La revisione è stata annunciata più volte e nel dicembre 2024 è stato affidato un incarico professionale per predisporla, ma a distanza di quasi due anni il nuovo testo non risulta approvato né pubblicato. La Fondazione continua a reggersi sullo statuto del 2017, che prevede un unico socio: il Comune di Belluno. Di nuovi partner non c’è traccia. Ad aprile l’assessore parlava di “lavori in corso”; a settembre i lavori sono ancora lì.

La rete provinciale, poi. Culture Link era nato per fare della Fondazione la cabina di regia della cultura bellunese, con un’assemblea dei partecipanti, una governance condivisa, i comuni del territorio coinvolti nelle scelte. Quel disegno è stato ridotto a sportelli e servizi di accompagnamento: attività legittime, ma che nulla hanno a che vedere con un sistema culturale provinciale. I comuni che avevano aderito non hanno più avuto un ruolo.

La prova più evidente arriva da Feltre. In questi giorni il Comune ha presentato “La Sena viva”, la stagione che riporta in vita il teatro storico della città: dieci spettacoli, il Teatro Stabile del Veneto come partner artistico, Arteven per l’organizzazione, Fondazione Cariverona tra i sostenitori. Una bella notizia per la provincia. Ma in quel progetto la Fondazione Teatri delle Dolomiti semplicemente non c’è. Il secondo teatro storico del territorio riapre costruendo il proprio percorso altrove, dopo aver confermato già ad aprile l’intenzione di non entrare nell’ente.

Se questa doveva essere la regia provinciale, la regia non si è vista.

Infine, il Buzzati. Si era parlato di apertura a nuove realtà nella programmazione del teatro comunale. A luglio la stampa ha registrato che la Residenza teatrale resta affidata agli stessi tre soggetti storici.

Il risultato è una Fondazione ridotta a un ruolo marginale: gestisce servizi, custodia e biglietteria per conto del Comune, riceve contributi, ma non esercita più alcuna funzione di indirizzo. Uno strumento amministrativo, non più un soggetto culturale.

Chiedo quindi all’amministrazione risposte pubbliche e precise: quando il nuovo statuto arriverà in consiglio comunale e quanto è costato l’incarico; quali comuni fanno oggi parte di Culture Link; perché la Fondazione è rimasta fuori dalla riapertura della Sena; come sono stati ripartiti i contributi ricevuti tra 2024 e 2026.

La cultura bellunese merita trasparenza, non annunci.

Massimo Ferigutti
Ex presidente della Fondazione Teatri delle Dolomiti, ideatore del progetto Culture Link